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	<title>Ligucibario &#187; FAO</title>
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		<title>5 dicembre giornata del suolo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 12:01:23 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24451" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/DSCN0427.jpg"><img class="size-medium wp-image-24451" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/DSCN0427-300x225.jpg" alt="lavanda a sale san giovanni" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">lavanda a sale san giovanni</p></div>
<p>5 dicembre giornata del suolo…, ricorre ogni anno dal 2014 – istituito dalla FAO &#8211; il World Soil Day, e, per così dire, nessuno più se ne senta escluso. L’intento infatti era, ed è sempre di più, di coinvolgere le popolazioni del mondo intero al fine di custodire suoli integri e garantire sostenibilità alle risorse da questi provenienti.</p>
<p>Le tematiche dell’anno in corso, in particolare, focalizzano ovviamente la salute del suolo, ovvero di quel sottile strato che sovrasta la crosta terrestre (senza esserne meramente la superficie), ma anche la sua resilienza (supportata dall’uomo), e la necessità di una pianificazione del futuro razionale e previdente – basata su monitoraggi e dati precisi &#8211; in termini politici.</p>
<p>Il suolo, nell’accezione che qui rileva, è il composto di quella miscela sommamente variabile di sostanza organica (viva o trasformata) e sostanza minerale che consente e sostiene la vita di piante ed animali.</p>
<p>Si badi, non a caso, che il 95% del cibo proviene all’uomo proprio dal suolo.</p>
<p>Peraltro, giungendo al 5 dicembre, a livelli europeo e italiano v’è ben poco di cui esser soddisfatti&#8230; Cementificazioni, dissesto idrogeologico, spreco idrico, pratiche agricole insostenibili costituiscono oggi come ieri – anche da allarmanti dati ISPRA &#8211; un pessimo viatico per l’avvenire del pianeta e della nostra vita.</p>
<p>Il suolo infatti, lo sappiamo bene, è risorsa non illimitata e non rinnovabile, ed il 33% del suolo globale – a fronte dei boom demografici di alcune aree… &#8211; è già degradato.</p>
<p>Senza una sua reale ed efficace salvaguardia aumenta direttamente, fra l’altro, il rischio di frane e alluvioni, e si compromette il più prezioso serbatoio di biodiversità toccatoci in sorte, essenziale anche – come detto &#8211; per la nostra alimentazione quotidiana. L’Italia risulta il Paese europeo con la maggior diversità di suoli, ma una legge chiara sul loro consumo sarebbe ormai improcrastinabile (acqua e aria sono già tutelate da direttive europee che ne assicurano il monitoraggio).</p>
<p>Chiunque si occupi di agricoltura sostenibile inquadra dunque l’urgenza di una lavorazione minima dei terreni, i quali invocano non le agricolture convenzionali ove ormai dipendenti da pesticidi ecc., bensì rotazione delle colture, aggiunta di materia organica, coltivazioni di copertura (diverse da quelle di reddito e finalizzate a migliorare i suoli)…, ciò che accrescerebbe la fertilità e la preservazione delle biodiversità, contrastando al contempo erosione, inquinamento e cambiamento climatico (sempre che i governi mondiali, specie quando si riuniscono, siano consci dell’emergenza e intendano fronteggiarla…).</p>
<p>Ancora una volta, sarebbe poi opportuno sottolineare (Ligucibario® lo fa da millenni&#8230;) anche il positivo ruolo della cosiddetta dieta mediterranea, la quale giova non solo alla salute umana, ma anche all’ambiente. Secondo un recente report specifico, a cura dell’Intergovernnemental Panel on Climate Change (Ipcc), sul climate change e l’uso dei suoli, quasi ¼ delle emissioni di gas serra di derivazione umana proviene da agricoltura, silvicoltura e altri usi dei suoli; dall’agricoltura, inoltre, proviene circa la metà delle emissioni di metano, ed essa risulta la principale fonte di protossido di azoto – due gas serra molto potenti – , mentre da dati FAO le emissioni di gas serra collegate all’allevamento sono il 14,5% di tutte quelle di origine antropica.</p>
<p>In tale contesto, la dieta mediterranea, centrata come noto sull’impiego frequente d’olio d’oliva, sulla nutrita presenza in tavola di frutta e verdura, di cereali e legumi, e su ragionevoli porzioni di pesce (più che carne), merita &#8211; anche in prospettiva &#8211; i più fondati riconoscimenti in termini di salubrità e di limitato impatto ambientale.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo spreco alimentare</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 08:40:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano, sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”. Quanto cibo abbiamo buttato via questa settimana? Qual è la causa più ricorrente ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lo-spreco-alimentare/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/101.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22194" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/101-300x225.jpg" alt="101" width="300" height="225" /></a>Per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano, sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”.<br />
Quanto cibo abbiamo buttato via questa settimana? Qual è la causa più ricorrente per cui lo acquistiamo ma non lo consumiamo? Quanti rifiuti produciamo? Di certo, ormai, urgono risposte e soluzioni (l&#8217;app Too good to go è una delle più recenti e migliori…).<br />
Secondo la FAO, a livello globale ogni anno vengono gettati 1,3-1,6 miliardi di tonnellate di cibo commestibile, ovvero almeno un terzo di quello prodotto, corrispondente a un valore complessivo di 1,2 trilioni di dollari (contestualmente, quasi 1 miliardo di persone muore di fame o soffre la fame). Il fenomeno, prevedibilmente, riguarda soprattutto le zone del mondo più sviluppate, come Europa e Stati Uniti. Nel Vecchio Continente, in particolare, la Commissione Europea stima uno spreco alimentare annuo di 89 milioni di tonnellate (179 kg per ogni cittadino); nell’America settentrionale si toccano invece i 280-300 kg <em>pro capite</em>.<br />
Il food waste può peraltro risultare in molti casi evitabile (cibo ancora edibile, cibo che lo diventa se cucinato, ad es. le bucce di patata…). E’ fenomeno divenuto di gravità primaria in quanto deriva, per la gran parte, da sovrapproduzioni e da acquisti in eccesso e poco pianificati (da parte di cittadini, mense, ospedali…), nonché da cibi di cui non si verifica la scadenza, o mal conservati a livello domestico… Cibi non stagionali, pertanto di “lunga” provenienza, specificamente imballati/confezionati (sovente con plastiche, packaging non eco-friendly)…<br />
Anche in Italia, ogni persona spreca 67 kg di cibo all’anno.<br />
Dov’è l’anello debole? Ancora una volta, va detto, il fenomeno andrebbe il più possibile prevenuto con specifici interventi (a partire dalle scuole) di educazione e sensibilizzazione alimentare. Il cosiddetto movimento freegan si prefigge di recuperare gli scarti, soprattutto nel prendere il molto cibo in scadenza dai supermercati, i quali poi ovviamente lo butterebbero senza averlo venduto. In Italia, l&#8217;esperienza è stata affiancata da forme istituzionalizzate per il recupero delle eccedenze di produzione come la onlus Fondazione Banco Alimentare (1989) e il Last Minute Market (1998) nato dal progetto dell’agro-economo triestino Andrea Segrè del dipartimento di Agraria dell&#8217;Università di Bologna, figura molto attiva e dal 2015 Commendatore dell&#8217;ordine al merito della Repubblica.<br />
Se la Francia fu forse la più sollecita a ragionare di sprechi alimentari, la Spagna risulta oggi fra i Paesi in tal senso più dinamici, con un disegno di legge che commina multe pesanti agli esercizi commerciali che gettino cibi edibili e vincola tutta la filiera a predisporre periodici piani di efficienza contro gli sprechi, tanto più che la tecnologia costituisce ormai un validissimo aiuto in termini di distribuzione, lavorazione, consumo&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Un hummus di fagioli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 16:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un hummus di fagioli Giornata internazionale dei legumi: quando lo sviluppo sostenibile incontra il gusto Il 2021 è stato proclamato dalla FAO (Food and Agriculture Organization) anno internazionale della frutta e della verdura. L&#8217;obiettivo, in piena linea con la filosofia di Ligucibario®, è di informare i consumatori sui benefici per la salute derivanti dall&#8217;utilizzo di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-hummus-di-fagioli-chez-emanuela/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot_20210207_200110.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20171" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot_20210207_200110-205x300.jpg" alt="Screenshot_20210207_200110" width="205" height="300" /></a></h2>
<h2>Un hummus di fagioli</h2>
<h2>Giornata internazionale dei legumi: quando lo sviluppo sostenibile incontra il gusto</h2>
<p>Il 2021 è stato proclamato dalla <strong>FAO</strong> (Food and Agriculture Organization) <strong>anno internazionale della frutta e della verdura</strong>. L&#8217;obiettivo, in piena linea con la filosofia di Ligucibario®, è di informare i consumatori sui benefici per la salute derivanti dall&#8217;utilizzo di frutta e verdura. Soprattutto se ciò avviene in maniera consapevole quindi rispettando la stagionalità delle stesse, e preferendo le produzioni (ancor meglio se locali) che utilizzino tecniche di coltivazione innovative con impatti ambientali contenuti.<br />
Ma passiamo rapidamente dai proclami ai fatti: il 10 febbraio è la <strong><a title="Giornata internazionale dei legumi" href="https://www.fao.org/world-pulses-day/en/">Giornata internazionale dei legumi</a>,</strong> (World Pulses Day) quale occasione migliore per celebrarla con una ricetta vegetariana (a ben pensarci &#8220;addirittura&#8221; vegana) originaria del Medio Oriente ma famosa in tutto il mondo, veloce, facile, adatta da colazione a cena, che non necessita di cottura&#8230;insomma&#8230;</p>
<h3><strong>Hummus di fagioli</strong></h3>
<p><strong>Ingredienti (per 4 persone affamate):<br />
</strong>Breve premessa &#8211; ho aperto la dispensa, non molto fornita per usare un eufemismo (non amo conservare a lungo il cibo e soprattutto ho botteghe sotto casa), ma incredibilmente vi era tutto il necessario…<br />
&#8211; 500 g di fagioli cannellini già lessati (250 g se optate per quelli secchi),<br />
&#8211; 2 cucchiai di tahina (pasta di semi di sesamo, io ho utilizzato quella <em>integrale</em>),<br />
&#8211; il succo di un limone (preferibilmente bio),<br />
&#8211; 2 spicchi d&#8217;aglio (io ho utilizzato quello nero fermentato),<br />
&#8211; 3 cucchiai di extravergine (tassativamente ligure),<br />
&#8211; qualche cucchiaio di acqua, all&#8217;occorrenza, per regolare la consistenza della crema;<br />
&#8211; sale, pepe e peperoncino q.b.</p>
<p><strong>Preparazione</strong>:<br />
1. Se utilizzate i fagioli già lessati passate direttamente alla &#8220;fase 2&#8243; ricordandovi solo di risciacquarli abbondantemente dal loro liquido di conserva; se utilizzate invece i fagioli secchi metteteli in ammollo per 12 ore nel doppio del loro volume (ovvero in circa 500 ml di acqua). Trascorso questo tempo, scolateli, sciacquateli molto bene e metteteli a cuocere per circa 2 ore (o sino a quando non saranno ben morbidi) unitamente ad una presa di sale ed ad una foglia di alloro. Scolateli ancora ed in questo caso potete tenere da parte qualche cucchiaio di acqua di cottura.<br />
2. Basta ora frullare per alcuni minuti gli ingredienti, e lasciar riposare almeno una mezz&#8217;ora, per ottenere una deliziosa crema, da accompagnare con un pinzimonio di verdure e/o da spalmare sul pane, io ho optato per una focaccia secca (&#8220;mon amour&#8221;) e la combinazione è risultata per-fet-ta vista la delicatezza della crema, che armonizzava la sapidità e la croccantezza della focaccia.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_20210205_172637.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20172" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_20210205_172637-247x300.jpg" alt="dav_soft" width="247" height="300" /></a>Penso sia superfluo chiarire che la ricetta “originaria” dell&#8217;hummus prevede i ceci, ma vi assicuro che il risultato è ottimo anche con altri legumi: ho trovato sul web anche versioni con lenticchie o diverse varietà di fagioli. Io ovviamente ho voluto un legume locale visto che la Liguria ne possiede numerose, valide varietà. Si veda la voce &#8220;Fagioli liguri&#8221; <a title="umberto curti fagioli liguri" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fagioli-liguri/" target="_blank">qui sull&#8217;Alfabeto del gusto</a>&#8230;<br />
Se ancora non vi siete messi all’opera (non vi avessi ancora convinto) vi ricordo infine che i legumi sono realmente un alimento straordinario. Viste le elevate proprietà in vitamine, minerali e grassi sani stanno vivendo una nuova giovinezza, anche grazie al loro apporto proteico, come sostituti ideali della carne.<br />
Quanto al doveroso abbinamento enologico, beh Umberto (Curti) mi omaggia addirittura di <strong>un Buzzetto di Quiliano, servito a 10-11°C in tulipani a stelo alto</strong>… Buon appetito, Amici Lettori!<br />
Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/foto-pi---grossa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19998" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/foto-pi---grossa-241x300.jpg" alt="fbt" width="241" height="300" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/un-hummus-di-fagioli-chez-emanuela/">Un hummus di fagioli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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