<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; theodor adorno</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/theodor-adorno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 14:00:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Storie di vino in scena</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/storie-di-vino-in-scena/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/storie-di-vino-in-scena/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 12:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[buonessere]]></category>
		<category><![CDATA[cultivar]]></category>
		<category><![CDATA[emanuela rolla]]></category>
		<category><![CDATA[filiere brevi]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[grani antichi]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mario soldati]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[teatro garage]]></category>
		<category><![CDATA[theodor adorno]]></category>
		<category><![CDATA[Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[zygmunt bauman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=20667</guid>
		<description><![CDATA[<p>In una piovosa domenica di novembre, un po’ di buon tempo a teatro scalda corpi e cuori, specie dopo tanti mesi di lockdown totali e parziali… Ho infatti assistito con Luisa, presso il Teatro Garage di Genova, a “Vininprosa. Storie di resistenze e rivoluzioni”, messo in scena da Emanuela Rolla e da costei ideato con ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storie-di-vino-in-scena/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/storie-di-vino-in-scena/">Storie di vino in scena</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20668" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/rolla.jpeg"><img class="size-medium wp-image-20668" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/rolla-300x182.jpeg" alt="emanuela rolla" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">emanuela rolla</p></div>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">In una piovosa domenica di novembre, un po’ di buon tempo a teatro scalda corpi e cuori, specie dopo tanti mesi di lockdown totali e parziali…</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Ho infatti assistito con Luisa, presso il Teatro Garage di Genova, a “<strong>Vininprosa. Storie di resistenze e rivoluzioni</strong>”, messo in scena da Emanuela Rolla e da costei ideato con Luca Maschi. Negli articoli che lo promuovevano mi aveva colpito (la mia vita più che il mio mestiere è la storia dell’alimentazione) l’intreccio palcoscenico-vini, che già il titolo ben prefigurava.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Seguo il teatro ma – e me ne dolgo &#8211; non conoscevo Emanuela, che pur vanta un curriculum venticinquennale di assoluto livello e che mi pare legata a Genova da un visibile cordone ombelicale. </span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">E’ stata una felicissima sorpresa. Ho infatti impattato in un’artista che non si risparmia (sola in scena, regge per oltre un’ora l’intero spettacolo) e che sa miscelare molteplici temi con assertiva performance fisica e vocale, ergo spirituale. Temi annodati tuttavia da un fil rouge (narrativo), e da un assioma (interiore) chiarissimo, che da molti, molti anni ho fatto anche mio: <strong>la verità abita nella natura</strong>. Punto e a capo.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Dello spettacolo, che nasce da contatti reali con “<strong>gente di vigna e di cantina</strong>”, ho amato anzitutto le parti centrali, la barbona-ubriacona che in realtà si erge a paladina del vinificare pulito, e la candidata sommelière, che fra mercaptani e pelure d’oignon* satireggia alcuni atteggiamenti e lessici dei cosiddetti guru (lessici che, lo confesso, talvolta debbo praticare io stesso).</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Una pièce, ove costruita con sagacia, incide un segno, fende una tela, getta un seme, anche grazie all’immediatezza della corporeità scenica, da Emanuela ora posta al servizio dell’ironico, ora del grottesco, ora del leggiadro. Seme che Emanuela ha poi “ribadito” anche intrattenendosi col pubblico nel post-spettacolo, difendendo un’idea precisa (inneggiando alla vita), da spartire con gli spettatori&#8230;prima che sia troppo tardi. </span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Nella mia visione, e presumo anche nella sua, quel seme lo piantarono via via, per limitarsi al &#8216;900, <strong>Adorno, Pasolini, Bauman</strong>… Non torno su ciò che ho già scritto sino alla noia a proposito di un tempo sempre più accelerato, brutale, spersonalizzante, che in nome del profitto e del possesso va compromettendo persino il clima e dunque l’esistenza stessa del pianeta. </span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Chi segue Ligucibario® (non sono poi pochissimi) sa che la mia militanza è sempre e comunque dalla parte delle agricolture umane, delle filiere brevi, delle cultivar autoctone, del buonessere, della memoria difesa e non tradita. Ebbi il privilegio di conoscere anche <strong>Gino Veronelli</strong>, dunque… Raccontava vini genuini, &#8220;camminava&#8221; osterie, la madre era di Finalborgo, e i vigneti verticali della Liguria &#8211; da Pornassio alle Cinque Terre &#8211; ammaliarono anche <strong>Mario Soldati</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Mi piacerebbe insieme a Luisa condividere un calice con Emanuela e Luca, a prescindere dai progetti che potranno derivarne. Ciò che loro affermano, e recitano, si potrebbe “declinare”, tanto per dire, anche a proposito dei <strong>grani antichi</strong>, in un Paese che per la gran parte neppure conosce quel che avvenne negli anni ’70 &#8211; purtroppo anche in Italia &#8211; con la mutagenesi radioattiva dei cereali… Un Paese che acquista Kamut©  ma sovente non sa che quel grano duro (Khorasan) cresce con altri nomi anche in Sicilia, Abruzzo, Toscana&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Si potrebbe declinare anche a proposito degli <strong>olii sulle tavole</strong>, tanto per dire, in un Paese che per la gran parte neppure conosce la differenza tra olio d’oliva (raffinato da una rettifica) ed olio extravergine, ovvero mosto di drupe…</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Emanuela, Luca, grazie. Che dirvi ancora, se non a presto?</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Umberto Curti</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">* mercaptani sono i responsabili dello sgradevole odore d&#8217;uova marce là dove lo zolfo durante la fermentazione ha reagito con lieviti morti o fecce; pelure d&#8217;oignon è notazione cromatica utilizzata per alcuni rosati<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/storie-di-vino-in-scena/">Storie di vino in scena</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/storie-di-vino-in-scena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I “vecchi” sono sempre indispensabili</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 16:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[pier paolo pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[theodor adorno]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[un vecchio che muore è una biblioteca che brucia]]></category>
		<category><![CDATA[zygmunt bauman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=19969</guid>
		<description><![CDATA[<p>I “vecchi” sono sempre indispensabili Quando nei giorni scorsi ho letto (chiunque l’abbia scritto e con qualunque significato) che gli anziani non sarebbero indispensabili allo sforzo produttivo del Paese, lo stupore è cresciuto di pari passo col malessere. Nel frattempo, e per fortuna, apprendo dell’uscita di un libro (autore Enrico Colombi) dal titolo “Un vecchio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/">I “vecchi” sono sempre indispensabili</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19970" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/HPIM4868.jpg"><img class="size-medium wp-image-19970" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/HPIM4868-300x225.jpg" alt="varazze, le spiagge della mia infanzia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">varazze, le spiagge della mia infanzia</p></div>
<p>I “vecchi” sono sempre indispensabili</p>
<p>Quando nei giorni scorsi ho letto (chiunque l’abbia scritto e con qualunque significato) che <strong>gli anziani non sarebbero indispensabili allo sforzo produttivo del Paese</strong>, lo stupore è cresciuto di pari passo col malessere.<br />
Nel frattempo, e per fortuna, apprendo dell’uscita di un libro (autore Enrico Colombi) dal titolo “Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”. Quanto sopra, ecco, fa già comprendere come io la pensi e dove io mi collochi.<br />
Sarebbe forse il caso, inoltre e in altri àmbiti, che la smettessimo di ragionare sui nostri “vecchi” solo in termini di consumatori, più o meno sensibili a certi messaggi pubblicitari, e/o come a turisti silver, più o meno idonei a certe proposte di viaggio, e/o come pazienti, più o meno costretti a certi farmaci…<br />
Questo <strong>non è neppur più marketing</strong>, ma una delle sue più discutibili derive…, secondo la quale in nome del profitto noi esistiamo &#8211; sempre e solo &#8211; in quanto acquirenti di qualcosa, e tutto può e deve esser commercializzato e venduto, individui compresi (e dunque presto o tardi toccherà a ciascuno di noi). Forse Adorno, Pasolini e Bauman peccarono di ottimismo?&#8230;<br />
<strong>Un vecchio che muore – di Covid o d’altro &#8211; è veramente una biblioteca che brucia</strong>, un patrimonio di ricordi, emozioni, conoscenze, affetti che non sarà più possibile ripristinare. Un vecchio che muore è tutt’un mondo che dilegua, i paesaggi di ieri, i riti dell’infanzia, la scuola, il lavoro, le domeniche, gli amori e i lutti, colori suoni odori che, di fatto, nessuna fotografia potrà restituire.<br />
Penso ai luoghi delle loro giovinezze, alle case, i cibi di cui si nutrirono, i mille sacrifici, qualche viaggio, i giorni delle loro nozze, gli elettrodomestici del tempo, la prima auto che guidarono, la nascita di un figlio… I vecchi sono sempre persone, sono sempre indispensabili, infatti vi sono culture sociali antiche che tributarono loro la massima considerazione.<br />
Ho in mente un’iniziativa (e <strong>perciò chiedo già il tuo aiuto, amico lettore</strong>), che mi piacerebbe intitolare &#8220;La biblioteca d&#8217;argento&#8221;: vorrei cioè proporre ai nostri “vecchi” oltre i 70 di scrivere qualcosa, che abbia relazione col mondo in cui vissero, affinché se ne conservi memoria. Vorrei raccogliere le loro &#8220;voci&#8221;, dentro quei brevi testi, a formare una sorta di complessiva narrazione, e – senza alcun fine di “graduatoria” &#8211; mi piacerebbe selezionarne poi tre, per <strong>averle mie ospiti, quelle voci over 70 e quelle persone, a cena da qualche parte (quando si potrà), se vorranno allietarmi della loro presenza</strong> e conoscere anche mia moglie, Luisa.<br />
Infine, progettare una divulgazione, nel caso anche valutando (se tale spesa sarà sostenibile&#8230;)  la pubblicazione di un volume cartaceo “collettivo”, e/o di un ebook, previa liberatoria autorizzativa degli Autori; volume che penso rimarrebbe come segno importante di un passato il quale – anche a beneficio delle nuove generazioni, cui imputiamo un’insensibilità talora non reale &#8211; va protetto dall’oblio.</p>
<p>I testi, lunghezza non oltre le 6mila battute spazi inclusi, formato word, vanno inviati entro il 31/01/2021 come sempre a <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a> <strong>completati solo da titolo, uno pseudonimo dell’autore, e l&#8217;età in anni</strong>. Indicando nell&#8217;oggetto della mail<strong> &#8220;La biblioteca d&#8217;argento&#8221;.</strong></p>
<p>Penso sia chiaro (specialmente a chi mi conosca umanamente e professionalmente) ma lo ribadisco: il mio progetto <strong>non ha alcun fine di lucro</strong>.<br />
Mi darai una mano? Passerai parola? E’ una domanda che già rivolgo anche a tutti i soci di “Genova World”, e agli amici, liguri e non, Marco Benvenuto, Silvia Bottaro, Gianni Bruzzone, Alessandro Giacobbe, Roberta e Roberto Pesce, Federico Alberto, Paola Travo, Paolo Pagano, Raffaele Corrado, Luca Bartesaghi, Mario Muda, Bruno Sacella&#8230;<br />
Conto su di te.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/">I “vecchi” sono sempre indispensabili</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
