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	<title>Ligucibario &#187; piazza banchi</title>
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		<title>Genova e botteghe storiche, percorsi e ricordi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 09:51:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Botteghe storiche di Genova, ognuno di noi i propri percorsi, ognuno i propri ricordi… Ma dentro una mappa la quale, direttamente o indirettamente, conferma anche quell’Ianuensis ergo mercator che ha decretato la celebrità commerciale dei Genovesi nel mondo. Botteghe storiche: un tour di Genova e dei carruggi all&#8217;insegna del gusto e della memoria Il sabato ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/botteghe-storiche-genova/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/torte-verdura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21623" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/torte-verdura.jpg" alt="torte verdura" width="259" height="194" /></a>Botteghe storiche di Genova</strong>, ognuno di noi i propri percorsi, ognuno i propri ricordi… Ma dentro una mappa la quale, direttamente o indirettamente, conferma anche quell’<em>Ianuensis ergo mercator</em> che ha decretato la celebrità commerciale dei Genovesi nel mondo.</p>
<h2>Botteghe storiche: un tour di Genova e dei carruggi all&#8217;insegna del gusto e della memoria</h2>
<p>Il sabato mattina <strong>con Luisa Puppo</strong>, che li conosce metro a metro, il tour dei <em>carruggi </em>(e delle botteghe storiche) è via via quasi un &#8220;obbligo&#8221;.</p>
<p>Sua nonna scendeva da corso Dogali per compere specifiche e speciali, mia nonna a propria volta abitava in vico dei Garibaldi e quindi, varcato il portone, s’immergeva subito nel dedalo labirintico della “casbah”, che adorava, ecco la merceria dove recuperare bottoni per una rebecca mai smessa, ecco la latteria tentatrice con l’alzatina di panna ben in vista, ecco i bouquinistes di piazza Banchi dove comprare per me qualche vecchio numeri di &#8220;Alan Ford&#8221;… Un mondo che per fortuna, malgrado tutto, non è andato perduto.</p>
<h2>Botteghe storiche: Genova, la città dove senti &#8220;vivere&#8221; la storia</h2>
<p>Mio padre, a propria volta, ammalatosi nel 1975 di qualcosa che nessun luminare riusciva a diagnosticare (si trattava di ipertiroidismo) si recò quasi disperatamente alla “<strong>Farmacia di Sant’Anna</strong>”, istituzione del 1650, dove si procurò alcune bottiglie di sciroppi che in parte lo ristabilirono, e vivemmo ciò quasi come un miracolo, sin quando il mai troppo rimpianto dottor Ermanno Grillotti, studio alla Foce, capì finalmente la malattia, che ai tempi fronteggiò col Tapazole.</p>
<p>Ma torniamo a note più liete (segnalo che la Farmacia di Sant&#8217;Anna è considerata la più antica delle botteghe storiche genovesi). Per Luisa e per me &#8220;botteghe storiche e centro storico&#8221; (e immediati dintorni) è la “<strong>Polleria Aresu</strong>” (1910), sempre affollatissima, a d un passo da quella via della Maddalena che tanti associavano a criminalità e pericolo, ma che viceversa rappresenta uno dei più autentici e affascinanti vicoli di Genova (l&#8217;ortolano ha birre artigianali da urlo).</p>
<p>E’ la “<strong>Macelleria Nico</strong>” (1790), là dove nel Medioevo furono ubicati i macelli, poiché Soziglia era ancora un&#8217;area suburbana.</p>
<p>E’ la “<strong>Tripperia La Casana</strong>” (1890), una delle pochissime superstiti, quando scrissi <em>Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto</em> (<a title="umberto curti il quarto numero cinque" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-9/" target="_blank">link qui</a>) intervistai i cortesi titolari, che mi regalarono una quindicina di ricette.</p>
<p>E’ “<strong>Sa’ Pesta</strong>” (1889), tavoli spartani, odore di farinata, quattro chiacchiere col vicino, che magari è un turista o un curioso gastronauta, per raccontargli il genius loci della “Superba”, il rito delle torte salate, e le sciamadde i fainotti i törtâe…</p>
<p>E’ il cioccolato/il gelato di &#8220;<strong>Viganotti</strong>&#8221; (1866), coi macchinari e gli stampi del bel tempo andato, puro artigianato d’arte che stupisce buongustai e scolaresche, ne scrissi anche nel mio <em>A scuola di cacao. Conosci e degusta il cioccolato</em> (<a title="umberto curti a scuola di cacao" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-11/" target="_blank">link qui</a>), accennando al ruolo del porto di Genova – rivale di Siviglia &#8211; dove i semi di cacao approdavano dal Nuovo Mondo, diretti anche al Piemonte.</p>
<p>E’ la drogheria “<strong>Torielli</strong>” (1930), tempio delle spezie, durante il Rinascimento esse costituivano la prima grande differenza tra la mensa dei patrizi e ricchi e quella dei ceti meno abbienti (per un “viaggio” dentro le spezie leggimi <a title="umberto curti le spezie e genova" href="https://www.liguriafood.it/2018/03/29/le-spezie-genova/" target="_blank">a questo link</a>).</p>
<p>E’ il ristorante “<strong>Da Rina</strong>” (1946), dove sostava il presidente della Repubblica, Sandro Pertini (nativo di Stella San Giovanni…), atmosfera raccolta, mille foto rievocatrici alle pareti, ottimo pesce.</p>
<p>Sono le vetrine di “<strong>Romanengo</strong>” (1780), che alcuni anni fa ci ospitò in laboratorio per il progetto regionale <em>Sonne und Geschmack,</em> mostrando a buyer tedeschi – che rimasero a bocc’aperta &#8211; la preparazione tutta manuale delle uova di Pasqua, dei quaresimali, dei dragées…; di “<strong>Klainguti</strong>” (1828), attività aperta da fratelli engadinesi innamoratisi di Genova, ieri come oggi salotto charmant, cui auguro una “immediata” riapertura anche per gustare la crema Zena e quei Falstaff (brioches) adorati da Giuseppe Verdi; i capolavori di “<strong>Villa-Profumo</strong>” (1827), un’impresa che da quasi due secoli nobilita via del Portello con eleganze dolcissime e dove mio suocero, una vita fa, commissionava una Saint-Honoré per gli auguri natalizi in ufficio, ben gentile usanza; di “<strong>Mangini</strong>” (1876), splendore liberty della famiglia Rossignotti, già attiva a Sestri Levante nella torroneria-cioccolateria (puoi <a title="umberto curti storia delle caramelle in liguria" href="https://www.ligucibario.com/caramelle-in-liguria/" target="_blank">leggermi qui</a>)…</p>
<p>Ma l’album delle meraviglie (e delle botteghe storiche) non è ancora terminato. Stay tuned, amico Lettore, e intanto buon appetito/felice shopping!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>San Pietro e Paolo, bancarelle e sapori&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 13:22:05 +0000</pubDate>
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<table width="704">
<tbody>
<tr>
<td>San Pietro e Paolo, bancarelle e sapori&#8230;</p>
<p>Gli <em>Annali</em> con cui il vescovo Agostino <strong>Giustiniani</strong> (1537) tratteggiò storie della Repubblica di Genova annotano che «…verso la marina, si giunge alla piaggia, nominata la Foce, dove sono da otto a dieci case con la chiesuola di S. Pietro. E la piaggia è molto atta e comoda al varar delle navi (&#8230;) E in questa piaggia a tempi nostri si è edificato uno amplissimo edificio quadrato e diviso in due parti, con chiostri e molte officine concedenti alla cura degli ammalati di morbo pestifero; alli quali, quando accade il bisogno, è benissimo provveduto. E da questa fabbrica verso la montagna, in larghezza di un miglio, e lunghezza di due, sono bellissimi e fruttiferi orti coltivati con molta diligenza; per il che producono ogni specie ed ogni varietà di erbe e di frutti ortilici in grandissima abbondanza. E questo territorio è nominato <strong>il piano di Bisagno</strong>”.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Alla Foce, a fine giugno ogni anno,</strong> “omaggiano” San Pietro e Paolo centinaia di bancarelle, e un tempo tra la folla si diffondevano odori dalle trattorie, <strong>zuppa di muscoli con le gallette, fritto di pesce (varia la composizione ma sempre con anciöe), laete döçe, frittelle, canestrelli e frutta “di filiere prossime”, nei calici la festa erano vini bianchi secchi e poi – secondo casi – i moscati o i passiti</strong>. Scene di un mondo in gran parte scomparso. Terminando la fiera, i pescatori locali ricalavano in mare i loro valorosi gozzi, ma badando alle mareggiate, consuete a fine giugno, dato che – allerta il sinistro detto – “San Pietro ne vuole uno (intendasi: annegato) per sé”…</p>
<p>Proprio una tremenda mareggiata natalizia, anno domini 1821, fracassò la cappella (ormai secentesca) di San Pietro, e le bombe inglesi della seconda guerra mondiale (1943-44) completarono l’opera distruttiva sul complesso secentesco di San Bernardo (ne riferisce bene lo storico Giulio Ottonelli), sulla collinetta dinanzi al mare là dove attualmente – alla sommità di via Nizza &#8211; domina la chiesa intitolata ad ambo i Santi.</p>
<p>La fiera commerciale con le bancarelle, di cui dicevamo, rendeva bene (non è casuale che sia rito protrattosi fino ai giorni nostri); e <strong>palio, lumini in mare, mangiafuoco, illusionisti e fuochi artificiali</strong> costituivano l’intrattenimento dopo aver acquistato &#8211; cedendo a molte tentazioni &#8211; attrezzi per lavoro e casa (San Paolo veglia anche su cordai e cestai), tessuti tanto per sarte quanto per donne di casa, passatempi e diavolerie d’ogni tipo per grandi e piccini, “medicamenti” per l&#8217;acciacco del momento, leccornie salate e dolci… “Vénghino siori vénghino”!</p>
<p>Ma la leggenda, come noto, lega San Pietro anche a <strong>Sampierdarena</strong> (Comune autonomo fino alle aggregazioni della “grande Genova” nel 1926): sulle sue arene il santo avrebbe infatti dormito dopo una convincente predica dalle parti di <strong>piazza Banchi</strong>… Non a caso una chiesa sorse in suo onore anche a Banchi, essa ha una collocazione ed una storia molto particolari (tra incendi, epidemie di peste, matrimoni speciali…), e dunque varrà forse la pena di dedicarle un prossimo pezzo. Che ne dite?</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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