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	<title>Ligucibario &#187; aglio</title>
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		<title>Pesto di maggiorana</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:20:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tante le varianti &#8211; come ho scritto (anche qui su Ligucibario®) centomila volte &#8211; sul tema pesto, gloria locale, mortaio e pestello sempre in azione ma anche, si badi, in assenza di basilico… A conferma che le salse da mortaio si preparavano con quel che c’era in base a stagioni e possibilità, sperando che vi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pesto-di-maggiorana/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tante le varianti &#8211; come ho scritto (anche qui su Ligucibario®) centomila volte &#8211; sul tema pesto, gloria locale, mortaio e pestello sempre in azione ma anche, si badi, in assenza di basilico…<br />
A conferma che le salse da mortaio si preparavano con quel che c’era in base a stagioni e possibilità, sperando che vi fossero sempre aglio e sale grosso, ovvero il farmaco e il conservante.<br />
E tutt&#8217;al più il pecorino sardo, poiché la Repubblica di Genova interagiva con Sardegna e Corsica.<br />
Quindi pesto con prezzemolo (e noci), pesto con timo, pesto con fagiolini, pesto con spinaci, pesto con ortiche, pesto con menta, pesto con bietole&#8230;<br />
Orto ed erbe spontanee.<br />
Il pesto di maggiorana, in particolare, ottimo ad esempio coi croxetti, oggi è assurto alla de.co. a Vendone (SV), tradizione anzitutto delle frazioni a valle, Crosa, Castellaro. A Vendone possono condirvi le locali lazarene (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), sorta di lasagnette &#8220;rustiche&#8221;.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pesto sporco</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:07:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pesto sporco, curiosa definizione, talvolta nell’entroterra ligure indicava un pesto di maggiorana (persa), pimpinella… Come al solito, insomma, un pesto con quel che c’era, tenuto conto che il &#8220;classico&#8221; basilico &#8211; affermatosi nel pesto dall&#8217;Ottocento &#8211; risentiva delle stagioni. Pesto significava semplicemente &#8220;battuto&#8221;, eventualmente con spinaci, timo, fagiolini&#8230; Fondamentali, nelle salse al mortaio, erano solo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pesto-sporco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pesto sporco, curiosa definizione, talvolta nell’entroterra ligure indicava un pesto di maggiorana (persa), pimpinella…<br />
Come al solito, insomma, un pesto con quel che c’era, tenuto conto che il &#8220;classico&#8221; basilico &#8211; affermatosi nel pesto dall&#8217;Ottocento &#8211; risentiva delle stagioni.<br />
Pesto significava semplicemente &#8220;battuto&#8221;, eventualmente con spinaci, timo, fagiolini&#8230;<br />
Fondamentali, nelle salse al mortaio, erano solo il sale grosso (un conservante) e l&#8217;aglio (un &#8220;farmaco&#8221;), e tutt&#8217;al più il formaggio sardo poiché la Repubblica di Genova interagiva con Sardegna e Corsica&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Di che pesto sei?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29493" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/DSCN9400.jpg"><img class="size-medium wp-image-29493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/DSCN9400-300x225.jpg" alt="basilico, mortaio e pestello" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">basilico, mortaio e pestello</p></div>
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<p>Tu di che pesto sei?&#8230; Poiché presto terrò il consueto storytelling sul pesto agli allievi del 7° corso per Guida Ambientale Escursionistica, durante le recenti Festività ho effettuato una sorta di “refreshing”, testando o ri-testando – anche in compagnia di Luisa Puppo e amici “gourmet” &#8211; una quindicina anzi quasi una ventina di prodotti, di diverso livello sin dal prezzo di vendita. Abbiamo in tal senso utilizzato una &#8220;scheda&#8221; di degustazione organolettica che ho messo a punto anni fa proprio per impiegarla nei corsi.</p>
<p><strong>La cucina ligure non fu né mai sarà (malgrado i mega-mortai galleggianti sul Tamigi…) solo pesto, ma indubbiamente questa salsa consente una public history ricchissima d’implicazioni sociali, economiche, quasi antropologiche. Non a caso tutti scrivono – talvolta pontificano &#8211; di pesto, non a caso in Liguria non v’è più un evento dove qualcuno non pesti pesto…</strong></p>
<p>Quel che leggerete di seguito, anche quando (garbatamente) esprimo riserve verso qualche pesto in assaggio, è scritto come sempre in spirito di servizio, e nel pieno rispetto del lavoro altrui. Commercializzare un pesto di qualità mantenendosi su prezzi ragionevoli non è infatti impresa semplice, chi fa il mio mestiere lo sa bene, e la concorrenza sugli scaffali dimostra che la “sfida” tra marchi è intensa e sempre in progress.</p>
<p>I primi suggerimenti che sento qui di dare al buongustaio &#8211; oltre a leggermi ad es. <a title="tutto quello che avreste voluto sapere sul pesto" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">a questo link</a> &#8211; orientano anzitutto le scelte verso il pesto fresco, quello nei banchi frigo, evitando le referenze con shelf life prolungate (effetto di pastorizzazione e conservanti che snaturano i caratteri della materia prima). Inoltre, occorre leggere con attenzione gli ingredienti in etichetta, c’è basilico e basilico, gli anacardi non valgono i pinoli, gli olii di seme non valgono l’extravergine, il grana padano non vale tout court il parmigiano reggiano * . Infine, occorre sincerarsi che la percentuale di basilico fresco (beninteso non estratti / aromi) si attesti quantomeno intorno al 30%, poiché è quest’erba “da re” a regalarci l’aroma che pretendiamo, e “pretendere” che nel pesto vi siano l’aglio e il pecorino (sardo), poiché le origini narrano la necessità di un conservante e i traffici di Genova con Corsica-Sardegna.</p>
<p>Facendo tuttavia la spesa, talora leggeremo subito ingredienti che poco ci parranno coerenti: farina, patate, zucchero, mandorle, fibre vegetali (dal bambù al pisello), latte in polvere, acido lattico ** , finanche burro… Questi sono di solito i barattoli mediocri, che si disputano la fascia di posizionamento intorno, circa, ai 22 euro al chilo. Contengono un pesto assai modesto, che verosimilmente farà storcere il naso ai Zeneixi, un pesto da insalate, bruschette, pasta fredda coi pomodorini, più che da mandilli o trofiette o testaroli.<br />
In tal senso, ma con piacere offrirò loro altre chance, mi hanno emozionato poco i pesti di Rana, di Lidl, di Biffi, di Coop (se non nel segmento “Fior fiore”, peraltro un po’ formaggioso), e – mi duole dirlo – anche di “Latte Tigullio”, che lavora in ricetta olio prevalentemente non extravergine, una % di basilico del 27%, grana padano in aggiunta al parmigiano, prescinsêua, fibra vegetale&#8230;</p>
<p>Bene, viceversa, i casi “Stemarpast” (di Genova), “Eurospin” (Pesto alla genovese), “Todis” (quasi tutti ingredienti biologici) ed “Esselunga” (piuttosto avvolgente e di carattere malgrado la bassa % di basilico), che con prezzi davvero alla portata garantiscono un’esperienza organolettica francamente non banale.</p>
<p>Passando viceversa ai pesti freschi *** da cui più mi aspettavo, ovvero ai produttori molto reputati, o molto distribuiti, o molto “local”, i quali dunque, per ragioni diverse, sovente propongono prima ancora del prodotto l’immagine-brand, colloco “Novella” tra coloro che in questi anni hanno enormemente migliorato la salsa (si pensi alla texture, oggi cremosa alla giusta densità), giungendo ad un “compromesso” che meritatamente piace a tanti, e che sposa benissimo gnocchi, trenette, picagge, e addirittura non solo pasta. Chapeau.</p>
<p>Ho poi apprezzato moltissimo “Calcagno” (prevedibili e ottimi i sentori di basilico, ne parlai <a href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-2/" target="_blank">già qui</a> nel mio top of the year 2025), “Sacco” (vellutato e intenso), “Parodi” (ben bilanciato, forse un pizzico salato), “Ramella” (un po’ povero di basilico, ma ben dosato quanto a pecorino fiore sardo e ad aglio).</p>
<p>A seguire, collocherei “Pesto per amore” (buono malgrado l’olio di girasole e l’assenza di pecorino), il “Portofino” (duttile, piacevole, nonostante alcuni ingredienti poco convincenti), il “Trofiaio” (connotato da grana padano e purtroppo privo di pecorino), il “Manuelina” (per i miei gusti un po’ poco pungente), e “Il pesto di Pra’” (buono quantunque un po’ fluido, formaggioso, e con una nota amarognola in chiusura). Credo infine vi siano ampi spazi di miglioramento per il “Carli”, alquanto oleoso, salato, e con note d’anacardi ed erbacee (che però non rinviavano direttamente a basilico).</p>
<p>Amici di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, fatemi sapere le vostre preferenze e l’esito delle vostre “incursioni”, il pesto è contemporaneamente genius loci e patrimonio di tutti, conoscerlo bene e degustarlo al meglio è un momento di buonessere, ogniqualvolta sia possibile scegliamo cultivar autoctone, prodotti certificati, accorciamo le filiere, nutriamoci di qualità!</p>
<p>*non mi si fraintenda: il grana padano DOP è un ottimo formaggio, ma il disciplinare del parmigiano reggiano DOP è ben più stringente (ad es. per gli additivi e la stagionatura), e ne fa un prodotto di maggior personalità ed eccellenza</p>
<p>**l’acido lattico artificiale, come noto, è molto poco congeniale ai neonati e ai bambini per la difficoltà di metabolizzazione, rivolgersi sempre al pediatra di fiducia</p>
<p>***via via i prezzi possono salire, non a caso, sino a circa 53 euro al chilo…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>L&#8217;emigrazione dei cibi. Una conferenza di Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 10:07:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; In sinergia con la mostra “Racconti di viaggio, cammini creativi, le esplorazioni e il tempo del pellegrinaggio”, presso la Sala Caduti di Nassirya della Provincia di Savona, via Sormano 12, e su invito della cara Silvia Bottaro di Associazione Aiolfi, alle ore 16.30 di venerdì 10 ottobre ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lemigrazione-dei-cibi-una-conferenza-di-umberto-curti/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lemigrazione-dei-cibi-una-conferenza-di-umberto-curti/">L&#8217;emigrazione dei cibi. Una conferenza di Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/locandina-in.-COLLATERALI-bis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26621" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/locandina-in.-COLLATERALI-bis-212x300.jpg" alt="locandina-in.-COLLATERALI bis" width="212" height="300" /></a></p>
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<p>In sinergia con la mostra “Racconti di viaggio, cammini creativi, le esplorazioni e il tempo del pellegrinaggio”, presso la Sala Caduti di Nassirya della Provincia di Savona, via Sormano 12, e su invito della cara Silvia Bottaro di <em>Associazione Aiolfi</em>, alle ore 16.30 di venerdì 10 ottobre terrò la conferenza “<strong>L’emigrazione dei cibi. Un ponte gastronomico fra Liguria e America Latina</strong>”, con proiezione di diapositive.<br />
Ingresso libero.<br />
Dopo la vasta eco suscitata dal Convegno “Emigrazione. Dalla Liguria al mondo” svoltosi al MEI di Genova il 15 marzo, e la successiva pubblicazione degli Atti contenenti anche il mio intervento, mi piace ritornare su una tematica che fortemente coinvolge noi liguri e che s’estende ad abbracciare molteplici aspetti sociali, economici, culturali…<br />
Sebbene per certi versi sembrino trascorsi millenni, l’emigrazione ligure fu la prima nelle Americhe, e forse la più peculiare, ciò che non poteva non riverberarsi anche in àmbito gastronomico.<br />
Ovvero là dove ancora una volta la cucina ligure si rivela connessione verso l&#8217;altrove, link quasi ancestrale.<br />
Così, il 10 ottobre sarà l’occasione per percorrere <strong>la fainà, la fugazzeta, i ñoquis, i ravioles, il menestròn…, usi e costumi – e come dimenticare l’aglio, e il baccalà, e il caffè? -</strong> di un continente col quale oggi come ieri ci affratelliamo, e tali relazioni costituiscono una materia di studio che dà e darà inesauribili spunti all&#8217;antropologo, allo storico, al gastronomo.<br />
Amici Lettori, vi aspetto.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lemigrazione-dei-cibi-una-conferenza-di-umberto-curti/">L&#8217;emigrazione dei cibi. Una conferenza di Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Bugiando</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 12:19:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Bugiando è una polenta bianca con patate (+ acqua, olio evo e sale grosso marino) nata circa un secolo fa a Fiorino (e Sambuco), nell&#8217;entroterra di Genova Voltri. Una sagra la festeggia nel periodo di San Bartolomeo da oltre trent&#8217;anni. Si &#8220;riversa&#8221; &#8211; quand&#8217;è cotta e amalgamata &#8211; sul piano, dandole la forma grosso modo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bugiando/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Bugiando è una polenta bianca con patate (+ acqua, olio evo e sale grosso marino) nata circa un secolo fa a Fiorino (e Sambuco), nell&#8217;entroterra di Genova Voltri.<br />
Una sagra la festeggia nel periodo di San Bartolomeo da oltre trent&#8217;anni.<br />
Si &#8220;riversa&#8221; &#8211; quand&#8217;è cotta e amalgamata &#8211; sul piano, dandole la forma grosso modo cilindrica di un Parmigiano, e poi si affetta un po&#8217; spessa tramite un filo o cordino.<br />
Si condisce tradizionalmente con un &#8220;pesto&#8221; d&#8217;aglio, pinoli e formaggio grattugiato, da render cremoso, ma anche con vari sughi.<br />
Ligucibario® ama abbinarle una Bianchetta, a 11°C in tulipani a stelo alto, o un Ormeasco qualora l&#8217;accompagnino condimenti con carni e salsiccia.<br />
A Sambuco sono celebri anche i cobeletti, pasticceria secca con confettura, e se ridiscendete al mare assaggiate la focaccia di Voltri, sottile, cotta sul piano del forno cosparso di farina di mais, e la (quasi estinta) farinata di zucca&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(24). Il pesto è una salsa?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:03:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte24-il-pesto-e-una-salsa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Il pesto è una salsa?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>24. il pesto è una salsa? </strong>Certamente sì, ovvero una preparazione a crudo (diversamente da un sugo), in cui pertanto primeggia la qualità delle materie prime. Il pesto &#8211; celebrità che a mio parere non necessita di mortai gonfiabili sul Tamigi&#8230; &#8211; appartiene a quella famiglia di preparazioni al mortaio che in Liguria comprendono anche la salsa di noci (perfetta coi pansoti), la salsa di pinoli (perfetta coi corzetti valpolceveraschi), il marò di fave (marò proviene significativamente dall&#8217;arabo), il machetto di sardine (parente di garum e colature)&#8230; In qualche modo esse discendono da &#8220;madre agliata&#8221; (sarsa aggiadd-a), che certo non accompagnava la pasta, e fra gli ingredienti il sale fungeva sempre da conservante, l&#8217;aglio da disinfettante. Direi che nel tempo Ligucibario® ha ripetutamente chiarito pressoché ogni aspetto del tema, vi basta cliccare le relative voci sull'&#8221;alfabeto del gusto&#8221;, e l&#8217;auspicio è che anche le meno conosciute non si estinguano&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte23-cose-un-berodo/" target="_blank">la ventitreesima faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Dieta mediterranea</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:46:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dieta mediterranea è risultata non a caso una delle voci più estese nel mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; (richiedibile gratuitamente in pdf a questo link). Non si tratta meramente di un claim, creato a suo tempo dal marketing per incentivare l’utilizzo di pasta, olio ecc. presso consumatori e soprattutto consumatrici desiderose di conservare o ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dieta mediterranea è risultata non a caso una delle voci più estese nel mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; (richiedibile <em><strong>gratuitamente</strong></em> in pdf <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Non si tratta meramente di un claim, creato a suo tempo dal marketing per incentivare l’utilizzo di pasta, olio ecc. presso consumatori e soprattutto consumatrici desiderose di conservare o ripristinare la linea… Bensì di uno stile di vita, di una cultura che si riverbera a tavola.<br />
E la &#8220;centralità&#8221; della Liguria nella Weltanschauung alimentare di Ancel Keys * , in tal senso, mi pare pienamente dimostrata dall’utilizzo dei derivati del grano ** , delle verdure crude o cotte, delle acciughe fresche o conservate, dei legumi, dalle note e meno note salse al mortaio dove sempre entrava l&#8217;aglio medicamentoso, dai castagni, dagli uliveti, dagli agrumeti, dai fichi freschi o secchi, e nell’entroterra dalle specie di ortaggi un poco più resistenti al clima, e infine &#8211; più di rado &#8211; dai formaggi ovini, dai funghi che odorano di mare… Liguria terra di nutraceutici!<br />
* vedi Ancel &amp; Margaret Keys, <em>Mangiar bene e stare bene</em>, ed. Piccin, 1962. Il biofisiologo statunitense morì centenario nel Cilento.<br />
** quasi sempre d’importazione da nord o da sud, come nota nel ‘600 il medico scaligero B. Paschetti. Tramite quei derivati s’impose anche il commercio (e il consumo) di pasta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>Cucina ligure per vegetariani e vegani</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 13:43:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure per vegetariani e vegani dalla Spezia a Ventimiglia In una stagione storica nella quale molte fasce di consumatori perseverano con modelli alimentari sbagliati e nocivi (trash food, prodotti da filiere non tracciabili, cibi sempre più “chimici”, abuso di carni rosse, grassi, alcol…), alternando quindi momenti di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-per-vegetariani-e-vegani/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-per-vegetariani-e-vegani/">Cucina ligure per vegetariani e vegani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25598" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/103.jpg"><img class="size-medium wp-image-25598" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/103-300x225.jpg" alt="carciofi liguri" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">carciofi liguri</p></div>
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<h2>Cucina ligure per vegetariani e vegani dalla Spezia a Ventimiglia</h2>
<p>In una stagione storica nella quale molte fasce di consumatori perseverano con modelli alimentari sbagliati e nocivi (<strong>trash food, prodotti da filiere non tracciabili, cibi sempre più “chimici”, abuso di carni rosse, grassi, alcol…</strong>), alternando quindi momenti di obesità a diete pericolosamente fai-da-te, è andata affermandosi da parte di alcuni la tendenza a diete vegetariane e vegane.<br />
Tendenza che si ammanta – legittimamente – anche di valori “ideologici”, fra cui in modo diretto o indiretto la difesa del Pianeta, là dove ad esempio l&#8217;allevamento intensivo contribuisce significativamente al riscaldamento globale.</p>
<p>Non entro nel merito delle scelte (l’individuo è libero fin quando non danneggia il prossimo e, appunto, l&#8217;ambiente di cui è ospite e non padrone), <strong>scelte che vanno comunque ponderate</strong> in quanto la rinuncia ad alcuni cibi, come noto, comporta carenze di vitamine B12 e D, calcio, ferro, acidi grassi omega 3, e constatiamo che tali nutrienti vengono perciò assunti tramite alimenti di origine vegetale “fortificati” (ad es. latte di riso o di soia addizionato del calcio, o cereali addizionati di ferro e vitamine), ed inoltre il bilanciamento di tali diete implica aggiunte di noci, semi di lino e frutta oleosa, ricchi di alcuni acidi grassi essenziali.</p>
<p>Mi limito dunque a precisare, ancora una volta, che quella piramide alimentare allestita dal <strong>famoso bio-fisiologo statunitense Ancel Keys</strong> (che si stabilì con la moglie nel Cilento e non a caso morì centenario), oggi opportunamente aggiornata, è sempre una straordinaria guida per indurci ad acquisti e pasti corretti.<br />
<strong>La Liguria s’affaccia sul Mediterraneo e vanta una civiltà millenaria</strong>, pertanto ci regala una cucina quotidiana basata su verdure, erbe spontanee ed aromatiche, pesce, olive, castagne e funghi…<br />
Poi il Nuovo Mondo le consentì di conoscere anche le patate, il pomodoro, il mais, i fagioli e fagiolini, le zucche e le zucchine, i peperoni e i peperoncini, il cacao, e ciò costituì una vera rivoluzione, agricola e a tavola…</p>
<h2>Cucina ligure per vegetariani e vegani: un menu possibile</h2>
<p>Sono perciò <strong>innumerevoli i piatti che anche i vegani e i vegetariani possono avvicinare in tutta serenità dalla Spezia a Ventimiglia</strong>, talora anche in differenti versioni locali, rammentando inoltre che in Liguria si consumano abitualmente vari <em>nutraceutici</em>, presenti dall’aglio all’olio extravergine, dalle erbe spontanee a varie frutta (risorse cui Ligucibario® ha dedicato negli anni innumerevoli scritti).</p>
<p>Innumerevoli, dicevo, i possibili piatti in menu di una cucina ligure per vegetariani e vegani:</p>
<ul>
<li>Ecco <strong>i finger food</strong> – quelli da divorare per strada ungendo non solo la <em>cartapaglia</em> tanto cara a sciamadde e fainotti… &#8211; come la focaccia, la farinata, i cuculli, la panissa e le panissette fritte, i friscêu, che hanno il solo difetto di generare dipendenza psicofisica.</li>
<li>Ecco <strong>le verdure in giardiniera e in addobbo, ecco il paté d’olive, di carciofi</strong>, e così via.</li>
<li>Ecco <strong>la pasta preparata senza uova</strong>, e che non di rado viene “avvantaggiata” con farina meno raffinata (o di castagne), ecco <strong>gli gnocchi di patate, e verso il Levante ecco i testaroli e poi i panigacci</strong>, quest’ultimi condivisi anzitutto con Fosdinovo (MS) e poi di fatto con l’intera, e bellissima, Lunigiana.</li>
<li>Ecco <strong>il minestrone alla genovese, ecco la mes-ciùa spezzina “di recupero”, ecco – nell’auspicio che ristoranti e trattorie non se ne dimentichino… &#8211; lo zimino di ceci e bietole</strong>.</li>
<li>Ecco <strong>i fagioli, conditi in insalata con l’extravergine DOP, la cipolla (splendida quella rossa genovese, a Zerli di Ne…) e se piace un pizzico di pepe nero</strong>.</li>
<li>Ecco <strong>gli spinaci alla genovese</strong>, saltati con uvetta e pinoli, che facevano da contorno obbligatorio alla cima.</li>
<li>Ecco il<strong> cundigiun</strong>.</li>
<li>Ecco il <strong>preböggiön di Ne</strong> con le patate.</li>
<li>Ecco la <strong>polenta</strong> che a Pignone e dintorni “incatenano” coi cavoli (la ricetta in questo caso deve ovviamente escludere il lardo).</li>
<li>Ecco infine <strong>la torta stroscia di Pietrabruna (IM), il castagnaccio o pattunn-a che dir si voglia, lo sciroppo di rose della Valle Scrivia</strong> che può dar profumi ineguagliabili a dolci e macedonie…</li>
</ul>
<p>Cucina ligure per vegetariani e vegani: debbo aggiungere altro? Sì: che i vostri commenti e suggerimenti saranno come sempre graditi e attentamente &#8220;meditati&#8221;&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Minestra baciccina</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 11:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Minestra baciccina è una ricetta casereccia, anzitutto onegliese (difatti la menziona Lucetto Ramella * ), e si “inventa” con ciò di cui si dispone, infatti il nome è per così dire giocoso, tendenzialmente si tratterà di patate, zucchine, pomodoro, cipolla, aglio, basilico, un’insalata e una pastina da brodo (io prediligo i fidelini). Digeribile ma saporita ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestra-baccicina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Minestra baciccina è una ricetta casereccia, anzitutto onegliese (difatti la menziona Lucetto Ramella * ), e si “inventa” con ciò di cui si dispone, infatti il nome è per così dire giocoso, tendenzialmente si tratterà di patate, zucchine, pomodoro, cipolla, aglio, basilico, un’insalata e una pastina da brodo (io prediligo i fidelini).<br />
Digeribile ma saporita e corroborante, l’aglio le dà grinta &#8220;nutraceutica&#8221; e il basilico profumi costieri, e volendo si apprezza anche tiepida quando l’inverno è trascorso o non è ancora arrivato.<br />
Finanze permettendo, poteva e può essere arricchita da un uovo sbattuto, da formaggio grattugiato, e da un salutare filo di extravergine locale, dato che Oneglia era emporio oleario fra i più importanti d&#8217;Italia…<br />
In assenza di basilico, ripiegare positivamente sulla persa (la maggiorana).<br />
* cui Ligucibario® dedica qui, sull&#8217;alfabeto del gusto, una specifica voce<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pestello</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 18:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il pestello, di legno duro (pero, olmo, melo, bosso…), è lo strumento con cui si battono i composti nel mortaio, ottenendo salse come il pesto, il marò, ecc. Un pestello valido è quello la cui forma ben segua il fondo ogivale del mortaio. Non poche famiglie genovesi lo utilizzavano a due teste, così da “salvarne” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pestello/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pestello/">Pestello</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il pestello, di legno duro (pero, olmo, melo, bosso…), è lo strumento con cui si battono i composti nel mortaio, ottenendo salse come il pesto, il marò, ecc. Un pestello valido è quello la cui forma ben segua il fondo ogivale del mortaio. Non poche famiglie genovesi lo utilizzavano a due teste, così da “salvarne” una dai sentori d’aglio, ingrediente onnipresente in quanto disinfettante… Il Ratto (Cuciniera genovese del 1863) chiama busso, cioè bosso, anche il cucchiaio di legno.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pestello/">Pestello</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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