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	<title>Ligucibario &#187; traidue</title>
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		<title>Vite di Farfa. Cucina futurista a Pamparato</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 13:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/futurismo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20553" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/futurismo-218x300.jpg" alt="futurismo" width="218" height="300" /></a></p>
<p>Vite di Farfa. Cucina futurista a Pamparato</p>
<p>Sono stato invitato il 23 agosto scorso da Silvia Bottaro, autrice del recente volume<em> Vite di Farfa</em>, ad intervenire a Serra di Pamparato (CN) per un incontro pubblico dedicato alla figura di questo eclettico e fantasioso artista (il ricco volume, infatti, contiene anche un mio saggio).</p>
<p>La location è stata un piccolo, commovente <em>Museo etnografico sugli usi e costumi della gente di montagna</em>.</p>
<p>Ai racconti di Silvia Bottaro, che <strong>a Savona conobbe Farfa anche personalmente</strong>, dal vivo, racconti dunque costellati anche di gustosi aneddoti (fra le altre cose, Farfa talora scendeva in strada in pigiama&#8230;), ho affiancato sinteticamente i miei, sottolineando come Farfa fu e in qualche modo restò futurista sino all&#8217;ultimo, interiormente condividendo il miglior lascito di questa avanguardia, ovvero &#8211; di fatto &#8211; l&#8217;osservazione attiva e creativa d&#8217;ogni àmbito del vivere e dell&#8217;esprimersi umano (compresa la cucina).<br />
Enrico Crispolti, Claudia Salaris ed altri critici avveduti hanno lasciato pagine mirabili su quella temperie culturale così viva in cui <strong>Marinetti e i suoi sodali</strong> poterono progressivamente diffondere il proprio credo.  Un credo, per taluni aspetti, tuttora vivo e affascinante. Ed io stesso, nel settembre 2021 (vedi la locandina), organizzai una <strong>futurcena sul litorale di Albissola Marina</strong> (grazie a Tullio Mazzotti uno dei luoghi più iconici della ceramica futurista) che &#8211; emblematicamente &#8211; riscosse un vasto successo di pubblico, quasi oltre ogni mia previsione&#8230;</p>
<p>Nel ricettario di Marinetti (e Fillia), edito da Sonzogno nel 1932 in 6mila copie, Farfa (che aveva tempo prima conosciuto <strong>Fillia a Torino</strong>) inserì 7 ricette quanto mai originali, sebbene non proprio &#8220;quotidiane&#8221;, fra cui l&#8217;apprezzabile <em>fragolamammella</em>, ovvero una cupola di ricotta lavorata col Campari e sovrastata da un capezzolo di fragola candita (fu non a caso anche il dessert della mia futurcena albissolese). Il ricettario, che seguiva il <em>Manifesto della cucina futurista</em> dell&#8217;anno precedente (1931), e che veniva arricchito da un lessico dei neologismi curato dal celebre critico <strong>Alfredo Panzini</strong>, meritò più d&#8217;un&#8217;attenzione (talvolta anche feroce), tanto che cene di gala si svolsero anche a Genova e <strong>Chiavari (dove Farfa declamò le proprie &#8220;tuberie&#8221;)</strong>, ma purtroppo la dottrina gastronomica di Marinetti &#8211; ahimé &#8211; esecrava senza appello la pastasciutta, rea d&#8217;imbolsire quegli italiani che, &#8220;ritti sulla cima del mondo&#8221;, avrebbero dovuto una volta ancora scagliar la loro sfida alle stelle. A malapena scamparono alle invettive i ravioli (<strong>carnali lettere d&#8217;amore in busta color crema</strong>&#8230;) e, last not least per un Genovese come me, <strong>il pesto, che fu ribattezzato salsa smeraldo</strong>.</p>
<p>Si consideri, inoltre, che nel marzo 1931 aveva aperto i battenti, in via Vanchiglia 2 a Torino, quella magnifica e magica <em>Taverna del santopalato</em> che, fra alterne fortune, propose menu ed eventi futuristi sino al 1940, quando dovette chiudere i battenti. Il locale, progettato da Fillia e <strong>Diulgheroff</strong> e inaugurato dall&#8217;infaticabile Marinetti, appariva come l&#8217;interno d&#8217;un sommergibile, dotato persino&#8230;di asciugamani in latta!</p>
<p>Era il tempio di piatti arditi quali il <em>carneplastico</em> (Fillia), una polpetta di vitello e verdure coperta di miele e &#8220;avvolta&#8221; alla base da un anello di salsiccia, e quali il <em>pollofiat</em>, un indigeribile pollo ruspante farcito di zabaglione con accompagnamento di confetti argentei, che avrebbero dovuto rappresentare il gusto metallico dei cuscinetti a sfera delle auto&#8230; I drink erano nel frattempo divenuti &#8220;<em>polibibite</em>&#8220;, i tramezzini &#8220;<em>traidue</em>&#8220;, i puré &#8220;<em>poltiglie</em>&#8220;, gli amari e gli ammazzacaffé &#8220;<em>peralzarsi</em>&#8220;&#8230;</p>
<p>Cosa rimane oggi di tutto questo? E di 172 ricette, malgré tout e malgrado qualche intuizione sagace, quasi sempre incucinabili? Come ovvio, trattandosi di futurismo, rimane la provocazione, l&#8217;iconoclastia, ma anche la capacità autentica di praticare le sinestesie, le polisensorialità&#8230; Marinetti, del resto, nel suo ultimo e stanco poema di reduce (1944) precisava di non aver nulla da insegnare (in concreto), mondo com&#8217;era di ogni quotidianismo, e faro di un&#8217;aeropoesia fuori tempo e spazio, ergo svincolata da ogni contingenza e incombenza&#8230; Buon appetito futurista, amici Lettori (ma andateci assai cauti)!</p>
<p>Post scriptum: dopo la conferenza, durante la quale ho appreso che Silvia Bottaro è entrata in possesso di ulteriori lettere e documenti &#8220;farfiani&#8221;, ho cenato con Luisa <strong>all&#8217;albergo &#8220;Alpi&#8221; di Pamparato</strong>, intuendo subito che si sarebbe trattato di una sosta coerente con Ligucibario®: atmosfera suggestiva sulla piazzetta-crocevia, tavoli ben distanziati, menu stra-piemunteis (secondo gusti il tonné, la russa, la giardiniera, i tajarin, le trippe, la torta di nocciole&#8230;), e onesti ricarichi anche sul vino, nei nostri calici si è trattato di un piacevole <strong>&#8220;trifulòt&#8221; di Teo Costa</strong>. Il sorriso premuroso di Dada, la proprietaria, ha completato la bellissima esperienza. Il mio è pertanto un arrivederci a presto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Umberto Curti<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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