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	<title>Ligucibario &#187; arte bianca</title>
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		<title>Pancogoli</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Erano nei secoli passati i fornai, ovvero gli artigiani dell&#8217;arte bianca, a Genova &#8211; ed anche a Venezia &#8211; . Assai controllati, per ovvie ragioni, dalle autorità, i pancogoli incidevano con un marchio a ferro rovente le produzioni, anche per tutelarsi dalle frodi. Sul tema, è disponibile per gli interessati e gli studiosi ormai un&#8217;ampia ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pancogoli/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Erano nei secoli passati i fornai, ovvero gli artigiani dell&#8217;arte bianca, a Genova &#8211; ed anche a Venezia &#8211; .<br />
Assai controllati, per ovvie ragioni, dalle autorità, i pancogoli incidevano con un marchio a ferro rovente le produzioni, anche per tutelarsi dalle frodi.<br />
Sul tema, è disponibile per gli interessati e gli studiosi ormai un&#8217;ampia documentazione, storica e storiografica, anzitutto presso l&#8217;Archivio di Stato genovese, in via di Santa Chiara, quartiere di Carignano, luogo di cultura assai attivo, comodo a raggiungersi anche con l&#8217;autobus 35&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…<br />
(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lievitazione naturale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:32:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; quella originaria, con la pasta madre, più lunga e laboriosa. Si “contrappone” a quella con lievito di birra, che dobbiamo agli studi di Pasteur di metà Ottocento, e a quella coi baking chimici messi a punto da Liebig nel medesimo periodo, perfetti con gli impasti di farine deboli che si “alzano” col calore del ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/lievitazione-naturale/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; quella originaria, con la pasta madre, più lunga e laboriosa. Si “contrappone” a quella con lievito di birra, che dobbiamo agli studi di Pasteur di metà Ottocento, e a quella coi baking chimici messi a punto da Liebig nel medesimo periodo, perfetti con gli impasti di farine deboli che si “alzano” col calore del forno…<br />
Il pandolce genovese più antico è naturalmente quello alto, &#8220;alzato&#8221; dalla pasta madre, mentre quello basso – malgrado il nome “antica Genova” – è una sorta di pastafrolla ottocentesca, con burro, più veloce a farsi grazie al baking…<br />
Esistono poi metodi &#8220;intermedi&#8221;, con biga (filoni e ciabatte&#8230;), poolish (baguettes, focacce&#8230;), pasta da riporto (pizze a portafoglio&#8230;). Il mio suggerimento, in casa, è quello di cimentarsi passo passo, perché la pasta madre (che richiede tempo e rinfreschi specifici) può &#8211; ho detto può, e non che di sicuro debba &#8211; inizialmente frustrare le aspettative.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Speciale Calizzano. I pani di Alex</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 13:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-vetrina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21750" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-vetrina-232x300.jpg" alt="smart" width="232" height="300" /></a>Ligucibario®, da sempre, non contiene spazi pubblicitari (si mantiene “libero”). Ma da sempre ha il piacere di raccontare produttori, artigiani, chef e quant’altri concorrano alla qualità del <em>made in Liguria</em>.</p>
<p>Vent’anni di <strong>Calizzano</strong> m’inducono oggi a progettare uno “speciale” tramite il quale segnalare ai miei Lettori (che da tanto non sono poi pochi…) le eccellenze di questo borgo quasi montano dell’Alta Val Bormida, di cui ho già scritto tanto (leggetemi ad es. <a title="umberto curti calizzano mon amour" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/" target="_blank">qui</a> ma anche <a title="umberto curti calizzano profumo di comunità" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">qui</a>) ma di cui non mi stanco di esplorare i sentieri, i carruggi, le botteghe, le buone tavole.</p>
<p>Dedico con affetto la prima “puntata” ad <strong>Alex, panificatore bravissimo</strong> (e persona cordialissima), da cui con Luisa di solito acquisto l’occorrente per i picnic.</p>
<p>Calizzanese, ancora molto giovane, questo “baldo giovine” dopo il diploma scolastico è condotto da varie concomitanze verso Millesimo (dove lavorerà 8 anni), “aiuto” fornaio, dentro una quotidianità dove comincia a familiarizzare col pane, la pasticceria, persino le prime <em>bighe</em> (si tratta di pre-fermenti).</p>
<p>Nel 2017 si sente però pronto per costruire un ambiente di lavoro proprio, e a Calizzano si apre una possibilità che neppur richiederebbe l’accensione di mutui. Inizia così la gestione – più che mai famigliare… &#8211; di un’attività d’arte bianca, che all’inizio richiede tante messe a punto, ma purtroppo il padre di Alex viene colto da infarto, e ciò inevitabilmente scombussola alcune delle prime pianificazioni aziendali. Peraltro, e per fortuna, Alex intrattiene ottimi rapporti coi compaesani e la bella bottega “Pan dei caruggiu” in centro paese, apparentemente un competitor, gli fornisce suggerimenti preziosi, all’insegna di una meritoria correttezza non solo professionale. <strong>Una storia bella, questa, forse difficile da emulare nelle grandi città, dove non si sa più nemmeno chi sia il vicino della porta accanto…</strong></p>
<p>Alex rafforza quindi i propri propositi, affiancando al pane tradizionale anche alcune idee più creative, più particolari. I mesi estivi da giugno a settembre, certo, sono ancora quelli che fanno la differenza, grazie a villeggianti e turisti, con incassi che accrescono un fatturato giocoforza minore nei mesi invernali, quando a Calizzano rimangono solo i residenti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-con-pani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21751" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-con-pani-300x300.jpg" alt="smart" width="300" height="300" /></a>Oggi la bottega vede Alex supportato dalla mamma e, al banco, da Cristiana. I cavalli di battaglia sono la <strong>focaccia</strong> (da genovese posso testimoniare: eccellente), il pane con le nocciole, il pane 100% farina integrale spolverato con semola…, nonché qualche incursione culinaria come la torta verde (nel Ponente ligure una vera religione), la farinata…</p>
<p>Le farine giungono soprattutto del mulino Valente, con una predilezione per le semintegrali tipo 1 e 2. Per la pasticceria, dove la frolla chiede tipicamente farine “fiore”, viceversa dal mulino Quaglia.</p>
<p>Natale è la festa per la quale infornare anche <strong>6 diverse tipologie di pandolce (basso)</strong>, molto golose, impastate con farina 0 e 1, e talvolta addirittura integrale. Vado a memoria: cioccolato e menta, fichi e noci, frutti di bosco con copertura di cioccolato bianco…</p>
<p>Alex ha ovviamente tenuto fuori dal laboratorio ogni sansa ed ogni strutto, lavorando con un olio che arriva a pagare addirittura 6,75 € al litro (si badi che il consumo s’attesta intorno ai 6-7 litri al giorno). Categoricamente proibiti anche i miglioratori, ovvero quegli enzimi chimici che accelerano le lievitazioni e che – malgrado il nome &#8211; non migliorano alcunché (da circa vent’anni io stesso muovo loro una guerra senza quartiere).</p>
<p>Come detto, Alex ha conosciuto i pre-impasti del metodo indiretto sin dai suoi esordi a Millesimo, ma si tratta di lavorazioni un po’ laboriose, che necessitano di abbattitori, specifiche attrezzature refrigeranti, e per ora non si confanno alla logistica e ai tempi del negozio. E’ invece presente talvolta – non ogni giorno &#8211; qualche grano antico, fra cui <strong>il noto Timilia (che ha tanti nomi), un grano duro siciliano pregiatissimo</strong>.</p>
<p>Ci avviamo pian piano al termine dell’intervista, o per meglio dire della conversazione. Che tocca anche le allergie, le intolleranze, <strong>il glutine</strong>, e quelle “sensitività” che spingono molti a credersi (senza esserlo) celiaci. Alex ragiona come me, ovvero imputa alle manipolazioni genetiche e all’eccesso di chimica molti dei disturbi alimentari che purtroppo – e sempre più &#8211; affliggono il nostro tempo, condizionando i nostri menu. E’ pur vero, mi fa notare, che i celiaci implicitamente frequentano esercizi e circuiti commerciali ad hoc, anche perché in un laboratorio di ridotte dimensioni sarebbe arduo prevenire la cosiddetta e insidiosa cross contamination e quindi “bollinare” i propri prodotti totalmente, con sicurezza, come gluten free.</p>
<p>Gli chiedo infine se nutra un sogno nel cassetto, data anche la giovane età, e mi rivela che anzitutto amerebbe sentirsi apprezzato in modo compiuto, e pian piano diventare un “promotore” di referenze alte, di qualità. <strong>La sincerità verso il cliente</strong> ripaga oggi come ieri, costituisce il primo mattone per costruire un edificio solido, a maggior ragione in un paese piccolo.</p>
<p>Ci salutiamo (ho scoperto una persona in parte diversa da quel che m’aspettavo), percependo, come si suol dire, <em>some good vibrations</em>. Mi confida che alla fin fine il lavoro è un “amore tossico”, che fagocita tanti spazi, ma il tono della voce sottolinea maggiormente la parola amore.</p>
<p>Anche per Luisa e per me il lavoro è un “amore tossico”, ma <strong>dopo tanti anni di Liguria, di marketing, di formazione turistica, di enogastronomia, come separarsene?</strong> Forse, come canterebbe un cantautore genovese, il lavoro talvolta è una mela stregata, non puoi più farne a meno se l’hai assaggiata… Felicitazioni sincere da Ligucibario®, caro Alex, e in bocc’al lupo per i mille pani e per tutto il resto che il tuo avvenire – di persona dinamica e positiva &#8211; ti riserverà!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Pani e panificatori d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 20:13:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pani e panificatori d&#8217;Italia L’editore Gambero Rosso pubblica “ Pane e Panettieri d&#8217; Italia 2019&#8243;, una guida di circa 350 nomi, forse pochi (la Liguria è tra le 6 regioni assenti quanto ad eccellenze), ma se ne auspica una crescita. Il settore dell’arte bianca nazionale è infatti protagonista ferito di una ”rivoluzione” del pane conclamatasi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/pani-e-panificatori-ditalia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/07/eleonora_baroni_chi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18507" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/07/eleonora_baroni_chi.jpg" alt="eleonora_baroni_chi" width="150" height="225" /></a></p>
<p>Pani e panificatori d&#8217;Italia</p>
<p>L’editore Gambero Rosso pubblica “ Pane e Panettieri d&#8217; Italia 2019&#8243;, una guida di circa 350 nomi, forse pochi (la Liguria è tra le 6 regioni assenti quanto ad eccellenze), ma se ne auspica una crescita. Il settore dell’<strong>arte bianca nazionale</strong> è infatti protagonista ferito di una ”rivoluzione” del pane conclamatasi circa 10 anni fa, per questo è tempo di ridefinire valore economico ed etico di un alimento sottovalutato come la farina. Occorre un rinascimento ideale. Concetti anni ‘70, quali quelli del “presto, bello e bene&#8221;, vanno superati. <strong>L&#8217; abbondante uso del lievito di birra, dei miglioratori chimici, di condimenti fra cui le sanse e gli strutti scadenti e la superficiale conoscenza delle materie prime di tanti apprendisti</strong> hanno prodotto criticità negli organismi dei consumatori e – a lungo andare – fors’anche proprio nelle tasche degli esercenti, sempre più incalzati da una competizione di soli prezzi.<br />
Dall’altra parte non bisogna dimenticare <strong>l&#8217;energia positiva di famiglie di fornai devote a tradizioni e territorio</strong>. ll loro punto di forza è costruire in prospettiva una sempre più coesa rete tra agricoltore, mugnaio (che trasforma i cereali utilizzando perlopiù macine a pietra) e panificatore, secondo i principi della sostenibilità e della consapevolezza. La mediaticità deve diventare strumento, premio, incoraggiamento per chi da anni ha deciso di investire energie e risorse in tale direzione.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/07/006.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18508" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/07/006-300x225.jpg" alt="006" width="300" height="225" /></a>E i cereali?</strong> Possiamo considerarli i pilastri dell&#8217;alimentazione umana e particolarmente della dieta mediterranea, la nostra principale fonte di carboidrati. Li consumiamo ogni giorno e giorno dopo giorno sotto forma di pasta, pane, pasticceria, farine, fiocchi e prodotti da forno d’ogni genere. Purtroppo in Italia il più diffuso è il grano “creso”, su cui non a caso infuriano querelle anche online. Degerminato e raffinato, è un prodotto molto diverso da quelle “varietà antiche” che si consumavano fino alla seconda guerra mondiale. La sua spiga, ora vicina al terreno per via della “nanizzazione” (lo stelo è lungo circa mezzo metro contro i due metri di prima), è più resistente ai fenomeni metereologici avversi, ha una resa quasi quintuplicata, ma è più sensibile alle erbe infestanti. La struttura chimica del suo glutine è sospettata d’indurre una risposta infiammatoria silente e cronica dell&#8217;intestino, causando intolleranze ecc.. Per fortuna oggi molti coltivatori, soprattutto del Sud Italia, stanno rilanciando le ”varietà antiche&#8221; di frumento: <strong>farro monococco, khorasan/grano etrusco, gentilrosso, saragolla, russello, senatore cappelli, timilia, perciasacchi&#8230;</strong> Grani non figli della moda, bensì – come preciserebbe <strong>Umberto Curti</strong> – non provenienti da mutagenesi radioattiva (neutroni e raggi gamma del cobalto), grani che hanno (legittimamente!) resa minore, ma non necessitano di erbicidi e pesticidi poiché più robusti, e che in tal modo evitano l&#8217;inquinamento sovente definitivo dei terreni e delle falde profonde. Questi doni dei campi sono fonte di vari polifenoli, vitamine, minerali, grassi polinsaturi, proteine, fibre, e sviluppano un glutine più facilmente aggredibile dagli enzimi intestinali.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/07/052.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18509" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/07/052-300x225.jpg" alt="052" width="300" height="225" /></a>Sperimentiamo in cucina, dunque, e proviamo a sostituire pane bianco, pasta e dolci a base di frumento “moderno”, con prodotti dove si impiegano questi grani eccelsi, per i quali <strong>Ligucibario®</strong> stesso &#8211; non da oggi &#8211; tanto si spende.<br />
Capire poi alcuni parametri tecnici delle farine al momento di far shopping può accrescere la nostra consapevolezza, eccovi perciò i principali: IL GRADO DI RAFFINAZIONE prevede “00”, “0”, “1”, “2” e “integrale&#8221;. Le farine più raffinate(più “spogliate”) vengono suggerite in molta pasticceria, si pensi alla pastafrolla, mentre le semintegrali sono ad es. eccellenti in panificazione e in tante ideazioni ricche di gusto, intense, un po’ rustiche.<br />
LA FORZA viene espressa in “W”, cosiddetto fattore di panificabilità che oscilla da 90 a 350, anche fino a 500 in alcuni casi di farina Manitoba. In base ad esso le farine si dividono in DEBOLI, MEDIE E FORTI, più una farina è forte e più il glutine si “imporrà” all&#8217; intestino… <strong>Verificate sempre la percentuale di proteine nella tabella nutrizionale riportata in confezione</strong>, e non accelerate i processi fermentativi!<br />
IL GLUTINE presenzia grano, orzo, avena, segale, farro, triticale (triticum+segale), non le altre farine, che dunque possono fungere da sostituti in numerose preparazioni (mais, grano saraceno, ceci, quinoa, miglio, castagne…).<br />
I PREIMPASTI sono – vi allude già il nome &#8211; prefermentazioni, e <strong>la pasta madre o crescente</strong> ne è forse l’esempio più celebre e “naturale”, ma ottimi artigiani stanno rivalutando pasta da riporto, biga e poolish, importanti poiché favoriscono una lievitazione lenta che quasi prescinda dal lievito di birra, e consentono un affaticamento minore da parte dell&#8217; apparato digerente. “Sfornano” prodotti fragranti, ben conservabili, con alveolature fitte ed una bella coesione crosta-mollica.<br />
Certo, vi sarebbe ancora molto da dire e ancor più da fare, ma – da esperta e appassionata di cucina e catering &#8211; mi auguro che questi spunti possano essere un primo passo. D’ora in poi, amici lettori, comprare la farina non potrà più essere un prelievo distratto dagli scaffali dei supermercati, bensì un gesto attento, amorevole sia nei nostri confronti sia verso coloro per i quali cucineremo! Rimango in attesa di vostri commenti e graditissime domande, così da dare un seguito a questo mio primo articolo.<br />
<strong>Eleonora Baroni</strong></p>
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		<title>Pane e focaccia. Ottimi indirizzi in Liguria</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 11:09:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/07/DSCN4698.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16076" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/07/DSCN4698-225x300.jpg" alt="DSCN4698" width="225" height="300" /></a>Pane, focaccia, pizza in teglia, a volte farinata e torte salate, grissini, gallette, pasticceria secca (canestrelli, cobeletti, pandolce&#8230;), ecco questa settimana una carrellata di ottimi &#8220;forni&#8221; in Liguria. I segreti delle migliori ricette? La qualità della materia prima e la pazienza delle lavorazioni. Chi pensa che nei forni si possano usare ingredienti mediocri (dalle farine all&#8217;olio extravergine) e accelerare brutalmente i processi produttivi in nome della quantità e del profitto è su una pessima strada.<br />
<strong>Umberto Curti, Ligucibario®</strong></p>
<p>Il fornaio di Monterosso, via Fegina 112, Monterosso (SP)<br />
Chiesa, via al Castello 27, Santo Stefano d’Aveto (GE)<br />
Canale, via Roma 30, Portofino (GE)<br />
Maccarini, via San Rocco 46, Camogli (GE)<br />
Moltedo, via Assereto 15, Recco (GE)<br />
Focaccia e dintorni, via Canneto il curto 56r, Genova<br />
Pan bon, piazza Savonarola 31r, Genova<br />
Il focaccino, via Trebisonda 23r, Genova<br />
Mario, via San Vincenzo 59, Genova<br />
Claretta, via della Posta Vecchia 12r, Genova<br />
Antico forno di Borgo Pila, Piazza Paolo da Novi 43, Genova<br />
Manzella, piazza Colombo 22r, Genova<br />
Parodi, Lungomare di Pegli 217, Genova Pegli<br />
Marinetta, via Lemerle 13, Genova Voltri<br />
Priano, via Camozzini 76r, Genova Voltri<br />
U tappe, piazza Marconi 22, Campomorone (GE)<br />
Leoncini, via Roma 147, Rossiglione (GE)<br />
Gambino, via Ghiglini 102, Arenzano (GE)<br />
Supato, piazza Italia 10, Millesimo (SV)<br />
Cacciò, fraz. Gavenola Quartarole 1, Borghetto d’Arroscia (IM)<br />
Asplanato, via Bonfanti 37, Triora (IM)</p>
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		<title>Il #PMDAY14: virtù e tradizioni della pasta madre</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2014 13:08:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15945" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793-300x225.jpg" alt="DSCN4793" width="300" height="225" /></a>E’ confortante questo ritorno di interesse verso forme di <strong>panificazione tradizional</strong>i, “slow”, rispettose della naturalità degli impasti. Viviamo purtroppo tempi frettolosi, che ci inducono a consumare prodotti industriali sempre meno autentici, a trascurare le informazioni in etichetta… Ecco il progressivo espandersi delle <strong>intolleranze alimentari</strong>, dei più vari disturbi, delle piccole-grandi abitudini errate che alla lunga nuocciono al nostro organismo. Pensare che i cibi potrebbero essere farmaci (è il principio della <strong>nutraceutica</strong>), in grado se non di curare certamente di prevenire molte patologie… La dieta mediterranea è un’espressione sempre sulla bocca di tutti, ma quanti la conoscono a fondo e davvero la praticano?<br />
Anche l’<strong>arte bianca</strong> (dal pane alla focaccia alla pizza) ha scontato <strong>anni turbolenti</strong>. Farine di dubbia provenienza, olio di sansa o strutto al posto dell’olio extravergine, lievitazioni accelerate dai cosiddetti – e da me aborriti – “miglioratori”. E poi lo scandalo delle mozzarelle di bufala, e tante altre criticità che vanno a colpire proprio gli ingredienti base delle nostre migliori ricette, quelle che hanno reso celebre il made in Italy enogastronomico…<br />
Mi trova dunque entusiasta quest’idea del “<a title="pasta madre day" href="https://riccardoastolfi.wordpress.com/pasta-madre-day-2014" target="_blank"><strong>pasta madre day</strong></a>”, celebrato il 31 maggio, una festa che spero induca anche una riflessione ampia circa l’arte della panificazione, sia essa a livello casalingo o commerciale, e circa l’urgenza di tutelare e promuovere senza compromessi chi opera correttamente e rispetta usi e tipicità.<br />
La <strong>pasta madre</strong> (detta anche lievito naturale, crescente…) non è altro che un pre-fermento, un pre-impasto. Per secoli e secoli, prima d’isolare e “comprendere” il lievito di birra – e poi a metà ‘800 di mettere a punto i baking – la pasta madre è stata il lievito acido, gelosamente custodito, con cui le donne realizzavano pani e altre golosità, che poi portavano a cuocere nei forni pubblici. Il <strong>pane di Altamura</strong> (BA), insignito della DOP, è un capolavoro preparato con farina di grano duro e pasta madre. Il <a title="Pandolce genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pandolce/" target="_blank"><strong>pandolce genovese</strong></a> più antico è ovviamente quello lievitato con pasta madre, mentre la versione più bassa – pur squisita – è una sorta di pastafrolla assai più recente. Le migliori ciabatte sono impasti contenenti biga, un altro importante pre-fermento. La baguette, il celeberrimo “bastone” da passeggio francese, perfetto con formaggi e affettati, si confeziona incorporando il poolish, un altro pre-fermento simile ad una biga liquida…</p>
<p>Queste lavorazioni conferiscono <strong>digeribilità</strong>, rendono i prodotti molto <strong>più conservabili</strong> (mentre il pane industriale già alla sera non è più gran cosa), e giovano alle <strong>caratteristiche organolettiche</strong> di consistenza, fragranza…</p>
<p>Certo, <strong>preparare la pasta madre</strong> (magari allenandosi prima con biga e poolish) ha senso se poi si utilizza con una certa frequenza, dato che richiede pazienza e attenzione. Il mio consiglio è quello di impiegare una <strong>farina integrale</strong>, magari macinata a pietra, e <strong>acqua minerale</strong> (quella del rubinetto è sovente troppo clorata). Come <strong>innesco</strong>, v’è chi privilegia il <strong>miele</strong>, chi lo <strong>yogurt</strong>, chi la <strong>mela</strong>, chi gli <strong>agrum</strong>i… La pasta madre sarà <strong>matura</strong>, dopo i canonici 15 giorni d’incubazione, se dopo un rinfresco raddoppia di volume in circa 4-6 ore (ad una temperatura di almeno 20°). L’odore caratteristico di yogurt, piacevole, è dato dai batteri lattici che sono più numerosi dei batteri acetici, la buona pasta madre propone infatti un’acidità di circa 4,5 pH, e una consistenza elastica ma non troppo appiccicosa.</p>
<p>Non allarmarti, fraterno lettore: il segreto, come sempre, è uno solo, è quello di provare e riprovare, di sperimentare il comportamento della materia prima mettendo alla prova le proprie capacità. L’impasto è infatti una creatura vivissima, soggetta a molte variabili, che chiede il nostro impegno e parla di noi.</p>
<p><strong>Buona pasta madre a tutti!</strong></p>
<p>Umberto Curti, Ligucibario®</p>
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		<title>Il farinologo e la giocolataia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 09:39:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ con gioia che Ligucibario® si arricchisce di due nuove collaborazioni, cui saranno affidate due rubriche specifiche. Luca Traverso, il “farinologo”, ed Emanuela Floris, la “giocolataia”. Sono stati entrambi miei allievi (benché siano persone già da anni intensamente calate nel lavoro), li ho molto apprezzati come persone, prima ancora che come corsisti, e di entrambi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-farinologo-e-la-giocolataia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ con gioia che Ligucibario® si arricchisce di due nuove collaborazioni, cui saranno affidate due rubriche specifiche. Luca Traverso, il “farinologo”, ed Emanuela Floris, la “giocolataia”. Sono stati entrambi miei allievi (benché siano persone già da anni intensamente calate nel lavoro), li ho molto apprezzati come persone, prima ancora che come corsisti, e di entrambi mi hanno colpito il sorriso curioso, la luce negli occhi, l’entusiasmo professionale.</p>
<div id="attachment_15112" style="width: 209px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-15112 " alt="Il farinologo Luca Traverso" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/09/Luca-Traverso-199x300.jpg" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il farinologo Luca Traverso</p></div>
<p>Luca Traverso, il “farinologo”, è un giovane con esperienze nella ristorazione all’estero, ha frequentato con profitto l’Università dei Sapori di Perugia, e infine anche il corso di qualifica per fornaio-panificatore presso l’ente ISCOT Liguria, dove ci siamo conosciuti. E’ un talento autentico, possiede vitalità contagiosa, sperimenta materie prime e accostamenti, vederlo impastare &#8211; e sentirlo raccontare &#8211; è un piacere inesauribile. Non a caso, già mi affianca in occasione di eventi e tasting.</p>
<div id="attachment_15113" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-15113  " alt="Emanuela Floris, giocolataia" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/09/emanuela-floris-225x300.jpg" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Emanuela Floris, giocolataia</p></div>
<p>Emanuela Floris, la “giocolataia”, ha lavorato e lavora in pasticcerie genovesi importanti, acquisendo un sapere via via sempre più creativo. Ha frequentato con profitto il corso a voucher “arte del cioccolato” presso l’ente ISCOT Liguria, dove ci siamo conosciuti. Ama inventare, ma ama anche scrivere, e di continuo approfondisce, nella professione e nella propria cucina, i temi della sensorialità e dell’organolettica. Come immaginare due collaborazioni migliori? Ai remi, ragazzi, e buona traversata!</p>
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