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	<title>Ligucibario &#187; salmonella</title>
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		<title>Il benessere degli animali</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 14:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il benessere degli animali: ce ne occupiamo a sufficienza? Se una sana alimentazione contribuisce alla salute e al benessere, di converso mangiando male talvolta ci ammaliamo, o via via ci predisponiamo alle future patologie, si pensi al boom delle cosiddette intolleranze. Io non so dire quanto, in passato, le buone condizioni di vita degli animali ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-benessere-degli-animali/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/DSCN5903.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20699" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/DSCN5903-225x300.jpg" alt="DSCN5903" width="225" height="300" /></a>Il benessere degli animali: ce ne occupiamo a sufficienza?</p>
<p>Se una sana alimentazione contribuisce alla salute e al benessere, di converso mangiando male talvolta ci ammaliamo, o via via ci predisponiamo alle future patologie, si pensi al boom delle cosiddette intolleranze.<br />
Io non so dire quanto, in passato, le buone condizioni di vita degli animali importassero al contadino/all’allevatore, ma presumo gli importassero: è pur vero che le società e le economie erano complessivamente assai più rurali del presente, sovente il contado nutrendo le città, e animali vigorosi potevano prima contribuire al lavoro umano e alla ricchezza di chi li possedeva, e poi alla tavola su cui finissero dopo la macellazione.<br />
Racconti che ho ascoltato con riverente attenzione, ad esempio in Calizzano, ad un passo dall’Alta Via dei Monti Liguri, rivelano come campagne e boschi fossero habitat in cui l’essere umano sovente istituiva una sorta di “simbiosi” con gli animali, sia domesticati che selvatici, ed ogni parte rispettava i propri spazi poiché la convivenza, nel complesso, risultava assai migliore dell’antagonismo… Ciò non significa che l’igiene venisse sempre al primo posto, che alcuni animali non venissero castrati o mutilati (la coda dei suini), ma suppongo che non vigesse la crudele indifferenza oggi tipica degli allevamenti industriali.<br />
Talora, ben poco è restato di quel mondo, e i cambiamenti climatici stanno qui e là infliggendo il colpo di grazia a luoghi e comunità marginalizzate da una globalizzazione senza senno. Per me che leggo (anzi mi abbevero a) Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Paolo Rumiz…, la sopravvivenza di Alpi e Appennini è imperativo di cui tutti dovremmo occuparci subito e con determinazione.<br />
Detto questo, e tornando alle prime righe del post, io mi occupo di territorio ed enogastronomia, qualche giorno fa è uscito il mio nuovo lavoro, <em>Abbecedario della cucina ligure</em>, e debbo dire che tanto mi tengo alla larga da materie prime di provenienza “sospetta” e da OGM quanto continuamente esorto i miei Lettori verso filiere più brevi, pulite, “bio”, dentro le quali siano tracciabili <strong>anche le modalità in cui gli animali vengono cresciuti, fatti riposare, curati se necessario, trasportati, e (storditi e) abbattuti&#8230;</strong> Si veda in tal senso anche la strategia europea cosiddetta “farm to fork”. Stress e condizioni di (inutile) sofferenza possono – come ormai arcinoto &#8211; originare negli animali (bovini, equini, ovini, suini, pollame…) una maggior predisposizione alle malattie trasmissibili, il che rappresenta un rischio per i consumatori, ad es. tramite le comuni tossinfezioni alimentari causate da salmonella, campylobacter ed escherichia coli.<br />
Il benessere degli animali va dunque perseguito con una visione davvero più olistica, che tenga conto della loro salute ma anche degli aspetti psicologici e relazionali che caratterizzano la loro esistenza (il celebre Brambell report del 1965 già elencava e in qualche modo certificava le 5 “libertà” irrinunciabili: 1.dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione 2.di avere un ambiente fisico adeguato 3.dal dolore, dalle ferite, dalle malattie 4.di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche normali 5.dalla paura e dal disagio).<br />
Immagino perciò, e ne sono lieto, che torneremo sull’argomento, tanto più che persino le piante sono esseri viventi e intelligenti, caratterizzate da memoria e &#8220;socialità&#8221;, esseri che comunicano tra loro e con gli animali. A presto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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