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	<title>Ligucibario &#187; borghi più belli d&#8217;italia</title>
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		<title>Polpo alla tellarese</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 13:42:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Polpo alla tellarese, o alla marinara, fra David Herbert Lawrence e Mario Soldati, in un borgo &#8220;dei più belli d&#8217;Italia&#8221;, incastonato in un golfo di poesie&#8230; E&#8217; una ricetta peraltro molto semplice, un&#8217;insalata di polpo bollito con patate, piatto (senza glutine) da sagre agostane, che si serve come antipasto o come secondo. Abbiate solo l&#8217;accortezza ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/polpo-alla-tellarese/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Polpo alla tellarese, o alla marinara, fra David Herbert Lawrence e Mario Soldati, in un borgo &#8220;dei più belli d&#8217;Italia&#8221;, incastonato in un golfo di poesie&#8230;<br />
E&#8217; una ricetta peraltro molto semplice, un&#8217;insalata di polpo bollito con patate, piatto (senza glutine) da sagre agostane, che si serve come antipasto o come secondo. Abbiate solo l&#8217;accortezza di ammorbidire il polpo lasciandolo infine raffreddare nella sua acqua di cottura.<br />
La portata si apprezza fredda, e Ligucibario® le abbina ovviamente un Vermentino della DOC Colli di Luni, servito a 10°C in tulipani a stelo alto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>ITS turismo, in bocc&#8217;al lupo ai corsisti!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 15:48:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ultima docenza al corso ITS “Tecnico superiore per la formazione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network”, in svolgimento nel favoloso scenario di Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure. Essa è valsa, oltre che per rivolgere i migliori in bocc’al lupo ai corsisti, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/its-turismo-in-boccal-lupo-ai-corsisti/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21905" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/HPIM4909.jpg"><img class="size-medium wp-image-21905" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/HPIM4909-300x225.jpg" alt="levanto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">levanto</p></div>
<p>Ultima docenza al <strong>corso ITS “<a href="https://www.itsturismoliguria.it/corsi/iscrizioni-aperte/promozione-e-marketing-filiere-turistiche_ed-2/" target="_blank">Tecnico superiore per la formazione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network</a>”, in svolgimento nel favoloso scenario di Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure</strong>.<br />
Essa è valsa, oltre che per rivolgere i migliori in bocc’al lupo ai corsisti, per coinvolgerli concretamente sul tema dell’immagine turistica delle località e sul tema delle “certificazioni” che, per così dire, le riuniscono dentro marchi e circuiti…</p>
<h2>L&#8217;immagine turistica delle località: certificazioni, marchi e circuiti</h2>
<p>Abbiamo dunque percorso, sebbene nella dimensione d’aula, <strong>le bandiere blu, arancioni e lilla, i borghi più belli d’Italia, le città slow, le città presidenziali, quelle del vino, dell’olio, del formaggio, della ceramica</strong>.<br />
La Liguria annovera dentro i diversi raggruppamenti circa un centinaio di località, e spicca al primo posto la magnifica <strong>Levanto</strong>, limitrofa alle Cinque Terre, che si fregia contemporaneamente delle bandiere blu e lilla, ed è città slow e città dell’olio. Luogo che amo non da oggi, e dove gusto, quando posso, i saporiti gattafuin.<br />
In sinergia con <strong>la docente d’inglese, Luisa Puppo</strong>, abbiamo poi ingaggiato i corsisti, divisi in piccoli gruppi, nella scelta di alcune località, nella valutazione di eventuali contenuti negativi presenti in rete (crisis management), nell’ideazione di un claim e di un contenuto per la promozione online, e nell’individuazione del/dei target più coerenti cui rivolgerli.<br />
Un bel matching, che io spero corrisponda al matching che a breve attende corsisti e occupazione.<br />
Dopo tanti anni di esperienze d’aula, è inevitabile talvolta – pur senza paternalismi – proporre ai corsisti qualche suggerimento ed input.<br />
Il mio consiglio più sincero era &#8211; sebbene io non sia Steve Jobs &#8211; sin dagli esordi, è tuttora, e sempre sarà lo stesso: <strong>siate curiosi, mettetevi in gioco, siate creativi</strong>.<br />
Nulla, salvo eccezioni rarissime, si ottiene senza sacrifici, così come il lavoro quasi sempre ripaga dell’impegno.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>20 cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 10:10:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Escursioni, ciclovie, cultura, musei, soste golose&#8230; Il genius loci di quest&#8217;area racconta outdoor, storia, buona cucina. 20 rilassantissime cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro, sconfinando tra Liguria e Piemonte, in un&#8217;estate rovente e inquieta. Vi scrivo un amore per queste terre che da 20 anni scalda e nobilita la mia vita. Due ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/20-cose-da-fare-tra-val-bormida-e-val-tanaro/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/20-cose-da-fare-tra-val-bormida-e-val-tanaro/">20 cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-porcini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21101" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-porcini-300x200.jpg" alt="foto porcini" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Escursioni, ciclovie, cultura, musei, soste golose&#8230; Il <em>genius loci</em> di quest&#8217;area racconta outdoor, storia, buona cucina.</p>
<p><strong>20 rilassantissime cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro, sconfinando tra Liguria e Piemonte,</strong> in un&#8217;estate rovente e inquieta.</p>
<p>Vi scrivo un amore per queste terre che da 20 anni scalda e nobilita la mia vita. <strong>Due sole avvertenze, amici Lettori:</strong> l&#8217;escursionista saggio pianifica sempre con prudenza le proprie uscite. Ed il visitatore di musei verifica sempre giorni, orari e modalità d&#8217;apertura delle strutture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Immergersi nella faggeta della Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta, solenne cattedrale d’alberi secolari, per un <em>forest bathing</em> prezioso al corpo e all’anima (fresche aree picnic lungo i percorsi, la prima già al colle del Melogno).</li>
<li><strong>Passeggiare sul lungolago di <a href="https://www.comuneosiglia.it/" target="_blank">Osiglia</a></strong>, tagliato a metà da ponte Manfrin, che consente fotografie d’autore, e prevedere una doverosa sosta alla macelleria del paese (“Galese”), per la deliziosa salsiccia.</li>
<li><strong>Esplorare – mi raccomando senza fretta &#8211; il centro storico di <a href="https://www.comune.millesimo.sv.it/" target="_blank">Millesimo</a></strong>, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, dominato dal castello carrettesco (uno dei tanti che punteggiano ciò che fu feudo di questa casata). Acquisti golosi sotto i portici, e cena in piazza o immediati dintorni (mi piace molto il format de “La Pintadera” di chef Torterolo in piazza Ferrari), quando il tramonto via via lascia spazio ad atmosfere medievaleggianti.</li>
<li><strong>Percorrere l’Alta Via dei Monti Liguri appena fuori <a href="https://www.comune.bardineto.sv.it/hh/index.php" target="_blank">Bardineto</a></strong>, fino al monte Carmo (1.389 m), tra giogo di Toirano e giogo di Giustenice. Shopping indispensabile al banco freschi del celebre caseificio “Frascheri”.</li>
<li><strong>“Conquistare” l’antichissima abbazia di San Pietro in Varatella</strong>, che ha origini colombaniane e dall’alto fronteggia austeramente il mare, proteggendo vallata e naviganti. Una processione di devoti ogni anno la raggiunge lungo erti sentieri per sentir Messa.
<p><div id="attachment_21105" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/calizzano.jpg"><img class="size-medium wp-image-21105" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/calizzano-225x300.jpg" alt="Calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Calizzano</p></div></li>
<li><strong>Regalarsi le botteghe e la gastronomia di <a href="https://www.comunedicalizzano.it/hh/index.php" target="_blank">Calizzano</a></strong>, funghi, castagne, torte verdi, carni, acque di fonte…, tra un oggetto di ceramica di Giuliana (“Terra e legno”, via Garibaldi) e un gelato al “K2” (via 25 aprile) che crea dipendenze. Menu d’eccellenza (intendo creatività senza stravaganze) all’agriturismo “Ca’ di voi” in frazione Caragna, e notti di silenzio assoluto all’agriturismo “La brinetta” in frazione Frassino, accolti dalla gentilissima famiglia Pesce a pochi metri dalla faggeta.</li>
<li>Posteggiare al colle del Quazzo e dopo un’ora abbondante di facile salita ecco la sommità di monte <strong>Spinarda (1.357 m), tripudio di erbe, fiori e farfalle</strong>, “altopiano” da cui la vista può spaziare su tutte le catene montuose circostanti. Disponendo di 2 auto, si può ridiscendere con altro percorso direttamente a frazione Valle e quindi a Calizzano.</li>
<li><strong>Visitare il Museo dell’arte vetraria ad <a href="https://www.comune.altare.sv.it/" target="_blank">Altare</a></strong>, presso la magnifica Villa Rosa in stile liberty, e garantirsi il gusto della miglior tradizione al ristorante “Quintilio” (via Gramsci), che perpetua ricette d’antan. Mio padre, che era gourmet vero, lo scoprì negli anni &#8217;80 del secolo scorso, se la memoria non mi tradisce il menu sciorinava soavità come peperoni ripieni, maccheroni ai porcini, coniglio, selezioni di formaggi&#8230;</li>
<li><strong>Scoprire il commovente museo “C’era una volta” a Riofreddo, frazioncina di <a href="https://www.comune.murialdo.sv.it/" target="_blank">Murialdo</a></strong> dove il tempo pare fermarsi. Poco oltre, o poco prima secondo provenienze, la magnifica chiesa di San Lorenzo, quattrocentesca, sorveglia la provinciale con l’alto campanile gotico e l’inconfondibile lunetta sopra il portale. Shopping di formaggi alla vicina bottega, o felici pasti &#8211; dai prezzi onestissimi &#8211; al ristorante “Il ponte”, quello del magnifico elisir “Spingitutto”.</li>
<li><strong>Respirare passione sportiva al notevolissimo Museo della bicicletta di <a href="https://www.comune.cosseria.sv.it/" target="_blank">Cossèria</a></strong>, progetto del compianto Luciano Berruti, mancato di recente ma di cui resta ben viva la memoria. Cossèria va anche celebre per le rievocazioni napoleoniche, poiché vi si svolsero accaniti scontri (13-14 aprile 1796…).
<p><div id="attachment_21106" style="width: 258px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/garessio.jpg"><img class="size-medium wp-image-21106" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/garessio-248x300.jpg" alt="Garessio" width="248" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Garessio</p></div></li>
<li><strong>Fotografare il quieto, accogliente centro storico di <a href="https://www.comune.garessio.cn.it/it-it/home" target="_blank">Garessio</a> (Borgo Maggiore)</strong>, dal volto medievale, sotto i ruderi del castello. E’ un altro dei “Borghi più belli d’Italia”. Apericena, ad esempio, all’Agribar del Duduro, coi tavoli proprio dinanzi al Palazzo Comunale, profumo di tome e di brüss, acquistabili anche nella bottega a Borgo Ponte o nell’agriturismo in frazione Prossaldo.</li>
<li><strong>Salire (in auto) alla Colla di Casotto</strong>, donde si dipartono infiniti percorsi trek&amp;bike, fra cui l’ascesa frequentatissima al monte Mindino (1.879 m), e dove “Il gallo di monte” – grazie a Paola e Fabiola &#8211; assicura sorrisi, taglieri di salumi e formaggi, e alcuni curati piatti un po’ piemontesi un po’ liguri.</li>
<li><strong>Innamorarsi della (restaurata) Reggia sabauda di Casotto</strong>, in mezzo ai boschi, che prima fu certosa di monaci, solitari ma alacri, oggi cuore di un territorio che dona escursioni di vario impegno (certune molto note agli appassionati), formaggi e paste di meliga.</li>
<li><strong>Sedere ai tavoli della “Locanda del mulino” di Beppino Occelli, a Valcasotto</strong>, spazi luminosi per una cucina di classe, una bella carta dei vini, e un carrello di formaggi – vi assicuro &#8211; letteralmente tra i migliori d’Europa.</li>
<li>Svoltare da Nasagò, lungo la Statale 28, <strong>verso Barchi e la sua torre saracena</strong>, antico cilindro di pietra appollaiato sulla rupe, a sorvegliare i transiti lungo la sottostante strada di valle. Nella vicina Trappa, serena sosta sempre lungo la Statale alla “Fabbrica del cotone”, con tartare all’albese e vitel tonnati a regola d’arte (la sera anche pizza).
<p><div id="attachment_21107" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/ormea.jpg"><img class="size-medium wp-image-21107" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/ormea-225x300.jpg" alt="Ormea" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ormea</p></div></li>
<li><strong>Raggiungere <a href="https://www.comune.ormea.cn.it/it-it/home" target="_blank">Ormea</a>, magari in occasione di quei “treni storici” a vapore</strong> che durante l’anno vi arrivano da Ceva trainando carrozze &#8220;centoporte&#8221;, lungo una struggente ferrovia che era stata chiusa nel 2012 ma che oggi Deogratias è riaperta a fini turistico-culturali. La cittadina, col suo reticolo ombroso di “trevi” (i vicoli), è già Piemonte montano, con una straordinaria balconata di escursioni che può durare giorni. Infinite, davvero infinite, le possibilità per placare l’appetito o sorseggiare un aperitivo.</li>
<li><strong>Pedalare (o camminare) lungo la ciclovia del Tanaro</strong>, che da Pievetta conduce sino a Ponte di Nava, fra villette, aree prative, piccole coltivazioni… Presso Cantarana, alzando gli occhi, ecco la sbalorditiva balma del messere, cui volendo si perviene con breve salita. Poco oltre, l’hotel “San Carlo”, celebre ristorante con terrazze sulle vasche per la pesca. Più avanti ancora ecco Ponte di Nava, crocevia che ospita 3 ottimi ristoranti, un bar che propone validi taglieri, e 2 eccellenti negozi di ortofrutta/alimentari. Da lì, Viozene e il Mongioie sono davvero ad un attimo…</li>
<li>Progettare <strong>da San Bernardo di Garessio l’ascesa al monte Galero (1.714 m),</strong> più agevole per i meno “fanatici” (come me) grazie all’opzione easy del passo delle Caranche. Dalla cima, con piccola croce metallica, nelle giornate terse si godono incredibili panorami tra val d’Aosta e Corsica.</li>
<li><strong>Assaggiare la polenta bianca (o saracena),</strong> risorsa delle aree rurali, <em>saudade</em> di grano saraceno (oggi anche farina bianca), patate, porri soffritti, porcini e panna. Regalava calorie energizzanti ad uomini e donne sfiniti dal lavoro nei campi, nei boschi, in malga&#8230; E’ oggetto, non a caso, di sentitissime sagre.</li>
<li><strong>Assistere all’incantevole <em>bal do sabre</em> (danza delle spade), che ogni anno da <a href="https://www.comune.bagnasco.cn.it/" target="_blank">Bagnasco</a></strong> s’irradia verso altre località, perpetuando un rituale simbolico che ha meritato anche il bellissimo docufilm di Sandro Bozzolo. Nella vicina Nucetto, imperdibile sulla Statale 28 il ristorante “Vittorio”, che conferma i trascorsi aurei di Bagnasco, con antipasti e “passeggiate” innovative capaci di attualizzare i grandi classici. A quel punto, suggerisco infine di seguire verso Ceva, che ha piccolo ma affascinante centro storico e, all&#8217;occorrenza, altre assai buone tavole. Non mangiandovi di frequente, qui lascio a voi scelte e &#8220;recensioni&#8221;&#8230;</li>
</ol>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, consulente e saggista di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Pintadera. Mille di queste Millesimo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 13:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>Ricordo a <strong>Millesimo</strong> un appuntamento invernale con un cliente, anno domini 1996, che al termine ebbe anche la cortesia di regalarmi una bottiglia di Barolo. Quella località era però assai diversa dall’attuale, che non a caso – grazie a sagaci interventi di recupero e valorizzazione &#8211; figura tra i <strong>“Borghi più belli d’Italia”</strong>…</p>
<p>Fra i tanti pretesti per visitarla, anche – e certamente &#8211; la gastronomia (Millesimo organizza anche un annuale festa del tartufo). Mi riferisco anzitutto a grissini e altri impasti del panificio Supato, carni della miglior macelleria del paese, mille delikatessen e non una di meno dalla Bottega dei sapori, pasticceria fresca e secca, millesini al rhum, gelati… E tanto basti a chi sostiene che la val Bormida sia povera di sapori (a chi non percorre le filiere e le cultivar locali, <strong>e incidentalmente non legge mai Ligucibario®: intendo patate di Bardineto, castagne essiccate nei tecci di Calizzano, mele “bucun du preve” di Pallare, zucche di Rocchetta Cengio…</strong>).</p>
<p>Alcuni anni fa, poi, potrebbero esser trascorse 7-8 estati, sedetti con Luisa – non ricordo se una o due volte – alla Locanda dell’angelo, ristorante di charme e stellato nel carruggio (via Roma) del centro storico più vicino al fiume Bormida, ad un passo dal ponte della Gaietta (foto). Ricordo i freschi spazi dall’atmosfera medievale, il tavolo antistante una magnifica vetrata, e un intrigante menu-degustazione, dove <strong>l&#8217;oggettiva creatività Deogratias non degenerava in stravaganza</strong>… Notevole ma –come garba a me &#8211; senza eccessi snobistici anche la carta dei vini. La sala non era gremita ed il cordiale cuoco (<strong>Massimiliano Torterolo</strong>, più o meno un 35enne) uscì dalla cucina per conversare in relax qualche minuto, se ricordo bene ci raccontò di aver lavorato anche in Franciacorta, all’Albereta di Erbusco con his majesty<strong> Gualtiero Marchesi</strong>. Un nome – un’arte, una carriera – troppo noto per necessitare di dettagli.</p>
<p>Io lo conobbi, Marchesi, in due occasioni molto “diseguali”, e purtroppo fugaci: la prima a metà degli anni 80 in <strong>Bonvesin della Riva 3</strong>, a Milano, mio padre lavorava nel settore farmaceutici e a pranzo fummo ospiti di un’azienda mi pare di Pero, il cui titolare era un gourmet ed un collezionista d’arte (era forse un Gianni Dova a campeggiare sopra la sua scrivania). Ricordo, con lo stupore di un ventenne qual ero, la “G” dell’insegna, alcune scale, innumerevoli opere d’arte, e una cucina anche nelle forme quanto mai innovativa – gli assaggi di giornata potevano comprendere carne, pesce, riso, funghi, verdure… &#8211; che il sommelier abbinava a vini anch’essi, mi si passi il termine, tristellati. Vista, aromi, sapori e consistenze, che meraviglia. La seconda occasione fu nel 2000, quando creai la società di consulenza nel settore food tourism con cui tuttora opero, e Marchesi accettò di rispondere ad una nostra lettera, raccontandoci via telefono alcuni fra i suoi step più riusciti (stava inoltre fornendo suggerimenti ad una ristoratrice mi pare di Laigueglia, che aveva avuto per allieva…). Molto tempo, come si suole dire, è trascorso.</p>
<p>Nei giorni scorsi passeggiavo con Luisa per Millesimo, improvvisamente attratto, in piazza Angelo Ferrari 20, da una lavagnetta e qualche tavolino all’aperto (una dozzina di coperti in tutto?) di un ristoro che ha nome “<strong>Pintadera</strong>” (e per me che scrivo di archeogastronomia &#8211; <a title="curti il cibo in liguria dalla preistoria" href="https://www.ligurianotizie.it/conferenza-il-cibo-in-liguria-dalla-preistoria-alleta-romana/2022/01/11/479558/" target="_blank">clicca qui</a> &#8211; quel sostantivo “nuragico” non suona così inconsueto…). Rieccolo, quel Massimiliano Torterolo che lavorò da Marchesi, che bell’epifania…</p>
<p>Dopo varie vicende è infatti riapprodato a Millesimo, con proposte gastronomiche all’insegna di <strong>un diverso format, inclusivo anche dell’asporto. Piatti espressi</strong>, cucinati col nitore di sempre, che caso per caso possono perfettamente configurare una pausa-pranzo, un apericena realmente diverso dal solito… Per 18 euro (+ il prezzo di 1 calice di vino) ho degustato 5 mini-portate: un gamberone rosso nella propria “bisque” spumosa di Franciacorta (godimento puro dato che, essendo genovese, ho il mare nel dna); un boccone di ricciola scottata, allestito sopra un mix mediterraneo quasi pungente, sorta di gazpacho con capperi; un’animella (omaggio al quinto quarto che adoro &#8211; <a title="curti il quarto numero cinque" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-9/" target="_blank">clicca qui</a> &#8211; ) con note burrose e balsamiche, decorata da una gouache non inutile di carote; petto d’anatra arrostito sulla propria pelle con albicocca in mostarda a contrasto; infine raviolini di borragine con camomilla…</p>
<p>Insomma, una <strong>piccola grande esperienza</strong> (ivi inclusi il pane, la focaccia e gli <strong>sciaccarotti</strong> di Roccavignale homemade) all’insegna della qualità della materia prima – conditio sine qua non &#8211; e del bilanciamento organolettico…</p>
<p>Lettore gourmet, debbo dirti altro? Trovi la “Pintadera” e i suoi menu, di giorno in giorno mutevoli secondo la spesa possibile sul mercato, vivacemente sul web e i social. Buon appetito da Ligucibario® (che, lo sai, sin dalla nascita <strong>non</strong> contiene, a differenza di molte altre piattaforme, alcuna pubblicità).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Campo Ligure, Ligucibario a &#8220;Scoprire la Liguria&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Sep 2013 12:36:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15102" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/09/DSCN6657.jpg"><img class="size-medium wp-image-15102" alt="Campo Ligure dal Castello" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/09/DSCN6657-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Campo Ligure dal Castello</p></div>
<p>In occasione di &#8220;Scoprire la Liguria&#8221; (14-29 settembre) a Campo Ligure, sabato 14 settembre dalle ore 11 Umberto Curti di Ligucibario® proporrà una degu-conversazione sulle antiche salse da mortaio liguri, storia, tradizioni, ricette, abbinamenti enologici&#8230; Al suo fianco, il farinologo Luca Traverso illustrerà al pubblico la ricetta di una focaccia secca perfetta partner delle salse. Una golosa occasione per visitare uno dei &#8220;borghi più belli d&#8217;Italia&#8221; e partecipare alle varie iniziative previste giornalmente dall&#8217;evento. Campo Ligure è infatti celebre per le sue filigrane (Museo Bosio) e per il Castello Spinola recentemente restaurato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-ligucibario-a-scoprire-la-liguria/">Campo Ligure, Ligucibario a &#8220;Scoprire la Liguria&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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