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	<title>Ligucibario &#187; philip kotler</title>
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		<title>Web e social media marketing, un buon lavoro!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2024 08:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Che piacere intervistare quattro giovani che, al termine di un percorso formativo specialistico, si uniscono nell’ideazione di un progetto professionale! compongono un team che fornisce consulenze e servizi di marketing digitale, videomaking e grafica ad enti e imprese… Pare ieri la stagione in cui li ebbi come allievi, mentre oggi rappresenteranno per Luisa Puppo e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/web-e-social-media-marketing/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/HPIM4841.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22731" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/HPIM4841-300x236.jpg" alt="HPIM4841" width="300" height="236" /></a>Che piacere intervistare quattro giovani che, al termine di un percorso formativo specialistico, si uniscono nell’ideazione di un progetto professionale!<br />
compongono un team che fornisce consulenze e servizi di marketing digitale, videomaking e grafica ad enti e imprese… Pare ieri la stagione in cui li ebbi come allievi, mentre oggi rappresenteranno per Luisa Puppo e per me un partner con cui, in un’ottica di rete, proporre consulenze e servizi ancor più specifici al mercato delle destinazioni e delle imprese turistiche e al mondo dell&#8217;enogastronomia…</p>
<p><strong>S.</strong>, cosa porti con te di questi anni di studio e di start-up che, dalle aule di un ITS a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure), ti vedono oggi affacciata sul mondo del lavoro e del b2b?</p>
<p>Tra le conoscenze più importanti che porto con me, dal mio percorso di specializzazione biennale, menzionerei sicuramente tutte le esperienze personali degli esperti del settore con cui abbiamo avuto &#8211; in aula e fuori dell’aula &#8211; la possibilità di confrontarci. Testimonianze di imprenditori, direttori e manager che mi hanno preparata in maniera concreta a quello che poi sarebbe diventato il mio lavoro. Oltre ad un ottimo bagaglio di competenze tecniche, il mio percorso di studi mi ha permesso di acquisire anche alcune soft skills che si sono rivelate fondamentali nell’affacciarmi al mondo del lavoro, in particolare a quello del b2b.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/Foto-Cenerini-Ligucibario-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22741" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/Foto-Cenerini-Ligucibario--300x169.jpg" alt="Foto Cenerini + Ligucibario" width="300" height="169" /></a>F.</strong>, avete analizzato e state analizzando i siti web e le strategie social di molte realtà pubbliche e aziendali. Che quadro complessivamente emerge in Liguria?</p>
<p>Ciò che in genere emerge, analizzando la presenza online di varie realtà sul territorio ligure, è sicuramente la poca conoscenza dei nuovi strumenti e mezzi di comunicazione da parte dei vari soggetti. Di conseguenza, risulta difficile trasmettere l’importanza stessa ed il valore aggiunto che web e social possono fornire in un quadro di marketing autentico. In particolare, per quanto riguarda il settore social network a livello business, essendo un “contesto” alquanto recente, emerge sovente una criticità fondamentale, ovvero la mancata creazione da parte dell’impresa di una strategia mirata con cui intervenire su necessità e obiettivi.</p>
<p><strong>M.</strong>, da alcuni decenni Philip Kotler ci insegna che il marketing è di fatto targeting, ascolto del cliente. La Liguria e le imprese cui via via vi rivolgete di cosa soprattutto necessitano?</p>
<p>In un territorio come quello della Liguria, la priorità che si palesa è certo quella di digitalizzarsi. A differenza di non poche altre regioni, infatti, ci troviamo per certi versi indietro rispetto a questo tema. Lentamente però si sta virando verso una promozione di territori e imprese che sia anche più digitale, ed è appunto per questo che occorre sempre di più una maggior conoscenza e consapevolezza circa questi “nuovi” canali. In particolare, l’esigenza di molte imprese &#8211; specialmente le microimprese a gestione famigliare &#8211; è di pervenire ad una comunicazione più al passo coi tempi, integrata ed efficace&#8230; E dunque occorrono, come dire, specialisti in materia.</p>
<p><strong>T.</strong>, si suol dire che “chi non comunica non esiste”. Ma è pur vero che oggi si comunica anche troppo, talvolta in modalità fai-da-te che non possono realizzare gli obiettivi aziendali. In cosa consiste l’innovatività del vostro approccio?</p>
<p>Proponendo servizi di marketing digitale, ciò che ci differenzia di più è tendenzialmente la possibilità di offrire un servizio completo. Il nostro approccio è un kit di attrezzi, si basa sull’ascolto delle esigenze dei clienti con cui interfacciarci, per poi creare una strategia mirata, che includa tutti i servizi necessari, dal sito web alla grafica con cui realizzare le depliantistiche&#8230; Questo ci permette di seguire la presenza online delle imprese a 360°, partendo dall’identità del brand (logo, colori&#8230;), fino ad arrivare al posizionamento sui motori di ricerca, alla gestione dei social network, alla creazione di contenuti ad hoc (foto, video e grafiche).</p>
<p>Ed ora una domanda che rivolgo <strong>a tutti e quattro</strong>: regalate un consiglio ad un vostro coetaneo che intenda intraprendere la vostra professione…</p>
<p>Un consiglio che ci piace dare è sicuramente quello di specializzarsi in un settore specifico, in base a quelle che sono le passioni e gli interessi personali. Il lavoro consulenziale infatti richiede competenze specifiche, e talvolta anche l’opportunità di lavorare in team per offrire un insieme di servizi il più targettizzato e completo possibile. Infine, è importantissimo non smettere mai di formarsi, perché lavorare nel digitale richiede di tenersi sempre pronti sulle tendenze in atto, e le novità del momento, in quanto i mezzi di comunicazione, si sa, sono in continua e rapida evoluzione.</p>
<p>Buon lavoro, ragazzi!&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Tour delle cascine, Bardineto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 13:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un hiking tour tra cascine e faggete Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-fiori.jpg"><img class="size-medium wp-image-21114 aligncenter" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-fiori-300x225.jpg" alt="foto fiori" width="300" height="225" /></a></p>
<h2>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un <em>hiking tour</em> tra cascine e faggete</h2>
<blockquote><p><em>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località.</em></p></blockquote>
<h3>Autoritratto di uno &#8220;slow hiker&#8221;</h3>
<p>Finiva l’estate 2015, con Luisa (Puppo) percorsi tutto il <strong>Rio Nero a Calizzano</strong>, e a 52 anni grazie a quel bosco compresi in pochi minuti tutto quel che sino ad allora mi ero perso… Poiché tuttavia &#8220;it’s never too late&#8221;, non fu difficile convertirsi via via (sempre con molta prudenza) alle esplorazioni con scarponi e zaino. Rappresento, per dirla col marketing, il classico “target” che predilige sentieri slow, esperienze non estreme, momenti <em>culture&amp;food</em> tra un passo e l’altro.</p>
<p><strong>Oggi, fra le valli Bormida, Tanaro e Mongia “possiedo” ormai una cinquantina di itinerari</strong> (aumenteranno, lo sento), quasi tutti semplici e a portata di famiglie, che mi hanno dischiuso l’autentico <em>genius loci</em> di queste terre un po’ ai margini dei flussi turistici e delle visibilità mediatiche. Visto che in tutti questi anni di lavoro ho pubblicato quasi una ventina di volumi <a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link</a>, un editore di recente mi ha proposto di redigere specificamente una guida, che pubblicherò col titolo (un po’ giocoso…) di <em>Namasté. I miei 8000 fra Bormida e Tanaro</em>, raccontando le mie camminate, e beninteso conterrà anche (quello era e rimane il mio mestiere) notizie storico-antropologiche, “ritratti” di persone che amo e stimo, <strong>indirizzi per ben dormire, ben mangiare, ben comprare</strong>. Avrò molte, davvero molte meraviglie da condividere, a maggior ragione se quest’epoca post-covid indurrà un po’ di ripensamenti – anche di natura turistica &#8211; quanto mai necessari, dato che il modello socioeconomico in cui viviamo si sta mostrando sempre più distorto e nocivo, <strong>sempre più consumistico e spietato</strong>.</p>
<h3>Entroterra (ligure), quale futuro?</h3>
<p>I giorni scorsi con Luisa ho sperimentato, sotto la guida dell’intraprendente Mitch di <em>Wild Bormida</em>, il <strong>tour delle cascine di Bardineto</strong>, ovvero le belle e vive Collette (dove ho ritrovato la famiglia Carretto-Manfrino che conosco dal 2003…), la Sciorta, ed infine la Dondella, l’anello poi rientrava nel fitto bosco con pendenze da mtbikers – i dominatori del territorio… &#8211; e ci riconsegnava al finale di giornata, in pizzeria. Incantevole anche il tratto lungo <strong>l’Alta Via dei Monti Liguri,</strong> col bivio per monte Lingo, sino al balcone panoramico delle pale eoliche. Da lì, si può proseguire per San Bernardo di Garessio, dov’è stata allestita da poco una <em>big bench</em> e donde si sale al Galero o si scende la via del sale Cerisola-Erli, o per il Quazzo, donde si sale allo Spinarda, tutte escursioni che, organizzandosi con buon senso (clima, orario, equipaggiamento&#8230;), suggerisco.</p>
<p>E’ impressionante riflettere su come sino a non molti anni fa queste cascine, Sciorta e Dondella ma anche altre che incontro lungo il mio zigzagare, <strong>fossero abitate</strong>, da persone che lavoravano campi e boschi ed evidentemente non soffrivano l’isolamento e la mancanza di servizi… Beppino Carretto, se ben ricordo, mi precisava che tra Quazzo e Scravaion operavano anche una scuola ed una trattoria (“dei laghi lunghi”). Molte microcomunità – io lo so bene perché leggo <strong>Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Paolo Rumiz</strong>… &#8211; in Italia sono scomparse, gli asili non hanno più accolto bambini, sui valichi le locande hanno chiuso, molti alberghi denunciano costi fissi sempre meno sostenibili, Alpi ed Appennini hanno scontato un’indifferenza collettiva sovente ignobile, che li ha resi periferici e residuali, sino alle tragedie del cambiamento climatico e non solo (<strong>siccità, incendi, disbosco, frane, peste suina, zecche, disoccupazione</strong>). E, nella mia visione, indebolire o sopprimere un Corpo Forestale è una delle peggiori catastrofi cui uno Stato vada incontro&#8230;</p>
<p>E’ plausibile illudersi, con un’ingenuità “da cartoline”, che le persone (i giovani) tornino ad abitare sui monti da cui altri – magari i nonni – infine fuggirono, stremati dai sacrifici? Ho però anche notizia di un sindaco, zelante e legato al proprio paese (<strong>Bormida</strong>), che è andato concretizzando idee positive, tra cui case in affitto calmierato a 50 euro, attrazione di imprese…</p>
<h3>Obiettivo turismo: le tappe di un (lungo) cammino</h3>
<p>Ma torniamo a me, ed alla mia professione. Nell’àmbito turistico, come noto, si usa continuamente l’espressione “fare sistema” (Luisa ed io la ascoltiamo da 25 anni ciascuno…), in un Paese che storicamente si scinde <strong>fra orazi e curiazi, guelfi e ghibellini, fra “rivalità” e ironie di confine</strong>… Purtroppo da addetto ai lavori mi viene da affermare che la val Bormida ligure difficilmente (non in toto per proprie colpe) sa a tutt’oggi configurarsi come <strong>prodotto turistico</strong>, come offerta 1+1=3, in grado di segnalarsi sui mercati di domanda. I mtbikers da soli non bastano, e mancano &#8220;package&#8221; di ospitalità e  animazione territoriale di consistenza.<br />
<strong>La Liguria</strong> stessa è nell’insieme regione che potrebbe far meglio in termini di integrazione costa-entroterra, di destagionalizzazione, di accoglienza sistemica, con un tessuto di microimprese a gestione famigliare che temo tendano geneticamente al fai-da-te, parlino pochino pochino l’inglese, usino i social in modalità solo spontaneistica, esitino nel cosiddetto storytelling che oggi viceversa è fase integrante di un’ospitalità esperienziale <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.libreriauniversitaria.it/libro-bianco-turismo-esperienziale-food/libro/9788899012519" target="_blank">link</a>… D’altronde, <strong>persino i miei allievi dell’Università a Imperia – cui pure suggerisco pagine di Philip Kotler, Chris Anderson… &#8211; talora faticano a cogliere i rapidi mutamenti in atto</strong>, tipici di una rivoluzione copernicana, di una deregulation sempre più globale, accelerata e violenta, nel cui seno un decennio rappresenta un’era geologica. “Non più vendere quel che si è prodotto, ma produrre quel che si vende”. E qui mi fermo, perché ormai mi annoierei da me stesso, e chi segue <strong>Ligucibario®</strong> (non sono poi pochissimi), o i miei libri o le mie lezioni, conosce il mio pensiero, che poi è anche quello di Luisa.</p>
<p>Mi sento tuttavia di aggiungere che il turismo è una disciplina quanto mai scientifica, cartesiana, dove non c’è spazio per i tuttologi o per chi immagini banalmente di emulare prassi che altrove hanno funzionato. Così come mi sento di ribadire, pur essendo io stesso uomo di entusiasmi e passioni, che senza piani di marketing territoriale <a title="curti-puppo vent'anni di liguria e food" href="https://www.liguriafood.it/2020/07/22/ventanni-liguria-food/" target="_blank">link</a>, e (occorre dirlo) senza contemporanei interventi formativi alle imprese, molti propositi rischieranno purtroppo d’essere ancora una volta velleitari e sterili (potrei rendicontare decine di progetti e di siti web che in Liguria, lentamente o velocemente, sono sbiaditi sino a scomparire). Occorrerebbero con urgenza, anche in val Bormida, <strong>SWOT analysis “tecniche” e concrete</strong>, che dalle forze e debolezze dell’area consentissero in prospettiva – come si suol dire &#8211; di incrementare gli asset e attenuare le criticità, orientando al meglio gli investimenti. Il tempo è darwiniano, e stringe. Assessori, organizzazioni locali, imprese, volete ragionarne con noi?</p>
<h3>Cosa è davvero &#8220;turismo&#8221;?</h3>
<p>Banalmente, come precisa qualunque manuale di tecnica turistica, <strong>il turismo non è escursionismo</strong>, il turismo implica pernottamenti in loco, i più numerosi possibile, e conseguenti ricadute economiche da tutta una serie di acquisti (beni e servizi) che l’escursionista, trattenendosi solo una giornata, tendenzialmente non compie, limitandosi a “merende”, sagre e poco altro. Si consideri inoltre che – secondo fonti autorevoli – attualmente <strong>8 turisti su 10</strong> prefigurano viaggi e soggiorni online, sul PC e sul cellulare, dove pertanto già s’ingegnano, ben prima di partire, di “assemblare” vacanze e permanenze secondo necessità e gusti (un surfista non è un gastronauta, un turista della fede non è un business traveller). La psicografia, ovvero il profilo dei comportamenti del turista, sempre più ci insegna che <strong>il come conta più del dove</strong>, che il turista non si fissa su una destinazione a prescindere, bensì tende a indagare ciò che vi potrà vivere, sperimentare, apprendere: paesaggi, sensazioni, persone, relazioni, quotidianità, sapori. <strong>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località</strong>.</p>
<p>Chi non è online, o chi è online goffamente (siti statici, traduzioni scadenti, prezzi rigidi…), ha quindi favorito la concorrenza, ha quindi perso la partita prima ancora di giocarla. Chi non comunica non esiste, sentenziano correttamente, inoltre la sola comunicazione efficace è quella che sa raggiungere in modo decifrabile il destinatario. Messaggio chiaro?</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, saggista e consulente di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>“Scegli il lavoro che ami e…”</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2021 12:29:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Scegli il lavoro che ami e…” Su invito della Professoressa Daniela Ambrosino, Coordinatrice del corso di Laurea in Scienze del turismo (campus d’Imperia) presso il dipartimento di Economia dell’Università degli studi di Genova, martedì 11 maggio abbiamo registrato il seminario “Dal dove al come. L’esperienza turistica fra marketing e persona”. Un’utile iniziativa per traguardare, insieme ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/scegli-il-lavoro-che-ami-e/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/polo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20477" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/polo-300x169.jpg" alt="polo" width="300" height="169" /></a>“Scegli il lavoro che ami e…”</p>
<p>Su invito della Professoressa Daniela Ambrosino, Coordinatrice del corso di L<strong>aurea in Scienze del turismo</strong> (campus d’Imperia) presso il dipartimento di <strong>Economia dell’Università degli studi di Genova</strong>, martedì 11 maggio abbiamo registrato il seminario<br />
“Dal dove al come. L’esperienza turistica fra marketing e persona”.<br />
Un’utile iniziativa per traguardare, insieme a giovani studenti, alcune tendenze ed urgenze, funzionali all’auspicata ripartenza post-covid per un settore, come quello turistico, che ovviamente più ha sofferto gli impatti internazionali e locali della lunga pandemia.<br />
Le righe di seguito sono, in qualche modo, l’abstract concettuale di quanto proposto durante il seminario.</p>
<p>L’offerta di turismo è attività per natura «interdisciplinare», intreccia sapere scientifico (si pensi alle analisi economiche e di mercato) e approccio umanistico (si pensi alle analisi socio-psicologiche e alle relazioni interpersonali sui frontline). Anche per questo genera “indotto” in moltissime direzioni, coinvolgendo una pluralità di attori e di target, dalla guida escursionistica che accompagna gruppi lungo i sentieri, sino alla lavanderia che si occupa delle lenzuola e degli asciugamani di un hotel&#8230;<br />
L’essere umano non «rinuncerà» mai al turismo, praticandolo in sempre nuove forme, questo è – e non da oggi &#8211; un dato di fatto. E lo scenario post-Covid proporrà alcuni aspetti e dinamiche ben delineabili (dentro le quali, malgrado tutto, il centro è e resterà la persona, non il web).<br />
<strong>Alla Liguria peraltro ancora urgono</strong><br />
una reale integrazione costa/entroterra<br />
un’efficace destagionalizzazione dell’offerta<br />
una formazione all’accoglienza di sistema (turismo come settore labour-intensive).</p>
<p><strong>E all’impresa</strong> (sovente microimpresa a gestione famigliare) urgono<br />
efficace conoscenza della lingua del mercato<br />
più adeguato presidio di web e social<br />
capacità di storytelling (narro dunque sono).<br />
Si tratta, dunque, per così dire di fondere analogico e digitale.</p>
<p>Con l’espressione <strong>turismo esperienziale</strong>, come ormai noto, si allude ad un format che ingaggi il turista (co-protagonista, player, attore in scena) in attività concrete: in realtà, si tratta d’una rivoluzione copernicana, che molti operatori ancora non inquadrano a dovere.<br />
Questo turista esperienziale (curioso, slow, esigente…) chiede autenticità: emozioni, genius loci, relazioni, momenti a pieno contatto con le comunità e le tradizioni locali.<br />
<strong>Philip Kotler</strong> ce lo ha insegnato da par suo, argomentandolo dentro innumerevoli saggi: non più vendere quel che si è prodotto, bensì produrre quel che si vende. Benvenuti dunque a quei giovani talenti che, formandosi a dovere, si porranno al servizio del turismo sostenibile (da Agenda 2030 alle proiezioni Booking) e realmente orientato al futuro…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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