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	<title>Ligucibario &#187; finger food</title>
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		<title>Per una storia dei genovesi a tavola</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:38:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29966" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cima1.jpg"><img class="size-medium wp-image-29966" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cima1-300x252.jpg" alt="cima genovese" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">cima genovese</p></div>
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<p>Ci avviciniamo al 5 maggio, data in cui presenterò alla Biblioteca Civica “Saffi” di Genova-Molassana il bellissimo saggio “Civiltà della forchetta” di Giovanni Rebora, uscito alcuni anni fa e certamente non dimenticato da chi fa il mio mestiere…</p>
<p>In questi giorni, parlando dell’iniziativa, anche ed anzitutto nelle aule di formazione dove Luisa Puppo ed io svolgiamo le rispettive docenze, talvolta risulta necessario recuperare qualcosa circa la biografia di Rebora, i luoghi a cui fu legato, e il clima culturale in cui cominciò a produrre alcuni dei suoi notevoli saggi.</p>
<p>Io lo conobbi circa 44 anni fa, quando &#8211; da matricola universitaria qual ero &#8211; mi aggiravo un po’ sperduto per i diversi e solenni istituti di cui si componeva la Facoltà di Lettere, rimbalzando fra le lezioni.</p>
<p>Rebora operava a Balbi 6, ricordo ancora quelle scalinate, ed il suo modo di “fare” ricerca e d’insegnare i fatti economici e agrari s’ispirava anche alla grande lezione della storiografia francese d’anteguerra (tra cui gli “Annales” di Bloch e Febvre), e si connetteva a Braudel, altro storico di vaglia, che ammirò Genova e che Rebora condusse anche in cerca&#8230;di trippe e gelati.</p>
<p>Poiché i fenomeni socioeconomici anche “minuti” e quotidiani consentono di comprendere il divenire delle comunità meglio di tutti gli altri, è ovvio che progressivamente l’enogastronomia attirasse – certo con un approccio non modaiolo – l’interesse di Rebora, maestro nello spulciare i documenti che raccontano la vita attraverso i vari periodi storici.</p>
<p>E non a caso l’8 marzo 1983 Rebora fu al centro di un Convegno a Imperia, sulla dieta cosiddetta mediterranea (concetto di cui oggi un po&#8217; si abusa?), i cui Atti rappresentano tuttora una lettura preziosa…</p>
<p>Per Rebora il cibo costituiva un modo di essere delle persone e dei ceti di appartenenza, e dunque chiariva molti aspetti anche della genovesità e della Liguria. Genova per secoli fu una città straricca, connotata da uno scarso “contado”, e pertanto chiamata a produrre risorse di eccellenza (dai limoni, ad alcuni vini, alle stoffe…) per importare quel che le occorreva, in primis il grano, o che le piaceva, per garantirsi un alto benessere. In tal senso la pasta di grano duro valse a lungo da cibo della domenica, si moltiplicarono i formati, e a coronamento di quel business non dimentichiamo che ad Imperia sorse nel 1887 il grande stabilimento della “Agnesi”, nata nel 1824 a Pontedassio.</p>
<p>Molti piatti genovesi non sono semplici, implicavano materia prima di qualità, lavorata con pazienza, e via via nei secoli si affermarono i ravioli, la cima (forse il piatto più complesso di tutta la cuciniera ligure), le gattafure, le cotture “accomodate”, le zuppe di pesce, la pasticceria secca e il pandolce (alto!)…</p>
<p>Le famiglie abbienti disponevano beninteso di cuochi, e prediligevano la carne di prima scelta (ovvero vitella), mentre i ceti più poveri (anzitutto i camalli) s’appoggiavano a trattorie e sciamadde, dove (seduti su lunghe panche gomito a gomito coi vicini) trovavano farinate, minestroni, trippe, vin brusco. Le ultime trattorie di quel tipo furono forse quelle di metà ‘900 a Sampierdarena (“Toro”…) * , ma per fortuna qualche sciamadda – sulla scia della “Carlotta” di Sottoripa ** &#8211; sopravvive con successo nei carruggi, oggi frequentata anche da turisti ammaliati dai nostri finger food.</p>
<p>Lo stoccafisso ovviamente si diffuse (esplosivamente) dopo che il naufrago Querini lo scoprì alle Lofoten.</p>
<p>Il pesce tuttavia non seduceva granché, ma le acciughe, pane del mare, per alcuni mesi erano molto pescate, e poi lavorate in cento modi, si tratta infatti di un pesce-conserva, di un pesce-condimento.</p>
<p>Le doti mercantili e imprenditoriali &#8211; alla base di un proverbio quale “Ianuensis ergo mercator” &#8211; consentivano ai genovesi d’insediarsi con successo in alcune aree e di dedicarsi a lucrosi commerci, ma al tempo stesso in alcune di quelle aree (a clima tropicale o quasi) essi seppero abbondantemente coltivare la canna da zucchero, che in patria rafforzava l’attività dei confiseur, i canditori (la tecnica è arabo-greca, e non a caso si diffuse anche a Venezia). Costoro, con la scoperta del Nuovo Mondo e l’arrivo delle fave di cacao, divennero poi anche eccelsi chocolatier, l’amarume della tostatura (lo scopriamo in Paul Valéry) si diffondeva intensamente nelle strade di Genova.</p>
<p>Si candivano splendidamente le arance, originarie dell’Asia come del resto anche i chinotti, e sulla Riviera di ponente attecchì la varietà Pernambuco (Washington Navel), assai versatile.</p>
<p>Anche di questo – debitori a “pionieri” quali Rebora &#8211; parleremo il 5 maggio, a testimoniare che la storia dell’alimentazione è foriera di mille insegnamenti, perché un popolo (a maggior ragione sul Mediterraneo, mare antico nelle parole di Raffaele La Capria, mare che unisce) è ciò che ha coltivato, allevato, pescato, commerciato… Diacronia significa, oggi come ieri, relazione.<br />
* Rebora stesso era sampierdarenese<br />
** la “Carlotta”, ostessa quanto mai dinamica sia ai fornelli sia in cassa, prevedeva come unico antipasto i muscoli, poi tra i primi spiccavano la zuppa di pesce e le tagliatelle all’uovo, insieme alla pasta condita con sugo o pesto. I funghi figuravano spesso tra le specialità della casa, e quanto ai piatti di pesce si gustavano l’aragosta, la buridda, e il pesce “allo scabeccio”. Ma naturalmente una portata imprescindibile era quella torta Pasqualina che commuoveva il noto giornalista Giovanni Ansaldo (nipote del fondatore dell’Ansaldo), il quale in un libriccino rivolgeva un accorato appello proprio alla Carlotta: “Bisogna che difendiamo il nostro buon nome sin d’ora. Se no, come adesso dicono che l’America l’hanno scoperta gli spagnoli, di qui a due secoli diranno che la torta pasqualina l’hanno inventata i milanesi”…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Panzarotti di Riva Faraldi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 13:18:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Panzarotti di Riva Faraldi(IM), si tratta di tortelli salati, anch’essi grossi come molti altri in Liguria dai barbagiuai ai gattafin, e regolarmente fritti in olio bollente.<br />
Riva Faraldi è un incantevole grumo di case in pietra, fra gli ulivi, ad una manciata di chilometri dal mare della Riviera dei Fiori.<br />
Panzarotti s&#8217;incontrano anche a Pignone (SP), a Vezzano Ligure (de.co.)… A Pignone fra l&#8217;altro preparano anche il grafignun (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), con la cicerbita, ed era sovente un rito carnascialesco.<br />
Questi finger food possono valere da antipasto, spuntino…<br />
Ovviamente Ligucibario® abbina loro un bianco, anche spumantizzato, delle DOC locali.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pansaroti di Pigna</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 13:10:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pansaroti di Pigna (IM), sono tortelli di verdure e formaggio, grossi, fritti in olio bollente.<br />
Sostituiscono i barbagiuai quando manca la zucca…<br />
Questi finger food possono valere da antipasto, spuntino…<br />
Ligucibario® abbina loro ovviamente un bianco (anche spumantizzato!) della DOC locale, riviera ligure di ponente.<br />
Va da sé che sono un ulteriore validissimo pretesto per visitare uno dei borghi più belli dell&#8217;Imperiese, fra &#8220;chibi&#8221; e rifugi montani, assaggiando anche i fagioli e l&#8217;antica ricetta che chiamano gran pistau (vedi, sempre qui sull&#8217;alfabeto del gusto, le relative voci)<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Focaccette di Finale</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 12:56:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Focaccette di Finale…, questi celebri fugassin – anche a Pietra Ligure, Loano… &#8211; sono un impasto di farina e patate lesse schiacciate, che come a Crevari (GE) viene lievitato, modellato e fritto più che cotto al forno. Con una spolverata di sale, accompagna anzitutto formaggi, salumi… E’ il finger food di tante sagre locali, e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccette-di-finale/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Focaccette di Finale…, questi celebri fugassin – anche a Pietra Ligure, Loano… &#8211; sono un impasto di farina e patate lesse schiacciate, che come a Crevari (GE) viene lievitato, modellato e fritto più che cotto al forno. Con una spolverata di sale, accompagna anzitutto formaggi, salumi… E’ il finger food di tante sagre locali, e Ligucibario® gli abbina anzitutto una localissima Lumassina spumantizzata, servita a 10°C nelle flûte. Queste focaccette di patate s’incontrano poi anche a Quiliano (SV), ove sono assurte a de.co. Altre notizie al link <a href="https://visitfinaleligure.it/gusto/ricette-del-finale/fugassin/">https://visitfinaleligure.it/gusto/ricette-del-finale/fugassin/</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccette-di-finale/">Focaccette di Finale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Fazen dra Rocca</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 12:51:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I fazen dra Rocca sono fazzini particolari * , una ricetta d&#8217;inizio &#8216;900, Roccavignale (SV) li premia con la de.co., pasta del pane con l’uovo, non contengono patate… * vedi qui la relativa voce, i fazzini entrano &#8211; con minime differenze tra paese e paese &#8211; nell&#8217;ampia famiglia valbormidese dei fassini, lisoni, lisotti, finger food ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fazen-dra-rocca/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I fazen dra Rocca sono fazzini particolari * , una ricetta d&#8217;inizio &#8216;900, Roccavignale (SV) li premia con la de.co., pasta del pane con l’uovo, non contengono patate…<br />
* vedi qui la relativa voce, i fazzini entrano &#8211; con minime differenze tra paese e paese &#8211; nell&#8217;ampia famiglia valbormidese dei fassini, lisoni, lisotti, finger food da vivacissime sagre.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Panissa di Aurigo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 07:49:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La panissa di Aurigo (IM) è la classica lavorazione di farina di ceci con acqua. Ne scaturisce dopo la cottura una polentina che come sempre si può condire in insalata oppure friggere a cubetti / listarelle&#8230; Finger food cui Ligucibario® tradizionalmente abbina un bianco DOC ligure, ad es. della Riviera di ponente, servito fresco, o ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/panissa-di-aurigo/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La panissa di Aurigo (IM) è la classica lavorazione di farina di ceci con acqua.<br />
Ne scaturisce dopo la cottura una polentina che come sempre si può condire in insalata oppure friggere a cubetti / listarelle&#8230;<br />
Finger food cui Ligucibario® tradizionalmente abbina un bianco DOC ligure, ad es. della Riviera di ponente, servito fresco, o le bollicine sgrassanti di una flûte di spumantizzato&#8230;<br />
Aurigo è da scoprire: sei nella terra dell&#8217;olio, dei panzarelli, della friscolata, della pissalandrea, dell&#8217;aiè, del pan de fighe&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Charles Dickens e la farinata zeneize</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/charles-dickens-e-la-farinata-zeneize/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Charles Dickens e la farinata zeneize: racconto di un incontro&#8230; in sciamadda. In genovese sciamadda sta per &#8220;fiammata”. Questi ristori (in genere con pochi posti a sedere) punteggiavano le ripae maris e presentavano un forno col fuoco sempre acceso, così da sfamare a tutte le ore avvocati, portuali, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/charles-dickens-e-la-farinata-zeneize/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_27864" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/DSCN6059.jpg"><img class="size-medium wp-image-27864" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/DSCN6059-300x219.jpg" alt="farinata genovese" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">farinata genovese</p></div>
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<p>Charles Dickens e la farinata zeneize: racconto di un incontro&#8230; in sciamadda.</p>
<p>In genovese <em>sciamadda </em>sta per &#8220;fiammata”. Questi ristori (in genere con pochi posti a sedere) punteggiavano le ripae maris e presentavano un forno col fuoco sempre acceso, così da sfamare a tutte le ore avvocati, portuali, prostitute, fannulloni, pescatori, tramvieri… Tovaglie a quadri, vino sfuso, odori d’olio, vociare incessante, ciò che delle sciamadde ci piace ancora oggi.</p>
<p>&#8220;Ci infilammo per uno di quei vicoli bui, così poco illuminati da far temere ad ogni passo il peggio quando, ad un tratto, vedemmo un piccolo sole rosso ed oltre le grate un forno, acceso sul fondo. Entrammo in un locale angusto con un pavimento di legno a cui si accedeva per una traballante scala. Ci attendeva una sala con un tavolaccio rozzo ed alcune bottiglie di vino. Da un finestrino aperto si vedeva la luna e un pezzo di mare lucentissimo. Dovevamo gustare una specialità genovese, la farinata” (Charles Dickens, “Viaggio in Italia”. Lo scrittore fu a Genova tra il 1844 e il 1845).</p>
<p>Quando – anche grazie agli alimenti dal Nuovo Mondo &#8211; si affermò del tutto la tradizione delle varie “gattafure” di verdura, il menu si articolò soprattutto su tre proposte: l’immancabile <strong>farinata gialla * </strong>, le <strong>fritture di acciughe / di pesce</strong> e, appunto, le <strong>torte verdi (di bietole, di carciofi, di zucca, di cipolle, di patate…)</strong>. Nelle sciamadde e presso i tortae le farine, per così dire, non lievitavano, varie le ricette ma niente focaccia. Oggi, turisti e studenti diventano “nuove” e appassionate clientele, perché un cartoccio di finger food – farinata, cuculli, frisceu… &#8211; è un’immersione nel genius loci, ed è il modo migliore di esplorare la città, la casbah dei carruggi, col naso all’insù fra dimore patrizie, campanili di antiche chiese, ed edicole votive…</p>
<p>* l’antica scribilita, divenuta poi l’irriverente “oro di Pisa” grazie alla vittoria di Genova alla Meloria (1284) contro Pisa…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ravioli di Ranzi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 11:37:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ravioli di Ranzi, tipicità da sagre, in questa bella frazione sulle alture di Pietra Ligure (SV), nota anzitutto per gli uliveti e il nostralino… Sono a base di bietole, filosofia del tanto con poco, e come i barbagiuai ponentini e i gattafuin di Levanto (SP) vengono fritti, croccante e intrigante finger food che chiede vini ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-ranzi/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ravioli di Ranzi, tipicità da sagre, in questa bella frazione sulle alture di Pietra Ligure (SV), nota anzitutto per gli uliveti e il nostralino…<br />
Sono a base di bietole, filosofia del tanto con poco, e come i barbagiuai ponentini e i gattafuin di Levanto (SP) vengono fritti, croccante e intrigante finger food che chiede vini bianchi e spumantizzati.<br />
A questo link <a href="https://www.ranzi.it/blog/ricetta-e-storia-dei-ravioli-di-ranzi/" target="_blank">https://www.ranzi.it/blog/ricetta-e-storia-dei-ravioli-di-ranzi/</a> un video che omaggia la tradizione<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(57). Cosa sono i fassini?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte57-cosa-sono-i-fassini/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 08:26:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte57-cosa-sono-i-fassini/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte57-cosa-sono-i-fassini/">Cucina ligure domande e risposte(57). Cosa sono i fassini?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25653" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE.jpg"><img class="size-medium wp-image-25653" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251.jpg" alt="CUCINA LIGURE DOMANDE E RISPOSTE" width="300" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">CUCINA LIGURE DOMANDE E RISPOSTE</p></div>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cosa sono i fassini?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>57. cosa sono i fassini?</strong> Immancabili nelle sagre del paese di Mallare (SV), i fassini sono focaccine alla piastra (fügassin→fassin), generalmente di pasta di patate lievitata, cava, cui si possono aggiungere “a strati” pesto d’aglio, pomodoro e basilico, cipolle, porri&#8230; Un tempo questi finger food si cuocevano sulla stufa o l’ardesia. Vanno rigirati di frequente. Ottimi col lardo. Nella vicina Pallare incontrerai – affine per usi &#8211; il lisotto (lisone a Riofreddo di Murialdo), cui si può aggiungere l’uovo, condito ad es. con pesto di cipolle, o con formaggette a latte misto (il lisone tendenzialmente con olio, prezzemolo, parmigiano). I fassini (fazzini a Bormida) non vanno confusi con gli sciaccarotti, altro impasto, che nel Savonese arrivano sino a Stella, a Roccavignale ecc., e vi si aggiungono ad es. prezzemolo e parmigiano. Ti consiglio sovente un DOC Riviera ligure di ponente Pigato, alla giusta temperatura di 10°C e nei giusti calici</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte56-cose-una-lamma/" target="_blank">la 56ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte57-cosa-sono-i-fassini/">Cucina ligure domande e risposte(57). Cosa sono i fassini?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(19). Sardenaira e pissalandrea?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte19-sardenaira-e-pissalandrea/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte19-sardenaira-e-pissalandrea/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 09:53:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CUCINA LIGURE DOMANDE E RISPOSTE &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte19-sardenaira-e-pissalandrea/">leggi tutto</a></p>
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<p>CUCINA LIGURE DOMANDE E RISPOSTE</p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Sardenaira e pissalandrea?</h2>
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<p><strong>19. sardenaira e pissalandrea? </strong>L&#8217;una è de.co. a Sanremo, l&#8217;altra a Imperia&#8230; Se una evoca sin dal nome le sardine (e ad Apricale il machetto, il nostro garum), l&#8217;altra, che geograficamente propone varie grafie, non &#8220;coinvolge&#8221; Andrea Doria, bensì &#8211; come la pissaladière provenzale &#8211; il pesce azzurro che ne salava e insaporiva la superficie&#8230; Si tratta comunque di finger food quasi ancestrali, che ovviamente impiegarono il pomodoro solo dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Erano e per fortuna talvolta ancora sono un rito del venerdì. Sul tema ho scritto tanto, leggetemi ad es. <a title="sardenaira e pissalandrea" href="https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/" target="_blank">a questo link</a>, oppure <a title="sardenaira e pissalandrea" href="https://www.liguriafood.it/2019/01/18/sanremo-festival-sardenaira/" target="_blank">a questo</a>&#8230; Beninteso, borgo che vai ricetta appetitosa che trovi&#8230; Quanto ai calici, Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC locale oppure il rosato Sciac-trà (Ormeasco, da vitigno dolcetto).</p>
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<h2>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
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<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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