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	<title>Ligucibario &#187; nervia</title>
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		<title>Dolceacqua fa lezione per i GAE</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 13:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dal 13 al 17 novembre si tiene la XX edizione della “Settimana della bioarchitettura e della sostenibilità”, un evento che, purtroppo, impegni di lavoro “ammassati” m’impediscono di seguire con l’attenzione che vorrei dedicargli. Fra i temi trattati figurerà, non a caso, anche quello delle comunità energetiche rinnovabili, tramite un webinar giovedì 16, tema che anch’io ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/dolceacqua-fa-lezione-per-i-gae/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21950" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/DSCN2099.jpg"><img class="size-medium wp-image-21950" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/DSCN2099-300x241.jpg" alt="Dolceacqua (IM)" width="300" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Dolceacqua (IM)</p></div>
<p>Dal 13 al 17 novembre si tiene la XX edizione della “<strong>Settimana della bioarchitettura e della sostenibilità</strong>”, un evento che, purtroppo, impegni di lavoro “ammassati” m’impediscono di seguire con l’attenzione che vorrei dedicargli. Fra i temi trattati figurerà, non a caso, anche quello delle comunità energetiche rinnovabili, tramite un webinar giovedì 16, tema che anch’io trattai nel mio <em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em>, pubblicazione ottenibile gratuitamente da alcuni mesi <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p>Nel “frattempo”, proseguono presso F.Ire, ente formativo di Genova, le mie docenze nella 3^ edizione (le prime 2 hanno costituito un oggettivo successo&#8230;) del percorso formativo per <strong>Guida Ambientale Escursionistica</strong>, percorso che al superamento dell’esame finale rilascia la qualifica abilitante alla professione.</p>
<p>Tra i Comuni della Liguria già coinvolti in progetti di Comunità energetica appare <strong>Dolceacqua</strong> (IM), in sinergia con le piemontesi Magliano Alpi e Carrù, entrambe in provincia di Cuneo.</p>
<p>Di Dolceacqua in aula abbiamo già conversato molto, essendo uno dei 10 luoghi dell’Imperiese interessati dall’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>. Si tratta di un borgo vivo, meraviglioso, che incarna al meglio tutte le caratteristiche della mediterraneità ponentina, e che “sedusse” artisti della levatura di <strong>Claude Monet</strong>. Il ponte a schiena d’asino sul torrente Nervia, il soprastante castello dei Doria, i carruggi fioriti, il favoloso Rossese DOC sia in versione base che superiore…, immagini di una realtà sfaccettata, che il turista ed escursionista consapevole, slow, sensibile ai valori della biodiversità non solo ambientale, porterà con sé incise nel cuore.</p>
<p>In aula io converso coi corsisti di territorio, di antropologia, di marketing turistico…, ma al contempo io “sono” <strong>Ligucibario®</strong>, e dunque di Dolceacqua ho esplorate negli anni anche tutte le tradizioni enogastronomiche, e direi proprio tutte tutte. Una cucina rurale, che genialmente ha reso creativa la frugalità.</p>
<p>Mi riferisco, talora in comprensibile “condivisione” coi borghi limitrofi (e amici Lettori ve le propongo per comodità in ordine alfabetico), ai <strong>barbagiuai</strong> (frittelle salate di zucca e brüssö, ogni cucina di casa una ricetta diversa?), ai <strong>bigareli</strong> (grumetti di pasta “stracciata” cacciati nel brodo, magari rileggendo qualche pagina di Sandro Oddo), al <strong>brandacujùn</strong> (stoccafisso – più che baccalà &#8211; ridotto a crema in unione ad altri ingredienti, &#8220;scuoti pirla che più scuoti e più vien buono!&#8221;), al <strong>brodu verdu</strong> (zuppa/passato di verdure), al pungente <strong>brüssö</strong> (ricotte e paste di formaggi fermentati, Cesare Pavese ne mangiava in corso Po a Torino), all’insalata detta <strong>canarosi</strong> (valeriana rossa), al <strong>carteletu</strong> (quarto anteriore del capretto, farcito, se ben ricordo lo cucinava anche &#8220;Vittorio&#8221; a Recco), ai <strong>ciui</strong> (lumache, sovente col riso), al <strong>coniglio</strong> (cuniu, alla carlona, stufato con… “quel che si ha in casa”, il vino sia preferibilmente Rossese), alle <strong>crocette</strong> (di fatto michette più burrose), alle<strong> cucarde</strong> (frittelle, bugie, ogni regione d&#8217;Italia dà loro un nome originale), al <strong>cundiun</strong> (condiglione di verdure crude, ma&#8230;senza galletta né tonno), all<strong>’erbun</strong> (torta di zucca, tritata e mixata ad altri ingredienti…), ai <strong>frescioi</strong> (friscêu, finger food con cui ungersi ben bene le dita), alle <strong>frittate</strong> (di patate e zucchine, Cristoforo Colombo permettendo…), al <strong>fugasun</strong> (torta di erbe/verdure di stagione, con riso a dar sostanza), agli <strong>gnocchi di pane</strong> (con pane di riciclo bagnato nel latte che si aveva, strizzato e asciugato in padella con una presa di burro. Si condisce con biete bollite e tritate, uova, formaggio e maggiorana. L&#8217; impasto poi si amalgama in palline, da sbollentare e infine condire con burro fuso e formaggi: gnocchi si lega non a caso a knoedel→canederli…), alla <strong>grissa</strong> (celebre pane da lunga lievitazione, in varie versioni), alla celeberrima <strong>michetta</strong> (sorta di brioche tondeggiante, e allusiva del castigo riservato a un Don Rodrigo locale che esigeva lo jus primae noctis), all’olio <strong>evo di monocultivar taggiasca</strong> (drupa da olio e da mensa, poca polpa tanta generosità), alla <strong>pasta cun a bagna</strong> o pasta russa (sorta di pizza, sardenaira con sugo di pomodoro lasciato un po&#8217; lento), al <strong>pistu</strong> (un pesto, guardando anche ai dirimpettai provenzali), ai <strong>pomodori (pumate) secchi</strong> (golosamente imbarattolati con olio e basilico), ai <strong>ravioli col pessigu</strong> (“pizzicati” uno per uno in fase di chiusura, a forma di caramella), al <strong>salame dolce</strong> (di solito pan di spagna con confetture o marmellate, cosparso di zucchero a velo, pensare che il mondo intero chiama il pan di spagna pâte génoise&#8230;), alla <strong>salsa agra</strong> (pelati cotti in aglio, olio e prezzemolo, infine con sale e aceto, salsa che accompagna specialmente pesci e verdure), alle <strong>sciu(r)e cene</strong> (fiori di zucca ripieni, sovente di purea di verdure), allo <strong>stucafì</strong> (stoccafisso, v. anche brandacujùn, &#8220;regalo&#8221; del naufragio veneziano di Pietro Querini alle isole Lofoten, anno domini 1432&#8230;), alla <strong>tacunà</strong> (pastafrolla “rattoppata”, con confetture o marmellate), e &#8211; da ultimo ma non ultime &#8211; alle <strong>trote</strong>.</p>
<p>Dunque, dalle aule del percorso GAE3…buon appetito!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Pasta cun a bagna</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 18:01:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>È una &#8220;pizza&#8221; con abbondante (bagna di) pomodoro, detta anche pasta russa (rossa), usuale anzitutto a Dolceacqua (IM), la terra del Rossese, un ponte sul Nervia, un castello in alto, e il ricordo di Monet&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-cun-a-bagna/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>È una &#8220;pizza&#8221; con abbondante (bagna di) pomodoro, detta anche pasta russa (rossa), usuale anzitutto a Dolceacqua (IM), la terra del Rossese, un ponte sul Nervia, un castello in alto, e il ricordo di Monet&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 14:36:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la voce <a title="Rossese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/rossese/">Rossese</a>. Lo splendido borgo dell&#8217;Imperiese, famoso per il ponte a schiena d&#8217;asino sul Nervia e il castello Doria, e caro anche all&#8217;impressionista parigino Claude Monet, dà infatti il nome alla DOC vinicola più antica della Liguria (1972)&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>Michetta di Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 08:35:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/20190412_134000.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19168" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/20190412_134000-300x168.jpg" alt="michetta di dolceacqua" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>Michetta di Dolceacqua (IM), c&#8217;è tanto da raccontare. A denominazione comunale (De.Co.), festeggiato il 16 agosto, questo dolce ha infatti una &#8220;storia&#8221;, che alluderebbe (il condizionale è d&#8217;obbligo&#8230;) alla liberazione da quello jus primae noctis tramite cui un marchese Doria, don Rodrigo locale, infierì sino al ‘300 sulle giovani ragazze. La michetta è una brioche di pasta lievitata cotta nel forno, di forma tondeggiante e allusiva, morbida, molto zuccherata. La variante “crocetta” prevede le scorze di limone. Per taluni, michetta come lemma deriva dal lombardo mica (briciola). Sia come sia, questa michetta è l&#8217;ennesimo pretesto &#8211; virtuoso &#8211; per visitare una della capitali &#8220;wine&#8221; della Liguria, una gastronomia inesauribile (dai bigareli alla tacunà), ed un borgo sul Nervia che definire magnifico è riduttivo, non a caso lo ritrasse Monet&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/michetta-di-dolceacqua-im/">Michetta di Dolceacqua</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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