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	<title>Ligucibario &#187; diulgheroff</title>
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		<title>Alla Biblioteca Berio si cucina futurista</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 11:28:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/farfa-berio.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-22042" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/farfa-berio-214x300.png" alt="farfa berio" width="214" height="300" /></a>Giovedì 14 dalle h 17.00 presso Biblioteca Civica Berio (via del Seminario 16, Genova), Umberto Curti converserà su “Un poeta ai fornelli. Farfa e la cucina futurista” (ingresso libero).</p>
<p>Un incontro – che per il momento conclude il nostro ciclo “<em>Biodiversità a tavola</em>” &#8211; per percorrere un grande movimento d’avanguardia, la figura di un artista triestino ma “adottato” da Savona e indagato da un recente saggio di Silvia Bottaro, e – soprattutto &#8211; <strong>un ricettario del 1932 dove Marinetti non lesinò posizioni rivoluzionarie</strong>, fra cui l’anatema nientemeno che contro la pasta, religione nazionale…</p>
<p>Cucina futurista&#8230;, ovvero Marinetti con Fillìa, 172 ricette e “polibibite” ideate tra gli altri anche da Prampolini, Diulgheroff, Tullio d’Albisola. 267 pagine, 2 carte di tavole fotografiche fuori testo, tiratura 6.000 copie, impressa al frontespizio. A latere il critico letterario Panzini curò un lessico dei neologismi.</p>
<p>Umberto Curti approfondirà quelle creazioni culinarie, fra cui la “fragolamammella” proprio di Farfa con cui terminammo nel 2021 la nostra particolarissima <strong>futurcena in 4 portate ad Albissola Marina</strong> (che risultò sold out nel giro di poche ore!).</p>
<p>Per l’occasione, Matteo Fochessati, curatore della <strong>collezione “Wolfsoniana” di Genova Nervi</strong>, ha fornito alcune interessantissime immagini a tema, e Biblioteca Civica Berio ha allestito al piano B2 una preziosa proposta di letture. Non mancherà dunque nulla, buon appetito!</p>
<p>E &#8211; come sempre &#8211; il nostro suggerimento è quello di visionare alcuni capolavori dal vivo, visitando i musei di Genova &#8211; nel weekend o quando potete &#8211; che talvolta sono ubicati in dimore meravigliose e, come stanno scoprendo sempre più turisti, custodiscono autentici tesori. Che Genova, da destinazione underrated, stia diventando destinazione amazing?</p>
<p>Ma qui, nell’auspicio di incontrarvi e farveli di persona, vi formulo già i miei più sinceri auguri di Buon Natale e di un Felice 2024, all&#8217;insegna &#8211; anzitutto &#8211; di salute e serenità</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Vite di Farfa. Cucina futurista a Pamparato</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 13:53:29 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/futurismo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20553" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/futurismo-218x300.jpg" alt="futurismo" width="218" height="300" /></a></p>
<p>Vite di Farfa. Cucina futurista a Pamparato</p>
<p>Sono stato invitato il 23 agosto scorso da Silvia Bottaro, autrice del recente volume<em> Vite di Farfa</em>, ad intervenire a Serra di Pamparato (CN) per un incontro pubblico dedicato alla figura di questo eclettico e fantasioso artista (il ricco volume, infatti, contiene anche un mio saggio).</p>
<p>La location è stata un piccolo, commovente <em>Museo etnografico sugli usi e costumi della gente di montagna</em>.</p>
<p>Ai racconti di Silvia Bottaro, che <strong>a Savona conobbe Farfa anche personalmente</strong>, dal vivo, racconti dunque costellati anche di gustosi aneddoti (fra le altre cose, Farfa talora scendeva in strada in pigiama&#8230;), ho affiancato sinteticamente i miei, sottolineando come Farfa fu e in qualche modo restò futurista sino all&#8217;ultimo, interiormente condividendo il miglior lascito di questa avanguardia, ovvero &#8211; di fatto &#8211; l&#8217;osservazione attiva e creativa d&#8217;ogni àmbito del vivere e dell&#8217;esprimersi umano (compresa la cucina).<br />
Enrico Crispolti, Claudia Salaris ed altri critici avveduti hanno lasciato pagine mirabili su quella temperie culturale così viva in cui <strong>Marinetti e i suoi sodali</strong> poterono progressivamente diffondere il proprio credo.  Un credo, per taluni aspetti, tuttora vivo e affascinante. Ed io stesso, nel settembre 2021 (vedi la locandina), organizzai una <strong>futurcena sul litorale di Albissola Marina</strong> (grazie a Tullio Mazzotti uno dei luoghi più iconici della ceramica futurista) che &#8211; emblematicamente &#8211; riscosse un vasto successo di pubblico, quasi oltre ogni mia previsione&#8230;</p>
<p>Nel ricettario di Marinetti (e Fillia), edito da Sonzogno nel 1932 in 6mila copie, Farfa (che aveva tempo prima conosciuto <strong>Fillia a Torino</strong>) inserì 7 ricette quanto mai originali, sebbene non proprio &#8220;quotidiane&#8221;, fra cui l&#8217;apprezzabile <em>fragolamammella</em>, ovvero una cupola di ricotta lavorata col Campari e sovrastata da un capezzolo di fragola candita (fu non a caso anche il dessert della mia futurcena albissolese). Il ricettario, che seguiva il <em>Manifesto della cucina futurista</em> dell&#8217;anno precedente (1931), e che veniva arricchito da un lessico dei neologismi curato dal celebre critico <strong>Alfredo Panzini</strong>, meritò più d&#8217;un&#8217;attenzione (talvolta anche feroce), tanto che cene di gala si svolsero anche a Genova e <strong>Chiavari (dove Farfa declamò le proprie &#8220;tuberie&#8221;)</strong>, ma purtroppo la dottrina gastronomica di Marinetti &#8211; ahimé &#8211; esecrava senza appello la pastasciutta, rea d&#8217;imbolsire quegli italiani che, &#8220;ritti sulla cima del mondo&#8221;, avrebbero dovuto una volta ancora scagliar la loro sfida alle stelle. A malapena scamparono alle invettive i ravioli (<strong>carnali lettere d&#8217;amore in busta color crema</strong>&#8230;) e, last not least per un Genovese come me, <strong>il pesto, che fu ribattezzato salsa smeraldo</strong>.</p>
<p>Si consideri, inoltre, che nel marzo 1931 aveva aperto i battenti, in via Vanchiglia 2 a Torino, quella magnifica e magica <em>Taverna del santopalato</em> che, fra alterne fortune, propose menu ed eventi futuristi sino al 1940, quando dovette chiudere i battenti. Il locale, progettato da Fillia e <strong>Diulgheroff</strong> e inaugurato dall&#8217;infaticabile Marinetti, appariva come l&#8217;interno d&#8217;un sommergibile, dotato persino&#8230;di asciugamani in latta!</p>
<p>Era il tempio di piatti arditi quali il <em>carneplastico</em> (Fillia), una polpetta di vitello e verdure coperta di miele e &#8220;avvolta&#8221; alla base da un anello di salsiccia, e quali il <em>pollofiat</em>, un indigeribile pollo ruspante farcito di zabaglione con accompagnamento di confetti argentei, che avrebbero dovuto rappresentare il gusto metallico dei cuscinetti a sfera delle auto&#8230; I drink erano nel frattempo divenuti &#8220;<em>polibibite</em>&#8220;, i tramezzini &#8220;<em>traidue</em>&#8220;, i puré &#8220;<em>poltiglie</em>&#8220;, gli amari e gli ammazzacaffé &#8220;<em>peralzarsi</em>&#8220;&#8230;</p>
<p>Cosa rimane oggi di tutto questo? E di 172 ricette, malgré tout e malgrado qualche intuizione sagace, quasi sempre incucinabili? Come ovvio, trattandosi di futurismo, rimane la provocazione, l&#8217;iconoclastia, ma anche la capacità autentica di praticare le sinestesie, le polisensorialità&#8230; Marinetti, del resto, nel suo ultimo e stanco poema di reduce (1944) precisava di non aver nulla da insegnare (in concreto), mondo com&#8217;era di ogni quotidianismo, e faro di un&#8217;aeropoesia fuori tempo e spazio, ergo svincolata da ogni contingenza e incombenza&#8230; Buon appetito futurista, amici Lettori (ma andateci assai cauti)!</p>
<p>Post scriptum: dopo la conferenza, durante la quale ho appreso che Silvia Bottaro è entrata in possesso di ulteriori lettere e documenti &#8220;farfiani&#8221;, ho cenato con Luisa <strong>all&#8217;albergo &#8220;Alpi&#8221; di Pamparato</strong>, intuendo subito che si sarebbe trattato di una sosta coerente con Ligucibario®: atmosfera suggestiva sulla piazzetta-crocevia, tavoli ben distanziati, menu stra-piemunteis (secondo gusti il tonné, la russa, la giardiniera, i tajarin, le trippe, la torta di nocciole&#8230;), e onesti ricarichi anche sul vino, nei nostri calici si è trattato di un piacevole <strong>&#8220;trifulòt&#8221; di Teo Costa</strong>. Il sorriso premuroso di Dada, la proprietaria, ha completato la bellissima esperienza. Il mio è pertanto un arrivederci a presto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Umberto Curti<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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		<title>Torino, il futurismo in cucina</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 13:37:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/torino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20906" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/torino-216x300.jpg" alt="torino" width="216" height="300" /></a></p>
<h2>Torino, il futurismo e Farfa</h2>
<p>In un ventoso ma assolato pomeriggio torinese <strong>Silvia Bottaro ed io</strong>, ospiti del <em>Circolo degli artisti</em>, uno degli enti culturali più antichi*, illustri e vivi d’Italia (1847), abbiamo raccontato davvero senza risparmiarci <strong>la figura di Farfa (1879-1964) e la cucina futurista</strong>, poiché questo poliedrico artista contribuì con 7 “ricette” anche al libro di cucina edito da <strong>Marinetti</strong>, presso l’editore Sonzogno, nel 1932&#8230;<br />
Nei giardini reali dinanzi alla palazzina ottocentesca del <em>Circolo</em>, Silvia Bottaro – che a Savona conobbe Farfa personalmente &#8211; ha condiviso, col consueto rigore documentario, momenti e aneddoti anche spassosi di un “miliardario della fantasia” che distribuì la propria esistenza fra la natia Trieste asburgica, Torino, e varie località della Liguria di ponente e del Piemonte montano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Torino e la cucina futurista &#8211; la Taverna del Santopalato</h2>
<p>Tutto è confluito, compresa preziosissima documentazione fotografica, nel volume “<strong>Vite di Farfa. Lettere, incontri, amicizie, successi</strong>” che Silvia Bottaro ha dato alle stampe qualche mese fa, e al quale io ho contribuito con un capitolo a sfondo gastronomico, perché quando Marinetti si scagliò contro la pastasciutta Farfa fu tra i primi a battersi in difesa dei <strong>ravioli</strong> (carnale lettera d’amore in busta color crema) e del <strong>pesto</strong> (salsa smeraldo), e risultò anche tra i protagonisti, declamanti ça va sans dire, di un’animata cena svoltasi a Chiavari nel 1931&#8230;<br />
Le sue 7 ricette s’intitolano (alcune formule dicono già tutto…) bianco e nero, terra di Pozzuoli e verde veronese, fragolamammella, garofani allo spiedo, carota+calzoni=professore, caffèmanna, senato della digestione.<br />
<strong>Torino</strong>, città che adoro (non solo negli sfarzi sabaudi) e che conosco bene anche per ragioni di lavoro (bene ma purtroppo mai abbastanza), peraltro vide all’opera un nutrito gruppo di futuristi, in primis l&#8217;instancabile <strong>Fillia</strong> (che collaborò al ricettario di Marinetti e che morì appena 32enne), nonché Farfa, Tullio Bracci (Kiribiri), Ugo Pozzo, Mino Rosso, Pippo Oriani, Paolo Alcide Saladin, l&#8217;immenso Nicolay Diulgheroff, architetto che ritroviamo sulle rive del Sansobbia… Non a caso a Torino s’inaugurò l’8 marzo 1931 in via Vanchiglia 2 – con una cena di 14 portate &#8211; la <em>Taverna del Santopalato</em>, arredata come l’interno di un sommergibile, si favoleggia addirittura di asciugamani di latta&#8230;<br />
Su questi temi lo scorso settembre <strong>Ligucibario®, grazie alla sponsorship di Banca Generali e con enorme successo</strong>, ha messo in scena presso il <em>Soleluna</em> di Albissola** e con l’aiuto di Emanuela Baccino una futurcena in 4 portate, ideazione di futuristi diversi (uova divorziate, risotto all’alchechengio, cotoletta tennis, fragolamammella), cui venne abbinato anche un futurdrink creato proprio per l’occasione da un docente di sala e bar.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/trio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20912" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/trio-300x219.jpg" alt="smart" width="300" height="219" /></a>Quella sera, restata impressa nei ricordi di molti, tra i convenuti presenziò anche Dario Sabatelli, figlio di <strong>Marco Sabatelli</strong>, editore che sostenne sempre con entusiasmo e sagacia il futurismo, e che tuttora annovera in catalogo opere splendide e fondamentali su quell’avanguardia (e quel tempo) irripetibile.<br />
Quanto a Farfa, sepolto poveramente a Sanremo (dove nel 1964 fu investito da un&#8217;auto), basti dire che perfino la sua ultima performance savonese (&#8220;I più vasti orizzonti&#8221;, 1948, scritto con Acquaviva) terminò verso il terzo atto alla maniera futurista, con caciare e proteste&#8230; Farfa, indocile farfalla.</p>
<h2>Torino, suggerimenti golosi</h2>
<p>Amico Lettore, se infine ti fosse venuto appetito e gradissi anche qualche suggerimento per i pranzi e le cene, la augusta “capitale” del Piemonte non offre che l’imbarazzo della scelta.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/piazzona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20911" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/piazzona-257x300.jpg" alt="smart" width="257" height="300" /></a>Stavolta, se possono valerti come suggerimento, il sabato a pranzo ho apprezzato un tris di tartare con meravigliose patate alla cenere presso l’agrihamburgeria slow fast food <em>M**Bun</em>, giovanile ed efficiente, in via Rattazzi, vicino alla stazione di Porta Nuova e all’hotel dove alloggiavo.<br />
Il sabato a cena perfetti agnolotti della tradizione, col sugo del brasato, e sorbetto al Barolo chinato presso l’<em>Osteria degli ottoni</em>, d’atmosfera e curata, in via Pomba, eccellente carta dei vini.<br />
La domenica a pranzo una chicken salade con crostini e un magnifico gelato gusti crema “Meno 18” presso <em>La fermata</em>, format assai versatile (trovi anche farinata, pizza, primi…), in via Mazzini.<br />
Infine la domenica a cena un bol (scrigno di pane artigianale lievitato con pasta madre) farcito con sugo di melanzane alla norma presso la <em>Bol House</em>, colorata e frequentata, in via San Francesco da Paola (pochi metri dall’angolo con la celebre via Po).<br />
Ovunque, come sempre a Torino (<strong>e ben più che altrove ove tanto si ciancia di turismo?)</strong>, molta cortesia, e conto finale senz’allarmi.<br />
Buon appetito e a presto!<br />
* il <em>Circolo</em> dispone anche di un importante archivio-biblioteca, nella sede storica di Palazzo Graneri della Roccia<br />
** la ceramica albissolese deve molto al futurismo, e viceversa<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un futurista in cucina</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:49:02 +0000</pubDate>
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<p>Cari Amici, Lettori e Colleghi,</p>
<p>in foto la locandina (coi riferimenti cui <strong><b>prenotarsi</b></strong>) dell’evento pomeridiano di sabato 2 ottobre presso Banca CARIGE in corso Italia a Savona.</p>
<p>Conversazione intorno al bel saggio di <strong>Silvia Bottaro</strong> (assoc. culturale “Aiolfi”) sul futurista Farfa, nel quale il nostro <strong>Umberto Curti</strong> ha redatto il capitolo sul celebre ricettario di F.T. Marinetti (1932).</p>
<p>L’iniziativa è uno sguardo sulla più importante avanguardia artistica italiana e sul Novecento savonese.</p>
<p>Comprende <strong>visite guidate gratuite alla mostra</strong> con opere di maestri quali Farfa, Diulgheroff, Ugo Pozzo, Asger Jorn…, ed è per un massimo di 40 persone.</p>
<p>Nell’auspicio d’incontrarvi, dopo il grandissimo successo della recente &#8220;futurcena&#8221; ideata da Umberto Curti ai Soleluna Village di Albissola (dalle uova divorziate alle fragolemammelle…), un cordiale saluto a voi tutti</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Farfa, un poeta in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 12:29:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20404" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210421_145227.jpg"><img class="size-medium wp-image-20404" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210421_145227-225x300.jpg" alt="vite di farfa" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vite di farfa</p></div>
<p>Farfa, un poeta in cucina.<br />
Chi scrive libri come quelli di <strong>Silvia Bottaro</strong> (o come i miei) non si prefigge “clamore” e guadagni. E’ un’attività culturale che risponde anzitutto ad un’esigenza interiore, un po’ oraziana: quella di condividere, nel senso del prodesse e del delectare.</p>
<p>Ho conosciuto Silvia Bottaro alcuni anni fa, m’invitò nella “sua” <strong>Savona</strong> (città che adora e detesta, un po’ come accade a me con Genova) per presentare un mio saggio nella Sala Rossa del Comune. E’ una donna con una bella carriera professionale alle spalle e un’indole instancabile, che la porta a spendersi – nelle sue varie vesti e non di rado come me inascoltata &#8211; per la causa della cultura e del territorio. Forse le rimproverano, mi si passi l’espressione, di “non mandarle a dire”, ed è proprio questa ruvidità che forse me la rende cara, dato che io (e Silvia lo sa) sono <strong>futurista</strong>, nel senso…che alla Liguria voglio augurare un bel futuro, ed esso non può poggiare sulle ipocrisie e gli opportunismi.</p>
<p>Le togliessimo l’arte, presumo che a Silvia toglieremmo l’aria. Sono stato suo ospite (l’avevo “sfidata” e quindi mi cucinò favolose trippe accomodate), e quel giorno al tavolo di casa sedevano anche suo marito Roberto, mia moglie Luisa, e <strong>Mario Accatino</strong>, cuore valbormidese di Mrexu (Millesimo). Ci circondavano quadri e ricordi d’artisti, gran bel Novecento dentro un archivio amorevolmente costruito anche con disegni, epistolari, cartoline…</p>
<p>Di futurismo lei ed io parliamo sovente, mi sono molto care le figure di <strong>Tullio Mazzotti (Tullio d’Albisola), di Farfa, di Diulgheroff, di Giovanni Acquaviva, di Marco Sabatelli (l’editore)</strong>, insomma di tutti coloro i quali concorsero a fare di Savona/Albisole un epicentro del futurismo, ovvero della sola – non dimentichiamolo – eccelsa avanguardia artistica italiana…</p>
<p>Di Silvia Bottaro ho letto anni or sono “<strong>Vincenzo Nosenzo</strong>. Prestidigitatore e re della latta” (ed. Omega, Torino, 2009), un gioiellino da leggersi d&#8217;un fiato – ma con sterminata bibliografia &#8211; utile a ricostruire una delle vicende più creative e audaci dell’anteguerra zinolese, originata in uno stabilimento industriale da cui uscirono niente meno che i due famosi e sempre più rari “<strong>libri di latta</strong>”, precisamente quello di Filippo Tommaso <strong>Marinetti</strong> “Parole in libertà futuriste–tattili–termiche–olfattive” (1932) e quello di Tullio d’Albisola “L’Anguria lirica” (1934), con illustrazioni di <strong>Bruno Munari</strong>. Quanta bellezza ideativa e progettuale in quell’avventura conclusasi troppo presto! E tuttavia mi chiedo: interessa ancora a qualcuno?</p>
<p>Proprio nel giorno del mio compleanno (21 aprile), una voce al citofono mi ha preannunciato un plico&#8230; Ho così ricevuto da Silvia “<strong>Vite di Farfa. Lettere, incontri, amicizie, successi</strong>”, un ponderoso lavoro di ricerca (tanto per cambiare) che ha meritato tanti patrocini istituzionali. Vi ritrovo, oltre ad un mio capitolo sul futurismo in cucina (Farfa stesso incluse <strong>7 ricette</strong> &#8220;sbalorditive&#8221; nel ricettario di Marinetti del 1932), anche un intrigante apparato iconografico, ritratti, poesie manoscritte, foto, telegrammi, biglietti augurali…, che “visualizza” un legame fra accadimenti più antichi e più recenti e che da solo varrebbe il denaro e la fatica dell’acquisto… Come sempre Silvia dispiega la propria acribia filologica, con note, citazioni e rimandi molto preziosi per dirimere l’intricato panorama di un movimento che, anche a livello locale, idolatrava la velocità, il gesto, il quarto d’ora di poesia “effimero”, la performance, lo sberleffo usa-e-getta, talvolta la caciara…</p>
<p>Ma il libro traguarda obiettivi ulteriori, via via si prevedranno infatti (covid permettendo) <strong>numerose presentazioni</strong>, in primis seguendo la biografia ed i trasferimenti di Farfa, a Savona, Valtournenche, Vivaro, Sanremo, Albissola Marina, Roma, Rovereto, Genova…, presentazioni cui, quando potrò, presenzierò con vero piacere.</p>
<p>Inoltre, last not least, dal 4 maggio (e fino al 4 luglio) Silvia Bottaro allestirà una vetrina della sede centrale di banca Carige a Savona (<strong>corso Italia 10</strong>) esponendo il libro, due locandine, e due opere dedicate a Farfa e pubblicate nel libro stesso. Una splendida occasione, passeggiando, per passarvi davanti.</p>
<p>A presto, amici Lettori, il genio futurista ci invita al futuro! E lunga vita, in un tempo d&#8217;analfabetismo valoriale  come il presente, ad iniziative tanto meritorie.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Savona futurista in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:22:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/Futurismo-3.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-20194" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/Futurismo-3-300x221.png" alt="Futurismo-3" width="300" height="221" /></a>Savona futurista in cucina, forse sono il primo a scriverne&#8230;</p>
<p>Nel maggio 1932 l’editore Sonzogno diede alle stampe <em>La cucina futurista</em>, <strong>ricettario di Marinetti con Fillìa</strong>, 172 piatti e “polibibite” ideati &#8211; tra gli altri &#8211; anche da Farfa, Prampolini, Diulgheroff, Tullio d’Albisola. L’opera, preceduta l’anno prima da un <em>Manifesto</em> (nel quale Marinetti biasimava la pasta! * ) e da varie cene&#8230;movimentate, assommava 267 pagine e 2 carte di tavole fotografiche fuori testo, 6.000 copie la tiratura, impressa al frontespizio. A latere il critico letterario Panzini curò un lessico dei tanti e fantasiosi neologismi.<br />
Tra i preziosi documenti recentemente recuperati da una nipote di Farfa compare un biglietto dagli accenti “marinettiani” <strong>che il pittore Crali – vicino a Marinetti – spediva a Farfa, residente a Savona</strong>: «Ho letto su <em>Cucina Futurista</em> le tue ricette, ne sono talmente entusiasta che sento il bisogno di avere una tua foto con contorno di testina il tutto in un brodo di bromuro d&#8217;argento»…<br />
Tali “scambi” rendono l’idea della temperie culturale dell’epoca, e delle interazioni, sempre ipercinetiche e provocatorie, fra gli aderenti al futurismo, di solito persone di talento (non a caso nella storia dell&#8217;arte il futurismo si posiziona come l&#8217;unica importante avanguardia italiana). Per Marinetti il pranzo economico avrebbe ad esempio dovuto esser “degustato mentre un abile declamatore farà esplodere le liriche umoristiche del Poeta-Record Nazionale Farfa, imitandone la tipica voce di miope tubo di scappamento”.<br />
Da oggi 18 febbraio è in edicola <em>Liguria Food</em> n. 21. E su questo meritorio magazine bimestrale edito da Dario Sabatelli (figlio di <strong>Marco Sabatelli</strong> uno dei migliori “partner” del futurismo e dell’arte savonese) ho curato un lungo articolo sulla cucina futurista, inclusivo delle 7 ricette, anzi delle 7 formule, che proprio Farfa offrì al volume di Marinetti e Fillia. Mi riferisco a</p>
<p><strong>1.Bianco e nero. 2.Terra di Pozzuoli e verde veronese. 3.Fragolamammella. 4.Garofani allo spiedo. 5.Carota + calzoni = professore. 6.Caffèmanna. 7.Senato della digestione</strong>.</p>
<p>Benché anche queste ideazioni, come tutta la cucina futurista (salvo rarissime eccezioni fra cui qualche riso), paiano per gran parte vaneggiamenti ben poco “gastronomici”, per il mio articolo Dario Sabatelli ha recuperato non solo materiali iconografici splendidi, ma anche concrete <strong>immagini di piatti futuristi</strong>, scattate al ristorante “La Cloche 1967” di Torino durante la serata del 23 marzo 2019 organizzata da Clara e Gigi Padovani per il progetto <em>Pagine di Storia a Tavola</em>. Quella sera lo chef Luca Taretto infatti reinterpretò le ricette di Fillìa e amici: la Listavivande, dopo la polibibita Giostra d’Alcol, prevedeva in particolare Scoppio in gola, Uova divorziate, Compenetrazione e Fragola Mammella&#8230;<br />
Buona lettura e buone ricette, Ligucibariani! Altre novità sono all&#8217;orizzonte, non lontane dal torrente Sansobbia!<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
* causa d’infiacchimento della nazione. E occorsero suppliche accorate per salvare almeno <strong>i ravioli e le trenette avvantaggiate</strong>, condite con “salsa di smeraldo” (ovvero il pesto)…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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