<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; cambiamento climatico</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/cambiamento-climatico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 13:04:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Giorgio Gallesio. Avercene oggi…</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/giorgio-gallesio/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/giorgio-gallesio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[agrumeti]]></category>
		<category><![CDATA[albicocche]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[arancio pernambuco]]></category>
		<category><![CDATA[arcimboldo]]></category>
		<category><![CDATA[armillaria mellea]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[castagni]]></category>
		<category><![CDATA[chinotto di savona]]></category>
		<category><![CDATA[citrus]]></category>
		<category><![CDATA[dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[finalborgo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio gallesio]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Pomona Italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=30261</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per esigenze professionali mi sono imbattuto e mi imbatto molto frequentemente nella figura di Giorgio Gallesio. Botanico finalese dell’Ottocento, gli dobbiamo classificazioni e trattati &#8211; per l’epoca – ammirevoli, per non dire pionieristici. Di costui m’è capitato di parlare in varie occasioni, soprattutto al Salone agroalimentare di Finalborgo ove tenni una conferenza sugli agrumi (arancio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giorgio-gallesio/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/giorgio-gallesio/">Giorgio Gallesio. Avercene oggi…</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30265" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia-300x225.jpg" alt="gallesio pomona italia" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per esigenze professionali mi sono imbattuto e mi imbatto molto frequentemente nella figura di Giorgio Gallesio. Botanico finalese dell’Ottocento, gli dobbiamo classificazioni e trattati &#8211; per l’epoca – ammirevoli, per non dire pionieristici. Di costui m’è capitato di parlare in varie occasioni, soprattutto al Salone agroalimentare di Finalborgo ove tenni una conferenza sugli agrumi (arancio Pernambuco e chinotti in particolare * ), e a “Citrus. Festival degli agrumi”, un evento savonese del febbraio 2019 nella bella cornice del Priamàr, di cui tuttavia ho poi perso purtroppo traccia…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gallesio-giorgio/" target="_blank">Giorgio Gallesio</a>, che i Lettori di Ligucibario® trovano ovviamente anche nella sezione “alfabeto del gusto”, oggi riposa tra gli illustri nel chiostro della Basilica di Santa Croce a Firenze. Chi ne ripercorresse la biografia scoprirà che fu, per tutta la vita, un appassionato, e come non essergli grati anzitutto per la “Pomona italiana”? Quanta fatica dové costargli quel repertorio senza precedenti!&#8230; Anche grazie a quell’opera l’Italia si costituì pian piano come nazione, là dove le frammentazioni politiche dei secoli precedenti ne avevano compromesso financo la dimensione culturale. L’enciclopedia, possiamo quasi chiamarla così, edita dal 1817 al 1839 (anno della morte di Gallesio) e ricca di straordinarie illustrazioni, fu subito, non a caso, un monumento.</p>
<p>Quando la vita di città mi travolge coi suoi fumi e rumori abominevoli mi rifugio, ove possibile, dentro quelle pagine, che sfoglio per farmi trasportare nei colori delle piante e un po’ indietro nel tempo… E il web mi mette a disposizione le tele di Arcimboldo, di Figino, di Caravaggio, di Bimbi, di Chardin.</p>
<p>Nella Liguria di Ponente, dentro le cui faggete trascorro lunghi periodi, peraltro mi raccontano che prima del boom della floricoltura tutte le colline erano un agrumeto. Penso con amarezza al presente dell’umanità e talvolta anche della mia terra (in trent’anni la Liguria ha visto scomparire oltre la metà delle superfici coltivate), penso insomma all’antropocene: l’armillaria mellea che divora le albicocche, le specie invasive (una mise a rischio l’esistenza stessa dei castagni), il disorientamento delle api, il cambiamento climatico che impone vendemmie anticipate di 50 giorni, il dissesto idrogeologico, l’aggressività delle multinazionali delle sementi, gli scandali alimentari e le agromafie che ogni giorno attentano al nostro benessere…</p>
<p>Con quali strategie e strumenti e temerarietà tanta politica, sempre più povera di risorse e soprattutto di idealità e competenze, intenderebbe davvero fronteggiare questo presente?</p>
<p>*i lettori di Ligucibario® possono ovviamente approfondire queste due voci 1)arancio pernambuco e 2)chinotti di savona qui nella sezione “alfabeto del gusto”. Buona lettura!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/giorgio-gallesio/">Giorgio Gallesio. Avercene oggi…</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/giorgio-gallesio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[brasato]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cima alla genovese]]></category>
		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>
		<category><![CDATA[claude monet]]></category>
		<category><![CDATA[coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[cru]]></category>
		<category><![CDATA[dolceacqua]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio montale]]></category>
		<category><![CDATA[fasce terrazzate]]></category>
		<category><![CDATA[feccia]]></category>
		<category><![CDATA[francesco biamonti]]></category>
		<category><![CDATA[grissa di dolceacqua]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli]]></category>
		<category><![CDATA[rossese]]></category>
		<category><![CDATA[tomaxelle]]></category>
		<category><![CDATA[val nervia]]></category>
		<category><![CDATA[vini doc]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura eroica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=30205</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/">Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/ligucibario2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30206" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/ligucibario2-225x300.jpg" alt="ligucibario2" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, da 12 anni si è “convertita” al Rossese (l’attività di famiglia), che di Dolceacqua è storicamente un simbolo…</p>
<p>Di Rossese, e di Dolceacqua gioiello della val Nervia, forse è scontato precisarlo, Ligucibario® ha parlato (come di tutti i vini liguri) infinite volte, come si conviene ad un sito di cultura enogastronomica che non contiene pubblicità, e può dunque esprimersi come meglio ritiene, sempre nel più assoluto rispetto della fatica altrui e delle produzioni di pregio.</p>
<p>Vigna, sia chiaro, significa ancor oggi vita dura, soprattutto quando caparbiamente si perpetuino le tradizioni, dalla pigiatura alla fermentazione (senza additivi), entrando con mani e corpo dentro i filari, d’estate privilegiando ore quasi antelucane per evitare le canicole. Il Rossese di Dolceacqua, del resto, è stata la prima DOC ligure, correva l’anno 1972: come non averne cura?</p>
<p>Come sempre in Liguria si tratta di piccole o piccolissime quantità, sparse dentro cru minimali, sulle fasce rette dai muretti a secco, ciascun cru beninteso col proprio terreno e la propria natura circostante, poiché come noto la vite in Liguria coabita con l’ulivo (che teme il secco ancor più della vite), la mimosa “biamontiana”, le ginestre squillanti, e tanto altro.</p>
<p>Vino “francesizzante”, vino da Papi, si sono usate mille espressioni per raccontare questo Rossese di personalità, e di fatto anche per orientare opportunamente i matching, verso ravioli, cime, tomaxelle, conigli (e brasati e cinghiale per la tipologia Superiore…).</p>
<p>Ma per quasi tutto il secolo scorso (quando ancora non si era compiutamente affermato) io bevvi di fatto solo i Rossese prodotti su alcuni bric da Mandino Cane. Troppi altri mi avevano tradito, con quel sentore di feccia, il residuo post fermentazione, che – tolto il tappo &#8211; s’autodeterminava come una minacciosa profezia…</p>
<p>Oggi, davvero, tutto va meglio, lo apprezzano persino negli USA, in Giappone, in Australia… Restano tuttavia il cambiamento climatico (alle vendemmie d’un tempo, con buona pace degli stolidi negazionisti, occorre sottrarre una cinquantina di giorni all’indietro…), i cinghiali sempre irrispettosi del lavoro dell’uomo, e una globalizzazione che sta spingendo l’umanità dentro un labirinto, l’antropocene, dove anche le microimprese ed i prodotti di qualità combattono una battaglia durissima.</p>
<p>Ma quando vedrai il ponte a schiena d’asino sul Nervia, dominato dal castello, quando ripenserai ad un tal Claude Monet che qui si sedeva a dipingere, quando ti proporranno una grissa coi salumi…, io penso che qualcosa di splendido arrosserà il tuo calice.<br />
Prosit da Ligucibario®!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/">Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un olio extravergine “giovane”</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[buonessere]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cultivar]]></category>
		<category><![CDATA[dop]]></category>
		<category><![CDATA[fasce terrazzate]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutici]]></category>
		<category><![CDATA[oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=30199</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare… Ma non è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/">Un olio extravergine “giovane”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26256" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare…</p>
<p>Ma non è di questo che nel pezzo odierno voglio parlarvi. Bensì di quanto mi rallegri che alcuni giovani, ovviamente guidati dagli insegnanti, abbiano messo un po’ delle proprie competenze e – why not &#8211; un po’ di se stessi in un alimento che è un simbolo (per non dire il simbolo) della mediterraneità, che è ricchissimo di nutraceutici, e che in Liguria si lega strettissimamente ad un paesaggio verticale, biamontiano e montaliano, dove i muretti a secco sostengono, quasi come un miracolo, le fasce terrazzate lungo gli scabri declivi…</p>
<p>Se nei miei giovani anni ho pian piano elevato il vino &#8211; sempre più approfondendolo in senso culturale &#8211; quasi a religione, col tempo la professione mi ha avvicinato anche a quelli che Veronelli (uomo illuminato che ebbi il piacere di conoscere) chiamava, con la consueta genialità, “gli angeli matti”, ovvero gli olivicoltori, e a quelle qualità che la certificazione europea eleva a DOP, determinando tramite un rigoroso protocollo disciplinare una tracciabilità totale della filiera, a garanzia del consumatore (e, di fatto, della pulizia organolettica di ciò che poniamo in tavola).</p>
<p>L’impegno di Ligucibario® come sempre proseguirà indefesso, per la tutela e la valorizzazione delle cultivar autoctone, delle filiere abbreviate, del buonessere. So bene che un “oleoturismo” significativo è in Liguria una meta ancora in gran parte da costruire, così come so bene che Imperia è il capoluogo di una terra la quale deve confrontarsi col cambiamento climatico che assedia gli ulivi, con la globalizzazione sempre più nemica delle microeconomie, con le infrastrutture non adeguate alle esigenze di mobilità e turismo del nostro presente…</p>
<p>Ma se i giovani saranno finalmente individuati come “la” risorsa su cui investire, e i sistemi didattico-formativi sapranno modernamente motivarli prima ancora che istruirli, allora molta utopia si rivelerà meno utopistica di quanto si creda. Parlo in Liguria di agricolture sostenibili, di dialoghi fra costa ed entroterra, di biodiversità non solo ambientali, di marketing innovativo, di tecnologie digitali sagacemente utilizzate e alle quali non assoggettarsi…</p>
<p>Parlo, e forse amici Lettori l’avrete intuito, di una bottiglia d’olio extravergine, prodotta da alcuni giovani, nella quale scorgere tutto questo. Buon pro vi &#8211; e mi &#8211; faccia.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/">Un olio extravergine “giovane”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il miele in Liguria</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[apicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[buonessere]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[come nasce il miele]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[miele in liguria]]></category>
		<category><![CDATA[miele ligure]]></category>
		<category><![CDATA[millefiori]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutici]]></category>
		<category><![CDATA[specie invasive]]></category>
		<category><![CDATA[vespa velutina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29860</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un allerta sul miele è, in aree come la Liguria, un allerta sul territorio (nessuno si senta escluso). Se da un lato infatti l’ape è uno dei principali “marcatori” di biodiversità e una delle più affidabili sentinelle circa i cambiamenti in atto (climate change, specie invasive*…), dall’altro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/">Il miele in Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/miele.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29861" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/miele-221x300.jpg" alt="s" width="221" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un allerta sul miele è, in aree come la Liguria, un allerta sul territorio (nessuno si senta escluso).</p>
<p>Se da un lato infatti l’ape è uno dei principali “marcatori” di biodiversità e una delle più affidabili sentinelle circa i cambiamenti in atto (climate change, specie invasive*…), dall’altro l’invasione di mieli stranieri a prezzo basso – dalla Turchia, dai Balcani, dal Sud-est asiatico &#8211; penalizza i produttori locali e diseduca alla qualità. Intendo, sia chiaro, prezzi che sono circa 1/5 rispetto al buon made in Italy, come far loro concorrenza?…</p>
<p>Inoltre, malgrado l’UE imponga chiarezza circa la provenienza e la tracciabilità dei prodotti, e alcuni consumatori comincino ad interpretare meglio le etichette sulle confezioni, sono all’ordine del giorno sequestri di miele adulterato e contraffatto, che poi all’analisi si rivela un mix di zuccheri da vari Paesi e con un contenuto d’amido elevatissimo.</p>
<p>La Liguria si connota tuttora per una positiva liaison con questo nutraceutico, questo dono genuino della natura; circa il 70% dei 30mila alveari presenti fra costa ed entroterra alimenta il commercio, che vede all’opera circa 2.500 apicoltori (il resto sono le produzioni “amicali” degli hobbisti).<br />
Un chilo del nostro miele comporta peraltro qualcosa come 4 milioni di voli per bottinare i fiori, ma le brusche variazioni altimetriche della regione consentono agli insetti di esplorare molte piante fra loro diversissime, conferendo al miele – specialmente al millefiori &#8211; sentori peculiari.</p>
<p>Ligucibario® ha negli anni dedicato tempo e sforzi anche in difesa – come sempre – dei mieli “autentici” e dunque del buonessere. Chi voglia approfondire può ad esempio <a title="come nasce il miele" href="https://www.ligucibario.com/come-nasce-il-miele/" target="_blank">cliccare qui</a> oppure <a title="miele ligure" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/miele/" target="_blank">anche qui</a>&#8230;<br />
Sarò inoltre lieto di aprire queste pagine online a chi voglia con notizie, approfondimenti e iniziative “sul campo” contribuire a questa tutela, oggi più che mai necessaria. Oggi che l’antropocene – tempo di profitti ma non di progressi reali &#8211; insidia ogni momento delle nostre vite…<br />
*il mio amico Cesare, apicoltore per passione nell&#8217;immediata periferia di Genova, mi raccontava la strenua lotta contro l&#8217;orrenda Vespa velutina&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/umbi-bello.jpg"><img class="size-medium wp-image-17391" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/umbi-bello-300x168.jpg" alt="umberto curti vi aspetta a cena" width="300" height="168" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/">Il miele in Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La grande fuga dall&#8217;antropocene</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 19:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[agenda onu 2030]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[arrhenius]]></category>
		<category><![CDATA[Biovoci]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[ecocidio]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[fracking]]></category>
		<category><![CDATA[gianluigi ceruti]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano sangiorgi]]></category>
		<category><![CDATA[l'italia senza casa]]></category>
		<category><![CDATA[la società del ricatto]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[lu carcaluru]]></category>
		<category><![CDATA[messner]]></category>
		<category><![CDATA[negazionisti]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[piero angela]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[verso la libertà con un bagaglio leggero]]></category>
		<category><![CDATA[Xylella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=26497</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Reduce da un viaggio “arci-montano” in Perù, Elisa Sardi, guida ambientale escursionistica, appassionata di natura, e come me militante sui cento fronti della sostenibilità e della biodiversità, ha confezionato un “reportage” ricchissimo di riflessioni che è stato un vero piacere pubblicare sulla piattaforma BioVoci (eccovi il prezioso link…). Riflessioni ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/">La grande fuga dall&#8217;antropocene</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26406" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1-300x225.jpg" alt="IMG_20250717_174107 (1)" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Reduce da un viaggio “arci-montano” in Perù, <strong>Elisa Sardi, guida ambientale escursionistica</strong>, appassionata di natura, e come me militante sui cento fronti della sostenibilità e della biodiversità, ha confezionato un “reportage” ricchissimo di riflessioni che è stato un vero piacere pubblicare sulla piattaforma BioVoci (eccovi <a href="https://biovoci.blogspot.com/2025/07/viaggiando-alla-scoperta-del-mondo-e-di.html" target="_blank">il prezioso link</a>…). Riflessioni – in qualche modo, e ciascuno legga il reportage come più gli aggrada &#8211; sul camminare in osmosi con l’ambiente e se stessi, sul respirare con calma, sull’allontanarsi e il riavvicinarsi…</p>
<p>Più si accumulano, in effetti, le mie docenze nei corsi GAE, dove non a caso ebbi come allieva anche Elisa, e più mi trovo (felicemente) a constatare l’aumento delle persone via via sature della vita in città, degli attuali “modelli” socioeconomici, della tecnologia invasiva. Sorrido ripensando <strong>al mio primo saggio, “Alte stagioni” (2005)</strong>, nel quale già, con toni rousseauiani, in qualche modo censuravo l’attuale “sviluppo” globalizzato e straniante, l’attuale antropocene consumistico e immorale, e l’ossessione per l’accumulo, oggi evocherei Pasolini, Bauman, Pallante, Parrique…</p>
<p>Siamo – me lo auguro, Ligucibario® plaude – alla vigilia di una grande fuga?</p>
<p><strong>L’Italia del resto, vietato illudersi, non è affatto sulla buona strada circa il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda ONU 2030, ovvero i 17 “goal” da cui dipendono 169 traguardi, e purtroppo sta al secondo posto in Europa, dopo la Slovenia, quanto a perdite economiche pro-capite legate al clima</strong>. La maggioranza della popolazione, qui come altrove, inciterebbe ad azioni concrete, ma occorre sottolineare che in alcuni territori ancora si organizzano (opportunamente) corsi di formazione per comunicare il cambiamento climatico, poiché l’azione dei vari negazionisti e le fake news continuano a frastornare la pubblica opinione… Quanti ad es. conoscono il recente aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera?</p>
<p>O forse siamo – lo temo fortemente – alla vigilia di una grande catastrofe?</p>
<p><strong>L’ecocidio, le deforestazioni, il fracking, lo scioglimento dei ghiacciai</strong>, decine di parole e concetti ci sono purtroppo divenuti familiari poiché la nostra quotidianità è ormai segnata da emergenze, eppure era il 1896 allorché il chimico – e premio Nobel – Arrhenius già immaginò che la combustione del carbone avrebbe modificato il clima. Era il 1972 quando alcuni scienziati, insieme a Jay W. Forrester, già lavorarono al “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, terribile profezia circa un’umanità protesa verso il collasso e circa una possibile chance di salvezza che poi non fu colta. Era il 1988 quando Piero Angela già dedicò al tema una puntata di “Quark”, trasmissione autorevole e seguitissima…</p>
<p>E’ da poco in libreria “<strong>La società del ricatto e come difendersi</strong>” di Marcello Foa (ed. Guerini e associati), un saggio dove si analizza &#8211; senza ipocrisie &#8211; la brutalità della politica locale e internazionale, l’economia dei forti a scapito dei deboli, il misconoscimento del merito… I 30 milioni di dollari investiti da Bezos per le proprie nozze a Venezia paiono davvero, in tal senso, com’è stato scritto, un ritorno al Medioevo, coi ricchi sempre più ricchi e i sudditi sempre più sudditi.</p>
<p>Nel frattempo, Messner afferma che sui sentieri vede tanti fare le gare, guardare le vette attraverso il buco di un cellulare. Sull’onda di uno spot, di una serie tv, di un contenuto di qualche influencer sui social, scatta la corsa al selfie, la caccia ai like, come hanno notato acutamente anche <strong>Antonio Montani, presidente del CAI, e Marco Blatto, alpinista, presidente del GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna</strong>. L’overtourism infatti è ormai dilagato anche in montagna, leggo che forse ci salverà un chatbot, ma sia come sia resteranno surreali le code per salire alla funivia del Seceda, gli assalti agli hotspot (al lago di Braies oltre 1 milione di visitatori in 3 mesi, sulle Cime di Lavaredo 14mila al giorno…), un’atmosfera da luna park, mentre al Sud, per converso, l’Italia brucia, anche per la mancata manutenzione dei boschi (pulizia del sottobosco, eliminazione dei rami bassi e secchi…), e la regione Puglia ha denunciato a luglio ben 33 incendi al giorno. In Italia, il 65% dei boschi è purtroppo proprietà privata, e il 95% degli incendi è doloso, ciò vorrà pur dire qualcosa?</p>
<p>Nel frattempo, il boom dell’urbanizzazione ha reso <strong>Milano</strong> una città solo per ricchi, con piazze progettate senza più un albero, con buona pace delle periferie e dei ceti medi dimenticati, e…relative indagini della Procura a carico, come al solito, di politici e affaristi. Sul tema – e sulla gentrificazione che ormai concerne anche varie destinazioni italiane &#8211; suggerisco in lettura anche “<strong>L’Italia senza casa</strong>” di Sara Gainsforth (ed. Feltrinelli) e il dossier “Demografia di impresa nelle città italiane” redatto da Confcommercio…</p>
<p>Nel frattempo, è mancato <strong>Gianluigi Ceruti</strong>, “padre” della legislazione su Parchi nazionali ed aree naturali protette (n. 394 del 6 dicembre 1991), avvocato rodigino, ironico e colto, combattivo ambientalista, che con pazienza attese a quella legge (attesa poi 29 anni…) pur infine considerandola mutilata, poiché priva di una realizzazione compiuta delle aree marine (gli Stati entro il 2030 dovrebbero – dovrebbero… &#8211; proteggere il 30% delle proprie acque territoriali). Denunciò anch’egli, come stupirsene?, una prepotenza dei partiti esorbitante, e che “<strong>troppe persone competenti son tagliate fuori per motivi di tessera</strong>”…</p>
<p>Nel frattempo, con buona pace del green deal europeo e della salute dei cittadini, l’Italia ha – tanto per dire – nuovamente rinviato anche il blocco dei diesel più inquinanti, e parallelamente si è impegnata a grossi acquisti di petrolio e gas. Potere delle lobbies. Incapacità di ripensare le attività produttive.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Giuliano Sangiorgi, voce dei “Negramaro”</strong>, compone in dialetto un brano (“Lu carcaluru”) anche per gli ulivi malati, nella sua terra dove ha imperversato dal 2008 il batterio letale della Xylella, un Salento divenuto grigio, dove piante secolari, ataviche, si sono arrese anche alla cecità degli uomini, abitanti di un pianeta dove regna l’individualismo, e la loro scomparsa – che in parte si sarebbe potuta limitare estirpando per tempo le piante malate &#8211; davvero equivale a quella di un antenato amato.</p>
<p>Ma nel frattempo &#8211; mi piace concludere con una goodnews &#8211; è anche uscito dalla penna di <strong>Franco Faggiani “Verso la libertà con un bagaglio leggero. Andare per sentieri, viottoli e strade di campagna” (ed. Aboca, con 50 suggestive foto originali)</strong>, un inno ad itinerari poco noti e intimistici in antitesi al turismo di massa, nell’ebbrezza dei silenzi e della solitudine, nella simbiosi salvifica con la natura circostante. Oggi la sfida è pressante in quanto i rifugisti stessi ammettono che tanta gente arriva in quota per mangiare, abbronzarsi in terrazza, spedire un selfie a mezzo mondo e poi via ridiscendere al posteggio, esperienze usa e getta un tanto al chilo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/">La grande fuga dall&#8217;antropocene</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOP Riviera Ligure in cattedra ad Albenga</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 15:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[agromafie]]></category>
		<category><![CDATA[allegagione]]></category>
		<category><![CDATA[angeli matti]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[arbequina]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[chemlali]]></category>
		<category><![CDATA[dimetoato]]></category>
		<category><![CDATA[elfo liguria]]></category>
		<category><![CDATA[fiscoli]]></category>
		<category><![CDATA[invaiatura]]></category>
		<category><![CDATA[italian sounding]]></category>
		<category><![CDATA[its albenga]]></category>
		<category><![CDATA[kelemata]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[monocultivar taggiasca]]></category>
		<category><![CDATA[mosca dell'olio]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[olii raffinati]]></category>
		<category><![CDATA[olio dop riviera ligure]]></category>
		<category><![CDATA[oliva arnasca]]></category>
		<category><![CDATA[perossidi]]></category>
		<category><![CDATA[piqual]]></category>
		<category><![CDATA[polifenoli]]></category>
		<category><![CDATA[rettifica chimica]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldo]]></category>
		<category><![CDATA[spremitura a freddo]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=26189</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un prodotto DOP “svela” coloro che materialmente lo producono, garantisce tracciabilità, e in definitiva risulta sempre una scelta di autenticità e sovente – come nel caso dell’olio extravergine – di salubrità. Ecco cosa significa, in concreto, DOP, ecco cosa significa DOP Riviera Ligure: un patrimonio da condividere anche in ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/">DOP Riviera Ligure in cattedra ad Albenga</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1588.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26191" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1588-300x225.jpg" alt="DSCN1588" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un prodotto DOP “svela” coloro che materialmente lo producono, garantisce tracciabilità, e in definitiva risulta sempre una scelta di autenticità e sovente – come nel caso dell’olio extravergine – di salubrità. Ecco cosa significa, in concreto, DOP, ecco cosa significa DOP Riviera Ligure: un patrimonio da condividere anche in ottica interculturale.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
<h2>DOP Riviera Ligure e formazione, un abbinamento felice</h2>
<p>Una felice intuizione degli staff di “Elfo Liguria” (ente formativo di Albenga) ha suggerito di riunire due gruppi di corsisti (di un ITS agroalimentare e di un corso di cucina), così che io potessi raccontare l’olio extravergine DOP Riviera Ligure ad una platea la più ampia possibile. Luisa Puppo ha corredato questo racconto di approfondimenti interculturali e lessici in lingua inglese, anche tramite video ad hoc e parole di cuochi famosi (Gordon Ramsay&#8230;).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1111.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26192" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1111-300x225.jpg" alt="DSCN1111" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Consorzio di tutela DOP Riviera Ligure come sempre mi ha cortesemente fornito la “materia prima”, in questo caso un monocultivar taggiasca * , e così – con grande piacere – ho strutturato una conversazione con cui proporre ai presenti una maggior familiarità con l’olivo (impollinazione anemofila, allegagione, invaiatura…), i valori della DOP (cosa significa in concreto DOP?), nonché una serie di criteri guida per scegliere il buonessere. Una conversazione, lo confesso, che dopo tanti anni avesse qualche crisma di novità anche per me.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1516.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26193" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1516-300x225.jpg" alt="DSCN1516" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Controllato, assaggiato, certificato, garantito</h2>
<p>DOP Riviera Ligure. “Controllato, assaggiato, certificato, garantito”, recita l’astuccio della bottiglia col collarino giallo che ho quindi aperto insieme ai corsisti, raccontando loro di acidità (molti si stupiscono che il laboratorio di analisi faccia le veci della percezione), di pericolosi perossidi (molti non hanno mai sentito nominare i milliequivalenti), di pungenti polifenoli (molti mi domandano quanti tipi ve ne siano nell’olio e in quale percentuale), di spremitura a freddo, di sentori fruttati… Una corsista mi ha anche domandato quanto extravergine venga addizionato negli olii post-rettifica onde poterli commercializzare come olii d’oliva (si tratta del 5-25%, ma vi sfido a trovare celermente questo dato…).</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20190409-WA0011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26190" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/IMG-20190409-WA0011-225x300.jpg" alt="IMG-20190409-WA0011" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DOP Riviera Ligure. Liguria, la regione degli &#8220;angeli matti&#8221;</h2>
<p>Anche in àmbito oleario, come noto, Liguria significa qualità non quantità, i volumi produttivi non raggiungono infatti l’1% del dato nazionale, ma si stanno positivamente recuperando oliveti. E già Luigi Veronelli – ch’ebbi il privilegio di conoscere, sua mamma era di Finalborgo – definiva “angeli matti” quegli olivicoltori che sulle fasce terrazzate dai muretti a secco si ostinavano, e si ostinano, a perpetuare mediterraneità. Per secoli le Alpi ci &#8220;divisero&#8221; assai più che oggi dal burro, dalla birra, dalla segale.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-astuccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26213" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-astuccio-300x201.jpg" alt="smart" width="300" height="201" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quegli olivicoltori che s&#8217;ostinano a prendersi cura di piante – una gestione agronomica corretta impegna su mille fronti &#8211; che si mostrano resilienti solo fino ad un certo punto (mosca Bactrocera, batteriosi come la rogna, funghi vari, cancro corticale, cambiamento climatico, cecidomia…), tanto più dopo la revoca nel 2019 del “duttile” dimetoato.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1787.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26194" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1787-300x225.jpg" alt="DSCN1787" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’incontro è terminato con una rapida panoramica circa gli abbinamenti alimentari (un carpaccio di ricciola non è un asado), i difetti dell’olio non qualitativo fra i quali anzitutto il riscaldo, qualche amarcord sulle antiche mole trainate da asini e sui fiscoli (ma qualche anno fa ho personalmente veduto in Marocco oleificare ancora così), le accortezze per proteggere l&#8217;olio dai suoi 3 grandi nemici, e last not least sulla transizione ecologica grazie alla quale traguardare produzioni al 100% senza scarti, tema che ho specificamente trattato quasi 2 anni fa ad un ITS a Imperia, ov&#8217;ebbi il piacere di conoscere Fabrizio Vignolini, saggista, forse il miglior degustatore col quale ho interagito, e con costui parlar per ore ed ore anche di ottime olive straniere, piqual, arbequina, chemlali, kalamata&#8230; Spero che Fabrizio stia bene e spero di riincontrarlo presto.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1935.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26195" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN1935-300x225.jpg" alt="DSCN1935" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, mi sia concesso aggiungere che viviamo un antropocene in cui le agromafie realizzano attività sempre più pervasive, l’<em>Italian sounding</em> viene mediocremente contrastato, e molti consumatori da parte loro allungano inconsapevolmente le filiere e si nutrono male. Un prodotto DOP, viceversa, “svela” coloro che materialmente lo producono, vincola a protocolli, garantisce tracciabilità, e in definitiva risulta sempre una scelta di autenticità e sovente – come nel caso dell’olio extravergine – di salubrità. Ecco cosa significa, in concreto, DOP.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-allievi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26212" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-allievi-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon DOP Riviera Ligure, perciò, a voi tutti. E se capitate a Pietrabruna (IM), mi raccomando gustate una torta stroscia, gloria della cucina prebunenca.</p>
<p>* oliva a duplice attitudine, da olio e da mensa. Il disciplinare DOP Riviera Ligure elenca oggi 28 varietà lavorabili (da sole o congiuntamente), dall’arnasca alla toso, ed è “panorama” quanto mai esaustivo. Ma per i più curiosi Ligucibario® sull’alfabeto del gusto alla lettera &#8220;o&#8221; (<a title="ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">link qui</a>) elenca anche 14 ulteriori varietà liguri che per molteplici ragioni (fragilità pianta, basse rese…) non vengono ormai più lavorate&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<div id="attachment_25797" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG_20250315_181708.jpg"><img class="size-medium wp-image-25797" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG_20250315_181708-300x225.jpg" alt="umberto curti al convegno sull'emigrazione presso il MEI di genova" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti al convegno sull&#8217;emigrazione presso il MEI di genova</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/">DOP Riviera Ligure in cattedra ad Albenga</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apicoltura (in Liguria)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 12:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[apicoltura in liguria]]></category>
		<category><![CDATA[apis mellifera ligustica]]></category>
		<category><![CDATA[bee humming]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[calice al cornoviglio]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cubaita]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe falchini]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano spinola]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[more than honey]]></category>
		<category><![CDATA[neonicotinoidi]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutici]]></category>
		<category><![CDATA[prescinsêua]]></category>
		<category><![CDATA[spungata]]></category>
		<category><![CDATA[vespa velutina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=25891</guid>
		<description><![CDATA[<p>Fatica di un insetto meraviglioso (disciplinato, laborioso, sociale), il miele è un alimento nobile anzitutto perché “indenne” da ogni manipolazione produttiva… Già Roma e poi il Medioevo gli riconobbero grande importanza (come condimento e dolcificante), talora anche in occasione di rituali sacri… E scriveva (dedicando lo scritto ad un senatore) il georgofilo fiorentino Giuseppe Falchini ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/">Apicoltura (in Liguria)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fatica di un insetto meraviglioso (disciplinato, laborioso, sociale), il miele è un alimento nobile anzitutto perché “indenne” da ogni manipolazione produttiva… Già Roma e poi il Medioevo gli riconobbero grande importanza (come condimento e dolcificante), talora anche in occasione di rituali sacri… E scriveva (dedicando lo scritto ad un senatore) il georgofilo fiorentino Giuseppe Falchini nel 1747 a proposito delle società “matriarcali” che lo creano: “Questi Animaletti meritano tutto l’amore, e tutto l’incomodo, e tutta la necessaria attenzione per ben custodirli; attesochè sono essi dotati di moltissime Virtù, e prerogative: e la Divina Provvidenza, che in tutte le Opere sue maravigliosamente risplende, in questo, più che altrove, dimostra la infinita sua Onnipossanza, nel conferire di grandi Virtudi a Stromenti deboli, e vili. La provvidenza ha donato a questi piccoli e apparentemente insignificanti insetti, grandi virtudi”… Falchini fu anche eccelso disegnatore di arnie e strumenti, al tempo l’estrazione di miele e cera doveva eseguirsi, evitando ogni disagio alle api, fra metà agosto e la prima metà di settembre, con l’avvertenza di tagliare una adeguata porzione dei favi, sempre inferiore ai 2/3 del nido, per non fiaccare la comunità. L’intervento doveva svolgersi vestendo guanti e una buffa (visiera di velo per proteggere il volto) per prevenire le sgradevoli punture. Estratto il favo, il primo miele si ricavava per colatura e poi, per pressione, quello di seconda scelta. Il miele si conservava abitualmente in contenitori di terracotta, sigillati solo dopo la congrua fase di decantazione…<br />
<strong>Ed oggi? Si badi, qualora le api dovessero estinguersi anche l’umanità s’incamminerebbe rapida verso un disastro planetario e avrebbe ben poche chance e stagioni di sopravvivenza * .</strong><br />
I mieli della Liguria sono tradizionalmente dell’entroterra, dove le api caso per caso (la variazione altimetrica varia le biodiversità) bottinano flora di tiglio, castagno, ailanto, acacia, erica, edera, corbezzolo… Colore e sapore di conseguenza variano, ma i mieli – anzitutto il millefiori &#8211; rappresentano in ogni caso una risorsa dalle mille proprietà benefiche. Con i tanti boschi e – per fortuna &#8211; la rarità di agricolture intensive, la Liguria può effettuare sia l’allevamento stanziale sia il nomadismo (che trasferisce gli alveari in base alle fioriture in corso). Inoltre, la verticalità ligure, che in pochi km ascende dalla costa alla montagna, generalmente, come detto, dà vita a fioriture diversificate. La regione – dove s’incontra anche, a Calice al Cornoviglio (SP), un museo dedicato ** &#8211; ospita oggi 2.500 apicoltori per 30mila alveari, con una produzione annua (2020) di circa 500 tonnellate. Ma come si “ricava” il miele? Esso viene asportato dall&#8217;alveare di solito tramite getto d’aria o tramite affumicamento, ovvero si origina del fumo così che le api, per diradarlo, sbattano le ali nella parte bassa dell’alveare, consentendo quindi all&#8217;apicoltore di prelevare i telai mobili, carichi di miele (si tratta tuttavia di tecniche discutibili poiché non “indolori”)… I telai saranno poi disopercolati (rimozione dello strato di cera che sigilla ogni cella) con uno specifico strumento e collocati in una centrifuga estrattrice. Il miele così smielato si filtra e decanta, e infine s’imbarattola, voilà, non occorre altro. E dai favi vuoti si ottiene la cera con cui realizzare i nuovi stampi di celle.<br />
Conosciamo varie geotipologie di Apis mellifera, ben adattate al territorio che abitano, e capaci perfino di segnalarsi l’un l’altra zone migliori e minacce, ma quella importante in Italia è l&#8217;ape “gialla”, Apis mellifica ligustica (Spinola, 1806 *** ). E se l&#8217;introduzione di altre alloctone può indurre una produzione lì per lì maggiore, poi quasi sempre crea criticità di ibridazione.<br />
Sostenibilità e biodiversità oggi si legano, come mi ricorda sempre il mio amico apicoltore Cesare, alla lotta contro i tre grandi nemici dell’ape: i cambiamenti climatici (e l’ape è un marcatore ambientale), l’uso agricolo dei neonicotinoidi, e l’invasione di specie aliene (vespa velutina o calabrone asiatico, vorace predatore che, purtroppo, letteralmente impedisce alle api di uscire dall’alveare…).<br />
Per approfondimenti su questa paladina dell’ecosistema, suggerisco inoltre la visione del magnifico docufilm “More than honey” (2012) di Markus Imhoof.<br />
Infine, il miele in Liguria entra nella spungata di Sarzana, nelle cubaite ponentine, nei baci di Alassio, accompagna la prescinseua e gli yogurt&#8230;</p>
<p>* miele, propoli e pappa reale sono nutraceutici, producono immensi benefici sul nostro sistema immunitario e non solo. Il miele è un prebiotico che giova anche all’epidermide, idratandola naturalmente. Inoltre l’ape è preziosa anche per il nostro benessere psichico. Il bee humming è una sorta di apiterapia, per cui si ascolta – in sicurezza &#8211; il ronzio delle api dentro le arnie nel favo, ronzio che è tenue e costante, diverso da quello che emettono in volo</p>
<p>** Calice al Cornoviglio è, con Savignone (GE), una delle due località liguri aderenti al circuito “Città del miele”. Nel museo, ricavato nei sotterranei (vecchi magazzini) del castello calicese, s&#8217;incontrano alcune arnie primitive, strumenti per la raccolta e la lavorazione del miele, stampe, foto, e pannelli esplicativi che percorrono alcune operazioni di smielatura<br />
*** Massimiliano Spinola, conte, nativo di Pézenas in Occitania<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/">Apicoltura (in Liguria)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una rivista di enogastronomia</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/una-rivista-di-enogastronomia/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/una-rivista-di-enogastronomia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 17:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di critica]]></category>
		<category><![CDATA[giacimenti gastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[grani antichi]]></category>
		<category><![CDATA[il gastronomo]]></category>
		<category><![CDATA[italian sounding]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[riviste di gastronomia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25834</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Leggevo nella bottega di un amico-gourmet un numero del periodico trimestrale “Il gastronomo. Rivista di letteratura gastronomica”, esperimento editoriale che il sommo Luigi Veronelli – ebbi la fortuna di conoscerlo &#8211; avviò attorno al 1956 (un anno per lui fertilissimo), e che quindi diresse. Costava 300 lire. Lo stesso ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/una-rivista-di-enogastronomia/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/una-rivista-di-enogastronomia/">Una rivista di enogastronomia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN5634.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25835" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN5634-300x225.jpg" alt="DSCN5634" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggevo nella bottega di un amico-gourmet un numero del periodico trimestrale “Il gastronomo. Rivista di letteratura gastronomica”, esperimento editoriale che il sommo Luigi Veronelli – ebbi la fortuna di conoscerlo &#8211; avviò attorno al 1956 (un anno per lui fertilissimo), e che quindi diresse. Costava 300 lire.</p>
<p>Lo stesso Veronelli motivava a posteriori quel progetto su &#8220;Panorama&#8221; di gennaio 1981: “Quando, 1956, pubblicai, alcuni mesi dopo Il Pensiero rivista di filosofia teoretica, Il Gastronomo rivista di gastronomia, non ebbi il minimo imbarazzo. Che è la gastronomia, infatti? Un atto del giudizio, teso a separare, nel campo degli alimenti ciò ch’è buono da ciò che buono non è”. Il fine del magazine consisteva quindi, implicitamente, nel tutelare e promuovere la qualità delle agricolture e delle viticolture, anche tramite l’analisi delle politiche nazionali e tramite l’individuazione e la valorizzazione di prodotti autenticamente tradizionali, custodi e ambasciatori della biodiversità, che Veronelli già definì “giacimenti gastronomici”…</p>
<p>Della rivista furono pubblicati 26 numeri, pochi ma non pochissimi, capitalizzando retroterra culturali immensi, e alla fine lasciando un vuoto dietro di sé. Semplice era la veste, pochissima la pubblicità (e zero le cortigianerie) onde rimanere il più possibile indipendenti ed evitare redazionali camuffati da articoli, e – last not least! &#8211; raffinate le citazioni e le ricette. Beato dunque chi ne collezionò le annate o chi ancora ne possiede e/o ne trova, magari ai mercatini dell’antiquariato…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN5642.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25836" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN5642-300x225.jpg" alt="DSCN5642" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensavo a quanto manchi, (anche) in Liguria, uno strumento del genere, autonomo dalla vendita di spazi e autonomo negli approfondimenti. Che sapesse narrare le eccellenze ma anche quei borghi e produttori che – per varie ragioni, fra cui quella “dimensionale” – non possono permettersi di guadagnare la scena mediatica, e sono tanti, anzi la maggior parte, casari pescatori salumieri mugnai… Uno strumento, ove necessario, militante, dove riunire firme prestigiose (qualche idea l’avrei * …) dalle varie discipline – storia, antropologia, biochimica, enogastronomia ecc. ecc. &#8211; e proporre valori di impegno e partecipazione, tanto più oggi che l’umanità sconta un antropocene catastrofico. Uno strumento, per concludere, dove libertà di opinione e di espressione, e diritto di critica e di cronaca, fossero &#8211; come accade da tanti anni su Ligucibario® &#8211; imperativi categorici.</p>
<p>Non so se, visti i tempi correnti e le pagine di carta sempre più in crisi, si tratterebbe di una sfida sostenibile. Ma certo, in senso ideale, varrebbe davvero la pena di affrontare temi (Veronelli si schiererebbe dalla nostra parte) quali cambiamento climatico, oligopoli, OGM, glifosato, contraffazione alimentare, Italian sounding, grani antichi e grani “industriali”…</p>
<p>Io scrivo da Genova, la periferia dell’impero, ove tutto giunge tardi – se giunge &#8211; e attutito, e pertanto non nutro ormai soverchie illusioni.</p>
<p>* in ordine alfabetico per cognome: Franco Arminio, Dario Bressanini, Ulderica Da Pozzo, Sabrina Giannini, Ina Macaione, Luca Mercalli, Jonathan Nossiter, Paolo Piacentini, Sveva Sagramola, Annibale Salsa, Richard Sennett, Armando Sichenze…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/una-rivista-di-enogastronomia/">Una rivista di enogastronomia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/una-rivista-di-enogastronomia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 dicembre giornata del suolo</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/5-dicembre-giornata-del-suolo/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/5-dicembre-giornata-del-suolo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 12:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[5 dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cop29]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale del suolo]]></category>
		<category><![CDATA[ispra]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[world soil day]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=24450</guid>
		<description><![CDATA[<p>5 dicembre giornata del suolo…, ricorre ogni anno dal 2014 – istituito dalla FAO &#8211; il World Soil Day, e, per così dire, nessuno più se ne senta escluso. L’intento infatti era, ed è sempre di più, di coinvolgere le popolazioni del mondo intero al fine di custodire suoli integri e garantire sostenibilità alle risorse ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/5-dicembre-giornata-del-suolo/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/5-dicembre-giornata-del-suolo/">5 dicembre giornata del suolo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24451" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/DSCN0427.jpg"><img class="size-medium wp-image-24451" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/DSCN0427-300x225.jpg" alt="lavanda a sale san giovanni" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">lavanda a sale san giovanni</p></div>
<p>5 dicembre giornata del suolo…, ricorre ogni anno dal 2014 – istituito dalla FAO &#8211; il World Soil Day, e, per così dire, nessuno più se ne senta escluso. L’intento infatti era, ed è sempre di più, di coinvolgere le popolazioni del mondo intero al fine di custodire suoli integri e garantire sostenibilità alle risorse da questi provenienti.</p>
<p>Le tematiche dell’anno in corso, in particolare, focalizzano ovviamente la salute del suolo, ovvero di quel sottile strato che sovrasta la crosta terrestre (senza esserne meramente la superficie), ma anche la sua resilienza (supportata dall’uomo), e la necessità di una pianificazione del futuro razionale e previdente – basata su monitoraggi e dati precisi &#8211; in termini politici.</p>
<p>Il suolo, nell’accezione che qui rileva, è il composto di quella miscela sommamente variabile di sostanza organica (viva o trasformata) e sostanza minerale che consente e sostiene la vita di piante ed animali.</p>
<p>Si badi, non a caso, che il 95% del cibo proviene all’uomo proprio dal suolo.</p>
<p>Peraltro, giungendo al 5 dicembre, a livelli europeo e italiano v’è ben poco di cui esser soddisfatti&#8230; Cementificazioni, dissesto idrogeologico, spreco idrico, pratiche agricole insostenibili costituiscono oggi come ieri – anche da allarmanti dati ISPRA &#8211; un pessimo viatico per l’avvenire del pianeta e della nostra vita.</p>
<p>Il suolo infatti, lo sappiamo bene, è risorsa non illimitata e non rinnovabile, ed il 33% del suolo globale – a fronte dei boom demografici di alcune aree… &#8211; è già degradato.</p>
<p>Senza una sua reale ed efficace salvaguardia aumenta direttamente, fra l’altro, il rischio di frane e alluvioni, e si compromette il più prezioso serbatoio di biodiversità toccatoci in sorte, essenziale anche – come detto &#8211; per la nostra alimentazione quotidiana. L’Italia risulta il Paese europeo con la maggior diversità di suoli, ma una legge chiara sul loro consumo sarebbe ormai improcrastinabile (acqua e aria sono già tutelate da direttive europee che ne assicurano il monitoraggio).</p>
<p>Chiunque si occupi di agricoltura sostenibile inquadra dunque l’urgenza di una lavorazione minima dei terreni, i quali invocano non le agricolture convenzionali ove ormai dipendenti da pesticidi ecc., bensì rotazione delle colture, aggiunta di materia organica, coltivazioni di copertura (diverse da quelle di reddito e finalizzate a migliorare i suoli)…, ciò che accrescerebbe la fertilità e la preservazione delle biodiversità, contrastando al contempo erosione, inquinamento e cambiamento climatico (sempre che i governi mondiali, specie quando si riuniscono, siano consci dell’emergenza e intendano fronteggiarla…).</p>
<p>Ancora una volta, sarebbe poi opportuno sottolineare (Ligucibario® lo fa da millenni&#8230;) anche il positivo ruolo della cosiddetta dieta mediterranea, la quale giova non solo alla salute umana, ma anche all’ambiente. Secondo un recente report specifico, a cura dell’Intergovernnemental Panel on Climate Change (Ipcc), sul climate change e l’uso dei suoli, quasi ¼ delle emissioni di gas serra di derivazione umana proviene da agricoltura, silvicoltura e altri usi dei suoli; dall’agricoltura, inoltre, proviene circa la metà delle emissioni di metano, ed essa risulta la principale fonte di protossido di azoto – due gas serra molto potenti – , mentre da dati FAO le emissioni di gas serra collegate all’allevamento sono il 14,5% di tutte quelle di origine antropica.</p>
<p>In tale contesto, la dieta mediterranea, centrata come noto sull’impiego frequente d’olio d’oliva, sulla nutrita presenza in tavola di frutta e verdura, di cereali e legumi, e su ragionevoli porzioni di pesce (più che carne), merita &#8211; anche in prospettiva &#8211; i più fondati riconoscimenti in termini di salubrità e di limitato impatto ambientale.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/5-dicembre-giornata-del-suolo/">5 dicembre giornata del suolo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/5-dicembre-giornata-del-suolo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;Rolli Experience&#8221; al WTE di Genova</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cinque terre]]></category>
		<category><![CDATA[edutainment]]></category>
		<category><![CDATA[etnogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo della meridiana]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tobia pallavicino]]></category>
		<category><![CDATA[parco beigua]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[pesto]]></category>
		<category><![CDATA[portovenere]]></category>
		<category><![CDATA[rolli experience]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[superba]]></category>
		<category><![CDATA[via dell'amore]]></category>
		<category><![CDATA[WTE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=23289</guid>
		<description><![CDATA[<p>Genova consacra giovedì 12 settembre e parte di quel weekend a WTE, un “Salone mondiale del turismo” centrato in primis sulle città ed i siti patrimonio UNESCO. Una “tre giorni” dedicata a Rolli, Cinque Terre (con la riaperta Via dell’amore), Geopark Beigua, e Portovenere col suo prezioso arcipelago da un lato, ed alle criticità del cambiamento ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/">Le &#8220;Rolli Experience&#8221; al WTE di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21891" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474-300x225.jpg" alt="Foto0474" width="300" height="225" /></a>Genova consacra giovedì 12 settembre e parte di quel weekend a <strong><a href="https://smart.comune.genova.it/comunicati-stampa-articoli/genova-tutto-pronto-il-15esimo-world-tourism-event-2024" target="_blank">WTE</a></strong>, un “Salone mondiale del turismo” centrato in primis sulle città ed i siti patrimonio <a href="https://whc.unesco.org/en/list/" target="_blank">UNESCO</a>.</p>
<p>Una “tre giorni” dedicata a Rolli, Cinque Terre (con la riaperta Via dell’amore), Geopark Beigua, e Portovenere col suo prezioso arcipelago da un lato, ed alle criticità del cambiamento climatico, dell’overcrowding e dei flussi usa-e-getta dall’altro.</p>
<p>I momenti b2b a Palazzo della Meridiana, con una cinquantina di buyer prescelti da ENIT, si alterneranno ad un’ottantina di Relatori non solo nazionali.</p>
<p>A WTE si parlerà anche di turismo delle radici, data la profonda bilateralità di Genova e della Liguria con numerosi territori oltremare, da cui grazie alle nuove generazioni, curiose di scoprire le proprie origini, sta provenendo significativo turismo del ritorno.</p>
<p>E per l’occasione, Palazzo Tobia Pallavicino riproporrà la facciata su via Garibaldi nelle tinteggiature settecentesche in rosa e verde.</p>
<p>Sarà fra i Relatori di uno dei panel WTE della mattina di venerdì 13 anche la nostra Luisa Puppo, dal 2018 ambasciatrice di Genova nel mondo, la quale intitola “Storytelling per la etno-gastronomia” il proprio intervento, ciò che la dice lunga circa i contenuti e le finalità del suo speech: ancora una volta la storia alimentare di una comunità, a supporto delle &#8220;<strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/" target="_blank">Rolli Experience</a></strong>&#8220;, come vettore di eccellenza per divulgarne la cultura, in modo accurato e piacevole, all’insegna di un edutainment di oraziana memoria che renda un buon servigio alla Superba, così ricca – grazie anzitutto al suo porto-emporio – di eccellenze e tradizioni (la cucina ligure non fu, non è, e mai sarà soltanto pesto&#8230;).</p>
<p>Buon lavoro, Luisa!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/">Le &#8220;Rolli Experience&#8221; al WTE di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
