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	<title>Ligucibario &#187; villaggio olandese</title>
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		<title>Cogoleto e una giovinezza</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:30:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29772" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/6.jpg"><img class="size-medium wp-image-29772" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/6-300x169.jpg" alt="cogoleto" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">cogoleto</p></div>
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<p>Una vita fa, trascorsi molte estati a Cogoleto (che via via iniziammo a chiamare Cogobeach). Se ripenso a quel “mondo di ieri” pare trascorsa un’era geologica…</p>
<p>Di fatto, mi allieta che il borgo sia nato a nuove vite, passando dalla vocazione anzitutto industriale a quella turistico-balneare.</p>
<p>Inevitabilmente, però, un filo di saudade affettuosa mi costruisce qualche intenso “amarcord”, che oggi volentieri condivido in senso gastronomico coi Lettori di Ligucibario® (che da tanto non sono poi pochi). Beninteso, sarò come sempre arci-felice se vorrete integrare con spunti vostri il mio racconto.</p>
<p>Il carröggiö centrale (via Rati) era – ed è – il classico percorso, un po’ più riparato rispetto al lungomare, dove incontrare numerose botteghe.</p>
<p>La pasticceria “Rossi Lino” d’estate era il tempio dello zuccotto.</p>
<p>La rosticceria “Erasmo” aveva un’amplissima vetrina lato monte (oggi è lato mare), dove ricordo in particolare la savoiarda, una “insalata” che in casa mia valeva da antipasto, e la zuppa inglese, che non necessita di descrizione.</p>
<p>Mia madre poi, favolosa cuoca, aveva una pescheria ed una macelleria di fiducia, dove acquistava – rispettivamente – anzitutto il pescespada, di cui cucinava in padella i succulenti tranci, “alla mediterranea”, e (in macelleria) alcune parti del cosiddetto quinto quarto, che le piacevano, fegato, rognoni, cervella… Cogoleto è tuttora famosa per le sue pescherie e macellerie, provare per credere.</p>
<p>La focaccia – o talvolta la pizza &#8211; era un must vicino all’incrocio con la salitella che porta alla stazione ferroviaria, ove anche oggi due gastronomie assai tentatrici si fronteggiano.</p>
<p>Quanto alla frutta e alle verdure, non v’era, anche grazie alla stagione, che l’imbarazzo della scelta.</p>
<p>La sera, la passeggiata si legava inevitabilmente ai gelati, e ricordo ben 5 gelaterie (che in compagnia chiamavamo familiarmente “Checco”, “Battista”, “Angela”, “Maxian”, ed una qualche metro più a levante di cui non ricordo il nome, ma tuttora attiva). Ad un certo punto, primi anni Ottanta?, s’aggiunse anche il gelato, buonissimo, dei “Bagni Marisa”. Non vorrei sbagliarmi, ma tutti e 6 questi esercizi commerciali sono ancora in attività, sebbene qualcuno abbia in toto o in parte cambiato la proposta merceologica.</p>
<p>Altre volte la giornata terminava al cinema, dall’amico Mario, negli spazi all’aperto (Arena estiva) oppure, in caso di maltempo, al chiuso (Verdi). Lì vidi – o rividi in quanto usciti mesi prima a Genova &#8211; molti capolavori, da “Un mercoledì da leoni” a “Il paradiso può attendere”, da “Manhattan” a “Urla del silenzio”…</p>
<p>La mia famiglia organizzava anche, con gli amici e i vicini di sdraio, qualche cena al ristorante, e tre erano le nostre mete principali: la “Benita” all’Arrestra, famosa per il pesce coi funghi; “Gustin” sempre all’Arrestra, famoso per le “braghe”; e l’”Albese”, in centro sull’Aurelia, famoso per i suoi “merellin” fritti. Qualche volta tradivamo Cogoleto per &#8220;I marmi&#8221; ad Alpicella, sopra Varazze, dove il signor Piero accoglieva i clienti come amici.</p>
<p>Cogoleto (Cogobeach), riviera della mia giovinezza, e della mia spensieratezza, rammento come fossero &#8220;qui e adesso&#8221; i tuffi temerari dentro le mareggiate, i riti del condijùn sulle spiagge sottostanti la vecchia ferrovia, le collette per pagare un taxi che ci trasportasse ai laghetti, le prime discoteche &#8220;Lido&#8221; fra Donna Summer e i Bee Gees, i picnic sopra via Gioiello, le serate al villaggio olandese sperando fantomatici incontri amorosi&#8230;</p>
<p>Ti auguro mille splendenti stagioni, e che chi ti scopre possa respirarti lentamente, come ormai faccio io (magari anche d’autunno e primavera), e come meriti.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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