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	<title>Ligucibario &#187; un vecchio che muore è una biblioteca che brucia</title>
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	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
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		<title>I “vecchi” sono sempre indispensabili</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 16:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I “vecchi” sono sempre indispensabili Quando nei giorni scorsi ho letto (chiunque l’abbia scritto e con qualunque significato) che gli anziani non sarebbero indispensabili allo sforzo produttivo del Paese, lo stupore è cresciuto di pari passo col malessere. Nel frattempo, e per fortuna, apprendo dell’uscita di un libro (autore Enrico Colombi) dal titolo “Un vecchio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19970" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/HPIM4868.jpg"><img class="size-medium wp-image-19970" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/HPIM4868-300x225.jpg" alt="varazze, le spiagge della mia infanzia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">varazze, le spiagge della mia infanzia</p></div>
<p>I “vecchi” sono sempre indispensabili</p>
<p>Quando nei giorni scorsi ho letto (chiunque l’abbia scritto e con qualunque significato) che <strong>gli anziani non sarebbero indispensabili allo sforzo produttivo del Paese</strong>, lo stupore è cresciuto di pari passo col malessere.<br />
Nel frattempo, e per fortuna, apprendo dell’uscita di un libro (autore Enrico Colombi) dal titolo “Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”. Quanto sopra, ecco, fa già comprendere come io la pensi e dove io mi collochi.<br />
Sarebbe forse il caso, inoltre e in altri àmbiti, che la smettessimo di ragionare sui nostri “vecchi” solo in termini di consumatori, più o meno sensibili a certi messaggi pubblicitari, e/o come a turisti silver, più o meno idonei a certe proposte di viaggio, e/o come pazienti, più o meno costretti a certi farmaci…<br />
Questo <strong>non è neppur più marketing</strong>, ma una delle sue più discutibili derive…, secondo la quale in nome del profitto noi esistiamo &#8211; sempre e solo &#8211; in quanto acquirenti di qualcosa, e tutto può e deve esser commercializzato e venduto, individui compresi (e dunque presto o tardi toccherà a ciascuno di noi). Forse Adorno, Pasolini e Bauman peccarono di ottimismo?&#8230;<br />
<strong>Un vecchio che muore – di Covid o d’altro &#8211; è veramente una biblioteca che brucia</strong>, un patrimonio di ricordi, emozioni, conoscenze, affetti che non sarà più possibile ripristinare. Un vecchio che muore è tutt’un mondo che dilegua, i paesaggi di ieri, i riti dell’infanzia, la scuola, il lavoro, le domeniche, gli amori e i lutti, colori suoni odori che, di fatto, nessuna fotografia potrà restituire.<br />
Penso ai luoghi delle loro giovinezze, alle case, i cibi di cui si nutrirono, i mille sacrifici, qualche viaggio, i giorni delle loro nozze, gli elettrodomestici del tempo, la prima auto che guidarono, la nascita di un figlio… I vecchi sono sempre persone, sono sempre indispensabili, infatti vi sono culture sociali antiche che tributarono loro la massima considerazione.<br />
Ho in mente un’iniziativa (e <strong>perciò chiedo già il tuo aiuto, amico lettore</strong>), che mi piacerebbe intitolare &#8220;La biblioteca d&#8217;argento&#8221;: vorrei cioè proporre ai nostri “vecchi” oltre i 70 di scrivere qualcosa, che abbia relazione col mondo in cui vissero, affinché se ne conservi memoria. Vorrei raccogliere le loro &#8220;voci&#8221;, dentro quei brevi testi, a formare una sorta di complessiva narrazione, e – senza alcun fine di “graduatoria” &#8211; mi piacerebbe selezionarne poi tre, per <strong>averle mie ospiti, quelle voci over 70 e quelle persone, a cena da qualche parte (quando si potrà), se vorranno allietarmi della loro presenza</strong> e conoscere anche mia moglie, Luisa.<br />
Infine, progettare una divulgazione, nel caso anche valutando (se tale spesa sarà sostenibile&#8230;)  la pubblicazione di un volume cartaceo “collettivo”, e/o di un ebook, previa liberatoria autorizzativa degli Autori; volume che penso rimarrebbe come segno importante di un passato il quale – anche a beneficio delle nuove generazioni, cui imputiamo un’insensibilità talora non reale &#8211; va protetto dall’oblio.</p>
<p>I testi, lunghezza non oltre le 6mila battute spazi inclusi, formato word, vanno inviati entro il 31/01/2021 come sempre a <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a> <strong>completati solo da titolo, uno pseudonimo dell’autore, e l&#8217;età in anni</strong>. Indicando nell&#8217;oggetto della mail<strong> &#8220;La biblioteca d&#8217;argento&#8221;.</strong></p>
<p>Penso sia chiaro (specialmente a chi mi conosca umanamente e professionalmente) ma lo ribadisco: il mio progetto <strong>non ha alcun fine di lucro</strong>.<br />
Mi darai una mano? Passerai parola? E’ una domanda che già rivolgo anche a tutti i soci di “Genova World”, e agli amici, liguri e non, Marco Benvenuto, Silvia Bottaro, Gianni Bruzzone, Alessandro Giacobbe, Roberta e Roberto Pesce, Federico Alberto, Paola Travo, Paolo Pagano, Raffaele Corrado, Luca Bartesaghi, Mario Muda, Bruno Sacella&#8230;<br />
Conto su di te.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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