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	<title>Ligucibario &#187; oltrepo pavese</title>
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		<title>Le vie del sale (in Liguria)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 13:20:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Vie del Sale: cosa sono? Dove si trovano? Una prospettiva che dalla Liguria &#8220;varca&#8221; Alpi ed Appennini, tra storie, leggende, paesaggi &#8211; e una bibliografia dedicata. Prosegue la II edizione del corso GAE Guida Ambientale Escursionistica presso l’ente formativo F.Ire in Genova. Di recente una corsista, Francesca, mi ha domandato approfondimenti conoscitivi e operativi sulle cosiddette ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21528" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/paolo-e-roberto.jpg"><img class="size-medium wp-image-21528" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/paolo-e-roberto-300x168.jpg" alt="con paolo e roberto non lontani dal saccarello..." width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">con paolo e roberto non lontani dal saccarello&#8230;</p></div>
<p><em>Vie del Sale: cosa sono? Dove si trovano? Una prospettiva che dalla Liguria &#8220;varca&#8221; Alpi ed Appennini, tra storie, leggende, paesaggi &#8211; e una bibliografia dedicata.</em></p>
<p>Prosegue la II edizione del <strong>corso GAE Guida Ambientale Escursionistica</strong> presso l’ente formativo F.Ire in Genova. Di recente una corsista, Francesca, mi ha domandato approfondimenti conoscitivi e operativi sulle cosiddette <em>vie del sale</em>.<br />
Mi è parso peraltro utile “condividerli” su questa piattaforma, a disposizione di tutti i Lettori. Ai quali, anzitutto, suggerisco la lettura del capolavoro di <strong>Nico Orengo</strong> (che visse a Villa Hanbury) <em>Il salto dell’acciuga</em>, pubblicato da Einaudi (Torino) nel 1997. Coloro che non lo conoscono, comprenderanno sùbito le ragioni di questa mia esortazione, ed i motivi per cui nella montana <strong>Val Maira</strong> – e altrove in Piemonte &#8211; si può incontrare la golosa <em>bagna caöda</em>…</p>
<h2>Cosa sono le Vie del Sale?</h2>
<p>Le vie del sale erano, e in parte sono, un reticolo di antichi percorsi, fasci di mulattiere che soprattutto collegavano, clima e predoni permettendo, <strong>il mare della Liguria alla Padanìa</strong> (Piemonte, Lombardia, Emilia) per favorire il commercio dell’oro bianco.<br />
Il sale, his majesty, sin dall’antichità (Neolitico, 10.000 anni or sono) non era un materiale/alimento qualunque. Favoloso conservante, si offriva agli dèi, si impiegava in medicina, o per la concia delle pelli… Sale fu sparso dai Romani sulle rovine di Cartagine. A sale si legano – e non a caso &#8211; salario, Salsomaggiore, Salisburgo. Alla possibilità di usare sale si lega anche la progressiva stabilizzazione di alcuni popoli, che dandosi all’agricoltura, e cucinando, si civilizzarono e favorirono la nascita delle prime comunità e <em>urbes</em>.</p>
<h2>Dove sono le Vie del Sale?</h2>
<p>Oggi le vie del sale (o vie/roe marenche) più note sono quelle <strong>del Col di Tenda, del Col di Nava, quella che da Albenga ascende a Garessio intersecando l’Alta Via al colle di San Bernardo, quella che da Varzi valica l’Appennino e scende al Tigullio, connettendo l’Oltrepò Pavese al mare, quasi un lampo improvviso all’orizzonte…</strong><br />
Lungo i tracciati non è affatto raro scorgere antiche rocche come segno della presenza di feudi imperiali, di abbazie e pievi medioevali, che davano ospitalità, o di piccoli oratori e cappelle votive. Un patrimonio di storie, leggende, paesaggi, costruzioni, economie, ricette, perfetto per i “pellegrini” della contemporaneità, un patrimonio da esplorare slowly, a piedi, a cavallo, in mtbike, come avviene notoriamente per il <em>camino de Santiago</em>, o per la strada che chiamiamo Francigena (a Sarzana buona spungata a tutti)&#8230;<br />
Su quei percorsi del sale a fine ‘800 s’incontravano ancora numerosi <em>cartuné</em> (carrettieri), che sostavano nelle osterie e nelle stazioni di cambio dei cavalli, luoghi dove poi, talvolta, sorsero anche stazioni ferroviarie, là dove oggi è difficile perfino immaginarle, perché purtroppo il “taglio dei rami secchi” le ha soppresse (<strong>ferrovie abbandonate.it</strong> è uno dei database che non dovrebbero suscitare solo saudade, ma concreti ripensamenti anche a beneficio di quella sostenibilità ambientale di cui tutti parlano…).</p>
<h2>Vie del Sale: una bibliografia</h2>
<p>Per chi voglia saperne di più e approfondire autonomamente i rapidi cenni sulle vie del sale di cui sopra, è anche disponibile molta ottima bibliografia (e cartografia). Ad esempio</p>
<p>Gianni Amerio, <em>La via del sale da Varzi a Recco</em>, ed. Morellini,<br />
Alberto Di Monte, <em>La via del sale. Un sentiero lungo mille anni</em>, ed. Mursia,<br />
Giovanni Portinari, <em>Le vie del sale e del mare</em>, ed. Primula,<br />
AA.VV., <em>La via del sale piacentina</em>, ed. Officine Gutenberg (Guide Marsupio),<br />
Silvio Zanelli, <em>Sulle strade del sale e dei briganti</em>, ed. Gribaudo,<br />
Giovanni Russo, <em>La via del sale dallo Ionio al Tirreno</em>, ed. Ferrari,<br />
Fabrizio Capecchi, <em>Le vie del sale</em>, ed. Croma,<br />
Luciano Venzano, <em>Cibo, vino e religione</em>, ed. Erga,<br />
Fiorenzo Degasperi, <em>Le vie del sale nel Tirolo storico</em>, ed. Curcu e Genovese.</p>
<p>Buona lettura!<br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Golferenzo, small is beautiful</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 14:40:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/golferenzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20070" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/golferenzo-300x300.jpg" alt="golferenzo" width="300" height="300" /></a>Golferenzo, small is beautiful&#8230;</p>
<p>La mattina del 19 dicembre, dalle ore 11.00, riflettori puntati su Gulfrèns (<strong>Golferenzo</strong>), in Val Versa, sulle ospitali colline d’Oltrepò Pavese, per la videoconferenza “Golferenzo. Small is beautiful – Turismo nei borghi, genius loci, esperienze a misura d’ospite”.</p>
<p>L’evento, nato da un’efficace <strong>sinergia tra Comune, Personnel Organization, Fondazione Cariplo e Oltrepò Biodiverso</strong>, ospita a centro programma le relazioni, in qualità di esperti di marketing e formazione turistica, di Umberto Curti (“Il come più che il dove. Il tema più che la meta”) e di Luisa Puppo (“La mindmap nell’incontro offerta-domanda”).</p>
<p>Sarà dunque una felice occasione prenatalizia per condividere numerosi spunti operativi sulle attuali tendenze del turismo domestic e incoming, e programmare al meglio le strategie di <strong>ripresa post-Covid</strong>, con particolare riferimento a quei borghi, quelle località a misura d&#8217;uomo, quegli itinerari e &#8220;terroir&#8221; via dalla pazza folla che negli scenari a venire potranno giocare carte vincenti.</p>
<p>Un ringraziamento sentito e non formale a <strong>Valeria Pruzzi</strong>, golferenzese d’adozione, poiché al suo impegno – ed al suo affetto per quel luogo – si deve l’organizzazione e compartecipazione di questa proficua iniziativa, momento concreto di sensibilizzazione circa quel turismo food, <strong>esperienziale</strong>, slow che le territorialità italiane debbono prepararsi a riaccogliere al meglio (visione di sistema, interculturalità, web/social media marketing, capacità narrative&#8230;).</p>
<p>Stay tuned, Amico lettore.</p>
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		<title>Golferenzo è bello</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 09:40:48 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20200926_164850.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19832" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20200926_164850-225x300.jpg" alt="IMG_20200926_164850" width="225" height="300" /></a></em>Ed eccoci qui in <em>direzione ostinata e contraria </em>rispetto alle usuali migrazioni che partono dalla Lombardia per andare sulla Riviera Ligure, ecco tre liguri che imboccano la <strong>Strada del vino dell&#8217;Oltrepò Pavese</strong>.</p>
<p>L&#8217;area geografica così denominata comprende una settantina di Comuni e si estende per circa 60 km, è pertanto un condensato di sapori e genuinità: si traversano filari di vigneti centenari, castelli appartenuti a nobili casate, splendide ville ottocentesche e borghi fortificati. Uno di questi ci vale proprio da destinazione finale: <strong>Golferenzo</strong>, un grumo di case arroccato su un promontorio dal quale domina tutta la vallata, e che si raggiunge assecondando le curve delle sue dolci colline (464 m s.l.m.).<br />
L&#8217;insieme di questo borgo medievale costruito principalmente in pietra si propone intimo e curato, gli edifici, seppur alcuni molto antichi, sono stati ristrutturati di recente o sono ben conservati, e la Chiesa di San Nicola si innalza sopra una piazza circondata tutt’intorno da un muro di cinta che &#8220;<em>influisce a migliorare l&#8217;aspetto del luogo ed a dare maggiore risalto dell&#8217;edificio, a conciliare un sentimento di più intenso rispetto al Sacro Tempio</em>&#8221; &#8211; proprio così, solennemente, la descrive sul suo sito l&#8217;Unione dei Comuni Alta Valle Versa di cui Golferenzo fa parte &#8211; .<br />
Mentre stiamo per arrivare Luisa ci racconta dei suoi ricordi d&#8217;infanzia, quando talvolta &#8211; terminato l&#8217;orario scolastico &#8211; accompagnava il padre a far scorte essendo lui grande estimatore dei vini di questo territorio, e riaffiora in me lo stesso identico ricordo con mio padre, anche se la nostra destinazione  differiva: il Monferrato, e quindi come facilmente prevedibile tornavamo con damigiane di Dolcetto e Barbera, mentre qui, come mi spiegava Umberto, risulta più difficile “limitare” l&#8217;area a pochi vini, esistendo un’amplissima ampelografia, inclusi alcuni cosiddetti internazionali.<br />
Tra i <strong>vini </strong>da provare assolutamente: l&#8217;Oltrepò Metodo Classico DOCG, il Cruasè (Spumante rosè  Metodo classico, che sceglieremo per pranzo) e l&#8217;Oltrepò Pavese DOC nelle sue varie declinazioni (i Pinot, lo Chardonnay, e Barbera, Riesling, Malvasia, Moscato&#8230;), e successivi &#8220;scorpori&#8221; (Bonarda, Buttafuoco, Sangue di Giuda, Casteggio, Pinot Grigio e Pinot Nero, per il quale è la prima realtà italiana in termini di estensione).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN2438.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19835" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN2438-300x225.jpg" alt="DSCN2438" width="300" height="225" /></a>Facciamo una bella passeggiata nel borgo, sotto un caldo sole di fine settembre, accompagnati con entusiasmo da Valeria e suo marito, una coppia che come tante vive e lavora in una grande città della Lombardia ma qui ha una seconda casa, è legatissima a questi luoghi e non solo vi torna appena può ma li promuove con passione. Ci mostrano infatti lo storico <strong>Palazzo Belcredi-Belloni</strong> (oggi sede di un centro polivalente creato grazie al progetto Oltrepò Biodiverso), la Chiesa, il castello, i sentieri naturalistici, le attività  ricettive (La casa nel borgo, La Corte dei gatti, La Casa del sole, Le rose e le magnolie) e quelle di ristorazione (La pizzeria dell&#8217;Olmo Napoleonico, La Baita, e La corte del lupo) salutando per nome un po’ tutti gli abitanti incontrati, anche quelli a quattro zampe (<em>ciao gatto Zenzero!</em>).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20200926_133306.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19833" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20200926_133306-225x300.jpg" alt="IMG_20200926_133306" width="225" height="300" /></a>Che giunga ora di pranzo me lo ricorda non solo il campanile che rintocca le campane 13 volte ma anche il mio stomaco, che brontola similmente altrettante volte, in fondo sono una persona semplice ed alla mia affermazione &#8220;Ho fame&#8221; non ho bisogno di gente che risponda &#8220;Di già?&#8221; bensì &#8220;Anche io!&#8221;&#8230; Capisco di avere intorno a me persone conviviali quando sono da poco passate le tredici e siamo seduti all&#8217;<strong>Enoteca Corte del Lupo</strong>, in uno splendido giardino esterno verandato con vista panoramica, e degustiamo: tagliere di salumi piacentini con giardiniera agrodolce, piatto di formaggi locali di capra Azienda Boscasso con elisir di zibibbo e mostarda, panzanella di verdure con il miccone pavese (Prodotto Agroalimentare Tipico), uno dei pani più popolari del territorio, a base di farina di grano tenero e a pasta dura. Proseguiamo con carne cruda, scaglie di grana e capperi croccanti, tortelli di ricotta conditi con burro e salvia, e come dolce i biscotti tipici della zona: i brasadè, da inzuppare &#8211; ça va sans dire &#8211; nel Moscato.<br />
Si respira un&#8217;aria fresca, merito non solo delle numerose erbe spontanee presenti nel giardino (su tutte la menta fa da padrona) ma anche, mi viene da pensare, dell&#8217;entusiasmo e della rinascita che questo piccolo paese sta perseguendo.<br />
<strong>Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016-225x300.jpg" alt="IMG-20191022-WA0016" width="225" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Turismo nei borghi d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 13:44:14 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/turismo-nei-borghi-ditalia/">Turismo nei borghi d&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN0399.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19825" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN0399-300x225.jpg" alt="DSCN0399" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Turismo nei borghi d&#8217;Italia</p>
<p>Una recente indagine, commissionata su un cluster di 2mila italiani, ha rilevato che mediamente si trascorrono circa 6.235 ore l’anno dinanzi ad uno schermo (18 ore al giorno). Diverranno 47 anni di vita… In dettaglio, ben più di 3 ore al giorno dinanzi alla tv, ben più di 4 dinanzi al PC, e 4 dinanzi allo smartphone e dintorni.</p>
<p>Le conseguenze negative, come ovvio ed ormai ben noto, sono sia fisiche sia psicologiche, giungendo talvolta a vere ansie da dipendenza verso lo strumento tecnologico, a causa di un utilizzo bulimico cui non ci si riesce a sottrarre. E qui vorrei beninteso bypassare l’abusato concetto secondo cui nulla può imputarsi alla tecnologia, bensì all’impiego che se ne fa.</p>
<p>Anche <strong>il turismo e il food</strong> (i settori di cui per lavoro mi occupo) hanno risentito di questa sbornia cibernetica, che oggi continuamente mescola reale e virtuale, sovente con sproporzione grottesca, rivoluzionando promozioni, scelte d’acquisto, fruizioni, servizi, percezioni.</p>
<p>Infine, pur non militando fra gli utopisti rurali né fra i misoneisti (non amo la demagogia a buon mercato), io pure mi chiedo &#8211; purtroppo &#8211; se anche <strong>la tragedia coronavirus</strong> sia transitata dentro le nostre vite senza insegnarci alcunché. La lezione numero uno, se non sbaglio, avrebbe dovuto consistere in una recuperata e rinnovata attenzione agli <strong>equilibri naturali</strong>, e in una messa in discussione di molti modelli di quotidianità nocivi, ma via via le esigenze di profitto e i “decisori” finanziari hanno riavviato i loro motori a pieno regime. Inquinamento, riscaldamento globale, sperpero della risorsa florofaunistica del pianeta, disparità sociali, trash food restano sempre più la cifra distintiva della nostra stagione storica, che dalla globalizzazione ha derivato soprattutto l’insostenibilità.<br />
Viviamo un kali yuga (un’età della decadenza condizionata da conflitti e per converso da indifferenza interiore) di cui raramente si riesce ad intravedere, o sperare, la fine. Ne parlavo già nel 2005, scrivendo il mio primo libro, auspicando &#8220;alte stagioni&#8221; ovvero (detto tra noi) stagioni diverse.<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19829" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/017-225x300.jpg" alt="017" width="225" height="300" /></a></p>
<p>In tale scenario, il turismo e il food – se ben interpretati e “gestiti” &#8211; potranno tuttavia recitare un ruolo progressivamente benefico, davvero non tutto è perduto. Il turismo dovrebbe infatti esser per natura, e talora è, la dimensione <strong>dell’interculturalità, del rispetto dei luoghi, del convivio, delle esperienze relazionali.</strong><br />
Dopodomani (27 settembre) si celebra come ogni anno da 41 anni la cosiddetta &#8220;Giornata mondiale del turismo&#8221; (World Tourism Day), quest&#8217;anno per ovvie ragioni il compleanno è meno felice.<br />
Si tratta dunque, ora più che non mai prima, di interpretare correttamente alcune tendenze indotte dalla pandemia, di trasferire virtuosamente arrivi e flussi di ospiti anche verso mete meno “celebri” e meno congestionate (lontano dalle trafficate rotte dei “turisdotti”), di riscoprire località a misura d’uomo, <strong>borghi</strong> che hanno saputo conservare identità e tradizioni, accoglienze semplici – l’hotel famigliare, la trattoria, l’agriturismo vero, l’albergo diffuso, il bed&amp;breakfast… &#8211; ma autentiche e premurose. L’Italia, lo sappiamo, è costellata di destinazioni dove il tempo pare talvolta essersi fermato, dove il <strong>genius loci</strong> si respira in ogni costruzione, nei manufatti, negli orti, sui moli, nei sapori della cucina, nelle creazioni dell’artigianato… In Francia, là comme d&#8217;habitude sono maestri del marketing, lo definiscono <strong>terroir</strong>: è il territorio che afferma un’integrità peculiare, tramandando con fierezza i propri valori, paesaggi, prodotti, know how&#8230;</p>
<p>A <strong>Golferenzo</strong>, un&#8217;incantevole &#8220;Rio Bo&#8221; dell&#8217;Oltrepo Pavese (terra di vini d&#8217;elezione * ), lunedì 26 ottobre prossimo presso Palazzo Belcredi Belloni, con <strong>Luisa Puppo</strong> (esperta di turismo internazionale), <strong>Valeria Pruzzi</strong> (formatrice e coach) ed altri qualificati Amici parleremo proprio di tutto questo, condividendo riflessioni e soprattutto buone prassi. A presto!<br />
* la vastissima ampelografia riunisce vitigni quali barbera, riesling, cortese, moscato, malvasia, pinot, chardonnay, sauvignon, croatina, uva rara, vespolina e cabernet sauvignon<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Metti un lunedì d&#8217;ottobre a Golferenzo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 13:37:53 +0000</pubDate>
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<p><strong><br />
Golferenzo</strong> (PV), terra d’ascendenze celtico-longobarde, ed in epoca altomedievale sotto l’influsso dei cenobiti colombaniani di Bobbio, soffrì intensamente le dispute fra Pavia e Piacenza, fra ghibellini e guelfi.<br />
Il marchesato feudale dei Belcredi, al termine d’innumerevoli dispute, ne ottenne la potestà, e seppe fondere azione giurisdizionale e caratura intellettuale, facendo a lungo sentire la propria influenza sull’area, che veniva lavorata in senso agricolo da suoi mezzadri.<br />
Oggi il piccolo abitato è una quieta prua collinare dell’<strong>Oltrepo Pavese</strong>, in alta val Versa, regione di <strong>viticoltura sapiente</strong> e celeberrima, dove l’ampelografia annovera moscato, pinot nero, pinot grigio&#8230;, e dove l&#8217;accurato lavoro dell&#8217;uomo non da oggi geometrizza appezzamenti di filari e filari.<br />
Il paesaggio tuttavia – provenendo ad esempio da Broni-Stradella &#8211; via via si fa un poco più d’altura, ascendendo verso i 500 m tra boschi di rovere e castagno.<br />
<strong>Il turista heritage</strong> v’incontra l&#8217;antico palazzo (proprietà privata) dei signori, le prigioni (ovvero la torre del castello, in pietra locale e oggi inglobata in uno stabile) e la significativa chiesa parrocchiale di San Nicola (in genere aperta la domenica mattina, verificare sempre prima di programmar visite).<br />
Ciclicamente, 2 eventi importanti animano il centro storico, “SaXbere” (giugno) e “Convivium” (luglio), a confermare <strong>la centralità dell’enogastronomia nel genius loci del borgo e dei dintorni</strong>.<br />
Metti un lunedì d&#8217;ottobre&#8230;<br />
A Golferenzo, <strong>lunedì 26 ottobre 2020</strong>, si terrà un workshop operativo sul turismo esperienziale, cui Luisa Puppo ed io abbiamo avuto il piacere d’esser invitati come relatori. Rimanete collegati, perché Ligucibario® sarà via via prodigo d’informazioni ed approfondimenti su protagonisti, contenuti e finalità dell’evento, fortemente voluto da Valeria Pruzzi, esperta di formazione e coaching, che al paese di Golferenzo è legata da un forte cordone ombelicale e vi trascorre molto del suo buon tempo.<br />
Dai piccoli – bellissimi &#8211; borghi d’Italia buoni segnali per la ripresa d’una vita che davamo per scontata e che di colpo ci è venuta disperatamente a mancare.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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