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	<title>Ligucibario &#187; torta di mazzini</title>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(10). Mazzini descrisse una torta?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 13:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?<br />
Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo via via a rispondere nei prossimi mesi. Stay tuned!</p>
<h2><i>Mazzini descrisse una torta</i>?</h2>
<h2></h2>
<p><strong><i>10. Mazzini descrisse una torta?</i></strong> Assolutamente sì, una torta di mandorle, in una lettera alla madre Maria Drago inviata il 28 dicembre 1835 da Grenchen in Svizzera (Canton Soletta), dov&#8217;era prudentemente riparato&#8230; La lettera, scritta affinché la madre sperimentasse la ricetta, &#8220;tratta&#8221; dal cattivo francese di una domestica (<a title="torta di mazzini" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/" target="_blank">eccovi il link</a>), è conservata all&#8217;Istituto storico del Risorgimento, in via Lomellini a Genova, e contiene un finale autoironico&#8230; A tali vicende abbiamo dedicato, in sinergia col Comune di Genova, sia un video della seria &#8220;Outfood&#8221; sia un video della serie &#8220;Assaggi di Ottocento&#8221;. Buone visioni!</p>
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<h2>Continuate a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Cliccate qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte8-stoccafisso-o-baccala/" target="_blank">l&#8217;ottava faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>La torta di Mazzini</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 08:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La torta di Mazzini, ovvero il lato gourmet di un patriota&#8230; Genova dedica il 2025 all’Ottocento, e &#8211; come mi è già capitato di scrivere altrove &#8211; la complessità e ricchezza del secolo risorgimentale può talora esser proficuamente “decodificata” e percorsa anche attraverso tematiche gastronomiche. Vediamo questa volta di &#8220;assaggiare&#8221; l&#8217;anno domini 1835. Giuseppe Mazzini ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-torta-di-mazzini/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25271" style="width: 222px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/mazzini.jpg"><img class="size-medium wp-image-25271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/mazzini-212x300.jpg" alt="mazzini e il museo del risorgimento a genova" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">mazzini e il museo del risorgimento a genova</p></div>
<p><strong>La torta di Mazzini, ovvero il lato gourmet di un patriota&#8230;</strong></p>
<p>Genova dedica il 2025 all’Ottocento, e &#8211; come mi è già capitato di scrivere altrove &#8211; la complessità e ricchezza del secolo risorgimentale può talora esser proficuamente “decodificata” e percorsa anche attraverso tematiche gastronomiche. Vediamo questa volta di &#8220;assaggiare&#8221; l&#8217;anno domini 1835.</p>
<p>Giuseppe Mazzini si era laureato in diritto civile e canonico nel 1927, affiliandosi alla carboneria. Aveva quindi iniziato a collaborare all’<em>Indicatore Genovese</em>, foglio di avvisi e varietà, ma evidentemente anche le sue “critiche letterarie” non erano garbate al governo regio e quindi il giornale era stato soppresso.</p>
<p>Ma non tutti sanno che Mazzini – come tanti – si caratterizzava anche per un lato gourmet, ed eccovi quindi la ricetta, con finale autoironico, della golosa, morbida torta di sfoglia e mandorle che, in una lettera da Grenchen in Svizzera (28 dicembre 1835), il patriota ed esule – che in famiglia chiamavano Pippo &#8211; spediva alla madre Maria Drago, invitandola a sperimentare e sfornare il dolce quanto prima:<br />
“(<em>…) Prima di dimenticarmi, voglio attenere la mia promessa e soddisfare un mio capriccio. Eccovi la ricetta di quel dolce che vorrei faceste, e provaste, perché a me piace assai. Traduco alla meglio, perché di cose di cucina non m’intendo, ciò che mi dice una delle ragazze in cattivo francese: pelate, e pestate fine fine tre once di mandorle, tre once di zucchero, fregato prima ad un limone, pestato finissimo. Prendete il succo del limone, poi due gialli d’uovo, mescolate tutto questo, e movete, sbattete il tutto per alcuni minuti, poi, sbattete i due bianchi d’uovo quanto potete: en neige, dice essa, come la neve – cacciate anche questi nel gran miscuglio – tornate a movere. Ungete una tourtière, cioè un testo da torte, con butirro fresco, coprite il fondo della tourtière con pasta sfogliata, ponete il miscuglio sul testo, su questo strato di pasta sfogliata, spargete sopra dello zucchero fino, e fate cuocere il tutto al forno. Avete inteso? Dio lo sa. Mi direte poi i risultati: intanto ridete”.</em></p>
<p>Chi volesse eseguirla, valuti che un’oncia vale circa 29-30 grammi.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/ynNFdG1BNuk?si=ARDFmvlLzg6HRwBS" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Quanto all’abbinamento, io non opterei né per un rosolio né per un tè, come forse avveniva all’epoca anzitutto coi savarin da credenza, bensì per un passito a bacca bianca, servito a 8°C in idonei tulipanini…</p>
<p>Appuntamento (su questi stessi &#8220;schermi&#8221;) ad una prossima e imminente puntata con…i ravioli di Niccolò Paganini del 1839.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
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		<title>Assaggi di Ottocento, si parte!</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Assaggi di Ottocento, was ist das? Genova nel 2025 focalizza l’Ottocento come àmbito prioritario d’indagine circa la storia cittadina, dedicandogli specifiche iniziative (il 2024 si concentrò viceversa sul Medioevo). Il progetto “Assaggi di Ottocento”, che Biblioteca Civica Berio (Comune di Genova) pone in essere in collaborazione con chi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/tonizzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25088" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/tonizzi-300x251.jpg" alt="tonizzi" width="300" height="251" /></a></p>
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<p><strong>Assaggi di Ottocento</strong>, was ist das? Genova nel 2025 focalizza l’Ottocento come àmbito prioritario d’indagine circa la storia cittadina, dedicandogli specifiche iniziative (il 2024 si concentrò viceversa sul Medioevo).<br />
Il progetto “Assaggi di Ottocento”, che <strong>Biblioteca Civica Berio (Comune di Genova)</strong> pone in essere in collaborazione con chi vi scrive, origina anche dalla riuscita esperienza “Assaggi di Medioevo”, che nel 2024 ha denotato un’agilissima realizzabilità e un significativo numero di visualizzazioni online.</p>
<h2>Assaggi di Ottocento</h2>
<p>Anche in questo caso su tratta di un ciclo di <strong>10 videopillole (+1 conclusiva di “riepilogo”)</strong>. Ognuna inquadra un tematismo, anche ma non prioritariamente gastrononomico, idoneo a sviluppare un breve <em>storytelling</em> circa la Genova ottocentesca nei suoi aspetti socioeconomici, urbanistici… A puro titolo d’esempio, via via “entrano” in scena <strong>papa Pio VII, Alessandro Manzoni, la torta di Mazzini, i ravioli di Paganini, l&#8217;inno di Mameli, Sacripante, la “Cuciniera” di Giobatta Ratto, le caffetterie, Nietzsche…</strong>, risorse intorno alle quali raccontare eventi, persone, aneddoti, atmosfere.<br />
Ogni video-puntata di Assaggi di Ottocento è completata da alcune immagini e keywords, da una cronologia, e da una bibliografia ad hoc, per successivi approfondimenti personali, su Genova e gli accadimenti talora internazionali di cui si tratta, da parte dello spettatore (la foto si riferisce ad es. all&#8217;ottimo saggio di Elisabetta Tonizzi uscito alcuni anni fa).<br />
Il format consente una “divulgazione” anche e positivamente asincrona (sia tramite il canale YouTube delle Biblioteche Genova metropolitana, sia attraverso la pagina Facebook di Biblioteca Berio), e le video-puntate possono essere fruite singolarmente, o in successione… <strong>Si parte dal 1814, e si arriva al 1876</strong>.<br />
Va da sé che per forma e contenuti “Assaggi di Ottocento” si presta a sinergie con altre iniziative pubbliche sul tema, ed anche ad una diffusione presso scuole, sodalizi, così da avvicinare giovani, curiosi, e ulteriori audience a contesti noti ma talvolta meno noti, narrati da chi vi scrive in modalità “mediatica” ma sempre attraverso una rigorosa ricostruzione storica…<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/t-qDdzQidB4?si=JhcLwngCI3aw-CEm" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Il ciclo completo di <a href="https://www.bibliotechedigenova.it/evento/24220" target="_blank">Assaggi di Ottocento</a>:</strong></p>
<p>23/1     1814 – Sbarchi, pontefici, e dolcezze</p>
<p>6/2       1827 – Mazzini, Manzoni, droghe&amp;coloniali</p>
<p>20/2     1834 – “Viaggio nella Liguria marittima”</p>
<p>6/3       1835 – La torta di Mazzini</p>
<p>20/3     1839 – I ravioli di Paganini</p>
<p>3/4       1847 – Un inno nazionale, e un pane di lusso “all’uso di Vienna”</p>
<p>17/4     1851 – La forza di Sacripante</p>
<p>1/5       1863 – La “Cuciniera genovese” di Giobatta Ratto</p>
<p>15/5     1866 – Guerre, patrioti e cioccolati</p>
<p>29/5     1876 – Caffetterie, filosofi, e navi in ferro.</p>
<p>Questi patrimoni storico-culturali confermano Genova quale destinazione <em>heritage</em>, perfetta per un turismo esperienziale che apprezzi <strong>il genius loci, la gastronomia, il tessuto commerciale che anima le vie, le mille storie che hanno reso &#8220;Superba&#8221; nel tempo la città</strong>. Ho offerto volentieri il mio know how perché credo che talvolta, se si ama un&#8217;idea (ed io non da oggi amo l&#8217;idea di una Genova cosmopolita e competitiva), si possa e si debba cooperare in maniera volontaristica, senza nulla chiedere in cambio se non il piacere di contribuire ad un risultato, grande o minimo che sia&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<div id="attachment_22485" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Genova nell&#8217;Ottocento. Una cronologia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 10:16:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Genova nell&#8217;Ottocento. La Superba &#8220;consacra&#8221; l&#8217;anno 2025 all&#8217;Ottocento (il 2024 ha riguardato il Medioevo). E pone in essere una serie di studi e attività per inquadrare sempre meglio la realtà cittadina di quel secolo. Ligucibario® ovviamente seguirà e accompagnerà con testi e strumenti questo percorso di approfondimenti. Dopo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento-una-cronologia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25016" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/spinola.jpg"><img class="size-medium wp-image-25016" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/spinola-300x208.jpg" alt="le cucine di palazzo spinola" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">le cucine di palazzo spinola</p></div>
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<p>Genova nell&#8217;Ottocento. La Superba &#8220;consacra&#8221; l&#8217;anno 2025 all&#8217;Ottocento (il 2024 ha riguardato il Medioevo). E pone in essere una serie di studi e attività per inquadrare sempre meglio la realtà cittadina di quel secolo. Ligucibario® ovviamente seguirà e accompagnerà con testi e strumenti questo percorso di approfondimenti. Dopo la bibliografia appena pubblicata (link qui), ecco ora per i Lettori una cronologia dei principali eventi accaduti dal 1800 al 1899 in città, o che comunque &#8220;impattarono&#8221; anche sui destini della città. <strong>Buon viaggio nel tempo da Umberto Curti!</strong></p>
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<li>1800 assedio austriaco di Genova, “difesa” dal generale francese Massena, detto Massazena</li>
<li>1804 nasce in Portoria Caterina Campodonico, la celebre venditrice di nissêue e reste (dal 1882 una scultura di Lorenzo Orengo la celebra a Staglieno, col celebre epitaffio)</li>
<li>1808 Genova conta 75.743 abitanti</li>
<li>1814 (aprile) sbarco della marina inglese agli ordini di Bentinck, nascita dell’effimera Repubblica di Genova (presieduta da Girolamo Serra, che poi fu anche storico di Liguria e Genova) dopo il crollo napoleonico. Soppressa d’imperio dal Congresso di Vienna, il territorio il 4 gennaio 1815 fu annesso al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I</li>
<li>1816 “anno senza estate” in tutto il mondo, si suppone a causa delle polveri sparse dall’eruzione “globale” del monte Tambora nell’oceano Indiano. Durata 24 ore, essa rappresentò la più catastrofica fra quelle registrate in epoca storica</li>
<li>1817 Francesco Maria Berio propone la propria biblioteca a Vittorio Emanuele I, che a sua volta la dona a Genova. La Civica Amministrazione l’acquisisce definitivamente nel 1824 e da quel momento la biblioteca implementa di continuo la collezione di manoscritti e preziose opere a stampa. Nel 1831 ha nuova ubicazione nel palazzo costruito dal Barabino sulla piazza antistante il teatro Carlo Felice, aperta con la demolizione del complesso di San Domenico. Si stanzia nel piano nobile, e il secondo e il terzo vengono assegnati all&#8217;Accademia Ligustica. Oggi è in via del Seminario, elegante sede secentesca idoneamente restaurata</li>
<li>1821 intensificarsi di moti carbonari (vedi il prezioso documentario di Bianca Montale), e prime chiusure dell’Università… Accoglimenti della Costituzione accordata dal reggente Carlo Alberto, ma poi subito rigettata da Carlo Felice</li>
<li>1821 strada dei Giovi</li>
<li>1822 Byron a Villa Saluzzo Mongiardino. Il poeta con una vecchia carrozza a quattro cavalli, proveniente sul suo yacht “Bolivar” da Sestri Levante, giunse ad Albaro verso fine settembre. Prese in affitto la villa, mentre la scrittrice Mary Wollstonecraft, la vedova di Shelley (il poeta naufragato quell’anno al largo di Lerici e suo grande amico), che lo accompagnava, prese una stanza nella vicina Casa Negrotto. Percorrendo verso mare l’antica crêuza San Nazaro, ecco tra le altre Villa Bagnarello, la “prigione rossa”, dove soggiornò Charles Dickens</li>
<li>1822 (25 ottobre) piena del Bisagno, 821 mm in 24 ore. Mary Shelley scrive, spaventata, che portò via decine e decine di uomini e di bestie</li>
<li>1825 riaperta l&#8217;Università, sempre sotto la rigida direzione dei Gesuiti, che avevano l&#8217;arduo compito di far rigare diritti i giovani “ribelli” (era stata chiusa nel 1821)</li>
<li>1827 esce l’Indicatore genovese, foglio di avvisi e di varietà, dove Mazzini scrive (anche) critiche letterarie. Nel dicembre dell’anno successivo la pubblicazione venne sospesa dal governo regio</li>
<li>1828 (aprile) inaugurazione del Carlo Felice</li>
<li>1828 (9 settembre) forti scosse di terremoto. Nessun danno ai caseggiati, ma per alcune notti parte della popolazione preferì dormire all’aperto…</li>
<li>1832 inaugurazione del palazzo dell’Accademia Ligustica</li>
<li>1834 primo vocabolario genovese-italiano, redatto da un sacerdote, Cristoforo Filippi, “modesto scolopio”, nato a Santo Stefano al Mare (oggi IM) nel 1770. Ne diede notizia anche Amedeo Pescio su “Il secolo xix” del 24 giugno 1932, ma poi se ne persero le tracce. E’ riapparso in una collezione privata, venendo acquisito da un console dello storico sodalizio genovese “A compagna”…</li>
<li>1835 Genova conta circa 80mila ab.</li>
<li>1835 si apre la carreggiabile Carlo Alberto (oggi asse Gramsci – San Lorenzo). Si iniziano, sostituendo in parte le cosiddette muragliette delle mura cinquecentesche, le imponenti terrazze di marmo, o portici di Caricamento (Ignazio Gardella), lunghe 410 m e larghe 13, esse costarono l’enormità di 8.300.000 lire e 8 anni di lavori. Ben 73 le arcate, sopra cui si passeggiava a 13 m d’altezza. Furono demolite in 5 fasi, dopo appena una quarantina d’anni, fra il 1883 e il 1886, per far posto ai binari per il trasporto delle merci movimentate dai moli…</li>
<li>1835 la torta di Mazzini in una lettera da Grenchen (28 dicembre) alla madre</li>
<li>1838 a Genova operavano ben 34 fabbriche confettiere, dialogando anzitutto con Grasse in Francia</li>
<li>1839 Paganini compila in una lettera per un amico (Luigi Germi) la ricetta dei ravioli.</li>
<li>1840 aumento notevole della potenza luminosa della Lanterna, per l’introduzione di più moderni sistemi ottici (sistema rotante con lenti di Fresnel). In seguito si avrà l’introduzione di nuovi combustibili: il gas di acetilene (1898), e poi nel Novecento il petrolio pressurizzato (1905), fino all’elettrificazione del 1936.</li>
<li>1842 ponte sifone sul Veilino</li>
<li>1844 Charles Dickens a Genova</li>
<li>1844 inizia la costruzione del cimitero di Staglieno, su progetto del Barabino ripreso dal Resasco</li>
<li>1845 è a Genova Gustave Flaubert, che registrò tra le sue più vive impressioni l‟immagine di una città “fatta di marmo”</li>
<li>1847 Goffredo Mameli compone l’inno, musicato da Michele Novaro</li>
<li>1848 (2 marzo) dal “Carolina” sbarca a Genova coi figli (Menotti, il maggiore, Teresita e Ricciotti) Anita Garibaldi</li>
<li>1848-49 prima guerra d’indipendenza</li>
<li>1849 i bersaglieri di Alfonso La Marmora, il cui fratello Alessandro aveva istituito il reparto nel 1836, sparano tragicamente ad altezza d’uomo per reprimere moti di folla.</li>
<li>1853 inaugurazione ferrovia per Torino (via via si ridurranno dell’80% i costi di trasporto delle merci)</li>
<li>1854 Genova conta circa 120mila ab. (40mila più del 1835, 10mila meno del 1871), è 33ma in Europa (1^ Londra con 2.363mila, 2^ Parigi con 1.053mila, 7^ Napoli con 416mila, Trieste è ancora austriaca, ecc.)</li>
<li>1855 teatro Andrea D’Oria (poi 1885 Regina Margherita, la consorte di Umberto I)</li>
<li>1855 nasce in piazza Banchi la Loggia dei mercanti, prima borsa merci italiana, istituita per decreto del capo del governo Cavour, a dimostrazione dell’importanza che la città continuava ad avere in campo economico-mercantile.</li>
<li>1856 inaugurazione del teatro “Modena” (in scena la commedia lirica Tutti in maschera, di Carlo Pedrotti (1817-1893))</li>
<li>1856 ferrovia per Voltri</li>
<li>1859 (12 maggio) Napoleone III sbarca a Genova, seconda guerra d’indipendenza, i franco-piemontesi sbaragliano gli austriaci</li>
<li>1860 (5 maggio) partenza da Quarto dei Mille (su 2 vapori a carbone, il “Piemonte” e il “Lombardo”, ottenuti grazie a Rubattino…)</li>
<li>1860 inaugurazione della stazione Principe (progetto del celebre arch. piemontese Alessandro Mazzucchetti, specializzato in ingegnerie ferroviarie). Il progetto della facciata si deve però all&#8217;architetto G.B. Resasco. La stazione venne chiamata Principe in quanto vicina alla ex residenza del principe Andrea Doria.</li>
<li>1861 proclamazione dell’Unità d’Italia</li>
<li>1863 prima “Cuciniera genovese” (Giobatta Ratto)</li>
<li>1866 terza guerra d’indipendenza</li>
<li>1867 Museo di storia naturale G. Doria, il più antico della città</li>
<li>1868 ferrovia per Chiavari</li>
<li>primo tronco di Circonvalmonte (da San Bartolomeo a Castelletto)</li>
<li>1870 breccia di Porta Pia</li>
<li>1870 si realizzano i Magazzini generali, voluti dal sindaco, barone Andrea Podestà (1832-1895), come infrastruttura portuale e poi adibiti a scalo merci ferroviario</li>
<li>1870 inizio lavori per Galleria Mazzini, in stile liberty, “collocata” nello spazio ricavato dallo sbancamento di una parte della collina di Piccapietra e dalla demolizione di edifici preesistenti (tra cui i conventi di San Sebastiano e di San Giuseppe e l’oratorio della casaccia di San Giacomo delle Fucine)</li>
<li>1873 con Regio Decreto, il Comune di Genova si espande via via oltre il Bisagno inglobando Foce, San Francesco d&#8217;Albaro, San Martino, Staglieno, Marassi, San Fruttuoso…</li>
<li>1875 costruzione di piazza Corvetto, per volere del sindaco, barone Andrea Podestà</li>
<li>1875 nasce Il Caffaro</li>
<li>1876 il filosofo Nietzsche per la prima volta a Genova</li>
<li>1883 si demoliscono le terrazze di marmo a mare per ampliare via Carlo Alberto</li>
<li>1883 nave-scuola di Nicolò Garaventa. “Se non fai il bravo, ti mando sulla Garaventa!”</li>
<li>1884 lo scrittore e giornalista onegliese Edmondo De Amicis (1846-1908) redige per il “Nacional” un report del viaggio su piroscafo tra Genova e Montevideo, in cui descrive il dramma di tanti contadini, senza lavoro in Italia per le crisi agricole, costretti ad una traversata di quaranta giorni a bordo di una nave stracolma, per partecipare alle mietiture in America meridionale, con la prospettiva di guadagnare trecento lire in tre mesi…</li>
<li>1885 nasce Gilberto Govi</li>
<li>1886 nasce il “Secolo XIX”, fondato (e diretto) da Ferruccio Macola</li>
<li>1887 (23 febbraio) tre forti terremoti nella Liguria occid. (Bussana…), l’inferno turco, magnitudo 6.27</li>
<li>1888 Luigi Passadore, appena 33enne, fonda la banca omonima</li>
<li>1889 (giugno) piena del Bisagno</li>
<li>1891 inaugurazione della funicolare Sant’Anna</li>
<li>1892 Expo italo-americana nelle piane di Porta Pila, con la definitiva demolizione, in atto da alcuni anni, delle fronti basse delle mura secentesche sul Bisagno</li>
<li>1893 iniziano i lavori per Castello MacKenzie, ultimato nel 1905 (Gino Coppedé), e nel medesimo anno dove c&#8217;era la porta dell&#8217;Arco delle mura del &#8216;500 viene edificato il Ponte Monumentale. Ora, con l&#8217;apertura, sempre in questo periodo, di via Carlo Felice (poi via XXV Aprile) nasce un asse viario cittadino da ovest ad est che congiunge via Balbi a porta dell&#8217;Arco</li>
<li>1894 ferrovia per Ovada(-Acqui), che “rafforza” il percorso via Turchino. Binario unico ma tracciato ardito e panoramico</li>
<li>1896 nasce Eugenio Montale (oggi una targa in corso Dogali lo commemora)</li>
<li>1897 inaugurazione della funicolare Zecca-Righi</li>
<li>1898 muore a Tokio Edoardo Chiossone. Nel testamento, redatto l&#8217;11 gennaio 1898, aveva legato l&#8217;intera collezione all&#8217;Accademia ligustica, &#8220;mia madre in arte&#8221;.</li>
<li>1899 inaugurazione (con mostra floreale) del “Mercato Orientale”, costruito in stile liberty nell’antico chiostro degli Agostiniani. Il nome non allude ad altro che all’ubicazione ad est rispetto al centro topografico cittadino, piazza De Ferrari</li>
<li>1899 Marinetti, poi vate futurista, si laurea a Genova con una tesi su “La Corona e il governo parlamentare”. Precisò che “dalle finestre di un albergo che dominava piazza Caricamento, bevevo fluttuante e intricata visione di funi, vele, nuvole, transatlantici, che mi incitavano a poetare più che ad approfondire il diritto romano&#8221;.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></li>
</ul>
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		<title>Ravioli di Paganini</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 09:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ravioli di Paganini&#8230;, benché forse sorprenda, dei ravioli esiste anche una ricetta autografa, conditi al “suco”, proprio del violinista Niccolò Paganini, 1839, manoscritto conservato nella sua versione originale presso la Library of Congress di Washington. Una prova delle tendenze gourmet del diabolico musicista. Vedi ovviamente qui nell’alfabeto del gusto la voce ravioli, e vedimi in ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-paganini/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ravioli di Paganini&#8230;, benché forse sorprenda, dei ravioli esiste anche una ricetta autografa, conditi al “suco”, proprio del violinista Niccolò Paganini, 1839, manoscritto conservato nella sua versione originale presso la Library of Congress di Washington. Una prova delle tendenze gourmet del diabolico musicista. Vedi ovviamente qui nell’alfabeto del gusto la voce ravioli, e vedimi <a title="umberto curti i ravioli di paganini" href="https://www.facebook.com/museidigenova/videos/progetto-outfood-sale-paganiniane/3157121311171357/" target="_blank">in questo video</a> che il Comune di Genova ha dedicato alla vicenda storico-gastronomica, che in qualche modo si lega anche alla torta di Mazzini e ai biscotti di Garibaldi&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Biscotti di Garibaldi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2024 09:12:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I biscotti di Garibaldi &#8211; citati di recente da re Carlo III al Quirinale &#8211; sono gallette da marinaio rettangolari con uva sultanina (o altro), ancora oggi venduti in Inghilterra (e negli USA). Come noto, Garibaldi fu a Londra, accolto in modo solenne, nel 1864. I biscotti vennero immaginati da John Carr della Peek Freans di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I biscotti di Garibaldi &#8211; citati di recente da re Carlo III al Quirinale &#8211; sono gallette da marinaio rettangolari con uva sultanina (o altro), ancora oggi venduti in Inghilterra (e negli USA). Come noto, Garibaldi fu a Londra, accolto in modo solenne, nel 1864. I biscotti vennero immaginati da John Carr della Peek Freans di Bermondsey (borgo di Southwark a Londra) per sfruttare la notorietà che l’eroe dei due mondi aveva ottenuta… Si ipotizza una parentela produttiva col black bun, un dolce scozzese consistente in un bauletto di frolla ripiena (poiché Carr era scozzese). I biscotti di Garibaldi * sono di fatto due parti riempite nel mezzo da uno strato di uvetta, e sono rituali generalmente col thè. Ma nel Regno Unito si incontrano anche le Eccles cakes (sfoglie riempite di una pasta al ribes), i Flies&#8217; graveyard (dal nome orrendo), e gli storici Golden Raisin Biscuits (che per alcuni sono ottimali con pasta brisée)&#8230; Un passito farà loro da perfetto partner&#8230;<br />
* profumo di Ottocento, coi ravioli di Paganini e la torta di Mazzini&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/">Biscotti di Garibaldi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Merenda culturale nella Genova dell&#8217;Ottocento</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 13:47:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il 27 ottobre 2023 alle h 17.00 presso il Museo dei Risorgimento – Istituto mazziniano di Genova (via Lomellini 11) il nostro Umberto Curti parteciperà a “Genova nell’Ottocento tra cultura e gastronomia. Gli ingredienti per una nuova società”. Una magnifica merenda culturale ideata dalla conservatrice Elena Putti, durante la quale gli interventi dei 3 relatori ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/merenda-culturale-nella-genova-dellottocento/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/27-ottobre-risorgimento-evento_page-0001-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21894" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/27-ottobre-risorgimento-evento_page-0001-3-212x300.jpg" alt="27 ottobre risorgimento evento_page-0001 (3)" width="212" height="300" /></a>Il 27 ottobre 2023 alle h 17.00 presso il Museo dei Risorgimento – Istituto mazziniano di Genova (via Lomellini 11) il nostro Umberto Curti parteciperà a “Genova nell’Ottocento tra cultura e gastronomia. Gli ingredienti per una nuova società”. </strong><br />
Una magnifica merenda culturale ideata dalla conservatrice <strong>Elena Putti</strong>, durante la quale gli interventi dei 3 relatori (Umberto Curti: “Enogastronomia e società a Genova nell’Ottocento”, <strong>Alice De Matteo:</strong> “Padri della Patria. Il Risorgimento tra storia e cucina” e <strong>Alessandro Cavo:</strong> “Botteghe storiche a Genova”) saranno arricchiti da una degustazione della “torta di Mazzini” della <strong>pasticceria Cavo</strong> e da una piccola esibizione di oggetti da cucina storici, cortesemente messi a disposizione dalla <strong>pasticceria La Iacona&amp;Figli </strong>(che proporrà in degustazione i suoi cobeletti). Le pasticcerie sono entrambe vicinissime al Museo.<br />
<strong>Della torta di Mazzini, come dei ravioli di Paganini (1840) e dei biscotti di Garibaldi, Ligucibario® in questi anni si è frequentemente occupato</strong>, e l&#8217;associazione culturale Genova World (che presiedo) ha realizzato col Comune di Genova un video specifico, internamente al progetto <strong>Outfood</strong>, nelle sale dove si conserva il celeberrimo &#8220;cannone&#8221; paganiniano realizzato da Guarneri del Gesù (<a title="outfood ravioli paganini" href="https://www.youtube.com/watch?v=4VNelxGbx2c" target="_blank">link qui</a> per la versione in lingua italiana<strong>)</strong>.<br />
Si tratta fra l’altro di ricette eseguibili, con un minimo di capacità e soprattutto di passione, anche a casa…<br />
Mazzini, dall’amaro esilio svizzero di Grenchen, in una lettera alla madre scrive (ma chiudendo ironicamente) “<em>Prima di dimenticarmi, voglio mantenere la mia promessa. Eccovi la ricetta che vorrei faceste e provaste, perché a me piace assai, traduco alla meglio, perché di cose di cucina non m’intendo, ciò che mi dice una delle ragazze (della casa dove Mazzini abitava, ndr) in cattivo francese: pelate e pestate fine fine tre once di mandorle, tre once di zucchero fregato prima ad un limone, pestato finissimo. Prendete il succo di un limone, poi due gialli d’uovo, mescolate tutto questo e muovete, sbattete il tutto per alcuni minuti, poi sbattete i due bianchi di uovo quanto potete: “en neige”, dice essa, come la neve, cacciate anche questi nel gran miscuglio, tornate a muovere. Ungete una “tourtiere”, cioè un testo da torte, con butirro fresco, coprite il fondo della tourtiere con pasta sfogliata, ponete il miscuglio nel testo, su questo strato di pasta sfogliata, spargete sopra dello zucchero fino e fate cuocere il tutto al forno. Avete inteso? Dio lo sa. Mi direte poi i risultati: intanto ridete.</em>”<br />
Per saperne di più, gustare la torta, e poi eventualmente cimentarvi in prima persona a casa, Umberto Curti vi aspetta quindi venerdì 27, <strong>ingresso libero</strong>, prenotazione allo 010 5576431, oppure alla mail museorisorgimento@comune.genova.it. Ove opportuno/richiesto, sarò lieta durante l&#8217;evento di garantire un supporto linguistico ad eventuale <strong>pubblico anglofono</strong>.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Genova, “Superba” per cibi e per cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 09:37:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ sempre un’emozione persino per un genovese esplorare i carruggi della (propria) città. Io sono fra coloro che tanto si batterono – quando a Genova non s’incontrava un solo turista &#8211; affinché la &#8220;Superba&#8221; entrasse nell’atlante delle città imperdibili d’Italia, e direi che ormai ci siamo. Genova: luoghi del cuore (e della memoria) nel centro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-focaccia-genov.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21616" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-focaccia-genov-300x225.jpg" alt="foto focaccia genov" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E’ sempre un’emozione persino per un genovese esplorare i <em>carruggi</em> della (propria) città. Io sono fra coloro che tanto si batterono – quando a Genova non s’incontrava un solo turista &#8211; affinché la &#8220;Superba&#8221; entrasse nell’atlante delle città imperdibili d’Italia, e direi che ormai ci siamo.</p>
<h2>Genova: luoghi del cuore (e della memoria) nel centro storico</h2>
<p>Con <strong>Luisa Puppo</strong>, anche nel ricordo di sua nonna Dina, che dei carruggi conosceva ogni anfratto e bottega, percorriamo sovente quel dedalo labirintico che tra <strong>Sottoripa</strong> (per Montale un “paese di ferrame e alberature”) e le strade patrizie più ricche di <strong>Rolli</strong> tuttora mescola colori, odori, volti, voci.</p>
<p>In fondo, piazzette e vicoli si legano a storie – e ricordi &#8211; di ciascuno di noi. In quella bottega mio padre acquistava le cravatte importanti, a quell’altra commissionammo la torta della prima comunione, là era di rito <strong>la trippa</strong>, da &#8220;accomodare&#8221; con patate e fagiolane… E poi sartorie, farmacie, drogherie, “musei” del commercio ben vivi e vivaci.</p>
<p>Mia nonna abitava in <strong>vico dei Garibaldi, ad un passo da via Luccoli</strong>, era originaria di Napoli ma non l&#8217;avresti mai spostata dai carruggi. Conosceva tutti, lavorava come cuoca saltuariamente (vedova com’era da una vita) in trattorie e ristori, e non di rado sorseggiava un caffè con alcune delle signore che esercitavano il mestiere più antico del mondo. Detestava, viceversa, i contrabbandieri di Marlboro, e d’altro, che talvolta facevano capolino anche da quelle sue parti. Quando passavo a salutarla, mi accoglieva sempre con <strong>una favolosa striscia di focaccia*</strong>.</p>
<h2>Genova: alla scoperta del genius loci della città</h2>
<p>Non è affatto vero, ove qualcuno “osasse” sostenerlo, che <strong>Ligucibario®</strong> in questi anni abbia dedicato scarse attenzioni alle tante attività storiche che punteggiano la casbah. Anch’io, infatti, appartengo alla schiera di coloro che a Genova individuano nel porto, e nell’area che lo fronteggia, il <em>genius loci</em> più forte (<strong>Kainua</strong> emporio d’influenza etrusca), e che spessissimo in quell’area fanno shopping “mirato”, ben lontano da ipermercati e “non luoghi”…</p>
<p>Il progetto <a href="https://smart.comune.genova.it/comunicati-stampa-articoli/outfood-%E2%80%93-superba-cibi-e-cultura" target="_blank"><strong>“Outfood”</strong></a> stesso (6 video in italiano e inglese), che come associazione no profit Luisa Puppo ed io abbiamo realizzato con il Comune di Genova, è ripetutamente un omaggio al centro storico, alle vicende che ha ospitato, alle collezioni museali che lo arricchiscono. <strong>Tra i mortai di Palazzo Tursi ai ravioli di Paganini, dalla &#8220;Cuoca&#8221; di Bernardo Strozzi alla torta di Mazzini</strong>&#8230;</p>
<p>Il centro storico tuttavia, lo sappia subito chi ancora non lo conosce, è difficile da descrivere, occorre sperimentarlo dal vivo, addentrarvisi, passo dopo passo ascoltarlo.</p>
<p>Quello delle botteghe storiche genovesi è tema su cui con piacere tornerò nel prossimo articolo, stay tuned dunque, e arrivederci a Genova!</p>
<p>*qualcuno, quando un po&#8217; di tempo fa ho ideato la &#8220;<em>Focaccia di San Giorgio</em>&#8220;, ha voluto a tutti i costi immaginare ch&#8217;io (che da una vita mi spendo per divulgare con libri e web il made in Liguria!) intendessi far &#8220;concorrenza&#8221; alla focaccia classica. In Francia vige un detto cui pochi s&#8217;ispirano, &#8220;il faut reflechir avant de parler&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Torta di Mazzini</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:16:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Torta di Mazzini, ode alle mandorle, ricaviamo le necessarie notizie da una lettera che il patriota scrisse, dalla svizzera Grenchen dove scontava un esilio in clandestinità * , alla madre Maria Drago il 28 dicembre 1835 e che si conserva a Genova presso l’Istituto Storico del Risorgimento ** . Insieme ai ravioli di Paganini (passione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/">Torta di Mazzini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Torta di Mazzini, ode alle mandorle, ricaviamo le necessarie notizie da una lettera che il patriota scrisse, dalla svizzera Grenchen dove scontava un esilio in clandestinità * , alla madre Maria Drago il 28 dicembre 1835 e che si conserva a Genova presso l’Istituto Storico del Risorgimento ** . Insieme ai ravioli di Paganini (passione recuperata da una lettera del violinista del 1838 all&#8217;amico Luigi Germi), un menu dunque di pieno &#8216;800, cui si potrebbero collegare anche le predilezioni di Garibaldi (minestrone col pesto, stoccafisso in brandade, pesce, bouillabaisse, carni alla brace, formaggi e olive)&#8230;<br />
* se vuoi approfondire le relazioni fra Genova e la Svizzera, leggimi estesamente al link <a href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/</a></p>
<p>** &#8220;[… ]Prima di dimenticarmi, voglio attenere la mia promessa e soddisfare un mio capriccio. Eccovi la ricetta di quel dolce che vorrei faceste, e provaste, perché a me piace assai. Traduco alla meglio, perché di cose di cucina non m’intendo, ciò che mi dice una delle ragazze in cattivo francese: pelate, e pestate fine fine tre once di mandorle, tre once di zucchero, fregato prima ad un limone, pestato finissimo. Prendete il succo del limone, poi due gialli d’uovo, mescolate tutto questo, e movete, sbattete il tutto per alcuni minuti, poi, sbattete i due bianchi d’uovo quanto potete: en neige, dice essa, come la neve – cacciate anche questi nel gran miscuglio – tornate a movere. Ungete una tourtière, cioè un testo da torte, con butirro fresco, coprite il fondo della tourtière con pasta sfogliata, ponete il miscuglio sul testo, su questo strato di pasta sfogliata, spargete sopra dello zucchero fino, e fate cuocere il tutto al forno. Avete inteso? Dio lo sa. Mi direte poi i risultati: intanto ridete&#8221;.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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