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	<title>Ligucibario &#187; bauman</title>
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		<title>31 ottobre, Giornata delle città</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 13:57:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/Foto0466.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27519" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/Foto0466-208x300.jpg" alt="Foto0466" width="208" height="300" /></a></p>
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<p><strong>Il 31 ottobre ricorre la Giornata delle Città, il World Cities Day</strong> (istituito dalle Nazione Unite nel 2013), con la sensibilizzazione sulla salute nelle città intesa come bene comune, che tutti siamo chiamati a “difendere”. Mai come durante questo <em>antropocene</em>, infatti e peraltro, il benessere fisico e mentale è messo a rischio da politiche globalizzanti le quali mirano ad uno “sviluppo” che sempre meno – mutuando una dicotomia pasoliniana &#8211; equivale a progresso, ed anzi minaccia di estinguere il Pianeta. E ciò ci addita (insieme alla lettura <strong>di Bauman, di Latouche e mille altri</strong>) scelte di campo e sfide socioeconomiche ormai a tutto tondo, improcrastinabili.</p>
<p>Torna non a caso il 31 ottobre anche il <strong>trekking urbano</strong>, in 85 città italiane che partecipano all’evento trasversalmente centrato su una forma di “scoperta” dei luoghi – in antitesi all’overcrowding famigerato e temuto &#8211; lenta e sostenibile, slow and sustainable, in cerca di biodiversità e <em>genius loci</em>…</p>
<p>Proprio in questi giorni ho iniziato le docenze nella <strong>7ma edizione del <a href="https://www.ligucibario.com/cammina-il-gae7-allente-f-ire-di-genova/" target="_blank">corso per Guide Ambientali Escursionistiche</a> organizzato dall’ente formativo F.Ire di Genova</strong>, e la parte iniziale dei miei moduli verte sul turismo soft, etico, responsabile. Come sempre, proporrò ottime letture e casi-studio. Premesso, e mi spiace precisarlo, che non esiste (di fatto non può) “turismo sostenibile”, se non quello d’immediata prossimità qualora si serva il più possibile di mezzi non inquinanti, purtroppo le città, pur occupando sulle mappe una geoporzione percentualmente minima, causano l’80% dell’inquinamento e dei consumi energetici, e un’enorme massa di rifiuti… Ed infinita saggistica dimostra che dove <strong>la qualità della vita</strong> è bassa per i residenti, anche l’esperienza turistica è mediocre, via via in loco i visitatori provano una crescente insoddisfazione circa il vissuto estetico-culturale-ambientale…</p>
<p>Per le città italiane (e liguri) le urgenze sono dunque molteplici e specifiche. Valgano queste giornate “celebrative” a porre sotto i riflettori l’agenda lavori, con le priorità ormai meno eludibili (inquinamenti, mobilità, rifiuti, manutenzioni, pedonalizzazioni, verde pubblico, sicurezza…).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Eugenio Montale, esplorare un mito</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 14:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22014" style="width: 304px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/montale.jpg"><img class="size-medium wp-image-22014" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/montale-294x300.jpg" alt="il poeta genovese eugenio montale" width="294" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il poeta genovese eugenio montale</p></div>
<p>Ho visitato ieri con Luisa, in un uggioso fine novembre “illuminato” dall’incontro col caro amico il pasticcere La Iacona, la piccola mostra <strong><em>Genova per Montale (1967-2023)</em></strong>, presso la Biblioteca della scuola di scienze umanistiche, via Balbi 2.<br />
Per me studente universitario solitamente annoiato da esami e programmi, Montale fu amore a prima vista, sebbene avessi letto qualche suo capolavoro già alle superiori, in vista della maturità (“<strong>Meriggiare</strong>” e poco altro). Un amore che non mi ha abbandonato mai, fatto in primis di ammirazione.<br />
La piccola mostra percorre quel che Genova ha dedicato nel tempo al suo poeta “Nobel”(1), ma induce a pensare anche a quel che Genova non gli ha dedicato. L’interesse della città attorno a questa figura così sobria e coerente, ma mai severa o pedantesca, pare infatti tardivo e modesto, tenendo presente che Montale fu anche critico musicale, traduttore&#8230; Certo, vi fu chi – come il professor Croce Bermondi – lo “divulgò” ai propri corsisti sin dagli anni ’60, ma nel complesso Montale venne limitatamente decifrato e celebrato. Non è tanto il caso di ricorrere al frusto <em>nemo propheta in patria</em>, quanto forse al fatto che Montale risiedeva altrove, ed era uomo – non a caso un genovese? &#8211; dai modi misurati e talora schivi.<br />
A latere della mostra, un video sciorinava poi alcune letture, a cura di voci celebri (<strong>Gassman, Cucciolla, Sbragia, Anna Proclemer, Ferzetti…</strong>), ma ancora una volta – salvo rarissime eccezioni – Montale nella mia visione riesce indeclamabile, i suoi paesaggi i suoi versi scabri i suoi smarrimenti non si prestano a letture solenni, ad orazioni imponenti… ”Spesso il male di vivere ho incontrato, era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato”… Montale infatti prefigurò in qualche modo <strong>la società liquida</strong> prefigurata da Bauman in cui oggi siamo purtroppo immersi, e dove progressivamente vengono meno certezze ed appigli.<br />
Confessò: «L&#8217;argomento della mia poesia (&#8230;) è la condizione umana in sé considerata: non questo o quello avvenimento storico. Ciò non significa estraniarsi da quanto avviene nel mondo; significa solo coscienza, e volontà, di non scambiare l&#8217;essenziale col transitorio (&#8230;). Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella disarmonia.»<br />
Personalmente, di costui ho scritto ogni volta che ho potuto, convinto come sono che verso Montale siamo tutti “debitori”, noi contemporanei, noi occidentali, noi genovesi&#8230; <strong>E di costui racconto ai miei allievi dei corsi di qualifica (ente formativo F.Ire di Genova) per Guida Ambientale Escursionistica, poiché Montale è riferimento centrale per comprendere la natura interiore di molto Levante ligure, tra le onde di Punta Mesco, le scogliere verticali, i limoni, la “pagoda” giallognola in stile liberty con le due alte palme, e quei clivi vendemmiati dove il volo felice delle coturnici rende omaggio alla memoria della madre, morta da poco.</strong><br />
La mostra prosegue sino al 15 dicembre, dal lunedì al venerdì con orario 9.00-17.00 (ingresso libero), non perdetela.<br />
(1) premio ottenuto nel 1975, «per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni».<br />
Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Ma noi non eravamo natura?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 10:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ma noi non eravamo natura? Il 3 marzo celebra la Giornata mondiale della natura selvatica, “World Wildlife Day” (il 22 marzo celebrerà il &#8220;World Water Day&#8221;). Momento di riflessione importante: negli ultimi decenni infatti, malgrado il detto “wildlife stays wildlife pays” l’umanità ha penalizzato gravemente la propria risorsa naturale, spesso compromettendo quell’equilibrio il quale, una ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giornata-mondiale-natura-selvatica/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/DSCN2546.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20843" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/DSCN2546-225x300.jpg" alt="DSCN2546" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Ma noi non eravamo natura?<br />
Il 3 marzo celebra la <strong>Giornata mondiale della natura selvatica</strong>, “<a href="https://wildlifeday.org/" target="_blank">World Wildlife Day</a>” (il 22 marzo celebrerà il &#8220;World Water Day&#8221;). Momento di riflessione importante: negli ultimi decenni infatti, malgrado il detto “wildlife stays wildlife pays” l’umanità ha penalizzato gravemente la propria risorsa naturale, spesso compromettendo quell’equilibrio il quale, una volta pregiudicato, mina anche la salute umana. L’ultimo caso è, sfortunatamente, ancora sotto i nostri occhi e nelle nostre angosce: la pandemia da Covid-19, prodotta quasi certamente da un nefasto <em>spillover</em>.</p>
<p>Ma parlare del tema terra può suonar quasi grottesco oggi che missili devastano palazzi, ospedali e vite in Ucraina, oggi che il Po al ponte della Becca dove riceve il Ticino già non propone un filo d’acqua, oggi che per l’ennesima volta si commentano le chiusure definitive di negozi nei centri storici italiani (100mila in 9 anni * ), segno di una crisi infinita che nessuno sa o osa affrontare…</p>
<p>La crisi ecologica stessa, non a caso, è al 100% indotta dal modello di crescita (socio)economica nel quale dobbiamo vivere e lavorare, da uno sviluppo consumistico che non è progresso (vedasi <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, vedasi <strong>Zygmunt Bauman</strong>, vedasi<strong> Amitav Gosh</strong>…), e che dunque produce disparità e malcontento, patologie fisiche ed ansietà.</p>
<p>E mai come oggi mutamento climatico e scomparsa di biodiversità esigerebbero, aldilà di summit e alti proclami, fronteggiamenti immediati, concreti (nulla nasce dal nulla e rapidamente: <strong>Grenoble</strong> è stata nominata capitale verde d&#8217;Europa 2022 grazie a un lavoro decisionale cominciato una ventina d&#8217;anni or sono).</p>
<p>Io non mi reputo certo un epigono diretto di Rousseau, né propugno un ritorno all’economia del baratto. Ma leggo con ammirazione <strong>Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Franco Arminio</strong>…</p>
<p>Scrive San Bernardo di Chiaravalle “troverai più nei boschi che nei libri, gli alberi e le rocce t’insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”… E da tanto <strong>Ligucibario® milita dalla parte dei cibi puliti, delle cultivar autoctone, delle filiere accorciate, delle sementi antiche</strong>. Si consideri che andiamo esaurendo risorse quasi disponessimo di 1,8 pianeti. Il calcolo dell’impronta ecologica eseguito dal Global Footprint Network (think tank senza fini di lucro fondato nel 2003) in definitiva ci informa sulle concrete condizioni della terra: il Paese più insostenibile sono gli Stati Uniti, tanto che il loro way of life esigerebbe via via 5,1 pianeti. Ma anche quello dell’Italia ne esigerebbe 2,7…</p>
<p>Frutti tropicali in Sicilia, neve soltanto artificiale su molte montagne&#8230; Dall’età cosiddetta pre-industriale (specie l’arco 1850-1900) in poi l’attività umana ha emesso in atmosfera così tanta anidride carbonica (nonché altri gas effetto serra) da velocizzare in modo tragico <strong>la climalterazione</strong>, e la “tropicalizzazione” di alcune aree (a puro titolo d’esempio a causa dello scioglimento dei ghiacci molte spiagge liguri dal 2050 non esisteranno più…). Dal 1850 la temperatura media terrestre è aumentata di circa 1.2°C, e l’anidride carbonica non è stata mai così elevata da almeno 800mila anni. La causa risiede notoriamente nei combustibili fossili, ma tuttora circa l’80% dell’energia mondiale proviene da fonti “sporche”, non rinnovabili, da <strong>economie non circolari</strong>.</p>
<p>Ogni anno circa 266mila persone muoiono prematuramente per lunga esposizione all’inquinamento da ozono. Passeggiavo sabato pomeriggio nel sole <strong>tratti d’Aurelia da Genova-Nervi a Recco</strong>, ovvero paesaggi mozzafiato, e in direzione contraria alla mia era da Sori un unico serpentone di auto in coda e sguardi rassegnati&#8230;</p>
<p>Ma, aldilà dei gas serra, l’attività “antropica” risulta così impattante da aver ormai alterato significativamente il 75% delle terre emerse e il 66% degli ecosistemi marini. Su circa 8 milioni di specie animali e vegetali sin qui note, circa 1 milione rischia l’estinzione. E’ sufficiente leggere <strong>gli allarmi continui di Luca Mercalli, di Mario Tozzi</strong>&#8230; Scompaiono boschi, zone umide, animali selvatici, risalgono i cunei salini, trionfa la cementificazione, resteremo privi di porzioni di stock naturale indispensabili alla vita sul pianeta, anche l’umana. Sono già perdute quantomeno il 30% delle barriere coralline (le zone nel mondo a più alto tasso di biodiversità).</p>
<p>Si badi che <strong>si scrive biodiversità, ma si legge ricchezza</strong>, e ogni perdita di biodiversità veicola perdita di benessere.</p>
<p>Quanto alle risorse idriche ** (da dati ISTAT 2020 la sola Italia spreca in media il 42% dell’acqua immessa in rete, <strong>156 litri al giorno per abitante!</strong>), scrive l’agrotecnico Armando Garibaldi sul recente <em>NaturaSì</em> che “solo se sapremo recuperare, con la coscienza dell’uomo di oggi e le moderne tecnologie, antichi saperi e soprattutto un atteggiamento veramente umile e rispettoso nei confronti dell’acqua, potremo arrivare a comprenderne davvero l’essenza e utilizzarla al meglio per la Vita, compresa la nostra, quella dei nostri campi e dei nostri animali, che da noi dipendono”. Oggi, purtroppo, occorrono 15.400 litri d&#8217;acqua per produrre 1 chilo di carne di manzo.</p>
<p>Ogni nostro gesto e attimo risulta infatti profondamente interrelato all’ambiente, si pensi alla produzione di ossigeno da parte dei boschi e <strong>all’essenziale impollinazione garantita dalle api</strong> (fin quando ne voleranno *** ) nella produzione di cibo. Ma poi, nel mondo, circa un terzo di tutto il cibo prodotto finisce, perfettamente edibile, nella spazzatura. Ogni anno finiscono in mare dalle 4 alle 12 tonnellate di plastica, dove fra l’altro restano impigliate decine di migliaia di balene (<em>World Energy</em>, n. 40, ott. 2018, pp. 17 e 45). 24 milioni di container rimangono del tutto inutilizzati…</p>
<p>La coscienza individuale, <strong>le scelte quotidiane</strong> (come muoversi, far la spesa, lavarsi i capelli&#8230;) e le prese di posizione collettive saranno decisive per assicurare equità e opportunità agli abitanti della terra. Cesseremo di anteporre il profitto e i disvalori alla salute? Le giovani generazioni, in tal senso, come affronteranno i prossimi, imminentissimi, futuri? Stiamo fornendo loro le informazioni, gli strumenti e gli stimoli grazie a cui lottare? O stiamo tentando di ghettizzarle nei rimbambimenti da social?</p>
<p>* cessazioni che via via desertificano le città e, in certo senso, le biodiversità culturali. Savona (il dato peggiore in Liguria) +20,7%&#8230;</p>
<p>*** imperdibile il recentissimo G. Boccaletti, <em>Acqua, una biografia</em>, ed. Mondadori</p>
<p>** suggerisco a chiunque, in proposito, la visione dello straordinario docufilm <em>More than honey</em></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Guerre puniche e formazione &#8220;moderna&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 14:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ho seguito i giorni scorsi, davvero senza entusiasmo, la “querelle” prodotta da una dichiarazione del ministro Cingolani, secondo il quale al Paese occorre più cultura tecnica, implicitamente – vien da pensare – a scapito di quella umanistica. Alquanto infelice, poi, l’argomento “vogliamo studiare 4 volte le guerre puniche o impartire una formazione più moderna?” Molti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/">leggi tutto</a></p>
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Molti ovviamente gli hanno subito controribattuto, e ho apprezzato in modo particolare il geologo Mario Tozzi, che non a caso è un ambientalista autentico, e davvero si spende, anche sui media, in difesa di questo nostro pianeta bellissimo e sventurato.<br />
Peraltro questa “frattura”, su cui ci si è scontrati, periodicamente riemerge. Ma come gli antichi ritenevano la cultura greca e quella latina due fiumi per così dire necessari onde giungere ad un&#8217;unica foce, così un dissidio tra sviluppo tecnologico da un lato e scienze umane o sociali dall’altro non ha oggi &#8211; come ieri &#8211; alcuna ragion d’essere.<br />
Io mi occupo da tanti anni di marketing (in specie turistico), e posso assicurare che la mia quotidianità professionale poggia – contemporaneamente – su numeri e statistiche cartesianissimi tanto quanto su indagini sociologiche e psicografie comportamentali.<br />
Aldilà delle attitudini e degli orientamenti individuali dei giovani, che persino le figure genitoriali sono a mio avviso tenute il più possibile a rispettare e assecondare (l’alternativa sarebbe infatti forzarli e costringerli), il nodo apparentemente gordiano svela una ben diversa emergenza. Che poi <strong>in Italia sarebbe quella, rieccola, della “buona scuola” e, last not least, della buona formazione</strong>.<br />
Se tali realtà operassero al meglio e, quand’opportuno, sapessero anche dialogare tra loro, quanto sopra diverrebbe chiacchiera da bar.<br />
L’era dell’accesso e la società liquida in cui volenti o nolenti viviamo (<strong>cito Rifkin e Bauman</strong>) hanno infatti – malgrado le apparenze &#8211; costantemente bisogno della riflessione storica, per tornare all’esempio iniziale, perché non si dà società né civilizzazione senza che un “cittadino” venga messo nella condizione di acquisire, oltre ai know-how lavorativi/concreti, anche o in primis quei valori (conoscenza del proprio Paese e di sé, senso morale, spirito critico, gusto estetico…) che di fatto sostanzieranno il suo vivere comunitario.<br />
Mi pare fosse <strong>Pasolini</strong> a situare &#8211; guarda caso &#8211; una netta differenza tra sviluppo e progresso… Quanto sviluppo ormai non è progresso!<br />
Circa la scuola si sono spesi tsunami d’inchiostro e, nei decenni, investimenti d’ogni tipo, scoraggia – come si suol dire &#8211; ritrovarsi sovente daccapo, con milleduecento criticità irrisolte (i Lettori più autolesionisti leggano, se ancora non lo conoscono, A. Galdo, <em>Ultimi</em>, ed. Einaudi (Torino), 2016).<br />
Circa la formazione, settore che spesso mi vede all&#8217;opera, malgrado l’ampiezza della questione due sono tuttora  mio parere le priorità, tenendo presente che molta Italia si caratterizza per microimprese a gestione famigliare: che gli enti (talora emanazione di associazioni di categoria) via via realmente si specializzino su tematiche e figure professionali in uscita, costruendo staff e metodologie didattiche ad hoc. E che consolidino sul territorio forti relazioni col sistema d’aziende, che da un lato può accogliere i formandi in stage, dall’altro può a propria volta rivelare fabbisogni formativi specifici (management, networking, lingue straniere, web/social media marketing…).<br />
A dispetto della sintesi, presumo che ora anche il mio punto di vista sia chiaro. E davvero – malgrado io non sia tout court uno storico (bensì forse ormai un antropologo&#8230;) &#8211; non mi riesce di visualizzare il futuro che attenderebbe una nazione tutta affollata di digital manager e poco altro. Di un&#8217;umanità tutta china sui propri smartphone?<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liguria, clima, futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 15:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cambiamenti climatici e turismo: viaggiare e alimentarsi tra gli atti più “politici”. Ritmi lenti, borghi “via dalla pazza folla”, spostamenti meno inquinanti per un turismo virtuosamente  esperienziale. Mentre i &#8220;grandi della terra&#8221; venivano immortalati nell’atto di lanciar monetine nella famosa fontana romana, per poi spostarsi verso Glasgow (400 in totale(1) i jet che hanno intasato ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liguria-clima-futuro/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10.0pt; line-height: 115%;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/DSCN0605.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20657" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/DSCN0605-225x300.jpg" alt="DSCN0605" width="225" height="300" /></a></span></p>
<h2 class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;">Cambiamenti climatici e turismo: viaggiare e alimentarsi tra gli atti più “politici”. Ritmi lenti, borghi “via dalla pazza folla”, spostamenti meno inquinanti per un turismo virtuosamente  esperienziale.</h2>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Mentre i &#8220;grandi della terra&#8221; venivano immortalati nell’atto di lanciar monetine nella famosa fontana romana, per poi spostarsi verso Glasgow (400 in totale(1) i jet che hanno intasato quell’aeroporto…), a me che certo non amo il rap tornava alla mente un verso &#8211; neppur recentissimo &#8211; di Fabri Fibra, “di politica non sono un esperto ma dicono che l’Italia sarà presto un deserto”…</span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Intendo qui dire che mentre molti “decisori” cui toccherebbe pianificare il nostro futuro paiono in gran parte tuttora baloccarsi fra teorie arciteoriche e auspici di prammatica, il pianeta soffre di una malattia che sta palesemente diventando incurabile. </span></p>
<h3 class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Liguria, cambiamenti climatici nei prossimi 40 anni</span></h3>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Al termine di una ricerca durata 3 anni (Fondazione Cima, Università di Genova e Arpal), una studiosa che monitora i fenomeni contestualizzandoli sulla <strong>Liguria</strong> ha inoltre apertamente accennato ad uno scioglimento dei ghiacci che innalzerà <strong>il livello dei mari</strong>, di fatto compromettendo quell’economia balneare che sulle spiagge oggi poggia. </span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Ad una <strong>siccità</strong> che morderà anzitutto il nostro ponente, con ovvie intuibili ripercussioni sull’agricoltura, ma interrotta da bombe d’acqua micidiali anche per effetto dei gas-serra. </span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Ad un progressivo <strong>rarefarsi delle nevicate</strong>, e dunque torna alla mente il celebre, antico, bellissimo detto agreste “sotto la neve pane”, a testimoniare come l’alternanza delle stagioni fosse provvida tanto quanto oggi diviene chimerica.</span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Considerando <strong>le fragilità idrogeologiche della Liguria</strong>, dove ricadono alcune delle aree coi più alti valori di intensità di precipitazione dell’Europa occidentale, e la <strong>cementificazione</strong> scellerata che, soprattutto in prossimità della costa, via via ha reso e rende “estremi” molti eventi, mi pare davvero che non vi sia più tempo da perdere. Ma Ligucibario® appartiene alle voci che – non da oggi &#8211; chiamano nel deserto, che rimpiangono <strong>Bauman</strong>… Non si tratta infatti di demonizzare il marketing né di tornare alle economie del baratto, ma di individuare un modello di sviluppo che sia reale progresso, e (last not least) di <strong>assoggettare le tecnologie senza più farci assoggettare da esse</strong>.</span></p>
<h3 class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;">Clima, turismo, futuro: tutto si lega e si connette</h3>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Tout se tient, sentenziano non a torto i francesi sulle orme di de Saussure, <strong>tutto si lega s’intreccia si connette</strong>. Com’è dunque possibile ancora non cogliere le profonde interrelazioni fra molti dei mali che ci affliggono? Come sarà possibile ancora anteporre il profitto alla sopravvivenza?</span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Io mi occupo <strong>di turismo e di enogastronomia</strong>, discipline divenute &#8211; non a caso &#8211; sempre più socioantropologiche. Viaggiare, alimentarsi, effettivamente saranno (ma già lo sono) tra gli atti più “politici” che compieremo. A maggior ragione fuoriuscendo dal Covid, e sperabilmente da quella sentina di farneticazioni e di polemiche che purtroppo l’hanno accompagnato, e certo avvantaggiato.</span></p>
<h3 class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Parole chiave: biodiversità, sostenibilità, filiere brevi, <em>genius loci</em>, buonessere.</span></h3>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Intendo qui dire che la riscoperta di ritmi più lenti, di borghi “via dalla pazza folla”, di spostamenti meno inquinanti sarà e dovrà esser la cifra di <strong>un turismo davvero virtuosamente esperienziale</strong>, all’insegna delle ritrovate relazioni umane, degli ambienti puliti, dei prodotti autentici, delle ricette genuine… Da tanto tempo i miei post, i miei libri, le mie lezioni, i miei appelli praticano una serie di keywords trasversali e definite: <strong>biodiversità, sostenibilità, filiere brevi, genius loci, buonessere</strong>.</span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; color: #000000;">Amico Lettore, se ti va di accrescere l’elenco sai che io so, e amo, ascoltarti…</span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-size: 10.0pt; line-height: 115%;">Umberto Curti</span></strong></span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10.0pt; line-height: 115%;"><span style="color: #000000;">(1) vedi ad esempio</span> <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/07/cop26-e-g20-sono-solo-una-farsa-abbiamo-idea-di-quanto-carbonio-hanno-prodotto/6377862/">https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/07/cop26-e-g20-sono-solo-una-farsa-abbiamo-idea-di-quanto-carbonio-hanno-prodotto/6377862/</a> </span></p>
<p class="normal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Due parole sul coronavirus?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 16:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Due parole sul coronavirus? Per carità, siamo proprio sicuri? In questi 20 giorni ho cocciutamente taciuto, dato che ovunque (specie sui social) ne cianciavano sùbito in tanti, sovente – come sempre &#8211; i meno titolati a parlarne, gli incoscienti o per converso i catastrofisti, nonché gli egocentrici, i saltimbanchi, i guru del quartiere, o coloro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/due-parole-sul-coronavirus/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/03/DSCN1735.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18919" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/03/DSCN1735-225x300.jpg" alt="DSCN1735" width="225" height="300" /></a>Due parole sul <strong>coronavirus</strong>? Per carità, siamo proprio sicuri? In questi 20 giorni ho cocciutamente taciuto, dato che ovunque (specie sui social) ne cianciavano sùbito in tanti, sovente – come sempre &#8211; i meno titolati a parlarne, gli incoscienti o per converso i catastrofisti, nonché gli egocentrici, i saltimbanchi, i guru del quartiere, o coloro che per fini commerciali propugnavano, sbraitando, la continuità dei viaggi e delle vacanze e dei voli, degli apericena di gruppo, delle movide, delle manifestazioni sportive come se niente fosse…<br />
Oggi, purtroppo, basta una tastiera per pontificare e sproloquiare – anarchicamente &#8211; su tutto.<br />
<strong>Peccato che quando si tratti di virus, di salute pubblica, di emergenze, le sole voci meritevoli d’ascolto siano quelle degli scienziati, degli infettivologi, e poi di conseguenza delle istituzioni.</strong><br />
E sia come sia, mi auguro che ormai si sia capito quanto il coronavirus purtroppo differisca da una comune influenza… I virologi italiani che ben lo hanno “smascherato”, da giorni e giorni suggerivano misure adeguate per tutto il Paese, le sole &#8211; visto il modo in cui il virus si diffonde &#8211; in grado di rallentare/eliminare progressivamente il contagio epidemico, in attesa che la ricerca specialistica individui un vaccino.<br />
Tanto tuonò che piovve. Mi chiedo, amici lettori, quali stati d’animo abbiate provato riflettendo – da un lato – su <strong>tutti quegli operatori (medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine…) che si stanno sacrificando senza sosta per garantire assistenza, o protezione, alle persone</strong>, e vedendo – dall’altro – migliaia di mentecatti (stavolta è difficile attenuare il vocabolo) ancora affollare nei recenti weekend le piste sciistiche, i centri commerciali, le spiagge, come fossero invulnerabili…<br />
Poiché il coronavirus ci è in parte ignoto e rivoluziona – non sappiamo ancora sino a quando &#8211; le nostre quotidianità, costringendoci nelle case o ben poco lontano, sarebbe però davvero un’ottima occasione per <strong>riflettere su quel che siamo diventati, sul modo in cui “abitiamo” gran parte delle nostre vite-di-fretta, sull’egoismo irresponsabile di cui gratifichiamo il pianeta che ci ospita, dimentichi dei diritti e degli insegnamenti della natura</strong>&#8230; Gioverebbero magari, accanto alla poltrona preferita o sul comodino, i libri di Bauman o qualche altro come lui (ma ve ne sono pochi).<br />
Purché poi avessimo il coraggio – o è troppo tardi? &#8211; di confrontarci col lato buio della società postmoderna, questa società afflitta da ansie sempre “nuove” là dove l’essere umano è involuto a mero consumatore, preda di una globalizzazione che lo reputa merce… Un <strong>essere umano che non a caso ha preso a curarsi ossessivamente del proprio aspetto, dei propri smartphone, ma ignora gran parte di quanto gli accade intorno (inquinamento, cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, corruzione, oligopoli economici e alimentari…) e più non possiede quei valori di comunità e autenticità che ieri potevano bastargli. Ed è divenuto in compenso, ma come stupirsi?, un logorroico onnisciente</strong>.<br />
Fatemi sapere cosa ne pensate. Io nel frattempo vi abbraccio tutti, amici lettori, ovviamente…mantenendo la giusta distanza sino a quando questa sciagura non sarà che un pessimo ricordo. E presto sarà tale se useremo buon senso e rispetto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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