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	<title>Ligucibario &#187; bric tana</title>
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		<title>Moco</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2024 09:10:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il moco (Lathyrus cicera?) è un legume dal baccello compresso, contenente in genere 2-5 semi, schiacciati, alquanto angolosi (simili a pietruzze), di color bianco o bruno marezzato, e 4-6 mm di diametro, che sono ricchi di sostanze benefiche. Zona di coltivazione è la valle Bormida savonese (almeno sin da fine ‘800&#8230;), in particolare Cairo Montenotte ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/moco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il moco (Lathyrus cicera?) è un legume dal baccello compresso, contenente in genere 2-5 semi, schiacciati, alquanto angolosi (simili a pietruzze), di color bianco o bruno marezzato, e 4-6 mm di diametro, che sono ricchi di sostanze benefiche. Zona di coltivazione è la valle Bormida savonese (almeno sin da fine ‘800&#8230;), in particolare Cairo Montenotte (Basili e Citti), Cengio (Rocchetta “mangia mochi”!), Millesimo, Dego, Murialdo, Calizzano, Cossèria. Anziani del luogo nei racconti orali lo ricollegano proprio agli anni delle maggiori carestie, e non richiedendo particolari cure esso cresceva in terreni poveri, su tufo. Gli allora bambini e ragazzi “al pascolo” lo mangiavano crudo ancora verde, liberato dal baccello. Altrimenti, ieri come oggi, dopo un ammollo d’una giornata con acqua tiepida, entra in zuppe ed insalate, oppure accompagna la farinata e la panissa, sia fritta sia a quadrotti, o le salsicce e i cotechini. E’ di laboriosa coltivazione, assai più che fagioli e piselli, infatti era stato &#8220;confinato&#8221; all&#8217;autoconsumo, sebbene non tema la siccità. Questa fabiacea si semina a mano il 100mo giorno dell’anno, ovvero nella prima metà di aprile. Dopo la fioritura – prima decade di giugno – e dopo la formazione dei baccelli &#8211; metà luglio &#8211; , si falcia, al mattino presto, prima che s’alzi il sole, onde scongiurare l’aprirsi dei baccelli. Le piante vengono poi aggregate in piccoli covoni che si appendono all’ombra ad essiccare, ben arieggiati. La battitura si pratica nella prima domenica dopo il Ferragosto, e si festeggia il moco. Infine le piante si trinciano e diventano fertilizzante, e i semi si selezionano a mano e si confezionano (i peggiori, macinati, diventa(va)no farina per pasta fresca, dolci&#8230;, anche mixandola ad altre). Ma <em><strong>Carmelo Prestipino</strong></em>, prolifico storiografo del territorio, ha di recente affermato che le cicerchie presenziavano in valle già nell’età del Bronzo (II millennio a.C.), nel libro &#8220;Bric Tana e Valle dei Tre Re&#8221; a p. 75 si legge infatti: &#8220;Oltre ai cereali, fra cui almeno due forme diverse di frumento, orzo e miglio/panico, erano coltivate le leguminose, fra cui certamente la fava e la cicerchia&#8221;. Il moco si conserva preferibilmente in arbanelle di vetro, con alloro e grani di pepe nero.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Al Bric Tana</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2022 14:15:24 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/foto-bric-tana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20999" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/foto-bric-tana-300x273.jpg" alt="smart" width="300" height="273" /></a>Al Bric Tana con Wild Bormida&#8230;<br />
Appassionati di escursionismo, Luisa Puppo ed io sabato scorso abbiamo “esplorato” il Parco regionale di Bric Tana (<strong>Millesimo</strong>), che sin qui conoscevamo solo superficialmente. Il Parco s’apre a diretto contatto con l’abitato, e Millesimo è reduce dalla trionfale partecipazione (seconda classificata dopo la veneta Soave) al celebre format “Il borgo dei borghi”.</p>
<p>Ci ha guidati <strong>Mitch, di “Wild Bormida Outdoor Adventures”</strong>, un giovane ravennate molto preparato e cordiale che con 2 collaboratrici (Chiara e Sofia) sta dando vita ad una serie di attività <em>trek&amp;food</em> davvero apprezzate…</p>
<p>Bric Tana, lo preciso per i meno informati, è approcciabile sia immediatamente da via Boschetto sia anche – sempre in direzione Murialdo &#8211; da Acquafredda (donde si sale diretti al Bric della Feia), e una terza porzione di area protetta (detta <em>valle dei tre re</em>) “affianca” il celebre <strong>santuario della Madonna del Deserto</strong>.</p>
<p>Il territorio propone, ben disseminate, risorse archeologiche e della storia più recente (epoca napoleonica), tagliato da <strong>vie del sale</strong> che collegavano la costa ligure al Piemonte cebano e non solo. Durante l’escursione si sono così potute scoprire incisioni, tane preistoriche, doline, massi-altare, menhir… Ho ascoltato Mitch con vero piacere, mentre enumerava le diverse ipotesi esplicative sull’origine di tali (antiche) presenze, a mia volta me ne sono a lungo occupato (<a title="il cibo in liguria dalla preistoria all'età romana" href="https://www.ligurianotizie.it/in-libreria-il-cibo-in-liguria-dalla-preistoria-alleta-romana-di-umberto-curti/2012/12/18/73247/" target="_blank">link qui</a>), e <strong>confrontarsi è sempre arricchirsi</strong>: madre natura, sebbene molti lo dimentichino, ci ha creati con 2 orecchie e 1 sola bocca…</p>
<p>Il momento hiking si è concluso intorno ad un allegro tavolo, presso <strong>l’azienda agricola Cascina Rocchini</strong>, in compagnia di Diana e Zeus, i festosi cani dei proprietari, che si garantivano carezze da tutto il gruppo. Cascina Rocchini ha proposto farinate di grano e ceci, frittatine, spiedini, costate…, e una <strong>formaggetta da latte vaccino</strong> davvero splendida, per texture e sapore (fresco, pulito). Auguro loro tutta la fortuna che si meritano, cordiali e generosi come sono stati.</p>
<p>Dunque, come “concludere”? Con Luisa sommiamo ormai circa 50 anni &#8211; come vola il tempo&#8230; &#8211; di curriculum al servizio del turismo ligure, con attività di marketing e formazione sempre finalizzate &#8211; per chi ha inteso ascoltarci &#8211; a rendere territori e imprese più competitivi, a maggior ragione oggi che la domanda di turismo (in primis il cosiddetto <strong>esperienziale</strong>) pone “richieste” precise. Ho scritto &#8220;cosiddetto&#8221; in quanto molto turismo si autodefinisce esperienziale ma nella mia visione è sinora tale solo a parole (<a title="curti libro turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">link qui</a>).</p>
<p>La Liguria francamente è destinazione che sinora destagionalizza poco, che integra con difficoltà coste ed entroterra, che stenta a <strong><em><span style="text-decoration: underline;">far sistema</span></em></strong>. Iniziative come quella di Mitch colmano meritoriamente un vuoto, specie in un’area quale l’alta val Bormida dove – pur nella ricchezza di attrattive – l’offerta va pensata (o ripensata) in un’ottica di targeting miratissimo (lasciatevelo dire da uno che esplora Calizzano e l’adiacente val Tanaro dal 2003…).</p>
<p>Conoscere quantomeno la lingua inglese, utilizzare bene web e social, e praticare un efficace storytelling si confermano peraltro anche qui come il miglior viatico (&#8220;kotleriano&#8221;) con cui gli operatori potranno affrontare <strong>gli stimolanti scenari del post pandemia</strong>… Facendo squadra, s&#8217;intende: 1+1 = 3.</p>
<p>A presto, Mitch, buon lavoro e felicitazioni sincere!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Millesimo, borgo bellissimo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:00:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20936" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/12.1.jpg"><img class="size-medium wp-image-20936" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/12.1-225x300.jpg" alt="ponte della gaietta a millesimo (sv)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il ponte della gaietta a millesimo (sv)</p></div>
<p>Millesimo, borgo bellissimo, posso davvero dirlo io che per molti mesi l&#8217;anno frequento quei luoghi&#8230;<br />
Ho dunque stra-gioito, domenica con mia moglie, per il piazzamento di Millesimo al <strong>secondo posto</strong> della graduatoria nazionale nel format “Il borgo dei borghi”, presentato da Camila Raznovich su Rai3, con interventi di Rosanna Marziale (chef casertana stellata), Piergiorgio Odifreddi (saggista matematico) e Jacopo Veneziani (critico d’arte). Onore a Soave (VR), il borgo vincente, però mannaggia, arrivati a quel punto, il cuore batteva…</p>
<p>Millesimo è un borgo della <strong>val Bormida savonese</strong>, non lontano da quella Calizzano dove usualmente percorro le mie tante e magiche escursioni estive, fra Alta Via e limitrofa val Tanaro, faggete e castagni a perdita d’occhio&#8230;</p>
<p>Va famoso anzitutto per il piccolo, splendido centro storico, “dominato” <strong>dal castello carrettesco e da Palazzo Scarzella, sede di un museo napoleonico</strong>, e caratterizzato dal fotografico ponte della <strong>Gaietta</strong>, antico e fortificato (foto).</p>
<p>Il turismo devozionale v’incontra poi l&#8217;austera <strong>Santa Maria extra muros</strong> e, qualche chilometro fuori dell’abitato, <strong>il santuario della Madonna del deserto</strong>, già immerso nel verde. L’area propone infatti agli escursionisti il vasto e attrezzato Parco regionale di <strong>Bric Tana</strong>, approcciabile da varie direzioni e imbocchi, per attività di archeotrekking autentico, in cerca di tracce preistoriche e storiche, di doline e menhir. Una piacevole <strong>ciclovia</strong>, infine, unisce Millesimo anche a Cosseria, dove s’incontra un commovente museo della bicicletta.</p>
<p>La gastronomia è un oggettivo fiore all’occhiello della località, che vanta – in primis &#8211; <strong>tartufi d’eccellenza</strong> (strepitosi sulle uova, ma anche su tajarin, risotti, fondute), cui ogni autunno è dedicata una festa nazionale, quest&#8217;anno giungerà la 30ma edizione.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/11.8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20939" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/11.8-225x300.jpg" alt="11.8" width="225" height="300" /></a>Arte bianca (pani e grissini), sciaccarotti e tire, carni e insaccati, zuncò, lumache, torte di nocciole e miele (in “coabitazione” col Piemonte), millesini ripieni al rhum, birre artigianali, gelati…sono i primi solidissimi pretesti, dopo i momenti culturali e ambientali o anche prima, per una sosta di shopping goloso. Quasi tutte le voci dell’elenco precedente sono come sempre approfondite qui, su <strong>Ligucibario®</strong>, nell’enciclopedica sezione <em>Alfabeto del gusto</em> (cui, lasciatemelo scrivere, lavoro da circa 20 anni).</p>
<p>Nei prossimi mesi vorrei poi conoscere gli attivissimi componenti di <strong>Wild Bormida Outdoor Adventures</strong> (realtà nata a Osiglia nel 2020, molto viva la loro pagina Facebook), che tante e diverse iniziative stanno portando avanti per il rilancio del territorio, chissà che non si possa anche condividere qualche bella camminata e relativo picnic con prodotti veramente a km0. Avanti così! Filiere brevi, genius loci, buonessere, turismo compiutamente esperienziale, e tutela valorizzante di ciò che questi tempi frenetici vorrebbero, ora frettolosamente ora colpevolmente, &#8220;rimuovere&#8221;.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Calizzano mon amour</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 14:44:51 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/">Calizzano mon amour</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19701" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331.jpg"><img class="size-medium wp-image-19701" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331-225x300.jpg" alt="calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p>Calizzano mon amour</p>
<p>Con Luisa ho conosciuto compiutamente <strong>Calizzano</strong> nel 2003, in fuga disperata da un’estate di canicola, e la prima notte vi dormimmo – sbalorditi e felici &#8211; con la copertina. A quei tempi ci accolse la professionalità (la cortesia) di Piera Manfrino, dell’<strong>hotel “Miramonti”</strong>, struttura proprio in centro paese dove tornammo tante, tante volte (camera 35), ammaliati anzitutto dalla cucina di Angela (sorella di Piera), cuoca non più in attività. La dedizione di Piera e Angela verso l&#8217;ospite era commovente. Presumo che al &#8220;Miramonti&#8221; si mangi tuttora benissimo, ma personalmente continuo a sognare che da qualche parte le mani sapienti di Angela tornino ai fornelli, dato che i suoi <strong>ravioli e la gallina ripiena</strong> creavano dipendenza, ed io tuttora me ne debbo dichiarare adepto…<br />
Poi, per alcune estati, con Luisa m’appoggiai all’agriturismo “Le giaire”, belli e spaziosi quegli appartamenti appena fuori paese, cascina antica dove l’instancabile Raffaele (alias “lo gnomo”) organizzava eventi ed escursioni per grandi e piccini, e la moglie Maria Grazia col figlio Raffaellino badava alla cucina. <strong>La pasta fresca</strong> era da urlo, ma assaggiai anche ottimi bacialli e torte strozzagatti, perfette per uno come me sempre in cerca di ricette della memoria&#8230; Oggi so che Raffaele è impegnato soprattutto con “Il pernambuco della contessa” giù <strong>a Perti, vicino a Finalborgo, paradiso per bikers</strong>, e gli auguro ogni successo.<br />
Attualmente per Luisa e me Calizzano è “<strong>La brinetta</strong>”, agriturismo in regione Frassino, un luogo incantevole “far from the madding crowd” dove la famiglia Pesce si profonde in un’ospitalità squisita. I 4 alloggi (fra cui il “teccio”) sono magnifici e lindi (guardali con calma a <a title="la brinetta calizzano" href="https://www.labrinetta.it/" target="_blank">questo link</a>), e gli occhi si perdono nel verde del prato e dei boschi retrostanti. Fra <strong>quegli alberi di faggio e quei maestosi voli di poiane</strong> ci si sente al sicuro, ve lo scrivo per esperienza diretta (la mia vita non è stata semplice), via dalle città caotiche e dai nostri giorni ed impegni sempre più insensati… D’estate guardo <strong>Delia e Maria</strong> chine nell’orto fra zucchine e pomodori e mi dico che v’è più saggezza nei lenti gesti di quelle due meravigliose nonnine che in centinaia di parole e ciance che m’è toccato – che mi tocca &#8211; ascoltare o leggere.<br />
Quando mi chiedono le ragioni per le quali Luisa ed io amiamo così intensamente Calizzano rispondo – come prevedibile &#8211; che ne elencherei mille, non una di meno, sia come appassionato frequentatore sia come &#8220;addetto ai lavori&#8221; (di mestiere mi occupo, come noto, di turismo enogastronomico, di rilancio dei territori, di marketing per le imprese&#8230;).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19713" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3-300x225.jpg" alt="13.3" width="300" height="225" /></a>Calizzano è quell’atmosfera storico-culturale che respiri <strong>nel carruggio (via Garibaldi) e nelle sue antiche chiese (San Lorenzo, la Madonna del Rosario, le Grazie…</strong>). E’ quella sensazione d’esser al centro di infinite possibilità escursionistiche per tutte le gambe (<strong>l’Alta Via</strong> dei Monti Liguri è a un passo) e di gite in auto verso piccoli musei, caseifici, borghi tra i più belli d’Italia, caffè storici, commoventi mostre fotografiche. E’ quel cielo terso e quell’aria fresca che in piena estate profumano, per usar parole di mia moglie, di “paradiso possibile”. E&#8217; la quiete di <strong>Vetria</strong>, dove mi dicono si coltivi ottimo grano… Sono le fonti d&#8217;acqua, ciascuna con peculiari proprietà benefiche, la mia prediletta è la &#8220;ciumbere&#8221; sù verso la Colma, vecchia strada per Garessio&#8230;</p>
<div id="attachment_19702" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112.jpg"><img class="size-medium wp-image-19702" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112-168x300.jpg" alt="vetria" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vetria</p></div>
<p>Ogni giorno una passeggiata, Calizzano via via ha fatto di me (che non avevo quasi mai indossato scarponi e zainetto) un escursionista, se scelgo direzione <strong>Melogno </strong>(al valico presso Forte Centrale ha aperto il Rifugio), mi attende ad esempio la casetta della Forestale in mezzo alla foresta della <strong>Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta. Se scelgo direzione <strong>Millesimo</strong>, mi attende ad esempio il parco regionale di Bric Tana, o la promenade lungolago di <strong>Osiglia</strong>. Se scelgo direzione <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, mi attende ad esempio il &#8220;sentiero di Ilaria&#8221; del Carretto, magia che scende a <strong>Zuccarello</strong>. Se scelgo direzione Toirano, mi attende ad esempio <strong>la panoramica abbazia di San Pietro ne’ Monti in val Varatella</strong>. Se scelgo direzione Giovetti, mi attende ad esempio San Giovanni della Langa, lungo un reticolo di percorsi della fede. Se scelgo direzione <strong>val Tanaro</strong> (profondo Piemonte), mi attendono ad esempio la magnifica <strong>Garessio, con la sua Colla di Casotto</strong> ben nota a trekkers e sciatori, e 12 km più a sud <strong>Ormea</strong>, celebre città di montagna dal fascino austero, occitano, terra di malghe e formaggi…<br />
Turista consapevole e buongustaio, che ogni tanto &#8211; o spesso &#8211; ami leggere Ligucibario, davvero Calizzano è come te l’ho descritta, coi suoi famosi <strong>funghi </strong>(&#8220;condivisi&#8221; con<strong> Bardineto), le castagne gabbiane</strong> da essiccare (in paese 2 gelaterie “rivaleggiano” quanto a goloso gelato), le creazioni artistiche in ceramica e legno di <strong>Giuliana e Agostino</strong>, i buoni cibi de “La bottega” serviti sempre col sorriso da <strong>Anna e Ileana</strong>, la frutta e verdura del giovane e valoroso <strong>Cristian</strong> (fra cui patate “pulite” come una volta), le cultivar tradizionali dell’azienda agricola <strong>Jole Buscaglia</strong>, con cui riscoprire sapori troppe volte dimenticati, le conserve di &#8220;Barberis&#8221;, la gradevolissima pizza de “<strong>L’odissea</strong>” (con birre nientemenoché di sua maestà Baladin), i curati piatti del “<strong>Passaggio a nord-ovest</strong>” lungo la strada che sale al colle del <strong>Quazzo, </strong>la cortesia di<strong> Lorenzo</strong> il benzinaio, le torte verdi di <strong>Valeria</strong> a Frassino…, e molto molto altro (mi sarebbe impossibile menzionare tutti).<br />
Se la tragedia del coronavirus indurrà quei ripensamenti che in tanti &#8211; da tanto &#8211; ci auguriamo, luoghi come Calizzano rappresenteranno un rifugio di bellezza e di semplicità, dove riflettere – prima che sia troppo tardi &#8211; sull’avvenire del mondo (tra inquinamento, cambi climatici, dissesto idrogeologico, cemento, plastica…) e come in prima persona impegnarci per migliorarlo, e dove recuperare – non è mai troppo tardi &#8211; anche <strong>una parte di se stessi</strong>.<br />
Amico lettore, sai come la penso, può dunque darsi che ci incontreremo là.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Millesini di Millesimo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 17:15:40 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Millesini di Millesimo (SV), sono lussuriosi cioccolatini al rhum, io li acquisto in un&#8217;accogliente caffé-pasticceria proprio sulla piazza centrale di Millesimo. E’ prevista anche una variante con cioccolato bianco. Il loro nome, chiariamolo definitivamente, è millesini, non millesimini. Il luogo, un bellissimo borgo della val Bormida, noto soprattutto per il museo napoleonico sotto il castello carrettesco ed il santuario del Deserto (escursioni al Bric Tana), e che dal punto di vista gastronomico si fregia anche e soprattutto dei tartufi (intendo i tuberi), festeggiati da una classica sagra settembrina&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
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</strong></p>
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