<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; zuccarello</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/zuccarello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 10:24:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Che fai a Millesimo, una sera di luglio?&#8230;</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 13:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[ancel keys]]></category>
		<category><![CDATA[angeli matti]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[annibale salsa]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[biamonti]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Biovoci]]></category>
		<category><![CDATA[braudel]]></category>
		<category><![CDATA[cabella ligure]]></category>
		<category><![CDATA[daniele fiz]]></category>
		<category><![CDATA[don luciano]]></category>
		<category><![CDATA[dova superiore]]></category>
		<category><![CDATA[eremita]]></category>
		<category><![CDATA[franco arminio]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio caproni]]></category>
		<category><![CDATA[la capria]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[luca mercalli]]></category>
		<category><![CDATA[mallare]]></category>
		<category><![CDATA[matvejevic]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio pallante]]></category>
		<category><![CDATA[millesimo]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[parco beigua]]></category>
		<category><![CDATA[pino petruzzelli]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore settis]]></category>
		<category><![CDATA[sentiero di ilaria]]></category>
		<category><![CDATA[urbe]]></category>
		<category><![CDATA[val trebbia]]></category>
		<category><![CDATA[Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[zuccarello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=23122</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nella lieta cornice di Millesimo (uno dei “Borghi più belli d’Italia” cui Ligucibario® negli anni ha già dedicato pagine affettuose), una sera di luglio con Luisa Puppo ho assistito ad un monologo dell’autore-attore brindisino Pino Petruzzelli, momento engagé, di lirismo e di sensibilizzazione, che avrebbe meritato ben più folto pubblico, peccato. Personalmente seguo Petruzzelli, quando ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/">Che fai a Millesimo, una sera di luglio?&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23123" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-gaietta.jpg"><img class="size-medium wp-image-23123" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-gaietta-225x300.jpg" alt="il ponte della gaietta a millesimo (sv)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il ponte della gaietta a millesimo (sv)</p></div>
<p>Nella lieta cornice di <strong>Millesimo</strong> (uno dei “Borghi più belli d’Italia” cui <em>Ligucibario®</em> negli anni ha già dedicato pagine affettuose), una sera di luglio con Luisa Puppo ho assistito ad un monologo dell’autore-attore brindisino <strong>Pino Petruzzelli</strong>, momento engagé, di lirismo e di sensibilizzazione, che avrebbe meritato ben più folto pubblico, peccato. Personalmente seguo Petruzzelli, quando gli impegni di lavoro non ostano, dai tempi in cui – una ventina d’anni or sono? – iniziò a “teatralizzare” il mondo del vino, con uno sguardo peculiare e affettuoso verso quei <strong>viticoltori eroici cui anche la Liguria, sulle fasce terrazzate dai muretti a secco</strong>, deve tanto (e Gino Veronelli, che ebbi l&#8217;onore di conoscere perché sua mamma era di Finalborgo, chiamò “angeli matti” gli olivicoltori…).</p>
<p>Mi occupo di territorio, di enogastronomia, ergo <strong>di sostenibilità e biodiversità</strong>, e del resto il romanziere napoletano <strong>Raffaele La Capria</strong> scrisse esservi più storia in un’onda del Mediterraneo che in tutti gli altri oceani messi assieme (<strong>Braudel e Matvejevic</strong> presumo concorderebbero&#8230;).</p>
<p>Mi ha commosso udire dalla voce di Petruzzelli parole di <strong>Giorgio Caproni</strong>, il poeta livornese che – di professione maestro &#8211; s’innamorò della val Trebbia. Di <strong>Anna Maria Ortese</strong>, che si spense a Rapallo ed è sepolta nel cimitero della mia città. Di <strong>Franco Arminio, il “paesologo”</strong>, scrittore e documentarista campano che si batte contro una globalizzazione palesemente iniqua. Ma ancor più mi hanno commosso i riferimenti ad <strong>Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica</strong> (dove il dietologo americano Ancel Keys “individuò” la dieta mediterranea) caduto sotto i proiettili della criminalità organizzata per le sue azioni di difesa ambientale. A <strong>Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure, dove Don Luciano</strong> (Maggiolo), sacerdote anziano solo all’anagrafe, si è speso per fronteggiare il drammatico spopolamento demografico e per perpetuare la cultura contadina. Ed al silenzio, questa risorsa che la contemporaneità – anzi,<em> l’antropocene</em> &#8211; pone sempre più a rischio, il silenzio che sovente significa ascolto (della natura e del prossimo), il silenzio che non a caso intitola l’ultimo libro, sfortunatamente incompiuto, di quel genio troppo presto mancato che rispondeva al nome di <strong>Francesco Biamonti</strong>…, i cui scritti andrebbero resi lettura obbligatoria in tutte le scuole d&#8217;ogni ordine e grado&#8230;</p>
<p>Prima e dopo la performance di Petruzzelli ho conosciuto e scambiato qualche amabile parola con Paola Piacentini, co-fondatrice a Genova del “Centro teatro ipotesi”. Mi piacerebbe proseguire questo contatto. Chi mi segue sa che la mia “storica” piattaforma <em>Ligucibario®</em> si è di recente – per così dire – ampliata anche attraverso il blog <strong>BioVoci</strong>, <a href="https://biovoci.blogspot.com/p/chi-siamo.html" target="_blank">link qui</a>, su cui sono già stati ospitati alcuni intellettuali e professionalità del valore di <strong>Annibale Salsa, Luca Mercalli, presto Daniele Fiz, Maurizio Pallante, Salvatore Settis…</strong> Chi vivrà vedrà (stay tuned!).</p>
<p>Naturalmente, ancora grazie, e felicitazioni sincere, a Pino Petruzzelli, che resterà sul Savonese e replicherà il 19 luglio a <strong>Zuccarello</strong> (ottimo pretesto per percorrere nel pomeriggio il sentiero “di Ilaria” verso Castelvecchio di Rocca Barbena), il 4 agosto a <strong>Mallare</strong> (ottimo pretesto per visitare il santuario dell’Eremita all’imbocco del trekking verso la colla di San Giacomo), e infine il 18 agosto a <strong>Urbe</strong> (ottimo pretesto per “esplorare” fonti e seccherecci in un’area che non a caso pertiene al Geopark Unesco del Beigua)&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/">Che fai a Millesimo, una sera di luglio?&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 15:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[barbagiuai]]></category>
		<category><![CDATA[celti]]></category>
		<category><![CDATA[fave dei morti]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[murta]]></category>
		<category><![CDATA[ognissanti]]></category>
		<category><![CDATA[ossa dei morti]]></category>
		<category><![CDATA[tortelli]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[vellutata di zucchine trombetta]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
		<category><![CDATA[zuccarello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=19950</guid>
		<description><![CDATA[<p>Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé La funesta pandemia qualche anno fa aveva spento anche la festa di Halloween, la festa della zucca intagliata. Festa che nel tempo ha peraltro già pagato 2 estremismi, quello di coloro che la ritengono un’americanata e desidererebbero tout court rimuoverla, e quello di coloro – depositari di un esoterismo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/">Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/pep--.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19951" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/pep--.jpg" alt="pepé" width="280" height="180" /></a></p>
<p>Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé</p>
<p>La funesta pandemia qualche anno fa aveva spento anche la festa di <strong>Halloween</strong>, la festa della zucca intagliata. Festa che nel tempo ha peraltro già pagato 2 estremismi, quello di coloro che la ritengono un’americanata e desidererebbero tout court rimuoverla, e quello di coloro – depositari di un esoterismo territoriale &#8211; che la riterrebbero un’esclusiva “padana”…<br />
La storia, come noto e come sempre, è più complessa, al pari dei percorsi del sincretismo: di fatto Halloween è una ricorrenza di <strong>origine celtica, legata all’antico Samhuinn→Samhain, capodanno (gaelico),</strong> e solo nel ‘900 ha acquisito negli United States of America quelle connotazioni “macabro-commerciali” che ne hanno decretato il successo “ludico”, ma che sono sgradite a molti.<br />
Anche in Italia, in tal senso, Halloween preesisteva come tradizione popolare, via via però un po’ negletta. E vi sono antropologi che la individuano come rito locale, ad esempio Luigi Maria Lombardi Satriani, calabrese, docente alla Sapienza di Roma, nel suo saggio “Il Ponte di San Giacomo”, viaggio negli habitat rurali e nei diversi modi di esorcizzare la morte.<br />
Anche il cattolico <strong>Veneto</strong> si è candidato al proscenio, con le sue zucche “lumasse” (lumini) e la “suca Baruca col mocolo impissà”. Si tramanda che per <strong>Ognissanti</strong> i cristiani pellegrinassero di borgo in borgo per impetrare un dolce, il “pane d’anima”, promettendo in cambio preghiere per i defunti di quell’abitazione, che si era mostrata generosa. Il pane d’anima possono essere <strong>le fave e ossa dei morti</strong>… Ligucibario ovviamente se ne è occupato, ad es.<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ossa-dei-morti/" target="_blank"> a questo link</a>.<br />
Ne parlavamo oggi, davanti a un calice di Primitivo di Manduria (1), con <strong>Marco Pepé</strong>, cordialissima persona, che intorno a certi riti e misteri ancestrali ha costruito nel tempo una infaticabile e meritoria attività culturale, con cui in Liguria anima luoghi e calendari (nella foto, un suo recente lavoro).<br />
Fra le tante pubblicazioni sul tema (Markale, Gulisano &amp; O’Neil…), mi piace infine segnalare soprattutto <em>Halloween, Origine, significato e tradizione di una festa antica anche in Italia</em>, di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, Società Editrice il Ponte Vecchio, 2015.<br />
Buon weekend a tutti, fra tortelli di zucca, vellutate di trombetta, e barbagiuai, da Zuccarello a Murta…<br />
(1) in Puglia, il Subappennino Dauno sin dalla notte dei tempi svuotava e scolpiva zucche con la sembianza di teschi<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/">Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Calizzano mon amour</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 14:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[alta via dei monti liguri]]></category>
		<category><![CDATA[barbottina]]></category>
		<category><![CDATA[bardineto]]></category>
		<category><![CDATA[bric tana]]></category>
		<category><![CDATA[calizzano]]></category>
		<category><![CDATA[castagne essiccate nei tecci]]></category>
		<category><![CDATA[castelvecchio di rocca barbena]]></category>
		<category><![CDATA[colla di casotto]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[garessio]]></category>
		<category><![CDATA[la brinetta]]></category>
		<category><![CDATA[lago di osiglia]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[melogno]]></category>
		<category><![CDATA[millesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ormea]]></category>
		<category><![CDATA[quazzo]]></category>
		<category><![CDATA[san pietro in varatella]]></category>
		<category><![CDATA[toirano]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[val bormida]]></category>
		<category><![CDATA[val tanaro]]></category>
		<category><![CDATA[zuccarello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=19699</guid>
		<description><![CDATA[<p>Calizzano mon amour Con Luisa ho conosciuto compiutamente Calizzano nel 2003, in fuga disperata da un’estate di canicola, e la prima notte vi dormimmo – sbalorditi e felici &#8211; con la copertina. A quei tempi ci accolse la professionalità (la cortesia) di Piera Manfrino, dell’hotel “Miramonti”, struttura proprio in centro paese dove tornammo tante, tante ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/">Calizzano mon amour</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19701" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331.jpg"><img class="size-medium wp-image-19701" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331-225x300.jpg" alt="calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p>Calizzano mon amour</p>
<p>Con Luisa ho conosciuto compiutamente <strong>Calizzano</strong> nel 2003, in fuga disperata da un’estate di canicola, e la prima notte vi dormimmo – sbalorditi e felici &#8211; con la copertina. A quei tempi ci accolse la professionalità (la cortesia) di Piera Manfrino, dell’<strong>hotel “Miramonti”</strong>, struttura proprio in centro paese dove tornammo tante, tante volte (camera 35), ammaliati anzitutto dalla cucina di Angela (sorella di Piera), cuoca non più in attività. La dedizione di Piera e Angela verso l&#8217;ospite era commovente. Presumo che al &#8220;Miramonti&#8221; si mangi tuttora benissimo, ma personalmente continuo a sognare che da qualche parte le mani sapienti di Angela tornino ai fornelli, dato che i suoi <strong>ravioli e la gallina ripiena</strong> creavano dipendenza, ed io tuttora me ne debbo dichiarare adepto…<br />
Poi, per alcune estati, con Luisa m’appoggiai all’agriturismo “Le giaire”, belli e spaziosi quegli appartamenti appena fuori paese, cascina antica dove l’instancabile Raffaele (alias “lo gnomo”) organizzava eventi ed escursioni per grandi e piccini, e la moglie Maria Grazia col figlio Raffaellino badava alla cucina. <strong>La pasta fresca</strong> era da urlo, ma assaggiai anche ottimi bacialli e torte strozzagatti, perfette per uno come me sempre in cerca di ricette della memoria&#8230; Oggi so che Raffaele è impegnato soprattutto con “Il pernambuco della contessa” giù <strong>a Perti, vicino a Finalborgo, paradiso per bikers</strong>, e gli auguro ogni successo.<br />
Attualmente per Luisa e me Calizzano è “<strong>La brinetta</strong>”, agriturismo in regione Frassino, un luogo incantevole “far from the madding crowd” dove la famiglia Pesce si profonde in un’ospitalità squisita. I 4 alloggi (fra cui il “teccio”) sono magnifici e lindi (guardali con calma a <a title="la brinetta calizzano" href="https://www.labrinetta.it/" target="_blank">questo link</a>), e gli occhi si perdono nel verde del prato e dei boschi retrostanti. Fra <strong>quegli alberi di faggio e quei maestosi voli di poiane</strong> ci si sente al sicuro, ve lo scrivo per esperienza diretta (la mia vita non è stata semplice), via dalle città caotiche e dai nostri giorni ed impegni sempre più insensati… D’estate guardo <strong>Delia e Maria</strong> chine nell’orto fra zucchine e pomodori e mi dico che v’è più saggezza nei lenti gesti di quelle due meravigliose nonnine che in centinaia di parole e ciance che m’è toccato – che mi tocca &#8211; ascoltare o leggere.<br />
Quando mi chiedono le ragioni per le quali Luisa ed io amiamo così intensamente Calizzano rispondo – come prevedibile &#8211; che ne elencherei mille, non una di meno, sia come appassionato frequentatore sia come &#8220;addetto ai lavori&#8221; (di mestiere mi occupo, come noto, di turismo enogastronomico, di rilancio dei territori, di marketing per le imprese&#8230;).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19713" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3-300x225.jpg" alt="13.3" width="300" height="225" /></a>Calizzano è quell’atmosfera storico-culturale che respiri <strong>nel carruggio (via Garibaldi) e nelle sue antiche chiese (San Lorenzo, la Madonna del Rosario, le Grazie…</strong>). E’ quella sensazione d’esser al centro di infinite possibilità escursionistiche per tutte le gambe (<strong>l’Alta Via</strong> dei Monti Liguri è a un passo) e di gite in auto verso piccoli musei, caseifici, borghi tra i più belli d’Italia, caffè storici, commoventi mostre fotografiche. E’ quel cielo terso e quell’aria fresca che in piena estate profumano, per usar parole di mia moglie, di “paradiso possibile”. E&#8217; la quiete di <strong>Vetria</strong>, dove mi dicono si coltivi ottimo grano… Sono le fonti d&#8217;acqua, ciascuna con peculiari proprietà benefiche, la mia prediletta è la &#8220;ciumbere&#8221; sù verso la Colma, vecchia strada per Garessio&#8230;</p>
<div id="attachment_19702" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112.jpg"><img class="size-medium wp-image-19702" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112-168x300.jpg" alt="vetria" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vetria</p></div>
<p>Ogni giorno una passeggiata, Calizzano via via ha fatto di me (che non avevo quasi mai indossato scarponi e zainetto) un escursionista, se scelgo direzione <strong>Melogno </strong>(al valico presso Forte Centrale ha aperto il Rifugio), mi attende ad esempio la casetta della Forestale in mezzo alla foresta della <strong>Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta. Se scelgo direzione <strong>Millesimo</strong>, mi attende ad esempio il parco regionale di Bric Tana, o la promenade lungolago di <strong>Osiglia</strong>. Se scelgo direzione <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, mi attende ad esempio il &#8220;sentiero di Ilaria&#8221; del Carretto, magia che scende a <strong>Zuccarello</strong>. Se scelgo direzione Toirano, mi attende ad esempio <strong>la panoramica abbazia di San Pietro ne’ Monti in val Varatella</strong>. Se scelgo direzione Giovetti, mi attende ad esempio San Giovanni della Langa, lungo un reticolo di percorsi della fede. Se scelgo direzione <strong>val Tanaro</strong> (profondo Piemonte), mi attendono ad esempio la magnifica <strong>Garessio, con la sua Colla di Casotto</strong> ben nota a trekkers e sciatori, e 12 km più a sud <strong>Ormea</strong>, celebre città di montagna dal fascino austero, occitano, terra di malghe e formaggi…<br />
Turista consapevole e buongustaio, che ogni tanto &#8211; o spesso &#8211; ami leggere Ligucibario, davvero Calizzano è come te l’ho descritta, coi suoi famosi <strong>funghi </strong>(&#8220;condivisi&#8221; con<strong> Bardineto), le castagne gabbiane</strong> da essiccare (in paese 2 gelaterie “rivaleggiano” quanto a goloso gelato), le creazioni artistiche in ceramica e legno di <strong>Giuliana e Agostino</strong>, i buoni cibi de “La bottega” serviti sempre col sorriso da <strong>Anna e Ileana</strong>, la frutta e verdura del giovane e valoroso <strong>Cristian</strong> (fra cui patate “pulite” come una volta), le cultivar tradizionali dell’azienda agricola <strong>Jole Buscaglia</strong>, con cui riscoprire sapori troppe volte dimenticati, le conserve di &#8220;Barberis&#8221;, la gradevolissima pizza de “<strong>L’odissea</strong>” (con birre nientemenoché di sua maestà Baladin), i curati piatti del “<strong>Passaggio a nord-ovest</strong>” lungo la strada che sale al colle del <strong>Quazzo, </strong>la cortesia di<strong> Lorenzo</strong> il benzinaio, le torte verdi di <strong>Valeria</strong> a Frassino…, e molto molto altro (mi sarebbe impossibile menzionare tutti).<br />
Se la tragedia del coronavirus indurrà quei ripensamenti che in tanti &#8211; da tanto &#8211; ci auguriamo, luoghi come Calizzano rappresenteranno un rifugio di bellezza e di semplicità, dove riflettere – prima che sia troppo tardi &#8211; sull’avvenire del mondo (tra inquinamento, cambi climatici, dissesto idrogeologico, cemento, plastica…) e come in prima persona impegnarci per migliorarlo, e dove recuperare – non è mai troppo tardi &#8211; anche <strong>una parte di se stessi</strong>.<br />
Amico lettore, sai come la penso, può dunque darsi che ci incontreremo là.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/">Calizzano mon amour</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
