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	<title>Ligucibario &#187; olio extravergine</title>
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		<title>Il calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:42:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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<p>Sta prendendo forma il <em><strong>calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027</strong></em>. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete sorprese.</p>
<p>Eccolo, sebbene “provvisorio” per quanto attiene ad alcuni orari (e probabilmente ancora incompleto). Umberto Curti vi aspetta, con la sua public history tutta vòlta alla tutela e alla valorizzazione del genius loci, delle biodiversità, delle filiere di pregio, del buonessere. Talora sarà affiancato da professionisti del mondo scientifico, escursionistico&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Gli incontri per UniAuser e per GAU implicano ovviamente l’iscrizione associativa a tali sodalizi.</em></span></p>
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<p><strong>Giovedì 1 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Medioevo”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese pre-rinascimentale. Carröggi, lasciti, cuochi…</p>
<p><strong>Mercoledì 7 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 15 ottobre presso UniAuser, “Viaggi verdi. Gli alimenti scoperti nel Nuovo Mondo”</strong>, percorso storico attraverso i cibi giunti in Europa dall’epoca post-colombiana, patate pomodori mais cacao…</p>
<p><strong>Giovedì 22 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, la farinata</strong>. Percorso storico attraverso l’antica scribilita, la leggenda della Meloria, e tutte le declinazioni non solo liguri della ricetta (socca, bela caöda, cecina…)</p>
<p><strong>Martedì 27 ottobre presso Biblioteca civica “Cervetto”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 29 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Ottocento”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese del XIX secolo. Eventi, ricette, botteghe…</p>
<p><strong>Giovedì 5 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, i ravioli</strong>. Percorso storico attraverso la più celebre fra le paste ripiene genovesi/liguri, e il “töccö” di carne in accompagnamento</p>
<p><strong>Lunedì 16 novembre presso Biblioteca civica “Brocchi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 19 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, lo stoccafisso</strong>. Percorso storico attraverso la scoperta del gadus morhua da parte di un mercante veneziano, naufrago alle isole Lofoten (Norvegia) nel 1432</p>
<p><strong>Mercoledì 2 dicembre presso Biblioteca civica “Benzi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 3 dicembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, il castagnaccio</strong>. Percorso storico attraverso la cultura appenninica del castagno, l’albero del pane (di cui non si buttava alcunché), e alcune ricette della ruralità</p>
<p><strong>Venerdì 18 dicembre presso GAU, “Natale a Genova. Il menu di ieri”</strong>. Percorso storico attraverso i menu e le usanze delle Festività di fine anno del passato, dalla galantina all’alzatina…</p>
<p><strong>Venerdì 22 gennaio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giobatta Ratto</strong>. Percorso storico attraverso la prima “Cuciniera genovese” mai pubblicata (1863), precedente di 28 anni all’Artusi</p>
<p><strong>Giovedì 25 febbraio presso UniAuser, “Dal basilico al pesto”</strong>. Percorso storico attraverso l’Ocimum basilicum, erba regia d’origine asiatica, e le tradizionali salse liguri da mortaio, fra cui il celeberrimo pesto</p>
<p><strong>Venerdì 26 febbraio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Mario Soldati</strong>. Percorso storico attraverso la figura e le attività (dai saggi ai docufilm) del grande intellettuale e buongustaio torinese, innamorato dell’Italia e della Liguria</p>
<p><strong>Giovedì 18 marzo presso UniAuser, “La verità vi prego sulle farine”</strong>. Masterclass su un alimento conosciutissimo eppur “sconosciuto”: la raffinazione, la forza, il glutine, i preimpasti, i grani antichi. Come scegliere le farine, come impiegarle</p>
<p><strong>Mercoledì 31 marzo presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giovanni Rebora</strong>. Percorso narrativo attraverso la figura e le attività di un brillante Professore universitario sampierdarenese, storico dell’alimentazione e autore di saggistica innovativa e piacevolissima</p>
<p><strong>Giovedì 8 aprile presso UniAuser, “Olio, oro mediterraneo”</strong>. Masterclass su un alimento prezioso e simbolico, ricco di nutraceutici, amico della nostra tavola quotidiana. Come sceglierlo, come apprezzarlo</p>
<p><strong>Giovedì 29 aprile presso UniAuser, “L’abbinamento ai cibi dei vini liguri DOC”</strong>. Masterclass sui “matrimoni d’amore” fra i vini regionali a denominazione d’origine certificata e i piatti della tradizione.</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p>luisa puppo, ligucibario</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Un olio extravergine “giovane”</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:36:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare… Ma non è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26256" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare…</p>
<p>Ma non è di questo che nel pezzo odierno voglio parlarvi. Bensì di quanto mi rallegri che alcuni giovani, ovviamente guidati dagli insegnanti, abbiano messo un po’ delle proprie competenze e – why not &#8211; un po’ di se stessi in un alimento che è un simbolo (per non dire il simbolo) della mediterraneità, che è ricchissimo di nutraceutici, e che in Liguria si lega strettissimamente ad un paesaggio verticale, biamontiano e montaliano, dove i muretti a secco sostengono, quasi come un miracolo, le fasce terrazzate lungo gli scabri declivi…</p>
<p>Se nei miei giovani anni ho pian piano elevato il vino &#8211; sempre più approfondendolo in senso culturale &#8211; quasi a religione, col tempo la professione mi ha avvicinato anche a quelli che Veronelli (uomo illuminato che ebbi il piacere di conoscere) chiamava, con la consueta genialità, “gli angeli matti”, ovvero gli olivicoltori, e a quelle qualità che la certificazione europea eleva a DOP, determinando tramite un rigoroso protocollo disciplinare una tracciabilità totale della filiera, a garanzia del consumatore (e, di fatto, della pulizia organolettica di ciò che poniamo in tavola).</p>
<p>L’impegno di Ligucibario® come sempre proseguirà indefesso, per la tutela e la valorizzazione delle cultivar autoctone, delle filiere abbreviate, del buonessere. So bene che un “oleoturismo” significativo è in Liguria una meta ancora in gran parte da costruire, così come so bene che Imperia è il capoluogo di una terra la quale deve confrontarsi col cambiamento climatico che assedia gli ulivi, con la globalizzazione sempre più nemica delle microeconomie, con le infrastrutture non adeguate alle esigenze di mobilità e turismo del nostro presente…</p>
<p>Ma se i giovani saranno finalmente individuati come “la” risorsa su cui investire, e i sistemi didattico-formativi sapranno modernamente motivarli prima ancora che istruirli, allora molta utopia si rivelerà meno utopistica di quanto si creda. Parlo in Liguria di agricolture sostenibili, di dialoghi fra costa ed entroterra, di biodiversità non solo ambientali, di marketing innovativo, di tecnologie digitali sagacemente utilizzate e alle quali non assoggettarsi…</p>
<p>Parlo, e forse amici Lettori l’avrete intuito, di una bottiglia d’olio extravergine, prodotta da alcuni giovani, nella quale scorgere tutto questo. Buon pro vi &#8211; e mi &#8211; faccia.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Bistecca sanremasca</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:39:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quando dal Nuovo Mondo il pomodoro giunse in Europa, al pari della patata non fu subito ben accetto. Ma col passare del tempo determinò (al pari della patata ma anche di mais, peperoni, zucchini, fagioli, cacao…) una vera rivoluzione alimentare. Questa bistecca sanremasca &#8211; curioso ingegnoso nome &#8211; altro non è che un “panino” molto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bistecca-sanremasca/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando dal Nuovo Mondo il pomodoro giunse in Europa, al pari della patata non fu subito ben accetto. Ma col passare del tempo determinò (al pari della patata ma anche di mais, peperoni, zucchini, fagioli, cacao…) una vera rivoluzione alimentare.<br />
Questa bistecca sanremasca &#8211; curioso ingegnoso nome &#8211; altro non è che un “panino” molto imbottito, preparazione semplice, mediterranea, tutta sapore e profumo (Sanremo del resto è la città dello chef Fulvio Bordogna, cui si deve la mitica frase &#8220;Voi siete come quelli che vanno al ristorante per provare nuove sensazioni, per riequilibrare lo spirito mediante introspezioni guidate dai sensi  e farvi coinvolgere dalla spirale spazio-temporale del gusto o siete come me che ci vado per mangiare?&#8221;).<br />
Vediamo la preparazione in dettaglio. Il pane artigianale della frazione quasi montana di San Romolo (vescovo protettore di Sanremo), sorta di grissa quadrangolare e crunchy al morso, che tradizione vorrebbe spolverizzato di semola alla base e cotto in forno a legna, è da alcuni secoli &#8220;condito&#8221; con (aglio), pomodoro cuor di bue ben maturo, un pizzico di sale fino, basilico a foglioline piccole cotto dal sole, e – superfluo dirlo &#8211; abbondante olio evo (taggiasco) &#8220;dalla giara&#8221;.<br />
Il pomodoro tuttavia, come narra ad es. Mino Beghello nel dialetto di Taggia, viene &#8220;spegazà&#8221;, cioè spaccato e schiacciato (col pollice), non affettato né ridotto in pezzetti. Così si &#8220;sbrignacca&#8221; creando una &#8216;bistecca&#8217; pastosa che si deposita, arrossandolo, dentro il pane, precedentemente semi-svuotato della mollica. Sopra ad una delle due &#8220;s-ciappe&#8221; si pressa poi con forza l’altra, e questo bendidio si mangia ovviamente con le mani, senza sofismi e senza null’altro. Di solito ci si unge ‘fino ai gomiti&#8217;, ma è il piacevole prezzo da pagare per assaporare questo street food “della memoria”, che già &#8220;â prima murdà o te inamua&#8221;, e all&#8217;ultima ti lascia sazio… Debbo dire però che intorno al 1990 ho assaggiato qualcosa di analogo anche vicino a Marsiglia.<br />
In questi casi Ligucibario® abbina un bianco della DOC locale, ad esempio Vermentino, servito a 10°C in tulipani a stelo alto, oppure (per via del pomodoro) un DOC Ormeasco sciac-trà, ovvero dolcetto vinificato cerasuolo in quel di Pornassio, presso quelle vigne quasi verticali che sedussero anche Mario Soldati.<br />
Buon appetito e cin cin. Vedi comunque qui sull&#8217;alfabeto del gusto anche la voce pan e pumata.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bistecca-sanremasca/">Bistecca sanremasca</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Abbinamento olio cibo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:36:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; L&#8217;olio extravergine è un alimento benefico, i cui consumi stanno denotando positive tendenze, finanche in Paesi molto lontani dall&#8217;Italia e dal Mediterraneo. Quest&#8217;olio è di fatto &#8211; anzitutto grazie ai molti polifenoli &#8211; un nutraceutico, molto duttile in cucina sia a crudo che cotto, ben digeribile, e con un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/abbinamento-olio-cibo/">leggi tutto</a></p>
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<p>L&#8217;olio extravergine è un alimento benefico, i cui consumi stanno denotando positive tendenze, finanche in Paesi molto lontani dall&#8217;Italia e dal Mediterraneo.<br />
Quest&#8217;olio è di fatto &#8211; anzitutto grazie ai molti polifenoli &#8211; un nutraceutico, molto duttile in cucina sia a crudo che cotto, ben digeribile, e con un punto fumo abbastanza elevato (è la soglia termica oltre la quale si sviluppa la famigerata acroleina&#8230;).<br />
Per Ligucibario® costituisce da molti anni un importante compagno di lavoro (periodicamente ho il piacere di collaborare anche col Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure) e, non secondariamente, un ottimo compagno di tavolo.<br />
Le tipologie di prodotto e le maggiori o minori qualità dipendono da alcune variabili, quali la cultivar (varietà) di partenza (taggiasca*, casaliva, coratina, nocellara&#8230;), il tempo e le procedure di raccolta, l&#8217;attenzione ai processi di frangitura, eccetera eccetera.<br />
Non v&#8217;è dubbio che gli olii del presente siano molto più &#8220;puliti&#8221; ergo migliori rispetto agli olii del passato (tanto per dire: malgrado alcuni ancora li utilizzino, i fiscoli sono stati definitivamente rimpiazzati).<br />
In occasione di conferenze e gustincontri molte persone del pubblico mi chiedono come abbinare al meglio olii e cibo.<br />
Sebbene &#8220;de gustibus&#8221; sia un proverbio sempre valido, personalmente mi attengo e condivido qualche principio guida, di buon senso, che induca a matching piacevoli.<br />
Gli olii extravergine per esser tali devono garantire &#8211; oltre ad una bassissima acidità e ad un bassissimo numero di perossidi &#8211; una sensazione di fruttato, poiché sono puro mosto di drupe.<br />
Dopodiché si distinguono per fruttato tenue / delicato, medio, e intenso.<br />
<em><br />
La prima categoria, fruttato tenue,</em> sposa bene varie preparazioni a crudo, come ad esempio le salse liguri da mortaio, le insalate fresche, gli ovoli a crudo, le crudité miste anche con crostacei, nonché i passati di verdure, il polpo e patate, il pesce cotto non invasivamente (al vapore, al sale&#8230;), il petto di pollo o di tacchino grigliato, mozzarella, ricotta e qualche formaggetta fresca&#8230;<br />
<em><br />
La seconda categoria, fruttato medio,</em> sposa bene i pinzimonii, l&#8217;insalata di finocchi e arance, la tartare o il carpaccio di carne, il salmone / pesce spada / tonno affumicato, le uova sode, l&#8217;hummus, gli spaghetti al pomodoro, alcune zuppe e il minestrone alla genovese, le verdure bollite, la capponadda camoglina, qualche flan, qualche pizza, lo sgombro grigliato&#8230;<br />
<em><br />
La terza categoria, fruttato intenso,</em> sposa bene panzanelle, bruschette, alcune verdure grigliate, le orecchiette con le cime di rapa, la mes-ciùa spezzina, zuppe &#8220;toscane&#8221; con cereali e legumi, qualche flan, bollito misto, carni e spiedini grigliati&#8230;<br />
Sperimentate sperimentate sperimentate, e fatemi sapere!<br />
* la taggiasca è la cailletier provenzale e la lavagnina della riviera ligure di levante&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Scurigatto</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:53:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Scurigatto, anzi scurigattö: a Ne in val Graveglia (GE) si tagliano fini alcune foglie di cavolo e alcune patate e si bollono in abbondante acqua salata per qualche minuto. Quindi si aggiungono l&#8217;olio extravergine e la farina di mais già un po’ impastata con acqua fredda. Cuoce tutto insieme per mezz’ora, al termine della quale ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scurigatto/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scurigatto, anzi scurigattö: a Ne in val Graveglia (GE) si tagliano fini alcune foglie di cavolo e alcune patate e si bollono in abbondante acqua salata per qualche minuto.<br />
Quindi si aggiungono l&#8217;olio extravergine e la farina di mais già un po’ impastata con acqua fredda.<br />
Cuoce tutto insieme per mezz’ora, al termine della quale occorre aggiungere una generosa manciata di parmigiano o grana grattugiato.<br />
Piatto rurale, cui Ligucibario® abbina un bianco della DOC Tigullio-Portofino, servito a 11°C in tulipani a stelo alto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Rundi</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 14:09:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Rundi, cioè “rotondi”, a Vallecrosia (IM) sono friabili pastafrolle all’acqua di fiori d’arancio amaro, all’olio extravergine, alla lavanda, tutte piacevoli ideazioni della pasticceria “Gibelli”, avviata nel 1921… In questi casi Ligucibario® abbina ovviamente un passito a bacca bianca, bevuto fresco nei tulipanini. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/rundi/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rundi, cioè “rotondi”, a Vallecrosia (IM) sono friabili pastafrolle all’acqua di fiori d’arancio amaro, all’olio extravergine, alla lavanda, tutte piacevoli ideazioni della pasticceria “Gibelli”, avviata nel 1921…<br />
In questi casi Ligucibario® abbina ovviamente un passito a bacca bianca, bevuto fresco nei tulipanini.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>Di che pesto sei?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/di-che-pesto-sei/">Di che pesto sei?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29493" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/DSCN9400.jpg"><img class="size-medium wp-image-29493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/DSCN9400-300x225.jpg" alt="basilico, mortaio e pestello" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">basilico, mortaio e pestello</p></div>
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<p>Tu di che pesto sei?&#8230; Poiché presto terrò il consueto storytelling sul pesto agli allievi del 7° corso per Guida Ambientale Escursionistica, durante le recenti Festività ho effettuato una sorta di “refreshing”, testando o ri-testando – anche in compagnia di Luisa Puppo e amici “gourmet” &#8211; una quindicina anzi quasi una ventina di prodotti, di diverso livello sin dal prezzo di vendita. Abbiamo in tal senso utilizzato una &#8220;scheda&#8221; di degustazione organolettica che ho messo a punto anni fa proprio per impiegarla nei corsi.</p>
<p><strong>La cucina ligure non fu né mai sarà (malgrado i mega-mortai galleggianti sul Tamigi…) solo pesto, ma indubbiamente questa salsa consente una public history ricchissima d’implicazioni sociali, economiche, quasi antropologiche. Non a caso tutti scrivono – talvolta pontificano &#8211; di pesto, non a caso in Liguria non v’è più un evento dove qualcuno non pesti pesto…</strong></p>
<p>Quel che leggerete di seguito, anche quando (garbatamente) esprimo riserve verso qualche pesto in assaggio, è scritto come sempre in spirito di servizio, e nel pieno rispetto del lavoro altrui. Commercializzare un pesto di qualità mantenendosi su prezzi ragionevoli non è infatti impresa semplice, chi fa il mio mestiere lo sa bene, e la concorrenza sugli scaffali dimostra che la “sfida” tra marchi è intensa e sempre in progress.</p>
<p>I primi suggerimenti che sento qui di dare al buongustaio &#8211; oltre a leggermi ad es. <a title="tutto quello che avreste voluto sapere sul pesto" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">a questo link</a> &#8211; orientano anzitutto le scelte verso il pesto fresco, quello nei banchi frigo, evitando le referenze con shelf life prolungate (effetto di pastorizzazione e conservanti che snaturano i caratteri della materia prima). Inoltre, occorre leggere con attenzione gli ingredienti in etichetta, c’è basilico e basilico, gli anacardi non valgono i pinoli, gli olii di seme non valgono l’extravergine, il grana padano non vale tout court il parmigiano reggiano * . Infine, occorre sincerarsi che la percentuale di basilico fresco (beninteso non estratti / aromi) si attesti quantomeno intorno al 30%, poiché è quest’erba “da re” a regalarci l’aroma che pretendiamo, e “pretendere” che nel pesto vi siano l’aglio e il pecorino (sardo), poiché le origini narrano la necessità di un conservante e i traffici di Genova con Corsica-Sardegna.</p>
<p>Facendo tuttavia la spesa, talora leggeremo subito ingredienti che poco ci parranno coerenti: farina, patate, zucchero, mandorle, fibre vegetali (dal bambù al pisello), latte in polvere, acido lattico ** , finanche burro… Questi sono di solito i barattoli mediocri, che si disputano la fascia di posizionamento intorno, circa, ai 22 euro al chilo. Contengono un pesto assai modesto, che verosimilmente farà storcere il naso ai Zeneixi, un pesto da insalate, bruschette, pasta fredda coi pomodorini, più che da mandilli o trofiette o testaroli.<br />
In tal senso, ma con piacere offrirò loro altre chance, mi hanno emozionato poco i pesti di Rana, di Lidl, di Biffi, di Coop (se non nel segmento “Fior fiore”, peraltro un po’ formaggioso), e – mi duole dirlo – anche di “Latte Tigullio”, che lavora in ricetta olio prevalentemente non extravergine, una % di basilico del 27%, grana padano in aggiunta al parmigiano, prescinsêua, fibra vegetale&#8230;</p>
<p>Bene, viceversa, i casi “Stemarpast” (di Genova), “Eurospin” (Pesto alla genovese), “Todis” (quasi tutti ingredienti biologici) ed “Esselunga” (piuttosto avvolgente e di carattere malgrado la bassa % di basilico), che con prezzi davvero alla portata garantiscono un’esperienza organolettica francamente non banale.</p>
<p>Passando viceversa ai pesti freschi *** da cui più mi aspettavo, ovvero ai produttori molto reputati, o molto distribuiti, o molto “local”, i quali dunque, per ragioni diverse, sovente propongono prima ancora del prodotto l’immagine-brand, colloco “Novella” tra coloro che in questi anni hanno enormemente migliorato la salsa (si pensi alla texture, oggi cremosa alla giusta densità), giungendo ad un “compromesso” che meritatamente piace a tanti, e che sposa benissimo gnocchi, trenette, picagge, e addirittura non solo pasta. Chapeau.</p>
<p>Ho poi apprezzato moltissimo “Calcagno” (prevedibili e ottimi i sentori di basilico, ne parlai <a href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-2/" target="_blank">già qui</a> nel mio top of the year 2025), “Sacco” (vellutato e intenso), “Parodi” (ben bilanciato, forse un pizzico salato), “Ramella” (un po’ povero di basilico, ma ben dosato quanto a pecorino fiore sardo e ad aglio).</p>
<p>A seguire, collocherei “Pesto per amore” (buono malgrado l’olio di girasole e l’assenza di pecorino), il “Portofino” (duttile, piacevole, nonostante alcuni ingredienti poco convincenti), il “Trofiaio” (connotato da grana padano e purtroppo privo di pecorino), il “Manuelina” (per i miei gusti un po’ poco pungente), e “Il pesto di Pra’” (buono quantunque un po’ fluido, formaggioso, e con una nota amarognola in chiusura). Credo infine vi siano ampi spazi di miglioramento per il “Carli”, alquanto oleoso, salato, e con note d’anacardi ed erbacee (che però non rinviavano direttamente a basilico).</p>
<p>Amici di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, fatemi sapere le vostre preferenze e l’esito delle vostre “incursioni”, il pesto è contemporaneamente genius loci e patrimonio di tutti, conoscerlo bene e degustarlo al meglio è un momento di buonessere, ogniqualvolta sia possibile scegliamo cultivar autoctone, prodotti certificati, accorciamo le filiere, nutriamoci di qualità!</p>
<p>*non mi si fraintenda: il grana padano DOP è un ottimo formaggio, ma il disciplinare del parmigiano reggiano DOP è ben più stringente (ad es. per gli additivi e la stagionatura), e ne fa un prodotto di maggior personalità ed eccellenza</p>
<p>**l’acido lattico artificiale, come noto, è molto poco congeniale ai neonati e ai bambini per la difficoltà di metabolizzazione, rivolgersi sempre al pediatra di fiducia</p>
<p>***via via i prezzi possono salire, non a caso, sino a circa 53 euro al chilo…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Un minestrone che mi ha sbalordito</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/un-minestrone-che-mi-ha-sbalordito/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 13:29:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Càpita a chiunque, dopo una giornata di lavoro che stanca, di cercare un supermercato dove rapidamente comprar qualcosa per cena. I supermercati sono come noto – non è un crimine… &#8211; luoghi “di marketing”, dove concretissime strategie commerciali – esposizione, sconti… &#8211; possono indurre il consumatore ad ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-minestrone-che-mi-ha-sbalordito/">leggi tutto</a></p>
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<p>Càpita a chiunque, dopo una giornata di lavoro che stanca, di cercare un supermercato dove rapidamente comprar qualcosa per cena. I supermercati sono come noto – non è un crimine… &#8211; luoghi “di marketing”, dove concretissime strategie commerciali – esposizione, sconti… &#8211; possono indurre il consumatore ad una scelta piuttosto che un’altra. Poiché è anche di marketing che mi occupo da circa 30 anni, quando varco la porta delle grandi distribuzioni cerco di resistere almeno un po’ alle tentazioni e alle mega-offerte, di leggere le etichette con gli ingredienti, di scansare prodotti ove preponderi la chimica, di privilegiare il più possibile referenze locali (i TIR inquinano…). Peraltro, ero e resto dell’opinione che i supermercati non siano il diavolo, siano viceversa realtà dove con un po’ di discernimento si può acquistare qualità, sta prima di tutto a noi informarci e conoscere, e “alternarli” alle – altrettanto importanti &#8211; botteghe di prossimità. Ieri sera, appunto dopo una giornata di lavoro che stanca, m’imbatto, presso un negozio della catena “Ekom”, in una serie di zuppe e minestroni freschi, e poiché in questi giorni fa freddo decido di cenare con qualcosa di fumante… Così, da appassionato di minestrone zeneize, colloco nel carrello una “Zuppa alla ligure” a marchio KOMEte. Una volta a casa la apro per riscaldarla alcuni minuti e noto subito – in effetti si dovrebbe sempre mangiare prima con gli occhi ed il naso che con la bocca… &#8211; una consistenza ed un profumo bellissimi, praticamente da meneströn fatto in casa, e noto addirittura la presenza dei brichetti, un formato di pasta arci tradizionale. Piacevolmente incuriosito, a quel punto recupero il cartoncino della confezione per verificare gli ingredienti, che vado testualmente a elencarvi: acqua, verdure 26% (patate, carote, zucchine, legumi, piselli), basilico genovese DOP 3,4%, pasta di semola di grano duro 2,9%, olio extravergine 2,2%, passata di pomodoro, parmigiano reggiano DOP, sale. Oltre alla totale assenza di additivi (conservanti, addensanti…), non si può non constatare la presenza di due meraviglie quali il basilico genovese DOp e il parmigiano reggiano DOP. Confesso, ero quasi esterrefatto&#8230; Ma ancor più sono poi stato felice di gustarmi il piatto, con la sola aggiunta – fuori fuoco &#8211; di un filo d’extravergine a crudo e una ulteriore spolverata di parmigiano. Agli amici Lettori di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi, fors’anche perché si tratta di un sito senza inserzioni pubblicitarie… – mi permetto dunque di suggerire l’assaggio di questa eccellenza (sottolineo: eccellenza), gustosa e salubre, e fra l’altro molto caratteristica della cucina genovese e ligure… Un Vermentino o una Bianchetta serviti freschi saranno ovviamente il calice ideale da abbinarle.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a><strong><br />
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		<title>Assaggiatori di Genova, siete tanti!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 09:01:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/Definitiva_locandina_NO-deg_assaggiatori-saffi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26642" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/Definitiva_locandina_NO-deg_assaggiatori-saffi-212x300.jpg" alt="Definitiva_locandina_NO-deg_assaggiatori-saffi" width="212" height="300" /></a></p>
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<p>80 iscritti, e quindi grande afflusso e bella audience all&#8217;auditorium della <em><strong>Biblioteca Civica Saffi di Genova-Molassana</strong></em>, dove giovedì 9 ottobre Umberto Curti ha dato il via ad &#8220;Assaggiatori di Genova&#8221;, il ciclo di 4 incontri tematici (ad ingresso gratuito) nei quali rispettivamente approfondire la focaccia, le salse da mortaio, le torte di verdura, ed il pandolce natalizio.<br />
Al termine dell&#8217;iniziativa, il 20 novembre, i partecipanti riceveranno la Pergamena di partecipazione, che li &#8220;qualificherà&#8221; &#8211; in modo simbolico ma gratificante &#8211; <em><strong>Assaggiatori di Genova</strong></em>&#8230;<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/saffi2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26643" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/saffi2-300x202.jpg" alt="smart" width="300" height="202" /></a></p>
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<p>Mi piace, e davvero presumo di far mio anche il pensiero di Umberto Curti, sottolineare il grande lavoro svolto da Biblioteca Civica Saffi, vero &#8220;presidio&#8221; sul territorio, luogo vivo, dinamico, biblioteca la quale con entusiasmo e con l&#8217;usuale efficienza ha a suo tempo aderito all&#8217;idea progettuale.<br />
E ringrazio <em><strong>l&#8217;Assessora alla cultura del Municipio Media val Bisagno, Signora Marina Pastorino, che nelle parole d&#8217;introduzione e benvenuto, appassionate e non formali, ha colto in pieno lo spirito dell&#8217;evento</strong></em>, ovvero &#8220;trasformare&#8221; via via i cittadini in &#8220;ambasciatori&#8221; della città, aumentando la consapevolezza del bello che ci circonda, in questo caso il patrimonio delle nostre tradizioni gastronomiche, forziere di mediterraneità che trova nel mondo pochi rivali&#8230;<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/saffi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26644" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/saffi1-225x300.jpg" alt="saffi1" width="225" height="300" /></a></p>
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<p><em><strong>Poi è salito in scena Umberto Curti, che questa volta ha fortemente voluto accanto a sé Mara Fiorese, medico di Medicina Generale</strong></em>, per spunti di educazione alimentare, onde fornire ai presenti anche qualche prezioso input in termini di buonessere e di prevenzione di disturbi e patologie. La focaccia infatti è un piacere che non va &#8220;demonizzato&#8221;, naturalmente è opportuno &#8211; come in tutte le cose della vita? &#8211; non eccedere, ma viceversa inserirla in una quotidianità di dieta bilanciata e di consumi consapevoli. La conferenza si è arricchita e ancor più animata dei momenti in cui i due relatori hanno &#8220;interagito&#8221;, ciascuno per la propria parte, ma duettando con le medesime finalità.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/mara-fiorese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26645" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/mara-fiorese-300x255.jpg" alt="smart" width="300" height="255" /></a></p>
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<p>Così, sono scorse sullo schermo le slides relative alle tradizioni storiche e alle tipologie di focaccia, alla ricetta sia con pasta madre (ovviamente la più antica) sia con lievito di birra, alle farine e lavorazioni &#8220;indagate&#8221; nei loro aspetti tecnici (raffinazione, forza, glutine, pre-impasti, grani antichi), all’olio extravergine, che Umberto Curti da sempre propugna come sostituto dello strutto, agli aspetti nutrizionali, agli abbinamenti enologici (Vermentino, Bianchetta&#8230;), ed infine ai suggerimenti biblio-videografici, per chi poi desideri approfondire ulteriormente i temi. Materiali che, sfruttando il &#8220;motorino di ricerca&#8221; interno, sono in gran parte reperibili anche qui su <em><strong>Ligucibario®</strong></em>.<br />
Mi pare che veramente, per dirla col poeta Orazio, si sia riusciti a <em>prodesse et delectare</em>, a giovare divertendo. Del resto, visti gli argomenti, occorrerebbe &#8220;talento&#8221; per annoiare il pubblico&#8230;<br />
Arrivederci dunque con <em><strong>le salse da mortaio giovedì 23 ottobre</strong></em>, sempre alla &#8220;Saffi&#8221; e sempre alle 17.30!<br />
<strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
<div id="attachment_25072" style="width: 223px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">luisa puppo, ligucibario</p></div>
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		<title>Pissa cun e erbe</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 08:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pissa cun e erbe è una ricetta che ti conduce in val Nervia, alle spalle dell&#8217;estrema Riviera di ponente, terra di olive e di olio&#8230; Sopra un impasto simil-focaccia si deposita un mix di bietole, erbe spontanee, cipolla rossa tritata, il tutto a crudo e legato dai consueti parmigiano, uova, olio extravergine. No pomodoro (che ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pissa-cun-e-erbe/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pissa cun e erbe è una ricetta che ti conduce in val Nervia, alle spalle dell&#8217;estrema Riviera di ponente, terra di olive e di olio&#8230;<br />
Sopra un impasto simil-focaccia si deposita un mix di bietole, erbe spontanee, cipolla rossa tritata, il tutto a crudo e legato dai consueti parmigiano, uova, olio extravergine. No pomodoro (che viceversa incontri nelle sardenaire&#8230;).<br />
Dopo il forno (180°C per circa mezz&#8217;ora) viene cosparso anche di taggiasche.<br />
Rispetto tuttavia a tante ricette online di veri o presunti gastronomi, contesto l&#8217;impiego di farina Manitoba: come nel caso della focaccia col formaggio, infatti, essa può venir positivamente sostituita da un impasto di una certa forza (W 260-280) realizzato col 60% di una farina 2 e il 40% di una farina 0&#8230;<br />
Nei calici, infine, il matching vincente per Ligucibario® può essere un Vermentino della DOC locale, servito a 11°C in tulipani a stelo alto.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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