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	<title>Ligucibario &#187; wildlife stays wildlife pays</title>
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		<title>La Giornata del latte e la Liguria montana, turismo e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 08:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-ponte-di-nava.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21594" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-ponte-di-nava-300x170.jpg" alt="smart" width="300" height="170" /></a>Il 1 giugno ricorre la <a href="https://worldmilkday.org/" target="_blank"><strong>Giornata mondiale del latte</strong></a>, istituita nel 2012 dalla FAO<strong>.</strong> E l’Italia appartiene certamente ai Paesi di riferimento per la produzione dell’oro bianco.</p>
<p>Sul prossimo numero di LiguriaFood, il magazine bimestrale edito da Sabatelli, ho non a caso curato un <strong>lungo, esauriente articolo sui formaggi liguri</strong> (ma null’altro “spoilero” qui, invitando i Lettori a procurarselo fra poco nelle edicole…).</p>
<h2>Giornata mondiale del latte: spunti di riflessione e scenari turistici</h2>
<p>In una stagione di turismi sempre più <em>esperienziali</em>, l’idea &#8220;stimolata&#8221; dalla Giornata del latte potrebbe esser quella di ideare una vera e propria “cheese way”, che da una parte legasse fra loro le eccellenze territoriali, dall’altra gettasse ponti anche interregionali, sollecitando interazioni e sinergie concrete fra i formaggi italiani e le ottime imprese cui li dobbiamo.</p>
<p>Ciò peraltro, come sempre, non può costituire una semplice iniziativa “politica” o gastronomica, né uno spontaneismo che rischierebbe impattanti confronti con la realtà.</p>
<h2>Strade di prodotto: buone prassi dell&#8217;accoglienza</h2>
<p><strong>Le strade di prodotto, come dimostra il mirabile caso-studio di Bregenz</strong>, paradiso green fra Austria e Svizzera, non sono semplici collage di luoghi messi in fila – a tavolino &#8211; uno dopo l’altro, e collegati sulle mappe da un trattino… Le strade di prodotto autenticamente operative sono viceversa percorsi ricchi di servizi, di escursioni, di eventi, di esperienzialità, ben “aggregati” a comporre un <em>product</em> turistico (e non solo).</p>
<p>Il marketing e il management, in tal senso, dimostrano sempre che <strong>1+1=3</strong>, ovvero che la competitività si costruisce via via attraverso i partenariati, la visione d’insieme, la capacità di tessere reti interprofessionali, tanto più in una stagione storica caratterizzata da deregulation e accelerazioni brutali… La Liguria è terra di coste e di entroterra, ormai attrattiva 365 giorni l’anno. C’è tuttora un grande, ma stimolante lavoro di sensibilizzazione/formazione da svolgere, sui temi anzitutto <strong>dell’accoglienza targettizzata, del web e dei social, della “narrazione” di ciò che siamo</strong> prima ancora di ciò che facciamo (il post-pandemia non sta che confermando alcune tendenze preesistenti&#8230;). La Giornata del latte ci induce dunque a importanti riflessioni.</p>
<h2>Liguria montana, malgara, rurale: un patrimonio da vivificare</h2>
<p>E c’è tuttora un grande areale, ovvero <strong>la Liguria montana, malgara, rurale</strong>, la Liguria alpino-appenninica, dei borghi aggrappati e delle cucine bianche, dell&#8217;<strong>Alta Via</strong> e delle vie del sale, che chiede un ruolo di prima fila nei progetti che si cantiereranno, perché la montagna – senza infrastrutture e servizi – non potrà “riaccogliere” coloro che l’hanno, sovente a malincuore, abbandonata.</p>
<p>Io trascorro lunghi periodi a <strong>Calizzano</strong>, in Alta Val Bormida ad un passo dai tecci e dalla maestosa faggeta del Melogno, ma anche dalle valli <strong>Tanaro e Mongia</strong>, che da Ormea a Viola mi regalano differenti, ulteriori trekking e suggestioni, a contatto vero e non cartolinesco con la biodiversità (e lontano dagli “insensati clamori” cui già accennava un poeta della levatura di <strong>Giorgio Caproni</strong>…).</p>
<p>Da molti anni vedo quindi coi miei occhi che <strong>la montagna non va museificata, bensì vivificata,</strong> garantendo in primis opportunità di lavoro e abitative a chi intende restarvi, o tornarvi. Montagna significa anche sacrificio, isolamento, frugalità, perché la natura ha le proprie regole. Ma “<em>wildlife stays wildlife pays</em>”, proverbiano gli americani, e questo mi pare l’auspicio costante, <strong>di Ligucibario® e di Luisa Puppo</strong>, che anche molti giovani (qualcuno lo incontro per fortuna anche nei vari corsi dove insegno) condividerebbero.</p>
<p>Talora percepisco che sanno guardare avanti col cuore, e noi abbiamo perciò il dovere di non mortificare quello sguardo, e di potenziare le loro competenze professionali (specie in un Paese in cui tanti si dichiarano esperti di turismo, ma davvero pochi lo sono).</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Api, celiachia e biodiversità</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:00:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21578" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950-300x225.jpg" alt="DSCN5950" width="300" height="225" /></a>20 maggio <strong>Giornata delle api</strong> (insetti a rischio estinzione…), 21 maggio <strong>Giornata della diversità culturale</strong>, 22 maggio <strong>Giornata della biodiversità</strong>. Si susseguono importanti “ricorrenze” * a rammentarci i nostri “doveri” di abitanti d’un Pianeta che troppe volte abbiamo ritenuto nostra esclusiva proprietà.<br />
C’è un’ecologia profonda che ormai contesta addirittura il senso dell’espressione “sviluppo sostenibile”, additando criticamente uno sviluppo che non ha in realtà coinciso col progresso – sembra di riudire <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> &#8211; , ma con sempre più devastanti crisi ambientali, inquinamento, e laceranti disparità socioeconomiche…<br />
Quel che sta accadendo in Emilia Romagna (l’ennesima tragedia che alla fin fine verrà imputata al destino?) dimostra ancora una volta come anche in Italia occorra da subito <strong>non cementificare più</strong> un solo metro quadro di suolo, e che il solo modello praticabile in avvenire, proprio per concedere un po’ di avvenire alle nuove generazioni, sarà <strong>la decrescita</strong>. Un vocabolo che spaventa solo i miopi e i menefreghisti.<br />
Non si affermi che sono mancati gli allarmi: <strong>da Fritjof Capra a Roberto Marchesini, da Mario Tozzi a Luca Mercalli, da Serge Latouche a Papa Francesco</strong> è tutto un rincorrersi di lucide e spietate analisi circa quel che – di fatto in nome dell’avidità &#8211; stiamo infliggendo alla Natura e alle creature che (ancora) la popolano. Ed un’esortazione a fermare immediatamente lo scempio.<br />
Io ho redatto, a titolo completamente gratuito, un toolkit che pongo a disposizione &#8211; in formato elettronico oppure cartaceo &#8211; di chi intenda approfondire le questioni in gioco e “militare” dalla parte giusta. Si ottiene semplicemente <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">cliccando qui</a>.<br />
Non si tratta di pagine puramente terroristiche (sebbene la realtà ormai le legittimerebbe): ho cercato di raccontare sostenibilità e biodiversità anche “appoggiandomi” a filosofi, artisti, poeti, registi, romanzieri… <strong>Jean Jacques Rousseau, Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Rosi, Italo Calvino, Paolo Cognetti…</strong> Voci che, al pari degli alberi d’una solenne faggeta, sapranno svelare al lettore molto più di tante notizie e ammonimenti.<br />
Il futuro implica anche memoria, <em>wildlife stays wildlife pays</em>, ed ogni volta che l’uomo si è allontanato dalla natura ha pagato a caro prezzo i propri errori. Oggi diverrebbe quanto mai ipocrita ostinarsi a sostenere che l’attuale modello di profitti e business in voga in molti Paesi sia compatibile con una tutela e valorizzazione di quel che ancora ci circonda sulle montagne, nei boschi, lungo i fiumi, dentro i mari.<br />
Il tempo è infatti scaduto.<br />
*il 16 maggio si è celebrata anche la <strong>Giornata mondiale della celiachia</strong>. Come noto, allergie e intolleranze sono purtroppo in aumento, ma là dove ad es. la celiachia è una malattia autoimmune precisamente diagnosticabile, molte altre patologie e malesseri risultano di difficile inquadramento&#8230; Che la nostra &#8220;memoria biologica&#8221; si ribelli agli OGM e ai mille alimenti di bassa qualità che affollano gli scaffali del commercio? Ai Lettori di <strong>Ligucibario®</strong> , che molto spesso si è occupato anche di questo tema, segnalo dunque uno straordinario docufilm (in lingua italiana) realizzato da ABAP Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, dal titolo <em>X-grain. Regola n. 1 salvare la pelle</em>, liberamente fruibile a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N26lEBArG4s" target="_blank">questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Comuni, web e social (2^ parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 11:27:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Comuni, web e social (2^ parte) Riprendendo il tema là dove l’avevamo in qualche modo lasciato nella 1^ parte (link qui) di questo “speciale” (abbiamo analizzato i 234 siti dei Comuni liguri), noi non apparteniamo a coloro i quali affermano che ormai sul web la forma è tout court il contenuto. Non si nega né ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/comuni-web-e-social-2-parte/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/087.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20562" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/087-300x225.jpg" alt="087" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Comuni, web e social (2^ parte)</p>
<p>Riprendendo il tema là dove l’avevamo in qualche modo lasciato nella 1^ parte (<a title="comuni, web e social" href="https://www.ligucibario.com/comuni-web-e-social-in-liguria-1/" target="_blank">link qui</a>) di questo “speciale” (abbiamo analizzato <strong>i 234 siti dei Comuni liguri</strong>), noi non apparteniamo a coloro i quali affermano che ormai sul web la forma è tout court il contenuto. Non si nega né si discute qui, ovviamente, il predominio della visualità, né il fatto che i “consumi” digitali siano oggi rapidissimi, usa-e-getta, e pertanto quasi sempre superficiali: questi fenomeni sono sotto gli occhi di chiunque, nell’era dei big data ogni clic determina una tracciabilità e via via una profilazione, e d’altronde il web sin dalle origini ha denotato caratteri specifici e perennemente in progress. Tuttavia, non è pensabile conformarsi ai trend riducendo l’intera infocomunicazione territoriale/turistica a video di pochi secondi, a riprese coi droni senz’alcun accompagnamento esplicativo, a campagne e claim meramente d’effetto (più adatte a prodotti commerciali)…</p>
<p>I siti dei Comuni, va detto a loro difesa, scontano “istituzionalmente” una criticità di fondo, ovvero quella di doversi rivolgere contemporaneamente a target diversi: i cittadini non sono i turisti. Ciò peraltro “aggrava” il fatto che su molti di tali siti scarseggino contenuti sulle tradizioni e i prodotti locali (i cittadini infatti potrebbero in prima persona farsene promoter presso turisti e gourmet…) e collegamenti ai social (specialmente ad <strong><em>alcuni</em></strong>, che ove non adeguatamente presidiati “penalizzano” la performance del sito sia in termini di interazione coi cittadini sia in termini di promotion turistica).</p>
<p>Molti di tali siti comunali propongono un’architettura rigida e – parzialmente – obsoleta, talora labirintica, poco user friendly, con sezioni in mediocre sinergia le une con le altre, e con testi turistici i quali sovente non riescono compiutamente rappresentativi della località. Intendiamo dire che un sito non è un dépliant, e pertanto le elencazioni descrittive di beni culturali ecc. risultano poco suggestive e poco evocative. Si rammenti la <em>regola del come più che del dove</em>: il turista, caso per caso (heritage, outdoor, food&amp;wine…), oggi non ricerca la “quantità” dei beni presenti in loco, bensì la coerenza di tali beni con ciò che egli desidera – fare &#8211; in vacanza: centri storici, escursioni, sport all’aria aperta, safari fotografici, esperienze culinarie… <strong>Il turismo esperienziale</strong> ha da anni sancito questo predominio delle attività sulle destinazioni pure e semplici, l’ospite invoca autenticità, genius loci, momenti relazionali, chiede di immergersi nelle nostre quotidianità, di esperire, di agire…</p>
<p>Deflagra, in tal senso, la necessità di siti che inizino a favorire il dialogo col potenziale turista, che lo chiamino all’azione, invogliandolo a saperne di più, a richiedere informazioni, a scaricare brochure, a compilare form… Se una località si rivolge tradizionalmente a clientela estera, entrano poi in gioco le <strong>traduzioni quantomeno in lingua inglese</strong>, le urgenze dell’interculturalità, l’attitudine a riscontrare just in time le richieste e i peculiari desiderata delle persone. Il cosiddetto <strong>one-to-one marketing</strong> esorta ormai (da decenni) a personalizzare non solo i servizi bensì anche la comunicazione rivolta ai potenziali ospiti, come un sarto che confezioni l’abito a misura di cliente, facendolo sentire speciale. Si è infatti via via transitati, come notò Chris Anderson, da un mercato di massa (indicativamente sino agli ’60-’70…) all’attuale massa di mercati, al cui interno individuare i segmenti/le nicchie di domanda maggiormente interessati all’offerta; e dunque anche le sezioni turistiche di un sito comunale dovrebbero fornire non tanto pochi contenuti (generici) a chiunque, bensì molti contenuti (specifici) a chi può esserne davvero attratto.</p>
<p>Last not least, e specialmente nella stagione che – incrociando le dita &#8211; ci vede lentamente fuoriuscire da una pandemia, su molti siti comunali latita <strong>il tema della sostenibilità ambientale</strong>. E ciò non è lacuna da poco, tenendo presente che la sensibilizzazione e il commitment dei cittadini (e dei villeggianti stagionali) costituisce il primo requisito di una valida politica di tutela dei luoghi. &#8220;Wildlife stays wildlife pays&#8221;, proverbiano gli americani, e personalmente ci è capitato di vedere, su sentieri altoatesini, ammonimenti quali “la natura ha impiegato millenni per regalarti tutto questo, tu puoi rovinarlo in un attimo”. Il tema – pienamente politico &#8211; della sostenibilità, la quale impatta sia sulla vita d’ogni giorno dei cittadini che su quella stagionale degli ospiti, propone urgenze non più posponibili, a maggior ragione là dove incendi, alluvioni, siccità, grandini (disastri di <strong>un cambiamento climatico ormai in atto ma per alcuni ancora invisibile</strong>) pongono a repentaglio non solo l’economia bensì l’avvenire stesso di alcuni territori. La &#8220;teoria del vetro rotto&#8221; sottolinea come in un luogo degradato e mal tenuto chiunque possa purtroppo sentirsi quasi “legittimato” a vandalizzare e sporcare, mentre un luogo ben organizzato e pulito induce comportamenti corretti. I siti dei Comuni non dovrebbero quindi limitarsi a precisare tariffe e scadenze di una tassa rifiuti o modalità di smaltimento di oggetti ingombranti, bensì concorrere ad una vera e propria formazione alla salvaguardia ambientale, che responsabilizzi anche i turisti, la cui <strong>impronta ecologica</strong> (si pensi a Rimini…) è talora assai pesante.</p>
<p>Ci riferiamo ai consumi idrici, al rispetto delle pedonalizzazioni e delle aree fragili(1), all’utilizzo dei mezzi pubblici, alla raccolta differenziata, al rispetto della flora e della fauna… A tutto ciò che, durante la permanenza, differenzia una vacanza green e consapevole da una inquinante e menefreghista.<br />
(1) ho lungamente plaudito all&#8217;iniziativa di Daniele Buschiazzo, sindaco di Sassello, il quale per la giornata di Ferragosto 2021 ha interdetto alcune aree verdi del territorio a tutti i mezzi a motore&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/comuni-web-e-social-2-parte/">Comuni, web e social (2^ parte)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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