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	<title>Ligucibario &#187; patrimoni unesco</title>
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		<title>Con Ligucibario®, basilico e pesto on stage!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 12:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>Nell’àmbito delle mie docenze sull’offerta turistica presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14 a Genova, tel. 010 0983935, www.endofapliguria.it) , relative al corso – programma GOL – per operatori dell’accoglienza turistica, ho affrontato per così dire il tema della sensorialità, in quanto oggi centralissima nei prodotti cosiddetti esperienziali, che durante la sua permanenza “ingaggiano” l’ospite in attività sempre più relazionali, immersive, a stretto contatto con le comunità e i modi di vita locali…. Atmosfere e mood che tuttora rendiamo bene con l’espressione antica genius loci.</p>
<p>Io sono non da oggi tra coloro i quali affermano, malgrado i grotteschi mega-mortai galleggianti sul Tamigi, che la cucina ligure / genovese non è mai stata né mai sarà solo pesto, ma certamente questa salsa da mortaio è via via balzata al proscenio elevandosi a tradizione fra le più identitarie del nostro territorio, divenendo un marker ed un ambasciatore della genovesità. Ho quindi portato in aula – a persone che lavoreranno negli IAT, nelle reception, ecc. &#8211; due barattoli di pesto assai diversi tra loro: il primo un prodotto industriale, dal prezzo economico, che anche a causa di ingredienti “inopportuni” ha restituito sensazioni organolettiche eufemisticamente mediocri. Il secondo viceversa un prodotto fra i “top di gamma”, che nasce nelle serre di Genova Pra’ con basilico genovese DOP, e che quindi ha restituito veri piaceri olfattivi e gustativi (sono mancate solo le lasagne ed un Pigato…).</p>
<p>L’antropocene in cui ci tocca vivere (inquinamento, climate change, disparità socioeconomiche, costanti conflittualità politico-militari, agromafie, trash food…) impone di vigilare anche ed anzitutto su quel che mangiamo, ed è non a caso una battaglia che Ligucibario®, sito libero poiché senza alcuna pubblicità, porta avanti da molti anni. Le cultivar autoctone, le filiere brevi, i prodotti certificati…sono pertanto qualità che diventano buonessere, sono valori che andrebbero divulgati fin nelle scuole, ai giovanissimi consumatori di domani.</p>
<p>I muretti a secco, la dieta mediterranea, la cucina italiana sono via via assurti a patrimoni UNESCO, e la lettura di un recente saggio quale Petrillo-Montanari, “Tutti a tavola. Perché la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità” (editore Laterza, 2025), dimostra ancora una volta, ove ve ne fosse bisogno, che indagare la storia alimentare di un popolo è la via migliore per comprenderne la cultura. Siamo quel che mangiamo, come detto, poiché prima ancora siamo (stati) quel che alleviamo, peschiamo, coltiviamo, produciamo, importiamo ed esportiamo…</p>
<p>L’etnogastronomia, in tal senso, sovente posiziona il giacimento food&amp;wine al centro dell’offerta turistica locale, poiché cibo e vino sono a pieno titolo cultura, e sempre più tende ad orientarlo all’ospite in modalità coinvolgenti, interattive, dialogiche. La Liguria e Genova – a maggior ragione se sapranno perpetuare le autenticità e non indulgere in stravaganze &#8211; dispongono di un forziere di prodotti e ricette fra i più vari e stimolanti, e potranno quindi competere con successo in un mercato che tuttavia, anche a causa di web e social, è sempre più deregolamentato e “frenetico”.</p>
<p>Buon lavoro, Liguria, da Ventimiglia a Luni!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Turismo esperienziale ed accoglienza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:51:57 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29532" style="width: 221px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/copertina-libro-bianco.png"><img class="size-medium wp-image-29532" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/copertina-libro-bianco-211x300.png" alt="umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale</p></div>
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<p>Ho iniziato le docenze presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14 a Genova, telefono 010 0983935, www.endofapliguria.it) relativamente al corso &#8211; programma GOL &#8211; per operatori dell’accoglienza turistica. Le tematiche in gioco si rivelano oggi quanto mai centrali, poiché il significato del turismo si è evoluto ed esteso in così tante direzioni da richiedere figure professionali molto idonee quanto a soft e hard skills.</p>
<p>Da quando, una trentina d’anni or sono, personalmente iniziai ad operare nel settore, molteplici e rapidi sono stati i cambiamenti (le deregulation, il fenomeno last minute, internet, i viaggi low cost, i social media…). La Liguria, poi, a partire dal nuovo millennio si è connotata in particolare per l’esplosione dell’outdoor e per il progressivo posizionamento della città di Genova fra le mete culturali.</p>
<p>Gli operatori dell’accoglienza, in tal senso, risultano quindi un front line immediato, che necessita di competenze evolute, specifiche ma al tempo stesso “trasversali” per interfacciarsi alla domanda (e aggiornarsi lungo tutto l&#8217;arco della vita risulta ormai indispensabile). In Liguria la costa deve dialogare con l’entroterra, l’offerta deve destagionalizzarsi, e la conoscenza delle lingue e l’attitudine allo storytelling debbono sempre più imporsi come strumenti di promozione e valorizzazione anche a contatto con l’ospite.</p>
<p>Nel modulo corsuale di mia pertinenza, esplorerò particolarmente quel turismo esperienziale, ed enogastronomico, che afferisce nella nostra regione e nella nostra città con bisogni ed aspettative peculiari e definite: questa clientela è in cerca di un come, oltre che di un dove, e richiede alle destinazioni soggiorni immersivi, relazionali, ad alto tasso di genius loci. Sono tendenze che ho lungamente percorso già in un saggio del 2018 (<a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">a questo link</a>), che credo sia tuttora l&#8217;unico nel panorama della saggistica sull&#8217;incoming inerente la Liguria.</p>
<p>Questo turismo va pertanto gestito da un lato prevenendo quelle forme di overtourism che, una volta deflagrate, sono poi &#8211; come purtroppo sappiamo &#8211;  molto complesse da risolvere, dall’altro con strategie di marketing “kotleriane”.</p>
<p>Oggi non siamo più in presenza di mercati di massa, bensì di masse di micro mercati, ogni target si fraziona in sottonicchie “special interest”, e ci chiede viaggi dinamici, ricchi di attività, in cui sentirsi parte della comunità residente. Viaggi in cui vivere tradizioni, modi di vita, dialetti, artigianati, ricette di cucina…</p>
<p>La Liguria e Genova dispongono di una cultura millenaria, e non si dimentichi che la dieta mediterranea, i muretti a secco e di recente la cultura italiana sono assurti a patrimoni UNESCO. Non v’è quindi che da rimboccarsi le maniche, indagare sempre bene i trend di mercato, e comporre un prodotto di sistema che ci renda massimamente competitivi là dove possiamo competere.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Basilico e pesto. English and storytelling all&#8217;ITS Albenga</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2025 14:22:48 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_26154" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN3033.jpg"><img class="size-medium wp-image-26154" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN3033-300x215.jpg" alt="albenga" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">albenga</p></div>
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<p><em>Basilico e pesto protagonisti della formazione superiore: uno storytelling in 20 punti dall&#8217;italiano all&#8217;inglese. Dal lessico settoriale bilingue alla necessità di approntare una narrazione sempre a misura d’interlocutore, in modo personalizzato e interculturale. Una sessione didattica a due voci per gli allievi dell&#8217;ITS “Tecnico superiore responsabile delle produzioni e trasformazioni nel settore ortofrutticolo” di Albenga &#8211; futuri custodi e ambasciatori di quei plus che l’agricoltura ligure &#8220;eleva&#8221; ad enogastronomie, originando una cucina varia, profumata, salubre, evergreen. Focus su immagine e percezione all&#8217;estero di basilico e pesto ligure, sulla tracciabilità della filiera e su  internazionalizzazione ed export del Made in Liguria.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN9400.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25733" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN9400-300x225.jpg" alt="pesto storyteller" width="300" height="225" /></a></p>
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<h2>Albenga, agricoltura e turismo ai tempi dell&#8217;antropocene</h2>
<p>Mi emoziona sempre un po’ recarmi ad <strong>Albenga, l’antica Albingaunum</strong>, terra di una comunità che s’oppose strenuamente all’invasione romana. Ho poco tempo, e quindi dalla stazione ferroviaria il viaggio verso l’Ente formativo ELFO mi consente solo qualche rapidissimo sguardo al centro storico, uno dei più importanti in Liguria, intravvedo da lontano le torri… A questo luogo (contemporaneamente costiero, ricchissimo di archeologia e storia, e “terroir” – come direbbero in Francia &#8211; grazie a ortaggi, vini ed olii inarrivabili) ho dedicato non a caso molte pagine, ahimé tanto tempo fa, ne “Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana”.</p>
<h2>Albenga: l&#8217;esperienza dei luoghi</h2>
<p>In questi anni chi faccia il mio mestiere ha constatato un uso eccessivo per non dire un abuso dell’aggettivo esperienziale. Ma cos’è poi, in senso quasi più antropologico che turistico, l’esperienza di un luogo? Nel mio pensiero (<a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">puoi leggermi anche qui</a>) è un’immersione nel genius loci. Molti “nuovi” ospiti invocano – ed è bene che sia così – soggiorni ad alto tasso di autenticità: scoperte, emozioni, relazioni, la possibilità di entrare in contatto con le comunità, le tradizioni, <strong>i mestieri, i momenti quotidiani, le ricette</strong>, i modi di dire, gli artigiani.</p>
<p>La Liguria del turismo è ancora chiamata a rimboccarsi le maniche per attenuare alcuni ritardi e criticità (integrazione coste-entroterra, destagionalizzazione, lingua inglese, web e social media…), ma è destinazione che alberga in sé culture millenarie, donde heritage, patrimoni UNESCO, biodiversità, dieta mediterranea, dentro paesaggi accoglienti più o meno 365 giorni l’anno.</p>
<p>Basilico e pesto ad Albenga. Quanto a me, come dicevo sono ad Albenga perché <strong>Luisa Puppo, autrice anche di &#8220;Day by day English&#8221; (uscito nel 2013) svolge alcune docenze di inglese settoriale all’ITS “Tecnico superiore responsabile delle produzioni e trasformazioni nel settore ortofrutticolo”, in svolgimento presso l’Ente formativo ELFO</strong> di cui sopra, privilegiando come sempre le metodologie didattiche concrete, operative, in grado di “replicare” il più possibile quanto accade nei reali contesti lavorativi.</p>
<div id="attachment_26155" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/luisa-its-albenga.jpg"><img class="size-medium wp-image-26155" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/luisa-its-albenga-300x253.jpg" alt="luisa puppo" width="300" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">luisa puppo</p></div>
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<h2>Basilico e pesto, formazione e identità territoriale</h2>
<p>L’<em>antropocene</em> che scontiamo si caratterizza purtroppo anche per i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, il marketing pervasivo di alcuni oligopoli, la spregiudicatezza delle agromafie, un mix che ovviamente si riverbera anche nei consumi alimentari, pregiudicando la qualità a tavola. Occorre quindi, anche dentro le aule, sensibilizzare l’audience e ove possibile indirizzarla verso le cultivar autoctone, le filiere brevi, la stagionalità dei prodotti, il <em>buonessere</em>. Circa il tema basilico e pesto, con Luisa Puppo abbiamo dunque “allestito” <strong>uno storytelling (in 20 punti) relativo al basilico, al pesto, all&#8217;abbinamento enologico (in primis certamente il Pigato di Albenga), onde poi trasferirlo in lingua inglese</strong>, via via fornendo ai corsisti un corredo lessicale specifico, ma al contempo raccomandando loro una narrazione sempre a misura d’interlocutore, targettizzata ad hoc, perché – di fatto – la sola comunicazione efficace è quella che raggiunge il destinatario venendo opportunamente decifrata.<br />
Basilico e pesto. L&#8217;aula è ottimamente intervenuta, con commenti e domande che hanno anzitutto riguardato le peculiarità del Basilico Genovese DOP, la storia del pesto e del mortaio, gli ingredienti, gli eventuali allergeni, i formati di pasta più adatti.<br />
Luisa Puppo ha poi dedicato una nuova sessione didattica all&#8217;immagine e alla percezione all&#8217;estero di basilico e pesto: focus specifico sull&#8217;importanza di &#8220;standard&#8221;, affinché una filiera integralmente tracciabile consenta adeguata internazionalizzazione ed export del Made in Liguria.</p>
<p>Come si suol dire, la lingua inglese non è un fine ma un mezzo, e in tal senso essa può e deve, nell’àmbito di un ITS “Tecnico superiore responsabile delle produzioni e trasformazioni nel settore ortofrutticolo”, dare ai discenti la possibilità di imparare a dialogare caso per caso in modo personalizzato, interculturale, one to one. Diventando inoltre custodi e ambasciatori di quei plus che l’agricoltura ligure direttamente e indirettamente &#8220;eleva&#8221; ad enogastronomie, originando una cucina varia, profumata, salubre, evergreen &#8211; basilico e pesto, ad esempio&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Gusto di GAE alla F.Ire di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 16:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22241" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN9058.jpg"><img class="size-medium wp-image-22241" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN9058-300x225.jpg" alt="il lago di osiglia (sv)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il lago di osiglia (sv)</p></div>
<p>Proseguono le mie docenze alla 4^ edizione del corso per <strong>Guida ambientale escursionistica</strong>, presso l’ente formativo F.Ire di Genova. Corso propedeutico all’esame di qualifica che abilita alla professione sul territorio regionale. Lavoro con un gruppo formativamente piacevole, che sta effettuando come da programma anche alcune uscite sul territorio, qualche giorno fa è “andato in scena” il bellissimo percorso cosiddetto del pellegrino, <strong>tra Varigotti e Noli</strong>, alto sul mare, ad un passo da quella <strong>Finalborgo che fu capitale del Marchesato dei Del Carretto</strong>… Mausolei di “australiani”, torri di streghe, grotte di “falsari”…</p>
<p>Da parte mia, sto “completando” (e, ebbene in aula, con taglio più che operativo…) l’esplorazione delle centomila risorse che attorniano <strong>l’Alta via dei monti liguri</strong>, e che ne compongono il <em>genius loci</em>. Trekking e hiking in Italia &#8211; non solo in Liguria&#8230; &#8211; divengono ormai più che <strong>esperienziali</strong>, e la camminata si arricchisce di spunti culturali, assaggi in caseifici, incontri con viticultori, visite a laboratori artigiani… Scriveva <strong>Italo Calvino, con accenti che sarebbero piaciuti a Bernard de Clairvaux</strong>, che “dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo”.</p>
<p>Nelle ultime 3 lezioni ho dunque previsto alcuni doverosi input di <strong>enogastronomia, e contestualizzato l’olio extravergine, il pesto, e le 8 DOC vinicole</strong>. Ciò è valso anche ad allargare la visuale verso alcuni entroterra (i borghi dell’Imperiese, Dolceacqua per il Rossese, Pornassio per l’Ormeasco, parte della Val Polcevera…), e a condividere coi corsisti un momento di autentico <em>storytelling</em>. Ben poco, infatti, rivela la cultura delle comunità più della loro storia alimentare: un popolo è anzitutto quel che diacronicamente ha pescato, cacciato, allevato, coltivato, prodotto, scambiato…</p>
<p>Queste “nuove” Guide ambientali escursionistiche le quali si affacceranno a breve sul mercato del lavoro, certamente chiamate ad <strong>un’ottica di squadra e di networking</strong>, saranno in tal senso sempre più “tessitori di reti”, custodi dei patrimoni da promuovere, poiché non può esservi valorizzazione senza adeguata tutela. Saranno sempre più <em>ambasciatori di Liguria</em> anche in senso antropologico, poiché non vi è comunicazione efficace senza una profonda partecipazione a quel che si narra: la Liguria coi suoi muretti a secco (non a caso patrimonio UNESCO), con le sue verticalità mediterranee, con le sue ruralità millenarie fatte di <strong>castagni, uliveti, malghe, transumanze</strong>&#8230;, è un libro aperto, che consente molteplici letture e dove recuperare i migliori significati ai territori.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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