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	<title>Ligucibario &#187; capodanno</title>
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		<title>Christmas shopping&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22047" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/la-iacona.jpg"><img class="size-medium wp-image-22047" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/la-iacona-300x251.jpg" alt="la pasticceria la iacona in via bensa a genova" width="300" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">la pasticceria la iacona in via bensa a genova</p></div>
<p>Io non appartengo a coloro che “patiscono” il Natale, e si lamentano per i regali vissuti come un obbligo o per i parenti con cui non vanno d’accordo… No, io non appartengo a costoro.<br />
La mia famiglia d’origine è ormai, purtroppo, un ben lontano ricordo, ma mi tornano alla mente, con una certa <em>saudade</em>, i riti ed i luoghi dello shopping (anzitutto i carruggi, “illuminati” dalle vetrine) e del cucinare che caratterizzavano le Feste di allora…<br />
Preparavamo l’abete (non il presepe), e poi anche in casa mia <strong>Natale significava pandolce</strong>, e Capodanno significava cotechino con le lenticchie (beneauguranti, no?).<br />
Ho conosciuto <strong>Lino La Iacona</strong> alcuni anni fa, questo signore che la Sicilia ha regalato a Genova, questo ragazzo di 76 anni che ha fatto della sua elegante pasticceria-cioccolateria in via Bensa 26 un luogo dove prima di tutto “condividere” le bontà che si assaggiano e si acquistano.<br />
Un luogo dov&#8217;è bello fermarsi anche solo per un caffé.<br />
L’ho conosciuto perché entrambi crediamo nel lavoro, nella conoscenza, nei giovani (lui li “arruola” nel suo laboratorio, io li “formo” nelle aule della formazione professionale), e crediamo in quella trasmissione del sapere che varrà come strumento indispensabile per perpetuare il made in Italy, per attrarre turismo esperienziale di qualità, per affermare <em>buonessere</em>.<br />
<strong>In quella bottega tra la Zecca e la Nunziata (ad un passo dai Rolli, dal Museo mazziniano, dalle affollate sedi universitarie umanistiche…)</strong> troverai, amico Lettore, una famiglia “come una volta”, che potrà raccontarti brioche, sfogliatelle, cavolini, bigné, babà, krapfen, bavaresi, krantz, sacher, sacripantine, meringhe, anicini, canestrelli, savoiardi, praline, ginevrine alla menta, violette. foglie di menta e petali di rose cristallizzati… A te la scelta e buon pro ti faccia.<br />
Sappi inoltre che, nello spazio attiguo alla vendita, La Iacona espone – come in un piccolo museo &#8211; alcuni antichi macchinari e oggetti di lavoro, che consentono un viaggio nella miglior storia artigiana. V&#8217;è cura in ogni dettaglio.<br />
Natale, ho appena scritto, anche in casa mia significava pandolce. Quest’anno, <strong>sia la versione del pandöçe zeneize alta</strong> (più “antica”, impastata con farine di forza e lievitata col crescente naturale) <strong>sia la versione bassa</strong> (ottocentesca, impastata con farine più deboli e lievitata coi baking chimici) sono “made in La Iacona”, prodotti con un livello di materie prime ed un rapporto qualità/prezzo quasi irripetibili presso le altre eccellenze cittadine.</p>
<div id="attachment_22050" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/pandolce-alto.jpg"><img class="size-medium wp-image-22050" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/pandolce-alto-300x269.jpg" alt="il pandolce alto della pasticceria la iacona" width="300" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">il pandolce alto della pasticceria la iacona</p></div>
<p>“Coroneranno” la tavola al termine del menu di pesce che con Luisa immagineremo per il Natale, e del menu di terra per il Capodanno. Peraltro, sono prodotti che conosco già bene, in particolare la versione alta, quella più complessa a prepararsi, nonché quella meno reperibile in commercio.<br />
Il pandolce alto di La Iacona è profumato, cotto alla perfezione, molto ricco (cedro vero, pinoli tostati&#8230;), propone una masticabilità morbida e appagante. L&#8217;impasto &#8211; si avverte &#8211; nasce attorno ad una pasta madre matura al punto giusto (il pH ottimale di questo prefermento si aggira intorno a 4-4,2&#8230;), la quale non rilascia quella nota acidula che, legittimamente, &#8220;spiace&#8221; a tanti&#8230;<br />
Un tulipanino di passito a bacca bianca, poi, servito a 8-9°C (le bollicine del Moscato sposano meglio i cosiddetti grandi lievitati come il panettone milanese o il pandoro veronese), magari addirittura uno <strong>Sciacchetrà delle Cinque Terre, </strong>la DOC più verticale della Liguria, ci permetterà un brindisi di buon auspicio, e &#8211; come si suol dire &#8211; una meditazione: che il 2024 sia anzitutto un anno di salute e di serenità, di “ravvedimenti” e di benessere.<br />
Per un mondo che &#8211; fra pandemie, guerre, disparità sociali, scandali &#8211; troppo spesso pare, come Shakespeare faceva pronunciare ad Amleto, “fuor dei cardini”.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Fichi rondetti e figalini neri</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 18:18:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Li incontri nel Savonese e in Valle Arroscia (Arnasco), sino a 700 m di altitudine (pane e fichi era la colazione del mattino durante l’inverno, pane e formaggio durante l’autunno, pane e condijun di pomodori durante l’estate). Squisita la torta, squisiti con le noci a capodanno&#8230; In Val di Magra, viceversa, li seccavano sui graticci ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fichi-rondetti-e-figalini-neri/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Li incontri nel Savonese e in Valle Arroscia (Arnasco), sino a 700 m di altitudine (pane e fichi era la colazione del mattino durante l’inverno, pane e formaggio durante l’autunno, pane e condijun di pomodori durante l’estate). Squisita la torta, squisiti con le noci a capodanno&#8230; In Val di Magra, viceversa, li seccavano sui graticci per averne a disposizione durante l’inverno e a Natale.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tocco alla genovese</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 12:48:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tocco alla genovese, anzi töccö, che è il pezzo intero (di carne bovina), la parola indica il sugo, nel quale appunto cuoce a lungo con aromi, sino ad acquistare un colore di oro. Non si usa il macinato. Le donne di un tempo lo facevano leggermente attaccare sul fondo, in quanto il sapore di “scutizzo” (bruciacchiato) ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tocco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tocco alla genovese, anzi töccö, che è il pezzo intero (di carne bovina), la parola <a title="Sugo di carne/tocco" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sugo-di-carnetocco/">indica il sugo, nel quale appunto cuoce a lungo con aromi</a>, sino ad acquistare un colore di oro. Non si usa il macinato. Le donne di un tempo lo facevano leggermente attaccare sul fondo, in quanto il sapore di “scutizzo” (bruciacchiato) non dispiaceva. Verrà filtrato prima di condire la pasta o i ravioli, e il pezzo – morbido e gustoso, si tratta sovente di reale/matamà * &#8211; sarà variamente utilizzato. Anticamente, a Capodanno il sugo si faceva (anche) con ossette di maiale, simbolo di ricchezza, e condiva anche polenta, preziosa risorsa nei mesi freddi.</p>
<p>* vedi la relativa voce qui sull&#8217;alfabeto del gusto. I ricettari tuttavia suggeriscono &#8211; talora scontando un certo caos terminologico &#8211; anche fracosta, o scamone, o sottopaletta, o perfilo&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ossa dei morti</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 21:08:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ossa dei morti, il nome darebbe i brividi&#8230; Sono biscotti dolci secchi tipici del Savonese, di Calizzano e sparsamente della Val Bormida&#8230; Farina, zucchero, uova, mandorle. In Lunigiana sono di marzapane. La ricorrenza è ovviamente quella dei Defunti, retaggio celtico là dove l’inizio di novembre era il loro capodanno, la terra riposava e i morti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ossa-dei-morti/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ossa dei morti, il nome darebbe i brividi&#8230; Sono biscotti dolci secchi tipici del Savonese, di Calizzano e sparsamente della Val Bormida&#8230; Farina, zucchero, uova, mandorle. In Lunigiana sono di marzapane.<br />
La ricorrenza è ovviamente quella dei Defunti, retaggio celtico là dove l’inizio di novembre era il loro capodanno, la terra riposava e i morti si ridestavano. I Romani viceversa celebravano i trapassati dal 13 al 21 febbraio (Parentalia), alle soglie della primavera. Il benedettino Odilone di Cluny comprese che abolire di colpo questi riti apotropaici, in nome della Cristianità, avrebbe potuto contrariare le popolazioni, ecco perché tuttora ricorrono fiori e lumini da deporre accanto alle tombe, affinché i morti non tornino (come i famelici lemuri) a tormentare i vivi. Forse, in tal senso, è autoctona anche la festa di Halloween (Samhain). I morti peraltro, grati dei doni, ricambiano lasciando qualcosa per i bimbi – ossa, fave, pan dei morti &#8211; , i quali da sempre (poiché appena nati) vivono una condizione intermedia, di purezza, e limitrofa ai defunti.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
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<p><strong> </strong></p>
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