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	<title>Ligucibario &#187; doc colli di luni</title>
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		<title>Pasta aa contadina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:31:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; una ricetta fra Golfo dei Poeti (Lerici) e Lunigiana, estremo levante ligure. Tagliatelle quanto mai caserecce (in epoche passate niente uova) vengono condite con verdure (patate, cavolo nero, fagioli rossi secchi&#8230;), pepe e formaggio da grattugia, voilà. In casi come questi Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC locale, servito a 11°C in tulipani a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-aa-contadina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una ricetta fra Golfo dei Poeti (Lerici) e Lunigiana, estremo levante ligure.<br />
Tagliatelle quanto mai caserecce (in epoche passate niente uova) vengono condite con verdure (patate, cavolo nero, fagioli rossi secchi&#8230;), pepe e formaggio da grattugia, voilà.<br />
In casi come questi Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC locale, servito a 11°C in tulipani a stelo alto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Liguria in bianco. I vini di Ligucibario</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:24:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/logo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29847" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/logo1-225x300.jpg" alt="logo1" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>I vini bianchi italiani (e liguri) propongono eccellenze, che il mercato sempre più riconosce ed apprezza. Profumi e strutture ben differenti da quelle dei vini rossi, freschezze effervescenze fiori frutti, un &#8220;mood&#8221; che incontra anche intensamente i gusti e le sensibilità femminili, le donne non a caso stanno divenendo anche sommelière capacissime.<br />
Se un turista o un gourmet straniero mi domandasse quali regioni privilegiare, per avvicinarsi all&#8217;Italia &#8220;in bianco&#8221;, gli suggerirei anzitutto la Liguria, la Sicilia, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, ed infine il Piemonte.<br />
I vini bianchi, un tempo reputati principalmente &#8220;estivi&#8221;, oggi si consumano 12 mesi su 12, e le spumantizzazioni si sono ritagliate spazi ben oltre l&#8217;inizio o la fine del pasto.<br />
In tal modo, in Italia ormai si producono, anche a livello di prodotti certificati DOCG, DOC, DOP e IGT, più bianchi che rossi/rosati.<br />
I vini, tutti i vini ed i bianchi non fanno eccezione, sono microcosmi composti da suolo, clima e lavoro (o per meglio dire know how e passione) dell&#8217;uomo. Quel che entra nella bottiglia è il frutto dell&#8217;uva ma anche della competenza e del sacrificio, non dimentichiamolo mai.<br />
Nei miei più giovani anni frequentavo il ponente ligure in cerca di Pigato, allora il mio bianco prediletto. Talvolta ne sorseggiavo uno insieme a mio padre &#8211; che fino ai 62 anni fu astemio! &#8211; in un ristorante di Varigotti (SV), durante quelle domeniche d&#8217;inverno in cui la costa, semideserta, è ancora più bella, e questo è un ricordo straordinario che porterò sempre con me.<br />
Poi venne la lunga stagione del Vermentino, con Luisa Puppo (mannaggia quant&#8217;è brava!) sovente comparavamo la DOC Riviera ligure di ponente e la DOC Colli di Luni, erano calici brillanti in quei &#8220;duelli&#8221; fra Laura Aschero e Cantine Lunae, fra Poggio dei Gorleri e Giacomelli, fra BioVio e Ottaviano Lambruschi&#8230;<br />
Ma da genovese ho sempre praticato la Bianchetta della Val Polcevera, vino ostinato di una terra che è stata violentata da industrializzazioni e crolli di ponti. Una trattoria me la serviva insieme ai corzetti (quelli a elica, tirati con le dita, che si mangiano col cucchiaio), conditi con la salsa di pinoli ma qualche volta anche da un sugo di coniglio, in bianco, che avrebbe ridestato un defunto&#8230;<br />
Sono poi arcicontento che anche il cosiddetto &#8220;vino di Coronata&#8221; stia ricomparendo su tante tavole, grazie a 3 produttori che lodevolmente competono in qualità.<br />
Quanto al Tigullio, mi ha di frequente regalato, e tuttora mi regala, buon Moscato, a me garba in primis quello di Pino Gino, vigneron a Castiglione Chiavarese, un Moscato ricco di sentori ma poco ruffiano, da servire ben fresco nelle coppe e perfetto coi dolci lievitati, il panettone il pan di spagna il pandoro.<br />
Concludo, e non potrebbe esser diverso, con le Cinque Terre, con quei vitigni bosco, albarola e vermentino aggrappati alla rupe, in una verticalità di fasce terrazzate dai muretti a secco e &#8220;tagliate&#8221; da cremagliere, un paesaggio pressoché unico al mondo. Monterosso Vernazza Corniglia Manarola Riomaggiore, i santuari, la via dell&#8217;amore, Eugenio Montale, il presepe di Manarola&#8230;, cercate amici Lettori di godervele quando (ma quando?) lo sciame dei turisti un poco si dirada&#8230; E un brindisi col bianco della DOC locale, o un granfinale col passito Sciacchetrà, vino solenne, saranno momenti che vi s&#8217;incideranno nel cuore.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Polpo alla tellarese</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 13:42:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Polpo alla tellarese, o alla marinara, fra David Herbert Lawrence e Mario Soldati, in un borgo &#8220;dei più belli d&#8217;Italia&#8221;, incastonato in un golfo di poesie&#8230; E&#8217; una ricetta peraltro molto semplice, un&#8217;insalata di polpo bollito con patate, piatto (senza glutine) da sagre agostane, che si serve come antipasto o come secondo. Abbiate solo l&#8217;accortezza ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/polpo-alla-tellarese/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Polpo alla tellarese, o alla marinara, fra David Herbert Lawrence e Mario Soldati, in un borgo &#8220;dei più belli d&#8217;Italia&#8221;, incastonato in un golfo di poesie&#8230;<br />
E&#8217; una ricetta peraltro molto semplice, un&#8217;insalata di polpo bollito con patate, piatto (senza glutine) da sagre agostane, che si serve come antipasto o come secondo. Abbiate solo l&#8217;accortezza di ammorbidire il polpo lasciandolo infine raffreddare nella sua acqua di cottura.<br />
La portata si apprezza fredda, e Ligucibario® le abbina ovviamente un Vermentino della DOC Colli di Luni, servito a 10°C in tulipani a stelo alto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Zuppa di bucce di piselli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 12:52:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Zuppa di bucce di piselli&#8230;, oggi certe scelte anti-spreco quasi ci sorprendono, ma nel Sarzanese, confine ligure ad est, dove scorre anche la Francigena in viaggio verso Arcola e Massa, la dovizia orticola e le vicine piane della Magra permettevano di reimpiegare finanche queste bucce di piselli (bollite e passate), originando in pratica una buona ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zuppa-di-bucce-di-piselli/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Zuppa di bucce di piselli&#8230;, oggi certe scelte anti-spreco quasi ci sorprendono, ma nel Sarzanese, confine ligure ad est, dove scorre anche la Francigena in viaggio verso Arcola e Massa, la dovizia orticola e le vicine piane della Magra permettevano di reimpiegare finanche queste bucce di piselli (bollite e passate), originando in pratica una buona “vellutata” dove entravano anche avanzi di pane, affettati, abbrustoliti e disposti sul fondo del piatto&#8230; Liguria di ieri ma evergreen, cultura del riutilizzo. In questi casi Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC Colli di Luni, servito a 11°C in tulipani a stelo alto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>La Spezia, il Natale a tavola</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 14:58:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La Spezia, il Natale a tavola&#8230; Ieri sera seguivo su un’emittente locale l’interessante intervista ad un docente di cucina presso l’alberghiero “Casini” (La Spezia). Poiché Ligucibario® si è ripetutamente dedicato al menu del Natale genovese e talvolta a quello savonese, mi piace oggi, 23 dicembre, aprire viceversa ai Lettori ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-spezia-il-natale-a-tavola/">leggi tutto</a></p>
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<p>La Spezia, il Natale a tavola&#8230;<br />
Ieri sera seguivo su un’emittente locale l’interessante intervista ad un docente di cucina presso l’alberghiero “Casini” (La Spezia). Poiché Ligucibario® si è ripetutamente dedicato al menu del Natale genovese e talvolta a quello savonese, mi piace oggi, 23 dicembre, aprire viceversa ai Lettori un percorso verso il Levante… Com’era la tavola della tradizione spezzina (e dintorni)? Beh, una tavola “di confine” fra 3 regioni, fra mare e Appennino. E, in un certo senso, una tavola – allontanandosi dal mare &#8211; più ricca di cereali, ortaggi e castagne che di acciughe, olio ed agrumi.</p>
<p>Per i più curiosi c’è un bel volumetto, a cura di Patrizia Gallotti, edito una decina d’anni fa da Giacché.</p>
<p>Alla Vigilia si sarebbe anzitutto, come si dice, dato da mangiare al camino, “nutrendolo” con qualche pezzetto di cavolo lesso o di carne (talvolta stoccafisso), un morso di castagnaccio o una frittella di mele, e qualche goccia di vino rosso. L’indomani ecco frissèi (di baccalà…), torte d’erbi e di riso, acciughe ripiene, anguilla all’alloro, verdure in addobbo o in giardiniera, olive, affettati, qualche volta crostini coi fegatini. Poi ravièi o tordèi ** che dir si voglia (mutano nome verso Arcola e Castelnuovo Magra…), farciti caso per caso – anzi casa per casa &#8211; con bietole, borragine, timo…, e qualche volta capeleti in brodo, qualche altra crozeti o testaroli, o la quasi estinta minestra di ceci e baccalà. I secondi avevano ed hanno – in base ai gusti &#8211; le sembianze rustiche della gallina ripiena, del cappone, del tacchino al forno, del profumato coniglio alla contadina, ma anche della cima ben guarnita di salsa verde, e del cappon magro. Golosi i carciofi fritti, o a funghetto, dono di stagione. Gran finale con pandolci, con spungate e buccellati di Sarzana, col poncré lericino…, nonché i canestrelli e l’immancabile frutta secca, fra cui le mandorle, simbolo di risveglio, di vita feconda.</p>
<p>Quanto ai calici, le DOC locali oggi ancor più di ieri consentono abbinamenti puliti, perfetti, in primis l&#8217;eccelso Vermentino &#8211; anche nero &#8211; . E un tulipanino di Sciacchetrà vero – quello caro anche ad Eugenio Montale &#8211; completerà la festa di famiglia.</p>
<p>Buon appetito e buon Natale a voi tutti (e arrivederci a San Silvestro e all’Epifania…).</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><em>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Mirulin</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 12:35:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I mirulin/mirolin sono le bugie (frittelle, cenci&#8230;) in Lunigiana, terra di confine fra 3 regioni (Pontremoli è solo una delle cento bellezze da scoprire&#8230;). Sovente si preparano con la pasta avanzata delle famose torte d’erbi. Finger food, cui Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC Colli di Luni o una bollicina che sgrassi! Umberto Curti L’alfabeto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mirulin/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I mirulin/mirolin sono le bugie (frittelle, cenci&#8230;) in Lunigiana, terra di confine fra 3 regioni (Pontremoli è solo una delle cento bellezze da scoprire&#8230;). Sovente si preparano con la pasta avanzata delle famose torte d’erbi. Finger food, cui Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC Colli di Luni o una bollicina che sgrassi!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Gnocchi alla spezzina</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 13:07:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Gnocchi alla spezzina&#8230;, ho talvolta udito quest’espressioni per indicare una ricetta con ricotta e salsiccia (in effetti la salsiccia è vanto ad es. di Pignone, ed entra nella gizzoa di Castelnuovo Magra&#8230;). Ligucibario® abbinerebbe loro un rosso della DOC Colli di Luni, servito a 17°C in tulipani a stelo medio. Gli gnocchi &#8220;alla Portofino&#8221; sono viceversa conditi con un (discutibile?) mix di pesto e salsa di pomodoro&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Coniglio ripieno</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2024 09:10:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il coniglio ripieno è tipicità anzitutto di Sarzana (SP), piatto oggi un po’ “estinto”, il ripieno era sovente di fagioli (varietà “moscatei”), e le patate a contorno venivano talora sostituite da scorzobianca (la parte edibile è la radice, simile ad una carota lunga e sottile). Si incontra anche a Castelnuovo Magra… Nel Ponente il ripieno può esser viceversa di olive taggiasche e una sottile frittata, un’alternativa alla cima? Nel calice, a Ligucibario® piace a levante un DOC Luni Rosso, che grazie al sangiovese profuma anche di Toscana, e a Ponente come ovvio un DOC Dolceacqua Rossese…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cappon magro, argomento da&#8230;letterati</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 14:09:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22020" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/cappon-m.jpg"><img class="size-medium wp-image-22020" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/cappon-m-300x225.jpg" alt="un cappon magro" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">un cappon magro</p></div>
<p>Il <strong>cappon magro</strong> è come la cima, ha qualcosa di evocativo per non dire di “misterioso”… E come <em>a çimma</em> mobilitò De André e Ivano Fossati, il cappon magro – sulle cui origini si è scritto tutto, e di tutto – coinvolge lo scrittore Maurizio Maggiani, che alla Liguria non solo di levante (è nativo di Castelnuovo Magra) e a Genova ha dedicato pagine affettuose e originali.</p>
<p>Non a caso, anche raccontando il cappon magro, Maggiani comincia dalle tempeste che minacciano le navi, per poi però approdare ad un piacere di dogi e cardinali lecito anche in <strong>Quaresima</strong> (e alcuni cardinali ne hanno perpetuato il gradimento sin quasi ai giorni nostri…). “Piatu freidu” per eccellenza, fors’anche con riutilizzo d’avanzi, <strong>questo cibo da galere e forse chissà da taverne (cauponae)</strong> non era – come si dice &#8211; roba da ricchi, tanto che anche a <strong>Natale</strong> rappresentava un ripiego qualora il cappone, quello vero, quello da brodo e da mostarde, latitasse. Forse vi fu lo zampino dei monaci, forse di qualche cuoco francese. Ma nacque, a sancire comunque una vicinanza coi cibi di bordo, con <strong>la galletta</strong> adagiata sul fondo, mi riferisco a quel pan biscotto (cioè cotto due volte per “liofilizzarlo”) duro, vetroso, come di marmo, che non temeva muffe né vecchiaie, il panis nauticus degli antichi, oggi &#8211; lo so &#8211; sovente vi piace acquistarlo in cima alla <strong>Ruta di Camogli</strong>. E poi via con quel che c’è, senza mai formalizzare troppo la ricetta: pesci (magnifica anche<strong> l’ombrina</strong> o altra specie che tenga la cottura * ), crostacei, mitili, verdure fra cui immancabile in stagione la <strong>scorzonera</strong>, olive, talora capperi, e carciofini e funghetti “in addobbo” (cioè sott&#8217;olio)… Qualcuno rifiniva e rifinisce con le fettine di uova sode e col <strong>mösciamme</strong>, ovvero il filetto essiccato di alcuni pesci, in altri tempi si trattò di delfino (la parola mösciamme ci giunge dall’arabo, ma non va confusa con l’altro grande prestito arabo, la bottarga – da botarikh, ovvero l’ovario dei pesci). Il finale è appannaggio ovviamente della <strong>salsa verde, il nostro bagnèt vert</strong>, ognuno segue una propria ricetta (<strong>il cuciniere Giobatta Ratto</strong> ** nel 1863 vi mise il pistacchio), ma sia come sia essa regala sempre a contrasto l&#8217;opportuna nota pungente.</p>
<p>Io trovo il cappon magro ancora migliore l’indomani, quando tutto il piatto ha “assestato” ingredienti e salsa. Nelle rosticcerie, per ovvi motivi, è quasi sempre proposto dentro gelatina, a trance. L’abbinamento che in genere propongo nei calici è un <strong>DOC Colli di Luni Vermentino</strong>, da servire a 11°C in tulipani a stelo alto, territorio con territorio…</p>
<p>*la miglior cottura è a vapore</p>
<p>**per Ratto il cappon magro domina su tutte le insalate che si conoscano. Pensare che <strong>l’Artusi</strong> 28 anni dopo neppur lo nomina… Ma alcuni anni dopo <strong>Aldo Acquarone</strong> (1898-1964) gli dedica addirittura un sonetto, “&#8230; un capolavoro che, chi lo gusta, se lo deve ricordare finché vive”.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Tordei</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 09:19:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I tordei (tortelli) sono pasta ripiena delle zone della Magra, mi riferisco anzitutto ad Arcola e Castelnuovo Magra (SP): erbe aromatiche, uova, verdure, carne di maiale e mortadella. Talora, addirittura, può mancare la sfoglia (classicamente farina, acqua e sale). Questa ghiotta ma fine e artusiana farcia – nelle case domina ancora la mezzaluna? &#8211; è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tordei/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I tordei (tortelli) sono pasta ripiena delle zone della Magra, mi riferisco anzitutto ad Arcola e Castelnuovo Magra (SP): erbe aromatiche, uova, verdure, carne di maiale e mortadella. Talora, addirittura, può mancare la sfoglia (classicamente farina, acqua e sale). Questa ghiotta ma fine e artusiana farcia – nelle case domina ancora la mezzaluna? &#8211; è in tal caso condimento delle farfalle (le gasse del Genovesato). Sarzana tende ad avvicinarsi maggiormente al capoluogo regionale, con tordei ripieni di bietola (biéda), boraggine (borazèna), carni miste tritate, parmigiano, prezzemolo (pordosemeo) a dar profumo, uova&#8230; Paziente la loro cottura in padella. Sia come sia, i tordei chiedono il “toco” (sugo di carne), e un Rosso della DOC Colli di Luni, con vitigni che già legano Liguria e Toscana. Nella tradizione contadina e non solo i tordei venivano/vengono anche fritti.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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