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	<title>Ligucibario &#187; ifts</title>
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		<title>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2021 14:55:27 +0000</pubDate>
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<p>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</p>
<p><strong>Jasmine Capponi</strong> (corso IFTS gratuito co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) vive a Sanremo, è una neo-accompagnatrice turistica, laureata in Mediazione Interlinguistica. Parla 5 lingue, grazie alle quali ha potuto maturare esperienze lavorative nel settore nautico: prima come Operations Manager a Monaco, e successivamente come social media manager della Marina di Alassio. Attualmente sta frequentando il corso IFTS per approfondire le competenze in ambito turistico. Instancabile curiosa, e convinta che nella vita non si smetta mai di imparare, vede in questa professione un connubio perfetto per lavorare e continuare ad imparare: d&#8217;altronde, che cosa più dell’esperienza sul campo rende un accompagnatore turistico tale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<strong>Al contadino non far sapere quant’è buono il cacio con le pere!</strong>” Quanto ho sentito pronunciare questa frase dai miei nonni, ogni volta che c’era del formaggio a tavola!</p>
<p>Grazie a Umberto Curti, docente del corso IFTS, ho avuto la possibilità di analizzare il percorso strategico di marketing che ha dato origine alla Strada del formaggio nel Bregenzerwald, in Austria. Immaginatevi una regione montana, verdissimi pascoli profumati alternati a folti boschi, un luogo dove vivono più mucche che persone, la vita dei malgari, i caseifici e il formaggio di montagna, che è alimentazione vitale, tradizione e arte per la popolazione locale. Questo paesaggio pian piano scompare con l’arrivo dell’epoca moderna…, le fabbriche prendono il posto dell’artigianato e la tradizione sembra essere superata: i giovani contadini vedono nella fabbrica un lavoro imperdibile e un’occasione per abbandonare la faticosa vita di montagna. E ancora, la riforma agricola austriaca, con il conseguente abbandono di numerose malghe, perché sì, i contadini, con l’abolizione del sistema feudatario erano finalmente liberi, ma non avevano disponibilità economiche per acquistare le terre! In questo clima di cambiamenti tecnologici, sociali ed economici, le cooperative casearie producevano molto più formaggio, ma c’erano molti meno malgari e così i pascoli persero attrattiva, paesaggistica e reddituale. E, infine, la crisi del settore tessile, da quel momento la regione del Vorarlberg si è dovuta <strong>reinventare</strong>: nasce così, la Strada del formaggio, non una strada in senso convenzionale, bensì un consorzio di allevatori delle malghe, di ristoratori, di commercianti, di artigiani e caseifici.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/12bluvalgargassa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20473" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/12bluvalgargassa-300x225.jpg" alt="12bluvalgargassa" width="300" height="225" /></a>Tutti coloro che fanno economia sulla trasformazione del latte – più di 170 membri &#8211; collaborano per salvaguardare l’agricoltura, per conservare <strong>le malghe</strong>, i caseifici, il paesaggio, per dare valore aggiunto alla regione e per promuovere l’offerta turistica. La Strada del formaggio è un modo per le persone di esplorare il territorio attraverso i prodotti tipici locali, di mangiare e bere biodiversità, di scoprire l’arte e l’architettura – si pensi alle particolarissime costruzioni in legno tipiche della foresta di Bregenz.</p>
<p>Così il Bregenzerwald diventa luogo tradizionale e allo stesso tempo aperto al mondo, proprio come le persone che ci vivono. I casari e i contadini, prendendo ispirazione dagli artigiani della regione, vedono la produzione del cibo non più come una necessità, ma come un mestiere, diventando veri e propri artisti del formaggio. Alla produzione alimentare viene affiancata la produzione di prodotti cosmetici a base di latte o erbe degli alpeggi, alla vendita dei prodotti caseari vengono affiancate degustazioni di formaggio, e laboratori culinari che danno la possibilità agli ospiti di &#8220;avventurarsi&#8221; nella produzione del formaggio. Nascono le visite guidate ai caseifici, alle colorate fattorie, al mercato del bestiame, obbligatoria diventa la tappa in un ristorante o in una locanda specializzata in formaggi. Turismo esperienziale, insomma.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/cheese6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20474" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/cheese6-300x225.jpg" alt="cheese6" width="300" height="225" /></a>Ma quale è il segreto di questo grande successo? Sicuramente i membri della Strada del formaggio avevano ben chiaro il proverbio “l’unione fa la forza” e grazie alla <em><strong>coopetizione</strong></em> si sono supportati a vicenda, creando un marchio a forte valenza turistica. Gli hotel, i ristoranti, le attività sportive all’aperto, gli impianti di risalita, mostrano tutti il cartello KäseStrasse – Strada del formaggio – diventando portatori della filosofia del formaggio. La Strada del formaggio vanta una produzione e commercializzazione di oltre 30 pregiate varietà, 10 ristoranti con Hauben (punteggio assegnato dalla guida Gault Millau), il prezzo del latte è ai massimi livelli europei e questi sono solo alcuni degli svariati risultati raggiunti&#8230; Esiste anche una Guest card Bregenzewald, particolarmente vantaggiosa, include viaggi gratuiti e, per chi soggiorna almeno tre notti nel Bregenzewald, è inclusa nel prezzo dell’alloggio! Loro sì che hanno da insegnare qualcosa, basta dare un’occhiata al sito ufficiale (<a href="https://www.bregenzerwald.at/" target="_blank">link</a>)  per comprendere cosa significhi realmente fare <strong>marketing</strong>…</p>
<p>Io sono di Sanremo, e lavorando su questo interessante caso-studio, che potrebbe ispirare molte <strong>produzioni liguri (Val di Vara, Val Gargassa, Stella, Mendatica, tome di pecore brigasche&#8230;)</strong>, mi è venuta un’ulteriore idea…, la &#8220;Strada dei Fiori”…chissà perché!?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lode alla focaccia genovese!</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2021 12:03:26 +0000</pubDate>
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<p>Lode alla focaccia genovese!</p>
<p><strong>Elena Irene</strong> (corso IFTS gratuito co-finanziato dall’Unione Europea “Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio” presso Sei-cpt Imperia) ha frequentato l’Istituto tecnico turistico di Imperia diplomandosi a giugno del 2020, e già prima di finire la scuola lavorava in una salumeria/gastronomia a Imperia Porto Maurizio &#8211; dove lavora tuttora. Si è iscritta al corso IFTS turismo per continuare gli studi e trovare un lato pratico circa le varie competenze apprese.</p>
<p><strong>Focaccia, fügassa!</strong></p>
<p>Il termine focaccia deriva verosimilmente da focus: fuoco, focolare, insomma dove cuoce. In Toscana veniva chiamata schiacciata e nel 1312 troviamo già un documento che tratta di quest’ultima. Fino al ‘500 la focaccia genovese veniva mangiata anche in chiesa, fu poi vietata dal <strong>vescovo Matteo Gambaro</strong> perché veniva assaporata durante le cerimonie nuziali e…funerarie.</p>
<p>Gli ingredienti principali della focaccia genovese generalmente sono:<br />
farina di tipo 00, talora rinforzata (con particolare attenzione alla qualità della farina)<br />
malto (è zucchero d’orzo, e soprattutto dà colore all’impasto)<br />
sale fino marino integrale<br />
lievito di birra (si può secondo ricette usare anche metà lievito di birra e metà pasta madre o biga…)<br />
acqua a temperatura ambiente<br />
olio <strong>extravergine</strong> di oliva (raccomando di non usare lo strutto né la sansa!).</p>
<p>Gli strumenti utilizzati per infornare la focaccia sono <strong>le teglie (o lame</strong>, chiamate così perché una volta avevano i bordi alquanto taglienti), un forno se possibile a legna e un’ampia spianatoia dove impastare sono gli altri must. L&#8217;unico &#8220;segreto&#8221; è la pazienza (mai accelerare le fasi di preparazione).</p>
<p>L’impasto va fatto riposare la prima volta per un’ora, raccomando di controllare la temperatura, dopo di che stendiamo l’impasto nelle teglie, con i polpastrelli creiamo i fori (o <strong>ombelichi</strong>) e lo lasciamo lievitare per 3-4 ore, finita la lievitazione bagniamo con <strong>la salamoia</strong> d’acqua, sale e olio, riposiamo ancora e infine inforniamo a 220°C per 20 minuti circa. La focaccia, come noto, viene anche preparata con la cipolla, la salvia, le olive, e più “impropriamente” anche con fiori di zucca, origano o timo&#8230; Alla focaccia abbiniamo sempre un vino bianco, <strong>in Liguria Pigato, Bianchetta in dialetto “gianchetta”, o Vermentino</strong>.</p>
<p>La focaccia è la regina dello <strong>street food</strong>/finger food, oggi viene venduta in sacchettini antiunto e assaporata ad es. mentre si cammina tra i vicoli delle città (Genova, Sarzana, Chiavari, Albenga, Taggia, Sanremo*…), facendolo così diventare un momento magico, e coerente al turismo cosiddetto <strong>esperienziale</strong>, di cui tanto ci parla il docente Umberto Curti.<br />
* tipicissima di Sanremo è la <strong>sardenaira</strong>, altro bellissimo cibo di strada, oggi de.co. A Imperia la chiamano pissalandrea, ad Apricale machetusa&#8230;</p>
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		<title>Artigiani di Liguria, un mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2021 14:01:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20463" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/chiesa.jpg"><img class="size-medium wp-image-20463" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/chiesa-240x300.jpg" alt="albissola marina, capitale ligure della ceramica" width="240" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">albissola marina, capitale ligure della ceramica</p></div>
<p><strong>Giorgia Granchelli</strong> (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) diplomata in sala e vendita all’istituto alberghiero di Arma di Taggia “Ruffini Aicardi”, sempre però appassionata di turismo, viaggi, esplorazioni territoriali, culture straniere e lingue. E sempre a contatto con persone esterne, avendo così sviluppato nel tempo una certa capacità comunicativa. Non ha sinora avuto l’occasione di fare esperienze all’estero e non vede l’ora finalmente di compiere questa parte della vita e riuscire a viaggiare ovunque. Il suo obiettivo ad oggi è quello di riempire le proprie conoscenze in campo turistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Artigiani di Liguria</strong></p>
<p>Regione Liguria, ha voluto <strong>tutelare</strong> <strong>e promuovere</strong> le lavorazioni artigianali <strong>artistiche, tradizionali, tipiche </strong>di qualità attraverso un sistema di <strong>certificazione</strong> basato su un marchio di origine. La <em>Commissione regionale per l&#8217;artigianato</em>, incaricata della realizzazione del progetto, ha individuato <strong>dieci settori artigianali di nicchia</strong>, che rappresentano i più significativi e antichi mestieri del territorio, conservati grazie alla professionalità degli esperti e di abili artigiani. Per queste storiche dieci lavorazioni sono stati scelti due approcci certificativi:</p>
<ul>
<li><strong>certificazione di prodotto:</strong> tra il prodotto artigianale e la zona di produzione originaria esiste un legame imprescindibile e indissolubile, tale da essere considerato l&#8217;elemento caratterizzante da cui scaturisce la qualità del prodotto. La certificazione di prodotto è lo strumento di tutela dei prodotti di qualità, caratteristici del territorio in cui si realizzano e da cui prendono il nome, contraddistinti sul mercato da un marchio applicato direttamente sulla confezione ed etichetta a garanzia dell&#8217;origine e delle sue caratteristiche distintive, ottenute grazie al rispetto di antiche tecniche di lavorazione stabilite nel disciplinare di produzione. È stata applicata per i settori dell&#8217;<strong>ardesia della Val Fontanabuona</strong>, dei <strong>damaschi e tessuti di Lorsica</strong>, della <strong>filigrana di Campo Ligure</strong>, delle <strong>sedie di Chiavari</strong> e del <strong>velluto di Zoagli</strong></li>
<li><strong>certificazione di processo: </strong>strumento di tutela di un processo produttivo, definito nel disciplinare di produzione, che segue una tradizione da tempo diffusasi in Liguria e identificabile nell&#8217;abile e unica maestria dell&#8217;artigiano ligure. Settori della <strong>ceramica</strong>, del <strong>cioccolato</strong>, della <strong>composizione floreale</strong>, del <strong>ferro battuto</strong> e altri metalli ornamentali, e del <strong>vetro</strong>.</li>
</ul>
<p>Il marchio <strong>Artigiani in Liguria</strong> consente di distinguere le botteghe e le lavorazioni artigianali liguri. Questo marchio è attribuito alle imprese artigiane che si impegnano ad applicare le disposizioni del disciplinare di produzione e del regolamento d&#8217;uso del marchio. Con il rilascio del marchio, Regione Liguria fornisce uno <strong>strumento di valorizzazione e differenziazione</strong> sul mercato per le imprese artigiane di &#8220;classe superiore&#8221; e, per il consumatore, uno <strong>strumento di garanzia e certezza</strong> per individuare l&#8217;artigianato ligure di qualità.</p>
<p>Ardesia della val Fontanabuona. Damaschi e tessuti di Lorsica. Sedia di Chiavari. Velluto di Zoagli. Filigrana di Campo Ligure… E qui mi concedo una parentesi. Il vocabolo, di origine latina, in oreficeria indica una particolare tecnica di lavorazione ad intreccio di fili d&#8217;oro e d&#8217;argento, i quali vengono fissati su di un supporto di materiale prezioso formando l&#8217;effetto di una struttura traforata. Un marchio molto famoso ha di recente realizzato una elegante pochette, con la fibbia marchiata da “F” contrapposte, interamente con filo del prezioso metallo. La notizia è deflagrata anche sui social istituzionali: «Una Fendi made in Liguria! L’iconica borsa Baguette celebra l’eccellenza dell’artigianato italiano con alcune edizioni limitate, una delle quali è stata realizzata a Campo Ligure. La tradizionale lavorazione dell’argento in filigrana continua a vivere in Liguria e ora, grazie a questa unica Fendi, sarà apprezzata in tutto il mondo!».</p>
<p>Svolgendo questo lavoro di ricerca, affidatomi dal docente Umberto Curti, ho capito come purtroppo la Liguria sia realmente conosciuta quasi solo per mare e spiagge, ma in realtà, se si va a veder bene, questa nostra bellissima regione potrebbe offrire molto di più. Anch’io, nata e cresciuta in Liguria, non ero a conoscenza di queste radicate produzioni, ad esempio i preziosi tessuti, la sedia di Chiavari, e così via, ed è un vero peccato perché mi sono molto appassionata, e svolgere questo lavoro di analisi mi è piaciuto molto, è bello sapere ciò che offre la nostra terra, così poi da trasmettere queste notizie ai turisti, in modo che essi stessi vadano a “scoprire” anche il settore artigiano, vivano esperienze dal vivo&#8230; Occorrono comunque capacità narrative, ed esistono molti modi per praticarle. Ad esempio attraverso aneddoti, gallery fotografiche, videoclip, o i nuovissimi format appena sbarcati sul web. La<strong> regola d’oro:</strong> <strong>scrivere in modo corretto e avvincente, altrimenti nessuno leggerà mai.</strong></p>
<p>Non occorrono peraltro “scienza infusa” né verità rivelate, sia chiaro, ma se non si scrive bene ciò che si ha da dire, tutte le altre regole perdono automaticamente di valore. Il modo di scrivere è il tratto distintivo, ed è importante (sulla carta come online) tanto quanto gli argomenti trattati. Con l’avvento del web e poi dei social ognuno di noi è diventato una sorta di <strong>agenzia di stampa in miniatura</strong>. Prima, “rivolgersi” commercialmente a qualcuno significava pagare fior di quattrini per pubblicare un articolo sul giornale. Oggi ciò, in certo senso, è possibile gratis, ma&#8230;<strong>non si parla a tutti indistintamente</strong>. <strong>Conoscere il target di riferimento</strong> è quindi importantissimo per almeno due ragioni: se sai a chi stai parlando o a chi ti vuoi rivolgere, puoi scegliere quali argomenti trattare, sapendo che questi susciteranno un sicuro interesse; Il linguaggio si adatta al target e al medium scelto. Per esempio un blog di viaggi, o una pagina facebook, per invogliare qualcuno alla visita di un monumento archeologico forniranno descrizioni semplici e mirate, corredate magari di immagini accattivanti, piuttosto che ricostruire minuziosamente tutta la storia di quel bene dal Neolitico ad oggi…</p>
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		<title>Vino. You need and you want</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2021 10:30:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Vino. You need and you want&#8230; Il 3 maggio ricorre da 15 anni la &#8220;Giornata mondiale della lentezza&#8221;, e il grande Gino Veronelli, che ebbi l&#8217;onore di conoscere, scrisse &#8220;il vino è il canto della terra verso il cielo&#8221;. Con particolare piacere pubblico quindi il lavoro di una mia validissima corsista, che al vino, come ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/vino-you-need-and-you-want/">leggi tutto</a></p>
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Il 3 maggio ricorre da 15 anni la &#8220;Giornata mondiale della lentezza&#8221;, e il grande Gino Veronelli, che ebbi l&#8217;onore di conoscere, scrisse &#8220;il vino è il canto della terra verso il cielo&#8221;. Con particolare piacere pubblico quindi il lavoro di una mia validissima corsista, che al vino, come vedrete, dedica qualcosa più che semplici parole&#8230; Buona lettura da Umberto Curti.</p>
<p><strong>Giorgia Giordano</strong> (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) ha studiato Lingue e Letterature Straniere a indirizzo Turismo Culturale all&#8217;Università di Genova, e ha poi lavorato 11 anni nell&#8217;abito turistico in una biglietteria aerea. Profondamente legata alla propria città vorrebbe che anche altri, soprattutto i turisti, la vedessero con i suoi stessi occhi. Vorrei quindi avere l&#8217;opportunità, e soprattutto possedere le competenze, per valorizzarla, e creare qualche proposta di promozione veramente interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INFINITE RAGIONI PER ACQUISTARE UNA BOTTIGLIA DI VINO…</strong></p>
<p><strong>INIZIAMO CON 5 </strong></p>
<p>Ciascuno di noi, come ben precisa il marketing, si &#8220;caratterizza&#8221; per specifici needs e/o wants. Qualunque sia l’insieme delle ragioni che ci spingono ad acquistare un determinato bene, nell’àmbito del vino possiamo opportunamente citare il famoso poeta Bukowski: “<em>Quando sei felice bevi per festeggiare </em>(wants).<em> Quando sei triste bevi per dimenticare </em>(wants<em>). Quando non hai nulla per essere triste o felice, bevi per far accadere qualcosa </em>(needs)”…</p>
<p>Qui di seguito ho individuato alcuni dei motivi che spingono ad acquistare una o più bottiglie di vino, ci riferiamo tra l’altro ad un prodotto estremamente “evocativo” anche in termini di turismo esperienziale.</p>
<p>Comprare per:</p>
<p>COLLEZIONARE</p>
<p>Il vino è da sempre una passione per l’uomo, tanto da essere divenuto dal secolo scorso un prodotto da collezione. Collezionare è uno stile di vita, un hobby, un investimento. Imprescindibile quindi la passione e di conseguenza la conoscenza del vino. Necessario però anche un buon capitale perché il vino da collezione costa, inutile negarlo, e conservarlo nel posto giusto pure. Si colleziona per avere una grande e rinomata cantina; si colleziona per far invecchiare un buon rosso per renderlo ancora migliore dopo alcuni anni e si colleziona per crearsi una piccola fortuna sperando che possa “crescere” nel tempo.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/Foto0125.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20459" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/Foto0125-225x300.jpg" alt="Foto0125" width="225" height="300" /></a>RIEVOCARE UN RICORDO</p>
<p>Il vino, come la celebre &#8220;madeleine&#8221; di Proust, rievoca un ricordo lontano. Se questo è particolarmente bello, o particolarmente importante, nasce in noi il desiderio di farlo riaffiorare alla mente attraverso un colore, un profumo o un sapore. Un particolare vino, in modo volontario o involontario, può essere artefice di intense emozioni.</p>
<p>FESTEGGIARE MOMENTI IMPORTANTI</p>
<p>Nell’antica Grecia il vino era sinonimo di civiltà (da contrapporsi al mondo barbaro che di solito consumava birra). Al consumo del vino erano legati i momenti di maggior aggregazione all’interno delle póleis greche. Di quel periodo sono non a caso i termini <em>Simposio</em> (letteralmente “bere insieme”) e <em>Banchetto</em> (pranzo sontuoso con molte persone in occasione di feste, onoranze, ricorrenze…). Questi si diffusero rapidamente anche sulla penisola italiana, dove Dioniso divenne Bacco, e assursero a pratica costante nella vita delle comunità. Oggi come allora il vino rimane un elemento di aggregazione molto importante.</p>
<p>FARE UN REGALO GRADITO</p>
<p>É davvero difficile scegliere il regalo giusto, soprattutto quando non si conosce molto bene il destinatario. Ecco dunque che subentra il vino come “panacea”&#8230; Tenendo sempre presenti alcuni aspetti importanti come: 1) il soggetto a cui si regala il vino, 2) l’occasione per cui si regala il vino e 3) il posto dove lo si compra, ecco perché sappiamo di andare sul sicuro:</p>
<p>&#8211; il vino è conviviale e crea situazioni piacevoli;<br />
&#8211; il vino ha (può avere) prezzi per tutte le tasche;<br />
&#8211; il vino è storia, cultura, tradizione, e anche racconto.</p>
<p>Un paio di aneddoti?<br />
1) Perché si dice “alla salute” prima di bere? Nell’antica Grecia l’ospite di un banchetto, per rassicurare i commensali invitati che non sarebbero stati avvelenati, aveva l’abitudine di bere per primo dicendo appunto “alla salute”<br />
2) Esisteva un tempo una bevanda formata da un mix di vino e cocaina chiamata Coca Wine. Il farmacista John Pemberton cercò di imitare tale bevanda ma il proibizionismo americano di fine ‘800 gli impose di eliminare l’alcool dal composto, così alla sua CocaWine venne tolto il vino e venne aggiunta noce di Cola, originando la famosissima CocaCola.</p>
<p>IDENTIFICARE UN LUOGO</p>
<p>Nell’estate del 2020, secondo quanto afferma un’indagine di Coldiretti, 1 turista su 2 è tornato a casa dalle vacanze portando con sé un “souvenir” (ma la parola è inadeguata e riduttiva) enogastronomico locale. Si parla principalmente di salumi, formaggi, olio evo e&#8230;vino. Un turista che acquista una bottiglia di vino lo fa per portarsi a casa qualcosa del luogo che ha visitato, e mantenere vivo il più possibile il ricordo delle vacanze… Il vino di fatto è patrimonio di un territorio e sovente ciò che lo identifica nell’immaginario comune. Una bottiglia di Barolo porta immediatamente alla mente le Langhe piemontesi (e una di Chablis alla Borgogna); una bottiglia di Negroamaro ci trasporta in Salento, e una di Cannonau nel centro di una delle isole più belle del mondo. Quale? Quella che ci regala anche seadas, porceddu…</p>
<p>Il vino, insomma, è territorio. Ricordàtelo, bevete poco e bevete bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un sistema museale per la Valle Stura?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 09:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un sistema museale per la Valle Stura? Stefano Franchini (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia), 45 anni, genovese, appassionato di entroterra, dopo numerose esperienze nell&#8217;ambito turistico alberghiero ed enogastronomico oggi è insegnante tecnico-pratico di tecnica ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-sistema-museale-per-la-valle-stura/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20454" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/ponte2.jpg"><img class="size-medium wp-image-20454" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/ponte2-300x225.jpg" alt="foto cortesemente fornitami da enrico zoni" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto cortesemente fornitami da enrico zoni</p></div>
<p>Un sistema museale per la Valle Stura?</p>
<p><strong>Stefano Franchini</strong> (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia), 45 anni, genovese, appassionato di entroterra, dopo numerose esperienze nell&#8217;ambito turistico alberghiero ed enogastronomico oggi è insegnante tecnico-pratico di tecnica turistica e sala-bar. Rivolge in tal senso un occhio attento alle nuove tendenze, al mixology, ai consumi esperienziali.</p>
<p>&#8220;Il caso-studio propostomi dal docente Umberto Curti sui (4) <strong>musei della Valle Stura</strong> &#8211; cartario a Mele, ferro a Masone, filigrana a Campo Ligure, &#8220;passatempo&#8221; a Rossiglione * &#8211; mi ha portato a riconsiderare la loro presenza in termini di “circuito museale“, coerentemente legato al turismo esperienziale  che già andava affermandosi pre-covid.<br />
Il progetto, che ho sviluppato e proposto in una serie di slides, basandomi anche su buone prassi d&#8217;altrove (Musei del cibo di Parma&#8230;), è in realtà anzitutto la bozza per un sito web di moderna concezione, che aiuti la valle del “Turchino” nel suo complesso a vendersi come destinazione culturale à cheval di due regioni, naturalistica, e gastronomica. Campo Ligure (nella foto) appartiene non a caso al circuito dei Borghi più belli d&#8217;Italia. Inoltre, la linea ferroviaria Genova-Acqui Terme(-Asti) potrebbe agevolare un turismo davvero green&#8230;&#8221;</p>
<p>* su Ligucibario® si trovano molti contenuti a tema, ecco ad es. <a title="campo ligure, revzora, filigrana" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/">un link</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Genova e i suoi competitor</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 15:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Genova e i suoi competitor. Si sta proficuamente svolgendo, presso Sei-cpt Imperia, il corso IFTS gratuito (progetto cofinanziato dall’Unione Europea) “Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio”. 1000 ore, di cui 360 di stage. Nelle ore affidatemi, sinora purtroppo erogate online a causa dell&#8217;emergenza ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-e-i-suoi-competitor/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto0489.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20442" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto0489-225x300.jpg" alt="Foto0489" width="225" height="300" /></a>Genova e i suoi competitor.<br />
Si sta proficuamente svolgendo, presso <strong>Sei-cpt Imperia, il corso IFTS</strong> gratuito (progetto cofinanziato dall’Unione Europea) “Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio”. 1000 ore, di cui 360 di stage.<br />
Nelle ore affidatemi, sinora purtroppo erogate online a causa dell&#8217;emergenza sanitaria, sto assegnando agli allievi una serie di casi-studio e di “esercitazioni”, finalizzate anche all’autonomo approfondimento dei temi via via trattati.<br />
Oggi con piacere <strong>Ligucibario®</strong> inizia la pubblicazione dei vari lavori, iniziando da Michela Tedeschi, che ha accuratamente analizzato alcune <strong>città come possibili competitor della destinazione Genova</strong>. Questi output corsuali confermano il taglio operativo dei contenuti didattici, che chiamano gli allievi a porsi in gioco su situazioni “concrete”, ad interagire con le “criticità”, ad esplorare il più possibile dal di dentro le dinamiche dei contesti che domani li chiameranno alla professione lavorativa.<br />
In bocc&#8217;al lupo, ragazzi! Siate curiosi, siate affamati.</p>
<p><strong>Michela Tedeschi</strong></p>
<p>Diplomata in grafica pubblicitaria e comunicazione, appassionata di turismo e lingue straniere. Da sempre a contatto con il mondo del turismo, diventato parte del mio campo professionale. Grande appassionata di viaggi e di enogastronomia. Grazie a svariate esperienze all&#8217;estero, di studio prima e di lavoro poi, ho sviluppato le mie competenze linguistiche e comunicative. Ho l&#8217;obiettivo di proseguire la mia carriera nel mondo del turismo. Sono una persona motivata e sempre pronta ad imparare.</p>
<p><strong>Genova e alcuni suoi possibili competitor</strong></p>
<p>Tra le varie città, una decina, proposte dal docente Umberto Curti come possibili “competitor” di Genova, ho scelto di approfondire i casi di Porto, Strasburgo, Bordeaux. Nella verifica delle prime due SERP del motore di ricerca Google (in italiano), ho cercato di analizzare ciò che ognuna di queste tre destinazioni turistiche ha di unico rispetto alle altre, i punti di forza che potenzialmente possano interessare/attrarre, e quale e come offra la soluzione migliore per essere acquistata e avvicinata…. Cosa, insomma, esse offrano rispetto a Genova come proposta al turista e come si differenzi la web reputation di ognuna.<br />
<em>Su quali parole chiave, anzitutto, i competitor insistono maggiormente?</em></p>
<p><strong>Porto -</strong> Affascinante &#8211; Culturale -Vibrante &#8211; Graziosa<br />
<strong>Strasburgo -</strong> Storica &#8211; Culturale – Pittoresca &#8211; Prestigiosa<br />
<strong>Bordeaux -</strong> Storica – Energica – Famosa – regione vinicola.</p>
<p><em>Quali prodotti questi competitor offrono e a quali target?</em></p>
<p>Il visitatore può essere un esperto di vini, un appassionato di gastronomia, un amante dell’arte, uno sportivo, un giovane, un anziano, una coppia romantica, mamma papà e anche i bambini, soprattutto per quanto riguarda <strong>Bordeaux</strong> che dedica molto alla proposta di attrazioni e attività per i più piccoli.<br />
Le istituzioni turistiche locali si appoggiano a tour operator e alle OTA (Online Travel Agency) come canali di commercializzazione del territorio, offrendo pacchetti promozionali per incentivare soggiorni più lunghi di una notte, in modo che il diretto interessato da “visitatore” &#8211; più o meno occasionale e frettoloso &#8211; si trasformi in vero e proprio turista. Spesso intervengono partner, in questo caso specifico cantine vinicole (punto di forza di tutte e tre le località). E si trovano guide che “cuciono addosso” al turista la tipologia di tour più adatta a seconda del tempo di permanenza.<br />
Grande importanza, online, alla grafica web, a video e audio che ormai prendono quasi il sopravvento sulle informazioni scritte, ed il sito d’informazione turistica di Strasburgo è in tal senso molto performante.<br />
Di grande spicco le proposte che “mirano” al turismo esperienziale, nuova forma di viaggio che sta prendendo piede negli ultimi anni e sulla quale si basa certamente il turismo del futuro, specie post-covid. Il cliente non è più spettatore, ma diventa il protagonista, coinvolto a 360 gradi. E l’attrazione non è più solo il centro nevralgico delle città, con le principali risorse, bensì tutto il contorno territoriale, che diventa parte integrativa del viaggio con proposte connesse all’enogastronomia, all’outdoor e all&#8217;eco-sostenibilità.</p>
<p><strong>Bordeaux</strong> propone “luoghi” web chiari e completi, puliti, di facile navigazione, che invogliano la lettura e l’informazione. ISPIRA GLI ECOVIAGGIATORI -LA CITTA&#8217; E IL SUO PATRIMONIO &#8211; NATURA: parchi e giardini -VIGNETI E VINI DI BORDEUX &#8211; INTORNO A BORDEUX &#8211; IL FIUME &#8211; Gastronomia e ART DE VIVRE &#8211; Svaghi, Shopping, Night Life &#8211; Bordeaux city pass &#8211; account @VisitBordeaux per scoprire migliaia di foto di Bordeaux e dintorni condivise da persone del posto e viaggiatori da tutto il mondo.</p>
<p><strong>Porto</strong> ha una proposta più “classica”, intendo chiara e semplice da identificare. Come risparmiare su trasporti e biglietti d&#8217;ingresso (Porto Card), visite guidate al porto, tour-degustazioni, tour a piedi, tour in segway o bicicletta, visite alle favolose cantine nella valle del Douro, crociera sul Douro, Coimbra, Fatima.</p>
<p><strong>Strasburgo </strong>offre online contenuti di qualità, e parole chiave che invogliano l’interessato a scoprire di più, guidandolo a caccia anzitutto di informazioni. Forte e dinamica la presenza social. GLI IMPERDIBILI: cosa bisogna assolutamente vedere a Strasburgo &#8211; EVENTI IN PRIMO PIANO: da non perdere in quel momento &#8211; STRASBOURG PASS: il libretto magico per visite economiche &#8211; A STRASBURGO ACCADE SEMPRE QUALCOSA! Eventi &#8211; Vacanze ad immagine, anche per i bambini- #Visitstrasbourg (le ultime foto pubblicate sull’account Instagram).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-e-i-suoi-competitor/">Genova e i suoi competitor</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Agroalimentare e produzioni tipiche, corso IFTS gratuito presso &#8220;ELFO&#8221; Albenga</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 08:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Presso E.L.FO. (Ente Ligure di Formazione) ad Albenga sono aperte le iscrizioni al percorso IFTS gratuito FSE “Tecniche di progettazione e realizzazione di processi artigianali di trasformazione agroalimentare con produzioni tipiche del territorio e della tradizione enogastronomica” (codice Istat 5.2.2.2), progettato da una partnership che comprende l’Università di Genova e ricco di contenuti ben spendibili (qui ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ifts-agroalimentare-albenga/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ifts-agroalimentare-albenga/">Agroalimentare e produzioni tipiche, corso IFTS gratuito presso &#8220;ELFO&#8221; Albenga</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19868" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN3032.jpg"><img class="size-medium wp-image-19868" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN3032-225x300.jpg" alt="albenga, il magnifico centro storico" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">albenga, il magnifico centro storico</p></div>
<p>Presso E.L.FO. (Ente Ligure di Formazione) ad Albenga sono aperte le iscrizioni al percorso IFTS <strong>gratuito</strong> FSE “Tecniche di progettazione e realizzazione di processi artigianali di trasformazione agroalimentare con produzioni tipiche del territorio e della tradizione enogastronomica” (codice Istat 5.2.2.2), progettato da una partnership che comprende <strong>l’Università di Genova</strong> e ricco di contenuti ben spendibili (qui <a href="https://www.elfoliguria.it/wp-content/uploads/2020/08/Allegato-1_scheda-informativa_ATS-ELFO_signed.pdf" target="_blank">link</a> a scheda informativa).<br />
800 le ore totali, 560 teorico-pratiche, <strong>e 240 in stage</strong>, 5 le ore di frequenza giornaliera da lunedì  a venerdì.<br />
Il percorso è riconosciuto dal &#8220;Collegio nazionale agrotecnici ed agrotecnici laureati&#8221; come alternativo al praticantato obbligatorio per l’iscrizione all’albo professionale.<br />
Si volge alla formazione di <strong>una figura tecnica in grado di operare per la promozione del territorio in àmbito enogastronomico, presso</strong> aziende della ristorazione e pubblici esercizi, hotel e strutture ricettive, agriturismi, produttori, consorzi ed enti locali e istituzionali, Grande Distribuzione Organizzata, shop e negozi, realtà e associazioni turistiche e di promozione territoriale.<br />
Tale figura seleziona, prepara, presenta, e valorizza le eccellenze enogastronomiche del territorio, contribuendo anche alla realizzazione di eventi e di esperienze di eccellenza, ristorative, di acquisto, di turismo e di soggiorno. Ha in tal senso anche competenze di food styling e di visual merchandising.<br />
Sa inoltre relazionarsi con gli interlocutori del settore enogastronomico, turistico, istituzionale e con i media (stampa, blogger, web community), anche in lingua straniera.<br />
<strong>La didattica</strong> &#8211; coinvolgente e interattiva &#8211; poggerà su lezioni frontali in aula ed esercitazioni pratiche in laboratorio (cucina, cantina, laboratori di trasformazione e conservazione prodotti…), supportate da visite presso realtà aziendali e laboratori d’analisi.<br />
Per ogni informazione su questa significativa opportunità, che &#8211; vista la mia professione &#8211; non posso che appoggiare con entusiasmo, <strong>0182 559636</strong> e <strong>valentina.pesce@elfoliguria.org</strong> oppure <strong>segreteria@elfoliguria.it</strong><br />
Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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