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	<title>Ligucibario &#187; ricette antispreco</title>
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		<title>Un Natale più sostenibile e salutare</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 14:22:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un Natale più sostenibile? Sì, grazie.  L’86% degli italiani dichiara – ammette &#8211; di sprecare cibi durante le Feste di fine anno, e purtroppo ne derivano, anzitutto, tonnellate e tonnellate di rifiuti in discarica. Ma proprio in questi giorni la (cosiddetta) cucina italiana è assurta a patrimonio UNESCO, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-natale-piu-sostenibile-e-salutare/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29444" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/030.jpg"><img class="size-medium wp-image-29444" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/030-300x225.jpg" alt="natalini" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">natalini</p></div>
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<p>Un Natale più sostenibile? Sì, grazie.  L’86% degli italiani dichiara – ammette &#8211; di sprecare cibi durante le Feste di fine anno, e purtroppo ne derivano, anzitutto, tonnellate e tonnellate di rifiuti in discarica.</p>
<p>Ma proprio in questi giorni la (cosiddetta) cucina italiana è assurta a patrimonio UNESCO, e pochi momenti simboleggiano – un po’ in tutte le regioni &#8211; letizia e convivio quanto i pranzi di Natale, riti oggi come ieri di famiglia, occasioni in cui preoccuparsi poco dell’orologio…</p>
<h2>Strategie per un Natale più sostenibile</h2>
<p>Si debbono e si possono allora mettere in atto alcune strategie di buon senso per un Natale più sostenibile e salutare, che rendano questi pranzi meglio bilanciati, meno impattanti sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista della salute e del benessere, così – da una parte &#8211; da nuocere il meno possibile al Pianeta e così – dall’altra, quella che sembra riguardarci più “immediatamente” &#8211; da arrivare a fine pasto avendo assaggiato con piacere un poco di tutto…</p>
<p>Si tratta in primis di <strong>far la spesa in modo razionale e…regionale</strong>, privilegiando i mercati rionali e i prodotti del territorio, i farmer market e gli acquisti “comunitari”. Il compianto Gino Veronelli, “camminando” le osterie per penetrare l’autentico genius loci italiano, molti anni fa provocatoriamente già affermava che il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale…</p>
<p>Ciò che è di stagione e ciò che è “bio” può infatti perfettamente sostituire (o comunque accompagnare) ciò che è esotico e talvolta modaiolo, ciò che attraversa il mondo su camion e aerei inquinanti. Le filiere brevi, le varietà ortofrutticole locali, le certificazioni DOP possono rappresentare scelte ottimali se ci interessa l’origine, la tracciabilità di quel che mettiamo in tavola &#8211; e nell’organismo &#8211; . Per converso, sarà bene <strong>evitare produzioni non etiche, alimenti OGM,</strong> confezioni sulla cui etichetta è <strong>difficile decifrare provenienze e ingredienti</strong>, tanti sono gli <strong>additivi</strong> che vi compaiono…</p>
<p>In tal senso Ligucibario® da molti anni non si stanca di esortare i propri Lettori e gli appassionati verso un <strong>“ritorno alla cucina”</strong>, poiché conoscere dal di dentro le qualità della materia prima è essenziale anche per ottimizzarne la manipolazione (e questo è un assioma che praticò prima di tutti il notissimo chef milanese Gualtiero Marchesi, vate della nouvelle cuisine, che non a caso affermava “il cuoco è un cuocitore”). Cucinare nella propria cucina, inoltre, diviene oggi l’<strong>antitesi necessaria al cibo usa-e-getta</strong>, ai sapori indifferenziati, alla chimica delle catene industriali (molti bambini sono obesi proprio in quanto si abbuffano di trash food).</p>
<div id="attachment_26659" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/rolli2.png"><img class="size-medium wp-image-26659" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/rolli2-300x280.png" alt="pandolce genovese col rametto di alloro" width="300" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">pandolce genovese col rametto di alloro</p></div>
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<h2>Regioni italiane: ecomenu interessanti e salubri</h2>
<p>Le <strong>regioni italiane</strong>, e certo non ultima la Liguria, permettono in tal senso molti <strong>ecomenu interessanti e salubri</strong>: qui da noi mi limito a menzionare i sott&#8217;olii, le focacce, le farinate e i cuculli, i ravioli di verdura, i natalini (maccheroni) in brodo &#8211; che vedete nella foto &#8211; , il minestrone alla genovese, la mes-ciùa spezzina, i ceci in zimino, i risotti, gli gnocchi e i testaroli (col pesto), le torte di verdura, il polpettone, le verdure ripiene, il pandolce, le torte e i biscotti con frutta e/o spezie, il castagnaccio, la spungata di Sarzana… Non v’è che l’imbarazzo della scelta.</p>
<p>Occorrerà poi servire <strong>porzioni ragionevoli</strong>, poiché ad es. l’assalto agli antipasti, e ai lievitati, non di rado può “condizionare” in negativo il seguito del banchetto.</p>
<p>In base alle portate prescelte, si potrà poi immaginare già a monte anche qualche positivo <strong>riciclo antispreco</strong>, un po’ come facevano le nostre nonne (dai risotti, tanto per dire, originano l’indomani squisiti supplì…), oppure una surgelazione, così da non destinarli alla pattumiera.</p>
<p>L’<strong>acqua in caraffa</strong>, poi, sarà certo più “sostenibile” di quella nelle bottiglie di plastica, così come si potrà, ove opportuno, utilizzare stoviglie eco-compatibili, da smaltire nell’umido così che si trasformino in compost.</p>
<p>L’atmosfera potrà riuscire calda ed intima grazie a <strong>candele naturali</strong>, e per alcuni ornamenti si potranno impiegare materiali di recupero, spazio alla creatività.</p>
<h2>Il gesto del dono</h2>
<p>Quanto infine ai <strong>doni</strong>, la priorità pare sempre di più spendere con intelligenza, pensando al destinatario, e cercando di donare qualcosa che abbia un senso e che duri. Il gesto del dono potrebbe poi estendersi anche in àmbito di beneficenza, dato che vi sono molte organizzazioni le quali a Natale attendono un nostro aiuto per soccorrere chi ha meno di noi. I genovesi, con finalità filantropica, serbavano una fetta di pandolce per chi avesse bussato all’uscio: cerchiamo di attualizzare quel bel pensiero, faremo del bene non solo al prossimo ma anche a noi stessi.</p>
<h2>Le scelte consapevoli</h2>
<p>In conclusione, le Feste tuttora costituiscono davvero una pausa di <strong>gioia e di riflessione</strong>, che può favorire scelte consapevoli e concrete anche in termini ecologici e salutistici. Fuggiamo via dalle code in auto, dai consumi massificati e disattenti, dai regali effimeri, dai botti di Capodanno che tanto nuocciono agli animali (e talvolta anche agli arti degli umani&#8230;). E recuperiamo alle Feste una dimensione meno frenetica e consumistica, e più interiore e solidale.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a></p>
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		<title>Repién</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 13:31:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Piatti della memoria, geniali frugalità, cultura del riutilizzo. Per quanto riguarda i “ricicli”, in questo caso di carne, il repién (ripieno) è un sagace piatto unico dell’attuale Spezzino, in primis Rocchetta Vara e Calice al Cornoviglio (che sino al 1923 appartennero dapprima ai cosiddetti “feudi malaspiniani”, d’antica giurisdizione imperiale, e che restarono fino alla Rivoluzione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/repien/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Piatti della memoria, geniali frugalità, cultura del riutilizzo. Per quanto riguarda i “ricicli”, in questo caso di carne, il repién (ripieno) è un sagace piatto unico dell’attuale Spezzino, in primis Rocchetta Vara e Calice al Cornoviglio (che sino al 1923 appartennero dapprima ai cosiddetti “feudi malaspiniani”, d’antica giurisdizione imperiale, e che restarono fino alla Rivoluzione francese indipendenti tanto da Genova quanto dal Granducato di Toscana). In quelle terre di agricoltori, allevatori e piccoli artigiani, il repién si diffuse variando da borgo a borgo (Follo, Sùvero…), e unendo a riso le carni disponibili – appunto &#8211; e le verdure.</p>
<p>Si noti che nell’attigua Emilia, subito dietro le creste d’Appennino (a Borgotaro, Parma…), è noto come “bomba di riso”, un <em>bonetto</em> variegato e appagante, e ricorre sempre con l’arrivo dell’anno nuovo, quando bisogna pur preparare qualcosa di grasso&#8230; Fra l’altro, poche settimane prima delle Feste natalizie, in concomitanza col rito della macellazione del maiale (leggimi qui) si cucinava per cena, chiaramente in segno di letizia, un risotto, col sugo ottenuto dagli impasti delle mortadella o delle salsicce, a conferma che tutti gli avanzi valevano a qualcosa, che la saggia parsimonia traghettava verso l&#8217;avvenire…</p>
<p>La Lunigiana, come noto, costituisce culturalmente e gastronomicamente una peculiare “interazione” fra il mare spezzino (pescato, mitilicoltura, ortaggi e frutta, vini, olii), la via Francigena dei pellegrini diretti a Roma e dei viandanti-mercanti (zuppe, legumi, mieli*) e l’Appennino ligure di Levante che in sinergia con le aree confinanti “ospita” &#8211; dove sopravvivono &#8211; le civiltà del castagno, del maiale, dell’allevamento da latte e formaggi. La Cisa (mons Langobardorum) davvero mette in contatto mondi diversi, sdipana fascino.</p>
<p>Nello Spezzino rurale il repién si configura quindi come un particolarissimo polpettone, di carne uova verdure, che poteva fungere anche da pranzo “al sacco” &#8211; come la fidelansa ponentina, leggimi qui &#8211; durante le giornate di lavoro nei campi, nei pascoli, nei cantieri, o da picnic per i pellegrinaggi della famiglia, talora coi parenti ospiti, ad es. salendo – ancora digiuni &#8211; a Soviore, o a Montenero, o alla Madonna del Dragnone (Zignago). L’odierna versione privilegia ormai alcuni tipi di carne specifici, tuttavia il repién non rinnega nulla, perché riceve un po’ “tutto l’avanzo di cui in casa si dispone”. Alcune località, infine, lo fasciano tramite foglie di cavolo cotto.</p>
<p>Si veda anche per approfondimenti <a href="https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/contemporanea/cucine-regionali/Riutilizzo-del-pane-nella-Riviera-ligure-di-Occidente.html">https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/contemporanea/cucine-regionali/Riutilizzo-del-pane-nella-Riviera-ligure-di-Occidente.html</a></p>
<p>* straordinaria la messe di ricerche e pubblicazioni che in questi anni si sono susseguite: &#8220;Tratti e piatti della via Francigena&#8221; (ed. Toriazzi), &#8220;La via Francigena. I piatti tipici&#8221; (ed. Laska)&#8230; Da parte mia, ho &#8220;concorso&#8221; con un&#8217;approfondita indagine della spongata, leggimi qui</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Zuppa di bucce di piselli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 12:52:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Zuppa di bucce di piselli&#8230;, oggi certe scelte anti-spreco quasi ci sorprendono, ma nel Sarzanese, confine ligure ad est, dove scorre anche la Francigena in viaggio verso Arcola e Massa, la dovizia orticola e le vicine piane della Magra permettevano di reimpiegare finanche queste bucce di piselli (bollite e passate), originando in pratica una buona ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zuppa-di-bucce-di-piselli/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Zuppa di bucce di piselli&#8230;, oggi certe scelte anti-spreco quasi ci sorprendono, ma nel Sarzanese, confine ligure ad est, dove scorre anche la Francigena in viaggio verso Arcola e Massa, la dovizia orticola e le vicine piane della Magra permettevano di reimpiegare finanche queste bucce di piselli (bollite e passate), originando in pratica una buona “vellutata” dove entravano anche avanzi di pane, affettati, abbrustoliti e disposti sul fondo del piatto&#8230; Liguria di ieri ma evergreen, cultura del riutilizzo. In questi casi Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC Colli di Luni, servito a 11°C in tulipani a stelo alto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Zuppa di aglio</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 21:11:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Disinfettante, ipotensiva e vermifuga, è una ricetta (veloce e antispreco) da “etnomedicina”… Pane raffermo (meglio se di semola di grano duro), olio evo, sale, alloro e tanto aglio (magari di Vessalico) soffriggono in un coccio sino all’aggiunta d’acqua, e la cottura a fuoco lento renderà cremosa la zuppa. Si possono aggiungere uova sbattute e si ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zuppa-di-aglio/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zuppa-di-aglio/">Zuppa di aglio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Disinfettante, ipotensiva e vermifuga, è una ricetta (veloce e antispreco) da “etnomedicina”… Pane raffermo (meglio se di semola di grano duro), olio evo, sale, alloro e tanto aglio (magari di Vessalico) soffriggono in un coccio sino all’aggiunta d’acqua, e la cottura a fuoco lento renderà cremosa la zuppa. Si possono aggiungere uova sbattute e si può condire con formaggio grattugiato (anche San Sté invecchiato) e maggiorana ben fresca… Una delizia, che ho gustato a Triora, in val di Vara, a Monterosso * &#8230;, e cui Ligucibario® abbina un Vermentino delle DOC liguri, servito a 11°C in tulipani a stelo alto<br />
* la incontrate però anche in Spagna, in Polonia&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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