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	<title>Ligucibario &#187; pasta choux</title>
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		<title>C’è una pasticceria a Castelletto…</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29655" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage1-300x218.jpg" alt="smart" width="300" height="218" /></a></p>
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<p><em><strong data-start="112" data-end="168">Castelletto, Genova: storia, sapori e trasformazioni</strong> . La Circonvallazione a Monte di Genova si snoda tra palazzi eleganti e scorci panoramici, testimone della storia cittadina e di ricordi personali. Scalette, crêuze, ascensori e funicolari raccontano la quotidianità di ieri e di oggi. Le pasticcerie del quartiere perpetuano la loro tradizione dolciaria, preservando gusti e rituali che restano parte viva della comunità locale.</em></p>
<p>Luisa Puppo, genovese, è nata e cresciuta a Castelletto, vicino alla casa dove nacque nel 1896 il poeta Eugenio Montale. Il quartiere via via sorse, con una certa celerità, quando molti residenti dei carruggi del sottostante centro storico intesero garantirsi migliori qualità abitative. Castelletto, così, è da oltre un secolo un’elegante corniche alberata, che consente rilassanti passeggiate panoramiche sopra i tetti e le ardesie di Genova.</p>
<h2>Castelletto ieri e oggi: memoria urbana e trasformazioni</h2>
<p>Per chi ami camminare, dai belvedere lassù in alto scendono verso il basso innumerevoli crêuze e scalette, ennesime conferme della verticalità della “Superba”, mentre i più pigri trovano funicolari rosse dall’appeal un po’ svizzero e ascensori particolarissimi, uno non a caso innamorò il poeta livornese Giorgio Caproni, che a lungo fu maestro elementare in val Trebbia (è sepolto nel cimiterino di Loco di Rovegno).</p>
<p>La desertificazione commerciale indotta dai nostri tempi “globali” e frettolosi ha beninteso colpito anche qui. E Luisa Puppo, la quale fra l’altro ha frequentato per 13 anni le aule dell’Istituto Arecco vicino a piazza Manin (e al bel trenino di Casella ora però nuovamente fermo), mi racconta quindi vicende che mescolano ricordi ora apparentemente più “lontani” ora assai meno, nonché imprese che hanno chiuso la serranda e imprese per fortuna tuttora attive, come si suol dire vive e vegete.</p>
<p>La sento sovente parlare dei pasticcini di “Magenta” e di “De Regibus”, e delle brioches, degli africani e dei gelati di “Guarino” (ex “Reati”), e dei cocktail di “Tullio”, e della panna e pànera di Angelo Gamenara…</p>
<p>Con suo papà, l’indimenticato Mingo Puppo, al sabato dopo la scuola il giro automobilistico al Righi era un rito, seguito poi da golose soste in pasticceria o aperitivi. Il quartiere non ospitava supermercati, ma “custodiva” un proprio forziere di sale cinematografiche: il Manin, il Mignon, l’Araldo, il Dogali (il primo a chiudere nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso), e naturalmente…la sala dell’Istituto Arecco.</p>
<p>Chi guardi per vedere, ieri come oggi riconosce a Castelletto un mood tutto suo, un’atmosfera da buona borghesia dietro le facciate di pregio dei palazzi disposti in fila, come schierati in palizzata, magari a vegliare sulla casbah di Pré-Molo-Maddalena.</p>
<p>Castello d’Albertis coi leoni all’ingresso, le rotonde coi quieti giardinetti, le serre e oggi gli orti oggetto di un recupero dentro le varie riqualificazioni urbane in atto sono veramente un continuum che ammalia anche il turista. Genova, dal 1926 realtà quanto mai policentrica, ha del resto cento anime, non si conosce mai abbastanza, ogni volta tiene in serbo sorprese.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29656" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage2-300x183.jpg" alt="smart" width="300" height="183" /></a></p>
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<h2>Tradizione dolciaria di quartiere: un filo che continua</h2>
<p>La pasticceria “Magenta”, in particolare, fondata nel 1933, ha di recente riaperto i battenti, in corso Magenta 21. Mi è parso quindi “doveroso”, in omaggio ad una castellettina DOC cui non mi lega solo il lavoro (è mia socia di maggioranza…), ricreare nei limiti del possibile le domeniche mattina di una volta, regalandole &#8211; a Luisa Puppo ma anche a me! – un vassoio di bigné e qualche altra leccornia. Debbo dire (e considerate che la mia piattaforma non ha mai contenuto pubblicità, né mai ne conterrà) che l’accoglienza in negozio è premurosa, lo spazio ha beneficiato di alcuni interventi che hanno migliorato la logistica, e le paste sono assolutamente festose a vedersi e piacevoli ad assaggiarsi. In particolare, la pasta choux dei bigné, più sottile di tante altre, giova alle creme del ripieno, tutte fresche e gustose. Last not least, il rapporto qualità/prezzo è molto, molto positivo, specie rispetto a tante pasticcerie “concorrenti” dagli scontrini assai più pesanti.</p>
<p>L’invito agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) è quindi di “verificare” di persona. Sarò lieto, come sempre, di conoscere le vostre impressioni.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti,</a> grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Bertoeli&#8230; Bertoelo chi non li mangia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/transparent-1075409_640.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-27871" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/transparent-1075409_640-300x225.png" alt="transparent-1075409_640" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Mio padre la domenica mattina regolarmente comprava le paste. Non entrava sempre nella stessa bottega, come si suol dire “variava”, in un’area tra Sampierdarena – dov’era nato – e la Foce, dove abitavamo…</p>
<p>La guantiera rituale che arrivava a casa quasi sempre conteneva bigné, cannoncini, diplomatici, tartufi, quaresimali (prima di Pasqua)…</p>
<p>Fra i preferiti, in famiglia ci disputavamo i bertueli (bertoeli), i cavolini, due gusci di pasta choux – vuoti internamente e spolverati esternamente da grani di zucchero &#8211; che racchiudevano un’irresistibile “cilindro” di panna montata. Alcune pasticcerie riempivano (e riempiono) la parte inferiore, che funge da base, con crema pasticcera o dintorni, e qualche giorno fa ne ho assaggiati di straordinari anche a Novi Ligure, in un piccolo esercizio di piazza XX settembre (se non lo conoscete fategli visita…).</p>
<p>Non posso affermare che i cavolini siano originari di Genova, che peraltro ha sempre denotato eccelse tradizioni pasticcere (canditi, cioccolato, torte) anche “spartite” con Torino e la Francia, ma certo esplosero da metà Ottocento e non a caso figurano anche nella “Cuciniera genovese” di Giobatta Ratto del 1863, ove meticolosamente – per gli standard dell’epoca… &#8211; si precisa la ricetta: “aggiungete farina ad acqua e burro previamente miscelati a caldo e, tolto detto impasto dal fuoco, unite due uova sbattute; mettete quindi su una teglia imburrata pezzetti di questa pasta e cuoceteli a temperatura moderata, quindi forate con un coltello le singole paste e introducetevi la panna o lo zabaione, infine spolverizzatevi sopra lo zucchero”.</p>
<p>L’abbinamento enologico di Ligucibario® può in questo caso spaziare, dai Moscati liguri ed Asti spumanti ai passiti a bacca bianca…</p>
<p>Bertoelo (tonto, ingenuo) chi non li mangia!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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