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	<title>Ligucibario &#187; ca&#8217; di voi</title>
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		<title>A cena al &#8220;Ca&#8217; di voi&#8221; di Calizzano</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 14:49:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20240907_134316.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26374" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20240907_134316-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Poco fuori dal centro di <strong>Calizzano</strong> (SV), in un contesto boscoso curato come pochi, dove la mano dell’uomo preserva e migliora ciò che la natura ha donato e dona, sorge l’agriturismo “Ca’ di voi” della famiglia Ferraro. Vi si può splendidamente dormire e vi si può splendidamente mangiare. Cavalli, star boxes, “tecci” ristrutturati (1), percorsi escursionistici ad anello arricchiscono ogni anno una proposta di ospitalità e gastronomia charmant senza essere snob. Io conobbi questa cucina “di famiglia” già molti anni fa, direi una ventina, nella limitrofa Riofreddo di Murialdo, entrando con Luisa in una trattoria che presumevo semplice semplice e viceversa assaggiando un&#8217;epifania – come piace a me &#8211; di pietanze riuscite riuscite, frutto di una riflessione, equilibrate, ergo digeribili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250701_151149.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26376" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250701_151149-95x300.jpg" alt="smart" width="95" height="300" /></a>Adesso al “Ca’ di voi”, accolti dalla gentilissima Adele Ferraro, ogni estate Luisa ed io festeggiamo i rispettivi onomastici, il 21 giugno e il 6 settembre sono dunque appuntamenti fissi coi menu degustazione della casa. Qualche sera fa, seduti nella sala interna (ma l’agriturismo propone anche un confortevole déhors), dalla cucina – “governata” dal fratello di Adele &#8211; ci è quindi giunta in tavola, dopo un amuse-bouche, una successione di piatti davvero elegante, che ancora una volta ci ha condotti a fine cena senza sovraccarichi: tartare di manzo (servita Deogratias alla giusta temperatura) con brunoise di pomodori secchi; sformato caldo di ortiche e pecorino; verdura dell’orto ripiena; intrigante insalatina di legumi, dadolata di verdure e gallo; ravioli di borragine ed erbe di campo al burro fuso e persa, bei profumi mediterranei; lasagna gratinata al ragù di verdure dell’orto e salsiccia dell’azienda Canova (2), forse la sola portata perfezionabile, personalmente chissà interverrei con noce moscata, o persa…; reale di vitello cotto in forno a legna al timo e limone, oppure filetto di maiale cotto a bassa temperatura in doppia panatura alla camomilla; contorno di patate e verdure di stagione; friandises e pre-dessert; infine la ricca carta dei dolci fra cui il tiramisù alla ciliegia scelto da me e la mousse al cioccolato con albicocche caramellate e amaretti “maison” scelta da Luisa. Vino alla carta e disponibile (“prevenendo” gli etilometri) anche a calice, e commendevole varietà di liquorini, amari e grappe a fine-pasto, fra cui pruspino, azzeruolo&#8230;.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20230928_224123.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26378" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20230928_224123-300x242.jpg" alt="smart" width="300" height="242" /></a></p>
<p>Amici Lettori – che da tanti anni non siete poi pochi &#8211; , come sapete Ligucibario® è una piattaforma di cultura alimentare, non contiene né mai conterrà pubblicità, perché non gli occorre e perché nuocerebbe alla sua indipendenza ed autorevolezza. Ciò che vi racconto è dunque sempre esito di esperienze dirette e di opinioni autentiche, sebbene – lo ammetto – il <a href="https://www.ligucibario.com/?s=calizzano+mon+amour&amp;submit=%20" target="_blank">mio amore per Calizzano sia cosa nota e articolata</a>. Buon appetito quindi al “Ca’ di voi” (e fatemi conoscere le vostre opinioni)!</p>
<p>(1)in zona i “tecci” sono gli antichi essiccatoi da castagne, li chiamano canissi in valle Arroscia, scau a Garessio (CN)… Qui un approfondimento su <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/seccherecci/" target="_blank">cosa sono i tecci</a></p>
<p>(2)Canova è un allevamento-macelleria (carni bovine e suine) di Calizzano. Io ho avuto il piacere di conoscere etno-gastronomi quali Luigi Veronelli, Giovanni Rebora e molti altri, e pertanto non cesserò mai di felicitarmi con chi pratica concretamente le cultivar autoctone, le filiere brevi, i grani antichi, gli olii extravergine di qualità… L’antropocene in cui ci tocca vivere – connotato da cambiamenti climatici, inquinamento, agromafie… &#8211; compromette infatti le sostenibilità e le biodiversità, e chi fa la mia professione è <em>ipso facto</em> chiamato in causa dalla parte giusta della barricata (a questo link trovate anche un <a href="https://www.sabatelli.it/shop/e-book/biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario/" target="_blank">“Glossario”</a> che ho redatto nel 2023 per il Comune di Genova, gratuitamente richiedibile all’editore).</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>20 cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 10:10:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Escursioni, ciclovie, cultura, musei, soste golose&#8230; Il genius loci di quest&#8217;area racconta outdoor, storia, buona cucina. 20 rilassantissime cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro, sconfinando tra Liguria e Piemonte, in un&#8217;estate rovente e inquieta. Vi scrivo un amore per queste terre che da 20 anni scalda e nobilita la mia vita. Due ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/20-cose-da-fare-tra-val-bormida-e-val-tanaro/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-porcini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21101" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-porcini-300x200.jpg" alt="foto porcini" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Escursioni, ciclovie, cultura, musei, soste golose&#8230; Il <em>genius loci</em> di quest&#8217;area racconta outdoor, storia, buona cucina.</p>
<p><strong>20 rilassantissime cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro, sconfinando tra Liguria e Piemonte,</strong> in un&#8217;estate rovente e inquieta.</p>
<p>Vi scrivo un amore per queste terre che da 20 anni scalda e nobilita la mia vita. <strong>Due sole avvertenze, amici Lettori:</strong> l&#8217;escursionista saggio pianifica sempre con prudenza le proprie uscite. Ed il visitatore di musei verifica sempre giorni, orari e modalità d&#8217;apertura delle strutture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Immergersi nella faggeta della Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta, solenne cattedrale d’alberi secolari, per un <em>forest bathing</em> prezioso al corpo e all’anima (fresche aree picnic lungo i percorsi, la prima già al colle del Melogno).</li>
<li><strong>Passeggiare sul lungolago di <a href="https://www.comuneosiglia.it/" target="_blank">Osiglia</a></strong>, tagliato a metà da ponte Manfrin, che consente fotografie d’autore, e prevedere una doverosa sosta alla macelleria del paese (“Galese”), per la deliziosa salsiccia.</li>
<li><strong>Esplorare – mi raccomando senza fretta &#8211; il centro storico di <a href="https://www.comune.millesimo.sv.it/" target="_blank">Millesimo</a></strong>, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, dominato dal castello carrettesco (uno dei tanti che punteggiano ciò che fu feudo di questa casata). Acquisti golosi sotto i portici, e cena in piazza o immediati dintorni (mi piace molto il format de “La Pintadera” di chef Torterolo in piazza Ferrari), quando il tramonto via via lascia spazio ad atmosfere medievaleggianti.</li>
<li><strong>Percorrere l’Alta Via dei Monti Liguri appena fuori <a href="https://www.comune.bardineto.sv.it/hh/index.php" target="_blank">Bardineto</a></strong>, fino al monte Carmo (1.389 m), tra giogo di Toirano e giogo di Giustenice. Shopping indispensabile al banco freschi del celebre caseificio “Frascheri”.</li>
<li><strong>“Conquistare” l’antichissima abbazia di San Pietro in Varatella</strong>, che ha origini colombaniane e dall’alto fronteggia austeramente il mare, proteggendo vallata e naviganti. Una processione di devoti ogni anno la raggiunge lungo erti sentieri per sentir Messa.
<p><div id="attachment_21105" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/calizzano.jpg"><img class="size-medium wp-image-21105" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/calizzano-225x300.jpg" alt="Calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Calizzano</p></div></li>
<li><strong>Regalarsi le botteghe e la gastronomia di <a href="https://www.comunedicalizzano.it/hh/index.php" target="_blank">Calizzano</a></strong>, funghi, castagne, torte verdi, carni, acque di fonte…, tra un oggetto di ceramica di Giuliana (“Terra e legno”, via Garibaldi) e un gelato al “K2” (via 25 aprile) che crea dipendenze. Menu d’eccellenza (intendo creatività senza stravaganze) all’agriturismo “Ca’ di voi” in frazione Caragna, e notti di silenzio assoluto all’agriturismo “La brinetta” in frazione Frassino, accolti dalla gentilissima famiglia Pesce a pochi metri dalla faggeta.</li>
<li>Posteggiare al colle del Quazzo e dopo un’ora abbondante di facile salita ecco la sommità di monte <strong>Spinarda (1.357 m), tripudio di erbe, fiori e farfalle</strong>, “altopiano” da cui la vista può spaziare su tutte le catene montuose circostanti. Disponendo di 2 auto, si può ridiscendere con altro percorso direttamente a frazione Valle e quindi a Calizzano.</li>
<li><strong>Visitare il Museo dell’arte vetraria ad <a href="https://www.comune.altare.sv.it/" target="_blank">Altare</a></strong>, presso la magnifica Villa Rosa in stile liberty, e garantirsi il gusto della miglior tradizione al ristorante “Quintilio” (via Gramsci), che perpetua ricette d’antan. Mio padre, che era gourmet vero, lo scoprì negli anni &#8217;80 del secolo scorso, se la memoria non mi tradisce il menu sciorinava soavità come peperoni ripieni, maccheroni ai porcini, coniglio, selezioni di formaggi&#8230;</li>
<li><strong>Scoprire il commovente museo “C’era una volta” a Riofreddo, frazioncina di <a href="https://www.comune.murialdo.sv.it/" target="_blank">Murialdo</a></strong> dove il tempo pare fermarsi. Poco oltre, o poco prima secondo provenienze, la magnifica chiesa di San Lorenzo, quattrocentesca, sorveglia la provinciale con l’alto campanile gotico e l’inconfondibile lunetta sopra il portale. Shopping di formaggi alla vicina bottega, o felici pasti &#8211; dai prezzi onestissimi &#8211; al ristorante “Il ponte”, quello del magnifico elisir “Spingitutto”.</li>
<li><strong>Respirare passione sportiva al notevolissimo Museo della bicicletta di <a href="https://www.comune.cosseria.sv.it/" target="_blank">Cossèria</a></strong>, progetto del compianto Luciano Berruti, mancato di recente ma di cui resta ben viva la memoria. Cossèria va anche celebre per le rievocazioni napoleoniche, poiché vi si svolsero accaniti scontri (13-14 aprile 1796…).
<p><div id="attachment_21106" style="width: 258px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/garessio.jpg"><img class="size-medium wp-image-21106" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/garessio-248x300.jpg" alt="Garessio" width="248" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Garessio</p></div></li>
<li><strong>Fotografare il quieto, accogliente centro storico di <a href="https://www.comune.garessio.cn.it/it-it/home" target="_blank">Garessio</a> (Borgo Maggiore)</strong>, dal volto medievale, sotto i ruderi del castello. E’ un altro dei “Borghi più belli d’Italia”. Apericena, ad esempio, all’Agribar del Duduro, coi tavoli proprio dinanzi al Palazzo Comunale, profumo di tome e di brüss, acquistabili anche nella bottega a Borgo Ponte o nell’agriturismo in frazione Prossaldo.</li>
<li><strong>Salire (in auto) alla Colla di Casotto</strong>, donde si dipartono infiniti percorsi trek&amp;bike, fra cui l’ascesa frequentatissima al monte Mindino (1.879 m), e dove “Il gallo di monte” – grazie a Paola e Fabiola &#8211; assicura sorrisi, taglieri di salumi e formaggi, e alcuni curati piatti un po’ piemontesi un po’ liguri.</li>
<li><strong>Innamorarsi della (restaurata) Reggia sabauda di Casotto</strong>, in mezzo ai boschi, che prima fu certosa di monaci, solitari ma alacri, oggi cuore di un territorio che dona escursioni di vario impegno (certune molto note agli appassionati), formaggi e paste di meliga.</li>
<li><strong>Sedere ai tavoli della “Locanda del mulino” di Beppino Occelli, a Valcasotto</strong>, spazi luminosi per una cucina di classe, una bella carta dei vini, e un carrello di formaggi – vi assicuro &#8211; letteralmente tra i migliori d’Europa.</li>
<li>Svoltare da Nasagò, lungo la Statale 28, <strong>verso Barchi e la sua torre saracena</strong>, antico cilindro di pietra appollaiato sulla rupe, a sorvegliare i transiti lungo la sottostante strada di valle. Nella vicina Trappa, serena sosta sempre lungo la Statale alla “Fabbrica del cotone”, con tartare all’albese e vitel tonnati a regola d’arte (la sera anche pizza).
<p><div id="attachment_21107" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/ormea.jpg"><img class="size-medium wp-image-21107" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/ormea-225x300.jpg" alt="Ormea" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ormea</p></div></li>
<li><strong>Raggiungere <a href="https://www.comune.ormea.cn.it/it-it/home" target="_blank">Ormea</a>, magari in occasione di quei “treni storici” a vapore</strong> che durante l’anno vi arrivano da Ceva trainando carrozze &#8220;centoporte&#8221;, lungo una struggente ferrovia che era stata chiusa nel 2012 ma che oggi Deogratias è riaperta a fini turistico-culturali. La cittadina, col suo reticolo ombroso di “trevi” (i vicoli), è già Piemonte montano, con una straordinaria balconata di escursioni che può durare giorni. Infinite, davvero infinite, le possibilità per placare l’appetito o sorseggiare un aperitivo.</li>
<li><strong>Pedalare (o camminare) lungo la ciclovia del Tanaro</strong>, che da Pievetta conduce sino a Ponte di Nava, fra villette, aree prative, piccole coltivazioni… Presso Cantarana, alzando gli occhi, ecco la sbalorditiva balma del messere, cui volendo si perviene con breve salita. Poco oltre, l’hotel “San Carlo”, celebre ristorante con terrazze sulle vasche per la pesca. Più avanti ancora ecco Ponte di Nava, crocevia che ospita 3 ottimi ristoranti, un bar che propone validi taglieri, e 2 eccellenti negozi di ortofrutta/alimentari. Da lì, Viozene e il Mongioie sono davvero ad un attimo…</li>
<li>Progettare <strong>da San Bernardo di Garessio l’ascesa al monte Galero (1.714 m),</strong> più agevole per i meno “fanatici” (come me) grazie all’opzione easy del passo delle Caranche. Dalla cima, con piccola croce metallica, nelle giornate terse si godono incredibili panorami tra val d’Aosta e Corsica.</li>
<li><strong>Assaggiare la polenta bianca (o saracena),</strong> risorsa delle aree rurali, <em>saudade</em> di grano saraceno (oggi anche farina bianca), patate, porri soffritti, porcini e panna. Regalava calorie energizzanti ad uomini e donne sfiniti dal lavoro nei campi, nei boschi, in malga&#8230; E’ oggetto, non a caso, di sentitissime sagre.</li>
<li><strong>Assistere all’incantevole <em>bal do sabre</em> (danza delle spade), che ogni anno da <a href="https://www.comune.bagnasco.cn.it/" target="_blank">Bagnasco</a></strong> s’irradia verso altre località, perpetuando un rituale simbolico che ha meritato anche il bellissimo docufilm di Sandro Bozzolo. Nella vicina Nucetto, imperdibile sulla Statale 28 il ristorante “Vittorio”, che conferma i trascorsi aurei di Bagnasco, con antipasti e “passeggiate” innovative capaci di attualizzare i grandi classici. A quel punto, suggerisco infine di seguire verso Ceva, che ha piccolo ma affascinante centro storico e, all&#8217;occorrenza, altre assai buone tavole. Non mangiandovi di frequente, qui lascio a voi scelte e &#8220;recensioni&#8221;&#8230;</li>
</ol>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, consulente e saggista di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/20-cose-da-fare-tra-val-bormida-e-val-tanaro/">20 cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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