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	<title>Ligucibario &#187; ferrovia ceva-ormea</title>
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		<title>Passi di gusto tra Priola e Pievetta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 20:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La bellezza è negli occhi di chi guarda, e quelli di Luisa Puppo e miei sono sempre ben esercitati per coglierla (d&#8217;altronde, da 30 anni ci occupiamo di turismo enogastronomico). Da Calizzano mi sposto nell&#8217;incantata frazione di Vetria, salgo nei boschi della Rionda, proseguo per Casario, e giungo a Priola in Val Tanaro, fra Bagnasco ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/passi-di-gusto-tra-priola-e-pievetta/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26406" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1-300x225.jpg" alt="IMG_20250717_174107 (1)" width="300" height="225" /></a>La bellezza è negli occhi di chi guarda, e quelli di Luisa Puppo e miei sono sempre ben esercitati per coglierla (d&#8217;altronde, da 30 anni ci occupiamo di turismo enogastronomico). Da Calizzano mi sposto nell&#8217;incantata frazione di Vetria, salgo nei boschi della Rionda, proseguo per Casario, e giungo a Priola in Val Tanaro, fra Bagnasco e Garessio.</p>
<p>Priola è una Rio Bo di 600 abitanti, a 540 metri di altitudine. Sappiamo che nel 1033 venivano menzionati un castello (di cui rimangono le rovine) e una chiesa dedicata a San Desiderio (quella che oggi visitiamo è l&#8217;esito di molte trasformazioni).</p>
<p>Verso le cime dei monti Sotta e Spinarda si schierarono le truppe napoleoniche. Ed infine, a metà del secolo scorso, l&#8217;area fu teatro di scontri fra nazifascisti e partigiani.</p>
<p>Oggi una ciclopedonale sulla sinistra orografica del Tanaro mi conduce in 30 minuti alla suggestiva frazione di Pievetta. Lungo il cammino, mi fa compagnia il saltellare nei campi di un leprotto e il tracciato di quella ferrovia Ceva &#8211; Ormea che fu attiva dal 1889 al 2012 e che presto riattiverà, oltre ai treni storico-turistici, il normale servizio viaggiatori.</p>
<p>Mi piace quando negli sguardi delle persone intravedo la domanda &#8220;Che ci fanno qui questi due?&#8221;, perché è la conferma di un modo di viaggiare e di esplorare che Luisa Puppo ed io abbiamo affinato nel tempo, un po&#8217; à rebours e sempre fuori dalle rotte di massa.</p>
<p>A Pievetta mi accolgono prima l&#8217;albergo ristorante &#8220;Il Castagneto&#8221;, dove bevo un aperitivo in giardino e dove annuso profumi di cucina (il locale è noto per funghi, verdure e castagne) che mi inducono a prenotare per la settimana successiva. E poi il ristorante &#8220;La Luiza&#8221;, locale lindo e pulitissimo dove nel bel déhors apprezziamo, serviti con gentilezza, ottimi vitel tonné, tartare di fassona, roast beef&#8230;</p>
<p>Tornati con la ciclopedonale a Priola (la ciclopedonale prosegue piacevolmente fino a Ponte di Nava), sosta d&#8217;obbligo è la pasticceria &#8220;Canavese&#8221;, dove ci concediamo un po&#8217; di shopping tra Garessini, baci di dama, torta di nocciole&#8230; e una formaggetta del territorio. Ma sugli scaffali, amico Lettore, apprezzerai confetture di qualità e vari prodotti di ottima gamma.</p>
<p>Da Priola a Pievetta mi commuovono (è da sempre lo spirito di Ligucibario®) queste professionalità eroiche, che perpetuano le tradizioni dei territori, che con abnegazione rappresentano un presidio di accoglienza e di buonessere. Da Priola a Pievetta il verde dei monti boscosi, il silenzio lungo il fiume, le mille farfalle, gli abitati curati, i ramassin, tutto mi invia i segni di un&#8217;Italia ancora a misura d&#8217;uomo, rurale, con storie e percorsi tutti da approfondire.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Suggestioni di val Bormida e val Tanaro</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 10:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17369" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/calizzano-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-17369" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/calizzano-2-300x225.jpg" alt="calizzano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p>Suggestioni di val Bormida e val Tanaro</p>
<p>Via dalle calure, via dalla pazza folla, verso monti e boschi a portata di mare, e in autunno paradiso di funghi. Via verso l&#8217;alta val Bormida.<br />
<strong>Calizzano</strong>, la magica e ombrosa passeggiata lungo il Rio Nero, poi la buona pizza e le birre di Baladin (servite nei teku) alla pizzeria “Odissea”, e infine un sonno ristoratore presso l’agriturismo “La brinetta”, casa delle fate. Il valico del <strong>Melogno</strong>, tra faggi a perdita d’occhio, poi lo splendido tracciato fra la Madonna della Neve e il vivaio forestale di Pian dei Corsi, infine la cena (fettuccine, minestrone, salsiccia…) alla “Osteria del cantoniere”, 1.000 m con vista riviera. Ancora il Melogno, le quiete pinete verso Maremola e Pora, presso le miniere d’argento di Bric Gettina, e a sera i gelati di Pinotto (castagne, pinoli…) o del K2 (dieci e lode al gusto “carapino”). <strong>Bardineto</strong>, il Giogo di Toirano per innestarsi verso est oppure ovest sull’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, poi gli eleganti aperitivi nel parco del “Café Picaia” e gli hamburger di un “Azzeccagarbugli” (Andrea) che qui azzecca anche impasti e carni. Ancora Bardineto, la “salita” al rifugio escursionistico “Le collette”, l’accoglienza e la cucina di Irene, per un pranzo o una semplice merenda. <strong>Osiglia</strong>, il lago inaspettato e maestoso, e dopo gli sport acquatici i taglieri di formaggi e salumi, e la pasta fresca, della linda trattoria “C’era una volta”. Poco lontano, il fascino di <strong>Millesimo</strong>, non a caso uno dei borghi più belli d’Italia, e proprio sotto i portici centrali il ristorante “Panta rei”, eraclitea sosta di garbo. Il <strong>Colle del Quazzo</strong>, per una lunga e pianeggiante “traversata” fino al Colle di <strong>San Bernardo di Garessio</strong>, e al ritorno le ricette territoriali, ma più che creative, di “Passaggio a Nord Ovest”. Quanto al passaggio in val Tanaro, ecco <strong>Garessio</strong>, lo splendido borgo vecchio, e l’escursione panoramica dal Colle di San Bernardo sino a <strong>Scràvaion</strong>, per concludere con un ottimo angus irlandese alla pizzeria “Il farinello”. Ma Garessio anche sù sù verso la <strong>Colla di Casotto</strong> (la baita dei pastori…), crocevia a quasi 1.400 m di trekkers e buongustai, che fanno tappa al “Gallo di monte” per l’ospitalità e i menu di Paola, e infine scendono a Valcasotto per visitare la reggia sabauda e comprare le deliziose tome di Beppino Occelli. <strong>Ormea</strong>, città di montagna che più piemontese non si potrebbe, il centro storico e la spettacolare pista ciclabile verso Cantarana ed oltre, ma senza rinunciare agli spuntini affascinanti de “Il saraceno” oppure i tajarin e le grigliate de “La via del sale”, vicino alla stazione ferroviaria (Deogratias salvata a fini turistici) e al capolinea dei pullman sostitutivi Ceva-Ormea.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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