<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; palazzo tursi</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/palazzo-tursi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 14:00:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[angelo paracucchi]]></category>
		<category><![CDATA[ascensore di castelletto]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[buonessere]]></category>
		<category><![CDATA[cultivar]]></category>
		<category><![CDATA[destagionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[ENTEL]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio montale]]></category>
		<category><![CDATA[fernand braudel]]></category>
		<category><![CDATA[ferrer manuelli]]></category>
		<category><![CDATA[francesco biamonti]]></category>
		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio caproni]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rebora]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe marzari]]></category>
		<category><![CDATA[gustincontri]]></category>
		<category><![CDATA[heritage]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[mario soldati]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[nino bergese]]></category>
		<category><![CDATA[palazzi dei rolli]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni unesco]]></category>
		<category><![CDATA[porto antico]]></category>
		<category><![CDATA[rubaldo merello]]></category>
		<category><![CDATA[staglieno]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[trenino di casella]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[Veronelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=30031</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale. Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/">L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30032" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel-300x172.jpg" alt="smart" width="300" height="172" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale.</p>
<p>Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, saggistica, eventi, divulgazione online…) con cui ho fin qui inteso contribuire alla valorizzazione di Genova, della Liguria, delle produzioni locali.</p>
<p>Dinanzi ad un folto pubblico, ho peraltro avuto anche il piacere di salutare coloro cui mi legano rapporti di amicizia e/o professionali, coloro – sovente &#8211; con cui ho condiviso/condivido significativi tratti di una carriera ormai trentennale&#8230;</p>
<p>I molti Relatori ed il succedersi dei diversi momenti hanno imposto alla giornata e ai singoli interventi una certa rapidità e sintesi.</p>
<p>Da parte mia, accanto all&#8217;amica Anna Maria Campello (Vicepresidente dei &#8220;Liguri nel mondo&#8221; che molto apprezza e incoraggia il mio lavoro), ho brevemente tratteggiato la mia “identità” di genovese e le sfide principali che oggi il lavoro (e l’antropocene) impone. Nella difesa e valorizzazione della biodiversità, delle filiere brevi e pulite, delle cultivar autoctone, dei prodotti certificati, della qualità che garantisce buonessere. In antitesi ai cibi spazzatura, agli OGM, alle contraffazioni dell’Italian sounding, alle agromafie.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25202" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli-300x245.jpg" alt="museo archeologico di genova pegli" width="300" height="245" /></a></p>
<p>Mi chiedessero se, ripensando al mio percorso e ad alcuni traguardi raggiunti, io mi senta debitore a qualcuno, nominerei soltanto Luisa Puppo, titolare dell’attività di cui sono socio. E rivolgerei un piccolo grazie alla commercialista la quale, pur avendo un carattere perfino peggiore del mio, in tutti questi anni è riuscita a tenerci lontani i grattacapi e alcune incombenze di quella burocrazia che sottrae, insensatamente, non poco tempo al lavoro d&#8217;impresa vero.</p>
<p>Chi tuttavia – nelle conversazioni “dietro le quinte” – ha voluto conoscermi un po’ meglio, ha avuto dinanzi a sé un “ragazzo” 63enne, nato a Varazze ma giunto quasi subito a Genova alla Foce (dove tuttora risiedo). Cresciuto in una tipica famiglia borghese – papà libero professionista, mamma casalinga – in cui si parlava il genovese, si ascoltavano i sublimi dischi di Giuseppe Marzari, si mangiavano taggiaen, çimma, stocchefisce…, e si tifavano Genoa e Sampdoria. Ebbene sì, fra mio padre, genoano, e me vigeva un derby.</p>
<p>Dopo la laurea e un’importante esperienza nel marketing di un’azienda bolognese, decisi di cimentarmi in qualcosa che fosse nuovo e mio. 30 anni di turismo, ora guardandomi indietro, hanno davvero rappresentato un’era geologica, capace di produrre nel globo mutamenti epocali, deregulation, accelerazioni violente, tsunami.</p>
<p>Ma a partire dal 1992, con l’apertura del Porto Antico, finalmente anche Genova iniziò a credere nella propria vocazione turistica. E negli anni seguenti io stesso molto mi battei affinché entrasse – bella com’è – nelle destinazioni heritage. Promuovendosi – lunga e policentrica com’è – anche nelle risorse meno “immediate”, i forti, le ville, il trenino di Casella, il cimitero monumentale di Staglieno, l’acquedotto storico…</p>
<p>Da addetto ai lavori, ovviamente, percepivo i punti di forza della città ma anche i suoi punti di debolezza, la necessità di destagionalizzare meglio gli arrivi, di formare imprese e inoccupati ad un’accoglienza più sistemica, di diffondere la conoscenza dell’inglese, dello storytelling, e via via del social media marketing.</p>
<p>Lo confesso: dopo 30 anni lavorare mi piace ancora. Vivo tra l’altro a contatto d’innumerevoli patrimoni UNESCO: l’arte dei muretti a secco, la dieta mediterranea, i palazzi dei Rolli, la convivialità della cucina italiana, tutto ciò mi stimola.</p>
<div id="attachment_25855" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693.jpg"><img class="size-medium wp-image-25855" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693-300x225.jpg" alt="croxetti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">croxetti</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E progressivamente il mio pathos nei confronti della storia dell’alimentazione è diventato parte quasi prevalente del mio mestiere. Qualcosa che mi lega a Gino Veronelli, a Mario Soldati…, ma anche a Nino Bergese, a Ferrer Manuelli, ad Angelo Paracucchi.</p>
<p>E naturalmente a Giovanni Rebora, cui il 5 maggio alle 17.00 non a caso dedicherò un evento alla Biblioteca Civica “Saffi”.</p>
<p>La mia quotidianità sovente è fatta di olii, vini, finger food, salse da mortaio. Questa piattaforma, Ligucibario®, è ormai assurta a fonte privilegiata quanto a indicizzazione nelle ricerche sulla cucina ligure. In moltissimi casi, chi vuole approfondire i temi dell’enogastronomia ligure vi s’imbatte subito. L’IA definisce Ligucibario® “una istituzione digitale”, e mi lusinga…</p>
<p>Ho pubblicato oltre 20 saggi, ho organizzato o preso parte a circa 450 tra convegni, gustincontri… E tuttavia, di fatto, ho sempre perseguito un unico obiettivo: la tutela valorizzante del genius loci.</p>
<p>In tal senso l’enogastronomia è una vera e propria password, preziosa ed infallibile. Il cibo infatti costituisce, inevitabilmente, il modo d’essere di una comunità. Studiare la cucina di un popolo significa comprendere ciò che esso ha coltivato, allevato, pescato, importato…</p>
<p>Queste “microstorie” valgono ad inquadrare la storia molto più degli avvenimenti che di solito ci proponevano a scuola, imperi guerre battaglie trattati di pace sovrani dittatori… Da Bloch a Febvre, da Camporesi a Le Goff, da Braudel a Matvejevic, è ormai chiara la tipologia di contenuti ai quali mi ispiro.</p>
<p>Finanche il turismo cosiddetto esperienziale oggi ci chiede questo: ovvero di condividere i nostri riti e ritmi, i nostri borghi, le nostre ricette. E’ un turismo positivamente immersivo, relazionale, che ama partecipare delle nostre giornate, esser parte delle nostre comunità, comprendere le diacronie che ci rendono quel che siamo. Non di rado conosce Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Biamonti.</p>
<p>Ed io stesso, da parte mia, come Giorgio Caproni, “Quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo”… Beninteso, dopo altri 30 anni di lavoro.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/">L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Umberto Curti, 30 anni per la Liguria</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/umberto-curti-30-anni-per-la-liguria/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/umberto-curti-30-anni-per-la-liguria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[ENTEL]]></category>
		<category><![CDATA[genova e la liguria alla ricerca delle origini]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29996</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Gentili Amici, Colleghi, e Ligucibaristi, martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (via Garibaldi 9, Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini”, patrocinata dal Comune e che avrà inizio alle 16.30, verrà conferito ad Umberto Curti l’Attestato d’onore ENTEL ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-30-anni-per-la-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-30-anni-per-la-liguria/">Umberto Curti, 30 anni per la Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/Foto0479.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25808" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/Foto0479-300x229.jpg" alt="Foto0479" width="300" height="229" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentili Amici, Colleghi, e Ligucibaristi,</p>
<p>martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (via Garibaldi 9, Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini”, patrocinata dal Comune e che avrà inizio alle 16.30, verrà conferito ad Umberto Curti l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale.</p>
<p>Attestato che omaggia tutto ciò (docenze, consulenze, saggistica, eventi, divulgazione online…) con cui Umberto Curti ha contribuito alla valorizzazione della Liguria, di Genova, e delle produzioni locali.</p>
<p>Stiamo ovviamente rivolgendo questo “invito” a tutti coloro cui ci legano rapporti di amicizia e/o professionali, coloro – sovente &#8211; con cui Umberto Curti ha condiviso/condivide lunghi tratti della sua ormai trentennale carriera lavorativa.</p>
<p>Nell’auspicio, quel lieto giorno, d’incontrarvi, gradite nel frattempo i miei saluti migliori (l’ingresso sarà naturalmente libero e gratuito!)</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p>luisa puppo, ligucibario</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-30-anni-per-la-liguria/">Umberto Curti, 30 anni per la Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/umberto-curti-30-anni-per-la-liguria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paganini, violinista goloso</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/paganini-violinista-goloso/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/paganini-violinista-goloso/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 13:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[27 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[cannone di paganini]]></category>
		<category><![CDATA[carro]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[guarneri del gesù]]></category>
		<category><![CDATA[library of congress washington]]></category>
		<category><![CDATA[libray of congress]]></category>
		<category><![CDATA[luigi germi]]></category>
		<category><![CDATA[outfood]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli di paganini]]></category>
		<category><![CDATA[sestiere del molo]]></category>
		<category><![CDATA[suco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=27513</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Il 27 ottobre ricorre l’anniversario (1782) della data di nascita di Niccolò Paganini, l’immenso “diabolico” violinista * genovese di cui, a Palazzo Tursi, uno dei “musei di strada nuova” lungo l’aurea via Garibaldi, si conserva il cosiddetto “cannone” (un capolavoro del liutaio cremonese Giuseppe Guarneri del Gesù del ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/paganini-violinista-goloso/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/paganini-violinista-goloso/">Paganini, violinista goloso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_27514" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/DSCN4477.jpg"><img class="size-medium wp-image-27514" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/10/DSCN4477-300x225.jpg" alt="ravioli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ravioli</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 27 ottobre ricorre l’anniversario (1782) della data di nascita di Niccolò Paganini, l’immenso “diabolico” violinista * genovese di cui, a Palazzo Tursi, uno dei “musei di strada nuova” lungo l’aurea via Garibaldi, si conserva il cosiddetto “cannone” (un capolavoro del liutaio cremonese Giuseppe Guarneri del Gesù del 1743).</p>
<p>Paganini, nato a Genova da una famiglia di modesto censo originaria di Carro (SP), la quale risiedeva nei carruggi del sestiere del Molo, purtroppo non ebbe vita lunga, morì 57enne a Nizza fra non pochi travagli, dovuti anche ai modesti progressi della medicina del tempo. Fu certamente un goloso, e forse non molti sanno che nel 1839 compilò anche una ricetta di ravioli conditi al “suco”. Al tema Ligucibario® ha dedicato nel tempo vari contenuti, fra cui l’articolo – assai dettagliato &#8211; a questo link <a href="https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/" target="_blank">I ravioli di Paganini</a> e – in collaborazione col Comune di Genova – anche questo video della riuscitissima serie “Outfood”</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/FJ2fUiQGiL8?si=Jb4v8Xh6O2dTdAoZ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il documento autografo, una lettera all’amico avvocato Luigi Germi, che Paganini spera di riveder presto, è conservato presso la Library of Congress di Washington (USA).</p>
<p>* nonché violista, chitarrista, compositore…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/paganini-violinista-goloso/">Paganini, violinista goloso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/paganini-violinista-goloso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I ravioli di Paganini (1839)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 14:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[achille paganini]]></category>
		<category><![CDATA[antonia bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[cannone]]></category>
		<category><![CDATA[cimitero di parma]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[gaione]]></category>
		<category><![CDATA[guarneri del gesù]]></category>
		<category><![CDATA[luigi germi]]></category>
		<category><![CDATA[nizza]]></category>
		<category><![CDATA[ormeasco di pornassio]]></category>
		<category><![CDATA[outfood]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli alla genovese]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli di paganini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25831</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Di Niccolò * Paganini (nato a Genova il 27 ottobre 1782) si è scritto tanto, anche “alimentando” episodi e narrazioni puramente leggendarie, del resto fu una celebrità pari a quelle che oggi definiamo rockstar internazionali&#8230; Dal punto di vista storico e biografico, ovvero quello che strettamente ci interessa, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/">I ravioli di Paganini (1839)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25832" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/Foto0343.jpg"><img class="size-medium wp-image-25832" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/Foto0343-300x225.jpg" alt="ravioli alla genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ravioli alla genovese</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Niccolò * Paganini (nato a Genova il 27 ottobre 1782) si è scritto tanto, anche “alimentando” episodi e narrazioni puramente leggendarie, del resto fu una celebrità pari a quelle che oggi definiamo rockstar internazionali&#8230; Dal punto di vista storico e biografico, ovvero quello che strettamente ci interessa, sta di fatto che dal 1834 il violinista inizia purtroppo a scontare sempre più lunghi accessi di una tosse terribile, di difficile diagnosi anche per i migliori luminari del tempo, e che ovviamente ostacola la sua attività compositiva e soprattutto concertistica, le esibizioni si diradano. Tubercolosi? “Cancro”? Le cure consistono – caso per caso secondo diagnosi – in purganti, in latte d&#8217;asina (voga di quell’epoca), in salassi e poi in sedativi, che tuttavia nel complesso non giovano granché o talora complicano il quadro, intossicando l’organismo – già debilitato &#8211; , tanto che alla tosse via via s’aggiungono problemi alla laringe e una necrosi dell&#8217;osso mascellare. Perde peso, fatica a nutrirsi, è sempre più pallido, necessita di cateteri, tremano senza sosta le sue celebri mani… Paganini non è un temperamento che perda il controllo, o che si perda d’animo, e quindi sperimenta sempre nuove strade medico-farmacologiche (e non solo) auspicando di risolvere le gravi patologie del momento, che lo tormentano pregiudicando ogni qualità di vita… Purtroppo diviene anche totalmente afono, “sorretto” per fortuna dalla vicinanza e dalle capacità del giovane figlio Achille, 15enne, il quale aveva appreso ad interpretare il labiale e successivamente ad adoperare fogliettini (fra l’altro Achille li conservò nel tempo, perpetuando la memoria del celebre padre, mettendo a sistema ed inoltre autenticando vari documenti sin lì “sparsi”, ma si pensi che quando i nipoti, che mai avevano conosciuto il nonno, intesero alienare allo Stato l’intera opera di Paganini, ottennero un rifiuto…). Dopo tanto soffrire Paganini infine muore il 27 maggio 1840 (a Nizza, in via della Prefettura) senza poter compiere i 58 anni, ospite del presidente del Senato francese, una targa lo ricorda con queste parole: «Poi che da questa casa volgendo il giorno XXVII di maggio del MDCCCXL lo spirito di Nicolò Paganini si ricongiunse alle fonti della eterna armonia giace l&#8217;arco potente di magiche note ma nelle aure soavi di Nizza ne vive ancora la dolcezza suprema». Lascia al figlio notevoli beni (gestiti dalla moglie, la cantante Antonia Bianchi) ma non il prezioso “cannone”, un “Guarneri del Gesù” – ovvero opera del sommo liutaio cremonese &#8211; che Paganini prediligeva sin dal 1800-1802, ereditato dalla municipalità di Genova e oggi esposto in una teca a Palazzo Tursi. Essendo morto confessato, ma non comunicato (forse per un equivoco con Padre Caffarelli), gli alti gradi della Chiesa purtroppo ne vietano l’inumazione in terra sacra… Le reliquie vengono dunque imbalsamate con la tecnica Gannal (moderna tecnica di tanatoprassi messa a punto da Jean-Nicolas Gannal) per esser custodite presso la casa dove Paganini era mancato. Rimangono qualche giorno esposte al pubblico. Poi, dopo vari e caotici trasferimenti, nel 1853 esse giungono al cimitero di Gaione presso Parma (dove dal 1833 Paganini possedeva una villa con grande parco e lago) e infine dal 1876 al cimitero della Villetta, sempre di Parma, dove tuttora un adeguato “tempietto” le ospita. A Parma – curioso il destino… &#8211; Paganini era stato col padre nel 1796, 14enne, dove si era ammalato di una polmonite poi curata con salassi che lo avevano stremato, tanto da doversi rifugiare nella casa paterna a Romairone, presso San Quirico in val Polcevera, dove dedicava 10-12 ore quotidiano allo studio del violino, su un “Guarneri” donatogli da un “fan” di Parma… La storia – nel bene e nel male &#8211; propone non di rado ritorni e circolarità.</p>
<p>Nel 1839, poco prima di morire, Paganini compila anche, in una lettera per un caro amico (l’avvocato Luigi Germi, che spera tanto di rivedere), <strong>la ricetta dei ravioli</strong>. Confessa: “Ogni giorno di magro e anche di grasso, sopporto una salivazione <em>rammentando gli squisiti ravioli che tante volte ho gustati alla tua mensa”</em>. Li adora un po’ come tutti i genovesi – credo che anche questa lettura stia inducendo in molti l’acquolina… &#8211; e la descrizione, quantunque non immune da pesantezze d’ortografia e sintassi, è quindi minuziosamente perfetta: “Per una libra e mezza di farina due libre di buon manzo magro per fare il suco (sic). Nel tegame si mette del butirro (sic), indi un poco di cipolla ben trittolata (sic) che soffrigga un poco. Si mette il manzo e fare che prenda un po’ di colore. E per ottenere un suco consistente si prende poche prese di farina, ed adagio adagio si semina in detto suco affinché prenda colore. Poi si prende della conserva di pomodoro, si disfa nell’acqua, se ne versa entro alla farina che sta nel tegame e si mescola per scioglierla maggiormente, ed in ultimo si pongono entro dei fonghi (sic) secchi ben tritolati e pestati ed ecco fatto il suco. Ora veniamo alla pasta per tirare le foglie senza ovi. Un poco di sale entro alla pasta gioverà alla consistenza della medesima. Ora veniamo al pieno. Nello stesso tegame con la carne si fa in quel suco cuocere mezza libra di vitella magra, poi si leva, si tritola e si pesta molto. Si prende un cervello di vitello, si cuoce nell’acqua, poi si cava la pelle che copre il cervello, si tritola e si pesta separatamente come come (sic). Si prende un pugno di borage (sic) chiamata in Nizza boraj, si fanno bollire, si premono molto, e si pestano come sopra. Si prendono tre ovi che bastano per una libra e mezza di farina. Si sbattono e uniti e nuovamente pestati insieme tutti gli oggetti sopra nominati, in detti ovi ponendovi un poco di formaggio parmigiano. Ecco fatto il pieno. <em>Potete servirvi del cappone in luogo del vitello, dei laccetti in luogo di cervello, per attenere un pieno più delicato. Se il pieno restasse duro si mette del suco. Per i ravioli la pasta si lascia un poco molla. Si lascia per un’ora sotto coperta da un piatto per ottenere le foglie sottili”.</em></p>
<p>* Paganini si firmava Niccolò e Nicolò, talora perfino Nicola…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/">I ravioli di Paganini (1839)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/i-ravioli-di-paganini-1839/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova, “Superba” per cibi e per cultura</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 09:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[carruggi]]></category>
		<category><![CDATA[cuoca di bernardo strozzi]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio montale]]></category>
		<category><![CDATA[focaccia di san giorgio]]></category>
		<category><![CDATA[focaccia genovese]]></category>
		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[kainua]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[outfood]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli di paganini]]></category>
		<category><![CDATA[rolli]]></category>
		<category><![CDATA[sottoripa]]></category>
		<category><![CDATA[torta di mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[trippa]]></category>
		<category><![CDATA[via luccoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=21615</guid>
		<description><![CDATA[<p>E’ sempre un’emozione persino per un genovese esplorare i carruggi della (propria) città. Io sono fra coloro che tanto si batterono – quando a Genova non s’incontrava un solo turista &#8211; affinché la &#8220;Superba&#8221; entrasse nell’atlante delle città imperdibili d’Italia, e direi che ormai ci siamo. Genova: luoghi del cuore (e della memoria) nel centro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/">Genova, “Superba” per cibi e per cultura</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-focaccia-genov.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21616" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-focaccia-genov-300x225.jpg" alt="foto focaccia genov" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E’ sempre un’emozione persino per un genovese esplorare i <em>carruggi</em> della (propria) città. Io sono fra coloro che tanto si batterono – quando a Genova non s’incontrava un solo turista &#8211; affinché la &#8220;Superba&#8221; entrasse nell’atlante delle città imperdibili d’Italia, e direi che ormai ci siamo.</p>
<h2>Genova: luoghi del cuore (e della memoria) nel centro storico</h2>
<p>Con <strong>Luisa Puppo</strong>, anche nel ricordo di sua nonna Dina, che dei carruggi conosceva ogni anfratto e bottega, percorriamo sovente quel dedalo labirintico che tra <strong>Sottoripa</strong> (per Montale un “paese di ferrame e alberature”) e le strade patrizie più ricche di <strong>Rolli</strong> tuttora mescola colori, odori, volti, voci.</p>
<p>In fondo, piazzette e vicoli si legano a storie – e ricordi &#8211; di ciascuno di noi. In quella bottega mio padre acquistava le cravatte importanti, a quell’altra commissionammo la torta della prima comunione, là era di rito <strong>la trippa</strong>, da &#8220;accomodare&#8221; con patate e fagiolane… E poi sartorie, farmacie, drogherie, “musei” del commercio ben vivi e vivaci.</p>
<p>Mia nonna abitava in <strong>vico dei Garibaldi, ad un passo da via Luccoli</strong>, era originaria di Napoli ma non l&#8217;avresti mai spostata dai carruggi. Conosceva tutti, lavorava come cuoca saltuariamente (vedova com’era da una vita) in trattorie e ristori, e non di rado sorseggiava un caffè con alcune delle signore che esercitavano il mestiere più antico del mondo. Detestava, viceversa, i contrabbandieri di Marlboro, e d’altro, che talvolta facevano capolino anche da quelle sue parti. Quando passavo a salutarla, mi accoglieva sempre con <strong>una favolosa striscia di focaccia*</strong>.</p>
<h2>Genova: alla scoperta del genius loci della città</h2>
<p>Non è affatto vero, ove qualcuno “osasse” sostenerlo, che <strong>Ligucibario®</strong> in questi anni abbia dedicato scarse attenzioni alle tante attività storiche che punteggiano la casbah. Anch’io, infatti, appartengo alla schiera di coloro che a Genova individuano nel porto, e nell’area che lo fronteggia, il <em>genius loci</em> più forte (<strong>Kainua</strong> emporio d’influenza etrusca), e che spessissimo in quell’area fanno shopping “mirato”, ben lontano da ipermercati e “non luoghi”…</p>
<p>Il progetto <a href="https://smart.comune.genova.it/comunicati-stampa-articoli/outfood-%E2%80%93-superba-cibi-e-cultura" target="_blank"><strong>“Outfood”</strong></a> stesso (6 video in italiano e inglese), che come associazione no profit Luisa Puppo ed io abbiamo realizzato con il Comune di Genova, è ripetutamente un omaggio al centro storico, alle vicende che ha ospitato, alle collezioni museali che lo arricchiscono. <strong>Tra i mortai di Palazzo Tursi ai ravioli di Paganini, dalla &#8220;Cuoca&#8221; di Bernardo Strozzi alla torta di Mazzini</strong>&#8230;</p>
<p>Il centro storico tuttavia, lo sappia subito chi ancora non lo conosce, è difficile da descrivere, occorre sperimentarlo dal vivo, addentrarvisi, passo dopo passo ascoltarlo.</p>
<p>Quello delle botteghe storiche genovesi è tema su cui con piacere tornerò nel prossimo articolo, stay tuned dunque, e arrivederci a Genova!</p>
<p>*qualcuno, quando un po&#8217; di tempo fa ho ideato la &#8220;<em>Focaccia di San Giorgio</em>&#8220;, ha voluto a tutti i costi immaginare ch&#8217;io (che da una vita mi spendo per divulgare con libri e web il made in Liguria!) intendessi far &#8220;concorrenza&#8221; alla focaccia classica. In Francia vige un detto cui pochi s&#8217;ispirano, &#8220;il faut reflechir avant de parler&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/">Genova, “Superba” per cibi e per cultura</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/genova-superba-cibi-cultura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genova a Zurigo per FESPO</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 16:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[borromini]]></category>
		<category><![CDATA[canton ticino]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia ligure]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[funicolare del righi]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[hoepli]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzeri]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo della rovere]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo tursi]]></category>
		<category><![CDATA[papa giulio II]]></category>
		<category><![CDATA[paul klee]]></category>
		<category><![CDATA[pegli]]></category>
		<category><![CDATA[risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[san gottardo]]></category>
		<category><![CDATA[savona]]></category>
		<category><![CDATA[sempione]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[taddeo carlone]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[viesseux]]></category>
		<category><![CDATA[zurigo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=18850</guid>
		<description><![CDATA[<p>Genova a Zurigo per FESPO In occasione della missione di marketing territoriale e turistico del Comune di Genova a Zurigo (organizzata in sinergia col Consolato Generale d’Italia a Zurigo, ENIT Svizzera e ICE Svizzera, ed il supporto di Walter Finkbohner, consulente Ferrovie Svizzere ed ex Consigliere Cantonale di Zurigo), abbiamo avuto il piacere di un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">Genova a Zurigo per FESPO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18851" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/genova-zurigo.jpg"><img class="size-medium wp-image-18851" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/genova-zurigo-300x225.jpg" alt="il Vicesindaco Stefano Balleari e l'Assessore Laura Gaggero" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il Vicesindaco Stefano Balleari e l&#8217;Assessore Laura Gaggero</p></div>
<p>Genova a Zurigo per FESPO</p>
<p>In occasione della missione di marketing territoriale e turistico del Comune di Genova a Zurigo (organizzata in sinergia col Consolato Generale d’Italia a Zurigo, ENIT Svizzera e ICE Svizzera, ed il supporto di Walter Finkbohner, consulente Ferrovie Svizzere ed ex Consigliere Cantonale di Zurigo), abbiamo avuto il piacere di un invito, per raccontare &#8211; e non solo a parole&#8230; &#8211; al pubblico dei visitatori l&#8217;enogastronomia genovese. Ci è parso &#8220;doveroso&#8221;, visti i cordiali rapporti che da sempre intercorrono fra la &#8220;Superba&#8221; e la Confederazione Elvetica, realizzarne anche una sintesi che, amici di Ligucibario, potete leggere qui di seguito. Ha sottolineato inoltre l&#8217;Assessore Laura Gaggero, al termine di una videoproiezione che ha mostrato alcune delle tante meraviglie cittadine: &#8220;Abbiamo potuto valorizzare il nostro patrimonio Unesco, i forti, i parchi storici, le promenade, il clima, la gastronomia&#8230;, e tutto ciò che fa di Genova una delle principali destinazioni turistiche italiane&#8221;.</p>
<p>SVIZZERA E GENOVA, UNA LUNGA AMICIZIA</p>
<p>Se gli Svizzeri oggi “stabilmente” in Italia sono qualche decina di migliaia e a Genova, indicativamente, alcune migliaia, le relazioni fra Genova e la Svizzera sono intense, trasversali e proficue da molti secoli (alcuni storici ipotizzano come primaria fase l’epoca delle crociate, lungo alcune delle vie marenche percorse anche dai pellegrini nordeuropei verso i luoghi santi). E la lingua italiana ha consentito notevoli “familiarità” col <strong>Canton Ticino</strong>.<br />
Il web stesso è prodigo di informazioni in proposito. Ma aldilà di alcuni aspetti archeo-storici difficili da comprovare (1), tuttora in Genova il passante ed il turista s’imbattono nel bar “Klainguti” (1828), nella pasticceria “Svizzera” (1910), e nella <strong>funicolare del Righi</strong> (1895-97), tutti luoghi che rimandano – diversamente – alla Confederazione Elvetica. Nel corso dell’800, la Svizzera accolse numerosi esuli politici genovesi fra cui <strong>Giuseppe Mazzini</strong> e Giovanni Ruffini, e il genovese Alessandro Repetti fondò a Lugano nel 1830 quella Tipografia Elvetica di Capolago che sino al 1853 divulgò clandestinamente nel Lombardo-Veneto austriaco gli ideali risorgimentisti.<br />
Molti genovesi hanno ammirato poi la scuola svizzera (1851) di via Peschiera (donde le memorabili gite in Appennino), o si sono formati &#8211; e si formano &#8211; presso il liceo artistico intitolato a <strong>Paul Klee</strong> (e la Genova del primo ‘900 è anche in una toccante annotazione di quel pittore, 22enne). Inoltre, la Svizzera è risultata il Paese straniero più attivo quanto a manifestazioni durante “Genova capitale culturale d’Europa del 2004”, e molti artisti svizzeri hanno figurato anche in più recenti mostre ed happening &#8211; con positivi riscontri di critica &#8211; ad es. presso il Museo di Villa Croce (piace sottolineare che alcuni di tali artisti hanno anche via via scelto di risiedere a Genova).<br />
Ma, arretrando in senso diacronico, sin dal ‘200 è assodata la presenza in Genova di mercanti provenienti dall’area del lago di Costanza nonché di alcuni scalpellini, “piccaprie”, sostanzialmente d’origine ticinese (tali operai specializzati affluirono anche in altre parti d’Italia e successivamente del mondo). Nel ‘400 poi vi abitò a più riprese Othmar Schlaipfer, di San Gallo, potente partner commerciale della Compagnia di Ravensburg, attiva dal 1380 al 1530 nell’import-export sovente di lusso (in patria Schlaipfer ricoprì non a caso importanti cariche). A propria volta i mercanti genovesi – in genere accompagnati da un console &#8211; presenziavano i markt svizzeri, ogni quattro mesi una delle fiere principali si svolgeva a <strong>Ginevra</strong>.<br />
Ma nel ‘600 giunsero a Genova anche alcune centinaia di mercenari cattolici (da <strong>Friburgo</strong> e via via da altrove) ingaggiati a difesa della città.<br />
Dal Basso Medioevo, in effetti, Genova rappresentò il primo transito naturale per l’emigrazione svizzera, gran parte della quale aggregò militari al servizio del Papa (2) tanto quanto dei Borboni, così come altri Svizzeri poi salparono verso l’America (anzitutto del Sud…), e il benessere economico che si respirava a Genova attrasse via via dalla Svizzera anche una colonia di “pionieri”/imprenditori. Il Consolato (Generale) di Svizzera non a caso a Genova aprì &#8211; come consolato onorario diretto da un “commissario commerciale” &#8211; già nel 1799 (il più antico dopo Bordeaux e precedente Marsiglia, tutti scali portuali. Seguirono, geopoliticamente, Trieste, Livorno, Napoli, Roma (3)). E nel 1919 vide la luce anche la <strong>Camera di Commercio svizzera per l’Italia</strong>, trasferita poi a Milano in via Manzoni 5 soltanto nel 1931, in pieno “boom” lombardo (si veda ad es. <a href="https://www.larivista.ch/">www.larivista.ch</a>). Da lì, nel 1941, vide la luce il magazine “La Svizzera industriale e  commerciale”.<br />
Gli Svizzeri a quel tempo in Italia operavano soprattutto nella finanza bancaria (la “ginevrina” Banca de la Rue ad es. aprì a Genova nel 1758), come industriali (in primis tessile, zucchero, metallurgia), come ingegneri (Giuseppe Bonzanigo, da non confondere con l’intagliatore astigiano, cooperò alla costruzione della tratta Genova-Ventimiglia), nonché come albergatori (a fine ’800 erano a gestione svizzera 60 <strong>alberghi</strong> d’Italia, fra cui alcuni dei più famosi, si veda ISRI Napoli, <em>Storia del turismo-annale 2003</em>, ed. F. Angeli, Milano, 2004)…<br />
Le relazioni fra Genova e la Svizzera furono, tuttavia, anche di segno fortemente artistico. Il museo di Sant’Agostino ospita l’antico <strong>Grifo scolpito in marmo dal campionese detto “Maestro di Giano”</strong>, risalente al 1315 circa. Dal ‘300, in effetti, scesero in Liguria architetti, scultori e stuccatori svizzeri. Nel corso del ‘400 pittori svizzeri germanofoni lavorarono presso <strong>Santa Maria di Castello</strong>, in specie nel (secondo) chiostro con l’Annunciazione e nei dipinti al piano superiore, ove s’accedeva alla biblioteca poi trasformata in cappella. I ticinesi “genovesi”, da parte loro, con proverbiale efficienza contribuirono ad un magnifico progresso edilizio e decorativo, sovente aggregandosi in impresa (secondo specializzazioni o parentele). E sempre garantendo al cliente formule – come oggi si direbbe &#8211; “chiavi in mano” a prezzi vantaggiosi.<br />
Nel Canton Ticino, a Rovio (tra le acque del lago di Lugano e la cima del monte Generoso) nel 1543 nacque lo scultore <strong>Taddeo Carlone</strong>, figlio d’arte, che emigrato a Genova col padre e con uno zio fu capostipite di una celebre discendenza di pittori (Giovanni e Giovan Battista risultarono fra i più prolifici del ‘600 genovese, e s’incontrano opere ad es. anche nell’entroterra).<br />
Sul lago di Lugano, ai piedi della Sighignola s’incontra anche la minuscola località di Bissone, ove nacque Francesco <strong>Borromini</strong> (1599-1667), il celebre architetto che più d’altri – “fuggendo” da Milano &#8211; caratterizzò la Roma barocca, dove conobbe un coetaneo ma già affermato Bernini. Ma bissonesi sono anche quei Gaggini/Gagini che in Liguria diedero ottima prova di sé in pittura e scultura (nel 1496 Matteo Gaggini di Bissone realizzò &#8211; fra l’altro &#8211; il primo ordine della facciata dell’austero <strong>palazzo Della Rovere in Savona</strong>).<br />
Né si può qui tacere una casata di architetti e stuccatori ticinesi, i Cantoni/Cantone di Cabbio, il cui percorso, dal ‘500 al ‘700, pertiene ancora una volta all&#8217;emigrazione, come per il succitato Borromini (o la famiglia d’architetti Adamini). Alcune delle loro creazioni genovesi sono assai note, ad es. <strong>la Strada Nuova elegantemente progettata da Bernardino Cantoni, un’eccellenza (vi sorge anche Palazzo Doria Tursi sede del Comune) nell’àmbito della pianificazione urbanistica cinquecentesca, o Palazzo Ducale, il quale rinasce, dopo l&#8217;incendio del 1777, grazie all&#8217;architetto Simone Cantoni</strong> (allertato dal fratello Gaetano) e altre maestranze afferenti alla famiglia e molto attive in Genova (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_e_ricostruzione_del_palazzo_Ducale_di_Genova">https://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_e_ricostruzione_del_palazzo_Ducale_di_Genova</a> ).<br />
Nel 1787 i fratelli Michel e Johan Speich, di Glarona (Svizzera centro-orientale), avviarono in Cornigliano una fabbrica di tele, import dall’India, stampate ideando l&#8217;albero fiorito che presenzia i più bei <strong>mezzeri</strong> (o mezzari), così amati dal pubblico femminile non solo ligure. Non si dimentichi – vicenda peraltro notissima &#8211; che in quegli anni Venezia, viceversa, con molteplici misure economico-xenofobe decretò dapprima l’espulsione dei <strong>Grigioni</strong> (1766) e poi di tutti gli altri elvetici (1771) dai propri territori…<br />
Quanto alla cultura umanistica, il Gabinetto scientifico-letterario <strong>Viesseux</strong> in palazzo Buondelmonti a Firenze data dal 1820, e <strong>Ulrico Hoepli</strong> – originario della Turgovia &#8211; nel 1870 fondò a Milano presso il Duomo (rilevandola per corrispondenza) una delle editrici tecnico-professionali tuttora più significative d’Italia.<br />
Nel 1883-1885 Franz Josef Bucher, originario del Cantone di Obwalden e futuro “promotore” della funicolare del Righi, avviò l’hotel <strong>Mediterranée di Pegli</strong> e ne fece (come stupirsene?) il più prestigioso albergo “belle époque” della riviera di ponente, dotato di ascensore, illuminazione elettrica e riscaldamento centrale, arenile privato e spazi “benessere”. E’ tuttora in attività.<br />
Fra un secolo e l’altro, infine, <strong>il San Gottardo (1882) e il Sempione (1906)</strong>, arditissimi tunnel alpini, legarono anche territorialmente Svizzera e Italia (nel 1927 venivano registrati a Genova 1864 svizzeri, seconda colonia italiana dopo Milano…), dunque due Paesi che solo il fascismo e poi alcune conflittualità sociali (portuali) del dopoguerra tennero più distanti. Dal Gottardo transitarono subito enormi stock di cereali dal porto di Genova alla Svizzera, e nel capoluogo ligure dal 1882 venne persino edito un quotidiano politico-finanziario intitolato <em>Il Gottardo</em>.<br />
Dal porto di Genova, peraltro, anche nel dopoguerra affluivano in Svizzera grandi quantità di petrolio, e negli anni 1950-60 s’inaugurò quell&#8217;oleodotto “del Rodano” che collegava Genova a Collombey-Muraz, nel Vallese, via Gran San Bernardo. In città, nel frattempo, s’insediò il gruppo lucernese Schindler (ascensoria, elevatori e scale mobili) e si consolidarono le industrie grafiche Lang, che ripresero una produzione tipolitografica avviata nel 1887 dallo zurighese Vittorio Waser.<br />
Il porto di Genova, oggi ormai riorganizzato a fini di maggior competitività organizzativa, tecnologica e tariffaria, è non a caso ridivenuto “sportello” commerciale con la Svizzera, e <strong>i rafforzamenti ferroviari all’orizzonte</strong> potranno consolidare tutti gl’interscambi già oggi nuovamente in essere. Del resto,</p>
<ul>
<li>economia,</li>
<li>turismo (la Liguria balneare è tradizionalmente meta degli svizzeri tanto quanto i liguri amano il paesaggio e la qualità della vita svizzeri),</li>
<li>cultura (le rispettive città d’arte)</li>
<li>e produzioni tipiche (i vini ed altro made in Italy sono in Svizzera apprezzati tanto quanto formaggi, cioccolati ecc. svizzeri in Italia)</li>
</ul>
<p>configurano un mix di bilateralità centrali quanto ad agende politiche: un mix nel quale ogni risorsa può, e deve, esser supporto alle altre, e a quella circolazione di persone, idee e merci che va di pari passo con la ricerca, lo sviluppo ed i trasporti.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(1) dai codici del &#8220;De Bello Gallico&#8221; notiamo <strong>Giulio Cesare</strong> alludere continuamente al primo insediamento romano in riva al Lemano, un oppidum poi vicus, come a Genua. E sull’Arve, a pochi minuti da Ginevra esiste una località antica, urbanisticamente ordinata, e vivace, il suo nome è &#8220;Carouge&#8221; (da Quadruvium?), dalle nitide evocazioni mediterranee&#8230; Si veda anche la voce “Ginevra” nell’Enciclopedia Treccani<br />
(2) il corpo delle Guardie Svizzere fu idea di <strong>un pontefice ligure, l’albisolese Papa Giulio II</strong> (Giuliano Della Rovere), per alcuni anni vescovo di Losanna. Nel Medioevo e nel Rinascimento i mercenari elvetici erano reputati i migliori per forza d’animo e lealtà. A fine ‘400, per conquistare Napoli, calarono in Italia con le truppe del giovane Carlo VIII di Valois, nelle cui file militava proprio il generale cardinale Della Rovere, che una volta asceso al soglio non scordò quell’ardimento, e volle un manipolo di svizzeri come guardia del corpo personale (i vibranti colori dell’uniforme si legano infatti anche al suo stemma famigliare)…<br />
(3) malgrado i rapporti di fatto già stretti, solo a fine ‘700, sotto la furia delle avanzate napoleoniche le quali “originarono” le repubbliche ligure (14 giugno 1797) ed elvetica (22 marzo 1798) e le relative costituzioni, si regolarizzarono reali rapporti diplomatico-commerciali. La Svizzera costituì un’apposita direzione centrale delle relazioni estere, che sin lì erano state appannaggio – soprattutto a fini di business &#8211; di organismi o di singoli, se non di corrieri operanti per conto di alcuni Cantoni o talora di uno soltanto&#8230; Così sorsero i primi consolati, definitivamente rappresentativi all’estero dell’ente statuale, e dell’appoggio istituzionale agli scambi commerciali di prioritario interesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/">Genova a Zurigo per FESPO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/genova-a-zurigo-per-fespo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
