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	<title>Ligucibario &#187; anice</title>
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		<title>Pandolce, alto o basso?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 13:38:44 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/rolli2.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-26659" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/rolli2-300x280.png" alt="rolli2" width="300" height="280" /></a></p>
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<p>Quando nei corsi e nelle conferenze domando a chi mi sta di fronte quale sia il pandolce zeneize più antico, ovvero quello alto o quello basso, quasi sempre mi viene risposto “quello basso”, poiché esso via via venne – ingegnosamente – chiamato “antica Genova”&#8230;</p>
<p>In realtà il pandolce più antico è quello alto, lievitato con pasta madre (è dunque preparazione più lenta e complessa), mentre quello basso si afferma da metà Ottocento, grazie al baking, ai lieviti chimici messi a punto da Liebig, quello dei dadi, lieviti i quali agiscono – ottimamente in presenza di impasti “deboli” &#8211; col calore del forno: di fatto il pandolce basso è una sorta di pastafrolla, più friabile, e tendenzialmente si è affermato anche grazie ad una maggior ricchezza di canditi, uvetta…</p>
<p>Da storico dell’alimentazione attento a fonti e documenti, io non mi sento di affermare un link certo col paska, un dolce persiano che veniva portato al sovrano di quel regno da un giovinetto. Posso viceversa affermare che o pandöçe era in origine un impasto basico, lievitato col crescente che le donne serbavano nelle madie e meticolosamente rinfrescavano, e dolcificato anzitutto con miele. In seguito, giungendo nel porto di Genova merci magnifiche, questo dolce andò rafforzandosi quanto a frutta candite (la tecnica origina peraltro dal mondo arabo), zibibbo, aromatizzazioni con anice o finocchietto…</p>
<p>A Natale, il rito prevede come noto che il giovane di casa ne infilzi la sommità con un rametto d’alloro, e il pater familias ne porzioni le fette, ma una verrà poi messa da parte per chi dovesse suonare alla porta, ed un’altra per il 3 febbraio, San Biagio, quando (non solo a Genova) si benedice la gola e il naso…</p>
<p>L’abbinamento enologico prioritario è, beninteso, per quello alto con una coppa di Moscato della DOC Tigullio-Portofino o piemontese, per quello basso con uno Sciacchetrà della DOC Cinque Terre o comunque un passito a bacca bianca.</p>
<p>Al pandolce Ligucibario® ha dedicato ovviamente innumerevoli contenuti, e dunque amico Lettore puoi ancora una volta utilizzare una directory di risorse completa. Ti suggerisco di iniziare il viaggio leggendomi a questo link&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>3 febbraio, San Biagio e il pandolce genovese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 11:21:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25198" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/rolli2.png"><img class="size-medium wp-image-25198" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/rolli2-300x280.png" alt="pandolce genovese" width="300" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">pandolce genovese</p></div>
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<p>3 febbraio, San Biagio e il pandolce genovese</p>
<p>Il 3 febbraio si celebra <strong>San Biagio</strong> (di Sebaste), vescovo armeno e martire, vissuto tra III e IV secolo e venerato anche dagli Ortodossi.<br />
A <strong>Chiavari</strong> (GE), in Liguria, è contitolare della parrocchia di Bacezza. Ogni 3 febbraio presso il Santuario mariano di N.S. dell&#8217;Olivo, lungo l’Aurelia “di collina”, riedificata nel secolo XVII per la cessazione di una pestilenza, si celebra l&#8217;Eucaristia benedicendo il grano e venerando una reliquia del Santo.</p>
<p>Pochissimo peraltro conosciamo della sua biografia. Ma è figura che interessa anche i gastronomi poiché, come noto, “el dì de San Bias se benediss la gula e el nas”, così dicono in Lombardia, mangiando una porzione di <strong>panettone</strong> (il pan grande) specificamente messo da parte, e talora benedetto…</p>
<p><strong>L’uso ricorre anche a Genova, col pandolce, che a Natale si prepara sia nella versione alta (più antica, lievitata con pasta madre) sia nella versione bassa (sorta di pastafrolla, più friabile, lievitata con baking), oggi la preferita</strong>, tendenzialmente più ricca…<br />
Dicono origini da un dolce persiano, <em>il paska</em>, che veniva offerto dai giovani sudditi al sovrano, ma di certo posso soltanto affermare che ö pan döçe era semplicemente un pane che le donne di casa lievitavano col crescente naturale custodito nella madia – accuratamente rinfrescato coi bagnetti – e arricchivano con quel che di dolce trovavano… Oggi le pasticcerie migliori competono con cornucopie di pinoli, canditi, uvetta, e taluni profumano con anice, o finocchietto.</p>
<p>Questo “must” genovese di fine pranzo (<strong>pan del marinaio</strong> in Riviera e <strong>Genoa cake</strong> nel mondo), sia alto o basso, merita poi sempre un rito casalingo peculiare, è infatti il più giovane di casa a conficcare o rimuovere nel pandolce un rametto d’<strong>alloro</strong>/ulivo, ma è soltanto il <em>pater familias</em> ad affettarlo e distribuirlo, serbandone 2 fette, una appunto per San Biagio, ed una fasciata col tovagliolo per i primi bisognosi che bussassero all’uscio…</p>
<p>Su questi temi ho scritto tanto, ed ebbe un picco di navigazioni e “consensi” un mio post &#8211; con video della ricetta &#8211; del 19 novembre 2015 (<a href="http://www.ligucibario.com/pandolcegenovese/">http://www.ligucibario.com/pandolcegenovese/</a>), nel quale “sentenziavo” Mai Natale senza pandolce!</p>
<p>Che si consumi a Natale, o il 3 febbraio, o in qualunque momento dell’anno, un tulipanino di passito a bacca bianca sarà sempre l’abbinamento migliore, e chi può concedersi uno <strong>Sciacchetrà </strong>al profumo delle Cinque Terre… D&#8217;altronde, nulla è più moderno della tradizione, nulla è più innovativo della classicità!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Focaccia di Lerici</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2024 16:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La focaccia di Lerici (fugassa de Lerse) è un dolce natalizio, coi consueti canditi, frutta secca, uvetta, profumato di Marsala e d’anice in semi. Un tempo si usava la pasta del pane a lievitazione naturale o il lievito madre, senza uova. Risultava meno morbida, ma emergeva il profumo di ogni ingrediente. Oggi si velocizza con ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccia-di-lerici/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La focaccia di Lerici (fugassa de Lerse) è un dolce natalizio, coi consueti canditi, frutta secca, uvetta, profumato di Marsala e d’anice in semi. Un tempo si usava la pasta del pane a lievitazione naturale o il lievito madre, senza uova. Risultava meno morbida, ma emergeva il profumo di ogni ingrediente. Oggi si velocizza con farine 00 e lievito di birra. In frazione Tellaro (dove visse i suoi ultimi anni Mario Soldati) eseguono una ricetta analoga, bucata al centro, somigliante per aspetto al krapfen… Il calice in abbinamento è un passito a bacca bianca.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Pane di san Rocco di Borgomaro (IM)</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 18:29:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Panettoncino&#8221; basso e soffice, con extravergine locale, talora arricchito con semi di finocchio / anice. Perfetto quello di &#8220;Nonna Pierina&#8221;. San Rocco si festeggia il 16 agosto. Appestato (secolo XIV) da coloro di cui si prendeva cura, fu accudito da un angelo e sfamato da un cane che gli recava pane quotidianamente. Umberto Curti L’alfabeto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pane-di-san-rocco-di-borgomaro-im/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Panettoncino&#8221; basso e soffice, con extravergine locale, talora arricchito con semi di finocchio / anice. Perfetto quello di &#8220;Nonna Pierina&#8221;. San Rocco si festeggia il 16 agosto. Appestato (secolo XIV) da coloro di cui si prendeva cura, fu accudito da un angelo e sfamato da un cane che gli recava pane quotidianamente.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Focaccia dolce di Sarzana</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 20:48:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Focaccia dolce di Sarzana (SP), una &#8220;crescentina&#8221; che s’arricchisce e si profuma con frutta secca, semi d’anice… Ne parla anche lo scrittore-regista torinese Mario Soldati in Vapor di Val di Magra (1959). Nel Ventimigliese, è dolce la cosiddetta &#8211; e analoga &#8211; focaccia della nonna, bassa e piatta. Più strettamente simile al pandolce, invece, la ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccia-dolce-di-sarzana-sp/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Focaccia dolce di Sarzana (SP), una &#8220;crescentina&#8221; che s’arricchisce e si profuma con frutta secca, semi d’anice… Ne parla anche lo scrittore-regista torinese Mario Soldati in <em>Vapor di Val di Magra</em> (1959).<br />
Nel Ventimigliese, è dolce la cosiddetta &#8211; e analoga &#8211; focaccia della nonna, bassa e piatta. Più strettamente simile al pandolce, invece, la focaccia di Lerici. Anticamente erano ricette da testo, con il calore sopra e sotto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pansarole</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 17:26:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pansarole, alla maniera &#8211; beninteso &#8211; di Apricale (IM)&#8230; Sono frittelle romboidali (bugie) della domenica successiva all’8 settembre, una sorta di bauletto lievitato a base di farina, latte, uova, lievito di birra, zest di limone e zucchero, e si possono servire – in coppe &#8211; irrorate d’anice o con un luculliano zabaglione caldo. Gli ottimi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pansarole-alla-maniera-di-apricale-im/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pansarole, alla maniera &#8211; beninteso &#8211; di Apricale (IM)&#8230; Sono frittelle romboidali (bugie) della domenica successiva all’8 settembre, una sorta di bauletto lievitato a base di farina, latte, uova, lievito di birra, zest di limone e zucchero, e si possono servire – in coppe &#8211; irrorate d’anice o con un luculliano zabaglione caldo. Gli ottimi ristoranti del paese non stanno trascurando la ricetta. Le sposerai bene ad un passito, ad es. Pigato…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
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		<title>Torta di riso</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:17:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Torta di riso, dopo il geniale tormentone di alcuni comici l&#8217;auspicio è che proprio non finisca mai&#8230; Può essere bianca oppure rossa, salata oppure dolce (dolce la incontri prevalentemente nello spezzino, Vezzano Ligure, Castelnuovo Magra, Ameglia, Ortonovo…). Quantunque Recco (GE) ne abbia talvolta rivendicato la paternità, la torta di riso al forno – peraltro compresa ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-riso/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Torta di riso, dopo il geniale tormentone di alcuni comici l&#8217;auspicio è che proprio non finisca mai&#8230;</p>
<p>Può essere bianca oppure rossa, salata oppure dolce (dolce la incontri prevalentemente nello spezzino, Vezzano Ligure, Castelnuovo Magra, Ameglia, Ortonovo…). Quantunque Recco (GE) ne abbia talvolta rivendicato la paternità, la torta di riso al forno – peraltro compresa nel ricettario nazionale dell’Artusi (1891) * &#8211; è anche a Sarzana (torta detta “scema” per la semplicità degli ingredienti, e priva di sfoglia), a Monterosso (torta di Soviore, rossa, omaggio al santuario omonimo), in Val Bormida (con i porri), a Taggia (con le zucchine trombetta)…<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/torta-di-riso-rossa_5.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/torta-di-riso-rossa_5.html</a><br />
Chiede ad esempio un DOC Colli di Luni Vermentino, o un più aromatico Pigato ove la ricetta aggiunga odori. La versione dolce è simile al budino di riso all’inglese, e potrebbe “attenere” a quelle famiglie ebree di Brescello (RE) e Mantova, territori vocati al riso, cui dobbiamo un ruolo circa la spongata. Vi si può aggiungere l’anice come piacevolissimo rinfrescante.<br />
* ovviamente torte di riso s&#8217;incontrano, assai celebri, a Bologna, Massa-Carrara, Napoli&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Anicini</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 20:27:33 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/anicini/">Anicini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’anice proviene dal Mediterraneo orientale. Si pretese un’etimologia delirante dal greco aniemi = scacciare (le coliche…). Utilizzata in liquoreria, pasticceria, farmacia (come espettorante, digestivo…), entra soprattutto in alcune preparazioni dolci. Tipici un po&#8217; di tutta la Liguria e ad es. di Noli (SV), gli <strong>anicini</strong> – o finocchini &#8211; propongono tuttavia un’origine probabilmente non ligure, pare siano un’idea ottocentesca della pasticceria Maggiore di Refrancore (AT), e s&#8217;incontrano anche in Sardegna. L’impasto di questi &#8220;biscotti del Lagaccio&#8221; in miniatura è d’uova, farina, zucchero, <a title="Acqua di fiori d’arancio" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/acqua-di-fiori-darancio/">acqua di fiori d’arancio</a>, frutti (non sono semi!) d’anice, non esiste peraltro una ricetta unica, taluni aggiungono un poco di lievito, taluni un po&#8217; di semi di finocchietto&#8230; Cotto dentro stampi imburrati, in forma di filone, per una ventina di minuti, l&#8217;anicino viene poi tagliato &#8220;sbieco&#8221; a fette, che si biscottano (cioè si ri-cuociono).<br />
A questo link hai come sempre una mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/11/anicini_5.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/11/anicini_5.html</a><br />
L&#8217;abbinamento, come per i cantucci toscani, è un passito a bacca bianca, là è il vin santo da trebbiani e malvasie, qui ad es. il Pigato DOC del Ponente&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/anicini/">Anicini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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