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	<title>Ligucibario &#187; castelvecchio di rocca barbena</title>
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		<title>Coniglio, in Liguria ricetta prelibata</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 13:50:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26654" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/castelv-rocca-barbena.jpg"><img class="size-medium wp-image-26654" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/castelv-rocca-barbena-300x225.jpg" alt="castelvecchio di rocca barbena" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">castelvecchio di rocca barbena</p></div>
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<p>Coniglio deriva dal latino cuniculus, per la capacità del roditore di scavarsi le tane… In Liguria, stufato in umido (ricetta detta anche “coniglio alla carlona”) con olive taggiasche, pinoli, Pigato o Rossese secondo zone e gusti, timo o altre erbe aromatiche, è – meritatamente &#8211; un must di molte trattorie e molte tavole di casa. In uno splendido agriturismo di <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong> (SV), magico luogo donde il sentiero di Ilaria scende a Zuccarello, ho poi gustato anche il profumato coniglio allo “steccadò”, una lavanda locale, Calendula stoechas. Lo cucinano inoltre ripieno a Sarzana (SP), qui e là ne fanno tortelli, lo accompagnano a polenta nei mesi freddi, ne ricavano ragù per fettuccine, viva il coniglio, pregiato anche come fegato, quasi sempre la scarpetta è garantita…</p>
<p>Al coniglio Ligucibario® ha dedicato ovviamente innumerevoli contenuti, e dunque amico Lettore puoi ancora una volta utilizzare una directory di risorse completa. Ti suggerisco di iniziare il viaggio leggendomi a questo link&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Camminare non stanca</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 13:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/08/foto-appennino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21138" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/08/foto-appennino-198x300.jpg" alt="foto appennino" width="198" height="300" /></a>Il 30 luglio scorso, nella magica atmosfera di <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, uno dei borghi più belli di Liguria, accolto dalla cortesissima Manuela Litro ho presenziato con Luisa ad una conversazione di <strong>Paolo Piacentini</strong>, internamente al programma di “Festivalcontrario”. Non uno dei tanti blabla con sfumature politico-tuttologiche, bensì un’occasione quanto mai interessante, trattandosi di uno dei più profondi conoscitori di cammini in Italia, autore de <em>Appennino atto d’amore. La montagna cui tutti apparteniamo</em> (2018), e fondatore dell’ente di promozione sociale Federtrek. L’incontro, peraltro, si è svolto anche, per così dire, in modalità “multivoce”, e quando è toccata a me la parola ho avuto il piacere di raccontare come – in realtà – io mi sia avvicinato all’escursionismo solo da 6-7 anni, “tardi” (but it’s never too late), ben presto trovando nelle immersioni dentro i boschi una sorta di medicina per il corpo e per l’anima. A queste escursioni ho via via affiancato buone letture, da Paolo Cognetti ad Annibale Salsa, da Mario Rigoni Stern a Paolo Rumiz, nel tentativo di recuperare un po’ del molto tempo che pur io ho perduto dietro al lavoro, alle scadenze, al fatturato, alle burocrazie, agli &#8220;insensati &#8220;clamori&#8221; competitivi di una vita sempre più nevrotica. Paolo Piacentini, da par suo, ha sottolineato l’importanza della manutenzione quotidiana dei territori, del senso di <strong>appartenenza delle comunità</strong>, di un “abitare” che non sia meramente un risiedere… Erano presenti alla serata anche i ragazzi della <strong>Pro Loco di Erli</strong>, cui si deve la commendevole tutela e valorizzazione di quella splendida <strong>via del sale</strong> che attraversa Zuccarello, Erli, Cerisola, ed entra in Piemonte a San Bernardo di Garessio&#8230; Molto significativi infine alcuni saggi che sono stati suggeriti in lettura, alluderei fra gli altri a <em>Storia del camminare</em>, di <strong>Rebecca Solnit</strong> (2002), e &#8211; titolo magnifico &#8211; a <em>Modernizzare stanca</em>, di <strong>Franco Cassano</strong> (2001). Quella sera, ho davvero lasciato Castelvecchio più ricco di come vi fossi giunto, e dunque mi felicito con gli organizzatori della manifestazione, che – grazie a momenti come questo – può investire una trasversalità di tematiche, socioeconomiche, culturali, agropastorali, finanche turistiche e gastronomiche… Le tematiche che sempre di più, per ovvie ragioni, stanno riguardando anche Ligucibario®. Ad maiora!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Calizzano mon amour</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 14:44:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19701" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331.jpg"><img class="size-medium wp-image-19701" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331-225x300.jpg" alt="calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p>Calizzano mon amour</p>
<p>Con Luisa ho conosciuto compiutamente <strong>Calizzano</strong> nel 2003, in fuga disperata da un’estate di canicola, e la prima notte vi dormimmo – sbalorditi e felici &#8211; con la copertina. A quei tempi ci accolse la professionalità (la cortesia) di Piera Manfrino, dell’<strong>hotel “Miramonti”</strong>, struttura proprio in centro paese dove tornammo tante, tante volte (camera 35), ammaliati anzitutto dalla cucina di Angela (sorella di Piera), cuoca non più in attività. La dedizione di Piera e Angela verso l&#8217;ospite era commovente. Presumo che al &#8220;Miramonti&#8221; si mangi tuttora benissimo, ma personalmente continuo a sognare che da qualche parte le mani sapienti di Angela tornino ai fornelli, dato che i suoi <strong>ravioli e la gallina ripiena</strong> creavano dipendenza, ed io tuttora me ne debbo dichiarare adepto…<br />
Poi, per alcune estati, con Luisa m’appoggiai all’agriturismo “Le giaire”, belli e spaziosi quegli appartamenti appena fuori paese, cascina antica dove l’instancabile Raffaele (alias “lo gnomo”) organizzava eventi ed escursioni per grandi e piccini, e la moglie Maria Grazia col figlio Raffaellino badava alla cucina. <strong>La pasta fresca</strong> era da urlo, ma assaggiai anche ottimi bacialli e torte strozzagatti, perfette per uno come me sempre in cerca di ricette della memoria&#8230; Oggi so che Raffaele è impegnato soprattutto con “Il pernambuco della contessa” giù <strong>a Perti, vicino a Finalborgo, paradiso per bikers</strong>, e gli auguro ogni successo.<br />
Attualmente per Luisa e me Calizzano è “<strong>La brinetta</strong>”, agriturismo in regione Frassino, un luogo incantevole “far from the madding crowd” dove la famiglia Pesce si profonde in un’ospitalità squisita. I 4 alloggi (fra cui il “teccio”) sono magnifici e lindi (guardali con calma a <a title="la brinetta calizzano" href="https://www.labrinetta.it/" target="_blank">questo link</a>), e gli occhi si perdono nel verde del prato e dei boschi retrostanti. Fra <strong>quegli alberi di faggio e quei maestosi voli di poiane</strong> ci si sente al sicuro, ve lo scrivo per esperienza diretta (la mia vita non è stata semplice), via dalle città caotiche e dai nostri giorni ed impegni sempre più insensati… D’estate guardo <strong>Delia e Maria</strong> chine nell’orto fra zucchine e pomodori e mi dico che v’è più saggezza nei lenti gesti di quelle due meravigliose nonnine che in centinaia di parole e ciance che m’è toccato – che mi tocca &#8211; ascoltare o leggere.<br />
Quando mi chiedono le ragioni per le quali Luisa ed io amiamo così intensamente Calizzano rispondo – come prevedibile &#8211; che ne elencherei mille, non una di meno, sia come appassionato frequentatore sia come &#8220;addetto ai lavori&#8221; (di mestiere mi occupo, come noto, di turismo enogastronomico, di rilancio dei territori, di marketing per le imprese&#8230;).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19713" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3-300x225.jpg" alt="13.3" width="300" height="225" /></a>Calizzano è quell’atmosfera storico-culturale che respiri <strong>nel carruggio (via Garibaldi) e nelle sue antiche chiese (San Lorenzo, la Madonna del Rosario, le Grazie…</strong>). E’ quella sensazione d’esser al centro di infinite possibilità escursionistiche per tutte le gambe (<strong>l’Alta Via</strong> dei Monti Liguri è a un passo) e di gite in auto verso piccoli musei, caseifici, borghi tra i più belli d’Italia, caffè storici, commoventi mostre fotografiche. E’ quel cielo terso e quell’aria fresca che in piena estate profumano, per usar parole di mia moglie, di “paradiso possibile”. E&#8217; la quiete di <strong>Vetria</strong>, dove mi dicono si coltivi ottimo grano… Sono le fonti d&#8217;acqua, ciascuna con peculiari proprietà benefiche, la mia prediletta è la &#8220;ciumbere&#8221; sù verso la Colma, vecchia strada per Garessio&#8230;</p>
<div id="attachment_19702" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112.jpg"><img class="size-medium wp-image-19702" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112-168x300.jpg" alt="vetria" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vetria</p></div>
<p>Ogni giorno una passeggiata, Calizzano via via ha fatto di me (che non avevo quasi mai indossato scarponi e zainetto) un escursionista, se scelgo direzione <strong>Melogno </strong>(al valico presso Forte Centrale ha aperto il Rifugio), mi attende ad esempio la casetta della Forestale in mezzo alla foresta della <strong>Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta. Se scelgo direzione <strong>Millesimo</strong>, mi attende ad esempio il parco regionale di Bric Tana, o la promenade lungolago di <strong>Osiglia</strong>. Se scelgo direzione <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, mi attende ad esempio il &#8220;sentiero di Ilaria&#8221; del Carretto, magia che scende a <strong>Zuccarello</strong>. Se scelgo direzione Toirano, mi attende ad esempio <strong>la panoramica abbazia di San Pietro ne’ Monti in val Varatella</strong>. Se scelgo direzione Giovetti, mi attende ad esempio San Giovanni della Langa, lungo un reticolo di percorsi della fede. Se scelgo direzione <strong>val Tanaro</strong> (profondo Piemonte), mi attendono ad esempio la magnifica <strong>Garessio, con la sua Colla di Casotto</strong> ben nota a trekkers e sciatori, e 12 km più a sud <strong>Ormea</strong>, celebre città di montagna dal fascino austero, occitano, terra di malghe e formaggi…<br />
Turista consapevole e buongustaio, che ogni tanto &#8211; o spesso &#8211; ami leggere Ligucibario, davvero Calizzano è come te l’ho descritta, coi suoi famosi <strong>funghi </strong>(&#8220;condivisi&#8221; con<strong> Bardineto), le castagne gabbiane</strong> da essiccare (in paese 2 gelaterie “rivaleggiano” quanto a goloso gelato), le creazioni artistiche in ceramica e legno di <strong>Giuliana e Agostino</strong>, i buoni cibi de “La bottega” serviti sempre col sorriso da <strong>Anna e Ileana</strong>, la frutta e verdura del giovane e valoroso <strong>Cristian</strong> (fra cui patate “pulite” come una volta), le cultivar tradizionali dell’azienda agricola <strong>Jole Buscaglia</strong>, con cui riscoprire sapori troppe volte dimenticati, le conserve di &#8220;Barberis&#8221;, la gradevolissima pizza de “<strong>L’odissea</strong>” (con birre nientemenoché di sua maestà Baladin), i curati piatti del “<strong>Passaggio a nord-ovest</strong>” lungo la strada che sale al colle del <strong>Quazzo, </strong>la cortesia di<strong> Lorenzo</strong> il benzinaio, le torte verdi di <strong>Valeria</strong> a Frassino…, e molto molto altro (mi sarebbe impossibile menzionare tutti).<br />
Se la tragedia del coronavirus indurrà quei ripensamenti che in tanti &#8211; da tanto &#8211; ci auguriamo, luoghi come Calizzano rappresenteranno un rifugio di bellezza e di semplicità, dove riflettere – prima che sia troppo tardi &#8211; sull’avvenire del mondo (tra inquinamento, cambi climatici, dissesto idrogeologico, cemento, plastica…) e come in prima persona impegnarci per migliorarlo, e dove recuperare – non è mai troppo tardi &#8211; anche <strong>una parte di se stessi</strong>.<br />
Amico lettore, sai come la penso, può dunque darsi che ci incontreremo là.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>L’incanto l&#8217;accoglienza la cucina</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 07:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Da 11 anni trascorro la feria d’agosto a Calizzano, entroterra finalese via dalla pazza folla, luogo – parafrasando Pablo Neruda &#8211; dove l’anima mia e quella di Luisa ritornano ogni volta dove non erano mai state, e ritrovano quel che era loro sconosciuto… Fra i tanti meravigliosi borghi che “circondano” Calizzano, ad un passo dall’Alta ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lincanto-laccoglienza-cucina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16209" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/08/278.jpg"><img class="size-medium wp-image-16209" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/08/278-300x225.jpg" alt="Il terrazzo de &quot;l'Antico Melo&quot; a Castelvecchio di Rocca Barbena" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il terrazzo de &#8220;l&#8217;Antico Melo&#8221; a Castelvecchio di Rocca Barbena</p></div>
<p>Da 11 anni trascorro la feria d’agosto a Calizzano, entroterra finalese via dalla pazza folla, luogo – parafrasando Pablo Neruda &#8211; dove l’anima mia e quella di Luisa ritornano ogni volta dove non erano mai state, e ritrovano quel che era loro sconosciuto… Fra i tanti meravigliosi borghi che “circondano” Calizzano, ad un passo dall’Alta Via dei Monti Liguri, il mio cuore batte forte, e da sempre, per <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>. Furono attorno all’anno mille i marchesi di Clavesana (quelli che imposero il dolcetto-ormeasco ai Del Carretto) ad erigere, su un sito che già era stato bizantino in chiave anti-longobarda, questa rocca ardita, sotto la quale le case in pietra s’avvitano a disegnare percorsi affascinanti, in un gioco chiaroscurale di salite e discese che par trattenere la storia.</p>
<p>Sopra il dedalo delle case secolari, a pochi metri dal parcheggio per le corriere, ecco l’ingresso dell’<strong>agriturismo “Antico melo”</strong>, dimora aperta tutto l’anno ai viandanti, ai bikers, ai gourmet, e a chi mediti per qualche giorno di ritrovar se stesso. L’azienda fu avviata 9 anni or sono, 3 suggestive camere (“del melo”, “del ciliegio”, “dell’ulivo”) tutte con bagno privato, arredate con grazia premurosa, ma da 2 anni <strong>Maria Teresa e Massimo</strong> hanno arricchito l’offerta di ospitalità col servizio di ristorazione. Scesi dopo un cancelletto alcuni gradini, mentre già il panorama diventava nitido e verticale come una pagina di Montale, o di Biamonti, Luisa ed io abbiamo scoperto un’oasi di vero incanto, dove la fatica dell’uomo s’integra ancora perfettamente alla natura.</p>
<div id="attachment_16210" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/08/284.jpg"><img class="size-medium wp-image-16210" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/08/284-300x225.jpg" alt="Castelvecchio nel sole &quot;contemplata&quot; dal pergolato" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Castelvecchio &#8220;contemplata&#8221; dal pergolato dell&#8217;agriturismo</p></div>
<p>Seduti in una romantica saletta, mentre a tratti il sole balenava dalle finestre, lo sguardo nostro spaziava verso la terrazza panoramica, dalla quale godere l’abitato e la sottostante valle boscosa, dove non a caso alcuni stranieri (olandesi…) si sono stabilmente trasferiti, recuperando cascine e camminamenti. La terra, a chi sa lavorarla senza avvelenarla, qui dona <strong>mele, olive, zucchine trombetta, asparagi violetti, fichi rondetti</strong>. La mela è per antonomasia la “carla”, piccola, sugosa e dolce. Le <strong>olive</strong> viceversa possono appartenere a <strong>cultivar diverse</strong>, la taggiasca e la val d’ineglia, la merlegna (è la mortina), l’urivotto (affine alla colombaia), la pigneura (è l’arnasca), la colombera (è la colombaia), la spagna (una cultivar detta “spagnola” presenzia il levante, il professor Carocci Buzi negli anni ‘30 la annoverò fra le olive da olio), la rappaira (non ho trovato corrispondenze), ci sarebbe comunque da compilare un dizionario italiano-dialetto&#8230; Una pluricentenaria pianta di merlegna è persino alloggiata nel piccolo museo di cultura materiale che Maria Teresa e Massimo hanno allestito con vecchi attrezzi agricoli ed altro in un locale della loro struttura. Con queste drupe l’”Antico Melo” ottiene 3-400 litri d’<strong>extravergine</strong> blend all’anno, delicato ma ricco di frutto, com’è nella tradizione ponentina.</p>
<p>Iniziamo infine il pranzo, è un<strong> menu-degustazione</strong> – proposto a 25 euro &#8211; sagace e curato, cui ben s’affianca un vino naturale, uvaggio riuscito d’arneis chardonnay cortese, che ci accompagnerà fruttato e floreale sino in fondo (ma in carta presenzia ad esempio anche il meritorio Pigato di Sancio). Melanzana grigliata farcita di ricotta, crostino con paté di fegati di coniglio, piccola parmigiana, 3 salumi di “Maura Canova” di Calizzano, un assaggio di toma ovina con marmellata di limoni fatta in casa. Si prosegue con taglierini freschi alle zucchine e menta, e coniglio in umido profumato con aromi (questa è l’area dello steccadò, lavandula stoechas, lavanda selvatica!). Infine, goloso tortino di frutta fresca con gelato fiordilatte al coulis di lampone, e un caffè che molti bar di città nemmeno s’immaginano&#8230;</p>
<p>Chi mi conosce e legge sa che la precedente versione di questo sito conteneva centinaia di mie recensioni. Le ho rimosse e ho smesso di scriverne, perché oramai le scrivono tutti, ma proprio tutti, talora alimentando equivoci e polemiche. Ho fatto doverosamente eccezione per l’”Antico Melo”, casa di bellezza, di garbo, di sapori autentici, mura dentro le quali il silenzio della Liguria migliore vale quanto la voce umana.<br />
Spero che queste righe invoglino quei lettori che ancora non lo “praticano” a scoprire un agriturismo davvero sorridentissimo, verde e azzurro, dove la passione per il lavoro e il rispetto della terra sono la regola quotidiana di Maria Teresa e Massimo. A loro un caro a presto, magari quando l’autunno tinge d’arancio le faggete del mio adorato colle del Melogno, e rinnova la magia dei funghi e delle castagne.</p>
<p>Umberto Curti, Ligucibario®</p>
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		<title>Coniglio allo stecadò</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 21:28:28 +0000</pubDate>
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<strong>Umberto Curti<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
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