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	<title>Ligucibario &#187; gastronauti</title>
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		<title>ITS Imperia, in oleo veritas</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 10:21:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21671" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/its.jpg"><img class="size-medium wp-image-21671" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/its-300x162.jpg" alt="its imperia olio" width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">its imperia olio</p></div>
<p><strong>Luisa Puppo ed io abbiamo terminato le docenze al corso ITS imperiese “Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nella filiera olivicola-olearia”</strong>. L’ultima lezione, presso i begli spazi di Scuola Edile in via privata Gazzano, è stata anche l’occasione per ri-incontrare il direttore Francesco Castellaro, e bere un caffè insieme.</p>
<p>Traendo un bilancio, la doppia annualità dell’ITS è valsa da un lato a condividere alcune specifiche metodologie formative, tra cui concretissimamente i project work <span style="text-decoration: underline;">di gruppo</span>, dall’altro a rappresentare via via tutti i “valori” che al mondo dell’extravergine oggi si legano, e che lo arricchiscono – si pensi a cosa sta già avvenendo in termini di <strong>oleoturismo</strong> &#8211; …</p>
<p>Il corso ha potuto contare su alcuni allievi davvero d’eccellenza, che intendono certamente operare – a vario titolo &#8211; in àmbito rurale, e che non a caso si sono subito procurati anche quel mio <em>Glossario della sostenibilità e biodiversità</em> che, come noto a chi navighi <strong>Ligucibario® e il blog di GenovaWorld</strong>, è ottenibile del tutto gratuitamente dal sito dell’editore savonese Sabatelli (<a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">link qui</a>).</p>
<p>Che dire ancora, al momento dei saluti e degli “in bocca al lupo”?</p>
<p>Che quest’alimento <strong>nutraceutico</strong> chiamato extravergine, che ci regala gusto e salute, sempre più diverrà risorsa anche per il turismo ambientale e culturale. E’ infatti un bene grazie al quale l’Italia e la Liguria dialogano col mondo intero, là dove <strong>la dieta mediterranea e l’arte dei muretti a secco assurgono meritatamente a patrimonio Unesco</strong>, e ci indica un modello nutrizionale al tempo stesso millenario e attualissimo, per non dire proiettato in avanti. <strong>Da Ancel Keys a Valter Longo</strong> le buone letture in proposito non mancano.</p>
<p>L’antropocene è quest’epoca sciagurata in cui l’uomo, ritenendosi centro del Pianeta, persevera nel distruggerlo. Ma se “<em>siamo quel che mangiamo</em>” l’extravergine appartiene e apparterrà a quegli asset irrinunciabili (<strong>le cultivar autoctone, le qualità certificate all’origine, la scelta del buonessere…</strong>) che non solo “puliscono” la nostra tavola e dunque il nostro organismo, ma anche rinviano a sapienze e tradizioni, a paesaggi e comunità, ad un <em>genius loci</em> irripetibile altrove (e i &#8220;gastronauti&#8221; che visitano l&#8217;Italia e la Liguria lo sanno bene).</p>
<p>ITS, buon extravergine dunque!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>&#8220;The menu&#8221; al cinema (con gusto)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 13:36:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/beignets-di-panisse3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21266" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/beignets-di-panisse3-300x225.jpg" alt="beignets di panisse3" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&#8220;The menu&#8221; al cinema (con gusto)</p>
<p>Con Luisa Puppo ho di recente veduto <em>The menu</em>, diretto da Mark Mylod (un regista britannico) e interpretato, fra gli altri, da un ispirato Ralph Fiennes, qui nei panni dello chef Julian Slowik.<br />
Un film surreale, qui e là un po’ grandguignolesco, un jeu de massacre inquietante, ma che trasferisce nello spettatore – specie se appassionato di enogastronomia – momenti di puro piacere.<br />
Non spoilero ai Lettori di Ligucibario® una trama (thriller? horror? commedia?) alquanto sorprendente, teatrale e claustrofobica, sottolineo solo come la pellicola si prenda gioco di molte ossessioni e tendenze culinarie del tempo attuale.<br />
Dietro le quinte debbono aver operato capaci consulenti food, dato che durante lo svolgimento dei fatti si citano cereali, ingredienti e vitigni poco noti ai comuni mortali o d’assoluta eccellenza. A titolo d’esempio, nei calici si susseguono infatti (prima i bianchi poi i rossi) gli Chassagne-Montrachet, i Pinot noir, i Cabernet franc…<br />
<strong>Il film, ambientato dietro lussuose vetrate su un’isoletta oceanica, è una costante, affilata e colossale presa in giro dei trend cui la tavola contemporanea è andata piegandosi, e degli chef dal fare estenuato e dal ricettario rarefatto che ormai vivono la professione come sciamani (ma la trascendenza implica conti finali salatissimi…). Elargendo a clienti remissivi e un po’ gonzi, seduti in sale asettiche come cliniche, “esperienze” via via quasi astratte d’odori e colori, più che cucinando per loro piatti concreti e gustosi. </strong><br />
Il regista – via via che inesorabilmente le portate si susseguono &#8211; è peraltro assai poco benevolo anche nei confronti dei commensali (tutti tranne una), contro i quali si scaglia appunto il desiderio di rivalsa di uno chef esausto, senza più illusioni: costoro compongono infatti, pedine sulla scacchiera, un’accozzaglia mal assortita di deformità borghesi/capitaliste, fra attori già sul sunset boulevard e giovani rampanti e avidi come squali, fra sous-chef incapaci di ribellarsi e vecchi mariti adulteri, fino ai “critici” delle guide gastronomiche usi solo compiacersi con descrizioni, di location e pietanze, più che altro narcisistiche, scritte per il proprio autocompiacimento&#8230;<br />
Suggerisco la visione del film ai foodies più curiosi, ai gastronauti come Luisa e me, ai gourmet e gourmand che sappiano prendersi in giro, ai guru del gusto, che finalmente si concedano 108 minuti di spasso fra ammazzamenti e portate d’ogni consistenza, fra cui, a sorpresa,…un cheeseburger riuscitissimo, guarnito da patatine (fritte a julienne).<br />
Da parte sua, Ligucibario® non si stancherà mai di porgere il benvenuto a pellicole come questa.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Tour delle cascine, Bardineto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 13:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un hiking tour tra cascine e faggete Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-fiori.jpg"><img class="size-medium wp-image-21114 aligncenter" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-fiori-300x225.jpg" alt="foto fiori" width="300" height="225" /></a></p>
<h2>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un <em>hiking tour</em> tra cascine e faggete</h2>
<blockquote><p><em>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località.</em></p></blockquote>
<h3>Autoritratto di uno &#8220;slow hiker&#8221;</h3>
<p>Finiva l’estate 2015, con Luisa (Puppo) percorsi tutto il <strong>Rio Nero a Calizzano</strong>, e a 52 anni grazie a quel bosco compresi in pochi minuti tutto quel che sino ad allora mi ero perso… Poiché tuttavia &#8220;it’s never too late&#8221;, non fu difficile convertirsi via via (sempre con molta prudenza) alle esplorazioni con scarponi e zaino. Rappresento, per dirla col marketing, il classico “target” che predilige sentieri slow, esperienze non estreme, momenti <em>culture&amp;food</em> tra un passo e l’altro.</p>
<p><strong>Oggi, fra le valli Bormida, Tanaro e Mongia “possiedo” ormai una cinquantina di itinerari</strong> (aumenteranno, lo sento), quasi tutti semplici e a portata di famiglie, che mi hanno dischiuso l’autentico <em>genius loci</em> di queste terre un po’ ai margini dei flussi turistici e delle visibilità mediatiche. Visto che in tutti questi anni di lavoro ho pubblicato quasi una ventina di volumi <a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link</a>, un editore di recente mi ha proposto di redigere specificamente una guida, che pubblicherò col titolo (un po’ giocoso…) di <em>Namasté. I miei 8000 fra Bormida e Tanaro</em>, raccontando le mie camminate, e beninteso conterrà anche (quello era e rimane il mio mestiere) notizie storico-antropologiche, “ritratti” di persone che amo e stimo, <strong>indirizzi per ben dormire, ben mangiare, ben comprare</strong>. Avrò molte, davvero molte meraviglie da condividere, a maggior ragione se quest’epoca post-covid indurrà un po’ di ripensamenti – anche di natura turistica &#8211; quanto mai necessari, dato che il modello socioeconomico in cui viviamo si sta mostrando sempre più distorto e nocivo, <strong>sempre più consumistico e spietato</strong>.</p>
<h3>Entroterra (ligure), quale futuro?</h3>
<p>I giorni scorsi con Luisa ho sperimentato, sotto la guida dell’intraprendente Mitch di <em>Wild Bormida</em>, il <strong>tour delle cascine di Bardineto</strong>, ovvero le belle e vive Collette (dove ho ritrovato la famiglia Carretto-Manfrino che conosco dal 2003…), la Sciorta, ed infine la Dondella, l’anello poi rientrava nel fitto bosco con pendenze da mtbikers – i dominatori del territorio… &#8211; e ci riconsegnava al finale di giornata, in pizzeria. Incantevole anche il tratto lungo <strong>l’Alta Via dei Monti Liguri,</strong> col bivio per monte Lingo, sino al balcone panoramico delle pale eoliche. Da lì, si può proseguire per San Bernardo di Garessio, dov’è stata allestita da poco una <em>big bench</em> e donde si sale al Galero o si scende la via del sale Cerisola-Erli, o per il Quazzo, donde si sale allo Spinarda, tutte escursioni che, organizzandosi con buon senso (clima, orario, equipaggiamento&#8230;), suggerisco.</p>
<p>E’ impressionante riflettere su come sino a non molti anni fa queste cascine, Sciorta e Dondella ma anche altre che incontro lungo il mio zigzagare, <strong>fossero abitate</strong>, da persone che lavoravano campi e boschi ed evidentemente non soffrivano l’isolamento e la mancanza di servizi… Beppino Carretto, se ben ricordo, mi precisava che tra Quazzo e Scravaion operavano anche una scuola ed una trattoria (“dei laghi lunghi”). Molte microcomunità – io lo so bene perché leggo <strong>Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Paolo Rumiz</strong>… &#8211; in Italia sono scomparse, gli asili non hanno più accolto bambini, sui valichi le locande hanno chiuso, molti alberghi denunciano costi fissi sempre meno sostenibili, Alpi ed Appennini hanno scontato un’indifferenza collettiva sovente ignobile, che li ha resi periferici e residuali, sino alle tragedie del cambiamento climatico e non solo (<strong>siccità, incendi, disbosco, frane, peste suina, zecche, disoccupazione</strong>). E, nella mia visione, indebolire o sopprimere un Corpo Forestale è una delle peggiori catastrofi cui uno Stato vada incontro&#8230;</p>
<p>E’ plausibile illudersi, con un’ingenuità “da cartoline”, che le persone (i giovani) tornino ad abitare sui monti da cui altri – magari i nonni – infine fuggirono, stremati dai sacrifici? Ho però anche notizia di un sindaco, zelante e legato al proprio paese (<strong>Bormida</strong>), che è andato concretizzando idee positive, tra cui case in affitto calmierato a 50 euro, attrazione di imprese…</p>
<h3>Obiettivo turismo: le tappe di un (lungo) cammino</h3>
<p>Ma torniamo a me, ed alla mia professione. Nell’àmbito turistico, come noto, si usa continuamente l’espressione “fare sistema” (Luisa ed io la ascoltiamo da 25 anni ciascuno…), in un Paese che storicamente si scinde <strong>fra orazi e curiazi, guelfi e ghibellini, fra “rivalità” e ironie di confine</strong>… Purtroppo da addetto ai lavori mi viene da affermare che la val Bormida ligure difficilmente (non in toto per proprie colpe) sa a tutt’oggi configurarsi come <strong>prodotto turistico</strong>, come offerta 1+1=3, in grado di segnalarsi sui mercati di domanda. I mtbikers da soli non bastano, e mancano &#8220;package&#8221; di ospitalità e  animazione territoriale di consistenza.<br />
<strong>La Liguria</strong> stessa è nell’insieme regione che potrebbe far meglio in termini di integrazione costa-entroterra, di destagionalizzazione, di accoglienza sistemica, con un tessuto di microimprese a gestione famigliare che temo tendano geneticamente al fai-da-te, parlino pochino pochino l’inglese, usino i social in modalità solo spontaneistica, esitino nel cosiddetto storytelling che oggi viceversa è fase integrante di un’ospitalità esperienziale <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.libreriauniversitaria.it/libro-bianco-turismo-esperienziale-food/libro/9788899012519" target="_blank">link</a>… D’altronde, <strong>persino i miei allievi dell’Università a Imperia – cui pure suggerisco pagine di Philip Kotler, Chris Anderson… &#8211; talora faticano a cogliere i rapidi mutamenti in atto</strong>, tipici di una rivoluzione copernicana, di una deregulation sempre più globale, accelerata e violenta, nel cui seno un decennio rappresenta un’era geologica. “Non più vendere quel che si è prodotto, ma produrre quel che si vende”. E qui mi fermo, perché ormai mi annoierei da me stesso, e chi segue <strong>Ligucibario®</strong> (non sono poi pochissimi), o i miei libri o le mie lezioni, conosce il mio pensiero, che poi è anche quello di Luisa.</p>
<p>Mi sento tuttavia di aggiungere che il turismo è una disciplina quanto mai scientifica, cartesiana, dove non c’è spazio per i tuttologi o per chi immagini banalmente di emulare prassi che altrove hanno funzionato. Così come mi sento di ribadire, pur essendo io stesso uomo di entusiasmi e passioni, che senza piani di marketing territoriale <a title="curti-puppo vent'anni di liguria e food" href="https://www.liguriafood.it/2020/07/22/ventanni-liguria-food/" target="_blank">link</a>, e (occorre dirlo) senza contemporanei interventi formativi alle imprese, molti propositi rischieranno purtroppo d’essere ancora una volta velleitari e sterili (potrei rendicontare decine di progetti e di siti web che in Liguria, lentamente o velocemente, sono sbiaditi sino a scomparire). Occorrerebbero con urgenza, anche in val Bormida, <strong>SWOT analysis “tecniche” e concrete</strong>, che dalle forze e debolezze dell’area consentissero in prospettiva – come si suol dire &#8211; di incrementare gli asset e attenuare le criticità, orientando al meglio gli investimenti. Il tempo è darwiniano, e stringe. Assessori, organizzazioni locali, imprese, volete ragionarne con noi?</p>
<h3>Cosa è davvero &#8220;turismo&#8221;?</h3>
<p>Banalmente, come precisa qualunque manuale di tecnica turistica, <strong>il turismo non è escursionismo</strong>, il turismo implica pernottamenti in loco, i più numerosi possibile, e conseguenti ricadute economiche da tutta una serie di acquisti (beni e servizi) che l’escursionista, trattenendosi solo una giornata, tendenzialmente non compie, limitandosi a “merende”, sagre e poco altro. Si consideri inoltre che – secondo fonti autorevoli – attualmente <strong>8 turisti su 10</strong> prefigurano viaggi e soggiorni online, sul PC e sul cellulare, dove pertanto già s’ingegnano, ben prima di partire, di “assemblare” vacanze e permanenze secondo necessità e gusti (un surfista non è un gastronauta, un turista della fede non è un business traveller). La psicografia, ovvero il profilo dei comportamenti del turista, sempre più ci insegna che <strong>il come conta più del dove</strong>, che il turista non si fissa su una destinazione a prescindere, bensì tende a indagare ciò che vi potrà vivere, sperimentare, apprendere: paesaggi, sensazioni, persone, relazioni, quotidianità, sapori. <strong>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località</strong>.</p>
<p>Chi non è online, o chi è online goffamente (siti statici, traduzioni scadenti, prezzi rigidi…), ha quindi favorito la concorrenza, ha quindi perso la partita prima ancora di giocarla. Chi non comunica non esiste, sentenziano correttamente, inoltre la sola comunicazione efficace è quella che sa raggiungere in modo decifrabile il destinatario. Messaggio chiaro?</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, saggista e consulente di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/">Tour delle cascine, Bardineto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Luisa Puppo intervista PrimeTime Viaggi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 13:51:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20707" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/12/antoricc.jpg"><img class="size-full wp-image-20707" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/12/antoricc.jpg" alt="antonella riccardi" width="200" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">antonella riccardi</p></div>
<p>Interessante videotestimonianza al <strong>corso IFTS “agroalimentare”</strong> che si sta svolgendo presso scuola Edile di Imperia. E’ andata questa volta in scena Antonella Riccardi, guida turistica, direttrice d’agenzia di viaggi e titolare di “PrimeTime Viaggi”. Da oltre vent’anni, dunque, operativa nell’<strong>incoming in Liguria</strong>, terra che Antonella ama, e svela, con passione autentica. Col consueto sorriso e il consueto garbo Antonella si è raccontata francamente agli allievi, percorrendo il proprio percorso professionale giunto poi all’imprenditoria.<br />
Intervistata, per dir così, da <strong>Luisa Puppo</strong>, ha poi analizzato i possibili scenari di fuoriuscita dal Covid, il dopo rispetto al prima, cercando di inquadrare soprattutto il bicchiere mezzo pieno – a scapito del mezzo vuoto &#8211; , perché la pandemia ha verosimilmente prodotto nuove consapevolezze sia in chi crea e promuove l’offerta, sia nella domanda, domestic e straniera, che l’acquista.<br />
La conversazione è poi approdata al <strong>turismo esperienziale (ed enogastronomico)</strong>, per focalizzare i principali trend del momento: modalità di prenotazione, budget, esigenze e desideri dei target… Il food&amp;wine si sta sempre più confermando non solo richiamo per i “gastronauti” e per coloro – non necessariamente gourmet &#8211; che comunque vedano nel gusto una forma di cultura, ma anche riscoperta di borghi, di tradizioni, di comunità relazionali, di artigianato vero, dove genius loci e buonessere siano ancora parole dense di senso.<br />
E’ stata poi delineata una sorta di schietta <strong>swot analysis</strong> della Liguria, rimarcando ciò che funziona (e che il mercato premia) e – di converso – le criticità che ancora penalizzano l’appeal e il posizionamento competitivo della regione, fra cui la difettiva integrazione tra coste ed entroterra e la carente destagionalizzazione.<br />
Infine, ma – come si suol dire – last not least, Antonella da “sorella maggiore” ha proposto all’aula alcune riflessioni e suggerimenti soprattutto <strong>in ottica occupazionale</strong>, e dunque di competenze prioritarie da spendere al meglio. Da un lato, ancora una volta, la conoscenza del territorio, delle lingue straniere, del marketing – anche web e social &#8211; d’impresa. Ma dall’altro la passione, l’intraprendenza, e via via il porsi in gioco con sempre più compiuta maturità lavorativa.<br />
Sento di poter dire che, ancora una volta, i corsisti abbiano gradito. Grazie, Antonella, e in bocc’al lupo per i tuoi progetti presenti e futuri, per una Liguria green&amp;blue, per un avvenire che sia “sostenibile” e a misura d’uomo, non solo deregolamentato e digitale…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Turismo: la ripresa sarà marketing, lingua inglese e web</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 14:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<h2>Marketing, lingua inglese e web, i capisaldi su cui poggia la ripresa del turismo e dei settori collegati</h2>
<p>Se conduci o fai parte di un’attività turistica, o che al turismo si connette (agricoltura, commercio…), il 2020 non figurerà certo tra gli anni di cui provare nostalgia professionale. Ma, aldilà dell’origine del termine crisi che sta per “discernimento”, presto si manifesteranno alcune opportunità, che occorre esser pronti ad interpretare, per superare un difficile presente e volgersi ad un futuro finalmente covid free.<br />
Molte persone (il mercato è fatto di persone) non rinunceranno mai ai viaggi, alle villeggiature, né al mangiar fuori&#8230; Divertirsi in ambienti green e sanificati, rilassarsi lontano dalla pazza folla, scoprire prodotti e commercio locale e intanto “apprendere” qualcosa sono gli scenari, e gli imperativi, che già appaiono all’orizzonte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il turismo che verrà: sostenibile, slow, a breve raggio</h3>
<p>Perciò <strong>il turismo esisterà ancora e sempre</strong>, ed anche se nel breve termine sarà diverso e più perimetrato, via via riprenderà deciso. Si avverte forte attenzione, specie per l’Italia, verso vacanze sostenibili, slow, a breve raggio: borghi storici, genius loci, tradizioni, gastronomie, un’accoglienza, e una narrazione, a misura d’ospite&#8230; <strong>La clientela chiederà</strong> cancellabilità/rinviabilità dei soggiorni, pagabilità tramite dispositivi mobili, possibilità di smart working presso strutture ricettive e appartamenti…<br />
Occorreranno proposte sagaci e creative, per riposizionarsi al meglio sui nuovi scenari turistici ed intercettare i giusti segmenti di clientela italiani/stranieri (donde l&#8217;importanza della padronanza delle lingue straniere). Occorrerà esser pienamente imprese, e questo è l&#8217;auspicio anzitutto per quelle microimprese a gestione famigliare che compongono tanto tessuto economico italiano.</p>
<h3>Turismo esperienziale tra marketing e digitale</h3>
<p>Io stessa, Luisa Puppo, <strong>sono una imprenditrice</strong>, co-founder della più antica società di consulenza ligure (per il marketing e la formazione turistica e food) tuttora in attività, a fianco di Enti e attività economiche, ma le mie giornate cambiano di giorno in giorno, imponendomi sempre nuove sfide, e nuove strategie di marketing e web/social.Ti invitiamo dunque ad una riflessione che è importante adesso, per <strong>formarti</strong> e prepararti. Vogliamo parlartene adesso. Col nostro supporto, individuerai specificamente i punti di forza e debolezza del territorio in cui operi e del prodotto/servizio che offri, e promuoverai tutto l’anno <strong>efficaci pacchetti e attività di turismo esperienziale</strong> anche presso la domanda straniera, i gastronauti, i &#8220;cacciatori&#8221; di buonessere. Al nostro portafoglio servizi, inoltre, si aggiungono ora – in partnership &#8211; le preziose competenze di Serena Pagliosa (foto), digital manager certificata, sorriso giovane ma vasta esperienza del mondo web e dei social media&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/serena-pagliosa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20308" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/serena-pagliosa.jpg" alt="serena pagliosa" width="124" height="160" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi non crediamo in alcuna formula tipo simsalabim, bensì nella determinazione e nel <strong>marketing/management</strong> aziendale, per arrivare a migliorie e risultati concreti. Certamente non da un giorno all’altro, con gli animi ancora incerti, le economie semi-ferme e le frontiere semi-chiuse per frenare il virus, ma “fieno in cascina” (come dicevano i contadini sposando lavoro e futuro) per essere pronti appena si ripartirà.<br />
Sappiamo bene, e da tanto, che sono molte le agenzie di consulenza, i professionisti 4.0 e i trainer che propongono innumerevoli offerte. Tutto si è confuso, tutti fanno tutto (PR, social, eventi, dépliants…), tutti si &#8220;riciclano&#8221;, e purtroppo sono forse spariti i veri esperti. <strong>La pubblicità è sempre meno amata</strong> e sempre più evitata, e molte campagne, anche costose, sono del tutto inefficaci tanto sulla carta che online. V’è poi chi fa da sé, magari con qualche annuncio sui social e qualche traduzione inglese improvvisata, ma il marketing <strong>non</strong> è bricolage…</p>
<h3>Turismo e ripresa: un approccio specialistico</h3>
<p>Noi viceversa rappresentiamo la più antica realtà del settore attiva in Liguria, non proponiamo un “prodotto” indistintamente a tutti. Noi proponiamo ciò di cui siamo <strong>specialisti</strong> (il turismo e il food in Liguria) commisurandolo alle esigenze del cliente. Il nostro curriculum, la nostra visione lavorativa (Umberto Curti è il più importante designer e saggista di <em>food&amp;wine tourism</em> ligure), la nostra <strong>saggistica</strong> (<a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link</a>) e la rete di qualificati esperti con cui – ove opportuno – cooperiamo, davvero parlano per noi.<br />
Il tempo presente ci impone ogni giorno di più di non tirarci indietro, di non perder di vista il domani. Ma esso poggia sulla tua volontà di metterti in gioco, ancor più di prima perché nulla sarà mai come prima. Noi, con e per la Liguria, ci saremo.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Luisa Puppo “Wine English teacher” in Piemonte</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 15:22:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Due importanti realtà vinicole piemontesi, rispettivamente del Novese e del Monferrato, presentateci dall’amica Sonia Speroni (food tourism designer), hanno richiesto a Luisa Puppo una specifica corsualità – forzatamente online… &#8211; di 16 ore dedicata al Wine English. Wine English: storytelling del vino tra interculturalità e lessico specialistico Gavi DOCG, Barbera Piemonte DOC, Cortese brut metodo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/wine-english-corso-luisa-puppo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/bicchieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20206" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/bicchieri-225x300.jpg" alt="bicchieri" width="225" height="300" /></a>Due importanti realtà vinicole piemontesi, rispettivamente del Novese e del Monferrato, presentateci dall’amica <strong>Sonia Speroni</strong> (food tourism designer), hanno richiesto a Luisa Puppo una specifica corsualità – forzatamente online… &#8211; di 16 ore dedicata al Wine English.</p>
<h2>Wine English: storytelling del vino tra interculturalità e lessico specialistico</h2>
<p><strong>Gavi DOCG, Barbera Piemonte DOC, Cortese brut metodo Martinotti, Barbera passito Piemonte DOC, Monferrato DOC rosso (dolcetto in purezza), Dolcetto D’Ovada Superiore DOCG, Dolcetto D’Ovada DOC, Muffato (cortese in purezza), e Monferrato DOC bianco (riesling renano in purezza)</strong> sono le belle referenze dei due produttori e le &#8220;protagoniste&#8221; del corso, visto l&#8217;ampio spazio dedicato al loro storytelling in lingua inglese.<br />
L’iniziativa è puntualmente e felicemente partita, coi primi incontri didattici. Ai “corsisti” Luisa Puppo trasferisce soprattutto la consapevolezza dell’<strong>inglese come mezzo e non come fine</strong>, come prezioso ausilio nel lavoro quotidiano, dunque come scatola di attrezzi utile in una pluralità di contesti interculturali…</p>
<h2>Wine English, enoturismo e formazione</h2>
<p>Quando la pandemia sarà un ricordo, e chi lavora in qualità potrà legittimamente traguardare, con sollievo, una ripresa delle interazioni e dei fatturati, il <strong>turismo esperienziale ed i gastronauti</strong> e foodtrotters che – anzitutto dall’Italia poi progressivamente da altrove – approderanno ai nostri territori (ed alle nostre cascine e cantine) chiederanno proposte e attività ad alto contenuto relazionale, il come prevarrà sul dove, gli ospiti chiederanno sempre più di familiarizzare con le tradizioni, le <strong>cultivar autoctone</strong>, gli artigianati veri, il genius loci dell’Italia migliore. Par di riascoltare il mai troppo rimpianto Gino <strong>Veronelli</strong>, ch’ebbi il privilegio di conoscere…<br />
Wine English: ecco dunque che <strong>formarsi si rivela ancora una volta la miglior arma</strong> per cogliere le sfide a venire. Il prodotto, infatti, è anche diacronia, racconto, convivio (perfino online). E’, per così dire, un hardware che necessita di un software, per dispiegare appieno le proprie potenzialità.<br />
Degnamente rappresentarlo anche in lingua inglese si configura dunque come un ponte proficuamente gettato verso nuovi mercati, target, business, e verso un sempre più efficace soddisfacimento della clientela internazionale…<br />
Have a good glass of wine!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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