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	<title>Ligucibario &#187; zembi</title>
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		<title>Arzillo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 09:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Odore &#8220;vivo&#8221; d’alghe marine, e vedi qui nell&#8217;alfabeto del gusto la voce &#8216;zembi&#8217; (sono i ravioloni di pesce)&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/arzillo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Odore &#8220;vivo&#8221; d’alghe marine, e vedi qui nell&#8217;alfabeto del gusto la voce &#8216;zembi&#8217; (sono i ravioloni di pesce)&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Raieu. I ravioli genovesi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 13:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Raieu. I ravioli genovesi. Viaggiando l&#8217;Italia&#8230; E’ possibile – si legga anche Pellegrino Artusi, anzi l’Artusi… &#8211; che i tortelli (piccole torte) siano nati “nudi”, pura farcia senza sfoglia, polpettine create con quel che c&#8217;era. Ogni regione d’Italia (quasi ogni Comune?) ha gelosamente e golosamente i propri, mai dimenticandosene per le occasioni di festa, in primis ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/raieu-i-ravioli-genovesi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20260" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN4480.jpg"><img class="size-medium wp-image-20260" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN4480-300x225.jpg" alt="ravioli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ravioli</p></div>
<p>Raieu. I ravioli genovesi.</p>
<p>Viaggiando l&#8217;Italia&#8230;</p>
<p>E’ possibile – si legga anche Pellegrino Artusi, anzi <strong>l’Artusi</strong>… &#8211; che i tortelli (piccole torte) siano nati “nudi”, pura farcia senza sfoglia, polpettine create con quel che c&#8217;era. Ogni regione d’Italia (quasi ogni Comune?) ha gelosamente e golosamente i propri, mai dimenticandosene per le occasioni di festa, in primis il <strong>Natale</strong>. Agnolotti, casoncelli, cappellacci, culurgiones&#8230; E ad esempio Gavi &#8211; terra assai vocata fra Liguria e Piemonte – può vantare ben 5 carni mescolate una con l’altra, crepi l&#8217;avarizia (e, dove vi sia buon vino rosso, i ravioli si gustano anche dentro una scodella colma di quel buon vino&#8230;). Il nome ravioli potrebbe peraltro derivare (non lo sapremo mai con certezza) da &#8220;raveggiolo&#8221;, ov&#8217;esso sia stato uno dei primi ripieni utilizzati&#8230;</p>
<p>Ravioli e&#8230;violini</p>
<p>Dei ravioli genovesi esiste perfino una ricetta siglata dal violinista <strong>Niccolò Paganini</strong> nel 1840, e non vanno confusi coi pansoti (panciuti tortelli di preböggion e prescinsêua diffusi a levante, <a title="curti pansoti" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pansoti-o-ravioli-del-levante/" target="_blank">clicca qui</a>) né coi cosiddetti zembi a l’arzillo (ravioloni di pesce con sughi di mare, <a title="curti zembi con l'arzillo" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zembi-con-larzillo/" target="_blank">clicca qui</a>). A Genova &#8211; e in Liguria &#8211; la<strong> sfoglia incorpora poche uova</strong> e la farcia, oltre a vitella magra, fa uso anche di economiche <strong>frattaglie</strong> (cervella, filoni, “laccetti”), ed almeno un 30-40% di vegetali, <strong>borragine</strong>, scarola, bietole, <strong>maggiorana</strong> (mia adorata persa), e magari un poco di timo nello spezzino… Questa farcia profumata va “riposata” al fresco (non in frigo) almeno una decina di ore, affinché i sapori si mescolino e stabilizzino.</p>
<p>La spesa dal macellaio di fiducia</p>
<p>Töccö è il pezzo (tocco) di carne, il macellaio vi vende <strong>il reale</strong>, il matamà, la fracosta…, ogni terra dà ai tagli &#8211; e talora ai quinti quarti &#8211; un nome diverso, ma la regola è che il pezzo prescelto cuocia almeno 3 ore a fiamma bassa, così che produca un intingolo perfetto (che alcuni arricchiscono con <strong>funghi secchi</strong> e vino, preferibilmente bianco ove il pezzo sia vitella, rosso ove manzo). Cuochi e casalinghe sanno che il reale (piccola parte superiore del collo) è un taglio di 3a categoria ma saporitissimo, la grossa massa muscolare comprende una parte superiore più magra e una inferiore più venata di grasso, ciò che rende il reale inadatto a bistecche o costate, ma ottimo per lessi e bolliti, stufati, polpette e sughi. Il matamà (spalla) è taglio di 2a categoria, si utilizza preferibilmente per lessi e bolliti. La fracosta (sottospalla) è un taglio tipo reale, duttile ma complesso, per il grasso, le nervature e le cartilagini, ciò che lo rende facile a sfarsi, nelle preparazioni va cotto lungamente con cura.</p>
<p>E nei calici?</p>
<p>Le cucine di ieri (fra Rinascimento e mode internazionali) hanno “osato” anche ravioli e ricette che oggi paiono inconsueti, e <strong>Giobatta Ratto</strong> stesso, autore nel 1863 della prima (e fortunatissima) <em>Cuciniera genovese</em> edita da Pagano, con la farcia dei ravioli riempiva le cappelle dei funghi rossi, che poi infornava con töccö e parmigiano&#8230; Sia come sia, affermerei che anche quel costoso “gratin”, come i raiêu odierni, ben incontrerebbe un <strong>Rossese</strong> della DOC Riviera ligure di ponente, o una <strong>Granaccia</strong> quilianese, o un <strong>Ciliegiolo</strong> dell&#8217;altra Riviera, da versare tutti a 16-17°C.</p>
<p>Amici lettori, buon appetito (a <a title="curti ravioli" href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/ravioli-alla-genovese_10.html" target="_blank">questo link</a> come sempre la mia ricetta) e cincin da<br />
<strong>Umberto Curti</strong>.<br />
(articolo di proprietà dell&#8217;autore, concesso originariamente ad altra piattaforma ed ora non più online)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Liguria, la lingua araba in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 17:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Liguria, la lingua araba in cucina Il 18 dicembre ricorre, istituita dall’UNESCO, la “Giornata internazionale della lingua araba”. Non è Ligucibario® la sede dove “percorrere” elencativamente tutti i territori in cui viene parlata, anche come conseguenza di quell’espansione, in progressive ondate, che, sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto, finì poi col lasciare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liguria-la-lingua-araba-in-cucina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20063" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN0892.jpg"><img class="size-medium wp-image-20063" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN0892-300x225.jpg" alt="bottarga di muggine" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">bottarga di muggine</p></div>
<p>Liguria, la lingua araba in cucina</p>
<p>Il <strong>18 dicembre</strong> ricorre, istituita dall’UNESCO, la “Giornata internazionale della lingua araba”. Non è Ligucibario® la sede dove “percorrere” elencativamente tutti i territori in cui viene parlata, anche come conseguenza di quell’espansione, in progressive ondate, che, sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto, finì poi col lasciare tracce profonde anche in talune aree europee, si pensi in primis, ad esempio, a <strong>Sicilia e Spagna</strong> (e &#8211; dunque non a caso &#8211; ad alcune loro ricette…).</p>
<p>Per me che da molto tempo mi occupo di storia dell’alimentazione, e in particolare di enogastronomia mediterranea, il “vocabolario” arabo è – e non potrebbe non essere &#8211; un forziere di connessioni alla tradizione culinaria della Liguria. Numerosi i lemmi, difatti, da cui “originano” ricette della mia regione, testimoniando &#8211; ancora una volta &#8211; influssi, scambi di conoscenza, commerci tra sponde…</p>
<p>Scorriamo dunque, e con gusto, i principali.</p>
<p><strong>Ardiciocca</strong> (carciofo) proviene da <em>(al) harshufa</em>, <strong>bottarga</strong> da <em>batarih</em> (ovario), <strong>bricoccalo</strong> (albicocca) da <em>al-barquq</em> (e i <strong>miscimin</strong> da <em>mishmish</em>, che ricorre in un arguto modo di dire), <strong>pateca</strong> (anguria e dintorni) da <em>battiha</em>, <strong>scabeccio</strong> (carpione, saòr, marinatura) da <em>iskebeg</em>, <strong>sciorbetto</strong> (sorbetto/mantecato) da <em>sherbet/sharbat</em> (via Turchia), <strong>scuccusun</strong> (pastina gragnuola) da <em>couscous</em>, <strong>zembi</strong> (ravioli, di pesce) da <em>zembil </em>(canestro di foglie intrecciate tipico ad es. dei pescatori tunisini)…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>World Pasta Day in Liguria</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 09:06:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/20170822_130558.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18677" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/20170822_130558-300x168.jpg" alt="20170822_130558" width="300" height="168" /></a>Oggi – 25 ottobre &#8211; è il “<strong>World Pasta Day</strong>”, giunto alla 21^ edizione.<br />
In Liguria ovviamente il pensiero corre alle trenette, ai mandilli, alle picagge, alle troffiette (fors’anche agli gnocchi, sebbene di patate?), e a quei deliziosi “ripieni” che vanno sotto il nome di ravioli e pansoti. Ma la Liguria è terra di antiche vocazioni pastarie. Scorrete qui sotto quanti altri formati, ricette e tradizioni a base d&#8217;acqua e farine s’incontrano sia sulle due Riviere che nei borghi dell’entroterra (tendo a conservare ovunque possibile il termine dialettale)…<br />
Armelette, bacialli, bastardui, battolli, brichetti, bugaeli, ciapazoi, cordelle, corzetti e croxetti, dianin, fregamài, gasse (spelinseghi), gattafuin, lazarene, minietti, mostaccioli (maccheroni), natalini, picagge, pissarèi, pristi, quadrucci, reginette, scuccusùn, streppe, sugeli, tacui, testaroli, turle, zembi…<br />
Potete come sempre approfondire qui ognuna delle voci soprastanti, cliccando la sezione “<a title="ligucibario alfabeto del gusto" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">alfabeto del gusto</a>” di Ligucibario®, il più ampio e completo, dato che è frutto di un lavoro ventennale (e non a caso oggetto di innumerevoli saccheggi da parte di quei buontemponi che si appropriano online dei testi altrui senza neppur avere &#8211; ovviamente &#8211; la decenza di citare la fonte…). Buona pasta e buon “pasta day” a voi tutti, amici lettori, ovunque voi siate, dal vostro Umberto Curti&#8230;<br />
P.S. la foto ritrae un meraviglioso impasto di Delia Pesce, mia cara amica di Calizzano (SV)</p>
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		<title>Fiammenghilla</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 20:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Fiammenghilla è il vassoio da portata in terracotta, ovale, deriva palesemente da flamenquilla / “fiamminga” per via dei commerci intrattenuti da Genova nei secoli d&#8217;oro a livello internazionale&#8230; E&#8217; tradizionale riempirla anzitutto di ravioli, di zembi, di pansoti. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fiammenghilla/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fiammenghilla è il vassoio da portata in terracotta, ovale, deriva palesemente da flamenquilla / “fiamminga” per via dei commerci intrattenuti da Genova nei secoli d&#8217;oro a livello internazionale&#8230; E&#8217; tradizionale riempirla anzitutto di ravioli, di zembi, di pansoti.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Zembi con l’arzillo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:59:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Zembi con l&#8217;arzillo, curioso nome, per ravioloni di pesce bianco, conditi con sughi di mare (muscoli, vongole, “riciclo” di teste e lische, seppiette…) al pomodoro. Zembi non significherebbe gobbi (dal latino basso &#8220;gimbus&#8221;), ma deriverebbe dal turco zembil alludendo ai canestri di foglie di palma attorcigliate per il trasporto del pesce e d&#8217;altri cibi. Arzillo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zembi-con-larzillo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Zembi con l&#8217;arzillo, curioso nome, per ravioloni di pesce bianco, conditi con sughi di mare (muscoli, vongole, “riciclo” di teste e lische, seppiette…) al pomodoro. Zembi non significherebbe gobbi (dal latino basso &#8220;gimbus&#8221;), ma deriverebbe dal turco zembil alludendo ai canestri di foglie di palma attorcigliate per il trasporto del pesce e d&#8217;altri cibi. Arzillo è viceversa – vedi il vocabolario italiano/genovese del Frisoni (1910) &#8211; l’odore pungente che s’annusa sul mare, dove prospera l’alga verde, la lattuga marina, e fa capolino il pesce fresco. La ricetta è nel complesso alquanto laboriosa (per via della farcia con pesce, erbe, biete, ricotta, parmigiano…) e prelibatissima, chiede un bianco ad es. delle DOC Cinque Terre o Colline di Levanto. Gli zembi si possono gustare anche in brodo.<br />
La mia ricetta ( <a title="zembi d'arzillo (ravioli di pesce)" href="https://liguricettario.blogspot.it/2010/11/zembi-darzillo-ravioloni-di-pesce_30.html" target="_blank">https://liguricettario.blogspot.it/2010/11/zembi-darzillo-ravioloni-di-pesce_30.html</a> ) è stata menzionata da Gian Paolo Spaliviero, nel suo volume &#8220;Agnolotti, ravioli &amp; co. Storia e ricette&#8221;. Ed io lo ringrazio.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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