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	<title>Ligucibario &#187; pasolini</title>
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		<title>BioVoci, voci che circolano&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 17:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23074" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone-300x232.jpg" alt="smart" width="300" height="232" /></a>E’ da 3 mesi online la piattaforma aggregativa “<a href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank"><strong>BioVoci, territori, progetti, documenti della biodiversità</strong></a>”. Un impegno che Luisa Puppo ed io abbiamo convintamente intrapreso, là dove l’<em>antropocene</em> sta sempre più infliggendo duri colpi al pianeta Terra e dunque al suo/nostro avvenire… Ci è parso davvero opportuno – tenendo presente anche la professione che svolgiamo &#8211; “transitare” dai blabla generici a qualcosa di concreto, perché i fenomeni recenti (globalizzazione economica, cambiamento climatico, inquinamento, degrado della qualità della vita nelle città, agromafie…) stanno via via condizionando la quotidianità di tutti, e nessuno può ormai volgere altrove lo sguardo.</p>
<p><strong>BioVoci</strong> sin qui contiene:</p>
<ul>
<li>una serie di <strong>articoli di approfondimento</strong> (ambiente, turismo sostenibile…);</li>
<li><strong>spunti tematici d’àmbito gastronomico</strong> (grani antichi, olio extravergine, apicoltura, celiachia, fake news…) sempre con un occhio di riguardo – chi mi conosce e mi legge non si sorprenderà &#8211; alle cultivar autoctone, alle filiere brevi, ai prodotti “puliti”, al buonessere;</li>
<li>le <strong>“conversazioni”</strong> dirette con 6 delle 8 professionalità salite a bordo, che ringrazio per aver già dedicato tempo al progetto ed essersi presentati agli altri (Erika, Stefano, Giuseppe, Alessandra, Ludovico, Alessio);</li>
<li><strong>recensioni di libri</strong> la cui lettura riteniamo quanto mai preziosa;</li>
<li><strong>itinerari escursionistici</strong> (fra cui la splendida fioritura di narcisi del monte Antola) che curerà la nostra Guida ambientale Erika qualche volta consentendo miei contributi sulle valli Bormida, Tanaro e Mongia&#8230;;</li>
<li>e – grazie a Luisa Puppo &#8211; soprattutto 3 <strong>interviste</strong> tanto piacevoli a leggersi quanto formative nei contenuti (il coltivatore di lavanda Federico Guadalupi, il “montanologo” Annibale Salsa, e il notissimo meteorologo Luca Mercalli).</li>
</ul>
<p>Prima di chiudere, voglio ancora spendere qualche parola proprio circa <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/06/conversazione-con-annibale-salsa.html" target="_blank">Annibale Salsa</a> e <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/07/conversazione-con-luca-mercalli.html" target="_blank">Luca Mercalli</a>: infatti, pur essendo costoro reputati, nei rispettivi settori, degli autentici “numeri 1”, hanno entrambi aderito al nostro invito con un’immediatezza e una cordialità davvero rare, regalandoci – prima ancora del loro immenso sapere – <strong>la passionalità</strong> con cui si battono a difesa di ecosistemi e di comunità che il cosiddetto sviluppo (parola che già Pasolini non equiparava a progresso) riterrebbe sempre più residuali, ed insignificanti in termini di profitto.</p>
<p><strong>Come Ligucibario© (che da tanti anni milita sul medesimo fronte), anche BioVoci proseguirà con strategie e iniziative precise</strong>, costantemente col fine di intrecciare competenze, confrontare voci, condividere battaglie – proprio non ci piacciono l’inerzia, il silenzio (se non quello dei boschi), e l’indifferenza &#8211; . Del resto, il tema è così ampio e trasversale da poter attrarre mille competenze e mille punti di vista. Ed io tuttora mi riconosco in quel che tanti anni fa mi venne insegnato da una società di marketing operativo a Bologna, ovvero che se si vuol perseguire uno scopo occorre farlo convintamente&#8230;</p>
<p>Luisa Puppo ed io abbiamo in mente webinar, eventi, video, pubblicazioni, finanche ricettari all&#8217;insegna di una dieta mediterranea e della salubrità, anche facendo tesoro della saggistica prodotta negli anni (<a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>). Perciò stay tuned, amico Lettore, e chi vivrà vedrà…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Guida Ambientale Escursionistica in Liguria &#8211; un diario di bordo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 08:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21690" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099-300x225.jpg" alt="DSCN2099" width="300" height="225" /></a>Si sono concluse <strong>presso ente F.Ire di Genova le lezioni mie (e di Luisa Puppo) alla seconda edizione del corso di qualifica per Guida Ambientale Escursionistica</strong>.</p>
<p>Il tutto si è svolto in una maniera molto costruttiva, e oserei dire che coi corsisti si è instaurato un rapporto d’intensa vicinanza, che naturalmente ha giovato al clima d’aula e all’apprendimento.</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: contenuti, bibliositografie e metodologie</h2>
<p>I contenuti di mia pertinenza (in sintesi, <strong>turismo sostenibile, e patrimoni “antropologici” della Liguria</strong>) sono peraltro valsi davvero a trasferire prassi operative tipiche del mio lavoro quotidiano: in concreto</p>
<p>1)le mindmap turistiche (che irradiano link progettuali e agevolano la creatività),</p>
<p>2)le griglie di competitività territoriale (con cui ponderare realisticamente le dotazioni di un’area),</p>
<p>3)le swot analysis (per affrontare in prospettiva opportunità e minacce provenienti dal mercato),</p>
<p>4)i casi-studio (da cui trarre e contestualizzare strategie vincenti),</p>
<p>5)le psicografie (per profilare bene i target),</p>
<p>6)le linee guida per l’ideazione di itinerari (che non sono un semplice collage di luoghi messi in fila e uniti da un trattino…),</p>
<p>7)infine i format d’offerta esperienziale (per cogliere efficacemente i trend in atto)…</p>
<p>Quanti Comuni e imprese si gioverebbero di &#8220;consulenze&#8221; come questa!</p>
<p>Ho poi voluto progettare – a mie spese &#8211; <strong>3 degustazioni in aula, rispettivamente pesto, vino ed olio extravergine DOP</strong>, al fine di mostrare come un prodotto/ricetta si faccia paesaggio, narrazione, plusvalore, soprattutto in un tempo come il nostro (l’osceno <em>antropocene</em>), nel quale la cosiddetta globalizzazione – che Pier Paolo Pasolini definirebbe sviluppo ma mai progresso &#8211; insidia <strong>terre, comunità, cultivar, tradizioni </strong>(quelle che Ligucibario®, per quanto può, da molti anni descrive e promuove).</p>
<p>Ho inoltre fornito “chilometriche” sitobibliografie e suggerimenti di documentari, in taluni casi si è trattato di materiali straordinari, che andrebbero &#8220;adottati&#8221; nelle scuole &#8211; come si suol dire &#8211; d&#8217;ogni ordine e grado (<strong>dai libri di Paolo Cognetti ai film di Alessandro Scillitani</strong>…), affinché ciascun corsista potesse poi procedere con autonomi approfondimenti personali, anche in base ai geo-contesti su cui intenderà operare.</p>
<p>I corsisti hanno poi richiesto all’editore la copia elettronica (<span style="text-decoration: underline;">è gratuita</span>) del mio recentissimo <em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em> (<a title="umberto curti sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>), che presumo e spero li &#8220;equipaggerà&#8221; con ulteriori chiarimenti e spunti (sono oltre 400 i lemmi sviluppati).</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: una professionalità a 360°</h2>
<p>Il fine della docenza, univoco e costante, è stato quello di formare via via <strong>una professionalità a 360°</strong>, profonda conoscitrice del territorio (costa ed entroterra), a proprio agio dentro le dinamiche di un turismo sempre più destagionalizzabile, immersivo e relazionale, idonea ad accogliere e ad interagire in modo il più possibile interculturale ed empatico, e pronta ad uno <strong>storytelling</strong> mirato e coinvolgente.</p>
<p>Nella mia visione, e qui concludo, la Guida Ambientale Escursionistica è infatti una “cerniera” preziosissima tra offerta e domanda, chiamata a rappresentare beni che si legano strettamente anche <strong>alla ruralità, al genius loci, a quelle fasce terrazzate da muretti a secco (patrimonio Unesco) che un po’ tutto il mondo ci invidia</strong>…</p>
<p>In bocc’al lupo per l’imminente esame di abilitazione, dunque, e arrivederci sui sentieri, magari quelli delle 43 tappe dell’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, che abbiamo percorso &#8220;virtualmente&#8221; Comune x Comune, e magari dentro la faggeta della &#8220;mia&#8221; Barbottina, per un bagno di foresta o <em>shinrin yoku</em> che dir si voglia!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Ma noi non eravamo natura?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 10:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ma noi non eravamo natura? Il 3 marzo celebra la Giornata mondiale della natura selvatica, “World Wildlife Day” (il 22 marzo celebrerà il &#8220;World Water Day&#8221;). Momento di riflessione importante: negli ultimi decenni infatti, malgrado il detto “wildlife stays wildlife pays” l’umanità ha penalizzato gravemente la propria risorsa naturale, spesso compromettendo quell’equilibrio il quale, una ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giornata-mondiale-natura-selvatica/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/DSCN2546.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20843" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/DSCN2546-225x300.jpg" alt="DSCN2546" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Ma noi non eravamo natura?<br />
Il 3 marzo celebra la <strong>Giornata mondiale della natura selvatica</strong>, “<a href="https://wildlifeday.org/" target="_blank">World Wildlife Day</a>” (il 22 marzo celebrerà il &#8220;World Water Day&#8221;). Momento di riflessione importante: negli ultimi decenni infatti, malgrado il detto “wildlife stays wildlife pays” l’umanità ha penalizzato gravemente la propria risorsa naturale, spesso compromettendo quell’equilibrio il quale, una volta pregiudicato, mina anche la salute umana. L’ultimo caso è, sfortunatamente, ancora sotto i nostri occhi e nelle nostre angosce: la pandemia da Covid-19, prodotta quasi certamente da un nefasto <em>spillover</em>.</p>
<p>Ma parlare del tema terra può suonar quasi grottesco oggi che missili devastano palazzi, ospedali e vite in Ucraina, oggi che il Po al ponte della Becca dove riceve il Ticino già non propone un filo d’acqua, oggi che per l’ennesima volta si commentano le chiusure definitive di negozi nei centri storici italiani (100mila in 9 anni * ), segno di una crisi infinita che nessuno sa o osa affrontare…</p>
<p>La crisi ecologica stessa, non a caso, è al 100% indotta dal modello di crescita (socio)economica nel quale dobbiamo vivere e lavorare, da uno sviluppo consumistico che non è progresso (vedasi <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, vedasi <strong>Zygmunt Bauman</strong>, vedasi<strong> Amitav Gosh</strong>…), e che dunque produce disparità e malcontento, patologie fisiche ed ansietà.</p>
<p>E mai come oggi mutamento climatico e scomparsa di biodiversità esigerebbero, aldilà di summit e alti proclami, fronteggiamenti immediati, concreti (nulla nasce dal nulla e rapidamente: <strong>Grenoble</strong> è stata nominata capitale verde d&#8217;Europa 2022 grazie a un lavoro decisionale cominciato una ventina d&#8217;anni or sono).</p>
<p>Io non mi reputo certo un epigono diretto di Rousseau, né propugno un ritorno all’economia del baratto. Ma leggo con ammirazione <strong>Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Franco Arminio</strong>…</p>
<p>Scrive San Bernardo di Chiaravalle “troverai più nei boschi che nei libri, gli alberi e le rocce t’insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”… E da tanto <strong>Ligucibario® milita dalla parte dei cibi puliti, delle cultivar autoctone, delle filiere accorciate, delle sementi antiche</strong>. Si consideri che andiamo esaurendo risorse quasi disponessimo di 1,8 pianeti. Il calcolo dell’impronta ecologica eseguito dal Global Footprint Network (think tank senza fini di lucro fondato nel 2003) in definitiva ci informa sulle concrete condizioni della terra: il Paese più insostenibile sono gli Stati Uniti, tanto che il loro way of life esigerebbe via via 5,1 pianeti. Ma anche quello dell’Italia ne esigerebbe 2,7…</p>
<p>Frutti tropicali in Sicilia, neve soltanto artificiale su molte montagne&#8230; Dall’età cosiddetta pre-industriale (specie l’arco 1850-1900) in poi l’attività umana ha emesso in atmosfera così tanta anidride carbonica (nonché altri gas effetto serra) da velocizzare in modo tragico <strong>la climalterazione</strong>, e la “tropicalizzazione” di alcune aree (a puro titolo d’esempio a causa dello scioglimento dei ghiacci molte spiagge liguri dal 2050 non esisteranno più…). Dal 1850 la temperatura media terrestre è aumentata di circa 1.2°C, e l’anidride carbonica non è stata mai così elevata da almeno 800mila anni. La causa risiede notoriamente nei combustibili fossili, ma tuttora circa l’80% dell’energia mondiale proviene da fonti “sporche”, non rinnovabili, da <strong>economie non circolari</strong>.</p>
<p>Ogni anno circa 266mila persone muoiono prematuramente per lunga esposizione all’inquinamento da ozono. Passeggiavo sabato pomeriggio nel sole <strong>tratti d’Aurelia da Genova-Nervi a Recco</strong>, ovvero paesaggi mozzafiato, e in direzione contraria alla mia era da Sori un unico serpentone di auto in coda e sguardi rassegnati&#8230;</p>
<p>Ma, aldilà dei gas serra, l’attività “antropica” risulta così impattante da aver ormai alterato significativamente il 75% delle terre emerse e il 66% degli ecosistemi marini. Su circa 8 milioni di specie animali e vegetali sin qui note, circa 1 milione rischia l’estinzione. E’ sufficiente leggere <strong>gli allarmi continui di Luca Mercalli, di Mario Tozzi</strong>&#8230; Scompaiono boschi, zone umide, animali selvatici, risalgono i cunei salini, trionfa la cementificazione, resteremo privi di porzioni di stock naturale indispensabili alla vita sul pianeta, anche l’umana. Sono già perdute quantomeno il 30% delle barriere coralline (le zone nel mondo a più alto tasso di biodiversità).</p>
<p>Si badi che <strong>si scrive biodiversità, ma si legge ricchezza</strong>, e ogni perdita di biodiversità veicola perdita di benessere.</p>
<p>Quanto alle risorse idriche ** (da dati ISTAT 2020 la sola Italia spreca in media il 42% dell’acqua immessa in rete, <strong>156 litri al giorno per abitante!</strong>), scrive l’agrotecnico Armando Garibaldi sul recente <em>NaturaSì</em> che “solo se sapremo recuperare, con la coscienza dell’uomo di oggi e le moderne tecnologie, antichi saperi e soprattutto un atteggiamento veramente umile e rispettoso nei confronti dell’acqua, potremo arrivare a comprenderne davvero l’essenza e utilizzarla al meglio per la Vita, compresa la nostra, quella dei nostri campi e dei nostri animali, che da noi dipendono”. Oggi, purtroppo, occorrono 15.400 litri d&#8217;acqua per produrre 1 chilo di carne di manzo.</p>
<p>Ogni nostro gesto e attimo risulta infatti profondamente interrelato all’ambiente, si pensi alla produzione di ossigeno da parte dei boschi e <strong>all’essenziale impollinazione garantita dalle api</strong> (fin quando ne voleranno *** ) nella produzione di cibo. Ma poi, nel mondo, circa un terzo di tutto il cibo prodotto finisce, perfettamente edibile, nella spazzatura. Ogni anno finiscono in mare dalle 4 alle 12 tonnellate di plastica, dove fra l’altro restano impigliate decine di migliaia di balene (<em>World Energy</em>, n. 40, ott. 2018, pp. 17 e 45). 24 milioni di container rimangono del tutto inutilizzati…</p>
<p>La coscienza individuale, <strong>le scelte quotidiane</strong> (come muoversi, far la spesa, lavarsi i capelli&#8230;) e le prese di posizione collettive saranno decisive per assicurare equità e opportunità agli abitanti della terra. Cesseremo di anteporre il profitto e i disvalori alla salute? Le giovani generazioni, in tal senso, come affronteranno i prossimi, imminentissimi, futuri? Stiamo fornendo loro le informazioni, gli strumenti e gli stimoli grazie a cui lottare? O stiamo tentando di ghettizzarle nei rimbambimenti da social?</p>
<p>* cessazioni che via via desertificano le città e, in certo senso, le biodiversità culturali. Savona (il dato peggiore in Liguria) +20,7%&#8230;</p>
<p>*** imperdibile il recentissimo G. Boccaletti, <em>Acqua, una biografia</em>, ed. Mondadori</p>
<p>** suggerisco a chiunque, in proposito, la visione dello straordinario docufilm <em>More than honey</em></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Guerre puniche e formazione &#8220;moderna&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 14:39:26 +0000</pubDate>
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Molti ovviamente gli hanno subito controribattuto, e ho apprezzato in modo particolare il geologo Mario Tozzi, che non a caso è un ambientalista autentico, e davvero si spende, anche sui media, in difesa di questo nostro pianeta bellissimo e sventurato.<br />
Peraltro questa “frattura”, su cui ci si è scontrati, periodicamente riemerge. Ma come gli antichi ritenevano la cultura greca e quella latina due fiumi per così dire necessari onde giungere ad un&#8217;unica foce, così un dissidio tra sviluppo tecnologico da un lato e scienze umane o sociali dall’altro non ha oggi &#8211; come ieri &#8211; alcuna ragion d’essere.<br />
Io mi occupo da tanti anni di marketing (in specie turistico), e posso assicurare che la mia quotidianità professionale poggia – contemporaneamente – su numeri e statistiche cartesianissimi tanto quanto su indagini sociologiche e psicografie comportamentali.<br />
Aldilà delle attitudini e degli orientamenti individuali dei giovani, che persino le figure genitoriali sono a mio avviso tenute il più possibile a rispettare e assecondare (l’alternativa sarebbe infatti forzarli e costringerli), il nodo apparentemente gordiano svela una ben diversa emergenza. Che poi <strong>in Italia sarebbe quella, rieccola, della “buona scuola” e, last not least, della buona formazione</strong>.<br />
Se tali realtà operassero al meglio e, quand’opportuno, sapessero anche dialogare tra loro, quanto sopra diverrebbe chiacchiera da bar.<br />
L’era dell’accesso e la società liquida in cui volenti o nolenti viviamo (<strong>cito Rifkin e Bauman</strong>) hanno infatti – malgrado le apparenze &#8211; costantemente bisogno della riflessione storica, per tornare all’esempio iniziale, perché non si dà società né civilizzazione senza che un “cittadino” venga messo nella condizione di acquisire, oltre ai know-how lavorativi/concreti, anche o in primis quei valori (conoscenza del proprio Paese e di sé, senso morale, spirito critico, gusto estetico…) che di fatto sostanzieranno il suo vivere comunitario.<br />
Mi pare fosse <strong>Pasolini</strong> a situare &#8211; guarda caso &#8211; una netta differenza tra sviluppo e progresso… Quanto sviluppo ormai non è progresso!<br />
Circa la scuola si sono spesi tsunami d’inchiostro e, nei decenni, investimenti d’ogni tipo, scoraggia – come si suol dire &#8211; ritrovarsi sovente daccapo, con milleduecento criticità irrisolte (i Lettori più autolesionisti leggano, se ancora non lo conoscono, A. Galdo, <em>Ultimi</em>, ed. Einaudi (Torino), 2016).<br />
Circa la formazione, settore che spesso mi vede all&#8217;opera, malgrado l’ampiezza della questione due sono tuttora  mio parere le priorità, tenendo presente che molta Italia si caratterizza per microimprese a gestione famigliare: che gli enti (talora emanazione di associazioni di categoria) via via realmente si specializzino su tematiche e figure professionali in uscita, costruendo staff e metodologie didattiche ad hoc. E che consolidino sul territorio forti relazioni col sistema d’aziende, che da un lato può accogliere i formandi in stage, dall’altro può a propria volta rivelare fabbisogni formativi specifici (management, networking, lingue straniere, web/social media marketing…).<br />
A dispetto della sintesi, presumo che ora anche il mio punto di vista sia chiaro. E davvero – malgrado io non sia tout court uno storico (bensì forse ormai un antropologo&#8230;) &#8211; non mi riesce di visualizzare il futuro che attenderebbe una nazione tutta affollata di digital manager e poco altro. Di un&#8217;umanità tutta china sui propri smartphone?<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Storie di vino in scena</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 12:20:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20668" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/rolla.jpeg"><img class="size-medium wp-image-20668" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/rolla-300x182.jpeg" alt="emanuela rolla" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">emanuela rolla</p></div>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">In una piovosa domenica di novembre, un po’ di buon tempo a teatro scalda corpi e cuori, specie dopo tanti mesi di lockdown totali e parziali…</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Ho infatti assistito con Luisa, presso il Teatro Garage di Genova, a “<strong>Vininprosa. Storie di resistenze e rivoluzioni</strong>”, messo in scena da Emanuela Rolla e da costei ideato con Luca Maschi. Negli articoli che lo promuovevano mi aveva colpito (la mia vita più che il mio mestiere è la storia dell’alimentazione) l’intreccio palcoscenico-vini, che già il titolo ben prefigurava.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Seguo il teatro ma – e me ne dolgo &#8211; non conoscevo Emanuela, che pur vanta un curriculum venticinquennale di assoluto livello e che mi pare legata a Genova da un visibile cordone ombelicale. </span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">E’ stata una felicissima sorpresa. Ho infatti impattato in un’artista che non si risparmia (sola in scena, regge per oltre un’ora l’intero spettacolo) e che sa miscelare molteplici temi con assertiva performance fisica e vocale, ergo spirituale. Temi annodati tuttavia da un fil rouge (narrativo), e da un assioma (interiore) chiarissimo, che da molti, molti anni ho fatto anche mio: <strong>la verità abita nella natura</strong>. Punto e a capo.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Dello spettacolo, che nasce da contatti reali con “<strong>gente di vigna e di cantina</strong>”, ho amato anzitutto le parti centrali, la barbona-ubriacona che in realtà si erge a paladina del vinificare pulito, e la candidata sommelière, che fra mercaptani e pelure d’oignon* satireggia alcuni atteggiamenti e lessici dei cosiddetti guru (lessici che, lo confesso, talvolta debbo praticare io stesso).</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Una pièce, ove costruita con sagacia, incide un segno, fende una tela, getta un seme, anche grazie all’immediatezza della corporeità scenica, da Emanuela ora posta al servizio dell’ironico, ora del grottesco, ora del leggiadro. Seme che Emanuela ha poi “ribadito” anche intrattenendosi col pubblico nel post-spettacolo, difendendo un’idea precisa (inneggiando alla vita), da spartire con gli spettatori&#8230;prima che sia troppo tardi. </span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Nella mia visione, e presumo anche nella sua, quel seme lo piantarono via via, per limitarsi al &#8216;900, <strong>Adorno, Pasolini, Bauman</strong>… Non torno su ciò che ho già scritto sino alla noia a proposito di un tempo sempre più accelerato, brutale, spersonalizzante, che in nome del profitto e del possesso va compromettendo persino il clima e dunque l’esistenza stessa del pianeta. </span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Chi segue Ligucibario® (non sono poi pochissimi) sa che la mia militanza è sempre e comunque dalla parte delle agricolture umane, delle filiere brevi, delle cultivar autoctone, del buonessere, della memoria difesa e non tradita. Ebbi il privilegio di conoscere anche <strong>Gino Veronelli</strong>, dunque… Raccontava vini genuini, &#8220;camminava&#8221; osterie, la madre era di Finalborgo, e i vigneti verticali della Liguria &#8211; da Pornassio alle Cinque Terre &#8211; ammaliarono anche <strong>Mario Soldati</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Mi piacerebbe insieme a Luisa condividere un calice con Emanuela e Luca, a prescindere dai progetti che potranno derivarne. Ciò che loro affermano, e recitano, si potrebbe “declinare”, tanto per dire, anche a proposito dei <strong>grani antichi</strong>, in un Paese che per la gran parte neppure conosce quel che avvenne negli anni ’70 &#8211; purtroppo anche in Italia &#8211; con la mutagenesi radioattiva dei cereali… Un Paese che acquista Kamut©  ma sovente non sa che quel grano duro (Khorasan) cresce con altri nomi anche in Sicilia, Abruzzo, Toscana&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Si potrebbe declinare anche a proposito degli <strong>olii sulle tavole</strong>, tanto per dire, in un Paese che per la gran parte neppure conosce la differenza tra olio d’oliva (raffinato da una rettifica) ed olio extravergine, ovvero mosto di drupe…</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Emanuela, Luca, grazie. Che dirvi ancora, se non a presto?</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">Umberto Curti</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: Georgia;">* mercaptani sono i responsabili dello sgradevole odore d&#8217;uova marce là dove lo zolfo durante la fermentazione ha reagito con lieviti morti o fecce; pelure d&#8217;oignon è notazione cromatica utilizzata per alcuni rosati<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</span></p>
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