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	<title>Ligucibario &#187; turismo enogastronomico</title>
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		<title>Turismo esperienziale ed accoglienza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:51:57 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29532" style="width: 221px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/copertina-libro-bianco.png"><img class="size-medium wp-image-29532" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/copertina-libro-bianco-211x300.png" alt="umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale</p></div>
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<p>Ho iniziato le docenze presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14 a Genova, telefono 010 0983935, www.endofapliguria.it) relativamente al corso &#8211; programma GOL &#8211; per operatori dell’accoglienza turistica. Le tematiche in gioco si rivelano oggi quanto mai centrali, poiché il significato del turismo si è evoluto ed esteso in così tante direzioni da richiedere figure professionali molto idonee quanto a soft e hard skills.</p>
<p>Da quando, una trentina d’anni or sono, personalmente iniziai ad operare nel settore, molteplici e rapidi sono stati i cambiamenti (le deregulation, il fenomeno last minute, internet, i viaggi low cost, i social media…). La Liguria, poi, a partire dal nuovo millennio si è connotata in particolare per l’esplosione dell’outdoor e per il progressivo posizionamento della città di Genova fra le mete culturali.</p>
<p>Gli operatori dell’accoglienza, in tal senso, risultano quindi un front line immediato, che necessita di competenze evolute, specifiche ma al tempo stesso “trasversali” per interfacciarsi alla domanda (e aggiornarsi lungo tutto l&#8217;arco della vita risulta ormai indispensabile). In Liguria la costa deve dialogare con l’entroterra, l’offerta deve destagionalizzarsi, e la conoscenza delle lingue e l’attitudine allo storytelling debbono sempre più imporsi come strumenti di promozione e valorizzazione anche a contatto con l’ospite.</p>
<p>Nel modulo corsuale di mia pertinenza, esplorerò particolarmente quel turismo esperienziale, ed enogastronomico, che afferisce nella nostra regione e nella nostra città con bisogni ed aspettative peculiari e definite: questa clientela è in cerca di un come, oltre che di un dove, e richiede alle destinazioni soggiorni immersivi, relazionali, ad alto tasso di genius loci. Sono tendenze che ho lungamente percorso già in un saggio del 2018 (<a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">a questo link</a>), che credo sia tuttora l&#8217;unico nel panorama della saggistica sull&#8217;incoming inerente la Liguria.</p>
<p>Questo turismo va pertanto gestito da un lato prevenendo quelle forme di overtourism che, una volta deflagrate, sono poi &#8211; come purtroppo sappiamo &#8211;  molto complesse da risolvere, dall’altro con strategie di marketing “kotleriane”.</p>
<p>Oggi non siamo più in presenza di mercati di massa, bensì di masse di micro mercati, ogni target si fraziona in sottonicchie “special interest”, e ci chiede viaggi dinamici, ricchi di attività, in cui sentirsi parte della comunità residente. Viaggi in cui vivere tradizioni, modi di vita, dialetti, artigianati, ricette di cucina…</p>
<p>La Liguria e Genova dispongono di una cultura millenaria, e non si dimentichi che la dieta mediterranea, i muretti a secco e di recente la cultura italiana sono assurti a patrimoni UNESCO. Non v’è quindi che da rimboccarsi le maniche, indagare sempre bene i trend di mercato, e comporre un prodotto di sistema che ci renda massimamente competitivi là dove possiamo competere.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Capacity building per la filiera turistica-food</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 12:33:35 +0000</pubDate>
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<p>Ecco la nostra <strong>Luisa Puppo</strong> in azione, durante il seminario gratuito &#8211; previa iscrizione &#8211; organizzato da <strong>Unioncamere Emilia-Romagna con Isnart</strong> il 22 settembre, e dedicato specificamente agli operatori del turismo enogastronomico. L&#8217;obiettivo, come nei seminari precedenti, era quello di diffondere <strong>buone prassi</strong> per cogliere in concreto i nuovi trend del mercato (qualità del servizio, promozione del terroir, genius loci, notorietà on e offline) attingendo alle esperienze che Isnart ha maturato nel campo dei percorsi di crescita delle imprese. L’evento ha guidato gli operatori del turismo <strong>food</strong> (e l&#8217;Emilia-Romagna è un forziere d&#8217;innumerevoli eccellenze che il mondo intero invidia all&#8217;Italia, <a title="enogastronomia emilia romagna" href="https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-lemilia-romagna/" target="_blank">cliccare qui</a>) nel potenziamento della cultura d’impresa tramite un &#8220;check&#8221; di quegli elementi della catena del valore – di fatto, testé citati &#8211; che permettono di stare al passo con la domanda. <strong>Ospitalità, valore identitario dell’offerta (luoghi, persone, tradizioni, artigianato, ricette…), reputation</strong>. L&#8217;Italia si caratterizza per un tessuto di microimprese sovente a gestione famigliare; quelle attive in aree &#8220;marginalizzate&#8221;, o dal clima difficile, che non parlano le lingue del mercato (in primis l&#8217;inglese!), non praticano web né social media e difettano quanto a storytelling, sono chiamate ad un tempestivo rafforzamento delle competenze, pena la fuoriuscita dal mercato e dai principali arrivi di turismo esperienziale (<a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">cliccare qui</a>).</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-isnart.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21191" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-isnart-300x300.jpg" alt="foto isnart" width="300" height="300" /></a>Luisa Puppo ha come sempre sciorinato una vasta gamma di contenuti operativi e di video, finalizzati al pieno e trasversale coinvolgimento dei partecipanti, e al <strong>benchmarking</strong>. La sua (Luisa Puppo è essa stessa imprenditrice, <a title="luisa puppo e umberto curti" href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank">cliccare qui</a>) è, da decenni, sempre una formazione-intervento, con taglio consulenziale, che da <strong>casi-studio reali</strong> e da dati anzitutto quantitativi &#8211; il marketing infatti è scienza quanto mai cartesiana&#8230; &#8211; coglie applicazioni ed input su misura.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Chocolate English, formarsi con gusto</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2022 12:08:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_20220430_143121.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20967" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_20220430_143121-300x206.jpg" alt="smart" width="300" height="206" /></a>Chocolate English, formarsi con gusto&#8230;<br />
Dinanzi ad un pubblico numeroso, attento e partecipe, Luisa Puppo ed io abbiamo svolto sabato 30 aprile per <strong>AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti)</strong> il seminario in italiano e in inglese “Cacao e cioccolato. Conoscerli, degustarli, raccontarli”.</p>
<p>Lieti della sua riuscita (magnifico ricominciare gli eventi in presenza…), e ringraziando lo staff di AITI che ci ha supportati, condividiamo ora anche coi Lettori di Ligucibario® una triplice riflessione.</p>
<p>La prima: <strong>conoscere più a fondo quel che mangiamo</strong> (materia prima, processi produttivi…) può come noto preservarci da numerosi fastidi e patologie, ed il cioccolato non fa eccezione, nel senso che una tavoletta o una pralina di buon cioccolato è molto diversa da una di cioccolato scadente. I più curiosi sanno che sul tema ho anche, dopo tanti anni di docenze, pubblicato qualche anno fa un “toolkit”, <em>A scuola di cacao</em> (<a title="umberto curti a scuola di cacao" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-11/" target="_blank">link qui</a>), proprio per sensibilizzare gli appassionati circa un alimento ormai quasi quotidiano.</p>
<p>La seconda: traduttori e interpreti, professionalità costantemente a contatto col target, richiedono questi piacevoli momenti di aggiornamento e training perché sanno quanto sia importante padroneggiare a fondo ciò di cui si parla, si scrive, si traduce&#8230;, e sanno che sovente una “disciplina” specifica denota un proprio <strong>lessico. Parlare e scrivere di cioccolato</strong> significa dunque aver familiarità – anche linguistica &#8211; con concetti quali la cabosse, la cascara, il concaggio, il temperaggio… Nonché, enologicamente, con concetti quali vino passito, liquoroso, muffato&#8230;</p>
<p>Per me infine, che mi occupo di turismo enogastronomico, è doveroso rilevare – last but not least! &#8211; come queste iniziative <strong>urgerebbero anche in direzione di artigiani, commercianti, botteghe storiche (e Genova ne ha tante), ristoratori…</strong>, i quali sempre più si trovano a contatto con turismo non italofono e debbono pertanto interagire con vocabolari e culture (molto) diverse dalla propria. Una città, un borgo, una via del centro che parli la lingua dell’ospite è il miglior biglietto da visita per celebrare quel made in Italy che il mondo sovente ci invidia e…acquista.</p>
<p>Meditate, gente, meditate.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 12</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 12:19:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I libri di Umberto Curti. 12 Libro Bianco del turismo esperienziale e food&#38;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese, ed. Sabatelli, Savona, dicembre 2018 Umberto Curti compendia nel volume vent’anni di lavoro “sul campo”, nella consulenza, nel  marketing e nella formazione per i territori e le imprese a vario titolo coinvolte nell’ospitalità turistica (hotel, agriturismi, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-12/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><i><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-libro-bianco.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-20377" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-libro-bianco-211x300.png" alt="copertina libro bianco" width="211" height="300" /></a></strong></i></em></p>
<p>I libri di Umberto Curti. 12</p>
<p><em><i><strong>Libro Bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese</strong></i><strong>, </strong></em><strong>ed. Sabatelli, Savona, dicembre 2018</strong><em><br />
</em></p>
<p>Umberto Curti compendia nel volume vent’anni di lavoro “sul campo”, nella consulenza, nel  marketing e nella formazione per i territori e le imprese a vario titolo coinvolte nell’ospitalità turistica (hotel, agriturismi, attività commerciali, produzioni tipiche…). Un libro nuovo, di godibilissima lettura, con innumerevoli casi-studio e best practices anche straniere, per un turismo nuovo, che collochi le migliori espressioni del made in Italy e del made in Liguria (cultura, agroalimentare, artigianato, cucine…) a centro scena. Un libro importante? Sì, ma non solo. Davvero anche un kit di attrezzi per i vari attori pubblici, dall’assessorato all’ente parco, e per associazioni di categoria, consorzi e imprese, manager, formatori, studenti. Irrinunciabile in vista della ripresa post-covid. L&#8217;autore, con piacere, si dichiara disponibile per presentazioni presso Comuni costieri, entroterra, enti parco, associazioni di categoria, consorzi e operatori di settore</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chi non comunica non esiste</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 13:36:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Heritage e genius loci, fattori di competitività della destinazione rurale Nell’àmbito di un progetto europeo, ho selezionato i (58) Comuni liguri sopra i 400 m di altitudine, per individuare le più ricorrenti risorse agroalimentari e gastronomiche che li caratterizzano. Dai 1.118 m di Fascia, nel Genovesato, ai 400 m di Pietrabruna, nell’Imperiese, il patrimonio “food” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19877" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/a-calizzano-mai-anima-viva....jpg"><img class="size-medium wp-image-19877" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/a-calizzano-mai-anima-viva...-225x300.jpg" alt="uno scorcio di calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">uno scorcio di calizzano</p></div>
<p><strong><em>Heritage</em> e <em>genius loci</em>, fattori di competitività della destinazione rurale</strong></p>
<p>Nell’àmbito di un progetto europeo, ho selezionato i (58) <strong>Comuni liguri sopra i 400 m</strong> di altitudine, per individuare le più ricorrenti risorse agroalimentari e gastronomiche che li caratterizzano.<br />
Dai 1.118 m di Fascia, nel Genovesato, ai 400 m di Pietrabruna, nell’Imperiese, il patrimonio “food” nel suo complesso racconta anzitutto arte bianca (pasta, focacce, pasticceria…), birre artigianali, carni, caseario, castanicoltura, cereali (con qualche caso di grano antico), erbe selvatiche, frutta (pesche, fragole…) e frutti di bosco, funghi, lavanda, mieli e melata, olio evo, ortaggi (patate, fagioli e fagiolane, carciofi, zucche, moco…), rose da sciroppo, tartufo, vino (Ormeasco!), zafferano.<br />
Oggi che, nell’accezione turistica, il concetto di “<strong>heritage</strong>” s’intreccia operativamente, e con stretti nodi, a <strong>genius loci</strong> &#8211; parola chiave nei product esperienziali &#8211; , ecco allora che tutti i patrimoni locali, e sottolineo tutti (storico-culturale, paesaggistico, enogastronomico, artigianale…) convergono a qualificare l’identità di un territorio, che contemporaneamente aggrega/è architettura e manufatti, biodiversità e coltivazioni, folklore prodotti sagre ricette… E solo attraverso tali corredi di risorse può differenziarsi dalla concorrenza e posizionarsi presso la domanda. Fin qui, l’abc del marketing, livello beginners, pagina 1 dei manuali. Ben più complesso, purtroppo, indurre sistemi e comparti (enti, musei, scuole, consorzi, associazioni&#8230;) ad una reale cooperazione.<br />
Non mi dilungo per l’ennesima volta sui molti <strong>punti di forza e di debolezza</strong> che contraddistinguono la nostra regione (la mia società di consulenza ha realizzato 25 swot analysis per il sistema camerale ligure&#8230;). Oggi sono qui semplicemente per riaffermare che <strong>l’emergenza sanitaria</strong> ha – ed era prevedibile – allontanato molti flussi d’arrivo dai cosiddetti &#8220;turisdotti&#8221;, ovvero dalle località più celebrate e frequentate, a beneficio di destinazioni meno note e meno “centrali” nell’immaginario collettivo: <strong>borghi, soprattutto, ed intendo aree, entroterra e comunità</strong> &#8211; appartate ma ospitali &#8211; dove l’esperienza di soggiorno può esser positivamente slow, a contatto con gli abitanti del luogo, le loro attività e tradizioni, le loro cucine, la loro quotidianità. Molta Italia ha scelto Italia (<a href="https://www.studiowiki.it/2020/10/italia-sceglie-italia/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Inova18_081020" target="_blank">qui un link</a> con alcune recenti rilevazioni).</p>
<div id="attachment_19822" style="width: 221px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/copertina-libro-bianco.png"><img class="size-medium wp-image-19822" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/copertina-libro-bianco-211x300.png" alt="u.curti &quot;Libro bianco del turismo esperienziale&quot;" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">u.curti &#8220;Libro bianco del turismo esperienziale&#8221;</p></div>
<p><strong>Borghi e comunità: gli <em>asset</em> del turismo slow ed esperienziale</strong></p>
<p><strong>Esperienze</strong>, relazioni, emozioni, a misura d’uomo, per una fruizione dei beni sostenibile e consapevole.<br />
Mi convince in tal senso, per alludere a queste nuove geografie ed opportunità di scoperta, o di riscoperta, il neologismo – ma non è mio – “<strong>neoluoghi</strong>”, fors’anche in antitesi a quei “non luoghi” desolati dove, secondo l’antropologo francese <strong>Marc Augé</strong> (1992), gli individui sempre più s’incrociano senza di fatto interagire gli uni con gli altri (aeroporti, ipermercati…).<br />
Borghi, che eufonica parola, l’Italia è costellata di meraviglie… Ma nel “commercio” turistico, come ormai noto, <strong>il dove senza il come non basta</strong>, ovvero occorre sempre più rafforzare l’offerta di un luogo in sé con tutta un’ampia gamma di attività ed esperienze (di apprendimento, escursionistico-sportive, food…) che è possibile vivervi, così da render quel luogo “insostituibile” e motivare e soddisfare il o i target cui ci si rivolge. E tali attività ed esperienze vanno – andrebbero – in qualche modo già prefigurate <strong>online</strong>, perché non da oggi la quasi totalità dei turisti sceglie (costruisce) la vacanza sul monitor del proprio PC…<br />
Chi non comunica non esiste, si suol dire, e fin qui – di nuovo – l’abc del marketing (esse est percipi sottolineavano i teologi medievali). Tuttavia oggi è necessario spingersi oltre quanto a <strong>buone prassi</strong>, “anticipare” i desideri e le esigenze dell’ospite, e a tal fine <strong>rappresentare già sul web</strong> – in maniera personalizzata – i contenuti che allieteranno la sua permanenza.</p>
<p><strong>Formare per comunicare: web marketing, lingua inglese, storytelling</strong></p>
<p>Dunque, con buona pace del misoneismo rurale, che talvolta pare voler “chiudere” i contatti e confronti con molto mondo esterno, anche il “made in” e le tradizioni agro-gastronomiche, da soli, poco possono&#8230;<br />
Il nostro Paese si contraddistingue, da sempre, per un tessuto di <strong>piccole e microimprese</strong>, sovente a gestione famigliare, tipologia che propone plus e criticità specifiche. Ed il caseificio di minime dimensioni, l’antica bottega di paese, l’apicoltore, la pastorizia superstite, l’eroico agriturismo o artigiano che funge da “presidio” lungo un itinerario di cui pochi si curano…purtroppo sono realtà che talora stentano a fronteggiare le dinamiche del presente, <strong>le globalizzazioni, il peso della burocrazia</strong>. I numeri, socioeconomicamente, parlano chiaro, li ho già sciorinati in altri post…<br />
Ecco quindi la necessità di allargare la visuale, e di sostenere e “qualificare”, senza beninteso snaturarli, tutti gli operatori che &#8211; a vario titolo &#8211; concorrono alla proposta turistica, gastronomica ecc. del territorio. La conoscenza (quantomeno) della <strong>lingua inglese</strong>, la presenza efficace su <strong>web e social</strong> media, l’attitudine allo <strong>storytelling</strong> sono “capacità” da possedere trasversalmente, per assicurarsi un domani e non esser travolti dallo tsunami (a buon intenditor&#8230;). In tal senso, tradizione e innovazione debbono essere due valori sinergici, non antitetici.<br />
E per un’offerta di sistema che gareggi ad armi pari coi competitor (veloci e aggressivi) e garantisca ai turisti un’accoglienza ricca di qualità e suggestioni.<br />
Buon lavoro, Liguria!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Turismo nei borghi d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>Turismo nei borghi d&#8217;Italia</p>
<p>Una recente indagine, commissionata su un cluster di 2mila italiani, ha rilevato che mediamente si trascorrono circa 6.235 ore l’anno dinanzi ad uno schermo (18 ore al giorno). Diverranno 47 anni di vita… In dettaglio, ben più di 3 ore al giorno dinanzi alla tv, ben più di 4 dinanzi al PC, e 4 dinanzi allo smartphone e dintorni.</p>
<p>Le conseguenze negative, come ovvio ed ormai ben noto, sono sia fisiche sia psicologiche, giungendo talvolta a vere ansie da dipendenza verso lo strumento tecnologico, a causa di un utilizzo bulimico cui non ci si riesce a sottrarre. E qui vorrei beninteso bypassare l’abusato concetto secondo cui nulla può imputarsi alla tecnologia, bensì all’impiego che se ne fa.</p>
<p>Anche <strong>il turismo e il food</strong> (i settori di cui per lavoro mi occupo) hanno risentito di questa sbornia cibernetica, che oggi continuamente mescola reale e virtuale, sovente con sproporzione grottesca, rivoluzionando promozioni, scelte d’acquisto, fruizioni, servizi, percezioni.</p>
<p>Infine, pur non militando fra gli utopisti rurali né fra i misoneisti (non amo la demagogia a buon mercato), io pure mi chiedo &#8211; purtroppo &#8211; se anche <strong>la tragedia coronavirus</strong> sia transitata dentro le nostre vite senza insegnarci alcunché. La lezione numero uno, se non sbaglio, avrebbe dovuto consistere in una recuperata e rinnovata attenzione agli <strong>equilibri naturali</strong>, e in una messa in discussione di molti modelli di quotidianità nocivi, ma via via le esigenze di profitto e i “decisori” finanziari hanno riavviato i loro motori a pieno regime. Inquinamento, riscaldamento globale, sperpero della risorsa florofaunistica del pianeta, disparità sociali, trash food restano sempre più la cifra distintiva della nostra stagione storica, che dalla globalizzazione ha derivato soprattutto l’insostenibilità.<br />
Viviamo un kali yuga (un’età della decadenza condizionata da conflitti e per converso da indifferenza interiore) di cui raramente si riesce ad intravedere, o sperare, la fine. Ne parlavo già nel 2005, scrivendo il mio primo libro, auspicando &#8220;alte stagioni&#8221; ovvero (detto tra noi) stagioni diverse.<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19829" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/017-225x300.jpg" alt="017" width="225" height="300" /></a></p>
<p>In tale scenario, il turismo e il food – se ben interpretati e “gestiti” &#8211; potranno tuttavia recitare un ruolo progressivamente benefico, davvero non tutto è perduto. Il turismo dovrebbe infatti esser per natura, e talora è, la dimensione <strong>dell’interculturalità, del rispetto dei luoghi, del convivio, delle esperienze relazionali.</strong><br />
Dopodomani (27 settembre) si celebra come ogni anno da 41 anni la cosiddetta &#8220;Giornata mondiale del turismo&#8221; (World Tourism Day), quest&#8217;anno per ovvie ragioni il compleanno è meno felice.<br />
Si tratta dunque, ora più che non mai prima, di interpretare correttamente alcune tendenze indotte dalla pandemia, di trasferire virtuosamente arrivi e flussi di ospiti anche verso mete meno “celebri” e meno congestionate (lontano dalle trafficate rotte dei “turisdotti”), di riscoprire località a misura d’uomo, <strong>borghi</strong> che hanno saputo conservare identità e tradizioni, accoglienze semplici – l’hotel famigliare, la trattoria, l’agriturismo vero, l’albergo diffuso, il bed&amp;breakfast… &#8211; ma autentiche e premurose. L’Italia, lo sappiamo, è costellata di destinazioni dove il tempo pare talvolta essersi fermato, dove il <strong>genius loci</strong> si respira in ogni costruzione, nei manufatti, negli orti, sui moli, nei sapori della cucina, nelle creazioni dell’artigianato… In Francia, là comme d&#8217;habitude sono maestri del marketing, lo definiscono <strong>terroir</strong>: è il territorio che afferma un’integrità peculiare, tramandando con fierezza i propri valori, paesaggi, prodotti, know how&#8230;</p>
<p>A <strong>Golferenzo</strong>, un&#8217;incantevole &#8220;Rio Bo&#8221; dell&#8217;Oltrepo Pavese (terra di vini d&#8217;elezione * ), lunedì 26 ottobre prossimo presso Palazzo Belcredi Belloni, con <strong>Luisa Puppo</strong> (esperta di turismo internazionale), <strong>Valeria Pruzzi</strong> (formatrice e coach) ed altri qualificati Amici parleremo proprio di tutto questo, condividendo riflessioni e soprattutto buone prassi. A presto!<br />
* la vastissima ampelografia riunisce vitigni quali barbera, riesling, cortese, moscato, malvasia, pinot, chardonnay, sauvignon, croatina, uva rara, vespolina e cabernet sauvignon<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>L&#8217;inglese per la comunicazione internazionale dell&#8217;enogastronomia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 15:01:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/019.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19808" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/019-225x300.jpg" alt="019" width="225" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;inglese per la comunicazione internazionale dell&#8217;enogastronomia. L&#8217;inglese, ovvero questo sconosciuto?&#8230;</p>
<p>La Liguria, mediterraneità di straordinarie risorse, può e deve valorizzarle ancor più anche presso i mercati e turismi stranieri, a maggior ragione là dove la congiuntura economica da anni aggredisce in particolare <strong>le piccole-medie imprese di commercio, artigianato, ristorazione&#8230;</strong> Tanto più quelle esterne alle aree più frequentate, e/o &#8220;insidiate&#8221; dalla concorrenza delle grandi superfici.</p>
<p>Da me fondata a Genova oramai 20 anni fa (insieme a <a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/">Umberto Curti</a>), <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">Welcome Management</a> si occupa di consulenze e formazione nei settori turismo, commercio, artigianato agroalimentare. Dal 2009, attraverso il marchio <strong>Ligucibario®</strong>, operiamo in modo ancora più specifico al fianco di imprese, consorzi, attori pubblici per la valorizzazione mirata di località, prodotti tipici, botteghe ed artigianati.</p>
<p><strong>Il supporto alle imprese nelle relazioni coi mercati e i turismi stranieri è uno dei nostri principali settori di attività</strong>, che curo personalmente come società di consulenza da oltre 20 anni. Alle competenze in ambito marketing-enogastronomia-turismo unisco infatti la specializzazione in lingua inglese dell’enogastronomia (Gourmet English) ed in comunicazione interculturale del food&amp;wine. Purtroppo, <strong>molti siti web e materiali aziendali contengono traduzioni in inglese inadeguate o non ne contengono affatto</strong>, in tal modo impedendo il contatto con molti mercati.</p>
<p>Da quasi 25 anni:</p>
<ul>
<li><strong>insegno ad imprese, staff e professionisti l&#8217;utilizzo efficace dell&#8217;inglese, in particolare dell’enogastronomia</strong></li>
<li><strong>traduco in e dall’inglese</strong> testi specialistici (<strong>menu, ricette, schede prodotto, materiali aziendali, manualistiche, articoli…</strong>)</li>
<li><strong>progetto in inglese</strong> testi specialistici per il <strong>web, i social media, la promozione di impresa, orientando i diversi contenuti, in un’ottica di marketing, verso il target di riferimento </strong></li>
<li><strong>tengo interventi in lingua inglese</strong> durante <strong>eventi food&amp;wine</strong> (degustazioni, show cooking, conferenze, fiere…)</li>
<li><strong>giro video in inglese </strong>coerenti alle tematiche territori-turismi-prodotti tipici</li>
<li><strong>sono autrice </strong>dell’ampia piattaforma-<strong>blog </strong><a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/"><strong>LiguriabyLuisa</strong></a><strong>, interamente </strong>redatta<strong> in lingua inglese.</strong></li>
</ul>
<p><strong>Su questi temi, tra i nostri clienti figurano Camere di Commercio, Consorzi di Tutela DOP, Consorzi turistico-ricettivi, Tour Operator, case editrici, ristoranti….</strong></p>
<p>Dunque, sarò lieta se vorrete valutare le mie competenze ed esperienze specialistiche per le necessità di promotion e/o di internazionalizzazione della Vostra realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qualche link concretissimo</p>
<p><a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/2018/03/history-of-extra-virgin-olive-oil.html" target="_blank">https://liguriabyluisa.blogspot.com/2018/03/history-of-extra-virgin-olive-oil.html</a></p>
<p><a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/2019/12/history-of-wine-in-mediterranean.html" target="_blank">https://liguriabyluisa.blogspot.com/2019/12/history-of-wine-in-mediterranean.html</a></p>
<p><a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/2018/02/polpettone-recipe.html" target="_blank">https://liguriabyluisa.blogspot.com/2018/02/polpettone-recipe.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e la testimonianza di un&#8217;imprenditrice della ristorazione di qualità</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/DNKgXh60NeA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
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		<title>Luisa Puppo: food experiences a BIT Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 13:27:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Luisa Puppo: food experiences a BIT Milano Food tourism day In occasione di BIT 2020, presso Fieramilanocity, la nostra Luisa Puppo (non a caso membro di WFTA, e Ambasciatrice di Genova nel mondo) ha preso parte lunedì 10 febbraio all’interessante panel “I mercati enogastronomici: tra cibo locale ed esperienze partecipate” coordinato da Roberta Garibaldi, che ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/puppo-food-experiences/">leggi tutto</a></p>
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<p>Luisa Puppo: food experiences a BIT Milano</p>
<p><strong>Food tourism day</strong></p>
<p>In occasione di BIT 2020, presso Fieramilanocity, la nostra <strong>Luisa Puppo</strong> (non a caso membro di WFTA, e Ambasciatrice di Genova nel mondo) ha preso parte lunedì 10 febbraio all’interessante panel “I mercati enogastronomici: tra cibo locale ed esperienze partecipate” coordinato da Roberta Garibaldi, che nuovamente ringraziamo per l&#8217;invito <a href="https://www.robertagaribaldi.it/food-tourism-day-2020/">https://www.robertagaribaldi.it/food-tourism-day-2020/</a>.</p>
<p>Sala gremita, e solo posti in piedi. Sono intervenuti Udi Goldschmidt, Culinary Institute of Jerusalem; Umberto Montano, Presidente e fondatore Mercato Centrale di Firenze; Marco Pasi, Direttore Confesercenti Emilia-Romagna; Paola Ferrari, Responsabile comunicazione e marketing Mercato Albinelli di Modena.</p>
<p>Luisa Puppo ha approfondito in particolare il catalogo di <strong>Food experiences (in italiano e inglese)</strong> messo a punto da Ligucibario® per il MOG di Genova <a href="https://moggenova.it/food-experiences/">https://moggenova.it/food-experiences/</a>, che di fatto “copre” l’intera enogastronomia ligure e che con taglio innovativo consentirà a molteplici target di avvicinare una città “Superba” anche quanto a sapori, <strong>dal pesto alla farinata, dalla focaccia alle torte di verdura, dalle acciughe alla pasticceria secca&#8230;</strong> Genova, crocevia mediterraneo dal fortissimo genius loci, è il “centro” di un menu d’offerte rivolte al tour operating, alle aziende, ai sodalizi, al MICE… Ogni “gustincontro” a catalogo comprende sempre, non a caso, anche una visita dei banchi del famoso Mercato Orientale, inaugurato nel 1899 e da allora scrigno di colori, vocii, e profumi.</p>
<p>Per chi, come Luisa Puppo e me, “investe” da anni su forme di <strong>turismo realmente esperienziale</strong>, su filiere realmente accorciate, su proposte realmente etno-gastronomiche, su prodotti realmente di stagione, su vini realmente DOC (è in libreria oppure acquistabile online anche il mio più recente volume sul tema <a href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts">https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts</a>) il convegno in BIT ha costituito una significativa occasione per “sottolineare” l’evoluzione dal dove al come, ovvero le differenze tra offerte turistiche tradizionali che si autodichiarano innovative e offerte che davvero pongono l’ospite a centro scena, coinvolgendolo come protagonista di una trama. Inutile dire che <strong>molti giovani, formandosi adeguatamente</strong> alle professioni emergenti, potranno concorrere a costruire questo nuovo brand Italia: è tempo per tutti di rimboccarsi le maniche e porsi in gioco, per lavorare in una delle dimensioni più gratificanti dell&#8217;interculturalità (Luisa Puppo &#8220;dixit&#8221; <a title="liguria by luisa" href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">https://liguriabyluisa.blogspot.com/</a> ).</p>
<p>Per ogni ulteriore informazione, e per i nostri seminari sul turismo esperienziale, contattateci sempre su info@ligucibario.com</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Commercio, territorio, turismo, alla scoperta di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 15:23:45 +0000</pubDate>
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<p>Commercio, territorio, turismo, alla scoperta di Genova</p>
<p>Grazie alle varie <strong>food experiences progettate da Ligucibario®</strong>, si possono irradiare anche molteplici percorsi di scoperta culturale, per chiunque desideri scoprire e condividere più in profondità <strong>le diverse anime di Genova (e della Liguria)</strong>.<br />
Gli street food (le famose focacce farinate panissette cuculli friscêu…) da piluccare ungendosi le dita sono un virtuoso pretesto per esplorare sciamadde, faïnotti, törtâe, profumi e sapori talvolta immersi tra i carruggi più antichi del centro storico, palazzi patrizi, ardesie, chiese, edicole votive.<br />
Lì s’incontrano anche le torte di verdura, fra cui la mitica Pasqualina, culto pagano e cristiano del “buonessere” che non a caso troneggiava – ricetta 217 &#8211; già nel primo ricettario genovese, la Cuciniera di Giobatta Ratto (1863)… Non nacque di carciofi, né di 33 sfoglie, ovviamente, bensì 3 sfoglie sopra e 3 sotto, e prescinsêua obbligatoria per “accogliere” i tuorli… Ma i ristori tipici sovente preparano anche l’umile castagnaccio (magari arricchito da uvette e pinoli…), il castagno era noto come “albero del pane” in quanto, prima dell’affermarsi delle patate dal Nuovo Mondo, molto entroterra gli doveva infinita gratitudine alimentare, e lungo i sentieri liguri del trekking e del biking talvolta s’incontrano ancora gli antichi essiccatoi, i casoni, i tecci, i canissi&#8230;<br />
Il pesto di basilico, la salsa più celebre al mondo insieme a quella di pomodoro, è un viaggio tra serre, mortai di marmo, pestelli di legno duro, ingredienti della tradizione, formati di pasta made in Liguria (troffiette, mandilli, picagge, trenette, gnocchi, testaiêu…), ed anche tra i vini bianchi delle DOC liguri, anzitutto il Pigato della Riviera di Ponente, che realizza un matching d’aromatici sensi, ma anche una profumata Bianchetta della Val Polcevera, vicinissima al centro città.<br />
Acciughe e stoccafissi si sfidano in un derby che per i Genovesi è religione, ivi inclusi il rito della salatura nelle arbanelle, o il rito del rinvenimento in acqua, o il ricordo delle pesciaie che ad alta voce attraevano la clientela (“anciöe belleee!”). Stoccafisso e baccalà sono lo stesso pesce, il gadus morhua, essiccato oppure sotto sale. Tante le ricette (e più “veloci” le acciughe), fra cui la favolosa capponadda (di Camogli), il bagnùn (rivano), o il brandacujùn (ponentino) per raccontare altrettanto genius loci, e buon olio extravergine per non tradire la materia prima né la propria salute. La DOP Riviera Ligure – dalla cultivar taggiasca del Ponente sino alla razzola del Levante &#8211; certifica bottiglie che il mondo ci invidia, e che nascono su fasce terrazzate da muretti a secco, un paesaggio fragile ma indimenticabile, dinanzi a quel Mediterraneo una cui sola onda – secondo lo scrittore napoletano Raffaele La Capria – contiene più storia di tutti gli altri oceani riuniti…<br />
Le trippe e le frattaglie consentono di (ri)scoprire un alimento, il quinto quarto, in voga allorché campagne e città non potevano permettersi di sprecare alcuna parte degli animali macellati (stomaci reni ghiandole sangue…). Genova cucina le trippe anzitutto “accomodate” che sta per stufate, oppure “alla sbira”, un piatto che si lega agli sbirri di guardia alle carceri della torre grimaldina, che il turista vede svettare alta proprio sopra Palazzo Ducale… E, poco lontano, giù da un carruggio quasi verticale, ecco la nota tripperia che non a caso fa parte del circuito delle botteghe storiche genovesi e alla quale auguriamo lunghissima vita.<br />
La pasticceria ligure, e le vicende – a partire dal ‘700 &#8211; intorno al cacao e ai maître-confiseur, confermano ancora una volta la vocazione portuale di Genova, che a Caricamento e dintorni riceveva materia prima d’eccellenza (frutta secca, frutta candita, spezie…), e accanto a canestrelli e cobeletti può via via concedersi profumati anicini, quaresimali, pandolci sempre più ricchi. Poi, lungo i secoli ‘800 e ‘900, l’arrivo degli Svizzeri (i fratelli Klainguti e Vital Gaspero) e la sontuosa Sacripantina brevettata da Preti (1851) sancirono una competizione verso l’alto che tuttora fa la gioia del gourmet e del turista… Parimenti significative, nell’estremo Ponente, anche le vicende legate alla spungata di Sarzana, il dolce della Via Francigena a base di mandorle, miele…, riserva di calorie – ieri come oggi? – nelle bisacce di mercanti, viandanti e pellegrini.<br />
Menzione d’onore conclusiva, infine, per i birrifici artigianali, che a Genova e in Liguria compongono ormai un mosaico di produzioni creative, sovente impiegando aromatizzanti davvero del terroir (castagne, chinotti, albicocche…). Oggi i migliori ristoranti propongono alla clientela, accanto a quella dei vini, anche la carta delle birre: sarà un caso?<br />
Ecco perché le food experiences e lo storytelling di Ligucibario® concorrono alla tutela e salvaguardia delle tradizioni, ma anche alla valorizzazione di Genova, un brand ricco di valori che potrà sempre più posizionarsi presso i turismi dell’heritage ed i gastronauti.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Le nostre food experience al MOG in conferenza stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 17:49:19 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18833" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/01/DSCN6071.jpg"><img class="size-medium wp-image-18833" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/01/DSCN6071-300x225.jpg" alt="farinata, l'oro di genova" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">farinata, l&#8217;oro di genova</p></div>
<p><strong>Lunedì 27 gennaio, dalle ore 13.00, presso la sede di MOG a Genova (via XX settembre 75) si terrà la conferenza-stampa di presentazione del catalogo di 20 food experience progettate da Ligucibario®</strong> <strong>con MOG</strong> per gruppi e turisti italiani ed esteri (<a href="https://moggenova.it/food-experiences/">https://moggenova.it/food-experiences/</a>).<br />
Interverranno <strong>Paola Bordilli</strong>, Assessore commercio, vallate e grandi eventi del Comune di Genova, <strong>Laura Gaggero</strong>, Assessore sviluppo economico e turistico e marketing territoriale del Comune di Genova, <strong>Marco Cambi</strong>, presidente di MOG. A conclusione dei lavori, una degustazione guidata di farinata in abbinamento a Vermentino DOC ligure, esemplificativa dei momenti esperienziali a catalogo che nei luminosi spazi di MOG verranno proposti ai turisti ed ai gastronauti (da Umberto Curti in italiano, da Luisa Puppo in inglese).<br />
“Il catalogo di 20 food experience che abbiamo costruito proprio per MOG – sottolinea Luisa Puppo, Ligucibario® &#8211; concorre a rappresentare molta della gastronomia genovese (e ligure) presso specifici obiettivi di mercato: gruppi di turisti italiani e stranieri, sodalizi gourmet, associazioni di appassionati, target che stanno scoprendo, o riscoprendo, il nostro centro cittadino con crescente meraviglia… Ogni proposta a catalogo prevede un suggestivo tour del mercato e un momento esperienziale “cucito” on demand sulle esigenze della domanda (degustazioni, cene narrate, cooking class…). Sono già in essere collaborazioni col tour operating internazionale e la ricettività locale, e un video bilingue italiano-inglese promuove anche online l’iniziativa, che in sinergia con MOG porterò già a <strong>BIT Milano</strong> il prossimo 10 febbraio, alla tavola rotonda sul turismo enogastronomico, ottima vetrina per promuovere la nostra città”.<br />
“Quale luogo migliore di MOG – evidenzia Umberto Curti, Ligucibario® &#8211; per ambientare, all’insegna del convivio e del buonessere, questo programma di 20 gustincontri? Abbiamo cercato, anche grazie al “contatto” vivo col mercato ortofrutticolo, che dà i colori profumi sapori della materia prima, di praticare come sempre un approccio etno-gastronomico: ovvero cibi e vini (ed olii e birre!) come voci narranti tutt’attorno a storia e storie, identità culturali, il <strong>genius loci</strong> della “Superba”. Sono certo che un programma tematicamente così ampio susciterà grande interesse sia presso i gastronauti italiani e stranieri sia presso l’intermediazione turistica, i professionisti di settore, il foodblogging… Insomma, <strong>goodnews per Genova</strong>, ed oggi, per l’occasione, il caso-studio della farinata per mordere un finger food che lega Genova a tante vicende e tanti luoghi…”</p>
<p>Fra i link di quanto apparso post evento, cliccare ad es.<br />
<a href="https://smart.comune.genova.it/articoli/gustincontri-esperienze-e-percorsi-di-cibo-dal-mog-citt%C3%A0">https://smart.comune.genova.it/articoli/gustincontri-esperienze-e-percorsi-di-cibo-dal-mog-citt%C3%A0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-food-experience-mog/">Le nostre food experience al MOG in conferenza stampa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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