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	<title>Ligucibario &#187; valle scrivia</title>
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		<title>Casella, mercato dell&#8217;Appennino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:51:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Qualche mese fa ho pranzato in una trattoria a Casella, proprio sulla piazza centrale, piazza XXV aprile. Un cielo di smalto incorniciava il secentesco Palazzo Fieschi, ben leggibile architettura, col grande stemma in facciata, una torre con due resti di meridiane (un fregio risulta purtroppo illeggibile), e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/casella-mercato-appennino/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30377" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/trenino-casella-034.jpg"><img class="size-medium wp-image-30377" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/trenino-casella-034-300x225.jpg" alt="palazzp fieschi a casella" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo Fieschi a Casella</p></div>
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<p>Qualche mese fa ho pranzato in una trattoria a <strong>Casella</strong>, proprio sulla piazza centrale, piazza XXV aprile. Un cielo di smalto incorniciava il secentesco <strong>Palazzo Fieschi</strong>, ben leggibile architettura, col grande stemma in facciata, una torre con due resti di meridiane (un fregio risulta purtroppo illeggibile), e una corte interna squadrata, a cielo aperto. Tutto il braccio di ponente della confortevole residenza era non a caso adibito ad ampia stalla, sovrastata da fienile. L’acqua, copiosa, dissetava gli animali da soma legati agli anelli dei pilastri…</p>
<p>Dirimpetto, sulla piazza, si eleva quel <strong>Palazzetto</strong> un tempo passaggio necessario per lasciare la città, passaggio che valeva a controllare le merci e garantirsi pedaggi. Oggi in qualche modo non tradisce quella funzione, ospitando attività commerciali, che come sempre vivificano il luogo. Il terzo edificio sulla piazza, oltre la “<strong>Fonte di Montemaggio</strong>” costruita in pietra locale, è – coevo ai precedenti &#8211; la cosiddetta <strong>Casa del Macello</strong>, in quanto vi si macellava tutta la carne consumata nel feudo di Savignone, di cui Casella era parte.</p>
<p>La località sorge a 410m sul livello del mare, sulla destra della Scrivia, ai piedi di Monte Maggio, ed oggi conta circa 3.000 abitanti. Denota una buona tenuta demografica e un’alta percentuale di giovani under 18 rispetto agli anziani over 65, ciò che fa ben sperare per l’avvenire.</p>
<p>La<strong> pianeggiante centralità dell’area</strong> è storicamente &#8220;validata&#8221; da intensi e redditizi <strong>commerci del sale</strong>, di cui restano anche i toponimi Salata e Salata Mongiardino, due piccole frazioni (presso il valico tra Valle Scrivia e Val Borbera) rispettivamente di Vobbia e Mongiardino Ligure (AL) che oggi sommano una trentina di abitanti o poco più.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/ydycr2Hkkac?si=IfeQZInQAQjkYJ5i" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Mentre pranzavo ho “rievocato” per qualche attimo, nella mente, la <em>Raudigabium</em> longobarda (è chiaro che l’attuale toponimo non si lega a quello), ma il borgo verosimilmente risale &#8211; quanto a origini &#8211; molto più indietro, all&#8217;età romana, origini dovute come detto alla costante presenza di notevoli assi di passaggio, che qui si incontravano: quello di fondovalle (attuale SP 226), che poi sotto i Fieschi nel &#8216;200 divenne &#8220;dei Feudi Imperiali&#8221;, poiché da monte verso mare connetteva i vari fortilizi fliscani in Valle, interagenti con l&#8217;Impero, e quello &#8220;del sale”; si consideri &#8211; ce lo conferma molta geostoria &#8211; che il fondovalle tramite la Val Trebbia traguardava la Via Aemilia, autostrada romana del tempo, e ciò cuciva una cerniera fra l’approdo di Genova e i centri padani, sino all&#8217;Adriatico… L’asse di fondovalle, superato l&#8217;Appennino alla Crocetta d&#8217;Orero, oltrepassava la Scrivia presso Casella, procedendo poi verso la Padanìa prevalentemente tramite Crocefieschi, Vobbia e la Val Borbera&#8230;<br />
Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “<strong>Valle Scrivia, l’appetito vien camminando</strong>” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di <strong>Luisa Puppo</strong> (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di <strong>Riccardo Poggio</strong>, Guida ambientale escursionistica.</p>
<p>Stay tuned, Montoggio col suo castello Fieschi è già disponibile <a title="montoggio" href="https://www.ligucibario.com/montoggio-i-luoghi-del-racconto-e-della-fede/" target="_blank">a questo link</a>, e Vobbia col suo Castello della Pietra è già disponibile <a title="vobbia e il castello della pietra" href="https://www.ligucibario.com/vobbia-e-il-suo-castello-dentro-la-pietra/" target="_blank">a questo link</a>!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=p17MnLVg_1jSR8_5" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=PSvO_2Wl5jUq46Hj" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Al momento della pubblicazione e l&#8217;uscita nelle librerie, il <strong>volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia</strong>.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Montoggio, i luoghi del racconto e della fede</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:06:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30300" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou-300x225.jpg" alt="2-Fasciou" width="300" height="225" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou.jpg"> </a></p>
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<p>Là dove i torrenti Laccio e Pentemina coniugano i propri corsi a generare la Scrivia, che poi si verserà nel Po, sorge Montoggio, a 500 metri d’altitudine e ad un passo dall’Alta Via dei Monti Liguri; la località conta oggi circa 2.000 abitanti e si distende tra monti. Da Genova tanti la raggiungono salendo i Piani di Creto, lasciandosi alle spalle gli splendori dell’abbazia romanica di San Siro di Struppa.</p>
<p>Oltre Creto, presso località Colletta già si scorgono tra fitta vegetazione i resti di una costruzione che forse fungeva da torre di avvistamento sulla viabilità principale, in diretta connessione col Castello di Montoggio che per conto dei Fieschi dominava l’antistante colle e che fu distrutto dopo la fallita congiura del 1547.</p>
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<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/UEOQCaByRuI?si=Gjmr2_CuZlXfoppZ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Creto peraltro è solo una delle quasi sessanta frazioni, per lo più piccoli centri punteggiati da rade casine e da sobrie architetture agresti, in cui si suddivide l’area, fra boschi di castagni e di latifoglie. Poche curve distanziano Montoggio da Genova, eppure il paesaggio è sùbito sinonimo di quiete e ruralità, tra il verde dei prati su cui nelle belle giornate &#8211; da Pasqua in poi &#8211; si può consumare una merenda al sacco, o anche solo passeggiare, ecco già poco lontane le acque del Lago di Val Noci (1), ecco l’aria frizzante che si respira dai monti Bano e Candelozzo (per l’ascesa al Bano seguire indicativamente i segnavia gialli, per il Candelozzo rossi), monti che con i rispettivi 1.035 e 1.036 metri di altezza dominano dall’alto la Valle, come falchi di roccia sulle nature sottostanti, ecco infine in centro paese i ristoratori, e alcune accoglienti botteghe&#8230;</p>
<p>Per chi viceversa arrivi da Torriglia, colpisce subito a Bromia il ponte tardomedievale che a schiena d’asino scavalca il Pentemina, a due arcate in pietra locale, uno dei più antichi che siano scampati alle piene torrentizie e alle distruzioni umane.</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned, Vobbia col suo Castello della Pietra è già disponibile <a title="vobbia e il castello della pietra" href="https://www.ligucibario.com/vobbia-e-il-suo-castello-dentro-la-pietra/" target="_blank">a questo link</a>!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=0NuQwOhuIIyHR21q" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Al momento della pubblicazione e l&#8217;uscita nelle librerie, il volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=NYpOOhxMxmWRs1Au" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
(1) tale invaso artificiale, preziosa scorta idrica, nacque tra il 1924 e il 1930 grazie a uno sbarramento alto 56 metri<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/montoggio-i-luoghi-del-racconto-e-della-fede/">Montoggio, i luoghi del racconto e della fede</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Vobbia e il suo castello dentro la pietra</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:07:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0023.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30268" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0023-142x300.jpg" alt="IMG-20260607-WA0023" width="142" height="300" /></a></p>
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<p>Riccardo Poggio, oggi attiva Guida ambientale escursionistica ma ieri mio brillantissimo allievo nei corsi di qualifica alla professione regionale, talvolta mi invia fotografie e brevi docufilm che gira in occasione dei suoi trekking o relativamente alla valle Scrivia (ove abita e ove sovente guida gruppi alla scoperta del Castello della Pietra di Vobbia…).</p>
<p>Vobbia è un paese di circa 370 abitanti, a 480 metri d’altitudine, tra castagni, querce, faggi. Incastonato lungo un’antica via del sale, fu punto di sosta rilevante già in età feudale.</p>
<p>Sei a pochi chilometri da Genova ma il mare e il caos ti paiono già lontani lontani.</p>
<p>Risalendo le strette gole del Vobbia, nel punto dove il suo corso si slarga in una &#8220;piana&#8221;, si adagia il centro paese, ma quel tessuto urbano, tuttavia, subito si dirada man mano risalendo le meno ospitali pendici.</p>
<p>Quanti, anche da qui, partirono per l’America Latina ai tempi delle grandi emigrazioni! Destinazione Argentina, Perù, lunghi viaggi in nave e infiniti sacrifici, qualche scambio epistolare per tener vivi gli affetti e abbreviare le lontananze…<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/JOsM2mkcp9Y?si=9gx1L9k3cRT1GXnq" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Il Castello ducentesco (1) cui Riccardo conduce i gruppi, fortilizio inespugnabile, a corpi sovrapposti negli speroni della roccia bifida, pienamente recuperato (anni 1981-1993) è una tappa in mezzo alla grande storia, ma è un’emozione che disvela anche microstorie. Quando dabbasso o dagli strapiombi di Monte Cravi (990m) urla il vento, i torrioni paiono risuonare come immense canne d’0rgano. E l’autunno regala agli amanti del foliage (sempre più numerosi anche dall&#8217;estero) momenti unici, il bosco ceduo avvinto alla roccia viva si colora infatti di rosa e giallo e il castello, dall’insellatura ove s&#8217;infigge, sembra affiorare isolato e fiero da una distesa di fuoco…</p>
<p>Ai suoi piedi, ormai sovrastato dalla strada provinciale, si nota anche quel che resta del ponte medievale ad arcata unica “di Zan”, costruito in una sola notte…dal diavolo in persona, notoriamente in cambio del possesso della prima anima che lo avesse traversato. Per non far torto alla storia, il ponte fu probabile iniziativa non del diavolo bensì materialmente di Giovanni Malaspina, figlio di Opizzone della Pietra, da cui prese il nome, Zan è difatti un diminutivo di Giovanni…</p>
<p>Scrive il poeta</p>
<blockquote><p>Ricantano i tuoi monti e le vallate,</p>
<p>la Croce Santa e i Fieschi feudatari,</p>
<p>risuonano fra i tronchi secolari</p>
<p>le voci gaie delle antiche fate;</p>
<p>Ma nuova vita or pulsa nelle vene,</p>
<p>e al dolce aroma, che dal suol rampolla,</p>
<p>si sposa l’alma di gioconda folla,</p>
<p>che d’ogni parte muove e quì conviene.</p></blockquote>
<p>Tutto il paesaggio circostante, fitto di vegetazione, è selvaggio ed insieme ammaliante. La Val Vobbia è un insieme di microvillaggi – posizionati come “antenati di pietra” &#8211; lungo antichi percorsi viari (anche verso la Val Borbera), tra fasce terrazzate talvolta ancora ordinatamente coltivate: e qui, come a Valbrevenna, si sapeva lavorare la vite, e prima della sventura della fillossera allignava anche il vitigno timorasso, che come noto regala nel Tortonese un bianco profumato. Vallenzona poi, presidio d’umanità dalle origini almeno ducentesche, testimonia coltivazioni, in altura, di cereali “poveri”, supponiamo ad es. di spelta. Alimento di base già nella dieta degli antichi, la spelta trovava e trova salubre impiego in polentine, zuppe, biscotti… La farina si amalgama di solito a quella di frumento in quanto da sola lievita con una certa difficoltà. I Romani la frantumavano e macinavano dentro una <em>puls</em>, pappa quotidiana, semplice e povera ma energetica, tanto che una piccola sporta di cereale figurava nel rancio delle legioni… Sopravvissuta in epoca medievale, è stata via via un poco riscoperta per il valore rustico e tradizionale.</p>
<p>Ma Vobbia è poi celebre anche per i salumi artigianali – ottenuti, da generazioni, con carni scelte &#8211; di cui annotare i nomi (oltre al classico salame): mostardella, testa in cassetta, lonzina di maiale, vobbiantina col formaggio nell’impasto… Ottime naturalmente anche le “svizzere” (come si diceva un tempo, e sin dalla &#8220;Cuciniera&#8221; ottocentesca di Giobatta Ratto), da scottare in padella magari con l’uovo.</p>
<p>La mostardella, divenuta qui forse il prodotto ormai più iconico ed “esportato”, si produce tritando una carne il cui, similmente ma non egualmente al famoso salame di Sant&#8217;Olcese, 70% è bovino (da femmine piemontesi) e il resto suino. Si deve procedere – e il norcino Gianni Torrigino docet &#8211; ad una selezione scrupolosa di nervetti, pellicine, filamenti fibrosi, affinché il prodotto riesca morbido ma fragrante, con una stagionatura di 10-15 giorni. Non si utilizzano conservanti, né glutine né latte in polvere, e ciò riscontra le esigenze di patisca alcune specifiche allergie. Questo salume si può tradizionalmente gustare a fette spesse, o scottato in un padellino antiaderente, dove non si secca… Un tempo si scaldava sulle stufe e arricchiva i sughi un po’ “poveri”. Il promesso sposo addirittura ne donava uno ai genitori dell’amata: un’accettazione del regalo significava infatti che quelle nozze avrebbero avuto il via libera, &#8220;s&#8217;avevano da fare&#8221;… Qualcuno osa ancora chiamarlo “salume di scarto”?<br />
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<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio stesso. Stay tuned! Al momento della pubblicazione, il volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>(1) tuttavia le opere iniziarono nel secolo XI.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
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<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
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		<title>Alta valle Scrivia, il patrimonio naturale e artistico</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 17:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sto ultimando il mio nuovo saggio sulla valle Scrivia, insieme a Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismi) e Riccardo Poggio (guida ambientale escursionistica per la Liguria). Luisa Puppo visse innumerevoli estati a Savignone, ed il ricordo di Mingo Puppo, suo padre, cui il saggio è dedicato, è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alta-valle-scrivia-un-patrimonio-naturale-e-artistico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/merdana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30212" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/merdana-300x298.jpg" alt="s" width="300" height="298" /></a></p>
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<p>Sto ultimando il mio nuovo saggio sulla valle Scrivia, insieme a Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismi) e Riccardo Poggio (guida ambientale escursionistica per la Liguria).</p>
<p>Luisa Puppo visse innumerevoli estati a Savignone, ed il ricordo di Mingo Puppo, suo padre, cui il saggio è dedicato, è di quelli che non si spengono. Riccardo Poggio vive tra Casella e Valbrevenna, dove vorrebbe condurre gruppi, ancor più numerosi e consapevoli, di escursionisti alla scoperta del molto che c’è.</p>
<p>Saranno &#8211; insomma &#8211; non soltanto pagine di carta, sarà un viaggio profondo profondo (un viaggio compiuto anche col cuore) dentro la valle Scrivia, area nella quale anni fa mi è anche occorso di lavorare, svolgendo incarichi di marketing turistico e formazione per alcuni Comuni.</p>
<p>A questo saggio, cui tengo in modo particolare, sto lavorando da molto tempo, poiché sarà un &#8220;kit di attrezzi&#8221;, qualcosa di innovativo che con Luisa Puppo e Riccardo Poggio rivolgeremo non solo ai visitatori ma anche a chi in valle abita e a chi la valle amministra.</p>
<p>Fra le mille opere che (talora con immenso piacere) ho consultato, ultimo in ordine di tempo è risultato in questi giorni un lavoro di Giovanni Meriana, “Alta valle Scrivia, un patrimonio naturale e artistico”, edito da Sagep nel 1973. Sebbene per primo io stesso non mi prefigga nel mio saggio di approfondire ogni aspetto del territorio valligiano (cosa umanamente “impossibile” e forse controproducente), è pur vero che da questo lavoro mi sarei aspettato ben di più. Il continuo oscillare della narrazione fra passato e presente e la tripartizione dell’opera non giovano, a mio parere, ad un compiuto inquadramento dei diversi valori che connotano la valle, i quali restano, per così dire, frazionati&#8230;</p>
<p>Ricorrenti anche le “imprecisioni”, dal sovrano longobardo Liutprando vissuto circa 130 anni prima del reale, a citazioni latine sbagliate relative a Pontedecimo (l’accusativo lapidem si riferisce comunque ad un maschile lapis), a grafie di città erronee (Leevarden anziché correttamente Leeuwarden), sino – in bibliografia – ad una confusione tra gli archeologi Ubaldo e Romolo Formentini…</p>
<p>Queste rapide righe sono quindi semplicemente finalizzate a far chiarezza, allertando quel Lettore che, appassionato di valle Scrivia, dovesse consultare l’opera da me appena letta, purtroppo qui e là inesatta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Patate, diabolica rivoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Patata si lega a papa, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Ma Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo. È una Solanacea, melanzane, pomodori, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/patate-diabolica-rivoluzione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30174" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086.jpg"><img class="size-medium wp-image-30174" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086-300x225.jpg" alt="patate dell'appennino genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">patate dell&#8217;appennino genovese</p></div>
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<p>Patata si lega a <em>papa</em>, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Ma Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo.</p>
<p>È una <em>Solanacea</em>, melanzane, pomodori, peperoni, tabacco, belladonna&#8230;, l’ampia famiglia include infatti anche piante velenose.</p>
<p>E in Liguria? Il vallombrosano Vitale Magazzini ad inizio ‘600 scrisse che i tuberi vi pervennero in Genova, coi Carmelitani Scalzi (Nicolò Doria, fondatore del convento di Sant’Anna), attorno al 1584, provenienti da Spagna e Portogallo.</p>
<p>Oggi s’incontrano diverse cultivar, Montoggio ad esempio celebra anzitutto la quarantina bianca detta anche “genovese”, “gianca de Törriggia” eccetera (3), e di varie patate si fa largo uso un po’ ovunque in Liguria per gnocchi, polpettoni, friscêu, contorni…, ma anche per sentiti localismi quali i ravioli di Pitelli (SP), il pane di Pignone (SP), la polenta bianca di Bardineto e Calizzano (SV), la torta baciocca del levante, e la fràndura di Montalto Ligure (IM), &#8220;dirimpettaia&#8221; di ponente della baciocca…<br />
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<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>La bella di Torriglia, un dipinto e una torta</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; La “bella di Torriglia”, a bella de Törriggia, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto legata ad ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-bella-di-torriglia-un-dipinto-e-una-torta/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30182" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-30182" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia-225x300.jpg" alt="L'immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa." width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa.</p></div>
<p>&nbsp;<br />
La “bella di Torriglia”, <em>a bella de Törriggia</em>, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto legata ad un temuto potente).</p>
<p>Invenzione del locale pasticcere Giuseppe “Pino” Guano, poi brevettata a Roma, la torta è nata in un’occasione speciale, come raccontò tempo fa il figlio Massimo in un puntuale reportage su <strong>lavocedigenova.it</strong>: “…in onore del pittore (figurativo) Piero (Pietro) Lumachi, artista locale molto quotato. Il sindaco Giuseppe Cevasco aveva chiesto a Piero di realizzare un quadro (un grande olio su lino 210&#215;140 cm) in onore della bella di Torriglia (realizzato nel 1995 ed esposto sotto il voltino di piazza Fieschi). Il sindaco poi aveva chiesto a mio papà di realizzare una torta e lui si è inventato questa base di frolla con un impasto morbido a base mandorle” (2).</p>
<p>La Bella nel dipinto &#8211; com&#8217;è stato notato e scritto &#8211; riprende le fattezze e il colore di capelli tipicamente liguri / mediterranei: l’occhio scuro e vagamente orientale s’accompagna al sorrisetto perspicace di chi un po’ si pavoneggia perché ha addosso gli occhi di tutti, e sa di &#8220;meritarlo&#8221;&#8230; Val certamente la pena di andarla ad ammirare <em>in loco</em>, tanto più che Torriglia – grazie al clima e alla natura &#8211; è un po’, come noto (e come vedremo), la “Svizzera dei genovesi”…<br />
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<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Stagioni e ruralità a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/stagioni-e-ruralita-a-tavola/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/stagioni-e-ruralita-a-tavola/">Stagioni e ruralità a tavola</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/106.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30177" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/106-300x185.jpg" alt="106" width="300" height="185" /></a></p>
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<p>Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, suddiviso per mesi, intrecciato alle festività e intriso di simbolismi. Persino decine di proverbi “adornavano” la saggezza contadina legata ai momenti climatici e al lavoro, talora legando gli eventi, non solo atmosferici, alla fede nei Santi.</p>
<p>Il bosco, presenza ora più amica ora più inquietante, da parte sua “integrava” i coltivi ospitando selvaggina (cinghiali, lepri, caprioli, fagiani, lumache…), fornendo frutti (mirtilli, castagne…), funghi, piante officinali, bacche, miele…</p>
<p>Talune piante endemiche fungevano poi (anche in Valle Scrivia) da pronto soccorso: arnica per i tagli che non cicatrizzavano, aconito per i morsi della vipera, genziana per la digestione, origano per insaporire i cibi e favorire l’intestino, maggiociondolo per cacciare i topi dall’orto&#8230; Sottile anzi sottilissima, come si può notare, è sempre la linea di confine fra questi usi e rimedi e la vera e propria etnobotanica farmaceutica.<br />
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Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
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<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Birra artigianale e Valle Scrivia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra pro capite l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’Oktoberfest, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/birra-artigianale-e-valle-scrivia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/DSCN1012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30180" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/DSCN1012-300x158.jpg" alt="DSCN1012" width="300" height="158" /></a><br />
In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra <em>pro capite</em> l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’<em>Oktoberfest</em>, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della vite dal mondo brassicolo…</p>
<p>Oggi sono circa 3mila o più i ristoranti italiani dotati di carta delle birre, birre &#8220;d&#8217;autore&#8221; italiane e straniere. Se il tema vi appassiona, inclusa la vicenda imprenditoriale di Teo Musso (Baladin) a Piozzo (CN), gli ho dedicato anni fa un lungo pezzo sul bimestrale &#8220;Liguria Food&#8221;, numero 5.</p>
<p><strong>Anche in Liguria la birra artigianale diviene via via ottimamente rappresentata</strong>. In particolare, presso il casello autostradale di Busalla (ma in Comune di Savignone), la “Fabbrica della birra”, avviata nel 1999, rappresenta il primo microbirrificio dell’intera regione. La sua storia pionieristica però &#8211; ben dettagliata sul website &#8211; va retrodatata addirittura al 1905, grazie all’attivismo di tre imprenditori fra cui all&#8217;epoca il sindaco di Busalla (Cavalier Sisto Poggi), una storia che negli anni d’oro condusse la fabbrica a produrre circa ¼ di tutta la birra italiana, con vendita all’ingrosso sull’intero territorio nazionale. Ma le tragedie della prima guerra mondiale, e l’irreperibilità in Italia d’orzo e malto (problemi che riguardarono anche la Peroni, fondata a Vigevano nel 1846…), via via soffocarono l’azienda, sino alla chiusura del 1929. Lunghi decenni inevitabilmente compromisero la struttura fisica dello stabilimento, adibito a vari usi, ma dal 1995 una cordata d’imprenditori mise mano alle ristrutturazioni, inizialmente esterne, poi integrali. Nel 1999 l&#8217;attesa e apprezzata produzione poté così riprendere, accanto ad un’area mescita e ristorativa (pinse fettuccine taglieri carni&#8230;) e ad una alberghiera (che pare preesistesse perfino all’avvio della fabbrica (4)), punto tappa con camere di qualità a pochi metri dagli assi viari che dal Genovesato portano in Lombardia.</p>
<p>Il portfolio prodotti dell&#8217;azienda da sempre sciorina referenze – com’è negli stili artigianali &#8211; tutte non pastorizzate né microfiltrate, sia ad alta che a bassa fermentazione, le quali incontrano il favore tanto del grande pubblico quanto degli intenditori più appassionati. Le aromatizzazioni valorizzano concretamente il territorio (castagna, rose, miele…), con una &#8220;incursione&#8221; cui tengo molto a Battifollo nel Cuneese &#8211; dove opera il mio amico Silvano di &#8220;Primopan&#8221; &#8211; per le eccelse more.</p>
<p>Lunga vita alla birra artigianale, dunque, e a quell’Italia – da Piozzo in Piemonte a Savignone in Liguria &#8211; che le somiglia.<br />
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<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Le rose della Valle Scrivia, la Valle delle rose</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:41:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Maggio è il mese delle rose per antonomasia. Il più fiore tra i fiori ha peraltro “radici” molto fonde se già in età romana compiutamente valeva sia da ornamento, nelle decorazioni parietali, sia da alimento, per la salute ed il benessere, sia ancora da cosmetico, per sanare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/le-rose-della-valle-scrivia-la-valle-delle-rose/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/rosa-centifolia-muscosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30185" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/rosa-centifolia-muscosa-220x300.jpg" alt="rosa centifolia muscosa" width="220" height="300" /></a></p>
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<p>Maggio è il mese delle rose per antonomasia. Il più fiore tra i fiori ha peraltro “radici” molto fonde se già in età romana compiutamente valeva sia da ornamento, nelle decorazioni parietali, sia da alimento, per la salute ed il benessere, sia ancora da cosmetico, per sanare ed abbellire &#8220;ovidianamente&#8221; l’aspetto. Ancor prima era tuttavia fiore “riservato” agli uomini, un simbolo di potere e saggezza, un medicamento in battaglia e un portafortuna.<br />
La ricerca storica tende a situarlo come pianta non esclusiva dell’Asia ma sviluppatasi in natura prepotentemente nell’Asia centrale, poi coltivata da Persiani ed Egizi, “importata” da Greci e Romani, quindi alquanto dimenticata attraverso i secoli sino poi alle Crociate, che la diffusero in Europa.<br />
Sinora non possediamo evidenze paleobotaniche circa una presenza di rose a Libarna, il <em>municipium</em> romano in Valle Scrivia (Comune di Serravalle (AL)), ma è verosimile che se ne incontrassero, e anche da qui si svilupperebbe, secondo alcuni, il legame profondo della rosa coi territori della Valle. Secondo un’altra teoria, che mi piace citare benché sempre ipotetica, la Valle si trova ad un giorno di cammino da Genova ed era sulla “rotta” delle mercanzie viaggianti a dorso di mulo dal mare alla Padanìa. A Busalla e comunque lungo il tragitto sorgeva un cenobio che accoglieva i pellegrini e i viandanti, e i monaci &#8211; sempre ottimi agronomi e speziali &#8211; v’avrebbero impiantato le prime importanti coltivazioni di rose, come piante officinali&#8230;<br />
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Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong><em>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</em></strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria.<br />
Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong><br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Vobbiantina</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; un salume suino (carrè) con formaggio, stagionato 2 mesi. Detto anche lonzina, è prodotto della apprezzata macelleria artigiana di Gianni Torrigino a Vobbia (GE), in Valle Scrivia, località famosa per il Castello della Pietra. In questi casi Ligucibario® abbina ad es. un Ciliegiolo della DOC Tigullio-Portofino, servito a temperatura di cantina in calici a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vobbiantina/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un salume suino (carrè) con formaggio, stagionato 2 mesi.<br />
Detto anche lonzina, è prodotto della apprezzata macelleria artigiana di Gianni Torrigino a Vobbia (GE), in Valle Scrivia, località famosa per il Castello della Pietra.<br />
In questi casi Ligucibario® abbina ad es. un Ciliegiolo della DOC Tigullio-Portofino, servito a temperatura di cantina in calici a stelo medio&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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