<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; risorgimento</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/risorgimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2026 14:00:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Genova, anno domini 1847, l&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8230;</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/genova-anno-domini-1849-litalia-se-desta/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/genova-anno-domini-1849-litalia-se-desta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 16:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[balilla]]></category>
		<category><![CDATA[canto degli italiani]]></category>
		<category><![CDATA[carlo alberto]]></category>
		<category><![CDATA[che l'inse]]></category>
		<category><![CDATA[genova nell'ottocento]]></category>
		<category><![CDATA[inno di mameli]]></category>
		<category><![CDATA[italo amleto]]></category>
		<category><![CDATA[luigi paris]]></category>
		<category><![CDATA[michele novaro]]></category>
		<category><![CDATA[nostra signora di loreto a genova]]></category>
		<category><![CDATA[re tentenna]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25922</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Prosegue il nostro viaggio nell’Ottocento genovese, anche attraverso i 10 video che Biblioteca Civica Berio ha predisposto insieme a me e va progressivamente a pubblicare online. Eccoci giunti quindi al 1847… Goffredo Mameli, poeta e patriota genovese, ventenne, compone l’inno (certo non ancora “nazionale”…), che viene ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-anno-domini-1849-litalia-se-desta/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-anno-domini-1849-litalia-se-desta/">Genova, anno domini 1847, l&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25924" style="width: 222px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/04/27-ottobre-risorgimento-evento_page-0001-3-212x300.jpg"><img class="size-medium wp-image-25924" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/04/27-ottobre-risorgimento-evento_page-0001-3-212x300-212x300.jpg" alt="locandina dell'evento del 27/10/23 presso il museo del risorgimento di genova" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">locandina dell&#8217;evento del 27/10/23 presso il museo del risorgimento di genova</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prosegue il nostro viaggio nell’Ottocento genovese, anche attraverso i 10 video che Biblioteca Civica Berio ha predisposto insieme a me e va progressivamente a pubblicare online.</p>
<p>Eccoci giunti quindi al 1847… Goffredo Mameli, poeta e patriota genovese, ventenne, compone l’inno (certo non ancora “nazionale”…), che viene musicato il 5 dicembre a Torino dal parimenti genovese Michele Novaro, compositore che condivideva gli ideali mameliani. Il 10 dicembre, sul piazzale del santuario di Nostra Signora di Loreto a Genova, l’inno viene pubblicamente eseguito per la prima volta in Italia. Quel giorno patrioti da ogni parte d&#8217;Italia convengono per una manifestazione che intende commemorare l’anniversario della rivolta del 1747, e la cacciata degli occupanti austriaci a seguito del celebre episodio – “che l’inse!” &#8211; del Balilla (Giobatta Perasso). L&#8217;intento dei patrioti è, nei fatti, soprattutto quello di sensibilizzare il re Carlo Alberto e le autorità sabaude ad aderire alla causa dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Carlo Alberto peraltro (l’italo Amleto, il Re Tentenna…) è sovrano che, pur più illuminato dei predecessori, dopo la prima guerra d’indipendenza sarà costretto all’abdicazione e all’esilio… Lotte e sangue dovranno ancora susseguirsi… Ma quel 10 dicembre un lungo corteo (le cronache del tempo parlano di circa 32.000 persone, mentre altre 40.000 vi avrebbero assistito lungo il percorso) parte dall&#8217;Acquasola e arriva sul piazzale della chiesa di Oregina, senza che le truppe piemontesi lo ostacolino&#8230; Tra i partecipanti lo stesso Goffredo Mameli, uno dei principali animatori della manifestazione, e il marchigiano Luigi Paris (coetaneo e compagno di studi di Mameli), con le bandiere tricolori della Giovine Italia, poi donate al santuario. Nell&#8217;occasione vengono intonati canti patriottici e la banda municipale  di Sestri Ponente (che dopo la sua morte nel 1905 sarà intitolata a Casimiro Corradi) esegue, per la prima volta in pubblico, &#8220;Il Canto degli italiani&#8221;, composto pochi mesi prima dal Mameli e musicato appunto da Michele Novaro, canto che quasi un secolo dopo sarebbe diventato l&#8217;inno nazionale italiano. A ricordo, nel 2010, il Comune di Genova ha intitolato al &#8220;Canto degli Italiani&#8221; la scalinata antistante il piazzale del santuario.</p>
<p>Sempre in quell’anno 1847 Giovanni Martino Kunkl, proveniente da Egna, s’insedia con la moglie e le prime tre figlie in via Lomellini 3, iniziando a sfornare “pane di lusso all’uso di Vienna”, a impiegare farine forti, per dar vita a rosette michette sfilatini libretti… Morirà nel 1877, venendo sepolto a Staglieno, ed il figlio Stefano aprirà anche un esercizio in via Roma ed uno ai Quattro canti di San Francesco, divenendo fornitore della Real Casa… Silvio poi, il figlio di Stefano e dunque nipote di Giovanni Martino, diverrà presidente dell’Assopanificatori e insegnante d’arte bianca&#8230;</p>
<p>Agli amici Lettori suggerisco quindi in lettura Massimo Castoldi, “L’Italia s’è desta”, ed. Donzelli, Roma, 2024.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-anno-domini-1849-litalia-se-desta/">Genova, anno domini 1847, l&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/genova-anno-domini-1849-litalia-se-desta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cucina ligure domande e risposte(10). Mazzini descrisse una torta?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 13:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[assaggi di ottocento]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure domande e risposte]]></category>
		<category><![CDATA[grenchen]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[maria drago]]></category>
		<category><![CDATA[outfood]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[torta di mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25786</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/">Cucina ligure domande e risposte(10). Mazzini descrisse una torta?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?<br />
Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo via via a rispondere nei prossimi mesi. Stay tuned!</p>
<h2><i>Mazzini descrisse una torta</i>?</h2>
<h2></h2>
<p><strong><i>10. Mazzini descrisse una torta?</i></strong> Assolutamente sì, una torta di mandorle, in una lettera alla madre Maria Drago inviata il 28 dicembre 1835 da Grenchen in Svizzera (Canton Soletta), dov&#8217;era prudentemente riparato&#8230; La lettera, scritta affinché la madre sperimentasse la ricetta, &#8220;tratta&#8221; dal cattivo francese di una domestica (<a title="torta di mazzini" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/" target="_blank">eccovi il link</a>), è conservata all&#8217;Istituto storico del Risorgimento, in via Lomellini a Genova, e contiene un finale autoironico&#8230; A tali vicende abbiamo dedicato, in sinergia col Comune di Genova, sia un video della seria &#8220;Outfood&#8221; sia un video della serie &#8220;Assaggi di Ottocento&#8221;. Buone visioni!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Continuate a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Cliccate qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte8-stoccafisso-o-baccala/" target="_blank">l&#8217;ottava faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/">Cucina ligure domande e risposte(10). Mazzini descrisse una torta?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte10-mazzini-descrisse-una-torta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova, correva l’anno domini 1834…</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/genova-correva-lanno-domini-1834/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/genova-correva-lanno-domini-1834/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 06:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[1834]]></category>
		<category><![CDATA[angelo paganini]]></category>
		<category><![CDATA[assaggi di ottocento]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca berio]]></category>
		<category><![CDATA[cristoforo filippi]]></category>
		<category><![CDATA[davide bertolotti]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni casaccia]]></category>
		<category><![CDATA[guide baedeker]]></category>
		<category><![CDATA[guide bradshaw]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio nella liguria marittima]]></category>
		<category><![CDATA[vocabolario genovese-italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25532</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Genova, correva l’anno domini 1834… Genova dedica il 2025 all’Ottocento, e con piacere m&#8217;inscrivo con alcuni pezzi in tale cornice di ricerche ed iniziative. Nel frattempo, appaiono online anche i video “Assaggi di Ottocento” che ho realizzati alla Biblioteca Civica Berio proprio per approfondire la storia cittadina nel XIX ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-correva-lanno-domini-1834/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-correva-lanno-domini-1834/">Genova, correva l’anno domini 1834…</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25533" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSCN3998.jpg"><img class="size-medium wp-image-25533" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSCN3998-300x177.jpg" alt="l'ottocentesca galleria mazzini a genova" width="300" height="177" /></a><p class="wp-caption-text">l&#8217;ottocentesca galleria mazzini a genova</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova, correva l’anno domini 1834…</p>
<p>Genova dedica il 2025 all’Ottocento, e con piacere m&#8217;inscrivo con alcuni pezzi in tale cornice di ricerche ed iniziative. Nel frattempo, appaiono online anche i video “Assaggi di Ottocento” che ho realizzati alla Biblioteca Civica Berio proprio per approfondire la storia cittadina nel XIX secolo, anche fornendo bibliografie e cronologie. Salgono in scena, per così dire, 10 anni specifici, percorsi attraverso visuali talora inconsuete (la grande storia somma in sé microstorie), ed oggi focalizziamo fra questi il 1834 (stay tuned, amico Lettore, perché il nostro viaggio è appena alla terza tappa…).</p>
<p>In tale anno esce in 3 volumi (ed. Botta di Torino) “Viaggio nella Liguria marittima” di Davide Bertolotti, scrittore-“reporter”, anche romanziere, di famiglia benestante, eclettico e poliglotta, talvolta inviso ad alcuni per l’opportunismo politico, ma infaticabile divulgatore. Per scrivere l’opera, Bertolotti risedette tre anni a Genova. Autore non particolarmente originale, sapeva tuttavia cogliere lo spirito dei tempi, e la sua guida di viaggio s’inserisce in quella stagione in cui all’estero si diedero alle stampe le celeberrime “Baedeker” e “Bradshaw”…</p>
<p>Nel 1834 esce anche il primo vocabolario genovese-italiano, redatto da un sacerdote, Cristoforo Filippi, “modesto scolopio”, nato a Santo Stefano al Mare (oggi IM) nel 1770. Ne diede notizia anche Amedeo Pescio su “Il secolo xix” del 24 giugno 1932, ma poi se ne persero le tracce. E’ riapparso successivamente in una collezione privata. Questo vocabolario è importante in quanto apre la strada ai tanti &#8211; talora ottimi &#8211; strumenti lessicali successivi (Angelo Paganini, 1837, Giovanni Casaccia, 1851…), con cui il vernacolo e l’italiano finalmente e felicemente s’incontravano.</p>
<p>Ottimo successo di pubblico e d&#8217;interesse, inoltre, alla conferenza che ho tenuto, sempre su queste tematiche, alla Biblioteca Civica Saffi, di cui ringrazio la Direzione e lo staff per la sempre cortese efficienza. Ulteriori informazioni sul programma d&#8217;incontri, che Luisa Puppo ed io abbiamo sin qui calendarizzato, <a title="conferenze di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/le-conferenze-di-umberto-curti/" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p>Il mio arrivederci si sposa infine alla lettura che vi suggerisco, Bianca Montale, “Mito e realtà di Genova nel Risorgimento”, ed. Franco Angeli, Milano, 1999.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-correva-lanno-domini-1834/">Genova, correva l’anno domini 1834…</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/genova-correva-lanno-domini-1834/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Assaggi di Ottocento, si parte!</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[assaggi di ottocento]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca berio]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[cuciniera genovese]]></category>
		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[giobatta ratto]]></category>
		<category><![CDATA[inno di mameli]]></category>
		<category><![CDATA[mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[paganini]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli di paganini]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[sacripante]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[torta di mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio nella liguria marittima]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25087</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Assaggi di Ottocento, was ist das? Genova nel 2025 focalizza l’Ottocento come àmbito prioritario d’indagine circa la storia cittadina, dedicandogli specifiche iniziative (il 2024 si concentrò viceversa sul Medioevo). Il progetto “Assaggi di Ottocento”, che Biblioteca Civica Berio (Comune di Genova) pone in essere in collaborazione con chi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/">Assaggi di Ottocento, si parte!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/tonizzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25088" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/tonizzi-300x251.jpg" alt="tonizzi" width="300" height="251" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Assaggi di Ottocento</strong>, was ist das? Genova nel 2025 focalizza l’Ottocento come àmbito prioritario d’indagine circa la storia cittadina, dedicandogli specifiche iniziative (il 2024 si concentrò viceversa sul Medioevo).<br />
Il progetto “Assaggi di Ottocento”, che <strong>Biblioteca Civica Berio (Comune di Genova)</strong> pone in essere in collaborazione con chi vi scrive, origina anche dalla riuscita esperienza “Assaggi di Medioevo”, che nel 2024 ha denotato un’agilissima realizzabilità e un significativo numero di visualizzazioni online.</p>
<h2>Assaggi di Ottocento</h2>
<p>Anche in questo caso su tratta di un ciclo di <strong>10 videopillole (+1 conclusiva di “riepilogo”)</strong>. Ognuna inquadra un tematismo, anche ma non prioritariamente gastrononomico, idoneo a sviluppare un breve <em>storytelling</em> circa la Genova ottocentesca nei suoi aspetti socioeconomici, urbanistici… A puro titolo d’esempio, via via “entrano” in scena <strong>papa Pio VII, Alessandro Manzoni, la torta di Mazzini, i ravioli di Paganini, l&#8217;inno di Mameli, Sacripante, la “Cuciniera” di Giobatta Ratto, le caffetterie, Nietzsche…</strong>, risorse intorno alle quali raccontare eventi, persone, aneddoti, atmosfere.<br />
Ogni video-puntata di Assaggi di Ottocento è completata da alcune immagini e keywords, da una cronologia, e da una bibliografia ad hoc, per successivi approfondimenti personali, su Genova e gli accadimenti talora internazionali di cui si tratta, da parte dello spettatore (la foto si riferisce ad es. all&#8217;ottimo saggio di Elisabetta Tonizzi uscito alcuni anni fa).<br />
Il format consente una “divulgazione” anche e positivamente asincrona (sia tramite il canale YouTube delle Biblioteche Genova metropolitana, sia attraverso la pagina Facebook di Biblioteca Berio), e le video-puntate possono essere fruite singolarmente, o in successione… <strong>Si parte dal 1814, e si arriva al 1876</strong>.<br />
Va da sé che per forma e contenuti “Assaggi di Ottocento” si presta a sinergie con altre iniziative pubbliche sul tema, ed anche ad una diffusione presso scuole, sodalizi, così da avvicinare giovani, curiosi, e ulteriori audience a contesti noti ma talvolta meno noti, narrati da chi vi scrive in modalità “mediatica” ma sempre attraverso una rigorosa ricostruzione storica…<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/t-qDdzQidB4?si=JhcLwngCI3aw-CEm" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>Il ciclo completo di <a href="https://www.bibliotechedigenova.it/evento/24220" target="_blank">Assaggi di Ottocento</a>:</strong></p>
<p>23/1     1814 – Sbarchi, pontefici, e dolcezze</p>
<p>6/2       1827 – Mazzini, Manzoni, droghe&amp;coloniali</p>
<p>20/2     1834 – “Viaggio nella Liguria marittima”</p>
<p>6/3       1835 – La torta di Mazzini</p>
<p>20/3     1839 – I ravioli di Paganini</p>
<p>3/4       1847 – Un inno nazionale, e un pane di lusso “all’uso di Vienna”</p>
<p>17/4     1851 – La forza di Sacripante</p>
<p>1/5       1863 – La “Cuciniera genovese” di Giobatta Ratto</p>
<p>15/5     1866 – Guerre, patrioti e cioccolati</p>
<p>29/5     1876 – Caffetterie, filosofi, e navi in ferro.</p>
<p>Questi patrimoni storico-culturali confermano Genova quale destinazione <em>heritage</em>, perfetta per un turismo esperienziale che apprezzi <strong>il genius loci, la gastronomia, il tessuto commerciale che anima le vie, le mille storie che hanno reso &#8220;Superba&#8221; nel tempo la città</strong>. Ho offerto volentieri il mio know how perché credo che talvolta, se si ama un&#8217;idea (ed io non da oggi amo l&#8217;idea di una Genova cosmopolita e competitiva), si possa e si debba cooperare in maniera volontaristica, senza nulla chiedere in cambio se non il piacere di contribuire ad un risultato, grande o minimo che sia&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<div id="attachment_22485" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/">Assaggi di Ottocento, si parte!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/assaggi-di-ottocento-si-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova nell&#8217;Ottocento. Una bibliografia</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 09:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acquasola]]></category>
		<category><![CDATA[circonvallazione a monte]]></category>
		<category><![CDATA[cuciniera genovese]]></category>
		<category><![CDATA[funicolare zecca righi]]></category>
		<category><![CDATA[genova nell'ottocento]]></category>
		<category><![CDATA[giobatta ratto]]></category>
		<category><![CDATA[porto di genova]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[savoia]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione dei mille]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25011</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Genova nell&#8217;Ottocento. La Superba dedica il 2025 all&#8217;Ottocento, con una serie di ricerche ed iniziative per focalizzare ancor meglio la storia cittadina di quel secolo. Ligucibario® seguirà ovviamente con interesse e &#8220;accompagnerà&#8221; con testi e materiali questo percorso lato sensu di approfondimenti. Il primo contenuto che proponiamo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento/">Genova nell&#8217;Ottocento. Una bibliografia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/026.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25012" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/026-225x300.jpg" alt="026" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genova nell&#8217;Ottocento. La Superba dedica il 2025 all&#8217;Ottocento, con una serie di ricerche ed iniziative per focalizzare ancor meglio la storia cittadina di quel secolo. Ligucibario® seguirà ovviamente con interesse e &#8220;accompagnerà&#8221; con testi e materiali questo percorso lato sensu di approfondimenti. Il primo contenuto che proponiamo ai Lettori è una bibliografia tematica (in ordine alfabetico per cognome) a cura di chi scrive. Buone letture!, da Umberto Curti.</p>
<p>AA.VV., <em>La Merica!</em>, ed. Sagep, 2008</p>
<p>AA.VV., <em>Mogano ebano oro. Interni d’arte a Genova…</em>, ed. Scalpendi, 2020</p>
<p>Beri, <em>Genova e La Spezia da Napoleone ai Savoia</em>, ed. Città del silenzio, 2014</p>
<p>Bonacasa, <em>Guida alla toponomastica risorgimentale di Genova</em></p>
<p>Bottaro, <em>Genova 1892 e le celebrazioni colombiane</em> (prefaz. P.E. Taviani), ed. Pirella, 1984</p>
<p>Casanova, <em>I genovesi sono tutti Balilla</em>, ed. Erga, 2023</p>
<p>Castellano, <em>Benservito. Scorci di vita della Genova risorgimentale</em>, ed. Erga, 2015</p>
<p>Chiozza, <em>Guida Commerciale descrittiva di Genova del 1874-75</em></p>
<p>Fabrini, <em>Il sacco di Genova. 1849</em>, ed. Sensibili alle foglie, 2014</p>
<p>Finauri (cur.), <em>Genova com’era</em>, ed. Frilli, 2008</p>
<p>Garibaldi (L. e S.), <em>Genova e i Mille</em>, ed. De Ferrari, 2010</p>
<p>Grimaldi, <em>Michele Giuseppe Canale. La vita…</em>, ed. Biblion, 2016</p>
<p>Grimaldi, <em>La Società di letture e conversazioni scientifiche</em>, ed. De Ferrari, 2018</p>
<p>Guglielmino, <em>Genova dal 1814 al 1849. Gli sviluppi economici e l’opinione pubblica</em>, ed. Deputazione di storia patria per la Liguria, Genova, 1940</p>
<p>Luccardini, <em>La Circonvallazione a monte</em>, ed. Sagep, 2012</p>
<p>Milan, <em>Giornali e periodici a Genova tra Ottocento e Novecento</em>, ed. Erga, 2005</p>
<p>Montale, <em>Mito e realtà di Genova nel Risorgimento</em>, ed. Franco Angeli, 1999</p>
<p>Morabito (cur.), <em>Genova nell’Ottocento</em>, ed. Editalia, 1994</p>
<p>Paloscia, <em>Genova dei grandi viaggiatori</em>, ed. Abete, 1990</p>
<p>Poleggi (cur.), <em>Nove opere del porto vecchio</em>, ed. Sagep, 1987</p>
<p>Ratto, <em>La vera cuciniera genovese</em>, 1^ ed. F.lli Pagano, 1863</p>
<p>Rocchiero, <em>Ottocento pittorico genovese</em>, ed. Rassegna Liguria, 1956…</p>
<p>Rossini, <em>La passeggiata dell’Acquasola</em>, ed. Galata, 2019</p>
<p>Serra e Genova, <em>1897-2017: i 120 anni della funicolare Zecca-Righi</em>, ed. Geko, 2017</p>
<p>Simonetti, <em>Una cucina a Genova nell’Ottocento</em>, ed. Sagep, 2016</p>
<p>Tonizzi, <em>Genova nell’Ottocento</em>, ed. Rubbettino, 2013</p>
<p>Tormena (cur.), <em>Genova. La città nelle fotografie dell’Ottocento</em>, ed. Tormena, 2022</p>
<p>Tormena e Tonizzi (cur.), <em>Genova. Il porto nelle fotografie dell’Ottocento</em>, ed. Tormena, 2023?</p>
<p>Torre, <em>Alle origini della città contemporanea. Rendita fondiaria…</em>, ed. CUECM, 2004</p>
<p>Villavecchia, <em>Caseggiato primo</em>, ed. Hoepli, 2015.</p>
<div id="attachment_22485" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento/">Genova nell&#8217;Ottocento. Una bibliografia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/genova-nellottocento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cenni per una storia della Liguria e di Genova</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cenni-per-una-storia-della-liguria-e-di-genova/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/cenni-per-una-storia-della-liguria-e-di-genova/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 10:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[andrea doria]]></category>
		<category><![CDATA[arene candide]]></category>
		<category><![CDATA[assedio di montoggio]]></category>
		<category><![CDATA[balilla]]></category>
		<category><![CDATA[balzi rossi]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia della storia della liguria]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia della storia di genova]]></category>
		<category><![CDATA[bixio]]></category>
		<category><![CDATA[che l'inse]]></category>
		<category><![CDATA[colombo]]></category>
		<category><![CDATA[fieschi]]></category>
		<category><![CDATA[garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[genovino]]></category>
		<category><![CDATA[guerre puniche]]></category>
		<category><![CDATA[ianuensis ergo mercator]]></category>
		<category><![CDATA[imperia]]></category>
		<category><![CDATA[IX regio]]></category>
		<category><![CDATA[la spezia]]></category>
		<category><![CDATA[libarna]]></category>
		<category><![CDATA[luni]]></category>
		<category><![CDATA[mameli]]></category>
		<category><![CDATA[maona]]></category>
		<category><![CDATA[mar ligure]]></category>
		<category><![CDATA[marca obertenga]]></category>
		<category><![CDATA[mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[meloria]]></category>
		<category><![CDATA[monte bego]]></category>
		<category><![CDATA[piana d'albenga]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[sampierdarena]]></category>
		<category><![CDATA[san colombano]]></category>
		<category><![CDATA[savona]]></category>
		<category><![CDATA[siglo de oro]]></category>
		<category><![CDATA[statue stele]]></category>
		<category><![CDATA[storia della liguria]]></category>
		<category><![CDATA[storia di genova]]></category>
		<category><![CDATA[superba per uomini e per mura]]></category>
		<category><![CDATA[tavola bronzea]]></category>
		<category><![CDATA[triangolo industriale]]></category>
		<category><![CDATA[val polcevera]]></category>
		<category><![CDATA[val ponci]]></category>
		<category><![CDATA[via postumia]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=24995</guid>
		<description><![CDATA[<p>Cenni per una storia della Liguria e di Genova &#160; 1)Origini, preistoria/protostoria I Liguri sono uno dei più antichi popoli del Mediterraneo (culla di civiltà), e al contempo sono assai remote le prime testimonianze circa una presenza dell&#8217;uomo in Liguria. Tuttora si dibatte se si trattasse di una popolazione indoeuropea, casomai imparentata con popolazioni celtiche ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cenni-per-una-storia-della-liguria-e-di-genova/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cenni-per-una-storia-della-liguria-e-di-genova/">Cenni per una storia della Liguria e di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24996" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN3033.jpg"><img class="size-medium wp-image-24996" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN3033-300x215.jpg" alt="albenga" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">albenga</p></div>
<p><strong>Cenni per una storia della Liguria e di Genova</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1)Origini, preistoria/protostoria</p>
<p>I Liguri sono uno dei più antichi popoli del Mediterraneo (culla di civiltà), e al contempo sono assai remote le prime testimonianze circa una presenza dell&#8217;uomo in Liguria. Tuttora si dibatte se si trattasse di una popolazione indoeuropea, casomai imparentata con popolazioni celtiche antiche, o preindoeuropea (glosse, relitti linguistici e toponomastica includono la lingua ligure fra le preindoeuropee di tipo mediterraneo). In termini – diremmo oggi – di melting pot, nel VI secolo a. C. coloni greci di Focea, in Asia Minore, avevano fondato Massalia (Marsiglia), e intorno al IV secolo si insediarono poi sul territorio “ligure” altre tribù celtiche e fenicie, contatti che ci ostacolano precise ascendenze etniche…</p>
<p>Liguria deriverebbe da un monema lig, che significherebbe luogo acquitrinoso, palude, golena, pantani stagnanti poco abitabili (lig originerebbe anche il toponimo francese Livière). Ma in effetti una terra definita dai diversi primi autori anche sassosa, sterile, aspra, o coperta di alberi da abbattere, quindi sempre inospitale, sempre un’orografia antitetica alle agricolture… “Schiacciata”, ieri come oggi, tra Alpi/Appennini da un lato e coste rocciose dall’altro (il Mar Ligure raggiunge rapidamente profondità superiori ai 1.000 m), con l’eccezione di alcuni arenili più ampi a Ponente e della sempre fertile piana d’Albenga, dove “convergeva” l’acqua di vari torrenti che poi vennero chiamati Pennavaire, Neva, Arroscia, Lerrone.</p>
<p>Durante il Paleolitico, il periodo dell&#8217;uomo cosiddetto di Nearderthal e dei cacciatori di orsi, in Liguria vivevano il cervo, lo stambecco, il camoscio, il capriolo, l’uro (estinto), il bisonte, l’ippopotamo, l’alce, il mammuth e il leone. Qui come in altre zone d’Italia, quali ad esempio la Puglia e la Sardegna, sebbene sia ormai difficile immaginarlo.</p>
<p>I primi Liguri lasciarono traccia di sé nella grotta del Cavillon ai Balzi Rossi a Grimaldi, oggi confine francese; nel territorio dell’attuale Sanremo; nel Loanese-Finalese (grotta delle arene candide (a), val Ponci←vallis pontium…) oltre che a Toirano; e, in misura minore, in altre località di levante (grotta dei colombi all’isola Palmària, l’unica non marina dell’arcipelago…).</p>
<p>Nelle grotte lungo il torrente Pennavaire, che dà nome alla valle tra Zuccarello e Cantarana, ovvero le aree ingauna e ormeasca, sono stati ritrovati residui umani risalenti fino al 7.000 a.C. Via via scavi mirati e accurati, presso i Balzi Rossi e altri siti, hanno restituito agli archeologi molti materiali, tra cui resti fossili, importanti per comprendere l&#8217;alimentazione del tempo, sepolture con oggetti di corredo (il medico Emile Rivière aveva scoperto la prima alla grotta del Cavillon alla fine di marzo del 1872), ed inoltre talune fra le prime espressioni d&#8217;arte conosciute in Italia e nel bacino mediterraneo, si pensi anche alle circa 40mila incisioni rupestri di Monte Bego nella valle delle Meraviglie, risalenti all’età del rame/bronzo. Alla successiva età del ferro o poco prima (Neolitico) risalgono anche i castellari, stazioni fortificate dove poter vivere sorvegliando e fronteggiando i passaggi nemici, e le straordinarie (enigmatiche) statue-stele oggi riunite nel Museo del Piagnaro a Pontremoli, in Lunigiana (la prima statua stele giuntaci venne rinvenuta nel 1827 a Novà di Zignago (SP), e reca l’iscrizione etrusca “mezunemunius”). E’ certo che quei Liguri abitassero una regione molto più estesa dell’attuale, quantomeno dall’Arno al Rodano→Ebro, come è stato scritto (b). Tuttavia, nel ‘300 l’Alighieri, valutando anzitutto l&#8217;aspetto linguistico-dialettale, parlerà della Liguria come di una regione compresa tra il “trofeo d&#8217;Augusto” (La Turbie) ad ovest, Lerici ad est, e lo spartiacque alpino-appenninico. Il patrimonio archeologico ligure compone un fil rouge trasversale, che in termini turistici attende da sempre una compiuta valorizzazione d’insieme.</p>
<p>(a) celebre per il rinvenimento della sepoltura di un “giovane principe”, un cacciatore del Paleolitico superiore deceduto circa 15enne per via di un forte colpo al volto, e seppellito nella cavità con gli onori che si tributano ad un capo, accompagnato da un cospicuo corredo.</p>
<p>(b) per ulteriori approfondimenti, vedi ad es. Umberto Curti, “<em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>”, ed. De Ferrari, Genova, 2012…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2)Romanizzazione</p>
<p>La Liguria, ancora tribale e “primitiva” due secoli e mezzo prima di Cristo, suddivisa in gruppi apuani, ingauni, intemelii ecc., praticanti una modesta economia agro-pastorale (integrata da caccia e pesca) ma bellicosi, fu quindi conquistata dai Romani, potenza per natura espansiva. Per quanto attiene a Genova, il nucleo pre-romano fu la rupe di Sarzano, sorta poi di oppidum sopra il navigatissimo seno del Mandraccio, oggi la “collina di Castello”.</p>
<p>Durante la prima guerra punica (238-235 a.C.), a seguito dell&#8217;alleanza di alcune tribù liguri – ma mai i Genuates! &#8211; coi Cartaginesi e coi Galli contro Roma, i Romani dovettero superare molte difficoltà per assicurarsi il controllo del territorio, che pian piano divenne – malgrado la guerriglia di gruppi liguri rimasti “autonomi” – la IX Regio augustea. Dopo le distruzioni del 205 a.C. provocate dai Cartaginesi di Magone Barca – fratello minore di Annibale &#8211; nel corso della seconda guerra punica, si verificò nell’attuale area di Genova una spinta abitativa a nord ed est, &#8220;popolando&#8221; quelle prime alture che (la storia si ripete “curiosamente”) molti secoli dopo divennero i luoghi di villeggiatura della nobiltà cittadina in fuga dalla calura.</p>
<p>Apuani e ingauni, nel corso della conquista romana, vennero ripetutamente massacrati e deportati (182-180 a.C.). Tuttavia, solo con la costruzione delle grandi strade romane (ovvero 1.la via Julia Augusta da Vada al Var in Provenza; 2.la via Postumia, da Derthona (Tortona) a Genova (visibili alcuni resti di Libarna), che collegava il mare alla Padania e alle “autostrade” direzionate all’Adriatico; 3.la via Aemilia Scauri, da Luna a Vada e a Derthona), i Romani poterono finalmente assicurarsi la sottomissione e il controllo definitivo della regione posta tra Pisa/Magra a levante e Roja/Aquae Sextiae (oggi Aix-en-Provence) a ponente, rafforzandone l&#8217;unità territoriale ed incrementando gli scambi ed il business dei commerci. I Romani confermarono, per così dire, come principali città Albintimilium (Ventimiglia), di cui rimangono significativi monumenti; Albingaunum (Albenga), anch&#8217;essa ricca e splendida, area agricola su cui giunsero subito ad insediarsi facoltosi coloni, e che “dialogava” con Aquae Statiellae e Alba Pompeia; Vada Sabatia (Vado Ligure), scalo come oggi di valenza portuale; Ad Navalia (Varazze) dove i conquistatori ricavavano dal Beigua tronchi per costruire la flotta mercantile e militare; Genua (da un etrusco Kainua, Genova), emporio per l’import ed export sin dall&#8217;epoca etrusca, scalo delle “portacontainer” che trasferivano merci &#8211; ad es. vini e olii &#8211; sulle rotte da Roma alla Spagna, e ritorno (c). E infine la bella marmorea Luna (Luni), il porto a forma di luna, da cui salpavano anche formaggi di pregio, verosimilmente ovini e rotondi, di cui parla in un epigramma il salace poeta Marziale («caseus etrusca signatus imagine Lunae praestabit pueris prandia mille tuis», il cacio contrassegnato dal simbolo etrusco di Luni procaccerà mille pasti ai tuoi fanciulli/servi), vissuto nel I secolo d.C..</p>
<p>(c) nel 1506 un contadino della val Polcevera, tal Agostino Pedemonte, ritrova presso Serra Riccò (GE), nel rio Pernecco, ivi portata da un moto franoso, una tavola di bronzo, che poi verrà datata al 117 a.C., contenente un testo in latino. Si tratta di un arbitrato emesso da magistrati a Roma per dirimere la contesa fra “Genuates” (Genovesi) e “Viturii Langenses” (abitanti di Langasco, in val Polcevera). Questi ultimi dovranno pagare un vectigal, una sanzione (in grano e vino) onde poter fruire del compascuus, ovvero il terreno pubblico su cui far pascolare le mandrie ecc.. La tavola bronzea, restaurata alcuni decenni or sono e oggi visibile al Museo civico archeologico di Genova Pegli, è la conferma di come in zona – lungo l’importante via Postumia… &#8211; si praticasse al tempo già anche la viticoltura (ed oggi la val Polcevera è una delle 8 DOC vinicole liguri…)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3)Epoche “barbariche” ed Alto Medioevo</p>
<p>Caduto via via l&#8217;impero romano, il territorio ligure fu ovvia e ambita meta delle invasioni barbariche, dei Visigoti di re Alarico (morto nel 410), degli Eruli di Odoacre (morto nel 493) e dei Goti di Teodorico (morto nel 526)… Genova fu certamente e precocemente sede vescovile, come si evince – leggendo gli Acta Concilii &#8211; dalla presenza di Diogene (con funzione anti-arianesimo) al Concilio d&#8217;Aquileia del 381, un sinodo “politicamente” decisivo per la Cristianità. Conquistata dall’audace e abile generale Belisario, la Liguria di fatto fu poi bizantina. I bizantini, che abitavano i “resti” dell’Impero romano d’oriente, per l&#8217;importanza dei suoi porti la tennero a lungo, difendendo anzitutto la costa contro le mire esterne. In seguito e per un paio di secoli fu dominata anche dai Longobardi “di Rotari”, che naturalmente applicarono l&#8217;editto di Rotari (643) e permisero la fondazione di diverse abbazie, dato che molti monaci – in primis poi i benedettini &#8211; erano agronomi e speziali di grande cultura (è di pochi decenni antecedente all’editto di Rotari l’insediamento dell’irlandese Colombano a Bobbio, e si suppone che l’editto, un corpus di norme per dirimere controversie, sia stato redatto proprio nello scriptorium di Bobbio, dove si fabbricavano anche pergamene…). Non si devono figurare le calate barbariche sempre in forma di scorrerie selvagge: i nuovi venuti “scendevano” sovente con famiglie e bestiame, per insediarsi e campare stabilmente.</p>
<p>Il porto di Genova divenne porto franco, e si sviluppò nei retrostanti entroterra la coltivazione a terrazze, ovvero fasce sostenute da muretti a secco (quest’arte appartiene oggi al patrimonio UNESCO), mentre riprendevano alcuni commerci.</p>
<p>Presa poi dai Franchi, che avevano sconfitto alle chiuse in val di Susa i Longobardi nel 773-774, la Liguria subì anche ripetute aggressioni saracene e normanne. Tali razzie comportavano anche stupri e rapimenti, impattavano gravemente sul morale e l’economia locale, e indussero molte località “in prima linea” ad erigere strutture e torri di avvistamento sugli arenili, di cui talora ci resta traccia. Sconfitti o quantomeno fronteggiati i Saraceni (nel 952 venne distrutto l’avamposto del Frassineto – La Garde-Freinet &#8211; in Provenza e quindi la minaccia islamica che da alcuni decenni tormentava anche Genova ne uscì notevolmente diminuita), dopo il Mille le attività commerciali ripresero pian piano vigore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4)Medioevo e progressiva affermazione mercantile di Genova</p>
<p>Intanto la Liguria dei Franchi era stata divisa da Berengario II d’Ivrea in tre marche “fedeli”, da cui provengono le maggiori dinastie di quel tempo: l&#8217;Arduinica ad occidente, l&#8217;Aleramica al centro, e l&#8217;Obertenga (con Genova e La Spezia) ad Oriente. Nei secoli XI e XII le marche sopracitate furono frazionate in feudi. Feudo deriverebbe da un franco/germanico fehu, ovvero possesso di bestiame.</p>
<p>È a questo punto (alquanto tranquillo) della storia ligure che in effetti Genova si afferma durevolmente, e più d’ogni altro centro ligure.</p>
<p>Elevata a rango di contea in epoca carolingia contro i Saraceni, i quali in varie occasioni la percorsero e ripercorsero con l&#8217;usuale puntualità (sino agli anni 931, 934, 945…), divenne successivamente, come detto, Marca Obertenga, cioè feudo dei marchesi Obertenghi. Lo stato di fatto, sin dal 958, consentì ai Genovesi molte prerogative di relativa libertà, dentro quelle cinte murarie che una dopo l&#8217;altra venivano issate a contrasto anzitutto degli Arabi. E&#8217; del 1056 l&#8217;autonomia cittadina grazie ad un accordo stipulato fra il vescovo e &#8211; appunto &#8211; i marchesi Obertenghi. Genova, pertanto, assurse a libero Comune che &#8220;aggregava&#8221; in sé le antiche <em>compagne</em> commerciali di rione; in tal senso, possiamo affermare che i Comuni sono stati null’altro che la prima forma forte di associazionismo. Tale indipendenza, unitamente al valore strategico delle sue coste ed ai valichi, consentì a Genova una prima significativa espansione verso occidente, ed alcune compagne poterono già schierarsi a fianco dei pisani, al tempo ancora alleati, nella navigazione del Mediterraneo centrale. Fu il preludio alle Crociate del XI secolo, che cominciarono a fruttare nuove relazioni e molteplici colonie d’oltremare. Genova nel 1091 insediò addirittura un mega-mercato a San Giovanni d&#8217;Acri. Al 1155 risalgono la celebre Porta Soprana e la cinta muraria eretta contro la minaccia di Federico Barbarossa, all’epoca un bellicoso 33enne, incoronato “re dei Romani”. Il governo della Sicilia fece ulteriormente di Genova l&#8217;emporio nodale del Mediterraneo, mentre ferveva l&#8217;escalation delle Maone, sodalizi privati (molto se ne è scritto anche recentemente) di carattere finanziario-politico grazie alle quali si realizzeranno poi le missioni &#8211; altrimenti inimmaginabili &#8211; per la presa di Ceuta del 1235, di Scio del 1347, di Cipro del 1373 e del 1402. C’est l’argent qui fait la guerre.</p>
<p>Dunque, sintetizzando un “riepilogo”, a seguito del consolidamento dell&#8217;organizzazione feudale, con la crescita del potere dei vescovi e dopo lo sviluppo dei liberi Comuni, Genova impose la sua preminenza – con le buone o le cattive &#8211; sulle altre comunità liguri. Nel 1254 riuscì a sottrarre pure Lerici all’influenza di Pisa e accrebbe il proprio controllo su quel Golfo, ma per quasi vent&#8217;anni, tra il 1256 e il 1273, il borgo della Spezia fu peraltro svincolato dal dominio genovese, poiché Nicolò Fieschi ne fece il centro di una propria ambiziosa ma effimera &#8220;signoria guelfa&#8221;, estesa da Lavagna a Sarzana, che ebbe termine con la conquista dell’ammiraglio Oberto Doria, il quale nello stesso tempo inviò vittoriosamente il fratello Jacopo contro i Grimaldi (Oberto è molto noto per aver comandato la flotta genovese nel trionfo della Meloria contro Pisa, sebbene affiancato dall’esperto Benedetto Zaccaria).</p>
<p>Genova incontrò le maggiori resistenze da parte dei Conti di Ventimiglia, dal Marchesato di Finale dei Del Carretto sottomesso solo nel 1713, da Savona in perenne lotta contro la filo-genovese Noli, e in alcuni momenti storici la sua supremazia sui territori fu necessariamente un po’ “a macchia di leopardo”…</p>
<p>Ma, partecipando attivamente alle Crociate (la nona ed ultima risale al 1272), poté diventare paladina baricentrica della Cristianità, così da ricavarne enormi benefici, assicurando la propria presenza commerciale e navale in tutto il Mediterraneo (divenuto intanto meglio navigabile in virtù dei progressi tecnologici delle flotte). Presso Caricamento affluivano non a caso tutte le merci che ora diremmo top di gamma, né è un caso che anche molte parole della gastronomia locale si leghino all’arabo, da buridda a bottarga, da mosciamme a scuccusun, o talvolta al francese, o al catalano… Le vittorie sul mare della Meloria contro Pisa (6 agosto 1284 con l’aiuto di 300 portorini), e della Curzola contro Venezia appena 14 anni dopo (1298), rinsaldarono la leadership genovese, ed anche la diarchia “ghibellina” Doria-Spinola, malgrado la terribile caduta di San Giovanni d’Acri (1291) in mano di un sultano mamelucco: Genova, che nel 1358 il Petrarca stesso andava definendo “Superba per uomini e per mura”, non a caso rimase la Repubblica marinara più potente del Mediterraneo dal XII al XIV secolo, una sorta di potenza pre-coloniale, nel 1252 emise il primo genovino d’oro, e “Ianuensis ergo mercator” (Genovese e quindi mercante) divenne espressione proverbiale, sebbene quel mercante si trasformasse poi progressivamente in banchiere, per godersi – meno temerariamente &#8211; finanze e palazzi, indirettamente “causando” il declino della città&#8230;</p>
<p>E&#8217; medievale anche l&#8217;ulteriore espansione urbana a ponente, dove oggi s&#8217;incontrano rispettivamente Ponte Monumentale, Piazza Fontane Marose (dal nome di una fonte “impetuosa”, forse vicina ad un postribolo), la Lanterna &#8211; edificata nel 1139 ma il cui attuale aspetto risale al 1543 &#8211; , Montegalletto.</p>
<p>Con l&#8217;eccezione di una breve parentesi sotto i Visconti, la Francia e il Sacro Romano Impero, e poi di nuovo sotto i Visconti, Genova riuscì a riguadagnare pieno prestigio sulla ribalta politica con l&#8217;ammiraglio Andrea Doria (Oneglia, 1466 &#8211; Genova, 1560), che sgominò la – famosa &#8211; congiura dei rivali Fieschi (filo francesi) nel 1547, conquistando il castello di Montoggio grazie all’assedio del capitano Lercari. E che soprattutto seppe avvicinarsi alla Spagna di Carlo V e di Filippo II e a nuovi successi (siglos de oro), tanto che Genova cedette al potere enorme di Venezia e alle fatali mire dei Savoia solo alla fine della propria parabola di Stato autonomo… Era peraltro sopravvissuta ad anni difficili sulla scena internazionale, basti pensare che nel 1453 Costantinopoli, pur difesissima da mura, dopo lungo assedio s’era arresa ai turchi che disponevano del cosiddetto “cannone ottomano” consegnando loro l’intero impero bizantino; nel 1463 il Banco di San Giorgio (il &#8220;sostituto&#8221; delle Maone) aveva ceduto a Francesco I Sforza la proprietà della Corsica, sempre ribelle e continuamente appetita dai catalani (gli Sforza gliela restituirono nel 1484); e nel 1522 era stata saccheggiata dagli imperiali francesi&#8230;</p>
<p>“Capitale” di un territorio aspro, Genova necessitava (ieri come oggi) di connessioni, mancavano ancora 3 secoli all’introduzione delle ferrovie&#8230; Nel 1585 fu dunque aperta la strada della Bocchetta, sorta di “via del sale” per collegare Pontedecimo e la val Polcevera con Voltaggio e la val Lemme (la strada due secoli dopo fu adattata dal doge Giovan Battista Cambiaso ai carriaggi, divenendo “via Cambiagia”, ma dal 1823 perse d’importanza per via della costruzione della regia strada dei Giovi). Nel 1630, inoltre, una nuova, poderosa cinta di difese dalla Lanterna e dalla foce del torrente Bisagno salì lungo i crinali, disegnando profili di fortificazioni che preludono alla vista d&#8217;oggi ed alla città attuale.</p>
<p>Il temperamento della città da offensivo scadde tuttavia a tendenzialmente difensivo, i grandi palchi della storia si allontanarono (accenneremo fra poco a Cristoforo Colombo, genovese ma al soldo della Spagna), fu l&#8217;epoca delle congiure, delle fortificazioni sulle alture, degli attacchi di Carlo Emanuele I di Savoia prima, e di Carlo Emanuele II di Savoia in sèguito. Nel 1684 Genova, sempre filo spagnola, resisté anche per dieci giorni all&#8217;atroce cannoneggiamento francese dal mare, finalizzato ad esaurirne le forze e deprimere la popolazione, finché il doge Francesco Maria Imperiale Lercari dové prostrarsi a Versailles dinanzi alla potenza transalpina. Proseguirono inoltre &#8211; dal 1729 fino al 1768 &#8211; le insurrezioni in Corsica (indotte anche da epidemie, da carestie, e dall’iniquo sfruttamento fiscale genovese), che trovarono non pochi sostenitori anche all&#8217;esterno. Al termine, la Francia poté infatti “estorcere” l’isola a Genova…</p>
<p>Quanto a Savona, sottomessa da Genova nel 1528, quella città fuoriuscendo dal Medioevo conferiva al soglio due Papi, e ancora a metà Cinquecento – pur sofferente, ma “caratterizzata” da clamorose apparizioni mariane… &#8211; recitava sia un ruolo portuale (nella rada di Vado stavano alla fonda centinaia di navi le cui àncore reggevano ai ricorrenti libecci e scirocchi), sia di link con Piemonte e Padanìa, come ben focalizzò anche lo Chabrol (funzionario napoleonico) 3 secoli più tardi&#8230; Traffici, equipaggi, truppe animavano dunque anche le stagioni savonesi… Compulsando le pagine dell’illustre cronista Giovanni Vincenzo Verzellino (1562-1638), addirittura scopriamo che al Corpus Domini del 1543 l’imperatore Carlo V, salpato da Barcellona con una flotta impressionante, giunse (nuovamente) sulla riviera. Accolto con tutti gli onori, visitò a cavallo la nuovissima fortezza, prima di ripartire per Genova, sodale com’era – lo abbiamo appena scritto &#8211; di Andrea Doria. E 5 anni più tardi fu Filippo II, sempre con una flotta impressionante, a sostare (3 giorni) a Savona, ospitato a pranzo dai notabili, devoto alle Messe nel Santuario (la Madonna era apparsa 16 anni prima), ma incline – per esigenze di sicurezza – a dormire a bordo delle proprie galere. Non possiamo conoscere i raffinati menu che allietavano tali momenti di rappresentanza, ma certo ricevette in dono “molte conserve di zucchero (ovvero confetture) e altre gentilezze”. All’occorrenza, non dovettero mancare neppur i vini, se pochi anni dopo il poeta Gabriello Chiabrera, oziando nelle sue campagne di Legino, cantava di vigne e di vendemmie (paradisi per la vista e il palato che, peraltro, anche l’erudito Nicolò Cesare Garoni “confermò” nella sua Guida storica economica e artistica della città, 1874)…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5)Epoche moderna e contemporanea</p>
<p>Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo, “buscando el levante por el poniente” al soldo della corona spagnola, come noto scoprì l&#8217;America centrale (anziché le Indie) e successivamente, aprendosi quelle nuove rotte rivoluzionarie, cominciò per la Liguria e poi per Genova un periodo di decadenza. Acuitasi allorquando la Spagna stessa prese via via a soccombere dinanzi alle forze inglesi e olandesi (è del 1588 il tracollo della “invincible armada”, l’invincibile flotta spagnola vintissima dai colpi di Francis Drake, corsaro-politico, primo circumnavigatore inglese del globo…). Nel 1746 Genova fu occupata dagli Austriaci, e qui si collega il celebre episodio di Balilla (Giobatta Perasso), il giovinetto 11enne che a Portoria il 5 dicembre al grido &#8220;che l&#8217;inse!&#8221;, e scagliando un sasso, pare abbia incoraggiato la rivolta della città contro gli occupanti (alleati di Inghilterra, Olanda e Savoia, in un quadro confusissimo, contro Francia, Spagna, Prussia, Sassonia, Baviera e Regno di Napoli).</p>
<p>Nel 1805 la Liguria entrò a far parte dell&#8217;Impero napoleonico, furiosamente anticlericale (ma che talora inviò ottimi e lungimiranti funzionari, si pensi a Chabrol per Savona), e nel 1815 la regione fu poi annessa al Regno di Sardegna, sotto i Savoia (già possessori dal 1576 di Oneglia e dal 1736-1770 di Loano), per far infine parte dell&#8217;Italia unificata. Dopo i terremoti indotti dalle guerre bonapartiane, del resto, non v’era più spazio per staterelli e repubbliche che non fossero asserviti alle necessità delle potenze maggiori.</p>
<p>Peraltro la Liguria, com’è stato acutamente sottolineato, a differenza di tutte le altre regioni italiane non ha mai approvato l&#8217;annessione allo Stato sabaudo prima, e al Regno d&#8217;Italia poi, con plebisciti o altre forme di democrazia…  Tale annessione, sancita dal Congresso di Vienna e operativa dal 7 gennaio 1815, fu perciò illegittima perché avvenuta in violazione dello scopo stesso per cui era stato convocato il Congresso, ovvero ristabilire le sovranità esistenti prima del 1797, e per la ferma contrarietà del legittimo e sovrano governo della Repubblica di Genova… Significativamente, aggiungo io, i forti costruiti dai Savoia a &#8220;difesa&#8221; di Genova vedevano le cannoniere rivolte non verso l&#8217;esterno delle mura ma verso l&#8217;interno, ovvero la città.</p>
<p>Sia come sia, dopo un primo momento di pesanti contrasti fra gli ex nemici, culminato con duri scontri urbani e la sanguinosa “calata” dei bersaglieri, le complementarità territoriali, sociali ed economiche diedero frutti, e i rispettivi interessi affiorarono palesi così da unire liguri e piemontesi nella emergente tensione risorgimentale, ed in seguito nella prospettiva unitaria. Di fatto Genova, col suo porto leader nel Tirreno, si elevò anche a vertice del cosiddetto “triangolo industriale” Ge-Mi-To.</p>
<p>Sul piano storico l&#8217;Ottocento fu dominato proprio dalle azioni insurrezionali del Risorgimento, che portarono all&#8217;Unità d&#8217;Italia (1861) e alla breccia di Porta Pia (20 settembre 1870), le quali ebbero come protagonisti tanti personaggi liguri: Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli, Nino Bixio e molti altri patrioti irredenti. Tutto il secolo vide inoltre un intenso fervore imprenditoriale, agevolato anche dall’apertura del canale di Suez (1869) e dalla presenza a Genova di businessmen inglesi (che tra l’altro fondarono il Genoa cricket &amp; football club) e tedeschi. Attraverso l&#8217;Ottocento prese poi vita il vero piano regolatore, con la sistemazione delle attuali Piazza De Ferrari, Via XXV aprile, Via Roma, la ripida Via Assarotti e la circonvallazione a monte, dove cominciarono a trasferirsi i facoltosi proprietari delle abitazioni del centro storico, sempre gravate – anche per l’attività del porto &#8211; da problemi igienico-sanitari. Si definì inoltre la fusione con le popolose aree di Quezzi e Marassi e con Albaro e Sturla…</p>
<p>Si noti che questa urbanizzazione, e il conseguente “operaismo”, in qualche modo coincisero se non produssero la nascita a Genova, presso la sala dell’associazione garibaldina Carabinieri genovesi, del Partito socialista (1892).</p>
<p>Fece però da contraltare a quanto sopra la poderosa emigrazione di liguri verso le “Meriche”, in primis l’Argentina, segno di una povertà che costringeva a partire, in cerca di maggiori fortune, verso l’ignoto. Questi liguri lasciarono in patria radici che tuttora consentono ritorni, all’insegna di una bilateralità culturale profonda, biografie mestieri musiche, si pensi anzitutto al barrio della Boca di Buenos Aires e ad alcune ricette “condivise” attraverso l’oceano…</p>
<p>Il fascismo, salito al potere (con la marcia su Roma del 1922) sfruttando anche il malcontento del primo Dopoguerra che covò sulla cosiddetta vittoria mutilata, non poté mai posizionare Genova fra le città più “devote” alla sua causa. Risale peraltro al 1926 l’accorpamento con Genova di tanti Comuni fino a quel momento autonomi, fra cui Sampierdarena, “la Manchester d’Italia”. E un regio decreto aveva 3 anni prima accorpato a ponente anche Oneglia e Porto Maurizio, gli empori dell’olio, dando vita alla realtà amministrativa di Imperia.</p>
<p>Durante la seconda guerra mondiale la Liguria fu pesantemente bombardata, e infine dopo l’armistizio dell’8 settembre occupata per due anni, dall’autunno 1943 al 25 aprile 1945, dalle forze naziste affiancate dal residuo fascismo della RSI (Repubblica Sociale Italiana), forze contrastate dalle azioni dei partigiani nascosti sui monti liguri. Genova, costringendo alla resa il generale tedesco Meinhold e dunque autoliberandosi, meritò al termine di quella terribile guerra civile la medaglia d&#8217;oro resistenziale.</p>
<p>Seguirono gli anni del boom economico, e di un’industria sempre “pesante” più che pensante, la quale asservì interi quartieri. Più di recente, anche grazie a progetti specifici, a “concause” e a finanziamenti ad hoc (mundial calcistico di Italia90, Colombiadi, Giubileo, G8 nel 2001, Capitale europea della cultura 2004…), Genova è andata legittimamente orientandosi al turismo culturale, una vocazione che potrebbe, se ben gestita, compensare le crisi industriali e lavorative che da decenni affliggono una città non più Superba – per ovvie ragioni &#8211; come ai tempi del Petrarca, ma in cerca di nuovi ruoli…</p>
<p>E in un certo senso, come sempre è avvenuto, al “destino” di Genova si legheranno forse anche i destini di molte altre territorialità liguri…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p>Suggerimenti bibliografici (in ordine alfabetico per cognome)</p>
<p>P.Baratono, <em>Genova misteriosa – Scene di costumi locali</em>, Genova, 1982</p>
<p>G.B.N. Besio, <em>Genova e la Liguria nella storia</em>, Genova, 1982</p>
<p>M.Bloch, <em>La società feudale</em>, Torino, 1999</p>
<p>F.Braudel, <em>Mediterraneo</em>, Milano, 2002</p>
<p>C.Brizzolari, <em>L’inquisizione a Genova e in Liguria</em>, Genova, 1974</p>
<p>C.M. Brunetti, <em>Castelli liguri</em>, Genova, 1967 (2^ ed.)</p>
<p>A.Cappellini, <em>Dizionario biografico di Genovesi illustri e notabili</em>, Genova, 1936</p>
<p>F.Cardini, <em>L’età delle Crociate</em>, in <em>Storia illustrata di Genova</em>, Genova, 1993</p>
<p>C.Costantini, <em>La Repubblica di Genova nell’età moderna</em>, Torino, 1978</p>
<p>U.Curti, <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>, Genova, 2012</p>
<p>G.Delfino, <em>Antichi giochi e danze</em>, in <em>La Casana</em>, n. 4 (ottobre-dicembre 1975)</p>
<p>R.De Rosa, <em>I Fieschi. Splendore e declino (1494-1709)</em>, Genova, 2004</p>
<p>F.Donaver, <em>Storia di Genova</em>, Genova, 1890</p>
<p>F.Ferraironi, <em>Le streghe e il famoso processo di Triora del 1588</em>, Roma, 1955</p>
<p>G.Ferraro, <em>Leggende e racconti popolari della Liguria</em>, Roma, 1984</p>
<p>G.Fiori, <em>I Malaspina</em>, Piacenza, 1995</p>
<p>G.Giacchero, <em>Pirati barbareschi, schiavi e galeotti</em>, Genova, 1970</p>
<p>P.Giardelli (a cura di), <em>In treno da Genova a Casella</em>, Genova, 1996 (2^ ed.)</p>
<p>E.Grendi, <em>Introduzione alla storia moderna della Repubblica di Genova</em>, Genova, 1976</p>
<p>B.Lewis, <em>I musulmani alla scoperta dell’Europa</em>, Milano, 1983</p>
<p>P.Lingua, <em>I Grimaldi</em>, Milano-Novara, 1986</p>
<p>G.Marcenaro (a cura di), <em>Fotografi liguri dell’Ottocento</em>, Genova, 1980</p>
<p>G.Marcenaro, <em>Viaggio in Liguria</em>, Genova, 1992</p>
<p>D.G. Martini, <em>Cristoforo Colombo, l’America e il teatro</em>, Genova, 1988</p>
<p>M.Minola e B. Ronco, <em>Castelli e fortezze di Liguria</em>, Genova, 2006</p>
<p>C.Navone, <em>La Congiura Fliscana. Montorio espugnato – 1547</em>, in <em>La Liguria illustrata</em>, I(1913), n.8(agosto), pp. 450-466</p>
<p>F.Noberasco, <em>I Savonesi illustri</em>, Savona, 1939</p>
<p>G.Ottonelli, <em>Storia di Genova</em>, 3 volumi, Genova, 1978</p>
<p>E.Pandiani, <em>Vita privata genovese nel Rinascimento</em>, Genova, 1915</p>
<p>P.Pellizzetti, <em>Dalle Maone all’impresa a rete</em>, Torino, 2021</p>
<p>G.Petti Balbi, <em>Genova medievale</em>, Genova, 1978</p>
<p>G.Piccinni, <em>I mille anni del Medioevo</em>, Milano, 1999</p>
<p>E.Poleggi (a cura), <em>Città portuali del Mediterraneo: storia e archeologia</em>, Atti del Convegno Internazionale, Genova, 1989</p>
<p>L.Ponte, <em>Le Genovesi</em>, Genova, 2008</p>
<p>M.Porcella, <em>Maggiolungo, storie dell’Appennino Ligure-Emiliano</em>, Genova, 1996</p>
<p>A.Ronco, <em>Luigia Pallavicini e Genova napoleonica</em>, Genova, 1995</p>
<p>P.Stringa, <em>I forti di Genova</em>, Genova, 1985</p>
<p>S.Verdino (a cura di), <em>Riviere in versi</em>, Ventimiglia, 2002</p>
<p>G.V. Verzellino, <em>Memorie e uomini illustri della città di Savona (1885)</em>, 2 volumi, Bologna, 1974</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cenni-per-una-storia-della-liguria-e-di-genova/">Cenni per una storia della Liguria e di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/cenni-per-una-storia-della-liguria-e-di-genova/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Biscotti di Garibaldi</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 09:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[biscotti di garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli di paganini]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[torta di mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[uvetta sultanina]]></category>
		<category><![CDATA[vino passito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=22636</guid>
		<description><![CDATA[<p>I biscotti di Garibaldi &#8211; citati di recente da re Carlo III al Quirinale &#8211; sono gallette da marinaio rettangolari con uva sultanina (o altro), ancora oggi venduti in Inghilterra (e negli USA). Come noto, Garibaldi fu a Londra, accolto in modo solenne, nel 1864. I biscotti vennero immaginati da John Carr della Peek Freans di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/">Biscotti di Garibaldi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I biscotti di Garibaldi &#8211; citati di recente da re Carlo III al Quirinale &#8211; sono gallette da marinaio rettangolari con uva sultanina (o altro), ancora oggi venduti in Inghilterra (e negli USA). Come noto, Garibaldi fu a Londra, accolto in modo solenne, nel 1864. I biscotti vennero immaginati da John Carr della Peek Freans di Bermondsey (borgo di Southwark a Londra) per sfruttare la notorietà che l’eroe dei due mondi aveva ottenuta… Si ipotizza una parentela produttiva col black bun, un dolce scozzese consistente in un bauletto di frolla ripiena (poiché Carr era scozzese). I biscotti di Garibaldi * sono di fatto due parti riempite nel mezzo da uno strato di uvetta, e sono rituali generalmente col thè. Ma nel Regno Unito si incontrano anche le Eccles cakes (sfoglie riempite di una pasta al ribes), i Flies&#8217; graveyard (dal nome orrendo), e gli storici Golden Raisin Biscuits (che per alcuni sono ottimali con pasta brisée)&#8230; Un passito farà loro da perfetto partner&#8230;<br />
* profumo di Ottocento, coi ravioli di Paganini e la torta di Mazzini&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/">Biscotti di Garibaldi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscotti-di-garibaldi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gusti d&#8217;autunno con le conferenze di Umberto Curti</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 10:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca berio]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca saffi]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità a tavola]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio olio dop riviera ligure]]></category>
		<category><![CDATA[cucina del '500]]></category>
		<category><![CDATA[cucina futurista]]></category>
		<category><![CDATA[farfa]]></category>
		<category><![CDATA[genova world]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[parco beigua]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo di natale a genova]]></category>
		<category><![CDATA[renzo aiolfi]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[silvia bottaro]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità e biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[zena a toua]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=21791</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sarà un autunno 2023 importante, quello di Ligucibario® in “sinergia” con l’associazione culturale GenovaWorld. Conferenze, presentazioni di libri, magazine…, tutti ad ingresso libero, comporranno un calendario che qui possiamo già quasi completamente anticiparvi e che vi accompagnerà sino a dicembre e al Natale. Giovedì 21/9 h 17, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/">Gusti d&#8217;autunno con le conferenze di Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/09/foto-castagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21792" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/09/foto-castagne-300x225.jpg" alt="foto castagne" width="300" height="225" /></a>Sarà un autunno 2023 importante, quello di <strong>Ligucibario®</strong> in “sinergia” con l’associazione culturale <strong>GenovaWorld</strong>. Conferenze, presentazioni di libri, magazine…, <span style="text-decoration: underline;">tutti ad ingresso libero</span>, comporranno un calendario che qui possiamo già quasi completamente anticiparvi e che vi accompagnerà sino a dicembre e al Natale.</p>
<p><strong>Giovedì 21/9 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa con Daniele Buschiazzo, presidente del Parco Beigua, UNESCO global geopark, sul progetto di salvaguardia e promozione “Gustosi per natura”.</p>
<p><strong>Giovedì 19/10 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa col Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure. Filiere, cultivar, tracciabilità.</p>
<p><strong>Giovedì 26/10 h 17</strong>, presso la Biblioteca Saffi di Genova, Umberto Curti intrattiene i presenti sugli usi culinari a Genova nel ‘500, fra tavole patrizie e tavole popolari.</p>
<p><strong>Venerdì 27/10 h 17.30</strong>, presso il Museo del Risorgimento-Istituto Mazziniano di Genova, Umberto Curti partecipa all’evento “Genova nell’Ottocento tra cultura e gastronomia. Gli ingredienti per una nuova società”, a cura di Elena Putti (Conservatore del Museo), con Alice De Matteo (autrice de <em>Il Risorgimento tra storia e cucina</em>), e i pasticceri genovesi – e custodi delle tradizioni &#8211; Alessandro Cavo e Lino La Iacona.</p>
<p><strong>Giovedì 16/11 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa di ricette storiche con Marco Benvenuto, attivissimo food blogger di “Zena a toua”.</p>
<p><strong>Venerdì 24/11 h 16.30</strong> presso la Provincia di Savona (palazzo Nervi, sala mostre), Silvia Bottaro dell’associazione culturale “Renzo Aiolfi” presenta il recente lavoro di Umberto Curti <a href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank"><em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em></a>, gratuitamente richiedibile cliccando sul link in questa riga</p>
<p><strong>Giovedì 12/12 h 17</strong>, presso la Biblioteca Saffi di Genova, Umberto Curti intrattiene i presenti sul pranzo di Natale a Genova nei secoli passati, dall’addobbo dell’albero nella sala bella fino all’alzatina di stracchino che, come un sorbetto, concludeva il banchetto&#8230;</p>
<p><strong>Giovedì 14/12 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa (anche di cucina futurista) con Silvia Bottaro, autrice de <em>Vite di Farfa. Lettere, incontri, amicizie, successi.</em></p>
<p><strong>Venerdì 15/12 h 17</strong>, presso la Sala rossa del Comune di Savona, Umberto Curti partecipa alla presentazione del nuovo numero di “Pigmenti cultura”, il magazine dell’associazione “Renzo Aiolfi” di Savona, su cui ha pubblicato un pezzo relativo agli scambi alimentari &#8211; da Colombo in poi &#8211; tra Nuovo e Vecchio mondo.</p>
<p>Stay tuned, amici Lettori, qui e sui social, per ulteriori approfondimenti e novità.</p>
<p><strong>Naturalmente vi aspettiamo già giovedì 21 settembre in Berio!</strong></p>
<p><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/">Gusti d&#8217;autunno con le conferenze di Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova a Zurigo per FESPO</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 16:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[borromini]]></category>
		<category><![CDATA[canton ticino]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia ligure]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[funicolare del righi]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[hoepli]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzeri]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo della rovere]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[papa giulio II]]></category>
		<category><![CDATA[paul klee]]></category>
		<category><![CDATA[pegli]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[san gottardo]]></category>
		<category><![CDATA[savona]]></category>
		<category><![CDATA[sempione]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[taddeo carlone]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[viesseux]]></category>
		<category><![CDATA[zurigo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=18850</guid>
		<description><![CDATA[<p>Genova a Zurigo per FESPO In occasione della missione di marketing territoriale e turistico del Comune di Genova a Zurigo (organizzata in sinergia col Consolato Generale d’Italia a Zurigo, ENIT Svizzera e ICE Svizzera, ed il supporto di Walter Finkbohner, consulente Ferrovie Svizzere ed ex Consigliere Cantonale di Zurigo), abbiamo avuto il piacere di un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">Genova a Zurigo per FESPO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18851" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/genova-zurigo.jpg"><img class="size-medium wp-image-18851" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/genova-zurigo-300x225.jpg" alt="il Vicesindaco Stefano Balleari e l'Assessore Laura Gaggero" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il Vicesindaco Stefano Balleari e l&#8217;Assessore Laura Gaggero</p></div>
<p>Genova a Zurigo per FESPO</p>
<p>In occasione della missione di marketing territoriale e turistico del Comune di Genova a Zurigo (organizzata in sinergia col Consolato Generale d’Italia a Zurigo, ENIT Svizzera e ICE Svizzera, ed il supporto di Walter Finkbohner, consulente Ferrovie Svizzere ed ex Consigliere Cantonale di Zurigo), abbiamo avuto il piacere di un invito, per raccontare &#8211; e non solo a parole&#8230; &#8211; al pubblico dei visitatori l&#8217;enogastronomia genovese. Ci è parso &#8220;doveroso&#8221;, visti i cordiali rapporti che da sempre intercorrono fra la &#8220;Superba&#8221; e la Confederazione Elvetica, realizzarne anche una sintesi che, amici di Ligucibario, potete leggere qui di seguito. Ha sottolineato inoltre l&#8217;Assessore Laura Gaggero, al termine di una videoproiezione che ha mostrato alcune delle tante meraviglie cittadine: &#8220;Abbiamo potuto valorizzare il nostro patrimonio Unesco, i forti, i parchi storici, le promenade, il clima, la gastronomia&#8230;, e tutto ciò che fa di Genova una delle principali destinazioni turistiche italiane&#8221;.</p>
<p>SVIZZERA E GENOVA, UNA LUNGA AMICIZIA</p>
<p>Se gli Svizzeri oggi “stabilmente” in Italia sono qualche decina di migliaia e a Genova, indicativamente, alcune migliaia, le relazioni fra Genova e la Svizzera sono intense, trasversali e proficue da molti secoli (alcuni storici ipotizzano come primaria fase l’epoca delle crociate, lungo alcune delle vie marenche percorse anche dai pellegrini nordeuropei verso i luoghi santi). E la lingua italiana ha consentito notevoli “familiarità” col <strong>Canton Ticino</strong>.<br />
Il web stesso è prodigo di informazioni in proposito. Ma aldilà di alcuni aspetti archeo-storici difficili da comprovare (1), tuttora in Genova il passante ed il turista s’imbattono nel bar “Klainguti” (1828), nella pasticceria “Svizzera” (1910), e nella <strong>funicolare del Righi</strong> (1895-97), tutti luoghi che rimandano – diversamente – alla Confederazione Elvetica. Nel corso dell’800, la Svizzera accolse numerosi esuli politici genovesi fra cui <strong>Giuseppe Mazzini</strong> e Giovanni Ruffini, e il genovese Alessandro Repetti fondò a Lugano nel 1830 quella Tipografia Elvetica di Capolago che sino al 1853 divulgò clandestinamente nel Lombardo-Veneto austriaco gli ideali risorgimentisti.<br />
Molti genovesi hanno ammirato poi la scuola svizzera (1851) di via Peschiera (donde le memorabili gite in Appennino), o si sono formati &#8211; e si formano &#8211; presso il liceo artistico intitolato a <strong>Paul Klee</strong> (e la Genova del primo ‘900 è anche in una toccante annotazione di quel pittore, 22enne). Inoltre, la Svizzera è risultata il Paese straniero più attivo quanto a manifestazioni durante “Genova capitale culturale d’Europa del 2004”, e molti artisti svizzeri hanno figurato anche in più recenti mostre ed happening &#8211; con positivi riscontri di critica &#8211; ad es. presso il Museo di Villa Croce (piace sottolineare che alcuni di tali artisti hanno anche via via scelto di risiedere a Genova).<br />
Ma, arretrando in senso diacronico, sin dal ‘200 è assodata la presenza in Genova di mercanti provenienti dall’area del lago di Costanza nonché di alcuni scalpellini, “piccaprie”, sostanzialmente d’origine ticinese (tali operai specializzati affluirono anche in altre parti d’Italia e successivamente del mondo). Nel ‘400 poi vi abitò a più riprese Othmar Schlaipfer, di San Gallo, potente partner commerciale della Compagnia di Ravensburg, attiva dal 1380 al 1530 nell’import-export sovente di lusso (in patria Schlaipfer ricoprì non a caso importanti cariche). A propria volta i mercanti genovesi – in genere accompagnati da un console &#8211; presenziavano i markt svizzeri, ogni quattro mesi una delle fiere principali si svolgeva a <strong>Ginevra</strong>.<br />
Ma nel ‘600 giunsero a Genova anche alcune centinaia di mercenari cattolici (da <strong>Friburgo</strong> e via via da altrove) ingaggiati a difesa della città.<br />
Dal Basso Medioevo, in effetti, Genova rappresentò il primo transito naturale per l’emigrazione svizzera, gran parte della quale aggregò militari al servizio del Papa (2) tanto quanto dei Borboni, così come altri Svizzeri poi salparono verso l’America (anzitutto del Sud…), e il benessere economico che si respirava a Genova attrasse via via dalla Svizzera anche una colonia di “pionieri”/imprenditori. Il Consolato (Generale) di Svizzera non a caso a Genova aprì &#8211; come consolato onorario diretto da un “commissario commerciale” &#8211; già nel 1799 (il più antico dopo Bordeaux e precedente Marsiglia, tutti scali portuali. Seguirono, geopoliticamente, Trieste, Livorno, Napoli, Roma (3)). E nel 1919 vide la luce anche la <strong>Camera di Commercio svizzera per l’Italia</strong>, trasferita poi a Milano in via Manzoni 5 soltanto nel 1931, in pieno “boom” lombardo (si veda ad es. <a href="https://www.larivista.ch/">www.larivista.ch</a>). Da lì, nel 1941, vide la luce il magazine “La Svizzera industriale e  commerciale”.<br />
Gli Svizzeri a quel tempo in Italia operavano soprattutto nella finanza bancaria (la “ginevrina” Banca de la Rue ad es. aprì a Genova nel 1758), come industriali (in primis tessile, zucchero, metallurgia), come ingegneri (Giuseppe Bonzanigo, da non confondere con l’intagliatore astigiano, cooperò alla costruzione della tratta Genova-Ventimiglia), nonché come albergatori (a fine ’800 erano a gestione svizzera 60 <strong>alberghi</strong> d’Italia, fra cui alcuni dei più famosi, si veda ISRI Napoli, <em>Storia del turismo-annale 2003</em>, ed. F. Angeli, Milano, 2004)…<br />
Le relazioni fra Genova e la Svizzera furono, tuttavia, anche di segno fortemente artistico. Il museo di Sant’Agostino ospita l’antico <strong>Grifo scolpito in marmo dal campionese detto “Maestro di Giano”</strong>, risalente al 1315 circa. Dal ‘300, in effetti, scesero in Liguria architetti, scultori e stuccatori svizzeri. Nel corso del ‘400 pittori svizzeri germanofoni lavorarono presso <strong>Santa Maria di Castello</strong>, in specie nel (secondo) chiostro con l’Annunciazione e nei dipinti al piano superiore, ove s’accedeva alla biblioteca poi trasformata in cappella. I ticinesi “genovesi”, da parte loro, con proverbiale efficienza contribuirono ad un magnifico progresso edilizio e decorativo, sovente aggregandosi in impresa (secondo specializzazioni o parentele). E sempre garantendo al cliente formule – come oggi si direbbe &#8211; “chiavi in mano” a prezzi vantaggiosi.<br />
Nel Canton Ticino, a Rovio (tra le acque del lago di Lugano e la cima del monte Generoso) nel 1543 nacque lo scultore <strong>Taddeo Carlone</strong>, figlio d’arte, che emigrato a Genova col padre e con uno zio fu capostipite di una celebre discendenza di pittori (Giovanni e Giovan Battista risultarono fra i più prolifici del ‘600 genovese, e s’incontrano opere ad es. anche nell’entroterra).<br />
Sul lago di Lugano, ai piedi della Sighignola s’incontra anche la minuscola località di Bissone, ove nacque Francesco <strong>Borromini</strong> (1599-1667), il celebre architetto che più d’altri – “fuggendo” da Milano &#8211; caratterizzò la Roma barocca, dove conobbe un coetaneo ma già affermato Bernini. Ma bissonesi sono anche quei Gaggini/Gagini che in Liguria diedero ottima prova di sé in pittura e scultura (nel 1496 Matteo Gaggini di Bissone realizzò &#8211; fra l’altro &#8211; il primo ordine della facciata dell’austero <strong>palazzo Della Rovere in Savona</strong>).<br />
Né si può qui tacere una casata di architetti e stuccatori ticinesi, i Cantoni/Cantone di Cabbio, il cui percorso, dal ‘500 al ‘700, pertiene ancora una volta all&#8217;emigrazione, come per il succitato Borromini (o la famiglia d’architetti Adamini). Alcune delle loro creazioni genovesi sono assai note, ad es. <strong>la Strada Nuova elegantemente progettata da Bernardino Cantoni, un’eccellenza (vi sorge anche Palazzo Doria Tursi sede del Comune) nell’àmbito della pianificazione urbanistica cinquecentesca, o Palazzo Ducale, il quale rinasce, dopo l&#8217;incendio del 1777, grazie all&#8217;architetto Simone Cantoni</strong> (allertato dal fratello Gaetano) e altre maestranze afferenti alla famiglia e molto attive in Genova (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_e_ricostruzione_del_palazzo_Ducale_di_Genova">https://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_e_ricostruzione_del_palazzo_Ducale_di_Genova</a> ).<br />
Nel 1787 i fratelli Michel e Johan Speich, di Glarona (Svizzera centro-orientale), avviarono in Cornigliano una fabbrica di tele, import dall’India, stampate ideando l&#8217;albero fiorito che presenzia i più bei <strong>mezzeri</strong> (o mezzari), così amati dal pubblico femminile non solo ligure. Non si dimentichi – vicenda peraltro notissima &#8211; che in quegli anni Venezia, viceversa, con molteplici misure economico-xenofobe decretò dapprima l’espulsione dei <strong>Grigioni</strong> (1766) e poi di tutti gli altri elvetici (1771) dai propri territori…<br />
Quanto alla cultura umanistica, il Gabinetto scientifico-letterario <strong>Viesseux</strong> in palazzo Buondelmonti a Firenze data dal 1820, e <strong>Ulrico Hoepli</strong> – originario della Turgovia &#8211; nel 1870 fondò a Milano presso il Duomo (rilevandola per corrispondenza) una delle editrici tecnico-professionali tuttora più significative d’Italia.<br />
Nel 1883-1885 Franz Josef Bucher, originario del Cantone di Obwalden e futuro “promotore” della funicolare del Righi, avviò l’hotel <strong>Mediterranée di Pegli</strong> e ne fece (come stupirsene?) il più prestigioso albergo “belle époque” della riviera di ponente, dotato di ascensore, illuminazione elettrica e riscaldamento centrale, arenile privato e spazi “benessere”. E’ tuttora in attività.<br />
Fra un secolo e l’altro, infine, <strong>il San Gottardo (1882) e il Sempione (1906)</strong>, arditissimi tunnel alpini, legarono anche territorialmente Svizzera e Italia (nel 1927 venivano registrati a Genova 1864 svizzeri, seconda colonia italiana dopo Milano…), dunque due Paesi che solo il fascismo e poi alcune conflittualità sociali (portuali) del dopoguerra tennero più distanti. Dal Gottardo transitarono subito enormi stock di cereali dal porto di Genova alla Svizzera, e nel capoluogo ligure dal 1882 venne persino edito un quotidiano politico-finanziario intitolato <em>Il Gottardo</em>.<br />
Dal porto di Genova, peraltro, anche nel dopoguerra affluivano in Svizzera grandi quantità di petrolio, e negli anni 1950-60 s’inaugurò quell&#8217;oleodotto “del Rodano” che collegava Genova a Collombey-Muraz, nel Vallese, via Gran San Bernardo. In città, nel frattempo, s’insediò il gruppo lucernese Schindler (ascensoria, elevatori e scale mobili) e si consolidarono le industrie grafiche Lang, che ripresero una produzione tipolitografica avviata nel 1887 dallo zurighese Vittorio Waser.<br />
Il porto di Genova, oggi ormai riorganizzato a fini di maggior competitività organizzativa, tecnologica e tariffaria, è non a caso ridivenuto “sportello” commerciale con la Svizzera, e <strong>i rafforzamenti ferroviari all’orizzonte</strong> potranno consolidare tutti gl’interscambi già oggi nuovamente in essere. Del resto,</p>
<ul>
<li>economia,</li>
<li>turismo (la Liguria balneare è tradizionalmente meta degli svizzeri tanto quanto i liguri amano il paesaggio e la qualità della vita svizzeri),</li>
<li>cultura (le rispettive città d’arte)</li>
<li>e produzioni tipiche (i vini ed altro made in Italy sono in Svizzera apprezzati tanto quanto formaggi, cioccolati ecc. svizzeri in Italia)</li>
</ul>
<p>configurano un mix di bilateralità centrali quanto ad agende politiche: un mix nel quale ogni risorsa può, e deve, esser supporto alle altre, e a quella circolazione di persone, idee e merci che va di pari passo con la ricerca, lo sviluppo ed i trasporti.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(1) dai codici del &#8220;De Bello Gallico&#8221; notiamo <strong>Giulio Cesare</strong> alludere continuamente al primo insediamento romano in riva al Lemano, un oppidum poi vicus, come a Genua. E sull’Arve, a pochi minuti da Ginevra esiste una località antica, urbanisticamente ordinata, e vivace, il suo nome è &#8220;Carouge&#8221; (da Quadruvium?), dalle nitide evocazioni mediterranee&#8230; Si veda anche la voce “Ginevra” nell’Enciclopedia Treccani<br />
(2) il corpo delle Guardie Svizzere fu idea di <strong>un pontefice ligure, l’albisolese Papa Giulio II</strong> (Giuliano Della Rovere), per alcuni anni vescovo di Losanna. Nel Medioevo e nel Rinascimento i mercenari elvetici erano reputati i migliori per forza d’animo e lealtà. A fine ‘400, per conquistare Napoli, calarono in Italia con le truppe del giovane Carlo VIII di Valois, nelle cui file militava proprio il generale cardinale Della Rovere, che una volta asceso al soglio non scordò quell’ardimento, e volle un manipolo di svizzeri come guardia del corpo personale (i vibranti colori dell’uniforme si legano infatti anche al suo stemma famigliare)…<br />
(3) malgrado i rapporti di fatto già stretti, solo a fine ‘700, sotto la furia delle avanzate napoleoniche le quali “originarono” le repubbliche ligure (14 giugno 1797) ed elvetica (22 marzo 1798) e le relative costituzioni, si regolarizzarono reali rapporti diplomatico-commerciali. La Svizzera costituì un’apposita direzione centrale delle relazioni estere, che sin lì erano state appannaggio – soprattutto a fini di business &#8211; di organismi o di singoli, se non di corrieri operanti per conto di alcuni Cantoni o talora di uno soltanto&#8230; Così sorsero i primi consolati, definitivamente rappresentativi all’estero dell’ente statuale, e dell’appoggio istituzionale agli scambi commerciali di prioritario interesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">Genova a Zurigo per FESPO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Torta di Mazzini</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
		<category><![CDATA[T - Alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli di paganini]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[torta di mazzini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=9100</guid>
		<description><![CDATA[<p>Torta di Mazzini, ode alle mandorle, ricaviamo le necessarie notizie da una lettera che il patriota scrisse, dalla svizzera Grenchen dove scontava un esilio in clandestinità * , alla madre Maria Drago il 28 dicembre 1835 e che si conserva a Genova presso l’Istituto Storico del Risorgimento ** . Insieme ai ravioli di Paganini (passione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/">Torta di Mazzini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torta di Mazzini, ode alle mandorle, ricaviamo le necessarie notizie da una lettera che il patriota scrisse, dalla svizzera Grenchen dove scontava un esilio in clandestinità * , alla madre Maria Drago il 28 dicembre 1835 e che si conserva a Genova presso l’Istituto Storico del Risorgimento ** . Insieme ai ravioli di Paganini (passione recuperata da una lettera del violinista del 1838 all&#8217;amico Luigi Germi), un menu dunque di pieno &#8216;800, cui si potrebbero collegare anche le predilezioni di Garibaldi (minestrone col pesto, stoccafisso in brandade, pesce, bouillabaisse, carni alla brace, formaggi e olive)&#8230;<br />
* se vuoi approfondire le relazioni fra Genova e la Svizzera, leggimi estesamente al link <a href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/</a></p>
<p>** &#8220;[… ]Prima di dimenticarmi, voglio attenere la mia promessa e soddisfare un mio capriccio. Eccovi la ricetta di quel dolce che vorrei faceste, e provaste, perché a me piace assai. Traduco alla meglio, perché di cose di cucina non m’intendo, ciò che mi dice una delle ragazze in cattivo francese: pelate, e pestate fine fine tre once di mandorle, tre once di zucchero, fregato prima ad un limone, pestato finissimo. Prendete il succo del limone, poi due gialli d’uovo, mescolate tutto questo, e movete, sbattete il tutto per alcuni minuti, poi, sbattete i due bianchi d’uovo quanto potete: en neige, dice essa, come la neve – cacciate anche questi nel gran miscuglio – tornate a movere. Ungete una tourtière, cioè un testo da torte, con butirro fresco, coprite il fondo della tourtière con pasta sfogliata, ponete il miscuglio sul testo, su questo strato di pasta sfogliata, spargete sopra dello zucchero fino, e fate cuocere il tutto al forno. Avete inteso? Dio lo sa. Mi direte poi i risultati: intanto ridete&#8221;.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/">Torta di Mazzini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-mazzini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
