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	<title>Ligucibario &#187; tullio d&#8217;albisola</title>
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		<title>Alla Biblioteca Berio si cucina futurista</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 11:28:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giovedì 14 dalle h 17.00 presso Biblioteca Civica Berio (via del Seminario 16, Genova), Umberto Curti converserà su “Un poeta ai fornelli. Farfa e la cucina futurista” (ingresso libero). Un incontro – che per il momento conclude il nostro ciclo “Biodiversità a tavola” &#8211; per percorrere un grande movimento d’avanguardia, la figura di un artista ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alla-biblioteca-berio-si-cucina-futurista/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/farfa-berio.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-22042" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/farfa-berio-214x300.png" alt="farfa berio" width="214" height="300" /></a>Giovedì 14 dalle h 17.00 presso Biblioteca Civica Berio (via del Seminario 16, Genova), Umberto Curti converserà su “Un poeta ai fornelli. Farfa e la cucina futurista” (ingresso libero).</p>
<p>Un incontro – che per il momento conclude il nostro ciclo “<em>Biodiversità a tavola</em>” &#8211; per percorrere un grande movimento d’avanguardia, la figura di un artista triestino ma “adottato” da Savona e indagato da un recente saggio di Silvia Bottaro, e – soprattutto &#8211; <strong>un ricettario del 1932 dove Marinetti non lesinò posizioni rivoluzionarie</strong>, fra cui l’anatema nientemeno che contro la pasta, religione nazionale…</p>
<p>Cucina futurista&#8230;, ovvero Marinetti con Fillìa, 172 ricette e “polibibite” ideate tra gli altri anche da Prampolini, Diulgheroff, Tullio d’Albisola. 267 pagine, 2 carte di tavole fotografiche fuori testo, tiratura 6.000 copie, impressa al frontespizio. A latere il critico letterario Panzini curò un lessico dei neologismi.</p>
<p>Umberto Curti approfondirà quelle creazioni culinarie, fra cui la “fragolamammella” proprio di Farfa con cui terminammo nel 2021 la nostra particolarissima <strong>futurcena in 4 portate ad Albissola Marina</strong> (che risultò sold out nel giro di poche ore!).</p>
<p>Per l’occasione, Matteo Fochessati, curatore della <strong>collezione “Wolfsoniana” di Genova Nervi</strong>, ha fornito alcune interessantissime immagini a tema, e Biblioteca Civica Berio ha allestito al piano B2 una preziosa proposta di letture. Non mancherà dunque nulla, buon appetito!</p>
<p>E &#8211; come sempre &#8211; il nostro suggerimento è quello di visionare alcuni capolavori dal vivo, visitando i musei di Genova &#8211; nel weekend o quando potete &#8211; che talvolta sono ubicati in dimore meravigliose e, come stanno scoprendo sempre più turisti, custodiscono autentici tesori. Che Genova, da destinazione underrated, stia diventando destinazione amazing?</p>
<p>Ma qui, nell’auspicio di incontrarvi e farveli di persona, vi formulo già i miei più sinceri auguri di Buon Natale e di un Felice 2024, all&#8217;insegna &#8211; anzitutto &#8211; di salute e serenità</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Farfa, un poeta in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 12:29:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20404" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210421_145227.jpg"><img class="size-medium wp-image-20404" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210421_145227-225x300.jpg" alt="vite di farfa" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vite di farfa</p></div>
<p>Farfa, un poeta in cucina.<br />
Chi scrive libri come quelli di <strong>Silvia Bottaro</strong> (o come i miei) non si prefigge “clamore” e guadagni. E’ un’attività culturale che risponde anzitutto ad un’esigenza interiore, un po’ oraziana: quella di condividere, nel senso del prodesse e del delectare.</p>
<p>Ho conosciuto Silvia Bottaro alcuni anni fa, m’invitò nella “sua” <strong>Savona</strong> (città che adora e detesta, un po’ come accade a me con Genova) per presentare un mio saggio nella Sala Rossa del Comune. E’ una donna con una bella carriera professionale alle spalle e un’indole instancabile, che la porta a spendersi – nelle sue varie vesti e non di rado come me inascoltata &#8211; per la causa della cultura e del territorio. Forse le rimproverano, mi si passi l’espressione, di “non mandarle a dire”, ed è proprio questa ruvidità che forse me la rende cara, dato che io (e Silvia lo sa) sono <strong>futurista</strong>, nel senso…che alla Liguria voglio augurare un bel futuro, ed esso non può poggiare sulle ipocrisie e gli opportunismi.</p>
<p>Le togliessimo l’arte, presumo che a Silvia toglieremmo l’aria. Sono stato suo ospite (l’avevo “sfidata” e quindi mi cucinò favolose trippe accomodate), e quel giorno al tavolo di casa sedevano anche suo marito Roberto, mia moglie Luisa, e <strong>Mario Accatino</strong>, cuore valbormidese di Mrexu (Millesimo). Ci circondavano quadri e ricordi d’artisti, gran bel Novecento dentro un archivio amorevolmente costruito anche con disegni, epistolari, cartoline…</p>
<p>Di futurismo lei ed io parliamo sovente, mi sono molto care le figure di <strong>Tullio Mazzotti (Tullio d’Albisola), di Farfa, di Diulgheroff, di Giovanni Acquaviva, di Marco Sabatelli (l’editore)</strong>, insomma di tutti coloro i quali concorsero a fare di Savona/Albisole un epicentro del futurismo, ovvero della sola – non dimentichiamolo – eccelsa avanguardia artistica italiana…</p>
<p>Di Silvia Bottaro ho letto anni or sono “<strong>Vincenzo Nosenzo</strong>. Prestidigitatore e re della latta” (ed. Omega, Torino, 2009), un gioiellino da leggersi d&#8217;un fiato – ma con sterminata bibliografia &#8211; utile a ricostruire una delle vicende più creative e audaci dell’anteguerra zinolese, originata in uno stabilimento industriale da cui uscirono niente meno che i due famosi e sempre più rari “<strong>libri di latta</strong>”, precisamente quello di Filippo Tommaso <strong>Marinetti</strong> “Parole in libertà futuriste–tattili–termiche–olfattive” (1932) e quello di Tullio d’Albisola “L’Anguria lirica” (1934), con illustrazioni di <strong>Bruno Munari</strong>. Quanta bellezza ideativa e progettuale in quell’avventura conclusasi troppo presto! E tuttavia mi chiedo: interessa ancora a qualcuno?</p>
<p>Proprio nel giorno del mio compleanno (21 aprile), una voce al citofono mi ha preannunciato un plico&#8230; Ho così ricevuto da Silvia “<strong>Vite di Farfa. Lettere, incontri, amicizie, successi</strong>”, un ponderoso lavoro di ricerca (tanto per cambiare) che ha meritato tanti patrocini istituzionali. Vi ritrovo, oltre ad un mio capitolo sul futurismo in cucina (Farfa stesso incluse <strong>7 ricette</strong> &#8220;sbalorditive&#8221; nel ricettario di Marinetti del 1932), anche un intrigante apparato iconografico, ritratti, poesie manoscritte, foto, telegrammi, biglietti augurali…, che “visualizza” un legame fra accadimenti più antichi e più recenti e che da solo varrebbe il denaro e la fatica dell’acquisto… Come sempre Silvia dispiega la propria acribia filologica, con note, citazioni e rimandi molto preziosi per dirimere l’intricato panorama di un movimento che, anche a livello locale, idolatrava la velocità, il gesto, il quarto d’ora di poesia “effimero”, la performance, lo sberleffo usa-e-getta, talvolta la caciara…</p>
<p>Ma il libro traguarda obiettivi ulteriori, via via si prevedranno infatti (covid permettendo) <strong>numerose presentazioni</strong>, in primis seguendo la biografia ed i trasferimenti di Farfa, a Savona, Valtournenche, Vivaro, Sanremo, Albissola Marina, Roma, Rovereto, Genova…, presentazioni cui, quando potrò, presenzierò con vero piacere.</p>
<p>Inoltre, last not least, dal 4 maggio (e fino al 4 luglio) Silvia Bottaro allestirà una vetrina della sede centrale di banca Carige a Savona (<strong>corso Italia 10</strong>) esponendo il libro, due locandine, e due opere dedicate a Farfa e pubblicate nel libro stesso. Una splendida occasione, passeggiando, per passarvi davanti.</p>
<p>A presto, amici Lettori, il genio futurista ci invita al futuro! E lunga vita, in un tempo d&#8217;analfabetismo valoriale  come il presente, ad iniziative tanto meritorie.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Savona futurista in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:22:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/Futurismo-3.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-20194" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/Futurismo-3-300x221.png" alt="Futurismo-3" width="300" height="221" /></a>Savona futurista in cucina, forse sono il primo a scriverne&#8230;</p>
<p>Nel maggio 1932 l’editore Sonzogno diede alle stampe <em>La cucina futurista</em>, <strong>ricettario di Marinetti con Fillìa</strong>, 172 piatti e “polibibite” ideati &#8211; tra gli altri &#8211; anche da Farfa, Prampolini, Diulgheroff, Tullio d’Albisola. L’opera, preceduta l’anno prima da un <em>Manifesto</em> (nel quale Marinetti biasimava la pasta! * ) e da varie cene&#8230;movimentate, assommava 267 pagine e 2 carte di tavole fotografiche fuori testo, 6.000 copie la tiratura, impressa al frontespizio. A latere il critico letterario Panzini curò un lessico dei tanti e fantasiosi neologismi.<br />
Tra i preziosi documenti recentemente recuperati da una nipote di Farfa compare un biglietto dagli accenti “marinettiani” <strong>che il pittore Crali – vicino a Marinetti – spediva a Farfa, residente a Savona</strong>: «Ho letto su <em>Cucina Futurista</em> le tue ricette, ne sono talmente entusiasta che sento il bisogno di avere una tua foto con contorno di testina il tutto in un brodo di bromuro d&#8217;argento»…<br />
Tali “scambi” rendono l’idea della temperie culturale dell’epoca, e delle interazioni, sempre ipercinetiche e provocatorie, fra gli aderenti al futurismo, di solito persone di talento (non a caso nella storia dell&#8217;arte il futurismo si posiziona come l&#8217;unica importante avanguardia italiana). Per Marinetti il pranzo economico avrebbe ad esempio dovuto esser “degustato mentre un abile declamatore farà esplodere le liriche umoristiche del Poeta-Record Nazionale Farfa, imitandone la tipica voce di miope tubo di scappamento”.<br />
Da oggi 18 febbraio è in edicola <em>Liguria Food</em> n. 21. E su questo meritorio magazine bimestrale edito da Dario Sabatelli (figlio di <strong>Marco Sabatelli</strong> uno dei migliori “partner” del futurismo e dell’arte savonese) ho curato un lungo articolo sulla cucina futurista, inclusivo delle 7 ricette, anzi delle 7 formule, che proprio Farfa offrì al volume di Marinetti e Fillia. Mi riferisco a</p>
<p><strong>1.Bianco e nero. 2.Terra di Pozzuoli e verde veronese. 3.Fragolamammella. 4.Garofani allo spiedo. 5.Carota + calzoni = professore. 6.Caffèmanna. 7.Senato della digestione</strong>.</p>
<p>Benché anche queste ideazioni, come tutta la cucina futurista (salvo rarissime eccezioni fra cui qualche riso), paiano per gran parte vaneggiamenti ben poco “gastronomici”, per il mio articolo Dario Sabatelli ha recuperato non solo materiali iconografici splendidi, ma anche concrete <strong>immagini di piatti futuristi</strong>, scattate al ristorante “La Cloche 1967” di Torino durante la serata del 23 marzo 2019 organizzata da Clara e Gigi Padovani per il progetto <em>Pagine di Storia a Tavola</em>. Quella sera lo chef Luca Taretto infatti reinterpretò le ricette di Fillìa e amici: la Listavivande, dopo la polibibita Giostra d’Alcol, prevedeva in particolare Scoppio in gola, Uova divorziate, Compenetrazione e Fragola Mammella&#8230;<br />
Buona lettura e buone ricette, Ligucibariani! Altre novità sono all&#8217;orizzonte, non lontane dal torrente Sansobbia!<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
* causa d’infiacchimento della nazione. E occorsero suppliche accorate per salvare almeno <strong>i ravioli e le trenette avvantaggiate</strong>, condite con “salsa di smeraldo” (ovvero il pesto)…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Farfa, a Savona un poeta-cuoco</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 14:25:04 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/farfa-a-savona-un-poeta-cuoco/">Farfa, a Savona un poeta-cuoco</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/sabatelli.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-20023" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/sabatelli-265x300.png" alt="sabatelli" width="265" height="300" /></a></p>
<p>Farfa, a Savona un poeta-cuoco</p>
<p>Si fa periodicamente un gran parlare della <strong>cucina futurista</strong>.<br />
Da ligure ne sono lieto, dato che il futurismo scrisse in Liguria pagine importanti, e Savona con le Albisole fu dimora di talenti fra i più limpidi (la foto ritrae il &#8220;compendio&#8221; forse più importante di quei decenni, edito da Marco Sabatelli).<br />
Nel 2021 uscirà poi, curato dall’instancabile Silvia Bottaro cui dobbiamo già uno studio sulle lito-latte di Nosenzo, un “meticoloso” volume su Farfa, al cui interno un mio capitolo indaga proprio le “ricette” di <strong>Marinetti, Fillia</strong> ed altri adepti di quella che tuttora viene considerata, e non a torto, l’unica vera avanguardia artistica italiana.<br />
<strong>Farfa…, ma chi era costui?</strong> Lo pseudonimo, che evoca musicalmente la farfalla, nasconde il nome di Vittorio Osvaldo Tommasini (Trieste 1881 – Sanremo 1964).<br />
Si trovano online su di lui ora ricche ora più scarne biografie, ove leggere – in estrema sintesi &#8211; che prese parte alla I mostra futurista di Torino (1919) e che un decennio più tardi si trasferì a <strong>Savona</strong>, sposando il 23 luglio un’addetta delle poste da cui non ebbe figli, città dove visse (non concordo con chi affermi “in modo appartato”) per un trentennio. Travolto il futurismo dalla seconda guerra mondiale, e morto Marinetti, Farfa ricominciò a esporre dopo il 1958 (<strong>Asger Jorn</strong> lo aveva intanto presentato a Enrico Baj), a Savona e Milano, città – quest’ultima &#8211; che adorava sin dagli anni precedenti la guerra&#8230;<br />
Giornalista, poeta, disegnatore, sodale dei migliori futuristi (fra cui <strong>Tullio d’Albisola</strong>), promotore culturale, fotografo, ceramista, Farfa fu in realtà – e creativamente &#8211; molte cose, e nel 1931 contribuì anche, con sette ricette, proprio al volume <em>La cucina futurista</em>.<br />
Quel ricettario non è tanto interessante in termini di tecnica culinaria (sebbene alcuni piatti siano eseguibili, o comunque con un po&#8217; d&#8217;audacia interpretabili…) quanto per l’inventiva iconoclasta che getta una luce riflessa su tutte le più profonde convinzioni del movimento futurista, e su quella tensione – come ho qui e là già scritto e raccontato &#8211; originariamente (ma non stricto sensu) artistico-letteraria che si prefiggeva di modellare la realtà, ogni realtà, impattandovi, rivoluzionandola, capovolgendone pressoché ogni àmbito…<br />
Mi dico che sarebbe straordinario, in un luogo come le Albisole, e magari presso quei beach club che tanti eventi non solo musicali hanno ospitato lungo estati di fertile attività, rievocare la figura di Farfa, progettare una serata “futurista” con declamazioni ed altro (ovviamente senza gli eccessi che le caratterizzavano), proporre in menu qualche diavoleria di quei matti da legare, cui però dobbiamo (anche a Savona e Albisole) una delle stagioni più vive e originali della storia artistica italiana… Stay tuned, amico lettore, chissà che la prossima estate non porti liete novelle.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
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		<title>Silvia Bottaro a Roma racconta Vincenzo Nosenzo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 09:03:31 +0000</pubDate>
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<p>Vincenzo Nosenzo stampò a Savona-Zinola, nella propria officina “Lito-latta”, i due ormai sempre più preziosi “libri di latta”, uno (correva l’anno domini 1932) nientemeno che dal testo di un ispirato Marinetti, l’altro (1934) da Tullio d’Albisola (Tullio Mazzotti), con illustrazioni d’un ancor giovane Bruno Munari.<br />
A questo creativo, noto purtroppo non quanto meriterebbe, la mia cara amica Silvia Bottaro (infaticabile playmaker dell’Associazione “Aiolfi”) ha dedicato nel 2009 (per i tipi dell’editore torinese Omega) un’avvincente biografia (<em>Vincenzo Nosenzo: prestidigitatore e Re della latta)</em>, che s’arricchisce di una bibliografia straordinaria, capace essa stessa di restituire la temperie culturale d’una stagione irripetuta.<br />
Ligucibario® non è la sede per ripercorrere ciò che una delle poche (l’unica?) autentiche avanguardie artistiche italiane realizzò anche a Savona e dintorni, lasciando una dote anch’essa non percepita nelle sue reali fecondità, ma mi colma di piacere apprendere che questa biografia bellissima sarà presentata venerdì 19 ottobre alle 16.30, presso la Sala Spadolini al Ministero Beni e Attività Culturali in  Roma, col saluto del Presidente del Centro Antinoo Dr. Luigi Romiti, e interventi della Prof.ssa Lina Sergi Lo Giudice, già provveditore agli studi e direttore generale del Miur, e dell’artista e poeta Georges De Canino.<br />
Anche su Google non è difficile percorrere il curriculum e l’intraprendenza (futurista?) di Silvia Bottaro, un’esistenza intera spesa nell’engagement culturale. Ma poiché questa mia dedica “affettuosa” è resa pubblica affinché molti la leggano, io rivolgo a Silvia le mie felicitazioni unitamente ad una certezza: lei ed io – pur da provenienze diverse &#8211; percorriamo cammini convergenti, che pongono la tutela e la valorizzazione culturale sempre come valore prioritario <strong>nella tutela e valorizzazione dell’uomo</strong>. Sono peraltro finalità perseguibili in molti modi, anche nelle realtà territoriali appartate, anche lontano da riflettori mediatici, anche nella quotidianità più discreta, anche parlando sottovoce. Ma il messaggio che Silvia fa risuonare da Savona è forte e chiaro.<br />
Congratulazioni sincere, Silvia, je vous félicite, Madame!<br />
Umberto Curti<br />
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