<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; strada del formaggio</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/strada-del-formaggio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Sep 2026 13:53:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Cheese marketing. Il caso Bregenz</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 09:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[bergkase]]></category>
		<category><![CDATA[bregenz]]></category>
		<category><![CDATA[cheese marketing]]></category>
		<category><![CDATA[colazione del contadino]]></category>
		<category><![CDATA[foraggio concentrato]]></category>
		<category><![CDATA[insilati]]></category>
		<category><![CDATA[malghe]]></category>
		<category><![CDATA[strada dei formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[strada del formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[transumanza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=20949</guid>
		<description><![CDATA[<p>Cheese marketing, il caso Bregenz. A proposito del caso-studio Bregenz, in Austria occidentale (Vorarlberg), va premesso che priorità del marketing locale è stata la promozione dei prodotti caseari e dell’agricoltura alpina tradizionale, anzitutto nei suoi nessi con le antiche tradizioni e gli antichi ricettari. Questo cuscinetto paradisiaco (in incremento demografico) fra l&#8217;Austria, la Svizzera e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/">Cheese marketing. Il caso Bregenz</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/DSCN5947.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20950" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/DSCN5947-300x225.jpg" alt="DSCN5947" width="300" height="225" /></a>Cheese marketing, il caso Bregenz.<br />
A proposito del caso-studio <strong>Bregenz</strong>, in Austria occidentale (Vorarlberg), va premesso che priorità del marketing locale è stata la promozione dei prodotti caseari e dell’agricoltura alpina tradizionale, anzitutto nei suoi nessi con le antiche tradizioni e gli antichi ricettari.<br />
Questo cuscinetto paradisiaco (in incremento demografico) fra l&#8217;Austria, la Svizzera e la Germania è un paesaggio dolce, 500 kmq di boschi e pascoli racchiusi tra il Lago di Costanza (il Bodensee, paradiso dei bikers) e una corona di monti superiori ai 2000 m, tra cui il Diedamskopf e il massiccio di Kanisfluh. Ovunque nelle fattorie spicca il cartello <strong>Milk, Käse, Butter</strong>.<br />
Da metà settembre a metà ottobre il Bregenzerwald festeggia l’autunno dei formaggi, col ritorno a valle del bestiame che nei mesi caldi ha via via respirato in alpeggio, e il mercato. Soprattutto si è creata &#8211; anni fa, 1996&#8230; &#8211; una <strong>Käsestrasse</strong>, aggregazione presentata come “asset differenziante” (coinvolgimento di hotel e ristoranti, caseifici, fattorie, organizzazioni turistiche, baite in quota, latterie…) perché coerentemente recupera antiche filiere socioeconomiche, nonché itinerario percorribile a piedi.<br />
In dettaglio, il Bergkäse nasce da latte crudo bovino intero o parzialmente scremato, che munto la sera viene tradizionalmente serbato in larghi, e bellissimi fusti di legno (Holzgepsen) a temperatura ambiente tutta la notte, ciò che conserva inalterata la caratteristica microflora. Talora la panna viene separata al mattino ed entra nella produzione di burro. Se il casaro preferisce viceversa non separarla, il formaggio grasso si chiamerà Vollfettkäse (Austria) o Vollrahmkäse (Svizzera). Ciò rievoca il passato poiché, ove non si possa raffreddare la panna e il burro, la conservazione &#8211; oggi agevole &#8211; risulta difficile e a volte di fatto impossibile. Al mattino il latte della sera precedente, eventualmente scremato, e l’intero appena munto vengono scaldati in catini fin quando non giungano ai 32°C, poi s’addiziona caglio animale (dallo stomaco di vitelli). Il latte si mantiene a questa temperatura finché non si addensa. Poi il formaggio viene frantumato classicamente con una lira, in grumi delle dimensioni di un pisello. L’attività di frantumazione prosegue a 50-55°C. Ottenuta l’idonea consistenza il formaggio viene pressato onde acquisisca la forma tonda a ruota e lavato con salamoia, poi posto a stagionare 2 anni. Per tradizione le vacche sono nutrite soltanto con foraggio fresco o fieno, mangimi sani, mai con insilati (alimenti fermentati), e gli allevatori vengono sollecitati a somministrare meno foraggi concentrati possibile (i concentrati contengono poche fibre e fanno iper-ingrassare gli animali). Gli aspetti prioritari di questa tradizione casearia sono: 1) il latte si conserva a temperatura ambiente in contenitori di legno tutta la notte, la vitalità viene preservata influenzando positivamente la successiva stagionatura 2) le colture batteriche di produzione vengono costantemente riprodotte e utilizzate, per non aggiungerne di laboratorio 3) viene utilizzato solo caglio di vitelli degli allevatori stessi 4) il formaggio in stagionatura viene regolarmente lavato in salamoia.<br />
Senza alcun dubbio è considerato dalla popolazione locale un simbolo di identità e appartenenza (la produzione richiede manodopera altamente qualificata). Questa sapienza antica in parte viene via via trasmessa oralmente, &#8220;on field&#8221; vien proprio da dire, di fatto con modalità informali.<br />
Per tutelarla e migliorarla con sfumature locali ed individuali, è doveroso promuovere la produzione presso le fattorie, gli “<strong>Vorsäße</strong>” (modello economico tipico sulle malghe del Bregenzerwald e della valle Walser, è un casolare in mezzo a un prato gestito secondo criteri di nomadismo pastorale) e nelle Alpi in genere. L’esportazione in tutta la regione avviene fin dalla Romanità (la città, d&#8217;origine celtica, ebbe nome Brigantium prima di cadere sotto gli assalti alemannici).<br />
Il mercato di <strong>Schwarzenberg</strong>, risalente al 1594, si è sviluppato nel corso di secoli in un evento a cadenza annuale, assai sentito socialmente. Cade intorno al 16 settembre, da 400 anni in contemporanea alla transumanza del bestiame da malghe a valli. Lì si compete &#8211; pastori e produttori &#8211; per il miglior formaggio, la qualità aromatica è di solito impagabile.<br />
Quanto al <strong>marketing</strong> odierno (il progetto è in continuo divenire e i miei studenti debbono costantemente &#8220;aggiornarne&#8221; l&#8217;analisi!), si sono organizzate regolari settimane gastronomiche nei ristoranti, nonché degustazioni… Presso ristoranti e strutture ricettive si sono allestiti anche punti vendita standard (boutique) delle tipicità. E’ stata servita la “colazione del contadino”, quasi un marchio di fabbrica. Sono stati erogati seminari formativi congiunti tra imprese turistiche e produttori alimentari, per favorire la comprensione reciproca delle esigenze delle imprese e dei rispettivi clienti. I corsi hanno spaziato dal marketing operativo alle capacità manageriali, così come alla culinaria a base di formaggi di montagna, per “sorprendere” l’ospite. Un gruppo di lavoro ha sviluppato spunti per i menu e per la programmazione degli acquisti. I criteri di qualità hanno fra l’altro incluso: a)un minimo di 5 portate a base di formaggio, siano esse ad esempio zuppe, tagliolini, flan, tegami di patate, b)lo sviluppo di menu speciali, c)la citazione dei produttori nel menu, d)la partecipazione a moduli di formazione su misura sia per cuochi, sia per camerieri&#8230; Attenzione particolare è stata infine riservata alla qualità e sostenibilità dell’esperienza del turista presso i caseifici, intesi complessivamente come front line: le reception, le aree vendita, la segnaletica interna, il materiale informativo, tutto ha concorso ad un setting specifico…<br />
Oltre la metà della superficie agricola del Bregenzerwald è oggi riservata al ciclo del latte, e il Land annovera 400 aziende certificate “<strong>bio</strong>” (è inoltre vietato, ovviamente, coltivare OGM).<br />
Latte ed erbe di malga, infine, sono entrati nella composizione di apprezzati cosmetici ecc.<br />
Esperienze casearie analoghe – che qui per ovvie ragioni di sintesi non trovano spazio &#8211; hanno riguardato i <strong>Paesi Catari</strong> (Languedoc-Roussillon), la <strong>Savoia</strong> dei piccoli mirabili villaggi e dei prodotti AOC, <strong>Rochefort</strong> nel Belgio Vallone (Namur) celebre anche per le birre, il <strong>Lucomagno</strong> in Canton Ticino… In Italia si sono via via mosse alcune territorialità soprattutto nel Nord-est trentino, bellunese&#8230;<br />
Anche il Lucomagno succitato ha realizzato una &#8220;strada dei formaggi&#8221;. Le solenni foreste hanno lasciato spazio &#8211; già attorno all&#8217;anno Mille &#8211; a pascoli, in un paesaggio da cartolina. Tra tetti in piode, fontane in granito, carrozzoni mobili per la mungitura e caseifici (talora con spazi di vendita), dalla cima del Passo del Lucomagno l&#8217;escursione &#8211; di alcuni chilometri &#8211; è rigenerante, non faticosa, e tocca anche la cembreta di Selvasecca, il più grande bosco di pino cembro a sud delle Alpi.<br />
L&#8217;offerta di turismo esperienziale, dunque, consiste soprattutto nel prevenire le tendenze.<em><br />
Umberto Curti</em></p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/">Cheese marketing. Il caso Bregenz</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 14:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[bregenz]]></category>
		<category><![CDATA[coopetition]]></category>
		<category><![CDATA[formaggette di stella]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ifts]]></category>
		<category><![CDATA[mendatica]]></category>
		<category><![CDATA[strada del formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[strade di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[tome di pecora brigasca]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[val di vara]]></category>
		<category><![CDATA[val gargassa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=20471</guid>
		<description><![CDATA[<p>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio! Jasmine Capponi (corso IFTS gratuito co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) vive a Sanremo, è una neo-accompagnatrice turistica, laureata in Mediazione Interlinguistica. Parla 5 lingue, grazie alle quali ha potuto maturare esperienze lavorative ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/">Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/024.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20472" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/024-300x225.jpg" alt="024" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</p>
<p><strong>Jasmine Capponi</strong> (corso IFTS gratuito co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) vive a Sanremo, è una neo-accompagnatrice turistica, laureata in Mediazione Interlinguistica. Parla 5 lingue, grazie alle quali ha potuto maturare esperienze lavorative nel settore nautico: prima come Operations Manager a Monaco, e successivamente come social media manager della Marina di Alassio. Attualmente sta frequentando il corso IFTS per approfondire le competenze in ambito turistico. Instancabile curiosa, e convinta che nella vita non si smetta mai di imparare, vede in questa professione un connubio perfetto per lavorare e continuare ad imparare: d&#8217;altronde, che cosa più dell’esperienza sul campo rende un accompagnatore turistico tale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<strong>Al contadino non far sapere quant’è buono il cacio con le pere!</strong>” Quanto ho sentito pronunciare questa frase dai miei nonni, ogni volta che c’era del formaggio a tavola!</p>
<p>Grazie a Umberto Curti, docente del corso IFTS, ho avuto la possibilità di analizzare il percorso strategico di marketing che ha dato origine alla Strada del formaggio nel Bregenzerwald, in Austria. Immaginatevi una regione montana, verdissimi pascoli profumati alternati a folti boschi, un luogo dove vivono più mucche che persone, la vita dei malgari, i caseifici e il formaggio di montagna, che è alimentazione vitale, tradizione e arte per la popolazione locale. Questo paesaggio pian piano scompare con l’arrivo dell’epoca moderna…, le fabbriche prendono il posto dell’artigianato e la tradizione sembra essere superata: i giovani contadini vedono nella fabbrica un lavoro imperdibile e un’occasione per abbandonare la faticosa vita di montagna. E ancora, la riforma agricola austriaca, con il conseguente abbandono di numerose malghe, perché sì, i contadini, con l’abolizione del sistema feudatario erano finalmente liberi, ma non avevano disponibilità economiche per acquistare le terre! In questo clima di cambiamenti tecnologici, sociali ed economici, le cooperative casearie producevano molto più formaggio, ma c’erano molti meno malgari e così i pascoli persero attrattiva, paesaggistica e reddituale. E, infine, la crisi del settore tessile, da quel momento la regione del Vorarlberg si è dovuta <strong>reinventare</strong>: nasce così, la Strada del formaggio, non una strada in senso convenzionale, bensì un consorzio di allevatori delle malghe, di ristoratori, di commercianti, di artigiani e caseifici.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/12bluvalgargassa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20473" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/12bluvalgargassa-300x225.jpg" alt="12bluvalgargassa" width="300" height="225" /></a>Tutti coloro che fanno economia sulla trasformazione del latte – più di 170 membri &#8211; collaborano per salvaguardare l’agricoltura, per conservare <strong>le malghe</strong>, i caseifici, il paesaggio, per dare valore aggiunto alla regione e per promuovere l’offerta turistica. La Strada del formaggio è un modo per le persone di esplorare il territorio attraverso i prodotti tipici locali, di mangiare e bere biodiversità, di scoprire l’arte e l’architettura – si pensi alle particolarissime costruzioni in legno tipiche della foresta di Bregenz.</p>
<p>Così il Bregenzerwald diventa luogo tradizionale e allo stesso tempo aperto al mondo, proprio come le persone che ci vivono. I casari e i contadini, prendendo ispirazione dagli artigiani della regione, vedono la produzione del cibo non più come una necessità, ma come un mestiere, diventando veri e propri artisti del formaggio. Alla produzione alimentare viene affiancata la produzione di prodotti cosmetici a base di latte o erbe degli alpeggi, alla vendita dei prodotti caseari vengono affiancate degustazioni di formaggio, e laboratori culinari che danno la possibilità agli ospiti di &#8220;avventurarsi&#8221; nella produzione del formaggio. Nascono le visite guidate ai caseifici, alle colorate fattorie, al mercato del bestiame, obbligatoria diventa la tappa in un ristorante o in una locanda specializzata in formaggi. Turismo esperienziale, insomma.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/cheese6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20474" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/cheese6-300x225.jpg" alt="cheese6" width="300" height="225" /></a>Ma quale è il segreto di questo grande successo? Sicuramente i membri della Strada del formaggio avevano ben chiaro il proverbio “l’unione fa la forza” e grazie alla <em><strong>coopetizione</strong></em> si sono supportati a vicenda, creando un marchio a forte valenza turistica. Gli hotel, i ristoranti, le attività sportive all’aperto, gli impianti di risalita, mostrano tutti il cartello KäseStrasse – Strada del formaggio – diventando portatori della filosofia del formaggio. La Strada del formaggio vanta una produzione e commercializzazione di oltre 30 pregiate varietà, 10 ristoranti con Hauben (punteggio assegnato dalla guida Gault Millau), il prezzo del latte è ai massimi livelli europei e questi sono solo alcuni degli svariati risultati raggiunti&#8230; Esiste anche una Guest card Bregenzewald, particolarmente vantaggiosa, include viaggi gratuiti e, per chi soggiorna almeno tre notti nel Bregenzewald, è inclusa nel prezzo dell’alloggio! Loro sì che hanno da insegnare qualcosa, basta dare un’occhiata al sito ufficiale (<a href="https://www.bregenzerwald.at/" target="_blank">link</a>)  per comprendere cosa significhi realmente fare <strong>marketing</strong>…</p>
<p>Io sono di Sanremo, e lavorando su questo interessante caso-studio, che potrebbe ispirare molte <strong>produzioni liguri (Val di Vara, Val Gargassa, Stella, Mendatica, tome di pecore brigasche&#8230;)</strong>, mi è venuta un’ulteriore idea…, la &#8220;Strada dei Fiori”…chissà perché!?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/">Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
