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	<title>Ligucibario &#187; l&#8217;appetito vien camminando</title>
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		<title>Busalla, il luogo delle rose</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 13:47:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/rosa-centifolia-muscosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30185" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/rosa-centifolia-muscosa-220x300.jpg" alt="rosa centifolia muscosa" width="220" height="300" /></a></p>
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<p>Busalla è una cittadina di circa 5.100 abitanti a sinistra della Scrivia, ad un’altitudine di 358m sul livello del mare, ai piedi di quel Colle dei Giovi che la “separa” da Genova; dipendente in epoca romana dal <em>municipium</em> di Libarna, si è via via sviluppata ad ovest di primitivi nuclei abitati già documentati anche in epoca medievale, i quali talora poggiavano la propria quotidianità anzitutto (guarda caso) sui castagneti.</p>
<p>Il luogo, menzionato per la prima volta dalle fonti insieme a Sarissola nel medesimo documento del 1197, appare oggi strutturato in maniera differentissima rispetto alla sua primeva morfologia, che si intuisce esclusivamente da immagini aeree (impossibile, dunque, qualsiasi ipotesi circa le preesistenze). Il territorio comunale sfruttato a fini agricoli, peraltro, doveva ovviamente esser molto più ampio di quanto non appaia oggi. La copertura boschiva ha inghiottito molte aree terrazzate e molti sentieri, che oggi vengono riscoperti e reimpiegati da bikers ed escursionisti…</p>
<p>Vi sono capitato l’ultima volta in un recente finale d’estate, il cenno autobiografico si lega semplicemente al fatto che fui “accolto”, ad un tratto, dallo scampanio gioioso della Parrocchiale di San Giorgio (la cui presenza è attestata fin dal 966), per la festa del santissimo nome di Maria, e vissi un momento particolare, difficile a dimenticarsi (1)…</p>
<p>Il luogo di culto, oggi in forme rinascimentali, venne ampliato dall&#8217;Ingegner Ignazio Gardella senior (1803-1867) con due navate laterali nel 1829, e allungato ed alzato poi nel 1898. Nelle cartografie del bravissimo Matteo Vinzoni (1725) risultava un unico vano rettangolare. Ingloba parte della cappella medievale di Santa Maria Maddalena. In origine servì espressamente ai feudatari e alle loro guarnigioni. Fino al 1789 l’interno fu usato per inumazioni sotto il pavimento, fino all’edificazione del cimitero in località Giardino, che ovviò alle necessità. Comunemente denominata dagli abitanti busallesi come chiesa di San Giorgio de Ceta è, secondo alcune fonti storiche, l&#8217;edificio di culto più antico della cittadina, dipendente dal cenobio di Chiusa di San Michele (vicino a Torino).</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “<strong>Valle Scrivia, l’appetito vien camminando</strong>” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di <strong>Luisa Puppo</strong> (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di <strong>Riccardo Poggio</strong>, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Casella, mercato dell&#8217;Appennino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:51:57 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30377" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/trenino-casella-034.jpg"><img class="size-medium wp-image-30377" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/trenino-casella-034-300x225.jpg" alt="palazzp fieschi a casella" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo Fieschi a Casella</p></div>
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<p>Qualche mese fa ho pranzato in una trattoria a <strong>Casella</strong>, proprio sulla piazza centrale, piazza XXV aprile. Un cielo di smalto incorniciava il secentesco <strong>Palazzo Fieschi</strong>, ben leggibile architettura, col grande stemma in facciata, una torre con due resti di meridiane (un fregio risulta purtroppo illeggibile), e una corte interna squadrata, a cielo aperto. Tutto il braccio di ponente della confortevole residenza era non a caso adibito ad ampia stalla, sovrastata da fienile. L’acqua, copiosa, dissetava gli animali da soma legati agli anelli dei pilastri…</p>
<p>Dirimpetto, sulla piazza, si eleva quel <strong>Palazzetto</strong> un tempo passaggio necessario per lasciare la città, passaggio che valeva a controllare le merci e garantirsi pedaggi. Oggi in qualche modo non tradisce quella funzione, ospitando attività commerciali, che come sempre vivificano il luogo. Il terzo edificio sulla piazza, oltre la “<strong>Fonte di Montemaggio</strong>” costruita in pietra locale, è – coevo ai precedenti &#8211; la cosiddetta <strong>Casa del Macello</strong>, in quanto vi si macellava tutta la carne consumata nel feudo di Savignone, di cui Casella era parte.</p>
<p>La località sorge a 410m sul livello del mare, sulla destra della Scrivia, ai piedi di Monte Maggio, ed oggi conta circa 3.000 abitanti. Denota una buona tenuta demografica e un’alta percentuale di giovani under 18 rispetto agli anziani over 65, ciò che fa ben sperare per l’avvenire.</p>
<p>La<strong> pianeggiante centralità dell’area</strong> è storicamente &#8220;validata&#8221; da intensi e redditizi <strong>commerci del sale</strong>, di cui restano anche i toponimi Salata e Salata Mongiardino, due piccole frazioni (presso il valico tra Valle Scrivia e Val Borbera) rispettivamente di Vobbia e Mongiardino Ligure (AL) che oggi sommano una trentina di abitanti o poco più.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/ydycr2Hkkac?si=IfeQZInQAQjkYJ5i" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Mentre pranzavo ho “rievocato” per qualche attimo, nella mente, la <em>Raudigabium</em> longobarda (è chiaro che l’attuale toponimo non si lega a quello), ma il borgo verosimilmente risale &#8211; quanto a origini &#8211; molto più indietro, all&#8217;età romana, origini dovute come detto alla costante presenza di notevoli assi di passaggio, che qui si incontravano: quello di fondovalle (attuale SP 226), che poi sotto i Fieschi nel &#8216;200 divenne &#8220;dei Feudi Imperiali&#8221;, poiché da monte verso mare connetteva i vari fortilizi fliscani in Valle, interagenti con l&#8217;Impero, e quello &#8220;del sale”; si consideri &#8211; ce lo conferma molta geostoria &#8211; che il fondovalle tramite la Val Trebbia traguardava la Via Aemilia, autostrada romana del tempo, e ciò cuciva una cerniera fra l’approdo di Genova e i centri padani, sino all&#8217;Adriatico… L’asse di fondovalle, superato l&#8217;Appennino alla Crocetta d&#8217;Orero, oltrepassava la Scrivia presso Casella, procedendo poi verso la Padanìa prevalentemente tramite Crocefieschi, Vobbia e la Val Borbera&#8230;<br />
Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “<strong>Valle Scrivia, l’appetito vien camminando</strong>” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di <strong>Luisa Puppo</strong> (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di <strong>Riccardo Poggio</strong>, Guida ambientale escursionistica.</p>
<p>Stay tuned, Montoggio col suo castello Fieschi è già disponibile <a title="montoggio" href="https://www.ligucibario.com/montoggio-i-luoghi-del-racconto-e-della-fede/" target="_blank">a questo link</a>, e Vobbia col suo Castello della Pietra è già disponibile <a title="vobbia e il castello della pietra" href="https://www.ligucibario.com/vobbia-e-il-suo-castello-dentro-la-pietra/" target="_blank">a questo link</a>!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=p17MnLVg_1jSR8_5" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=PSvO_2Wl5jUq46Hj" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Al momento della pubblicazione e l&#8217;uscita nelle librerie, il <strong>volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia</strong>.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Montoggio, i luoghi del racconto e della fede</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30300" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou-300x225.jpg" alt="2-Fasciou" width="300" height="225" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou.jpg"> </a></p>
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<p>Là dove i torrenti Laccio e Pentemina coniugano i propri corsi a generare la Scrivia, che poi si verserà nel Po, sorge Montoggio, a 500 metri d’altitudine e ad un passo dall’Alta Via dei Monti Liguri; la località conta oggi circa 2.000 abitanti e si distende tra monti. Da Genova tanti la raggiungono salendo i Piani di Creto, lasciandosi alle spalle gli splendori dell’abbazia romanica di San Siro di Struppa.</p>
<p>Oltre Creto, presso località Colletta già si scorgono tra fitta vegetazione i resti di una costruzione che forse fungeva da torre di avvistamento sulla viabilità principale, in diretta connessione col Castello di Montoggio che per conto dei Fieschi dominava l’antistante colle e che fu distrutto dopo la fallita congiura del 1547.</p>
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<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/UEOQCaByRuI?si=Gjmr2_CuZlXfoppZ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Creto peraltro è solo una delle quasi sessanta frazioni, per lo più piccoli centri punteggiati da rade casine e da sobrie architetture agresti, in cui si suddivide l’area, fra boschi di castagni e di latifoglie. Poche curve distanziano Montoggio da Genova, eppure il paesaggio è sùbito sinonimo di quiete e ruralità, tra il verde dei prati su cui nelle belle giornate &#8211; da Pasqua in poi &#8211; si può consumare una merenda al sacco, o anche solo passeggiare, ecco già poco lontane le acque del Lago di Val Noci (1), ecco l’aria frizzante che si respira dai monti Bano e Candelozzo (per l’ascesa al Bano seguire indicativamente i segnavia gialli, per il Candelozzo rossi), monti che con i rispettivi 1.035 e 1.036 metri di altezza dominano dall’alto la Valle, come falchi di roccia sulle nature sottostanti, ecco infine in centro paese i ristoratori, e alcune accoglienti botteghe&#8230;</p>
<p>Per chi viceversa arrivi da Torriglia, colpisce subito a Bromia il ponte tardomedievale che a schiena d’asino scavalca il Pentemina, a due arcate in pietra locale, uno dei più antichi che siano scampati alle piene torrentizie e alle distruzioni umane.</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned, Vobbia col suo Castello della Pietra è già disponibile <a title="vobbia e il castello della pietra" href="https://www.ligucibario.com/vobbia-e-il-suo-castello-dentro-la-pietra/" target="_blank">a questo link</a>!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=0NuQwOhuIIyHR21q" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Al momento della pubblicazione e l&#8217;uscita nelle librerie, il volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=NYpOOhxMxmWRs1Au" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
(1) tale invaso artificiale, preziosa scorta idrica, nacque tra il 1924 e il 1930 grazie a uno sbarramento alto 56 metri<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/montoggio-i-luoghi-del-racconto-e-della-fede/">Montoggio, i luoghi del racconto e della fede</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Patate, diabolica rivoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Patata si lega a papa, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Ma Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo. È una Solanacea, melanzane, pomodori, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/patate-diabolica-rivoluzione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30174" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086.jpg"><img class="size-medium wp-image-30174" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086-300x225.jpg" alt="patate dell'appennino genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">patate dell&#8217;appennino genovese</p></div>
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<p>Patata si lega a <em>papa</em>, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Ma Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo.</p>
<p>È una <em>Solanacea</em>, melanzane, pomodori, peperoni, tabacco, belladonna&#8230;, l’ampia famiglia include infatti anche piante velenose.</p>
<p>E in Liguria? Il vallombrosano Vitale Magazzini ad inizio ‘600 scrisse che i tuberi vi pervennero in Genova, coi Carmelitani Scalzi (Nicolò Doria, fondatore del convento di Sant’Anna), attorno al 1584, provenienti da Spagna e Portogallo.</p>
<p>Oggi s’incontrano diverse cultivar, Montoggio ad esempio celebra anzitutto la quarantina bianca detta anche “genovese”, “gianca de Törriggia” eccetera (3), e di varie patate si fa largo uso un po’ ovunque in Liguria per gnocchi, polpettoni, friscêu, contorni…, ma anche per sentiti localismi quali i ravioli di Pitelli (SP), il pane di Pignone (SP), la polenta bianca di Bardineto e Calizzano (SV), la torta baciocca del levante, e la fràndura di Montalto Ligure (IM), &#8220;dirimpettaia&#8221; di ponente della baciocca…<br />
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<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>La bella di Torriglia, un dipinto e una torta</title>
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		<comments>https://www.ligucibario.com/la-bella-di-torriglia-un-dipinto-e-una-torta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:54:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; La “bella di Torriglia”, a bella de Törriggia, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto legata ad ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-bella-di-torriglia-un-dipinto-e-una-torta/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30182" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-30182" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia-225x300.jpg" alt="L'immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa." width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa.</p></div>
<p>&nbsp;<br />
La “bella di Torriglia”, <em>a bella de Törriggia</em>, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto legata ad un temuto potente).</p>
<p>Invenzione del locale pasticcere Giuseppe “Pino” Guano, poi brevettata a Roma, la torta è nata in un’occasione speciale, come raccontò tempo fa il figlio Massimo in un puntuale reportage su <strong>lavocedigenova.it</strong>: “…in onore del pittore (figurativo) Piero (Pietro) Lumachi, artista locale molto quotato. Il sindaco Giuseppe Cevasco aveva chiesto a Piero di realizzare un quadro (un grande olio su lino 210&#215;140 cm) in onore della bella di Torriglia (realizzato nel 1995 ed esposto sotto il voltino di piazza Fieschi). Il sindaco poi aveva chiesto a mio papà di realizzare una torta e lui si è inventato questa base di frolla con un impasto morbido a base mandorle” (2).</p>
<p>La Bella nel dipinto &#8211; com&#8217;è stato notato e scritto &#8211; riprende le fattezze e il colore di capelli tipicamente liguri / mediterranei: l’occhio scuro e vagamente orientale s’accompagna al sorrisetto perspicace di chi un po’ si pavoneggia perché ha addosso gli occhi di tutti, e sa di &#8220;meritarlo&#8221;&#8230; Val certamente la pena di andarla ad ammirare <em>in loco</em>, tanto più che Torriglia – grazie al clima e alla natura &#8211; è un po’, come noto (e come vedremo), la “Svizzera dei genovesi”…<br />
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<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Stagioni e ruralità a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/stagioni-e-ruralita-a-tavola/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/106.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30177" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/106-300x185.jpg" alt="106" width="300" height="185" /></a></p>
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<p>Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, suddiviso per mesi, intrecciato alle festività e intriso di simbolismi. Persino decine di proverbi “adornavano” la saggezza contadina legata ai momenti climatici e al lavoro, talora legando gli eventi, non solo atmosferici, alla fede nei Santi.</p>
<p>Il bosco, presenza ora più amica ora più inquietante, da parte sua “integrava” i coltivi ospitando selvaggina (cinghiali, lepri, caprioli, fagiani, lumache…), fornendo frutti (mirtilli, castagne…), funghi, piante officinali, bacche, miele…</p>
<p>Talune piante endemiche fungevano poi (anche in Valle Scrivia) da pronto soccorso: arnica per i tagli che non cicatrizzavano, aconito per i morsi della vipera, genziana per la digestione, origano per insaporire i cibi e favorire l’intestino, maggiociondolo per cacciare i topi dall’orto&#8230; Sottile anzi sottilissima, come si può notare, è sempre la linea di confine fra questi usi e rimedi e la vera e propria etnobotanica farmaceutica.<br />
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Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Birra artigianale e Valle Scrivia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra pro capite l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’Oktoberfest, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/birra-artigianale-e-valle-scrivia/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/birra-artigianale-e-valle-scrivia/">Birra artigianale e Valle Scrivia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/DSCN1012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30180" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/DSCN1012-300x158.jpg" alt="DSCN1012" width="300" height="158" /></a><br />
In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra <em>pro capite</em> l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’<em>Oktoberfest</em>, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della vite dal mondo brassicolo…</p>
<p>Oggi sono circa 3mila o più i ristoranti italiani dotati di carta delle birre, birre &#8220;d&#8217;autore&#8221; italiane e straniere. Se il tema vi appassiona, inclusa la vicenda imprenditoriale di Teo Musso (Baladin) a Piozzo (CN), gli ho dedicato anni fa un lungo pezzo sul bimestrale &#8220;Liguria Food&#8221;, numero 5.</p>
<p><strong>Anche in Liguria la birra artigianale diviene via via ottimamente rappresentata</strong>. In particolare, presso il casello autostradale di Busalla (ma in Comune di Savignone), la “Fabbrica della birra”, avviata nel 1999, rappresenta il primo microbirrificio dell’intera regione. La sua storia pionieristica però &#8211; ben dettagliata sul website &#8211; va retrodatata addirittura al 1905, grazie all’attivismo di tre imprenditori fra cui all&#8217;epoca il sindaco di Busalla (Cavalier Sisto Poggi), una storia che negli anni d’oro condusse la fabbrica a produrre circa ¼ di tutta la birra italiana, con vendita all’ingrosso sull’intero territorio nazionale. Ma le tragedie della prima guerra mondiale, e l’irreperibilità in Italia d’orzo e malto (problemi che riguardarono anche la Peroni, fondata a Vigevano nel 1846…), via via soffocarono l’azienda, sino alla chiusura del 1929. Lunghi decenni inevitabilmente compromisero la struttura fisica dello stabilimento, adibito a vari usi, ma dal 1995 una cordata d’imprenditori mise mano alle ristrutturazioni, inizialmente esterne, poi integrali. Nel 1999 l&#8217;attesa e apprezzata produzione poté così riprendere, accanto ad un’area mescita e ristorativa (pinse fettuccine taglieri carni&#8230;) e ad una alberghiera (che pare preesistesse perfino all’avvio della fabbrica (4)), punto tappa con camere di qualità a pochi metri dagli assi viari che dal Genovesato portano in Lombardia.</p>
<p>Il portfolio prodotti dell&#8217;azienda da sempre sciorina referenze – com’è negli stili artigianali &#8211; tutte non pastorizzate né microfiltrate, sia ad alta che a bassa fermentazione, le quali incontrano il favore tanto del grande pubblico quanto degli intenditori più appassionati. Le aromatizzazioni valorizzano concretamente il territorio (castagna, rose, miele…), con una &#8220;incursione&#8221; cui tengo molto a Battifollo nel Cuneese &#8211; dove opera il mio amico Silvano di &#8220;Primopan&#8221; &#8211; per le eccelse more.</p>
<p>Lunga vita alla birra artigianale, dunque, e a quell’Italia – da Piozzo in Piemonte a Savignone in Liguria &#8211; che le somiglia.<br />
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<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=rzDHqfqQ1lEP7tTV" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/birra-artigianale-e-valle-scrivia/">Birra artigianale e Valle Scrivia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Le rose della Valle Scrivia, la Valle delle rose</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Maggio è il mese delle rose per antonomasia. Il più fiore tra i fiori ha peraltro “radici” molto fonde se già in età romana compiutamente valeva sia da ornamento, nelle decorazioni parietali, sia da alimento, per la salute ed il benessere, sia ancora da cosmetico, per sanare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/le-rose-della-valle-scrivia-la-valle-delle-rose/">leggi tutto</a></p>
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<p>Maggio è il mese delle rose per antonomasia. Il più fiore tra i fiori ha peraltro “radici” molto fonde se già in età romana compiutamente valeva sia da ornamento, nelle decorazioni parietali, sia da alimento, per la salute ed il benessere, sia ancora da cosmetico, per sanare ed abbellire &#8220;ovidianamente&#8221; l’aspetto. Ancor prima era tuttavia fiore “riservato” agli uomini, un simbolo di potere e saggezza, un medicamento in battaglia e un portafortuna.<br />
La ricerca storica tende a situarlo come pianta non esclusiva dell’Asia ma sviluppatasi in natura prepotentemente nell’Asia centrale, poi coltivata da Persiani ed Egizi, “importata” da Greci e Romani, quindi alquanto dimenticata attraverso i secoli sino poi alle Crociate, che la diffusero in Europa.<br />
Sinora non possediamo evidenze paleobotaniche circa una presenza di rose a Libarna, il <em>municipium</em> romano in Valle Scrivia (Comune di Serravalle (AL)), ma è verosimile che se ne incontrassero, e anche da qui si svilupperebbe, secondo alcuni, il legame profondo della rosa coi territori della Valle. Secondo un’altra teoria, che mi piace citare benché sempre ipotetica, la Valle si trova ad un giorno di cammino da Genova ed era sulla “rotta” delle mercanzie viaggianti a dorso di mulo dal mare alla Padanìa. A Busalla e comunque lungo il tragitto sorgeva un cenobio che accoglieva i pellegrini e i viandanti, e i monaci &#8211; sempre ottimi agronomi e speziali &#8211; v’avrebbero impiantato le prime importanti coltivazioni di rose, come piante officinali&#8230;<br />
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Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong><em>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</em></strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria.<br />
Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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