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	<title>Ligucibario &#187; vino di coronata</title>
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		<title>Liguria in bianco. I vini di Ligucibario</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:24:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/logo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29847" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/logo1-225x300.jpg" alt="logo1" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>I vini bianchi italiani (e liguri) propongono eccellenze, che il mercato sempre più riconosce ed apprezza. Profumi e strutture ben differenti da quelle dei vini rossi, freschezze effervescenze fiori frutti, un &#8220;mood&#8221; che incontra anche intensamente i gusti e le sensibilità femminili, le donne non a caso stanno divenendo anche sommelière capacissime.<br />
Se un turista o un gourmet straniero mi domandasse quali regioni privilegiare, per avvicinarsi all&#8217;Italia &#8220;in bianco&#8221;, gli suggerirei anzitutto la Liguria, la Sicilia, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, ed infine il Piemonte.<br />
I vini bianchi, un tempo reputati principalmente &#8220;estivi&#8221;, oggi si consumano 12 mesi su 12, e le spumantizzazioni si sono ritagliate spazi ben oltre l&#8217;inizio o la fine del pasto.<br />
In tal modo, in Italia ormai si producono, anche a livello di prodotti certificati DOCG, DOC, DOP e IGT, più bianchi che rossi/rosati.<br />
I vini, tutti i vini ed i bianchi non fanno eccezione, sono microcosmi composti da suolo, clima e lavoro (o per meglio dire know how e passione) dell&#8217;uomo. Quel che entra nella bottiglia è il frutto dell&#8217;uva ma anche della competenza e del sacrificio, non dimentichiamolo mai.<br />
Nei miei più giovani anni frequentavo il ponente ligure in cerca di Pigato, allora il mio bianco prediletto. Talvolta ne sorseggiavo uno insieme a mio padre &#8211; che fino ai 62 anni fu astemio! &#8211; in un ristorante di Varigotti (SV), durante quelle domeniche d&#8217;inverno in cui la costa, semideserta, è ancora più bella, e questo è un ricordo straordinario che porterò sempre con me.<br />
Poi venne la lunga stagione del Vermentino, con Luisa Puppo (mannaggia quant&#8217;è brava!) sovente comparavamo la DOC Riviera ligure di ponente e la DOC Colli di Luni, erano calici brillanti in quei &#8220;duelli&#8221; fra Laura Aschero e Cantine Lunae, fra Poggio dei Gorleri e Giacomelli, fra BioVio e Ottaviano Lambruschi&#8230;<br />
Ma da genovese ho sempre praticato la Bianchetta della Val Polcevera, vino ostinato di una terra che è stata violentata da industrializzazioni e crolli di ponti. Una trattoria me la serviva insieme ai corzetti (quelli a elica, tirati con le dita, che si mangiano col cucchiaio), conditi con la salsa di pinoli ma qualche volta anche da un sugo di coniglio, in bianco, che avrebbe ridestato un defunto&#8230;<br />
Sono poi arcicontento che anche il cosiddetto &#8220;vino di Coronata&#8221; stia ricomparendo su tante tavole, grazie a 3 produttori che lodevolmente competono in qualità.<br />
Quanto al Tigullio, mi ha di frequente regalato, e tuttora mi regala, buon Moscato, a me garba in primis quello di Pino Gino, vigneron a Castiglione Chiavarese, un Moscato ricco di sentori ma poco ruffiano, da servire ben fresco nelle coppe e perfetto coi dolci lievitati, il panettone il pan di spagna il pandoro.<br />
Concludo, e non potrebbe esser diverso, con le Cinque Terre, con quei vitigni bosco, albarola e vermentino aggrappati alla rupe, in una verticalità di fasce terrazzate dai muretti a secco e &#8220;tagliate&#8221; da cremagliere, un paesaggio pressoché unico al mondo. Monterosso Vernazza Corniglia Manarola Riomaggiore, i santuari, la via dell&#8217;amore, Eugenio Montale, il presepe di Manarola&#8230;, cercate amici Lettori di godervele quando (ma quando?) lo sciame dei turisti un poco si dirada&#8230; E un brindisi col bianco della DOC locale, o un granfinale col passito Sciacchetrà, vino solenne, saranno momenti che vi s&#8217;incideranno nel cuore.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>L&#8217;antico pranzo di Natale dei genovesi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 11:22:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29321" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop1-295x300.jpg" alt="smart" width="295" height="300" /></a></p>
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<p>Negli spazi “Coop” di corso Europa, dinanzi ad una sala davvero gremita, e ad un pandolce affettato che spandeva invitanti profumi, <strong>Umberto Curti ha svolto il suo terzo incontro per UniAuser Genova</strong> raccontando l’antico pranzo di Natale a Genova, ovvero “Dalla galatina all’alzatina”. Il simpatico titolo origina dal fatto che la galantina appariva fra gli antipasti del pranzo del 25 dicembre, mentre un’alzatina di rugiadoso stracchino molle (!) lo concludeva – ed era un banchetto non da poco &#8211; …</p>
<p>E’ una conferenza che Umberto Curti tiene da una quindicina d’anni, naturalmente “rinnovandola” qui e là, perché il tema – realmente – affascina sempre tutti. Da un lato restituisce il mood delle Feste, l’atmosfera famigliare, la preparazione dell’abete e/o del presepe, il rito dei regali. Dall’altro percorre i gusti d’un tempo, talvolta molto simili ai nostri attuali (i ravioli, il cappon magro, ö pandöçe…), ma talvolta assai meno.</p>
<p>Interessante anche la narrazione sui vini, i bianchi spaziavano dal “Coronata” ai vini delle Cinque Terre, fra cui i “vin particulà”, ovvero i passiti, i “rinforzati”, i vini da rito; mentre per i rossi Genova s’appoggiava – <em>more solito</em>… &#8211; al vicino Piemonte, con la Barbera, il Dolcetto, la Freisa… Ma su qualche desco poteva far capolino anche una Malvasia di Pietra Ligure (?), o un Moscatello di Taggia.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29322" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop2-300x245.jpg" alt="smart" width="300" height="245" /></a></p>
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<p>Amici Lettori di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, stay tuned, continuate a seguirci, perché il 2026 sarà un anno ricco di conferme e di alcune novità, che si rifletteranno in cicli di conferenze molteplici e significative, che terremo per Biblioteca Civica Saffi, per UniAuser, per l’associazione GAU, in proficua collaborazione – e ne siamo lieti &#8211; anche col Comune di Genova, di cui ringrazio l’Assessorato e la Direzione cultura, e col DISPI (Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Genova), col quale la nostra società ha stipulato un’apposita convenzione…</p>
<p>Colgo inoltre l’occasione di formulare sinceri Auguri alle signore Trusendi e Martinero che per conto di UniAuser Genova ci hanno sempre garantito efficienti operatività e cordiali accoglienze: buon Natale a voi, anche da Umberto Curti.</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Il menu di Natale a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 09:19:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21271" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/torta-pasqualina2.jpg"><img class="size-medium wp-image-21271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/torta-pasqualina2-300x225.jpg" alt="torta Pasqualina genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">torta Pasqualina genovese, consueta a Pasqua</p></div>
<p>Sta volgendo al termine novembre e qualche giorno fa, dentro un sito di gastronomia (uno dei tanti), si domandava a un cuoco cittadino quali siano le tradizioni culinarie genovesi per il Natale. Fra le varie portate, il cuoco menzionava la torta Pasqualina.</p>
<p>Il menu genovese di Natale (ö Denâ, da dies natalis) è tema che mi occupa da tanti anni, al quale ho dedicato varie affettuose conferenze e articoli approfonditi (se ne veda ad es. uno <a title="umberto curti menu di natale a genova" href="https://www.ligucibario.com/genova-pranzo-natale/" target="_blank">a questo link</a>), in cui dettaglio anche i riti della Vigilia e i vini in abbinamento ivi incluso il Coronata (sino al pirön per il giro di tavola conclusivo&#8230;).</p>
<p>Premesso che a tavola ognuno è liberissimo di servire ciò che vuole (a patto di non avvelenare i convitati), sinceramente &#8211; ch&#8217;io ricordi &#8211; non mi era <em><strong>mai</strong></em> capitato di veder inclusa nel menu natalizio genovese la (pur magnifica) torta Pasqualina, che come svela il nome stesso è consueta viceversa a Pasqua, come la cima… E, ad esser pignoli, all&#8217;agnello stesso venivano certamente anteposti il cappone (nel cui brodo cuocere i maccheroni/natalin), il tacchino (sorprendente dono del Nuovo Mondo), il coniglio (specie per chi avesse &#8220;legami&#8221; con lo Spezzino), e poi anche il cappon magro (ma solo i &#8220;frettolosi&#8221; lo collegano <em>anema e core</em> alla capponadda di bordo).</p>
<p>Amici Lettori di Ligucibario®, voi che ne pensate?</p>
<p>A presto</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Genova, pranzo di Natale con Ligucibario</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 11:56:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-pranzo-natale/">Genova, pranzo di Natale con Ligucibario</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/cappon-magro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18764" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/cappon-magro1-200x300.jpg" alt="cappon-magro" width="200" height="300" /></a></p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Genova, pranzo di Natale con Ligucibario</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">D’accordo, allora pronti via, dopo una vigilia “di magro” e la Messa di mezzanotte, dopo l’abete il presepe i regali, il 25 si dia finalmente inizio al banchetto (semel in anno licebat&#8230;).<br />
Ecco via via la <strong>galantina</strong> (di cappone), la <strong>testa in cassetta</strong> (io adoro quella di “Giacobbe”, a Sassello), il <strong>Sant’Olcese</strong> (che magari i giorni precedenti è valso una gita a bordo del trenino di Casella…), i sott’oli e i sott’aceti.<br />
Poi arrivino in tavola i <strong>maccheroni di Natale</strong> (quelli lunghi e lisci) in brodo di tre carni (a simboleggiar prosperità), e i <strong>ravioli alla genovese</strong>, di carne e frattaglie, ma con una parte profumata dalle borragini, ovviamente conditi col töccö, grazie a quel pezzo “reale” che lentamente fa “parpellare” (occhieggiare) il sugo sul fuoco.<br />
I secondi saranno il <strong>cappone</strong> con la mostarda (magari fatta in casa) e la salsa verde, oppure il <strong>tacchino</strong> alla storiona, oppure il “<strong>biscotto condito</strong>” (mi piace chiamar così il cappon magro), che non a caso ha fra i propri ingredienti la scorzonera, quella che si frigge… Ma i macellai regalavano ai clienti più fedeli anche i <strong>berodi</strong>, i sanguinacci, e come negar loro un po’ di spazio?<br />
E poi via col <strong>pandolce</strong> (lo sai che quello alto è il più antico), dove il cedro sia cedro e non zucca colorata, e la mitica <strong>Sacripantina</strong> brevettata a suo tempo da Preti, il cioccolato a pezzettoni, la pasticceria secca (anicini ed altro), il <strong>latte dolce fritto</strong>, le frutta fresche e secche e le frutta <strong>candite</strong>, uso che ci viene dal mondo arabo…, sino all’alzatina di stracchino molle (!) e al pirron da circuitare fra i commensali, chi lo sa forse leggendo qualche verso de “<strong>O tondo de Natale</strong>” del Bacigalupo (non il solo a &#8220;poetare&#8221; sulle Feste).<br />
Nei calici, naturalmente, verseremo caso per caso nostralini, <strong>vini “di Coronata”</strong> (chapeau a Gionata Cognata), rossi liguri ma anche piemontesi, ed infine, coi dolci, qualche vino particolare, “rinforzato” (dall’appassimento delle uve), e se il borsellino lo consente che sia DOC Cinque Terre <strong>Sciacchetrà</strong>, un vino che racconta paesaggi fra i più verticali e incantati del Mediterraneo!<br />
Che altro dirvi, amici lettori di Ligucibario®? Forse che il lato edonistico e consumistico ha via via prevalso sempre più eccessivamente e laicamente su quelli che in parte erano e dovrebbero essere, venuti meno Dioniso e Cerere, i significati &#8220;culturali&#8221; della festa e del cibo, ovvero il convivio (che affratella), il dono (offerto prima che ricevuto), la misura (che è sobrietà), la qualità (del cucinar bene buoni ingredienti), il rito (come momento condiviso)&#8230; Ma non è certo questo &#8211; Ligucibario® &#8211; un pulpito su cui salire a predicare. Sia come sia, buon Natale dunque a voi tutti, e buona digestione! E se vi piacciono anche i libri, Oscar Morosetti, <em>O denâ zeneize</em>, ed. DC&amp;E, 2013, può essere acquisto godibilissimo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>p.s. pressoché ogni alimento menzionato nell&#8217;articolo è consultabile approfonditamente qui, cliccando nella sezione &#8220;alfabeto del gusto&#8221; (e buona lettura)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Sampierdarena fra tradizione e futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Nov 2019 18:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sampierdarena fra tradizione e futuro Grande afflusso di pubblico alla Biblioteca civica Berio per “Amarcord Sampierdarena. Le antiche trattorie dalla Coscia al Campasso”, conferenza con cui Umberto Curti &#8211; saggista e docente di storia dell&#8217;enogastronomia &#8211; ha inteso omaggiare il passato, ma anche il presente, di una delle più importanti delegazioni genovesi, sino al 1926 ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/DSCN4492.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18711" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/DSCN4492-300x225.jpg" alt="DSCN4492" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Sampierdarena fra tradizione e futuro</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Grande afflusso di pubblico alla Biblioteca civica Berio per “Amarcord Sampierdarena. Le antiche trattorie dalla Coscia al Campasso”, conferenza con cui <strong>Umberto Curti</strong> &#8211; saggista e docente di storia dell&#8217;enogastronomia &#8211; ha inteso omaggiare il passato, ma anche il presente, di una delle più importanti delegazioni genovesi, sino al 1926 – non a caso &#8211; Comune autonomo, ed orgogliosa della propria identità&#8230;</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/stoccafisso-accomodato2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18712" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/stoccafisso-accomodato2-225x300.jpg" alt="stoccafisso accomodato2" width="225" height="300" /></a></p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">L’evento – e la cucina degli anni d’oro <strong>di “Gina”, di “Giunsella”, di “Toro”</strong>… &#8211; è stato l’occasione per accennare ad una pluralità di temi: le origini del luogo (agricoltura, pesca, cantieristica), le torri anti-saracene che punteggiavano la spiaggia, la chiesa antichissima di <strong>Santa Maria della Cella</strong>, le ville patrizie, gli stabilimenti balneari, l’arrivo della ferrovia e dell’industrializzazione, la vita culturale fra teatri e cene di melomani, la “camionale” di Serravalle e l’inaugurazione “mussoliniana” di <strong>via Cantore</strong>, le luminose figure di <strong>Mario Soldati</strong> e di Giovanni Rebora, i mestieri del porto di ieri ed oggi, la vicenda umana di Emilio Salgari finita tragicamente, e last not least i tanti autori che di Sampierdarena hanno scritto perché l’hanno amata e vissuta (al link <a href="https://www.facebook.com/zenaatoua/videos/451962118813702/">https://www.facebook.com/zenaatoua/videos/451962118813702/</a> il video dell&#8217;intervista a Umberto Curti).</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/P1010001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18713" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/P1010001-300x225.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Fra la rievocazione golosa <strong>d’un minestrone, d’uno stoccafisso (con o senza bacilli) e d’una trippa</strong> (perché no alla sbira), piatti &#8220;sazianti&#8221; che Umberto Curti ha elencato come i più ricorrenti nei ristori d’antan, dove li accompagnava un vino di Coronata o di Begato, il gran finale ha visto salire in scena, graditissimi, anche <strong>Fulvio Majocco</strong> (cultore di storia locale ed autore di un prezioso libriccino sulle antiche trattorie sampierdarenesi), Pietro Pero (da tanti anni attivo presso il “Gazzettino sampierdarenese” e nelle attività per le scuole) e Paola Bordilli, assessore comunale, che – di natali pegliesi – ben sa quanto sia importante rendere Genova policentrica in positivo, e contribuire alla valorizzazione (anche enogastronomica) delle sue tante anime… Eccoli nella foto sottostante.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/samp-quartet.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18714" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/samp-quartet-300x168.jpg" alt="samp quartet" width="300" height="168" /></a></p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Al termine di una serata dove si è respirato un clima di vera comunità, crediamo che Ligucibario® abbia nuovamente reso &#8211; come fa da molti anni &#8211; un buon servigio alla causa della cultura e del genius loci, facendo ancor più luce su quel che Sampierdarena è stata, nell’auspicio che le arrida – che arrida alle sue strade, ai suoi abitanti, alle sue imprese, alle sue associazioni… – un futuro di sviluppo e di vivibilità.<br />
Arrivederci, sempre alla Berio e sempre con Umberto Curti, il 6 dicembre (ore 17.00), con la conferenza natalizia intorno alla &#8220;Cuciniera&#8221; di Giobatta Ratto del 1863!&#8230;<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Schmuckher Aidano</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 19:41:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Schmuckher Aidano, instancabile studioso di cose liguri (anzitutto il folklore), si occupò anche di enogastronomia, soprattutto negli anni ’70, redigendo fra l’altro Il grande libro della cucina ligure. Ecco due suoi menu: a pranzo riso alla genovese (in bianco con odori), cima tagliata sottile, pandolce, frutta di stagione, vino a piacere (di Coronata, Albenga, Diano ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/schmuckher-aidano/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Schmuckher Aidano, instancabile studioso di cose liguri (anzitutto il folklore), si occupò anche di enogastronomia, soprattutto negli anni ’70, redigendo fra l’altro <em>Il grande libro della cucina ligure</em>.<br />
Ecco due suoi menu: a pranzo riso alla genovese (in bianco con odori), cima tagliata sottile, pandolce, frutta di stagione, vino a piacere (di Coronata, Albenga, Diano Castello…). A cena minestrone (freddo e sodo), trippe a stuffo (cioè ovviamente stufate), canestrelli dolci, vino a piacere.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Coronata</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 20:50:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coronata è un vino bianco “rientrante” come sottozona nella DOC Val Polcevera, è blend da vari vitigni, fra cui in primis la Bianchetta Genovese. Quando con mio padre superavamo in auto il viadotto Morandi (quel ponte di Brooklyn cui oggi leghiamo una delle più terribili sciagure accadute in città…) era d’obbligo la citazione per un vino che dava di zolfo, forse chissà per il verderame, forse chissà per le vicine, fumose e già orribili industrie… Coronata deriverebbe da Columnata, ovvero terra dove coloni piantavano pali come confine dei poderi o come elemento di sostegno delle viti; siamo nell’area della famosa Tavola Bronzea (vedi qui la relativa voce). Coronata è una collina sovrastante Genova-Cornigliano, caratterizzata anche dal santuario dell’Incoronata (vedi qui anche la voce Paciugo), dove alcuni vigneti sono stati miracolosamente preservati, merito prima di una cooperativa con dominus Domenico Barisone, instancabile vigneron di origini piemontesi, nonché poi di Andrea Bruzzone * , di Gionata Cognata, di Giacomo Cattaneo Adorno… Il vino è menzionato anche da Agostino Giustiniani nel 1535, ma già estratto dalle uve nei secoli precedenti, quando i monaci della Badia di Sant&#8217;Andrea degli Erzelli ** incentivarono in zona la vite, e poi valutato dall’abate Goffredo Casalis (1781-1856) “Tra i più squisiti del genovesato&#8221;. Recentemente iscritte ai vigneti eroici una particella a Genova Fegino (Bruzzone) e una a Genova Morego (Cognata), località che era un tempo di villeggiatura. L’abbinamento tradizionale &#8211; e doveroso &#8211; è con piatti di pesce e piatti con verdure: ergo polpo e patate, corzetti con la salsa di pinoli, minestrone, pesto, panissa, torta pasqualina, polpettoni&#8230;</p>
<p>* produttore dell’unico spumante DOCc metodo classico prodotto a Genova</p>
<p>** detta anche Sant&#8217;Andrea de Sexto, per la prossimità a Sestri Ponente, o Sant&#8217;Andrea della Colombara, era un antico presidio cenobitico, ora sconsacrato e non visitabile. Posto ai piedi della collina degli Erzelli, vicino a quella spiaggia detta &#8220;il deserto&#8221;, ora interrata, che separava Cornigliano da Sestri e dove cadde da cavallo la Luigia Pallavicini cantata dal Foscolo. Nei dintorni – come racconta la scrittrice genovese Corinna Praga, da poco mancata &#8211; uno scoglio ospitava un antico monastero benedettino (VII secolo)…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/coronata/">Coronata</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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