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	<title>Ligucibario &#187; pieve di teco</title>
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		<title>Boine, Giovanni</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 14:46:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giovanni Boine fu uno scrittore ponentino (1887-1917), nato a Finalmarina (SV) e morto giovanissimo di tisi a Porto Maurizio * (oggi Imperia), gli dobbiamo fra l’altro il racconto bellissimo e amaro “La crisi degli olivi in Liguria” (su “La voce” del 6 luglio 1911). Vi si legge, tuttavia: “Muri e terrazze, e sulle terrazze gli ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/boine-giovanni/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Boine fu uno scrittore ponentino (1887-1917), nato a Finalmarina (SV) e morto giovanissimo di tisi a Porto Maurizio * (oggi Imperia), gli dobbiamo fra l’altro il racconto bellissimo e amaro “La crisi degli olivi in Liguria” (su “La voce” del 6 luglio 1911). Vi si legge, tuttavia: “Muri e terrazze, e sulle terrazze gli olivi contorti a testimoniare che han vissuto…I muri e le terrazze a testimoniar che han vinto contro la natura… Gli olivi contorti a mostrar la generosità e l’opulenza delle anime loro”… Le riflessioni di Boine “seguivano” i “Saggi sull’economia olearia” redatti dall’abate Giammaria Picone nel 1808 (ed. Giossi) e “precedevano” l’imponente “Gli olii d’oliva dell’alta Italia e della Sardegna” di Carlo Carocci Buzi (1948). La decadenza della monocoltura dell&#8217;ulivo in Liguria s’avvia e deflagra a fine ‘800 quando la rendita crolla e i contadini, specie i più piccoli, oramai coltivano in perdita. Una decadenza esiziale se nel 1883 Agostino Bertani, nella sua inchiesta agraria sulla Liguria (si veda quel che ne ha scritto Augusta Molinari), equipara lo status agricolo in provincia di Porto Maurizio a quello miserrimo della Basilicata&#8230; Ne deriverà via via una intensa emigrazione (talora una fuga di massa ** ) verso la vicina Francia, soprattutto nel Dipartimento delle Alpi Marittime e in taluni centri portuali, Marsiglia e Tolone&#8230; Un’emigrazione ben presente nella memoria locale, tanto da risultare poi quasi una consuetudine nella vita dei personaggi, romanzeschi ma mai troppo, di Francesco Biamonti (1928-2001): «Mai parlar male della Francia: era uno dei suoi principi. Intere generazioni di Luvaira e di Aùrno erano andate a togliersi la fame, fame e tante altre cose, sul porto di Marsiglia. Scaricatori di bastimenti, camallavano nel mistral»&#8230;</p>
<p>* un nonno aveva casa a Lecchiore, amena frazione di Dolcedo (IM)</p>
<p>** il degrado e la miseria in cui versava a fine &#8216;800 il mandamento di Pieve di Teco (IM) aveva indignato il Bertani. Che così scriveva di Lovegno, frazioncina a pochi chilometri da Pieve di Teco che oggi mi risulta quasi disabitata: &#8220;Lovegno! E&#8217; qui ove i dottrinali e parolai dovrebbero venire a studiare la questione sociale! Lovegno è un villaggio di quaranta, cinquanta casupole, perduto su una montagna pietrosa, lontano da ogni comunicazione. Lovegno non presenta che squallore e miseria al più alto grado”<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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		<title>Sciue cene</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 20:04:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sciue cene, ricetta dell&#8217;Imperiese, a Moano di Pieve di Teco, ad Armo&#8230; A Costarainera è una sorta di polpettone, a Dolceacqua sono fiori di zucca (sciue) ripieni di un impasto simile al polpettone, puré e verdure bollite e lavorate con uova, formaggio, pesto, olio e sale… Ligucibario® in questi casi abbina prevalentemente un bianco o ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sciue-cene/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sciue cene, ricetta dell&#8217;Imperiese, a Moano di Pieve di Teco, ad Armo&#8230; A Costarainera è una sorta di polpettone, a Dolceacqua sono <a title="Fiori di zucca" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fiori-di-zucca/">fiori di zucca</a> (sciue) ripieni di un impasto simile al <a title="Polpettone genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/polpettone-genovese/">polpettone</a>, puré e verdure bollite e lavorate con uova, formaggio, pesto, olio e sale… Ligucibario® in questi casi abbina prevalentemente un bianco o tutt&#8217;al più (ove il ripieno s&#8217;arricchisca) un rosato&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Caprino d’alpeggio</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 18:39:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Si produce ottimamente ad esempio in Valle Argentina. E’ anche da grattugia a Cosio d’Arroscia (IM), Pieve di Teco (IM), forse ancora qualcosa ad Ortovero (SV)&#8230; Sono produzioni a pasta dura, molto antiche, come tutte quelle di malga, ponentine. &#8220;Veronelliane&#8221;&#8230; Ligucibario® abbina loro anzitutto un Vermentino della &#8220;sottostante&#8221; Riviera. Purtroppo l’attuale industria casearia definisce caprini ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/caprino-dalpeggio/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si produce ottimamente ad esempio in Valle Argentina. E’ anche da grattugia a Cosio d’Arroscia (IM), Pieve di Teco (IM), forse ancora qualcosa ad Ortovero (SV)&#8230; Sono produzioni a pasta dura, molto antiche, come tutte quelle di malga, ponentine. &#8220;Veronelliane&#8221;&#8230; Ligucibario® abbina loro anzitutto un Vermentino della &#8220;sottostante&#8221; Riviera.<br />
Purtroppo l’attuale industria casearia definisce caprini anche prodotti in cui il latte di capra viene sostituito in toto o in parte da latte vaccino&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pornassio o Ormeasco di Pornassio</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 09:42:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pornassio o Ormeasco di Pornassio, le prime notizie risalgono al ‘300, la DOC al 2003. E’ un dolcetto (vitigno che in loco imposero per decreto i marchesi di Clavesana, rivali dei Del Carretto) di altura, subalpino e di carisma, e a Pornassio – provincia imperiese verso Savona &#8211; la sua grande festa è il primo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pornassio-o-ormeasco-di-pornassio/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pornassio o Ormeasco di Pornassio, le prime notizie risalgono al ‘300, la DOC al 2003. E’ un dolcetto (vitigno che in loco imposero per decreto i marchesi di Clavesana, rivali dei Del Carretto) di altura, subalpino e di carisma, e a Pornassio – provincia imperiese verso Savona &#8211; la sua grande festa è il primo weekend di ottobre.<br />
I vigneti verticali, con la loro fierezza “fragile”, appassionarono anche Mario Soldati.</p>
<blockquote><p>Pornassio, il più spettacoloso e originale paesaggio viticolo che abbia mai visto in vita mia. Immaginate un vastissimo arazzo, spesso e folto, arricciato e frastagliato, tutto sulle tinte fondamentali di un rosso acceso e violentissimo, con infinite sfumature che vanno dal marrone al violetto, dal cremisi allo scarlatto, dal fragola al rosa al giallo, con spruzzi di verde. Ma l’arazzo, oltre che denso di colori, appare fermamente costruito, secondo disegni visibilissimi, organici, funzionali: circoli, volute, serpentine parallele, che hanno lo scopo di sfruttare al massimo le concavità e le convessità, gli avvallamenti e i pronunciamenti del terreno, in rapporto all’arco che percorre il sole dall’alba al tramonto. Ne risulta una scenografia fantastica, liberamente geometrica, ma anche massiccia, di una strana violenza pittorica. Se si pensa alle vaste e blande circonvoluzioni sui colli veneti, toscani e piemontesi, la conca di Pornassio suggerisce qualcosa di più vigoroso e più vivo, qualcosa di ultimo e di eroico. L’amore degli uomini per la vigna, in tutto il mondo, non può fare di più.</p></blockquote>
<p>La DOC prevede 5 produzioni, frutto di instancabile impegno: il rosso, il rosso superiore invecchiato un anno (12,5°), lo sciac-trà rosato, il passito e il passito liquoroso (personalmente mai visto).<br />
Un tempo i grappoli – vendemmiati da donne e bambini &#8211; dalle ceste venivano trasferiti nei “garossi” (bigonce con manici, poste sui dorsi delle bestie da soma) sino alle botti delle cantine. Lì l’uva fermentava 4-5 giorni e veniva pigiata coi piedi. Mattino e sera questa “rappa” veniva ammollata col vino e nuovamente coperta. Infine il travaso. La prima raccolta era di Pornassio, poi di uva bianca (facile alla marcescenza), infine di pisciarina, detta anche uva di Pieve (di Teco). Alla fine dei lavori, gran festa con stoccafisso stufato e verdure lessate, brusso e caldarroste, sino alle danze della sera.</p>
<p>Il vino avrebbe poi accompagnato tutti gli eventi importanti della vita, matrimoni, nascite, ricongiungimenti… Ma anche ogni mattina di convalescenza, allorché il medico consigliava un tuorlo d’uovo e il vino contenibile dal guscio (e del resto anche ai pulcini debilitati si somministrava un po’ di mollica intinta nel vino&#8230;).<br />
Fra i miei produttori preferiti, Maffone e Sereno. Il macajolo è specificamente un uvaggio a prevalenza ormeasco prodotto da De Andreis ad Albenga (SV), gradazione 12,5°.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Pigato</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 09:28:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pigato, il nome proviene verosimilmente da “pica”, macchia (sugli acini in maturazione). Vitigno raccomandato sulle province di Imperia, Savona e Genova (è la DOC Riviera ligure di ponente, dal confine con la Francia sino ad Arenzano), per molti è il vero re dell’enologia regionale – anche perché con buona dotazione aromatica accompagna straordinariamente sua maestà ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pigato/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pigato/">Pigato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pigato, il nome proviene verosimilmente da “pica”, macchia (sugli acini in maturazione). Vitigno raccomandato sulle province di Imperia, Savona e Genova (è la DOC Riviera ligure di ponente, dal confine con la Francia sino ad Arenzano), per molti è il vero re dell’enologia regionale – anche perché con buona dotazione aromatica accompagna straordinariamente sua maestà il pesto * , ma anche minestrone e primi di mare &#8211; . Autoctono ovvero sub-spontaneo (ma la genetica ci conferma che non è Vermentino vendemmiato tardi!), le prime notizie risalgono grosso modo al 1635. Quasi introvabili, oramai, le versioni amabili, dolci e passite, benché passito sia prodotto col nome La Vinsa da &#8220;Lupi&#8221;, in Pieve di Teco (IM), col nome di Vin du preve da &#8220;La casetta&#8221;, in Ranzo&#8230;<br />
* in sua mancanza, ecco altri vini con tale dotazione, Sauvignon, Malvasia, Riesling&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello36.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17884" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello36-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></p>
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