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	<title>Ligucibario &#187; sandro oddo</title>
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		<title>Pagnotta del venerdì santo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 10:59:54 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La pagnotta del venerdì santo a Triora (IM) è un pane per così dire &#8220;a due teste&#8221;, aromatizzato coi semi del finocchio selvatico, e connotato da una M (Misericordia) incisa nell’impasto e da un’immagine della Madonna “timbrata” mediante uno stampino.<br />
Nella mattinata del venerdì questo bel pane speciale viene benedetto dal parroco, e poi tradizionalmente distribuito ai valligiani dalla venerabile Confraternita della buona morte.<br />
Triora, una delle mie grandi passioni: la cucina bianca delle malghe, l&#8217;Alta via dei monti liguri, Realdo e Verdeggia aggrappate alla montagna, i volumi di Sandro Oddo, le erbe di Antonietta Chetta, le tome d&#8217;alpeggio, i funghi, la capra stufata col Rossese di Dolceacqua…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Triora, profumo di piante ed erbe curative</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 13:20:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25592" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSCN2095.jpg"><img class="size-medium wp-image-25592" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSCN2095-300x250.jpg" alt="zafferano di triora (im)" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">zafferano di triora (im)</p></div>
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<h2>Triora, profumo di piante ed erbe curative</h2>
<p>Curiosavo (più che altro facevo un po’ d’ordine…) nella mia biblioteca-archivio, ricuperandone anche ricettari genovesi/liguri &#8211; forse meno noti dei tanti altri di cui parlo e si parla continuamente &#8211; come quello di Marisa Avigdor del 1969 (ed. Bietti), o quello di Italia Adami del 1977 (ed. Del Riccio), con le deliziose copertine d’epoca su cui campeggiano selvaggine e ricche fritture…</p>
<p>Ho estratto anche miei appunti, relativi ad <strong>un viaggio a Triora con doverosa visita al panificio Asplanato, nonché alle coltivazioni di zafferano reintrodotte nel 2014, e relativi anche alla figura di Antonietta Chetta</strong>, cui Erica Balduzzi già aveva dedicato un racconto e che in questi giorni, grazie ad una preziosa trasmissione di Raitre (“Le ragazze”, condotta da Francesca Fialdini), ha meritato un po’ di quell’attenzione che merita. Ovviamente, mi sono gustato la puntata con particolare piacere.</p>
<h2>Antonietta Chetta, la &#8220;fata&#8221; delle erbe medicinali</h2>
<p>Antonietta appartiene infatti a quei “ponentini” cui il territorio ligure deve tanto: penso all’onegliese <strong>Lucetto Ramella</strong>, all’archeologo <strong>Nino Lamboglia</strong>, a <strong>Libereso Guglielmi</strong> che fu giardiniere a casa Calvino, al triorese <strong>Sandro Oddo</strong>, infaticabile divulgatore, a <strong>Luigino Maccario</strong> dei “Ventemigliusi”…, menti libere e fertili che, in modo diverso, hanno saputo svelare e custodire un sapere talvolta ancestrale, mescolando in modo sagace storia, tradizioni, ricette, rimedi popolari… Via via Ligucibario® ha reso omaggio a tutti costoro.</p>
<p>Antonietta, nata in Salento nel 1928, oggi cittadina onoraria di Triora, ha raccontato con grazia e pathos la propria biografia, che traversa quasi un secolo. Giunta bambina in Liguria, figlia di contadini fittavoli che lavoravano la terra a piedi nudi (la povertà costringeva a sacrifici oggi quasi impensabili), <strong>grazie al padre si appassionò alle piante e alle erbe medicinali</strong>, via via accumulando conoscenze che la misero in grado di utilizzarle come “farmaci”, il sambuco per le vie respiratorie, il biancospino per l’apparato cardiaco, la salvia per la digestione, il capelvenere (prediletto da Antonietta) e cento altri… Alleati della salute che la natura – malgrado la nostra crescente insipienza e trascuratezza – continua a metterci a disposizione con prodigalità.</p>
<p>La lunga, toccante intervista, abbracciava anche i momenti tristi della vita di Antonietta, il fratello maggiore morto durante la tragica campagna di Russia, e altri inevitabili travagli di un percorso esistenziale difficile, appartato lassù in valle Argentina, ma sempre felice e generoso. Non una strega da inquisire, dunque, ma una fata benevola da ascoltare, e di cui perpetuare le conoscenze erboristiche e i valori umani.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Nuove voci sull&#8217;alfabeto del gusto di Ligucibario</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 12:49:29 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21730" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-castello-varese-ligure.jpg"><img class="size-medium wp-image-21730" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-castello-varese-ligure-300x225.jpg" alt="il castello di varese ligure (SP)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il castello di varese ligure (SP)</p></div>
<p>Amici lettori, 10 nuove &#8220;voci&#8221; arricchiscono da qualche giorno l&#8217;<em>alfabeto del gusto</em> di Ligucibario®.</p>
<p>Si tratta di <strong>Sandro Oddo, Sandro Lagomarsini, Valter Longo, Gino Veronelli, Paolo Monelli, Mario Soldati, Fiorenzo Toso, Maurizio Caranza, Annibale Salsa e Lucetto Ramella</strong>. Storici, parroci, biogerontologi, enogastronomi, giornalisti, dialettologi, sindaci&#8230;, ciascuno evidentemente con un &#8220;legame&#8221; diretto o indiretto verso la Liguria. Personalità cui dobbiamo tanto. Vi invito dunque ad approfondire la loro conoscenza, qui in questi sintetici profili, e soprattutto tramite gli scritti ed altri significativi &#8220;contenuti&#8221; (docufilm, dizionari, progetti&#8230;) che ci hanno lasciato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sandro Oddo</span></p>
<p>triorese, ha speso l’intera vita a descrivere il proprio territorio, le usanze culturali, le tradizioni gastronomiche di un Ponente – di fatto &#8211; già pienamente malgaro. Fecondo saggista, Sandro Oddo ha “percorso” – come si suol dire &#8211; storia e microstorie, tra stregoneria, cartoline dei tempi andati, escursioni in quota, ricette di quella cucina bianca che univa (unisce) sobrietà e genio…, raccontandocele con un’acribia ed una passione che ci rendono inevitabilmente, e da tempo, suoi debitori. Ligucibario®, non a caso, lo menziona ripetutamente, fra sugeli e bugaeli.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sandro Lagomarsini</span></p>
<p>parroco dal 1965 di Càssego (Varese Ligure, SP), sorta di “Don Milani” d’Appennino, Sandro Lagomarsini ci ha consegnato via via anche saggistica importante, e militante, fra cui “Coltivare e custodire” edito da Libreria Editrice Fiorentina. Nel suo cammino religioso, echi del Padre Brown di Chesterton e di Thomas Merton, monaco francese, trappista e pacifista (1915-1968). Un prete-formatore sempre a contatto con gli “ultimi”, ed in frizzante conflitto con tante convinzioni e luoghi comuni del nostro tempo. Insieme a Maurizio Caranza, il sindaco del biologico (si veda qui la relative voce), è stato fra coloro che più seppero “convertire” la montagna in luogo di opportunità e di accoglienza.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Valter Longo</span></p>
<p>celebre biogerontologo genovese, classe 1967, d’origine calabrese (Molochio in Aspromonte), attivo negli Stati Uniti ma di fama ormai internazionale. Valter Longo ha perfezionato ricerche via via approdate ad una “dieta della longevità”, con echi di Ancel Keys e piatti sani – basati sulla tradizione italiana, ergo “quinoa free”… &#8211; in grado di fronteggiare l’invecchiamento e alcuni fattori di rischio tumorale. Per la Liguria, ad esempio, cipolle sbollentate in acqua salata e servite con un pesto di noci (una delle poche fonti vegetali ricche di acidi grassi omega-3), aglio, succo di limone e prezzemolo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Luigi Veronelli</span></p>
<p>celeberrimo enogastronomo italiano (la madre era di Finalborgo), si può dire che Luigi Veronelli abbia pienamente consacrato la letteratura del cibo e del vino. Figura carismatica e mediatica, ebbe spiccate doti di comunicazione, che gli valsero anche le prime trasmissioni televisive (canali RAI) sull’arte culinaria, condotte insieme a vip dell’epoca quali la soubrette Delia Scala, gli attori Umberto Orsini, Ave Ninchi… Al centro via via di un ampio e qualificato network professionale, Veronelli lanciò anche sul mercato editoriale numerose guide al mangiare e al bere bene, il suo stile inconfondibile – simile a Gianni Brera e ricco di neologismi – dava del tu al lettore, accompagnandolo lungo un’Italia ricca tanto di trattorie quanto di ristoranti d’alta gamma, e avvicinandolo ai prodotti, alle cantine, ai caseifici…che il mondo intero ci “invidia”. La casa editrice cessò nel 2010. In tarda età, Veronelli guardò con piacere ai movimenti antagonisti che operano una critica alla globalizzazione alimentare e ai ricarichi eccessivi lungo la filiera, schierandosi a favore dei piccoli contadini e delle realtà marginalizzate da una concorrenza sempre più soverchiante.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Paolo Monelli</span></p>
<p>dobbiamo curiosamente a questo giornalista e scrittore emiliano la definizione di “Via dell’amore” per quel fragile ma incantato tratto che corre da Riomaggiore a Manarola, nelle Cinque Terre… Paolo Monelli infatti vide questa scritta su un capannone degli attrezzi lungo la massicciata ferroviaria… Intellettuale a tutto tondo, inviato di prestigiose testate, fra le due guerre mondiali viaggiò instancabilmente. Nel 1935 (ispirandosi anche ad una guida di Hans Barth del 1910) uscì “Il ghiottone errante”, con illustrazioni di Giuseppe Novello, in cui i due sono protagonisti di un originale gusto-tour lungo la Penisola. Nel secondo dopoguerra continuò a scrivere fecondamente, con grande successo, e nel 1963 “sovrappose” al ghiottone errante “O.P. Optimus Potor”, sempre redatto in collaborazione con Novello. Monelli era infatti un innamorato dell’enogastronomia, e va inscritto – con Veronelli, con Soldati… &#8211; in quella schiera di fuoriclasse cui la food literacy nazionale deve tanto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Mario Soldati</span></p>
<p>Mario Soldati nacque – fra due secoli, vien da dire &#8211; a Torino nel 1906, tutta la vita portò con sé un accento inconfondibile. In gioventù vantò ottime frequentazioni, da Felice Casorati a Piero Gobetti, ciò che si “rifletté” nei suoi libri, nelle sue storie &#8211; sin dagli anni Venti &#8211; lievi e creative ed ironiche, intrise di tenerezza e talora di thrill e mistero, come s’addice a chi, buon torinese, guardi con curiosità il mondo che gli sta intorno, un mondo, per propria natura, ora grottesco ora magico&#8230; Viaggiatore instancabile, ed intellettuale a tutto campo, fu anche regista cinematografico e reporter televisivo, memorabile il ciclo di puntate che – sotto il nome di <em>Viaggio nella valle del Po</em> – svelò una nazione ancora (ma nel senso buono degli aggettivi) provinciale, agricola e… très gourmand, basti il richiamo cui Soldati cedette a quell’anguilla e quella salama da sugo che fanno la gloria della provincia e del delta ferrarese.</p>
<p>A proposito di Liguria, memorabili alcune sue soste alla trattoria “Toro” di Sampierdarena, purtroppo non più esistente. E sull’Ormeasco (il dolcetto di montagna) Mario Soldati scrisse in <em>Vino al vino</em> (1969-1981), un volume che per alcune parti andrebbe adottato nelle scuole che s’occupano di turismo e d’alberghiero: “<em>Pornassio, il più spettacoloso e originale paesaggio viticolo che abbia mai visto in vita mia. Immaginate un vastissimo arazzo, spesso e folto, arricciato e frastagliato, tutto sulle tinte fondamentali di un rosso acceso e violentissimo, con infinite sfumature che vanno dal marrone al violetto, dal cremisi allo scarlatto, dal fragola al rosa al giallo, con spruzzi di verde. Ma l’arazzo, oltre che denso di colori, appare fermamente costruito, secondo disegni visibilissimi, organici, funzionali: circoli, volute, serpentine parallele, che hanno lo scopo di sfruttare al massimo le concavità e le convessità, gli avvallamenti e i pronunciamenti del terreno, in rapporto all’arco che percorre il sole dall’alba al tramonto. Ne risulta una scenografia fantastica, liberamente geometrica, ma anche massiccia, di una strana violenza pittorica. Se si pensa alle vaste e blande circonvoluzioni sui colli veneti, toscani e piemontesi, la conca di Pornassio suggerisce qualcosa di più vigoroso e più vivo, qualcosa di ultimo e di eroico. L’amore degli uomini per la vigna, in tutto il mondo, non può fare di più</em>”.</p>
<p>Queste righe rivelatrici, questa “Stimmung”, questa disposizione d’animo che l’accompagnò lungo tutta la sua esistenza, non furono forse estranee nemmeno alla scelta di trascorrere lunghi periodi nella lericina Tellaro (a pochi km da Spezia), borgo fortificato con chiesina ed uliveti, gheriglio di carruggi di pescatori, a picco sulle risacche, dove dalle cucine spira sempre un odore inebriante di acciughe, di polpo lesso con patate e olive, e di focacce dolci, immancabili a Natale. Mario Soldati lo definì, quel paesino, “<em>un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde</em>”, beandosi di quell’atmosfera calma e luminosa che induce a meditare, a ricordarsi di se stessi, della nostra vita che scorre fra le altrui, magari davanti ad un bicchiere prezioso di Sciacchetrà.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fiorenzo Toso</span></p>
<p>linguista e dialettologo di lungo corso, si concentrò su tematiche sovente “neglette” dai colleghi, fra cui l’area linguistica ligure e l’antico genovese. La professione lo impegnò fra il Genovesato e Sassari, sponde di un medesimo bacino acqueo. Fiorenzo Toso si appassionò in primis ai contatti fra popoli mediterranei, approfondì il tabarchino (il che gli valse la cittadinanza onoraria di Carloforte e Calasetta in Sardegna), indagò le migrazioni liguri anche in Sudamerica. Curò mostre bibliografiche e documentarie e compilò un “Piccolo dizionario etimologico ligure” che è una gustosa miniera d’informazioni sia filologiche sia storico-letterarie. Una prematura perdita, per un fulminante cancro al cervello, ha certamente privato la linguistica europea di uno dei suoi più originali talenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Maurizio Caranza</span></p>
<p>Maurizio Caranza fu a lungo sindaco di Varese Ligure (1990-2004), luogo di cui molto ho scritto, contribuendo anche alla realizzazione nel <em>2015 del Festival nazionale del biologico</em>. Si deve anzitutto ad alcune sue intuizioni e decisioni quella svolta “bio” che permise al territorio di ottenere significative certificazioni di qualità ambientale, e di intraprendere un percorso davvero e convintamente green, dalle positive ricadute sociali ed economiche (allevamento, agricoltura, tutela valorizzante delle tradizioni…). Maurizio Caranza è scomparso appena 66enne nel 2007, nel letto di casa. Era uso dire, simpaticamente: “Sono stato fortunato perché da quando abbiamo ottenuto i primi risultati, tutti hanno cominciato a cercarmi per fare da cavia, dalla Regione al ministero dell’Ambiente. Abbiamo sperimentato il biologico, varie raccolte differenziate di rifiuti, il risparmio energetico, la produzione di energia da fonti rinnovabili”.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Annibale Salsa</span></p>
<p>nativo di Lavagnola (SV), antropologo, esperto di socioeconomie montane, già presidente del CAI, ha fra l’altro insegnato all’Università di Genova. Annibale Salsa ha scritto volumi memorabili, tra cui il recente <em>Un’estate in alpeggio</em>, legato alla transumanza ed ai suoi riti in qualche modo ancestrali (per la Liguria si pensi ad esempio a Mendatica e alla val d’Aveto…, volume nel quale si auspica un equilibrio fra natura e cultura ben diverso dall’attuale, che sta causando – tra spaesamento e disagio &#8211; il progressivo, completo tramonto delle identità tradizionali. Collabora attivamente anche a docufilm di “sensibilizzazione”.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Lucetto Ramella</span></p>
<p>“cantore” di Oneglia, della sua storia, delle sue olive, del parlato locale, del folklore, è mancato quasi centenario nel 2014. Lucetto Ramella ci ha lasciato una mirabile saggistica (quasi tutta edita da Dominici), dove approfondire, fra l’altro, anche le principali tradizioni gastronomiche imperiesi. Ligucibario®, non a caso, lo menziona ripetutamente. Ecco un suo classico storytelling: “ll giorno di San Giovanni. La mattinata festosa, le funzioni, le passeggiate sul molo, l’assalto alle trattorie del mezzodì. Ricordo la gente della Vallata col vestito delle feste odorante di spigo e la mandigliata portata dalle donne riversarsi ai giardini verso la Bocchetta. L’uovo sodo con la presina di sale, i pezzi di coniglio ravvolti nel rosmarino, la bottiglia di nostrano, la tovaglia candida, il buon pane casereccio da tagliare a larghe fette col coltello affilato…”</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Oddo, Sandro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 15:06:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Triorese, ha speso l’intera vita a descrivere il proprio territorio, le usanze culturali, le tradizioni gastronomiche di un Ponente – di fatto &#8211; già pienamente malgaro. Fecondo saggista, Sandro Oddo ha “percorso” – come si suol dire &#8211; storia e microstorie, tra stregoneria, cartoline dei tempi andati, escursioni in quota, ricette di quella cucina bianca ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sandro-oddo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Triorese, ha speso l’intera vita a descrivere il proprio territorio, le usanze culturali, le tradizioni gastronomiche di un Ponente – di fatto &#8211; già pienamente <em>malgaro</em>. Fecondo saggista, Sandro Oddo ha “percorso” – come si suol dire &#8211; storia e microstorie, tra stregoneria, cartoline dei tempi andati, escursioni in quota, ricette di quella cucina bianca &#8211; approfondimenti <a title="umberto curti cucina bianca malgara" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bianca-cucina-malgara/" target="_blank">a questo link</a> &#8211; che univa (e unisce) sobrietà e genio…, raccontandocele con un’acribia ed una passione che ci rendono inevitabilmente, e da tempo, suoi debitori. <strong>Ligucibario®</strong>, non a caso, lo menziona ripetutamente, fra <em>sugeli</em> e <em>bugaeli</em>.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Torta con il buco</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 16:13:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A Molini di Triora (IM), in valle Argentina, è una torta rustica, salata, con verze, tuma… Vedi sempre, anzitutto, i lavori del triorese Sandro Oddo. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-con-il-buco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A Molini di Triora (IM), in valle Argentina, è una torta rustica, salata, con verze, tuma… Vedi sempre, anzitutto, i lavori del triorese Sandro Oddo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Patata in ta’ foglia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 18:18:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Patata in ta&#8217; foglia, attenzione la foglia è la teglia, un tempo entrava nei forni a legna. Dobbiamo la ricetta alle montagne dell’Imperiese, Piaggia, Briga Alta, il Monte Saccarello. E’ uno sformato da Alpi Marittime, per scaldarsi, di patate, latte e porri, da cucina pienamente malgara, anch’esso “catalogato” nel volume dello studioso triorese Sandro Oddo. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/patata-in-ta-foglia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Patata in ta&#8217; foglia, attenzione la foglia è la teglia, un tempo entrava nei forni a legna. Dobbiamo la ricetta alle montagne dell’Imperiese, Piaggia, Briga Alta, il Monte Saccarello. E’ uno sformato da Alpi Marittime, per scaldarsi, di patate, latte e porri, da cucina pienamente malgara, anch’esso “catalogato” nel volume dello studioso triorese Sandro Oddo. Lo cucinano anche i francesi, i cultori della béchamel, io ne ricordo uno dalle parti di Chambéry&#8230; Ligucibario® gli abbina un Vermentino della DOC rivierasca, più che un rosso&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Bugaelli</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 18:18:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sono grumetti di pasta, tipici nell&#8217;area malgara della cucina bianca. Vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la voce minietti e, per approfondimenti, il volume del triorese (saggista instancabile e ammirevole) Sandro Oddo Sugeli e bugaéli. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bugaelli/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono grumetti di pasta, tipici nell&#8217;area malgara della cucina bianca. Vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la voce minietti e, per approfondimenti, il volume del triorese (saggista instancabile e ammirevole) Sandro Oddo <em>Sugeli e bugaéli.</em></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Streppa e caccia là</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 18:29:20 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Streppa e caccia là, straccia la pasta e butta in acqua a cuocere, a Mendatica (IM), area di cucina bianca malgara, è una variante dei sugeli (sigilli, più simili a corzetti-orecchiette), si ottiene con l’impasto una sorta di pizzoccheri – senza uova &#8211; , &#8220;vicini&#8221; agli sciancui (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), da bollirsi al dente con foglie di cavolo, rape e patate, che si condisce poi caldo col brusso, siero-ricotta di pecora &#8211; o talora capra &#8211; fermentata e salata (ma anche con funghi, noci, porri e panna…). Si fa anche con farina integrale, il piatto dipendeva dalla geniale frugalità delle massaie contadine. Su questi temi leggi i curatissimi volumetti di Sandro Oddo, triorese&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Malgara (cucina)</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2012 15:47:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La cucina bianca (malgara) è cucina montana, ed affascinante, che “lega” alcuni Comuni del ponente ligure, cuneesi e &#8220;occitani&#8221;, prevedendo un forte impiego di farinacei, latticini, patate, porri, aglio, rape, pasta senza uova e condita senza pomodori. L’olio, pressoché assente, era infatti un “medicamento” prezioso, da assaggiarsi con parsimonia, intingendo a malapena un rametto nell’oliera. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bianca-cucina-malgara/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bianca-cucina-malgara/">Malgara (cucina)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La cucina bianca (malgara) è cucina montana, ed affascinante, che “lega” alcuni Comuni del ponente ligure, cuneesi e &#8220;occitani&#8221;, prevedendo un forte impiego di farinacei, latticini, patate, porri, aglio, rape, pasta senza uova e condita senza pomodori. L’olio, pressoché assente, era infatti un “medicamento” prezioso, da assaggiarsi con parsimonia, intingendo a malapena un rametto nell’oliera.</p>
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<p>Tipicamente occitani i gnocchetti croset (cuneese, alto Stura), orecchiette di pasta fresca all’uovo simili ai corzetti, che si condiscono con la bagna grigia – formaggio, panna, cipolla, pepe &#8211; o con una specie di bagna caoda. La <strong>cucina bianca</strong>, connessa alle stagioni della transumanza * , si “contrapponeva” alla verde, cucina di olio, verdure, torte salate, ravioli, fritti. Unica risorsa condivisa la farina (con gli altri derivati del grano, ad es. la crusca per il pane nero), di cui mettere da parte adeguate scorte. Puoi approfondire il tema grazie ai preziosi libriccini di Sandro Oddo (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce).<br />
Sei nell&#8217;area (una Liguria ben poco &#8220;balneare&#8221;) di Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Cosio d&#8217;Arroscia, Triora, paradisi di escursionisti e bikers<br />
* “au fricciu” era la consegna del bestiame ai pastori montani durante la stagione calda. “In sciuernu” l’opposto, per farlo svernare.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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