<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; pane di Altamura</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/pane-di-altamura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 14:00:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Il #PMDAY14: virtù e tradizioni della pasta madre</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/pmd2014-virtu-ricetta-pasta-madre/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/pmd2014-virtu-ricetta-pasta-madre/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 May 2014 13:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[#PMDAY14]]></category>
		<category><![CDATA[arte bianca]]></category>
		<category><![CDATA[baguette]]></category>
		<category><![CDATA[biga]]></category>
		<category><![CDATA[etnogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[food literacy]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[pandolce]]></category>
		<category><![CDATA[pane di Altamura]]></category>
		<category><![CDATA[panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[pasta madre]]></category>
		<category><![CDATA[poolish]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=15944</guid>
		<description><![CDATA[<p>E’ confortante questo ritorno di interesse verso forme di panificazione tradizionali, “slow”, rispettose della naturalità degli impasti. Viviamo purtroppo tempi frettolosi, che ci inducono a consumare prodotti industriali sempre meno autentici, a trascurare le informazioni in etichetta… Ecco il progressivo espandersi delle intolleranze alimentari, dei più vari disturbi, delle piccole-grandi abitudini errate che alla lunga ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/pmd2014-virtu-ricetta-pasta-madre/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/pmd2014-virtu-ricetta-pasta-madre/">Il #PMDAY14: virtù e tradizioni della pasta madre</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15945" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793-300x225.jpg" alt="DSCN4793" width="300" height="225" /></a>E’ confortante questo ritorno di interesse verso forme di <strong>panificazione tradizional</strong>i, “slow”, rispettose della naturalità degli impasti. Viviamo purtroppo tempi frettolosi, che ci inducono a consumare prodotti industriali sempre meno autentici, a trascurare le informazioni in etichetta… Ecco il progressivo espandersi delle <strong>intolleranze alimentari</strong>, dei più vari disturbi, delle piccole-grandi abitudini errate che alla lunga nuocciono al nostro organismo. Pensare che i cibi potrebbero essere farmaci (è il principio della <strong>nutraceutica</strong>), in grado se non di curare certamente di prevenire molte patologie… La dieta mediterranea è un’espressione sempre sulla bocca di tutti, ma quanti la conoscono a fondo e davvero la praticano?<br />
Anche l’<strong>arte bianca</strong> (dal pane alla focaccia alla pizza) ha scontato <strong>anni turbolenti</strong>. Farine di dubbia provenienza, olio di sansa o strutto al posto dell’olio extravergine, lievitazioni accelerate dai cosiddetti – e da me aborriti – “miglioratori”. E poi lo scandalo delle mozzarelle di bufala, e tante altre criticità che vanno a colpire proprio gli ingredienti base delle nostre migliori ricette, quelle che hanno reso celebre il made in Italy enogastronomico…<br />
Mi trova dunque entusiasta quest’idea del “<a title="pasta madre day" href="https://riccardoastolfi.wordpress.com/pasta-madre-day-2014" target="_blank"><strong>pasta madre day</strong></a>”, celebrato il 31 maggio, una festa che spero induca anche una riflessione ampia circa l’arte della panificazione, sia essa a livello casalingo o commerciale, e circa l’urgenza di tutelare e promuovere senza compromessi chi opera correttamente e rispetta usi e tipicità.<br />
La <strong>pasta madre</strong> (detta anche lievito naturale, crescente…) non è altro che un pre-fermento, un pre-impasto. Per secoli e secoli, prima d’isolare e “comprendere” il lievito di birra – e poi a metà ‘800 di mettere a punto i baking – la pasta madre è stata il lievito acido, gelosamente custodito, con cui le donne realizzavano pani e altre golosità, che poi portavano a cuocere nei forni pubblici. Il <strong>pane di Altamura</strong> (BA), insignito della DOP, è un capolavoro preparato con farina di grano duro e pasta madre. Il <a title="Pandolce genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pandolce/" target="_blank"><strong>pandolce genovese</strong></a> più antico è ovviamente quello lievitato con pasta madre, mentre la versione più bassa – pur squisita – è una sorta di pastafrolla assai più recente. Le migliori ciabatte sono impasti contenenti biga, un altro importante pre-fermento. La baguette, il celeberrimo “bastone” da passeggio francese, perfetto con formaggi e affettati, si confeziona incorporando il poolish, un altro pre-fermento simile ad una biga liquida…</p>
<p>Queste lavorazioni conferiscono <strong>digeribilità</strong>, rendono i prodotti molto <strong>più conservabili</strong> (mentre il pane industriale già alla sera non è più gran cosa), e giovano alle <strong>caratteristiche organolettiche</strong> di consistenza, fragranza…</p>
<p>Certo, <strong>preparare la pasta madre</strong> (magari allenandosi prima con biga e poolish) ha senso se poi si utilizza con una certa frequenza, dato che richiede pazienza e attenzione. Il mio consiglio è quello di impiegare una <strong>farina integrale</strong>, magari macinata a pietra, e <strong>acqua minerale</strong> (quella del rubinetto è sovente troppo clorata). Come <strong>innesco</strong>, v’è chi privilegia il <strong>miele</strong>, chi lo <strong>yogurt</strong>, chi la <strong>mela</strong>, chi gli <strong>agrum</strong>i… La pasta madre sarà <strong>matura</strong>, dopo i canonici 15 giorni d’incubazione, se dopo un rinfresco raddoppia di volume in circa 4-6 ore (ad una temperatura di almeno 20°). L’odore caratteristico di yogurt, piacevole, è dato dai batteri lattici che sono più numerosi dei batteri acetici, la buona pasta madre propone infatti un’acidità di circa 4,5 pH, e una consistenza elastica ma non troppo appiccicosa.</p>
<p>Non allarmarti, fraterno lettore: il segreto, come sempre, è uno solo, è quello di provare e riprovare, di sperimentare il comportamento della materia prima mettendo alla prova le proprie capacità. L’impasto è infatti una creatura vivissima, soggetta a molte variabili, che chiede il nostro impegno e parla di noi.</p>
<p><strong>Buona pasta madre a tutti!</strong></p>
<p>Umberto Curti, Ligucibario®</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/pmd2014-virtu-ricetta-pasta-madre/">Il #PMDAY14: virtù e tradizioni della pasta madre</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/pmd2014-virtu-ricetta-pasta-madre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Olive e cucine d&#8217;Italia. La Puglia</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-puglia/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-puglia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 07:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Oleario]]></category>
		<category><![CDATA[cultivar]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[oliva]]></category>
		<category><![CDATA[olive]]></category>
		<category><![CDATA[olivo]]></category>
		<category><![CDATA[pane di Altamura]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/senza-categoria/olive-ditalia-la-puglia/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Aree pianeggianti e condizioni pedoclimatiche favorevoli fanno della Puglia un paradiso di oliveti, vigne (grandi rosati!), cerealicolture fra cui eccelso grano duro, ortaggi e frutta&#8230; La cucina locale è gustosa e senza stravaganze, facendo largo impiego di verdure e olio extravergine, basti pensare alle tante, sapide, zuppe e minestre, alle conserve sott&#8217;olio, ai sughi di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-puglia/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-puglia/">Olive e cucine d&#8217;Italia. La Puglia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/02/oleario_featured.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9358" alt="Oleario, gli olii di Ligucibario" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/02/oleario_featured-300x73.jpg" width="300" height="73" /></a>Aree pianeggianti e condizioni pedoclimatiche favorevoli fanno della Puglia un paradiso di oliveti, vigne (grandi rosati!), cerealicolture fra cui eccelso grano duro, ortaggi e frutta&#8230; La cucina locale è gustosa e senza stravaganze, facendo largo impiego di verdure e olio extravergine, basti pensare alle tante, sapide, zuppe e minestre, alle conserve sott&#8217;olio, ai sughi di pomodoro, di melanzane, di cime di rapa. A tutto ciò s&#8217;affiancano ovviamente l&#8217;aglio, il peperoncino, le erbe aromatiche. La pasta di grano duro è un rito, più che un alimento, anche le massaie di casa rivaleggiano quanto a preparazione di orecchiette, cavatieddi, lagane, strascinati, troccoli, o di vari tipi di panzerotti (calzoni) riempiti con farce differenti secondo zona ed anche &#8220;ricicli&#8221;&#8230; Una citazione a sé merita il nobilissimo pane di Altamura (DOP), assai glutinico, uno dei migliori e più famosi dell&#8217;intera Penisola, tutelato da un consorzio. I territori rurali e silvopastorali danno ottimi formaggi, caci burrate canestrati scamorze, mentre le lunghe coste si caratterizzano per un pescato notevole in termini di quantità e qualità, ecco il culto delle acciughe, dei frutti di mare, dei polpi&#8230; Si conclude coi dolci tipici delle ricorrenze cristiane, dalle frittelle natalizie all&#8217;ampio utilizzo delle mandorle, protagoniste dentro tanti profumati &#8211; e colorati &#8211; marzapani.</div>
<div>La Puglia è celeberrima anche per gli olii (circa il 40% della produzione nazionale, ovvero il 12,5% della produzione mondiale&#8230;). Possono risultare pungenti, d&#8217;impatto, pieni, così come delicati e morbidi, finanche dolci. Fra le eccellenze, il Bitonto barese, con olii &#8220;vegetali&#8221; e mandorlati. Il test migliore è sperimentarli come fanno i pugliesi, coi pinzimonii, con le passate di fave secche&#8230;</div>
<div></div>
<div>Le <em>cultivar</em> locali più importanti sono:</div>
<div><strong>Bella di Cerignola o Oliva cerignola, Carolea, Cellina barese, Cellina di Nardò, Ciliero, Cima di Bitonto, Cima di Mola, Cipressino o Frangivento, Coratina o Racioppa, Leccese, Massafrese, Monopolese, Nasuta, Ogliarola barese o Paesana, Ogliarola garganica, Ogliarola salentina, Peranzana o Provenzale, Pizzuta, Rotondella, Sant&#8217;Agostino, Termite di Bitetto</strong></div>
<div></div>
<div>Umberto Curti, <a href="https://www.ligucibario.com/" target="_blank">Ligucibario®</a></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-puglia/">Olive e cucine d&#8217;Italia. La Puglia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/olive-ditalia-la-puglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
