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	<title>Ligucibario &#187; castagni</title>
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		<title>Giorgio Gallesio. Avercene oggi…</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30265" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia-300x225.jpg" alt="gallesio pomona italia" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per esigenze professionali mi sono imbattuto e mi imbatto molto frequentemente nella figura di Giorgio Gallesio. Botanico finalese dell’Ottocento, gli dobbiamo classificazioni e trattati &#8211; per l’epoca – ammirevoli, per non dire pionieristici. Di costui m’è capitato di parlare in varie occasioni, soprattutto al Salone agroalimentare di Finalborgo ove tenni una conferenza sugli agrumi (arancio Pernambuco e chinotti in particolare * ), e a “Citrus. Festival degli agrumi”, un evento savonese del febbraio 2019 nella bella cornice del Priamàr, di cui tuttavia ho poi perso purtroppo traccia…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gallesio-giorgio/" target="_blank">Giorgio Gallesio</a>, che i Lettori di Ligucibario® trovano ovviamente anche nella sezione “alfabeto del gusto”, oggi riposa tra gli illustri nel chiostro della Basilica di Santa Croce a Firenze. Chi ne ripercorresse la biografia scoprirà che fu, per tutta la vita, un appassionato, e come non essergli grati anzitutto per la “Pomona italiana”? Quanta fatica dové costargli quel repertorio senza precedenti!&#8230; Anche grazie a quell’opera l’Italia si costituì pian piano come nazione, là dove le frammentazioni politiche dei secoli precedenti ne avevano compromesso financo la dimensione culturale. L’enciclopedia, possiamo quasi chiamarla così, edita dal 1817 al 1839 (anno della morte di Gallesio) e ricca di straordinarie illustrazioni, fu subito, non a caso, un monumento.</p>
<p>Quando la vita di città mi travolge coi suoi fumi e rumori abominevoli mi rifugio, ove possibile, dentro quelle pagine, che sfoglio per farmi trasportare nei colori delle piante e un po’ indietro nel tempo… E il web mi mette a disposizione le tele di Arcimboldo, di Figino, di Caravaggio, di Bimbi, di Chardin.</p>
<p>Nella Liguria di Ponente, dentro le cui faggete trascorro lunghi periodi, peraltro mi raccontano che prima del boom della floricoltura tutte le colline erano un agrumeto. Penso con amarezza al presente dell’umanità e talvolta anche della mia terra (in trent’anni la Liguria ha visto scomparire oltre la metà delle superfici coltivate), penso insomma all’antropocene: l’armillaria mellea che divora le albicocche, le specie invasive (una mise a rischio l’esistenza stessa dei castagni), il disorientamento delle api, il cambiamento climatico che impone vendemmie anticipate di 50 giorni, il dissesto idrogeologico, l’aggressività delle multinazionali delle sementi, gli scandali alimentari e le agromafie che ogni giorno attentano al nostro benessere…</p>
<p>Con quali strategie e strumenti e temerarietà tanta politica, sempre più povera di risorse e soprattutto di idealità e competenze, intenderebbe davvero fronteggiare questo presente?</p>
<p>*i lettori di Ligucibario® possono ovviamente approfondire queste due voci 1)arancio pernambuco e 2)chinotti di savona qui nella sezione “alfabeto del gusto”. Buona lettura!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gusto di GAE alla F.Ire di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 16:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22241" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN9058.jpg"><img class="size-medium wp-image-22241" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN9058-300x225.jpg" alt="il lago di osiglia (sv)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il lago di osiglia (sv)</p></div>
<p>Proseguono le mie docenze alla 4^ edizione del corso per <strong>Guida ambientale escursionistica</strong>, presso l’ente formativo F.Ire di Genova. Corso propedeutico all’esame di qualifica che abilita alla professione sul territorio regionale. Lavoro con un gruppo formativamente piacevole, che sta effettuando come da programma anche alcune uscite sul territorio, qualche giorno fa è “andato in scena” il bellissimo percorso cosiddetto del pellegrino, <strong>tra Varigotti e Noli</strong>, alto sul mare, ad un passo da quella <strong>Finalborgo che fu capitale del Marchesato dei Del Carretto</strong>… Mausolei di “australiani”, torri di streghe, grotte di “falsari”…</p>
<p>Da parte mia, sto “completando” (e, ebbene in aula, con taglio più che operativo…) l’esplorazione delle centomila risorse che attorniano <strong>l’Alta via dei monti liguri</strong>, e che ne compongono il <em>genius loci</em>. Trekking e hiking in Italia &#8211; non solo in Liguria&#8230; &#8211; divengono ormai più che <strong>esperienziali</strong>, e la camminata si arricchisce di spunti culturali, assaggi in caseifici, incontri con viticultori, visite a laboratori artigiani… Scriveva <strong>Italo Calvino, con accenti che sarebbero piaciuti a Bernard de Clairvaux</strong>, che “dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo”.</p>
<p>Nelle ultime 3 lezioni ho dunque previsto alcuni doverosi input di <strong>enogastronomia, e contestualizzato l’olio extravergine, il pesto, e le 8 DOC vinicole</strong>. Ciò è valso anche ad allargare la visuale verso alcuni entroterra (i borghi dell’Imperiese, Dolceacqua per il Rossese, Pornassio per l’Ormeasco, parte della Val Polcevera…), e a condividere coi corsisti un momento di autentico <em>storytelling</em>. Ben poco, infatti, rivela la cultura delle comunità più della loro storia alimentare: un popolo è anzitutto quel che diacronicamente ha pescato, cacciato, allevato, coltivato, prodotto, scambiato…</p>
<p>Queste “nuove” Guide ambientali escursionistiche le quali si affacceranno a breve sul mercato del lavoro, certamente chiamate ad <strong>un’ottica di squadra e di networking</strong>, saranno in tal senso sempre più “tessitori di reti”, custodi dei patrimoni da promuovere, poiché non può esservi valorizzazione senza adeguata tutela. Saranno sempre più <em>ambasciatori di Liguria</em> anche in senso antropologico, poiché non vi è comunicazione efficace senza una profonda partecipazione a quel che si narra: la Liguria coi suoi muretti a secco (non a caso patrimonio UNESCO), con le sue verticalità mediterranee, con le sue ruralità millenarie fatte di <strong>castagni, uliveti, malghe, transumanze</strong>&#8230;, è un libro aperto, che consente molteplici letture e dove recuperare i migliori significati ai territori.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Negli orti di Calizzano</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 15:18:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/08/foto-pomodori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21146" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/08/foto-pomodori-300x179.jpg" alt="smart" width="300" height="179" /></a></p>
<p>Negli orti di Calizzano</p>
<p>Christian (della famiglia dei proprietari dell’ortofrutta di <strong>Calizzano</strong>) è da alcuni anni un amico con cui dialogare di agricoltura, talora “sconfinando” altrove. E’ ben più giovane di me (purtroppo), ma da molti anni la vita negli orti costituisce la sua passione, oltre che il suo lavoro. I giorni scorsi ha invitato Luisa, me ed Angela Badano (che di professione è cuoca ed assai capace) a visitare quegli orti. Si è trattato, come immaginavo, di una bellissima esperienza. Durante la quale “esplorare” fra l’altro 36 varietà di <strong>pomodoro (tra cui un giallo senza semi e dalla buccia impercettibile), patate “come una volta” tra cui la quarantina e l’eccellente agria, la roveja o pisello dei campi, dal sapore dolcissimo, e fagiolane, carote…</strong> Christian s’ispira di fatto all’agricoltura sinergica (c’è in proposito un bel libro della permacultrice spagnola <strong>Emilia Hazelip</strong> che consiglio a tutti i Lettori, non sono poi pochi, di <strong>Ligucibario®</strong>), viceversa dissentendo da alcuni “fondamenti” di quell’agricoltura elementare che si lega al “non metodo” di Gian Carlo Cappello. Aldilà tuttavia dei nomi, da <strong>Rudolf Steiner</strong> in poi, che si vogliano dare alle teorie e agli approcci operativi (anche il vino ormai è biodinamico, naturale, resiliente, ancestrale, uffa che tedio…), la località di Calizzano, come ben noto e come ovvio, dal punto di vista pedoclimatico – quasi montagna, tra splendidi faggi e castagni &#8211; favorisce alcune coltivazioni ma ne penalizza altre (negli anni ho visto ad esempio non poco <strong>basilico ostacolato dalla peronospora…</strong>). Si tratta dunque, a maggior ragione in questo tempo ostile di cambiamenti climatici, genetiche modificate, crisi socioeconomiche ovvero alimentari, di “aggregare” quanto di meglio possa provenirci dalle diverse discipline e strategie, per un’agricoltura di qualità, equa, pulita, sostenibile, eccetera eccetera eccetera. <strong>Sovescio, rotazione delle colture, consociazione, pacciamatura, tanto per dire, e niente chimica, niente sementi “industriali”, niente bombe d&#8217;azoto, niente OGM.</strong> Per me, che da tanti anni mi batto (nei corsi che tengo, nei libri che scrivo, nei convegni cui partecipo, ed anche online…) per <strong>filiere più brevi, cultivar autoctone, ricette della memoria, buonessere</strong>, figure come Christian sono reali boccate d’ossigeno. Passate a fargli visita nella bottega sotto i portici dove la <strong>provinciale 490 del Melogno</strong> salendo da Finale entra in paese, potrà così raccontarvi di persona i molti prodotti che la sua terra genuinamente offre al nostro palato. <strong>Feel the difference</strong>, e salutatelo affettuosamente da parte mia. Se poi siete curiosi di cultivar liguri, <a title="umberto curti ligucibario alfabeto del gusto" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">a questo link</a> (scorrendo sino alla lettera &#8216;P&#8217;) trovate sulla mia piattaforma tutte le varietà di patate più significative&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/nellorto-di-christian-a-calizzano/">Negli orti di Calizzano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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