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	<title>Ligucibario &#187; wildlife stays wildlife pays</title>
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		<title>Coltivare la terra, nutrire la tavola</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:53:03 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/fiori-zucchina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30216" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/fiori-zucchina-300x225.jpg" alt="fiori zucchina" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L’agricoltura è come il bosco, detiene un insieme di valori anche in senso storico, culturale, socioeconomico, occupazionale. Mai dunque come in questo tempo globalizzato, l’antropocene, tutelare (e promuovere) le qualità alimentari si posiziona come imperativo quotidiano e diretto per favorire la sopravvivenza delle biodiversità.</p>
<p>Ricordo quando in gioventù parlavo ai miei amici “estivi” (pressoché tutti lombardi) di Liguria “montana”, restavano allibiti, vivendola solo come rivierasca, marina, non immaginando che il Mediterraneo ha sponde quasi subito verdissime, e talvolta cime su cui d’inverno persino nevica.</p>
<p>Oggi le sfide dell’innovazione (si pensi al “precision farming”), della sostenibilità, della dignità del lavoro rurale, traguardano &#8211; assai più che in passato &#8211; comparti via via multifunzionali: agriturismi, fattorie didattiche, vendita diretta, escursionismo, matching con consumatori di prossimità al fine di accorciare le filiere&#8230;</p>
<p>E chi come me ha la fortuna di vivere per lunghi periodi in una valle d’entroterra percepisce anche un grande interesse giovanile attorno alla terra, con giovani i quali decidono di rimanere in loco ma anche giovani i quali (ben sapendo che quella terra è sacrificio) investono il proprio avvenire stabilendovisi da altrove. Wildlife stays, wildlife pays: la natura, se si perpetua, ripaga.</p>
<p>Accanto a tutto ciò, ed è già molto, un Paese costellato di patrimonii UNESCO, fra i quali di recente la cucina stessa intesa come convivio, dovrebbe consolidare una strategia nazionale di educazione alimentare (ancora troppi consumatori di fatto non conoscono quel che infilano nel carrello della spesa). Mi riferisco ad un “disegno” complessivo che coinvolgesse agricoltori, consorzi DOP, scuole elementari-medie-superiori, famiglie, cuochi, foodbloggers, eccetera eccetera, convergendo in primis sul tema dei prodotti puliti, stagionali, di semplice tracciabilità, salubri (sono infatti sempre più allarmanti pure in Italia i dati circa l’obesità infantile, indotta anche da distributori automatici carichi di mille snack assai discutibili).</p>
<p>E’ del resto il tema delle cultivar autoctone, dei grani antichi, del pesce “povero” (squisito), del riavvicinamento fra campagne e centri abitati… Se il cibo è da sempre un concreto modo di essere delle comunità, mangiar bene, in Italia, dovrebbe assurgere a diritto. Quale testimone dunque vorremo passare ai giovani?</p>
<p>Per quanto sopra, agli amici Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) non posso che suggerire Padre Sandro Lagomarsini, “Coltivare e custodire”, ed. Libreria editrice fiorentina, 2017… Un volume che odora di Val di Vara.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>La Giornata del latte e la Liguria montana, turismo e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 08:50:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-ponte-di-nava.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21594" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-ponte-di-nava-300x170.jpg" alt="smart" width="300" height="170" /></a>Il 1 giugno ricorre la <a href="https://worldmilkday.org/" target="_blank"><strong>Giornata mondiale del latte</strong></a>, istituita nel 2012 dalla FAO<strong>.</strong> E l’Italia appartiene certamente ai Paesi di riferimento per la produzione dell’oro bianco.</p>
<p>Sul prossimo numero di LiguriaFood, il magazine bimestrale edito da Sabatelli, ho non a caso curato un <strong>lungo, esauriente articolo sui formaggi liguri</strong> (ma null’altro “spoilero” qui, invitando i Lettori a procurarselo fra poco nelle edicole…).</p>
<h2>Giornata mondiale del latte: spunti di riflessione e scenari turistici</h2>
<p>In una stagione di turismi sempre più <em>esperienziali</em>, l’idea &#8220;stimolata&#8221; dalla Giornata del latte potrebbe esser quella di ideare una vera e propria “cheese way”, che da una parte legasse fra loro le eccellenze territoriali, dall’altra gettasse ponti anche interregionali, sollecitando interazioni e sinergie concrete fra i formaggi italiani e le ottime imprese cui li dobbiamo.</p>
<p>Ciò peraltro, come sempre, non può costituire una semplice iniziativa “politica” o gastronomica, né uno spontaneismo che rischierebbe impattanti confronti con la realtà.</p>
<h2>Strade di prodotto: buone prassi dell&#8217;accoglienza</h2>
<p><strong>Le strade di prodotto, come dimostra il mirabile caso-studio di Bregenz</strong>, paradiso green fra Austria e Svizzera, non sono semplici collage di luoghi messi in fila – a tavolino &#8211; uno dopo l’altro, e collegati sulle mappe da un trattino… Le strade di prodotto autenticamente operative sono viceversa percorsi ricchi di servizi, di escursioni, di eventi, di esperienzialità, ben “aggregati” a comporre un <em>product</em> turistico (e non solo).</p>
<p>Il marketing e il management, in tal senso, dimostrano sempre che <strong>1+1=3</strong>, ovvero che la competitività si costruisce via via attraverso i partenariati, la visione d’insieme, la capacità di tessere reti interprofessionali, tanto più in una stagione storica caratterizzata da deregulation e accelerazioni brutali… La Liguria è terra di coste e di entroterra, ormai attrattiva 365 giorni l’anno. C’è tuttora un grande, ma stimolante lavoro di sensibilizzazione/formazione da svolgere, sui temi anzitutto <strong>dell’accoglienza targettizzata, del web e dei social, della “narrazione” di ciò che siamo</strong> prima ancora di ciò che facciamo (il post-pandemia non sta che confermando alcune tendenze preesistenti&#8230;). La Giornata del latte ci induce dunque a importanti riflessioni.</p>
<h2>Liguria montana, malgara, rurale: un patrimonio da vivificare</h2>
<p>E c’è tuttora un grande areale, ovvero <strong>la Liguria montana, malgara, rurale</strong>, la Liguria alpino-appenninica, dei borghi aggrappati e delle cucine bianche, dell&#8217;<strong>Alta Via</strong> e delle vie del sale, che chiede un ruolo di prima fila nei progetti che si cantiereranno, perché la montagna – senza infrastrutture e servizi – non potrà “riaccogliere” coloro che l’hanno, sovente a malincuore, abbandonata.</p>
<p>Io trascorro lunghi periodi a <strong>Calizzano</strong>, in Alta Val Bormida ad un passo dai tecci e dalla maestosa faggeta del Melogno, ma anche dalle valli <strong>Tanaro e Mongia</strong>, che da Ormea a Viola mi regalano differenti, ulteriori trekking e suggestioni, a contatto vero e non cartolinesco con la biodiversità (e lontano dagli “insensati clamori” cui già accennava un poeta della levatura di <strong>Giorgio Caproni</strong>…).</p>
<p>Da molti anni vedo quindi coi miei occhi che <strong>la montagna non va museificata, bensì vivificata,</strong> garantendo in primis opportunità di lavoro e abitative a chi intende restarvi, o tornarvi. Montagna significa anche sacrificio, isolamento, frugalità, perché la natura ha le proprie regole. Ma “<em>wildlife stays wildlife pays</em>”, proverbiano gli americani, e questo mi pare l’auspicio costante, <strong>di Ligucibario® e di Luisa Puppo</strong>, che anche molti giovani (qualcuno lo incontro per fortuna anche nei vari corsi dove insegno) condividerebbero.</p>
<p>Talora percepisco che sanno guardare avanti col cuore, e noi abbiamo perciò il dovere di non mortificare quello sguardo, e di potenziare le loro competenze professionali (specie in un Paese in cui tanti si dichiarano esperti di turismo, ma davvero pochi lo sono).</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Api, celiachia e biodiversità</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:00:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21578" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950-300x225.jpg" alt="DSCN5950" width="300" height="225" /></a>20 maggio <strong>Giornata delle api</strong> (insetti a rischio estinzione…), 21 maggio <strong>Giornata della diversità culturale</strong>, 22 maggio <strong>Giornata della biodiversità</strong>. Si susseguono importanti “ricorrenze” * a rammentarci i nostri “doveri” di abitanti d’un Pianeta che troppe volte abbiamo ritenuto nostra esclusiva proprietà.<br />
C’è un’ecologia profonda che ormai contesta addirittura il senso dell’espressione “sviluppo sostenibile”, additando criticamente uno sviluppo che non ha in realtà coinciso col progresso – sembra di riudire <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> &#8211; , ma con sempre più devastanti crisi ambientali, inquinamento, e laceranti disparità socioeconomiche…<br />
Quel che sta accadendo in Emilia Romagna (l’ennesima tragedia che alla fin fine verrà imputata al destino?) dimostra ancora una volta come anche in Italia occorra da subito <strong>non cementificare più</strong> un solo metro quadro di suolo, e che il solo modello praticabile in avvenire, proprio per concedere un po’ di avvenire alle nuove generazioni, sarà <strong>la decrescita</strong>. Un vocabolo che spaventa solo i miopi e i menefreghisti.<br />
Non si affermi che sono mancati gli allarmi: <strong>da Fritjof Capra a Roberto Marchesini, da Mario Tozzi a Luca Mercalli, da Serge Latouche a Papa Francesco</strong> è tutto un rincorrersi di lucide e spietate analisi circa quel che – di fatto in nome dell’avidità &#8211; stiamo infliggendo alla Natura e alle creature che (ancora) la popolano. Ed un’esortazione a fermare immediatamente lo scempio.<br />
Io ho redatto, a titolo completamente gratuito, un toolkit che pongo a disposizione &#8211; in formato elettronico oppure cartaceo &#8211; di chi intenda approfondire le questioni in gioco e “militare” dalla parte giusta. Si ottiene semplicemente <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">cliccando qui</a>.<br />
Non si tratta di pagine puramente terroristiche (sebbene la realtà ormai le legittimerebbe): ho cercato di raccontare sostenibilità e biodiversità anche “appoggiandomi” a filosofi, artisti, poeti, registi, romanzieri… <strong>Jean Jacques Rousseau, Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Rosi, Italo Calvino, Paolo Cognetti…</strong> Voci che, al pari degli alberi d’una solenne faggeta, sapranno svelare al lettore molto più di tante notizie e ammonimenti.<br />
Il futuro implica anche memoria, <em>wildlife stays wildlife pays</em>, ed ogni volta che l’uomo si è allontanato dalla natura ha pagato a caro prezzo i propri errori. Oggi diverrebbe quanto mai ipocrita ostinarsi a sostenere che l’attuale modello di profitti e business in voga in molti Paesi sia compatibile con una tutela e valorizzazione di quel che ancora ci circonda sulle montagne, nei boschi, lungo i fiumi, dentro i mari.<br />
Il tempo è infatti scaduto.<br />
*il 16 maggio si è celebrata anche la <strong>Giornata mondiale della celiachia</strong>. Come noto, allergie e intolleranze sono purtroppo in aumento, ma là dove ad es. la celiachia è una malattia autoimmune precisamente diagnosticabile, molte altre patologie e malesseri risultano di difficile inquadramento&#8230; Che la nostra &#8220;memoria biologica&#8221; si ribelli agli OGM e ai mille alimenti di bassa qualità che affollano gli scaffali del commercio? Ai Lettori di <strong>Ligucibario®</strong> , che molto spesso si è occupato anche di questo tema, segnalo dunque uno straordinario docufilm (in lingua italiana) realizzato da ABAP Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, dal titolo <em>X-grain. Regola n. 1 salvare la pelle</em>, liberamente fruibile a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N26lEBArG4s" target="_blank">questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Comuni, web e social (2^ parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 11:27:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Comuni, web e social (2^ parte) Riprendendo il tema là dove l’avevamo in qualche modo lasciato nella 1^ parte (link qui) di questo “speciale” (abbiamo analizzato i 234 siti dei Comuni liguri), noi non apparteniamo a coloro i quali affermano che ormai sul web la forma è tout court il contenuto. Non si nega né ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/comuni-web-e-social-2-parte/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/087.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20562" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/087-300x225.jpg" alt="087" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Comuni, web e social (2^ parte)</p>
<p>Riprendendo il tema là dove l’avevamo in qualche modo lasciato nella 1^ parte (<a title="comuni, web e social" href="https://www.ligucibario.com/comuni-web-e-social-in-liguria-1/" target="_blank">link qui</a>) di questo “speciale” (abbiamo analizzato <strong>i 234 siti dei Comuni liguri</strong>), noi non apparteniamo a coloro i quali affermano che ormai sul web la forma è tout court il contenuto. Non si nega né si discute qui, ovviamente, il predominio della visualità, né il fatto che i “consumi” digitali siano oggi rapidissimi, usa-e-getta, e pertanto quasi sempre superficiali: questi fenomeni sono sotto gli occhi di chiunque, nell’era dei big data ogni clic determina una tracciabilità e via via una profilazione, e d’altronde il web sin dalle origini ha denotato caratteri specifici e perennemente in progress. Tuttavia, non è pensabile conformarsi ai trend riducendo l’intera infocomunicazione territoriale/turistica a video di pochi secondi, a riprese coi droni senz’alcun accompagnamento esplicativo, a campagne e claim meramente d’effetto (più adatte a prodotti commerciali)…</p>
<p>I siti dei Comuni, va detto a loro difesa, scontano “istituzionalmente” una criticità di fondo, ovvero quella di doversi rivolgere contemporaneamente a target diversi: i cittadini non sono i turisti. Ciò peraltro “aggrava” il fatto che su molti di tali siti scarseggino contenuti sulle tradizioni e i prodotti locali (i cittadini infatti potrebbero in prima persona farsene promoter presso turisti e gourmet…) e collegamenti ai social (specialmente ad <strong><em>alcuni</em></strong>, che ove non adeguatamente presidiati “penalizzano” la performance del sito sia in termini di interazione coi cittadini sia in termini di promotion turistica).</p>
<p>Molti di tali siti comunali propongono un’architettura rigida e – parzialmente – obsoleta, talora labirintica, poco user friendly, con sezioni in mediocre sinergia le une con le altre, e con testi turistici i quali sovente non riescono compiutamente rappresentativi della località. Intendiamo dire che un sito non è un dépliant, e pertanto le elencazioni descrittive di beni culturali ecc. risultano poco suggestive e poco evocative. Si rammenti la <em>regola del come più che del dove</em>: il turista, caso per caso (heritage, outdoor, food&amp;wine…), oggi non ricerca la “quantità” dei beni presenti in loco, bensì la coerenza di tali beni con ciò che egli desidera – fare &#8211; in vacanza: centri storici, escursioni, sport all’aria aperta, safari fotografici, esperienze culinarie… <strong>Il turismo esperienziale</strong> ha da anni sancito questo predominio delle attività sulle destinazioni pure e semplici, l’ospite invoca autenticità, genius loci, momenti relazionali, chiede di immergersi nelle nostre quotidianità, di esperire, di agire…</p>
<p>Deflagra, in tal senso, la necessità di siti che inizino a favorire il dialogo col potenziale turista, che lo chiamino all’azione, invogliandolo a saperne di più, a richiedere informazioni, a scaricare brochure, a compilare form… Se una località si rivolge tradizionalmente a clientela estera, entrano poi in gioco le <strong>traduzioni quantomeno in lingua inglese</strong>, le urgenze dell’interculturalità, l’attitudine a riscontrare just in time le richieste e i peculiari desiderata delle persone. Il cosiddetto <strong>one-to-one marketing</strong> esorta ormai (da decenni) a personalizzare non solo i servizi bensì anche la comunicazione rivolta ai potenziali ospiti, come un sarto che confezioni l’abito a misura di cliente, facendolo sentire speciale. Si è infatti via via transitati, come notò Chris Anderson, da un mercato di massa (indicativamente sino agli ’60-’70…) all’attuale massa di mercati, al cui interno individuare i segmenti/le nicchie di domanda maggiormente interessati all’offerta; e dunque anche le sezioni turistiche di un sito comunale dovrebbero fornire non tanto pochi contenuti (generici) a chiunque, bensì molti contenuti (specifici) a chi può esserne davvero attratto.</p>
<p>Last not least, e specialmente nella stagione che – incrociando le dita &#8211; ci vede lentamente fuoriuscire da una pandemia, su molti siti comunali latita <strong>il tema della sostenibilità ambientale</strong>. E ciò non è lacuna da poco, tenendo presente che la sensibilizzazione e il commitment dei cittadini (e dei villeggianti stagionali) costituisce il primo requisito di una valida politica di tutela dei luoghi. &#8220;Wildlife stays wildlife pays&#8221;, proverbiano gli americani, e personalmente ci è capitato di vedere, su sentieri altoatesini, ammonimenti quali “la natura ha impiegato millenni per regalarti tutto questo, tu puoi rovinarlo in un attimo”. Il tema – pienamente politico &#8211; della sostenibilità, la quale impatta sia sulla vita d’ogni giorno dei cittadini che su quella stagionale degli ospiti, propone urgenze non più posponibili, a maggior ragione là dove incendi, alluvioni, siccità, grandini (disastri di <strong>un cambiamento climatico ormai in atto ma per alcuni ancora invisibile</strong>) pongono a repentaglio non solo l’economia bensì l’avvenire stesso di alcuni territori. La &#8220;teoria del vetro rotto&#8221; sottolinea come in un luogo degradato e mal tenuto chiunque possa purtroppo sentirsi quasi “legittimato” a vandalizzare e sporcare, mentre un luogo ben organizzato e pulito induce comportamenti corretti. I siti dei Comuni non dovrebbero quindi limitarsi a precisare tariffe e scadenze di una tassa rifiuti o modalità di smaltimento di oggetti ingombranti, bensì concorrere ad una vera e propria formazione alla salvaguardia ambientale, che responsabilizzi anche i turisti, la cui <strong>impronta ecologica</strong> (si pensi a Rimini…) è talora assai pesante.</p>
<p>Ci riferiamo ai consumi idrici, al rispetto delle pedonalizzazioni e delle aree fragili(1), all’utilizzo dei mezzi pubblici, alla raccolta differenziata, al rispetto della flora e della fauna… A tutto ciò che, durante la permanenza, differenzia una vacanza green e consapevole da una inquinante e menefreghista.<br />
(1) ho lungamente plaudito all&#8217;iniziativa di Daniele Buschiazzo, sindaco di Sassello, il quale per la giornata di Ferragosto 2021 ha interdetto alcune aree verdi del territorio a tutti i mezzi a motore&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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