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	<title>Ligucibario &#187; mucca pazza</title>
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		<title>Cibo, una cultura</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 10:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cibo e cultura alimentare: etnogastronomia, biodiversità, sostenibilità Cibo, nutrizione e non solo. Che conoscere l’alimentazione di un popolo valga come strada maestra per penetrarne autenticamente la cultura, direi essere ormai tesi troppo veritiera e accreditata per meritare ulteriori approfondimenti… Un popolo, in tal senso, è infatti quel che storicamente ha coltivato, pescato, allevato, prodotto, importato. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cibo-una-cultura/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-basilico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23095" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-basilico-300x225.jpg" alt="foto basilico" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong><em>Cibo e cultura alimentare: etnogastronomia, biodiversità, sostenibilità</em></strong></p>
<p><strong>Cibo, nutrizione e non solo. Che conoscere l’alimentazione di un popolo</strong> valga come strada maestra per penetrarne autenticamente la cultura, direi essere ormai tesi troppo veritiera e accreditata per meritare ulteriori approfondimenti… Un popolo, in tal senso, è infatti quel che storicamente ha coltivato, pescato, allevato, prodotto, importato.</p>
<h2>Cibo e microstoria.</h2>
<p>Da giovane – quanti ricordi… &#8211; mi avvicinai <strong>a Bloch, a Febvre, alla cosiddetta scuola delle “Annales”</strong> (d’histoire économique et sociale) che mi appassionò alla <strong>micro-storia</strong>. E che alle narrazioni &#8220;scolastiche&#8221; di eventi, monarchie, battaglie, conquiste, sostituì sin dal 1929 l’indagine delle comunità “minori”, delle famiglie, delle quotidianità sociali. Una ricerca, ai tempi, rivoluzionaria e quanto mai stimolante. Ma come si potrebbe, in effetti, comprendere <em>il farsi della storia sui territori</em> senza approfondire &#8211; in senso antropologico &#8211; la vita dei villaggi, il lavoro, la lingua parlata, le ricette culinarie, le malattie, gli aspetti religiosi e “paganeggianti”… Ecosistemi culturali, vien da dire.</p>
<h2>Cibo, sostenibilità, biodiversità</h2>
<p>Parimenti, oggi, <strong>chiunque si occupi seriamente di enogastronomia si occupa anche di sostenibilità e biodiversità</strong> (di rispetto dell’ambiente e delle forme di vita che ospita). Ed esse, ed anche per questo abbiamo &#8220;gemmato&#8221; alcuni mesi fa anche il blog <a title="Biovoci" href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank">BioVoci</a>, sono i viatici migliori per avvicinarsi ad un atto – alimentare &#8211; che non sia solo quello (necessario e &#8220;banale&#8221;) del nutrirsi, ma miri a conoscere a fondo quel che giunge in tavola e come vi giunge. <strong>Ligucibario©</strong> da molti anni traversa questo cupo antropocene militando lungo un percorso che si tiene lontano tanto dai luoghi comuni quanto dai fanatismi tout court. Affermazioni quali, tanto per dire, “aboliamo tutta la carne rossa dai menu” oppure “in Italia i poveri mangiano meglio dei ricchi” oppure “i grani moderni provocano la celiachia” sono – su piani diversi – di difficile ricezione, in primis in Italia.</p>
<p>In parallelo, molti consumatori tuttora non sanno le cause di alcuni dei più tragici incidenti alimentari degli ultimi anni (<strong>metanolo, morbo di mucca pazza, mozzarelle blu…</strong>) e faticano ad interpretare le etichette sui prodotti, oppure serenamente le ignorano. Prede perfette del marketing che, non di rado, tutto massifica e manipola&#8230; Del marketing che riempie i loro carrelli distratti&#8230;</p>
<h2>Dieta mediterranea. Buonessere e <em>modus vivendi</em></h2>
<p>Il percorso di Ligucibario©, come detto, evita qualunquismi e pregiudizi. Tuttavia, predilige eccome <strong>l’agricoltura pulita, le filiere brevi (leggo che un chilo di mirtilli dal Cile innescherebbe un consumo di 20 litri di carburante aereo e 7 chili di anidride carbonica nell’atmosfera), le cultivar autoctone, l’olio extravergine, i cibi poco processati (verificare le confezioni!), il buonessere</strong>, parola che personalmente, lo confesso, prediligo. Buonessere che in molte regioni italiane collima con la cosiddetta &#8220;dieta mediterranea&#8221;, un <em><strong>modus vivendi</strong></em> più che un <em>modus edendi</em>, di recente “rivisitato”, una dieta davvero della longevità (e del contrasto a malattie cardiovascolari e a tumori), tanto che alcune aree d’Italia contendono il primato della durata di vita <strong>all’isola di Creta e al Giappone</strong>, un Paese, quest’ultimo, non a caso di millenaria civiltà, dove lo stile alimentare è un’autentica filosofia, poggiata su riso (sovente l’integrale Genmai), pesce (sovente crudo in forma di sashimi e sushi), verdura e frutta fresche, alghe, tè verde…<br />
Stay tuned, amico Lettore, perché su queste tematiche inevitabilmente ci riincontreremo, anche &#8211; appunto &#8211; nel blog <a title="biovoci" href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank">BioVoci</a> che t&#8217;invito sin d&#8217;ora a navigare.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a></p>
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		<title>Medaglioni di carne ai filoni (schienali)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 19:53:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I filoni, prima di essere tritati, vanno ammollati un’ora in acqua fredda (sono midollo spinale, non osseo * ). E i medaglioni di vitello vanno legati affinché restino compatti come i tournedos. Ricetta d&#8217;antan che unisce carne di pregio e quinto quarto, sposano ad es. un DOC Ormeasco di Pornassio Superiore&#8230; * si pensi alla ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/medaglioni-di-carne-ai-filoni-schienali/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I filoni, prima di essere tritati, vanno ammollati un’ora in acqua fredda (sono midollo spinale, non osseo * ). E i medaglioni di vitello vanno legati affinché restino compatti come i tournedos. Ricetta d&#8217;antan che unisce carne di pregio e quinto quarto, sposano ad es. un DOC Ormeasco di Pornassio Superiore&#8230;<br />
* si pensi alla celebre finanziera piemontese&#8230; Questo &#8220;filo&#8221; biancastro salì sul banco degli imputati al tempo di mucca pazza, l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Laccetti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 18:18:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Laccetti sono a Genova e Liguria le animelle (quinto quarto, interiora, frattaglie). Si tratta per la precisione di timo, pancreas, ghiandole salivari, ed esse insieme ai filoni, ovvero gli schienali, ammorbidivano &#8211; ieri ben più di oggi, specie dopo l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina esplosa anni fa col nome di &#8220;mucca pazza&#8221; &#8211; i ripieni dei ravioli, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/laccetti/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Laccetti sono a Genova e Liguria le animelle (quinto quarto, interiora, frattaglie). Si tratta per la precisione di timo, pancreas, ghiandole salivari, ed esse insieme ai filoni, ovvero gli schienali, ammorbidivano &#8211; ieri ben più di oggi, specie dopo l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina esplosa anni fa col nome di &#8220;mucca pazza&#8221; &#8211; i ripieni dei ravioli, della cima&#8230; Di fatto, un po&#8217; tutte le cucine regionali ne facevano uso, perché di una carcassa d&#8217;animale non si gettava via nulla. A questi temi inesauribili ho dedicato a suo tempo un saggio storico (forse il libro che più mi ha appassionato scrivere), &#8220;Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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