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	<title>Ligucibario &#187; l&#8217;appetito vien camminando</title>
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		<title>Patate, diabolica rivoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:59:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Patata si lega a papa, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo. È una Solanacea, melanzane, pomodori, peperoni, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/patate-diabolica-rivoluzione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30174" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086.jpg"><img class="size-medium wp-image-30174" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086-300x225.jpg" alt="patate dell'appennino genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">patate dell&#8217;appennino genovese</p></div>
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<p>Patata si lega a <em>papa</em>, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo.</p>
<p>È una <em>Solanacea</em>, melanzane, pomodori, peperoni, tabacco, belladonna&#8230;, l’ampia famiglia include infatti anche piante velenose.</p>
<p>E in Liguria? Il vallombrosano Vitale Magazzini ad inizio ‘600 scrisse che i tuberi vi pervennero in Genova, coi Carmelitani Scalzi (Nicolò Doria, fondatore del convento di Sant’Anna), attorno al 1584, provenienti da Spagna e Portogallo.</p>
<p>Oggi s’incontrano diverse cultivarmonto, Montoggio ad esempio celebra anzitutto la quarantina bianca detta anche “genovese”, “gianca de Törriggia” eccetera (3), e di varie patate si fa largo uso un po’ ovunque per gnocchi, polpettoni, friscêu, contorni…, ma anche per sentiti localismi quali i ravioli di Pitelli (SP), il pane di Pignone (SP), la polenta bianca di Bardineto e Calizzano (SV), la torta baciocca del levante, e la fràndura di Montalto Ligure (IM), dirimpettaia del ponente…</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>La bella di Torriglia, un dipinto e una torta</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La “bella di Torriglia”, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-bella-di-torriglia-un-dipinto-e-una-torta/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30182" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-30182" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia-225x300.jpg" alt="L'immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa." width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa.</p></div>
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La “bella di Torriglia”, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto legata ad un temuto potente).</p>
<p>Invenzione del locale pasticcere Giuseppe “Pino” Guano, poi brevettata a Roma, la torta è nata in un’occasione speciale, come raccontò tempo fa il figlio Massimo su lavocedigenova.it: “…in onore del pittore (figurativo) Piero (Pietro) Lumachi, artista locale molto quotato. Il sindaco Giuseppe Cevasco aveva chiesto a Piero di realizzare un quadro (un grande olio su lino 210&#215;140 cm) in onore della bella di Torriglia (realizzato nel 1995 ed esposto sotto il voltino di piazza Fieschi). Il sindaco poi aveva chiesto a mio papà di realizzare una torta e lui si è inventato questa base di frolla con un impasto morbido a base mandorle” (2).</p>
<p>La Bella nel dipinto riprende le fattezze e il colore di capelli tipicamente liguri: l’occhio scuro e vagamente orientale s’accompagna al sorrisetto perspicace di chi un po’ si pavoneggia perché ha addosso gli occhi di tutti&#8230; Val certamente la pena di andarla ad ammirare <em>in loco</em>, tanto più che Torriglia – grazie al clima e alla natura &#8211; è un po’, come noto (e come vedremo), la “Svizzera dei genovesi”…</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Stagioni e ruralità a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/stagioni-e-ruralita-a-tavola/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/106.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30177" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/106-300x185.jpg" alt="106" width="300" height="185" /></a></p>
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<p>Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, suddiviso per mesi, intrecciato alle festività e intriso di simbolismi. Persino decine di proverbi “adornavano” la saggezza contadina legata ai momenti climatici e al lavoro, talora legando gli eventi, non solo atmosferici, alla fede nei Santi.</p>
<p>Il bosco, presenza ora più amica ora più inquietante, da parte sua “integrava” i coltivi ospitando selvaggina (cinghiali, lepri, caprioli, fagiani, lumache…), fornendo frutti (mirtilli, castagne…), funghi, piante officinali, bacche, miele…</p>
<p>Talune piante endemiche fungevano poi (anche in Valle Scrivia) da pronto soccorso: arnica per i tagli che non cicatrizzavano, aconito per i morsi della vipera, genziana per la digestione, origano per insaporire i cibi e favorire l’intestino, maggiociondolo per cacciare i topi dall’orto&#8230; Sottile anzi sottilissima, come si può notare, è sempre la linea di confine fra questi usi e rimedi e la vera e propria etnobotanica farmaceutica.</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Birra artigianale e Valle Scrivia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra pro capite l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’Oktoberfest, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/birra-artigianale-e-valle-scrivia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/DSCN1012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30180" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/DSCN1012-300x158.jpg" alt="DSCN1012" width="300" height="158" /></a></p>
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In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra <em>pro capite</em> l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’<em>Oktoberfest</em>, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della vite dal mondo brassicolo…</p>
<p>Oggi sono circa 3mila o più i ristoranti italiani dotati di carta delle birre, birre &#8220;d&#8217;autore&#8221; italiane e straniere.</p>
<p><strong>Anche in Liguria la birra artigianale diviene via via ottimamente rappresentata</strong>. In particolare, presso il casello autostradale di Busalla (ma in Comune di Savignone), la “Fabbrica della birra”, avviata nel 1999, rappresenta il primo microbirrificio dell’intera regione. La sua storia però va retrodatata addirittura al 1905, grazie all’attivismo di tre imprenditori fra cui il sindaco di Busalla, una storia che negli anni d’oro condusse la fabbrica a produrre circa ¼ di tutta la birra italiana, con vendita all’ingrosso sull’intero territorio nazionale. Ma le tragedie della prima guerra mondiale, e l’irreperibilità in Italia d’orzo e malto (problemi che riguardarono anche la Peroni…), via via soffocarono l’azienda, sino alla chiusura del 1929. Lunghi decenni inevitabilmente compromisero la struttura fisica dello stabilimento, adibito a vari usi, ma dal 1995 una cordata d’imprenditori mise mano alle ristrutturazioni, inizialmente esterne, poi integrali. Nel 1999 la produzione poté così riprendere, accanto ad un’area mescita e ristorativa e ad una alberghiera (che pare preesistesse perfino all’avvio della fabbrica (4)), punto tappa di qualità a pochi metri dagli assi viari che dal Genovesato portano in Lombardia.</p>
<p>Il portfolio prodotti da sempre sciorina referenze – com’è negli stili artigianali &#8211; tutte non pastorizzate né filtrate, sia ad alta che a bassa fermentazione, le quali incontrano il favore tanto del grande pubblico quanto degli intenditori più appassionati. Le aromatizzazioni valorizzano concretamente il territorio (castagna, rose, miele…).</p>
<p>Lunga vita alla birra artigianale, dunque, e a quell’Italia – da Piozzo in Piemonte a Busalla in Liguria &#8211; che le somiglia.</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Le rose della Valle Scrivia, la Valle delle rose</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:41:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Maggio è il mese delle rose per antonomasia. Il più fiore tra i fiori ha peraltro “radici” molto fonde se già in età romana compiutamente valeva sia da ornamento, nelle decorazioni parietali, sia da alimento, per la salute ed il benessere, sia ancora da cosmetico, per sanare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/le-rose-della-valle-scrivia-la-valle-delle-rose/">leggi tutto</a></p>
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<p>Maggio è il mese delle rose per antonomasia. Il più fiore tra i fiori ha peraltro “radici” molto fonde se già in età romana compiutamente valeva sia da ornamento, nelle decorazioni parietali, sia da alimento, per la salute ed il benessere, sia ancora da cosmetico, per sanare ed abbellire l’aspetto. Ancor prima era fiore “riservato” agli uomini, un simbolo di potere e saggezza, un medicamento in battaglia e un portafortuna.<br />
La ricerca storica tende a situarlo come pianta non esclusiva dell’Asia ma sviluppatasi in natura prepotentemente nell’Asia centrale, poi coltivata da Persiani ed Egizi, “importata” da Greci e Romani, quindi alquanto dimenticata attraverso i secoli sino poi alle Crociate, che la diffusero in Europa.<br />
Sinora non possediamo evidenze paleobotaniche circa una presenza di rose a Libarna, il <em>municipium</em> romano in Valle Scrivia (Comune di Serravalle (AL)), ma è verosimile che se ne incontrassero, e anche da qui si svilupperebbe, secondo alcuni, il legame profondo della rosa coi territori della Valle. Secondo un’altra teoria, che mi piace citare benché sempre ipotetica, la Valle si trova ad un giorno di cammino da Genova ed era sulla “rotta” delle mercanzie viaggianti a dorso di mulo dal mare alla Padanìa. A Busalla sorgeva un imponente cenobio che accoglieva i pellegrini e i viandanti, e i monaci &#8211; sempre ottimi agronomi e speziali &#8211; v’avrebbero impiantato le prime coltivazioni di rose, come piante officinali&#8230;</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong><em>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</em></strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria.<br />
Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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