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	<title>Ligucibario &#187; Xylella</title>
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		<title>La grande fuga dall&#8217;antropocene</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 19:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Reduce da un viaggio “arci-montano” in Perù, Elisa Sardi, guida ambientale escursionistica, appassionata di natura, e come me militante sui cento fronti della sostenibilità e della biodiversità, ha confezionato un “reportage” ricchissimo di riflessioni che è stato un vero piacere pubblicare sulla piattaforma BioVoci (eccovi il prezioso link…). Riflessioni ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-grande-fuga-dallantropocene/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26406" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1-300x225.jpg" alt="IMG_20250717_174107 (1)" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Reduce da un viaggio “arci-montano” in Perù, <strong>Elisa Sardi, guida ambientale escursionistica</strong>, appassionata di natura, e come me militante sui cento fronti della sostenibilità e della biodiversità, ha confezionato un “reportage” ricchissimo di riflessioni che è stato un vero piacere pubblicare sulla piattaforma BioVoci (eccovi <a href="https://biovoci.blogspot.com/2025/07/viaggiando-alla-scoperta-del-mondo-e-di.html" target="_blank">il prezioso link</a>…). Riflessioni – in qualche modo, e ciascuno legga il reportage come più gli aggrada &#8211; sul camminare in osmosi con l’ambiente e se stessi, sul respirare con calma, sull’allontanarsi e il riavvicinarsi…</p>
<p>Più si accumulano, in effetti, le mie docenze nei corsi GAE, dove non a caso ebbi come allieva anche Elisa, e più mi trovo (felicemente) a constatare l’aumento delle persone via via sature della vita in città, degli attuali “modelli” socioeconomici, della tecnologia invasiva. Sorrido ripensando <strong>al mio primo saggio, “Alte stagioni” (2005)</strong>, nel quale già, con toni rousseauiani, in qualche modo censuravo l’attuale “sviluppo” globalizzato e straniante, l’attuale antropocene consumistico e immorale, e l’ossessione per l’accumulo, oggi evocherei Pasolini, Bauman, Pallante, Parrique…</p>
<p>Siamo – me lo auguro, Ligucibario® plaude – alla vigilia di una grande fuga?</p>
<p><strong>L’Italia del resto, vietato illudersi, non è affatto sulla buona strada circa il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda ONU 2030, ovvero i 17 “goal” da cui dipendono 169 traguardi, e purtroppo sta al secondo posto in Europa, dopo la Slovenia, quanto a perdite economiche pro-capite legate al clima</strong>. La maggioranza della popolazione, qui come altrove, inciterebbe ad azioni concrete, ma occorre sottolineare che in alcuni territori ancora si organizzano (opportunamente) corsi di formazione per comunicare il cambiamento climatico, poiché l’azione dei vari negazionisti e le fake news continuano a frastornare la pubblica opinione… Quanti ad es. conoscono il recente aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera?</p>
<p>O forse siamo – lo temo fortemente – alla vigilia di una grande catastrofe?</p>
<p><strong>L’ecocidio, le deforestazioni, il fracking, lo scioglimento dei ghiacciai</strong>, decine di parole e concetti ci sono purtroppo divenuti familiari poiché la nostra quotidianità è ormai segnata da emergenze, eppure era il 1896 allorché il chimico – e premio Nobel – Arrhenius già immaginò che la combustione del carbone avrebbe modificato il clima. Era il 1972 quando alcuni scienziati, insieme a Jay W. Forrester, già lavorarono al “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, terribile profezia circa un’umanità protesa verso il collasso e circa una possibile chance di salvezza che poi non fu colta. Era il 1988 quando Piero Angela già dedicò al tema una puntata di “Quark”, trasmissione autorevole e seguitissima…</p>
<p>E’ da poco in libreria “<strong>La società del ricatto e come difendersi</strong>” di Marcello Foa (ed. Guerini e associati), un saggio dove si analizza &#8211; senza ipocrisie &#8211; la brutalità della politica locale e internazionale, l’economia dei forti a scapito dei deboli, il misconoscimento del merito… I 30 milioni di dollari investiti da Bezos per le proprie nozze a Venezia paiono davvero, in tal senso, com’è stato scritto, un ritorno al Medioevo, coi ricchi sempre più ricchi e i sudditi sempre più sudditi.</p>
<p>Nel frattempo, Messner afferma che sui sentieri vede tanti fare le gare, guardare le vette attraverso il buco di un cellulare. Sull’onda di uno spot, di una serie tv, di un contenuto di qualche influencer sui social, scatta la corsa al selfie, la caccia ai like, come hanno notato acutamente anche <strong>Antonio Montani, presidente del CAI, e Marco Blatto, alpinista, presidente del GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna</strong>. L’overtourism infatti è ormai dilagato anche in montagna, leggo che forse ci salverà un chatbot, ma sia come sia resteranno surreali le code per salire alla funivia del Seceda, gli assalti agli hotspot (al lago di Braies oltre 1 milione di visitatori in 3 mesi, sulle Cime di Lavaredo 14mila al giorno…), un’atmosfera da luna park, mentre al Sud, per converso, l’Italia brucia, anche per la mancata manutenzione dei boschi (pulizia del sottobosco, eliminazione dei rami bassi e secchi…), e la regione Puglia ha denunciato a luglio ben 33 incendi al giorno. In Italia, il 65% dei boschi è purtroppo proprietà privata, e il 95% degli incendi è doloso, ciò vorrà pur dire qualcosa?</p>
<p>Nel frattempo, il boom dell’urbanizzazione ha reso <strong>Milano</strong> una città solo per ricchi, con piazze progettate senza più un albero, con buona pace delle periferie e dei ceti medi dimenticati, e…relative indagini della Procura a carico, come al solito, di politici e affaristi. Sul tema – e sulla gentrificazione che ormai concerne anche varie destinazioni italiane &#8211; suggerisco in lettura anche “<strong>L’Italia senza casa</strong>” di Sara Gainsforth (ed. Feltrinelli) e il dossier “Demografia di impresa nelle città italiane” redatto da Confcommercio…</p>
<p>Nel frattempo, è mancato <strong>Gianluigi Ceruti</strong>, “padre” della legislazione su Parchi nazionali ed aree naturali protette (n. 394 del 6 dicembre 1991), avvocato rodigino, ironico e colto, combattivo ambientalista, che con pazienza attese a quella legge (attesa poi 29 anni…) pur infine considerandola mutilata, poiché priva di una realizzazione compiuta delle aree marine (gli Stati entro il 2030 dovrebbero – dovrebbero… &#8211; proteggere il 30% delle proprie acque territoriali). Denunciò anch’egli, come stupirsene?, una prepotenza dei partiti esorbitante, e che “<strong>troppe persone competenti son tagliate fuori per motivi di tessera</strong>”…</p>
<p>Nel frattempo, con buona pace del green deal europeo e della salute dei cittadini, l’Italia ha – tanto per dire – nuovamente rinviato anche il blocco dei diesel più inquinanti, e parallelamente si è impegnata a grossi acquisti di petrolio e gas. Potere delle lobbies. Incapacità di ripensare le attività produttive.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Giuliano Sangiorgi, voce dei “Negramaro”</strong>, compone in dialetto un brano (“Lu carcaluru”) anche per gli ulivi malati, nella sua terra dove ha imperversato dal 2008 il batterio letale della Xylella, un Salento divenuto grigio, dove piante secolari, ataviche, si sono arrese anche alla cecità degli uomini, abitanti di un pianeta dove regna l’individualismo, e la loro scomparsa – che in parte si sarebbe potuta limitare estirpando per tempo le piante malate &#8211; davvero equivale a quella di un antenato amato.</p>
<p>Ma nel frattempo &#8211; mi piace concludere con una goodnews &#8211; è anche uscito dalla penna di <strong>Franco Faggiani “Verso la libertà con un bagaglio leggero. Andare per sentieri, viottoli e strade di campagna” (ed. Aboca, con 50 suggestive foto originali)</strong>, un inno ad itinerari poco noti e intimistici in antitesi al turismo di massa, nell’ebbrezza dei silenzi e della solitudine, nella simbiosi salvifica con la natura circostante. Oggi la sfida è pressante in quanto i rifugisti stessi ammettono che tanta gente arriva in quota per mangiare, abbronzarsi in terrazza, spedire un selfie a mezzo mondo e poi via ridiscendere al posteggio, esperienze usa e getta un tanto al chilo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Xylella, una lezione per l&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2025 14:08:05 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26256" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>A me, come a molti altri, piace raccontare la mediterraneità. I dialoghi fra le sponde, Braudel, Matvejevic, La Capria, Mahfuz, i muretti a secco, l’olivo, la vite, alcuni cereali. Si può forse dire che Ligucibario®, da molti anni, altro non sia che una celebrazione della mediterraneità…</p>
<p>Ma quel mare che univa culture (univa è verbo al passato) sconta oggi, sovente, un surplus di retorica. E alcune dinamiche della globalizzazione, peraltro, non hanno mostrato alcun rispetto né alcuna pietà per tante tradizioni, ruralità, ed alimenti, su cui la mediterraneità poggia.</p>
<p>In tal senso, una lettura che renderei obbligatoria nelle scuole (italiane) “d’ogni ordine e grado” &#8211; e agli studenti e al pubblico che sovente mi ascoltano raccontare l&#8217;olio &#8211; è certamente, anche per le preziose contestualizzazioni storiche sulla Puglia olivicola, <strong>Daniele Rielli, Il fuoco invisibile</strong>, pubblicato da Rizzoli nel 2023.</p>
<p>Libro che, sotto la veste del romanzo, esplicita – con la forza dei reportage corali &#8211; una tragedia ecologico-sociale attraverso il dilagare del batterio Xylella presso gli uliveti pugliesi, che via via, rapidamente, trasforma un paradiso, il Salento, in un cimitero.</p>
<p>L&#8217;olivo &#8220;è&#8221; la mediterraneità, in Italia non a caso si consuma pro capite all&#8217;anno una quantità di olio d&#8217;oliva oltre dieci volte quella degli Stati Uniti o della Germania&#8230; Ma, al tempo stesso, l&#8217;olio d&#8217;oliva è produzione minimale rispetto agli olii di palma, soia ecc.</p>
<p>Abbiamo con quest&#8217;albero una relazione del tutto particolare &#8211; lo confermano miti e religioni &#8211; anche in quanto longevissimo (sa invecchiare fruttificando), e fuori dal Mediterraneo quasi ci sorprende incontrarlo (colà è di recente importazione). L&#8217;olivastro, occorre ben dirlo, diviene olivo grazie all&#8217;interazione con l&#8217;uomo.</p>
<p>La Xylella, cui accennavo all&#8217;inizio, è causata da un insetto vettore (cicalina sputacchina) che si ciba della linfa grezza. Purtroppo non coinvolge solo l&#8217;olivo, bensì oltre 30 specie vegetali, fra cui mandorlo, ciliegio, rosa, rosmarino (e di recente in Spagna ne è rimasto vittima anche l&#8217;albicocco; speriamo che in Liguria il &#8220;Valleggia&#8221;, già afflitto da molti funghi e in primis l&#8217;armillaria mellea, non corra rischi&#8230;).</p>
<p>L’incalzare di Rielli, figlio di olivicoltori, facendo piazza pulita di tanti e troppi luoghi comuni prende il via nel 2013 da Gallipoli, dove la Xylella &#8211; in pratica ancora sconosciuta in Europa &#8211; era giunta dalla Costarica trasportata da una piantina di caffè, portatrice sana, transitata verosimilmente dal porto di Rotterdam. E dove le piante (ritenute anche lì come altrove un simbolo di civiltà e pressoché immortali) seccano e muoiono senza che nessuno sappia capire e intervenire… Anzi, scoppiano le proteste contro quegli scienziati che osino proporre misure (necessariamente drastiche) di contenimento…</p>
<p>La politica in primis non percepisce che occorre premunirsi tagliando le piante infette, poiché sinora il batterio non risulta curabile e perciò le piante infette sono la &#8220;base&#8221; da cui l&#8217;insetto lo inoculerà alle piante ancora sane. Si minimizza il problema, anche ricorrendo a teorie deliranti (amplificate da media e soprattutto social), e intanto esso diviene &#8220;di massa&#8221; come mai, proprio mai avvenuto prima. La Xylella aveva già colpito la vite in California e l&#8217;arancio in Brasile, e pertanto i controlli &#8211; troppo a maglie larghe &#8211; non si estendevano anche alle altre centinaia di specie aggredibili.</p>
<p>In definitiva, scopriamo così che quantomeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti esemplari secolari e millenari! – ormai non ci sono più, un enorme fuoco silenzioso li ha bruciati, sovente dentro proprietà poderali di mezzo ettaro, non abituate a fronteggiare emergenze&#8230; L’epidemia s’estende anche, in qualche modo, a rappresentare il declino di un&#8217;Italia arretrata e conflittuale, e ci si continua a chiedere come sia potuto avvenire, mentre i negazionisti negano come sempre le evidenze, il business antepone comunque i profitti alla natura, e tutto un indotto economico – filiere di contadini e frantoiani &#8211; stenta a medicare, anche psicologicamente, le ferite.</p>
<p>Si pensi che a Gagliano del Capo (Lecce) la produzione di olive è precipitata del 90%.</p>
<p>E’ forse una terribile lezione da cui finalmente imparare qualcosa?<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Olio, il dono della (extra)verginità</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 16:31:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La Procura di Torino sta indagando a carico di vari marchi (fra cui ben noti brand), rei di commerciare come extravergini alcuni olii che per difetti organolettici non lo sarebbero. Ma qualcuno si è ancora stupito dei recenti scandali legati all’olio extravergine? Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali ignorano la differenza ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olio-il-dono-della-extraverginita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16594" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2015/11/DSCN2967.jpg"><img class="size-medium wp-image-16594" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2015/11/DSCN2967-300x225.jpg" alt="Museo-frantoio Sommariva Albenga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Una bella sala dell&#8217;interessante Museo-frantoio Sommariva ad Albenga (SV)</p></div>
<p>La Procura di Torino sta indagando a carico di vari marchi (fra cui ben noti brand), rei di commerciare come extravergini alcuni olii che per difetti organolettici non lo sarebbero.</p>
<p>Ma qualcuno si è ancora stupito dei <strong>recenti scandali</strong> legati all’<strong>olio extravergine</strong>?</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali ignorano la <strong>differenza fra olio extravergine d’oliva e olio d’oliva</strong> (1), e scaraventano nel carrello della spesa quel che càpita…</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali spendono una fortuna per l’olio motore e risparmiano il più possibile per l’olio da “rabboccare” nel proprio organismo…</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali non conoscono tutte le <strong>virtù salutari dell’extravergine autentico</strong>, il vero mosto delle drupe fresche, non a caso considerato alla stregua di un rituale e di un farmaco già dagli antichi…</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali si disinteressano completamente di tutte le<strong> agri-truffe e le contraffazioni</strong> che ogni giorno lordano il mercato alimentare, e che perciò sono le vittime ideali delle frodi in commercio e delle pratiche pubblicitarie scorrette…</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali dimenticano che la qualità della vita e la lotta alle mafie possono cominciare proprio a tavola…</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali accettano nella<strong> focaccia genovese</strong> lo strutto, che ove ricavato dal grasso surrenale è pericolosamente carico di acidi grassi saturi, o gli olii di sansa, sottoprodotti di estrazione industriale tramite solventi chimici (2)…</p>
<p>Forse qualcuno di coloro (e non sono pochi) i quali si tengono alla larga dalle librerie e dai buoni siti web e non conoscono saggi come Tom Mueller, <em>Extraverginità, il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva</em>, con prefazione di Milena Gabanelli, volume apparso nell’ottobre 2013 per EDT e contenente anzitutto le voci di chi l’olio lo produce con lealtà (Tom Mueller è un giornalista d’origini americane ma “ligure” da alcuni anni)…</p>
<p>Dove starebbe infatti la novità? Temo siano “millenni” che su portacontainer si importano, talora mimetizzate fra altre merci e derrate, partite d’economicissimo <strong>olio grezzo </strong>da Tunisia, Spagna e Grecia (questi Paesi produttori sono ai vertici quantitativi), ma anche da Turchia e Marocco, al fine di portarle con autocisterne là dove saranno miscelate con “mosti” locali per poi vendere le bottiglie come 100% madeinitaly, benché di italiano non vi sia molto di più che l’etichetta… Oppure si acquistano partite evidentemente difettose – morchia al naso e in bocca, muffe, rancido… &#8211; , si deodorano eccetera, e in tal modo si riattribuisce loro il dono dell’extraverginità… Oppure si “banfa” sulla resa per quintale delle olive al frantoio…</p>
<p>Stiamo parlando della punta dell’iceberg.</p>
<p>Intendiamoci: per bere – e/o utilizzare in cottura (3) &#8211; ottimi olii non occorre necessariamente appoggiarsi alle DOP più “costose” o padroneggiare una ad una le caratteristiche di tutte le centinaia di cultivar d’Italia. <strong>E’ sufficiente, tanto per cambiare, un poco di buon senso</strong>: sugli scaffali un prezzo inferiore ai 5-6 euro sembra alquanto impraticabile, figurarsi 2,99. E’ inoltre importante verificare l’origine del prodotto, laddove gli olii DOP sono sempre tracciabili, poiché debbono rendicontare l’intero percorso dalla pianta all’imbottigliamento, mentre per gli olii non DOP l’etichetta rivela una provenienza UE o extra UE…</p>
<p>Se l’anno scorso il flagello della <strong>Bactrocera</strong> (suono giustamente sinistro per la cosiddetta mosca dell’olio) ha disastrato non pochi raccolti, tanto che l’80% dell’olio imbottigliato in Italia proveniva da importazione (4), quest’anno gli dèi stanno ricompensando anche quelli che <strong>Gino Veronelli</strong> battezzava <strong>“angeli matti”</strong>, ovvero gli infaticabili olivicoltori liguri. Dunque, buon extravergine a tutti i lettori di Ligucibario® (5), e se poi è DOP Riviera Ligure – dalla taggiasca imperiese alla castelnovina spezzina &#8211; beh, siamo in presenza di un fuoriclasse, un olio perfetto anche per sua maestà il pesto!</p>
<p>(1) l’olio d’oliva è un olio non extravergine il quale subisce la cosiddetta rettifica, ovvero una raffinazione chimica finalizzata ad eliminare acidità, opacità, odori, mucillagini…, dopo di che viene miscelato ad oli extravergini o vergini</p>
<p>(2) l’intera cucina ligure, di fatto, ha solo una ricetta “storica” che fa centralmente uso di burro, sono i cosiddetti “straccetti di vitella all’uccelletto”, tutto il resto del menu è a base extravergine</p>
<p>(3) molti consumatori ritengono l’extravergine troppo costoso e troppo “amarognolo” per cotture e soprattutto fritture. Io me ne dolgo, ma raccomando in tal caso di friggere con (buoni) olii monoseme, ad es. arachidi (punto fumo &gt;180°C)</p>
<p>(4) e a ciò s’aggiunga il tormento della Xylella che si sta accanendo sulla Puglia</p>
<p>(5) amici lettori, spero avrete notato che <strong>Ligucibario® non contiene un solo banner pubblicitario</strong>&#8230; A buon intenditor. Se tuttavia (o a maggior ragione!) vi garba conoscere <a title="I miei 16 extravergine liguri preferiti" href="https://www.ligucibario.com/olio-extravergine-16-ottime-etichette-in-liguria/" target="_blank">i miei 16 extravergine liguri preferiti</a>, senza pretese di graduatoria né di completezza, cliccate il link e poi “svelatemi” i vostri…</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/olio-il-dono-della-extraverginita/">Olio, il dono della (extra)verginità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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