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	<title>Ligucibario &#187; calabria</title>
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		<title>Metti una cubaita d’inverno a Natale…</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 12:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/023.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22066" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/023-225x300.jpg" alt="023" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Manca poco al <strong>Natale</strong>, ogni luogo (ogni famiglia) “custodisce” i propri riti e i propri cibi.<br />
E’ così anche in Liguria, in una casa si addobba l’albero in una si allestisce il presepe (talora si “cede” a entrambi, per la gioia dei bambini…), a levante si prepara la <strong>spungata</strong> a ponente la <strong>cubaita</strong> (col pandöçe zeneize ben al centro…), in città si afferma la <strong>galantina</strong> e nelle campagne la <strong>zeraria</strong>, un paese organizza il confeugo un altro una processione.</p>
<p>Di cubaita Ligucibario®, notoriamente, si è già occupato. E’ un dolce antico, croccante, che <strong>a Triora chiamano “turùn”</strong>. La parola è dall’arabo qubbat = mandorla.<br />
Si presenta a mo’ di sottile cialda (poca farina, acqua, albume) con farcia soda di nocciole trite, noci, miele (acacia o millefiori) sciolto a fuoco tenue, zest di limone o arancia grattugiato…; non esiste una ricetta unica ed assoluta, ma propone una certa qual parentela anche e soprattutto con dolci dell’Africa nord-orientale, ad es. della Tunisia, e con <strong>le copate senesi</strong> “uscite” da un convento nel ‘400 (e parenti delle <strong>ostie ripiene pugliesi</strong>).<br />
Ogni etto di frutta secca prevede indicativamente 80 grammi di miele.<br />
Si consideri che già il ghiottone &#8211; e miliardario &#8211; romano <strong>Apicio</strong> o chi per lui (1) descrive un <em>nucatum</em> dolce (nux, nucis = noce), preparato con mandorle, miele e albume, in qualche modo progenitore di quei torroni che sono il vanto di Cremona ed altre città. Ed in Sicilia – ma anche in Calabria &#8211; incontriamo infine la <strong>giuggiolena</strong> (giulgiulan), con mandorle, miele, semi di sesamo.<br />
Come i croxetti, la cubaita può esser incisa tramite pinze a dischetto, ottenendo disegni e stemmi.<br />
Delicata e non stucchevole, ottimamente conservabile, calorica ma proteica (con Omega3, fibre, calcio, ferro), abbina bene ad es. un <strong>DOC Pigato passito, da servire a 8-9°C</strong>.<br />
(1) al famoso <em>De re coquinaria</em> dedicai 13 anni fa un approfondito studio, <em>Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio in cucina</em>, si veda <a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">a questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Tonno Callipo. Una storia di coraggio italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 15:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ligucibario® non si occupa di “cronaca”, tanto meno di quella extraregionale. Tuttavia, grazie a Il fatto quotidiano di sabato 9 aprile 2016 ho appreso una vicenda di cui non conoscevo alcunché, che mi ha profondamente toccato e che pertanto desidero a mia volta – da cittadino onesto &#8211; diffondere. Ovvero le continue minacce della ‘ndrangheta ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/tonno-callipo-storia-italiana/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16825" style="width: 391px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2016/04/Foto0338.jpg"><img class=" wp-image-16825" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2016/04/Foto0338-300x225.jpg" alt="mediterraneo" width="381" height="286" /></a><p class="wp-caption-text">c&#8217;è più storia in un&#8217;onda del mediterraneo che&#8230;</p></div>
<p>Ligucibario® non si occupa di “cronaca”, tanto meno di quella extraregionale. Tuttavia, grazie a <strong><em>Il fatto quotidiano</em> di sabato 9 aprile 2016</strong> ho appreso una vicenda di cui non conoscevo alcunché, che mi ha profondamente toccato e che pertanto desidero a mia volta – da cittadino onesto &#8211; diffondere. Ovvero le continue minacce della ‘ndrangheta all’imprenditore calabrese Pippo Callipo.<br />
Costui è il “re” del tonno mediterraneo attraverso un marchio che, fondato dal bisnonno Giacinto, dal 1913 è garanzia di qualità, e che oggi come gruppo dà lavoro, in una regione devastata dal malaffare, a circa 330 fra dipendenti e collaboratori. Lo stabilimento occupa circa 34mila mq, di cui 9mila al coperto, e si affida alle più avanzate tecnologie producendo 5.500 tonnellate di conserve l’anno, per nove decimi commercializzate nel nostro Paese. Chi non conosce le lattine col veliero e gli slanciati barattoli in vetro della Callipo?<br />
Pippo Callipo, quarta generazione famigliare, Cavaliere del Lavoro, presiedette Confindustria Calabria dal 2001 al 2006, e già sul finire di quel mandato denunciò il racket che lo perseguitava, scrivendo al Presidente della Repubblica in persona, all’epoca Azeglio Ciampi. Le intimidazioni criminali sono infine approdate ad un intero caricatore sparato contro una sua proprietà.<br />
Ancor oggi Callipo è una delle rare per non dire rarissime aziende, a livello nazionale, a svolgere l’intera lavorazione in Italia, nello stabilimento di Maierato (Vibo Valentia), senza delocalizzarne alcuna fase. La produzione (si veda anche il bellissimo, e meritorio, sito aziendale <span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000;" href="https://www.callipo.com/">www.callipo.com</a></strong></span>) è tutta trasparente e tracciabile. Vi si respira l’artigianalità di un tempo.<br />
Pippo Callipo, al vertice direttivo dal 1981, ha anche dato vita all’Associazione “Io resto in Calabria”, <span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000;" href="https://www.iorestoincalabria.it/">www.iorestoincalabria.it</a></strong></span>, in difesa della propria terra e in totale opposizione alle corruttele che la sfigurano. Fra le innumerevoli attività sociali, nel 2012 l’azienda ha inteso anche appoggiare “Musica contro le Mafie” iniziativa nata dalla cooperazione tra il MEI di Faenza (Meeting delle etichette indipendenti) e la casa discografica MK Records di Cosenza. Un libro-cd, edito da Rubbettino (altro marchio calabrese), che descrive il contrasto quotidiano alle mafie, e la centralità del linguaggio e della musica come strumenti per incoraggiare e formare nei giovani una capacità critica e una responsabilità sociale. Ma anche per osteggiare quella dispersione scolastica la quale poi – lasciandoli in strada senz’arte né parte &#8211; favorisce proprio il loro ingaggio da parte della malavita.<br />
Io sono felice di aver appreso grazie a <em>Il fatto quotidiano</em> questa vicenda, e ho ritenuto mio dovere “estenderla” ai lettori del mio sito. Credo fermamente che il made in Italy autentico vada tutelato e promosso a piena voce. Ma credo che in questo caso si sia anche in presenza di un coraggio che ha dell’eroico. Occorre quindi che le persone cui stanno a cuore le sorti di questa povera patria sventurata passino parola, trasmettano le informazioni contenenti valore vero, sappiano riconoscere la luce e rifiutare il buio, in modo tale da premiare quelle imprese – chiedo scusa: <strong><em>quegli imprenditori</em></strong> &#8211; i quali non solo si ostinano a praticare la qualità, ma anche sfidano la più odiosa e inaccettabile delle criminalità.<br />
Imprenditori che è un onore conoscere.<br />
Umberto Curti</p>
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		<title>Olive e cucine d&#8217;Italia. La Calabria</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 09:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nella cucina calabrese domina (si sa!) il piccante, ricette salumi conserve di verdura propongono una vera predilezione per il fuoco forte dei peperoncini, si pensi alla &#8216;nduja suina e alla rosa marina di pesciolini, bombe da spalmare sul pane&#8230; Terra &#8220;economicamente&#8221; difficile, dal clima caldo-secco, il peperoncino fungeva nei secoli passati da conservante numero uno, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-calabria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/02/oleario_featured.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9358" alt="Oleario, gli olii di Ligucibario" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/02/oleario_featured-300x73.jpg" width="300" height="73" /></a>Nella cucina calabrese domina (si sa!) il piccante, ricette salumi conserve di verdura propongono una vera predilezione per il fuoco forte dei peperoncini, si pensi alla &#8216;<em>nduja</em> suina e alla <em>rosa marina</em> di pesciolini, bombe da spalmare sul pane&#8230; Terra &#8220;economicamente&#8221; difficile, dal clima caldo-secco, il peperoncino fungeva nei secoli passati da conservante numero uno, ma il ricettario calabrese poi riflette positivamente il mix di culture relative ai popoli &#8211; e ai culti &#8211; che sin dall&#8217;antichità hanno abitato quest&#8217;ambito mediterraneo, uno dei cuori della Magna Grecia, paesaggio indimenticabile&#8230; Ecco gli agrumi, le melanzane, le cipolle di Tropea, i fichi, i frutti del bosco (tra cui meravigliosi funghi) e poi molte <em>cultivar</em> impiantate dal Nuovo Mondo, il pomodoro, divenuto ben presto indispensabile, e il peperone. Quanto alle proteine della carne, di cui la dieta umana necessita, il mare dà ad esempio acciughe e tonni, mentre l&#8217;allevamento si concentra naturalmente sul maiale e sulle specie ovine (donde ottimi formaggi), ma è assai diffusa la caccia a selvaggine come il cinghiale. Una minimale ma sagace industria della pasta commercia formati e tortelli interessanti, sovente con farcie di formaggio e soppressa suina. Fra i dolci, infine, varie frittelle &#8220;rituali&#8221; e il torrone anche nella versione cosiddetta &#8220;gelata&#8221; (con agrumi canditi) confermano il menu dei luoghi pienamente italico con influssi dall&#8217;Asia e dall&#8217;Africa. Un menu cui avvicinare ovviamente gli olii extravergine delle 3 DOP, Alto Crotonese, Bruzio, Lamezia, in genere dal fruttato medio, complessi quanto a sentori, e con note amare e piccanti ben armonizzate. Bottiglie piacevolissime, cui via via i produttori stanno affiancando produzioni organoletticamente più delicate, per sposare anche piatti dal sapore meno deciso</p>
<p>Le <em>cultivar</em> locali più importanti sono:</p>
<p><strong>Carolea, Dolce di Rossano, Grossa di Cassano, Grossa di Gerace, Ottobratica, Roggianella, Sinopolese </strong></p>
<p>Umberto Curti, <a href="https://www.ligucibario.com/" target="_blank">Ligucibario®</a></p>
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